giu
11

MeeGo 1.0, us*, Btrfs

 

The MeeGo v1.0 Core Software Platform Features include:

* Kernel based on 2.6.33
* DeviceKit and udev for interacting with hardware devices
* Modern 2D / 3D graphics stack including Kernel Mode Setting, non-root X
* Voice and data connectivity with Connman connection manager, Ofono telephony stack and BlueZ Bluetooth
* Qt 4.6
* Universal Plug and Play (gUPnP)
* Media frameworks
* Next generation file system BTRFS, as the default file system

Il file system più avanzato che esista, Btrfs… Due versioni disponibili: una con Google Chrome (e una EULA da accettare!), l altra con Chromium, totalmente libera (c est ici GNU GPL!). Ecco il torrent che punta a quest ultima:

meego-netbook-chromium-ia32-1.0-20100524.1.img

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giu
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MeeGo 1.0, us*, Btrfs

 

The MeeGo v1.0 Core Software Platform Features include:

* Kernel based on 2.6.33
* DeviceKit and udev for interacting with hardware devices
* Modern 2D / 3D graphics stack including Kernel Mode Setting, non-root X
* Voice and data connectivity with Connman connection manager, Ofono telephony stack and BlueZ Bluetooth
* Qt 4.6
* Universal Plug and Play (gUPnP)
* Media frameworks
* Next generation file system BTRFS, as the default file system

Il file system più avanzato che esista, Btrfs… Due versioni disponibili: una con Google Chrome (e una EULA da accettare), l altra con Chromium, totalmente libera. Ecco il torrent che punta a quest ultima:

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apr
30

Non centra il porno, Steve: tu stai parlando di libertà!

 

Una volta ho letto che dei ragazzi italiani, cenando con Stallman, gli avevano suggerito una licenza etica, che impedisse di usare il software per cose immorali, tipo le armi. Stallman rispose che non avrebbe accettato una tale licenza come libera, perché…semplicemente non lo era. La licenza etica era e voleva essere una licenza limitante della libertà di utilizzo.
Richard Stallman era allora, ed è a tutt oggi, l inventore del concetto di copyleft¹, che sta alla base di molte licenze libere, come la stessa GNU GPL o le varie Creative Commons, e il presidente e fondatore della Free Software Foundation. FSF. Free-Software-Foundation. FREE è la parola chiave da qui in poi. Ok. Il commensale che aveva proposto la licenza etica, in buona fede e però non soddisfatto della risposta, pensò di ripetergli la domanda, alche Stallman sbottò, a voce alta e in modo certo poco civile, dicendo:
I already told you what I think about it, now stop!

Questo curioso episodio è raccontato sul blog di Stefano Marinelli, che era uno dei fortunati commensali, e mi colpì molto. Poi oggi mi è tornato in mente, quando sul neonato Post ho letto queste parole di Steve Jobs (tradotte dall anglais, naturalmente):

Crediamo seriamente di avere una responsabilità morale nel tenere il porno fuori dall’iPhone. [...] Chi vuole il porno può comprarsi uno smartphone Android².

Ecco io ho una riflessione da fare su questa cosa, e non è a caso che questi due episodi li ho voluti accostare, né che di accostarli mi sia subito venuto in mente. La riflessione è sulla libertà, ma presuppone che nei destinatari ci siano già una consapevolezza e un idea chiara di quello che significano i concetti accennati su in cima: licenze e copyleft.

La responsabilità morale di un produttore di elettrodomestici o la licenza etica non sono altro che delle censure upstream, per così dire, che vorrebbero porsi a limitazione dell uso di qualcosa. Ora, nel rispetto della Legge, io con le cose che compro ci faccio rispettosamente quello che mi pare, e lo pretendo. L idea che Jobs vuol far passare, sbandierando un intenzione in ogni caso bigotta, è che sia lecito per il produttore controllare i contenuti dei giocattoli che vende: che cioè anche dopo il venderli, quando sono vostri o miei, sia sempre lui a deciderne i limiti e i contenuti; questo si e questo no, questo è morale e questo è sconcio, questo è gratis e questo si paga, questo si paga e quest altro pure. Prosaicamente, vuol farci i quattrini. E questo va bene, fino ad un certo punto: libero lui di vendere manette e liberi noi di non comprare il giocattolo. Ma per il ruolo che hanno, e avranno in futuro, le tecnologie digitali nella nostra società, il peso e le conseguenze delle differenti posizioni, quella di Stallman e quella di Jobs, sono di molto maggiore importanza.
Questo discorso è molto ampio e, come nel caso del film di Miloš Forman su in copertina, va subito molto lontano dalla discussione sulla pornografia. Ma ci tornerò poi, perché c è una chiave di lettura.

Libertà digitali, lotta alla pirateria e Pirate Party svedese che conquista un seggio al Parlamento Europeo, brevetti software, SIAE e RIAA, OpenOffice.org, formati chiusi nell Amministrazione pubblica e loro costi in prospettiva, GNU/Linux e il decreto Bondi sull equo compenso, About A Boy con Hugh Grant…e molti altri argomenti ancora, tutte cose che hanno e avranno delle influenze sulla nostra società e che in qualche modo c entrano con questa cosa.
Questo post nasce da uno spunto e vuole essere nient altro che uno spunto, già sento che verrà fuori sommario, per brevità, e partigiano per le intenzioni, ma ho voglia di scrivere. In ogni caso vi chiedo di pensare di riconsiderare le vostre idee sulla proprietà intellettuale.

La proprietà intellettuale in senso restrittivo è un idea e una cosa moderna, nasce con l industria come Proprietà industriale, cioè nella forma di brevetti per le macchine, per garantire all idea originale i suoi privilegi nel nuovo scenario della concorrenza. Prima non c era: e la stessa parola invenzione usata nella terminologia giuridica del brevetto viene dal latino invenire, che però significa trovare . In latino una parola così, che cioè inplichi la proprietà intellettuale, non c è, e neanche in greco: perché manca il concetto che qualcosa possa venir fuori dal nulla, per la sola opera di qualcuno o di qualcosa. Già per Democrito, V secolo a.C., era perfettamente chiaro che Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma . E se questo valeva per la Natura, allo stesso modo valeva per le Idee (Platone). Il concetto di creazione come lo intendiamo oggi, cioè creazione dal nulla, è un concetto cristiano. Quando i teologi cristiani lo introdussero, il verbo latino creare aveva un altro significato: ed infatti dovettero usare l espressione creare ex nihilo , creare dal nulla , di cui l odierno creare è la contrazione, perché oramai è passato il senso.

Nel mondo del software, il concetto di codice proprietario e quindi la pratica di vincolarne l uso e la condivisione con licenze restrittive e dietro pagamento, nascono con la LETTERA APERTA AGLI HOBBISTI scritta da Bill Gates nel 1976, e sono la più intima ragione degli enormi guadagni di Microsoft: un azienda che, materialmente, non produceva nulla. Prima ingegneri, informatici e programmatori si scambiavano il codice o parti di esso, naturalmente, così come in fabbrica un operaio insegnava al nuovo ad usare meglio un tornio, più velocemente, con meno fatica. Così è evoluta pure l agricoltura, per secoli: dal contadino che fa qualche esperimento al figlio, al cognato e al vicino, se sono in buoni rapporti. E così ogni altra branca dello scibile, tutte: nani sulle spalle dei giganti, con molta umiltà, diceva Newton riguardo ai suoi lavori. Condivisione, shearing, altrimenti ci tocca sempre reinventare la ruota, o farci schiacciare dai giganti. A me qui viene sempre in mente Henry Ford che paga ai babilonesi 4 dollari per ogni Fiesta venduta.

Il punto è questo, se la società, per apprezzare il senso profondo e fecondo della condivisione, dovrà passare attraverso brevetti e loro aberrazioni, come i Non-disclosure agreements (NDA), ebbene allora è giusto che sia fatto, è necessario (Navigare necesse est…). Sono le vie tortuose della Storia. Tesi antitesi e sintesi. Aufhebung. Il copyleft. Cioè sempre licenze, con una forma giuridica e tutti i crismi: che però garantiscono, insieme all autore, anche tutti quelli che ne vorranno usufruire. Garantiscono che quel che viene licenziato resterà libero.
Messa in questa prospettiva, si potrà forse capire quanto la portata delle idee di questo signore qui accanto sia enorme, rivoluzionaria e romantica. E si capisce pure, da quel tutti , quale buon gioco abbiano avuto le varie, idiote, connotazioni politiche di Stallman come comunista o socialista. Così come si capisce da che parte vengono e di quali interessi sono a difesa. Vogliono far attecchire il disprezzo, e criminalizzare. Lo stesso ha fatto Microsoft nei confronti di Linux, per anni. Lo stesso fanno le campagne pubblicitarie della SIAE contro i cosiddetti pirati, paragonandoli ai ladri. E la stessa intenzione è pure nelle parole di Jobs contro gli smartphone Android:

Chi vuole il porno può comprarsi uno smartphone Android.


¹ il copyleft sta alla base anche di Wikipedia, L enciclopedia libera, cui rimando la spiegazione e l approfondimento. Voglio solo sottolineare che il libera di Wikipedia vuole intendere le stesse libertà basilari pensate e poste da Stallman nel concetto di copyleft.
² Android è una piattaforma open source per dispositivi mobili basata sul sistema operativo Linux.

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gen
21

viale felipe di pollycoke :)

 
Sono tornato! Siamo tornati!” (cit.)

si ma devi guardare la foto che sporge in basso, a destra: c è un garofano rosso, giuro!

È tornato! Anzi sono tornati! Eh si, perché in realtà sono in due. Sono due i ritorni che hanno segnato le cronache di questi giorni. Corsi e ricorsi. E non puoi non saperlo, anche se ti stai nascondendo dalla brutale realtà di questo sfavorevole anno di nostro signore 1971 (cit.) 2010. Non puoi non saperlo perché c è Internet.

Due grandi leader, seguiti, amati, idolatrati, incens(ur)ati ma pure, come tutti i grandi della storia, criticati e odiati, disprezzati, addirittura condannati (ma uno solo da alcuni, l altro dai giudici). Entrambi sono stati faziosi, sempre. Entrambi hanno dimostrato di avere un ego enorme, smisurato, arrogante e insofferente alle critiche (in realtà, io questa cosa non la penso di tutti e due; ma di uno si, e lo scoprì a sue spese Alberto Cavallari, direttore del Corriere della Sera dal 1981 al 1984). Entrambi amavano circondarsi di signorine licenziose e lascive, e di nani (solo che uno i nani li teneva in giardino, l altro…beh, l altro aveva un giardino decisamente più grande). Entrambi hanno fatto di tutto perché la propria comunità, la propria parte crescesse. Entrambi si sono venduti, e hanno venduto tutti noi, per soldi (ma uno solo secondo alcuni, l altro secondo i giudici: la verità è che il primo ha semplicemente venduto, l altro semplicemente rubava). Entrambi hanno vissuto dall altra parte del Mare nostrum (il primo per colpa del fato imperscrutabile e crudele, il secondo per colpa dei giudici che l avevano scoperto). Uno ha contribuito a far arrivare la sua specie (Sphenisciformes, in realtà un ordine) allo storico traguardo del 1%, l altro ha fatto arrivare il suo partito fino al 13%, ma poi è finita che gli tiravano le monete gridandogli ladro! , quindi l ha completamente distrutto e ancora oggi, cioè, almeno fino a ieri, in Italia non si poteva dire con tanta leggerezza di essere socialista di quell idea lì, perché per almeno dieci anni significava anche altre cose, tipo quella che gridavano quelli delle monete di cui sopra. Ma l ho detto, questo fino a ieri. Oggi sono tornati, ed è necessario un sano revisionismo. Ché poi non è vero, non sono mai andati via. Sono rimasti lì, sempre, mischiati alla gente, in mezzo a meccanici, a parrucchiere, a parlamentari: sono rimasti proprio lì, lì dov erano prima. Magari più a destra, ma vicino al formaggio.

Ma di chi sto parlando insomma? Vi do un indizio: ad uno dei due sarà dedicata una strada. Non avete ancora capito? Allora, da una parte c è un grande statista, l altro invece è stato per molto tempo..oh, scusate: CRAXI DOVE CAZZO VAI!! (cit.) Oh!

Dicevo: uno è sta… ehm, felipe: guarda che scherzavo! Per cortesia, torna un po più in qua e non montarti la testa. E comunque, visto che sei tornato su pollycoke.org:

Bentornato!

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dic
10

Linux non è…filosofia.

 
«Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante se ne sogni la tua filosofia.»
Amleto

Questa bella immagine risponde ad uno trai tanti fraintendimenti riguardo a Linux e al mondo del software libero: un altro ancora è che, con il primo, si indica spesso tutto il secondo.
A me per esempio non dispiace che si dica Linux piuttosto che GNU/Linux , per molti motivi. Primo, perché le fortune di un nome rispetto ad un altro rispondono ad un criterio di selezione naturale che è sciocco sottovalutare. Si guardi quante parole nuove, magari inglesismi che fanno storcere il naso, entrano ogni anno nello Zanichelli: possono non piacere, ma sono già nell uso comune. Secondo, perché la pedanteria, quando inutile, è dannosa: la persona che, mossa da sana e feconda curiosità, vorrà approfondire l argomento del software libero, scoprirà da sé che il progetto GNU è stato molto più importante (propriamente: fondamentale) del kernel Linux. Ed eviterà magari di diventare l ennesimo professorino evangelizzante. Tutto questo però è subordinato a due cose: prima la chiarezza, e secondo il contesto.

Questo post non è che una risposta e l epilogo di una storia, almeno per quanto mi riguarda: questa storia. L autore dell articolo vi ha aggiunto una nota (Upgrade, sic.) in calce, con la quale sembra voler seguire la moda del tempo: si lamenta prima di tutto di aver ricevuto commenti insultanti (qualcuno ne ho letto, ma non ho trovato insulti, se non è insulto chiamare ignorante colui che ignora) che comunque, per liberalità, vorrà in parte pubblicare. Poi fa arrogantemente e maldestramente ammenda, sottolineando però, ovviamente, di essere stato frainteso. E poi, poi…poi dice, nell ordine: una banalità, una stupidaggine e un altra stupidaggine ancora. Ecco qua:

…Che Google Chrome OS sia basato su kernel Linux lo insegnano alle scuole elementari e, sbagliando evidentemente e per questo chiedo doppiamente scusa, lo davo per scontato. La questione è che Google NON E Linux e viceversa. Google è un azienda nata per fare profitti, e troverà il modo di farli anche con il suo sistema operativo. Ha sposato la causa open ma non la sua filosofia, almeno non fino in fondo. Linux è, appunto, una filosofia, non è un marchio, nella accezione di questo post. Non è una sottile differenza.

Valerio Mariani su www.lastampa.it, link

Allora, se Lei scrive su una testata generalista come LaStampa, non può pretendere che i lettori sappiano “che Google Chrome OS sia basato su kernel Linux”, proprio perché non “lo insegnano alle scuole elementari”. Se Lei si arrischia ad affrontare un argomento tecnico per lettori che tecnici non sono, abbia la premura di informarli con chiarezza prima di tirare fuori giudizi, congetture o previsioni personali.
Google è un azienda che usa Linux, così come lo sono tante altre che ugualmente ci fanno denari o comunque mirano ai profitti (banalità). Se con Linux vogliamo riferirci a tutto l ecosistema (per così dire, ché poi è anche equo e sostenibile e solidale…) del software libero, allora sicuramente Linux non è solo una filosofia. Se fosse solo una filosofia, non avrebbe fatto strada nel mercato: Linux è prima di tutto una licenza, la GNU GPL. Chi prende Linux, ne accetta la licenza coi suoi vincoli. E questo basta: alla fine, ChromeOS non potrà non contribuire a Linux. Non è una questione di intenzioni, se Stallman si fosse affidato alle sole buone intenzioni, avrebbe finito per lastricare qualche lussuoso ufficio di Silicon Valley (o di Redmond, chissà). E no: non è una sottile differenza.

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dic
01

Re: Chrome è il canto del cigno di Linux?

 

C è un articolo di Valerio Mariani su LaStampa.it a cui Doxalibre ha risposto ed ha invitato a rispondere. Segue appunto la mia, già postata come commento all articolo, ma ancora non pubblicata. Siamo in attesa di moderazione.
Con l occasione voglio fare i complimenti a Lo strillone del web, una voce aperta su molti temi, originale, competente e ben scritta.

————————————————

@ caro Valerio Mariani,
la Sua analisi mi sembra un po strampalata, mi scusi. Vedrò di usare un po d ordine.

Innanzitutto i dati di vendita di Windows: primo perché sommariamente coincidono, per forza di cose, con quelli dei pc venduti. La maggior parte delle distribuzioni Linux per gli utenti sono gratuite, e quindi il dato dei Linux installati non si ricava certo dai dati di vendita.
Ciononostante una certa, seppur bassa, penetrazione di Linux nei pc c è da tempo, ed è ultimamente in buona crescita grazie a distro come Ubuntu.
Al contrario di ChromeOS, che al momento non è altro che un progetto in fase alpha, quindi di mercato non se ne parla proprio. E, entrando nel merito, ci sono delle importanti note da fare: primo, ChromeOS non è un sistema operativo vero e proprio, ma punta ad essere solo una piattaforma di Cloud Computing, cioè nient altro che un browser che interfaccia il pc coi server, dove avvengono TUTTE le operazioni e dove risiedono TUTTI i file dell utente. Di qui, il discorso della velocità è ovvio. Secondo, è dedicato alle sole macchine dotate di memorie a stato solido: al giorno d oggi una percentuale molto ridotta, ma chissà. Terzo punto, e più importante: ChromeOS è…basato proprio su Linux!
Tralascio un paio di capoversi, dei quali però condivido la Sua prudenza riguardo a Google e al suo concetto di open sources.

“Google è riuscito in poco tempo, e partendo da molto più lontano, ad arrivare dove Linus Torvalds non è mai arrivato, e non arriverà più, e il suo silenzio personale sulla vicenda, tra l’altro è assordante.”

(questa la parte dell articolo a cui rispondo qui di seguito, esempio di rovesciamento della realtà)

Poi però non posso che stupirmi: dove sarebbe arrivata Google, in poco tempo e partendo da lontano? Anzi, “da molto più lontano”, come Lei dice? Come ho scritto sopra, ChromeOS non parte da lontano, parte da Linux; Linus Torvalds invece è partito da un punto preciso, sull asse cartesiano è lo zero! A Lei stabilire la distanza tra il 1991 e quello che Linux è adesso. Ma la cosa davvero paradossale è che Lei afferma che Google sia arrivata, cioè che un sistema operativo lo abbia fatto, e piace, è utilizzato, vende e funziona (il che ovviamente non è vero, almeno ad oggi!); e Linux no. E non ci arriverà più: ma Linux c è GIÀ arrivato! Lei stesso parla di distribuzioni…usciamo dal paradosso, mi permetta, ha detto una stupidaggine!
Cosa vuole che dica Linus Torvalds, se ANCHE Google ha scelto Linux per il suo ChromeOS? Davvero, non è certo sordo!

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ott
29

Chrome Extensions

 
cecì est une link

Chromium mi piace sempre di più: è velocissimo, minimal e funzionale come nel miglior stile Google. E soprattutto è un progetto open-source. Google Chrome è lo stesso identico browser, solo con l aggiunta del marchio Google , che è proprietario (la stessa cosa accade per Firefox: il codice è aperto, ma il brand è proprietà di Mozilla). Per Ubuntu esiste questo PPA for Ubuntu Chromium Daily Builds; da Karmic¹ in poi, per aggiungere questo PPA alle proprie sorgenti software e autenticarlo basta:

sudo add-apt-repository ppa:chromium-daily

Ora, esiste un sito che raccoglie estensioni per Google Chrome e Chromium (ma devono essere nel ramo in sviluppo 4.0.xxx!), che non è affiliato né sponsorizzato da Google Inc. È costituito da contributi -le estensioni, appunto- forniti da utenti che hanno voluto aggiungere una caratteristica che credevano mancasse a Chrom*. E hanno potuto aggiungerla perché Chromium is the open-source project behind Google Chrome .²

Io ad esempio sentivo la mancanza di una cosa del genere: Bubble Translate.

È l equivalente di gTranslate di Firefox, e di professione traduce.

¹ Ubuntu 9.10 is here. Benvenuta!
² Chromium – Google Code

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ago
21

STRONCONIUM LIBERUM ROMANO TANTUM PONTIFICI SUBIECTUM CUI SERVIRE LIBERTAS

 
Essendo in villeggiatura dovrei essere outside, invece il grande Marvik m ha prestato la sua chiavetta TIM, Alice MOBILE E1692.
Grazie.

Con Ubuntu Jaunty funziona tutto, ma con ste chiavette ancora si va piuttosto lenti, la copertura è scarsa e mi sembrano care. Ho cercato di rimediare a tutto ciò configurando questa connessione con i FoolDNS, che, impedendo a molta roba di passare, dovrebbero velocizzare la navigazione e far risparmiare qualcosa.

A proposito: la chiavetta è venduta per 7,2 mega-al-secondo, e di certo non sono; ma poi fintanto che i provider faranno pagare queste connessioni a tempo, gli converrà che queste siano più lente possibile, signor Garante, signori della CODACONS e signore della giuria.

Come utilizzare questo servizio su una sola delle connessioni riportate da NetworkManager:

1. clic dx su l icona di NM, Modifica connessioni…
2. selezionare una connessione (nel mio caso TIM nella sezione Banda Larga mobile ) e quindi Modifica
3. nella sezione Impostazioni IPv4 cambiare il Metodo in Solo indirizzi (PPP) automatici e quindi, sotto, nella casella Server DNS che ora è diventata scrivibile, incollare questo:

87.118.111.215, 81.174.67.134, 213.140.2.12

Sono i due server di FoolDNS più quello di Fastweb, che loro stessi consigliano. Potreste volerne mettere altri, ricordate di separarli con una virgola e uno spazio. Tutto qui

clic dx su l icona di NetworkManager nel pannello, Informazioni connessione

Ci sono molti motivi per voler usare il servizio di DNS libero e gratuito FoolDNS: impedisce di essere tracciati, blocca siti pericolosi causa malware e persino qualche sito porno, blocca la pubblicità (advertising, in gergo) e perciò velocizza la navigazione alleggerendo le pagine.
Ovviamente se avete un sito questo potrebbe non piacervi, perché gli utenti di FoolDNS che lo visitassero non vedrebbero la pubblicità, e voi non guadagnereste con loro. Ad esempio qui su Proarci spariscono gli inserti di Adsense, ma va bene. Invece mi ha seccato scoprire, ma era ovvio viste le premesse del servizio, che FoolDNS blocca i suggerimenti di Google, che sono comodi e sono anche curiosi da leggere.
In conclusione: lo consiglierei a chiunque si connettesse con una qualsiasi di queste penose chiavette; chi poi fosse contento potrebbe, tornando a casa, settare questi DNS direttamente sul router.
Ah, visto il logo? Carino, vero? Quel segno in piccolo sulla S di DNS non è una B , è una Beta!

Una leggenda vuole che il paese sia sorto su…

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