mar
01

Kubuntu – Ubuntu: Scrivere ed aggiornare facilmente gli articoli del nostro blog con Kblogger

 
Kblogger

Kblogger

Kblogger è un’applicazione davvero molto utile che ci da la possibilità di scrivere,modificare,eliminare gli articoli del nostro blog senza dover usare il browser.

E’ compatibile con:

WordPress, Blogspot, Drupal, Livejurnal

C’è da dire che questo è un pacchetto per Kubuntu dove il progetto è un pò più avanti mentre per Ubuntu si è ancora alla versione precedente.

Sinceramente preferisco fare tutto dal mio browser però se qualcuno volesse provarlo o usarlo trova tutto nella pagina ufficiale.

Homepage

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feb
15

Breve introduzione a joomla!

 

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feb
14

Prima di aggiornare WordPress su Aruba

 

Tra i miei feed ho trovato tanti articoli che scoraggiano l’aggiornamento di WordPress su hosting Linux di Aruba. Io invece dico FATELO! Prima però c’è da prendere in considerazione un piccolo accorgimento.

Wordpress

Leggi il resto di Prima di aggiornare WordPress su Aruba (162 parole)


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30

Installare una copia in locale di WordPress 2.7 su Linux

 

L’ultima versione di WordPress ha portato con sé parecchie nuove funzioni interessanti, e per questo è un aggiornamento caldamente consigliato.

Tuttavia, prima di procedere all’installazione della release 2.7 sul proprio blog, non sarebbe male poterne testare le funzionalità su una copia in locale, al fine di scongiurare brutte sorprese ed incompatibilità.

Per fare ciò di solito è necessario mettere in piedi una installazione LAMP sul proprio computer, ma configurare i vari pezzi affinché possano funzionare insieme potrebbe essere cosa lunga e faticosa, soprattutto per chi non conosce approfonditamente il funzionamento delle parti che ne compongono il sistema.

Su Linux, in particolare su Ubuntu, basterebbero pochi comandi per procurarsi dai repository i pacchetti necessari, ma questa procedura comporta anche il recupero delle varie dipendenze connesse a tali pacchetti, di cui non è sempre facile liberarsi quando non se ne ha più bisogno. Inoltre rimane sempre la questione della configurazione e della gestione dei servizi installati che preclude una certa dimestichezza.

Una soluzione all in one

Con Bitnami WordPress Stack possiamo invece concederci il lusso di non dover pensare a come far combaciare le parti che compongono un sistema LAMP ed addirittura è possibile avere una copia di WordPress 2.7 già pronta per i nostri esperimenti.

Infatti, il bundle di installazione comprende uno stack preconfigurato di Apache, MySQL e PHP che va ad installarsi in una cartella a nostra scelta. Ivi contenuti ci sono tutti i file di cui abbiamo bisogno, senza dover scomodare nessun package manager.

L’installer è di facile utilizzo, dopo avergli dato i permessi di esecuzione ( tramite interfaccia grafica o con il solito chmod +x ) ed averlo lanciato, ci si presenterà di fronte un classico wizard “Avanti Avanti Avanti Fine” che non ha bisogno di grandi interventi se non nell’immissione di un nome utente e password.

Terminata la procedura si aprirà una pagina di benvenuto dalla quale potremo accedere alla nostra copia locale di WordPress.

Da questo momento in poi potremo effettuare tutte le operazioni che facciamo di solito sul nostro blog, con un qualcosa in più dato dalla velocità di esecuzione e dalla libertà di accesso alle parti più intime del CMS tramite la naturale interfaccia del sistema operativo al quale siamo abituati.

Gestire i servizi

Come già accennato in precedenza, tutti i programmi necessari sono nella cartella scelta per l’installazione, compreso lo script che controlla l’utilizzo dei servizi Apache e MySql.

La sintassi è molto semplice:

./ctlscript.sh (start|stop|restart)
./ctlscript.sh (start|stop|restart) mysql
./ctlscript.sh (start|stop|restart) apache

Possiamo dunque far partire/fermare l’intero stack oppure solo un singolo servizio.

Per disinstallare tutto basta lanciare lo script uninstall che viene creato in fase di installazione o semplicemente cancellare la cartella.

Fonte

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28

Work in progress: wp-shortcut (2)

 

Ed ecco un prima bozza quasi-forse-ma_perchè_no funzionante (solo su Firefox) del plugin:











CTRL









ALT
+








>

Il testo dello shortcut può essere selezionato per essere copiato ed incollato dove si vuole.

Un ringraziamento ad Aldo Latino per il tema dei pulsanti.

Stay tuned!!!

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28

Work in progress: wp-shortcut

 

Sto iniziando a scrivere un plugin per WordPressW che chiamerò wp-shortcut.

Questo plugin mostra in maniera pseudo grafica le combinazioni di tasti (shortcut) che si vogliono riportare in un articolo.

Faccio un esempio:  voglio scrivere un post sul cubo di compiz elencando le  combinazioni di tasti da utilizzare per ruotarlo.

Bene, con il plugin installato ed attivato gli shortcut verranno mostrati così :

wp-shortcut

Questo che vedete in alto è uno screenshot di una pagina che ho creato per farmi un’idea su come impostare l’HTMLW finale. La scrittura del plugin vero e proprio deve ancora iniziare ma per lo meno ho già le idee chiare su cosa voglio ottenere.

Per avere questo risultato non verranno usate librerie grafiche, ma solo qualche immagine gif (di pochi byte) e del CSS.

Cosa ne dite? Può essere utlie?

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26

Ottimizzazione di Apache per WordPress

 

apache-pinguini Dopo aver installato il blog sul web server Apache, ecco come ottimizzare tutta la piattaforma.

Infatti non bisogna concentrarsi unicamente su un componente ma per ottenere alte prestazioni, tutto il sistema deve essere configurato ad hoc.

WordPress è un CMS molto esigente in termini di risorse; ogni versione che viene rilasciata introduce funzioni nuove e interessanti ma aumenta la complessità e la pesantezza del codice.

Sistema operativo

Per migliorare le performance di Debian, è certamente una buona cosa evitare di usare moduli del kernel o deamon che non servono. Scegliendo solo l’ambiente base al momento dell’installazione della distribuzione già molto del lavoro è stato fatto.

Aggiornare frequentemente i programmi del proprio sistema operativo usando i comandi apt-get update e apt-get upgrade.

Il web server Apache

Apache è un web server completo e a volte più pesante ad altri concorrenti. Soluzioni come Lighttpd non sono ancora utilizzabili se si vogliono sfruttare caratteristiche avanzate molto utili come la riscrittura degli URL (mod_rewrite).

Per evitare di consumare risorse di sistema eccessivamente bisogna disabilitare tutti i moduli di Apache che non servono.

Il punto nodale della messa a punto del web server risiede nel file /etc/apache2/apache2.conf

Nel file sono presenti due configurazioni che vengono utilizzate nel caso in cui si usi una versione prefork o worker di Apache. Nella maggior parte delle situazioni è bene usare la versione più sicura prefork che è più tollerante in caso di crash dei moduli.

KeepAlive

MaxKeepAliveRequests

KeepAliveTimeout

MinSpareServers

MaxSpareServers

StartServers

MaxClients

MaxRequestsPerChild

Se la funzione KeepAlive è impostata su On, più richieste vengono soddisfatte usando la medesima connessione TCP; per WordPress l’attivazione di KeepAlive è altamente consigliata perché molti elementi vengono inviati per visualizzare anche solo una pagina del blog.

KeepAliveTimeout consente di stabilire per quanto una connessione può rimanere stabilita. Mettere un valore compreso fra 2 e 5, generalmente non fa aspettare troppo i processi figli per servire nuovi richieste da parte di altri client. Impostando un valore alto può far diminuire la capacità di servire tante connessioni contemporaneamente.

MaxKeepAliveRequests descrive il numero di richieste persistenti autorizzate. Un valore compreso fra 100 e 500, dovrebbe consentire di ottenere buone prestazioni con mezzo migliaio di utenti. Un numero alto può portare ad un eccessivo uso delle risorse. Anche un numero basso deteriora le prestazioni perché una volta superato il limite delle connessioni persistenti, ogni ulteriore richiesta viene soddisfatta creando una nuova connessione TCP.

MaxClients è il numero massimo di processi figli che possono essere creati per servi le richieste, in particolare limita il numero di richieste simultanee che Apache servirà. Ogni ulteriore connessione verrà accodata fino a che un processo figlio non si liberi.

Un numero basso può portare ad aumentare sensibilmente i tempi di risposta del server, problema particolarmente degradante con elevato traffico. Un valore troppo alto conduce ad un aumento di utilizzo delle risorse e probabilmente all’uso della memoria swap che rovina drasticamente le performance del web server.

Il numero di MaxClients va scelto tenendo in considerazione il tipo di contenuto distribuito e l’ammontare di RAM disponibile. Per WordPress che distribuisce generalmente file dinamici, un processo figlio può aver bisogno di 15 megabyte (anche più…), mentre se si devono inviare file statici possono bastare 2 megabyte per child process.

Per calcolarlo, usare questa formula:

MaxClients = 5 * (Megabyte di memoria RAM disponibili per il server) / (dimensione dei figli in base al tipo).

Esempio: con 512 MB e con pagine dinamiche, ottengo 170.

Sono possibili anche valori più alti anche del 30%, ma questo deve essere provato empiricamente (facendo dei tentativi) per trovare il numero ottimale.

MinSpareServers e MaxSpareServers impostano rispettivamente il numero minimo di processi figli in attesa di connessioni e il numero massimo. Se MinSpareServers è troppo basso, ogni volta che si supera il numero di connessioni supera il valore Apache deve creare un nuovo processo per servire la richiesta. L’operazione di fork (o generazione di nuovi processi) è molto onerosa e più portare a dei rallentamenti nel servire i client. Ovviamente un numero elevato di processi in attesa consuma le risorse inutilmente.

Impostare MinSpareServers tra 5 e 8 e MaxSpareServers tra 10 e 20. Maggiore è la RAM e la potenza del processore e più alti possono essere i parametri.

StartServers è relativo al numero di processi figli creati all’avvio del web server che deve essere compreso fra MinSpareServers e MaxSpareServers (estremi inclusi).

In molti casi è meglio scegliere per StartServers lo stesso numero scelto per MinSpareServers.

MaxRequestsPerChild rappresenta il numero di connessioni gestite da un processo prima di essere terminato. Dopo aver servito molte richieste un processo può essere cresciuto di molto e può aver contribuito negativamente creando dei memory leak. Così è possibile finire un processo e avviarne uno nuovo. Naturalmente la creazione di nuovi processi è costosa. Mettendo 0, i processi non vengono mai terminati (altamente sconsigliato).

Un valore compreso fra 1000 e 2000 può andare bene.

Per rendere effettivi i cambiamenti riavviare Apache col comando:

# /etc/init.d/apache2 restart

Prossimamente il tunning di MYSQL, PHP e altro…

Commenti, precisazioni, vostre configurazioni e critiche ben accette.

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22

Installazione di WordPress su Apache

 

apache-wordpress Apache è un ottimo web server gratuito che permette di gestire egregiamente uno o più blog WordPress. Esistono web server forse più preformanti come Nginx, molto in voga in questo periodo, ma la documentazione piuttosto scarsa e non è promette molto in fatto di scalabilità.

Ovviamente se il proprio blog non ha un traffico elevato con molti utenti (ad esempio meno di 1000 visitatori unici al giorno) non conviene acquistare un server dedicato oppure un vps (virtual private server). Un piano di hosting performante può bastare anche per 2000 visitatori unici quotidiani.

Qualora il traffico aumenti e le possibilità economiche lo permettano si può passare a un server virtuale oppure a una soluzione dedicata o semi-dedicata.

In tale caso si può usare Apache come web server.

Apache da il meglio di se con sistemi operativi GNU/Linux o FreeBSD, ma è possibile utilizzarlo pure con Windows.

Una delle distribuzioni GNU/Linux più usate è Debian.

Debian mette a disposizione tutti gli strumenti necessari per l’installazione e la configurazione del web server.

Durante la fase di installazione di Debian è consigliabile installare solamente i pacchetti minimi e aggiungere dopo Apache, MySQL e PHP.

Ovvio che ogni tanto è necessario aggiornare i pacchetti per risolvere dei bachi di progettazione:

#apt-get update

#apt-get upgrade

Per installare Apache, MySQL e PHP:

#apt-get install apache

#apt-get install mysql-server

#apt-get install php5

Scegliendo le impostazioni indicate si otterranno Apache 2, MySQL 5 e PHP 5.

Per predisporre tutto il necessario per WordPress si può installare il pacchetto:

#apt-get install wordpress

In più è consigliabile disporre anche di un server ssh così ci si potrà connettere in modo sicuro al proprio web server:

#apt-get install openssh-server

Debian crea una cartella /var/www dove sono posti tutte le cartelle che conterranno i siti web che verranno alloggiati sul server.

Creiamo una cartella col nome wordpress dove verranno messi i file di installazione.

#mkdir /var/www/wordpress

Ora entriamo nella cartella col comando cd

#cd /var/www/wordpress

Nella directory scarichiamo l’ultima versione di WordPress e scompattiamo l’archivio che poi può essere rimosso.

# wget http://wordpress.org/latest.tar.gz

# tar -vfjx latest.tar.gz

E’ necessario creare un file di configurazione che consenta il caricamento del sito tra i siti abilitati di Apache.

Spostiamoci all’interno della directory sites-available:

#cd /etc/apache2/sites-available

Creiamo un file:

# nano wordpress

Ecco il codice da inserire:

<Directory /var/www/wordpress>
Options FollowSymLinks
AllowOverride Limit Options FileInfo
DirectoryIndex index.php
</Directory>

Per salvare le modifiche fatte, in Nano, premere CRTL+O. Per uscire dall’editor di testi, premere CRTL+X.

Attiviamo il sito usando il comando:

# a2ensite wordpress

Se non ci sono errori di sintassi Apache ha caricato il sito e questo è visualizzabile da un web browser della rete digitando l’indirizzo:

http://ip-server-virtuale/wordpress/

Tra gli strumenti utili che si possono installare per gestire meglio il proprio sito c’è phpmyadmin.

phpMyAdmin

PhpMyAdmin è un’interfaccia web per la gestione di MySQL, mediante phpmyadmin si possono creare database, visualizzare il contenuto delle tabelle, importare e esportare per creare dei backup di ogni DB e monitorare eventuali problemi di MySQL.

Per installare phpmyadmin:

#apt-get install phpmyadmin

Lo strumento è attivo all’indirizzo:

http://ip-server-virtuale/phpmyadmin/

La password e il nome utente sono quelli dell’utente root oppure di un altro utente che si è creato per operare con più sicurezza in MySQL.

Colleghiamoci a phpmyadmin e creiamo un database di nome wordpress, che servirà per memorizzare le tabelle del blog.

Ora apriamo il file di configurazione di wordpress:

# nano /var/www/wordpress/wp-config-sample.php

Solo alcune parti del file vanno modificate:

define(’DB_NAME’, ‘putyourdbnamehere’);

define(’DB_USER’, ‘usernamehere’);

define(’DB_PASSWORD’, ‘yourpasswordhere’);

define(’SECRET_KEY’, ‘put your unique phrase here’);

define (’WPLANG’, ”);

La linea define(’DB_NAME’, ‘putyourdbnamehere’) va modificata mettendo wordpress al posto di putyourdbnamehere. Così la riga diventa (’DB_NAME’, ‘wordpress’).

Allo stesso modo la linea successiva, DB_USER, va cambiata mettendo il nome dell’utente che ha l’autorizzazione ad accedere a MYSQL.

In DB_PASSWORD mettere la password dell’utente del database.

Il valore alfanumerico di SECRET_KEY deve essere sostituito con una stringa che può essere rapidamente generata collegandosi alla pagina http://api.wordpress.org/secret-key/1.0/

In ultimo opzionalmente si può indicare quale è la lingua del blog mettendo it in WPLANG.

Attenzione: è sconsigliato l’uso della coppia di login e password di default per MYSQL; è conveniente almeno scegliere una password di root diversa da quella nulla già attribuita. Meglio sarebbe creare un nuovo utente al quale venga assegnato il privilegio di operare solo sul database wordpress.

Per creare un nuovo utente con una sua password personale e concedere i privilegi di operare liberamente nel database wordpress, eseguire questa query:

GRANT ALL PRIVILEGES ON wordpress.* TO ‘dbuser’@'localhost’
IDENTIFIED BY ‘passwordprivata’ WITH GRANT OPTION;

dbuser è il nome dell’utente (da cambiare naturalmente), wordpress è il nome del database mentre passwordprivata è la password di accesso dell’utente.

Cambiare il nome del file di configurazione di wordpress:

#mv wp-config-sample.php wp-config.php

Ora con un web browser digitare nella barra degli indirizzi:

http://ip-server-virtuale/wordpress/wp-admin/install.php

Seguire la procedura di installazione via web.

In un prossimo articolo, si troveranno consigli utili per migliorare le prestazioni e ottimizzare la piattaforma.

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I titoli dei post dei blog sono FONDAMENTALI per i motori di ricerca!

 

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Articolo originale: Blog e Blogosfera Feed della categoria » I titoli dei post dei blog sono FONDAMENTALI per i motori di ricerca!
di Andrea Romagnoli

Prima ho dato un consiglio al mio amico (e neoblogger) Francesco riguardante l’importanza dei titoli degli articoli (post) di un blog, per i motori di ricerca (e, quindi, per ottenere più visite sul blog).

I titoli sono importanti!

Nonostante ne abbia già parlato in passato (ad esempio, negli articoli Ottimizzare il tag title di Blogger e Tag title duplicati su Blogger/Blogspot), ritengo opportuno riportare il mio commento anche qui… anche per approfondire un po’ il discorso sul title tag (il tutto, ovviamente, IMHO). Come usarlo? Quali errori evitare? [...]

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08

Ubuntu WP: un tema per WordPress in stile Ubuntu

 

Utilizzate per il vostro e siete degli amanti di ? WP potrebbe essere il tema ideale del vostro !

Rilasciato da lirent.net, il tema WP utilizza i classici colori nero ed arancio utilizzati in , nella versione attuale capeggia ancora l’airone, ma sicuramente presto verrà rilasciata una nuoa versione. Intanto andate a dargli un’occhiata!

Link

Post del : PettiNix
—–
PettiNix ti consiglia anche di leggere The Brain Machine

Ubuntu WP: un tema per WordPress in stile Ubuntu

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31

Gravatar su WordPress: come inserirli e perché usarli

 

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Articolo originale: Blog e Blogosfera Feed della categoria » Gravatar su WordPress: come inserirli e perché usarli
di Andrea Romagnoli

Francesco di Frasiscattate mi chiede come abilitare i gravatar (inseriti nel core di WordPress a partire dalla versione 2.5) nei template (temi) che non li supportano. Provo a rispondere, scrivendo sì una mini guida per WordPress (“Gravatar sui temi di WordPress”), ma allargando anche un po’ il discorso: perché conviene usare i Gravatar?

Etsy avatar mosaic di jared

[...]

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Appunti su wordpress 2.7

 

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nov
04

Il db Mysql del blog si è corrotto (e ho dimenticato la password di root)

 

Dopo un crash dovuto alla morte del gruppo di continuità rimasto a secco di corrente, la tabella del database di wordpress che ospita le statistiche si e’ corrotta…

Nulla di grave, la tabella appartiene al plugin wp-slimstat, ed è esterna alla struttura delle tabelle di WordPress, quindi il blog non ne ha minimamente risentito, e io stesso mi sono accorto del problema quando sono andato a consultare le statistiche ho ricevuto indietro un errore alla riga del programma php che scorre i record.

Il massimo danno configurabile era la perdita dello storico delle statistiche, questo solo se la tabella in causa non era recuperabile, zapparla via non era un problema visto che il programma l’avrebbe ricreata automagicamente vuota.

in effetti il danno non era grosso, solo che non mi ricordavo la password di root di Mysql :-P

La procedura di recovery della password è stata facile, ovvio prima un grasso backup della macchina virtuale:

Entro come root nel serverino e fermo mysql:

/etc/init.d/mysql stop

Una volta fermato MySql lo riavvio in modo “safe”:

mysqld_safe –skip-grant-tables &

apro una shell di MySql

mysql -h localhost

e sono dentro come root, per modificare la password:

use mysql;
UPDATE user SET password=password(”Mia_Nuova_Password”) WHERE user=”root”;

Adesso posso riavviare mysql

/etc/init.d/mysql restart

per riparare la tabella invece, faccio lo shutdown di MySql:

mysqladmin -u root -p shutdown

mi sposto dove wordpress tiene i file del database

cd /var/lib/mysql/wordpress

e faccio un check

myisamchk *.MYI

ecco la tabella “marcia”

Checking MyISAM file: wp_slim_stats.MYI
Data records: 1683273 Deleted blocks: 0
myisamchk: warning: Table is marked as crashed
myisamchk: warning: 1 client is using or hasn’t closed the table properly
- check file-size
myisamchk: error: Size of datafile is: 163352212 Should be: 163352256
- check record delete-chain
- check key delete-chain
- check index reference
- check data record references index: 1
myisamchk: error: Found key at page 17273856 that points to record outside datafile
- check record links
myisamchk: error: Record-count is not ok; is 1683272 Should be: 1683273
myisamchk: warning: Found 1683272 parts Should be: 1683273 parts
MyISAM-table ‘wp_slim_stats.MYI’ is corrupted
Fix it using switch “-r” or “-o”

Quindi provo a ripararla:

myisamchk -r -q wp_slim_stats
- check record delete-chain
- recovering (with sort) MyISAM-table ‘wp_slim_stats’
Data records: 1683273
- Fixing index 1
Data records: 1683272

finito, alla fine dei salmi c’era un unico record rimasto “nel limbo”.

Riavvio mysql e mi ritrovo di nuovo le mie 1.6 milioni di righe di statistiche mancanti ovviamente delle visite avvenute dal crash (8,45 circa) all’ora della riparazione.

:-)

per la cronaca SlimStat, ottimo prodotto, lo trovate QUI

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Woopra: un fantastico servizio di analisi del traffico per siti web

 

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Tempo di rilasci per software e piattaforme Open

 

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