ago
27

Quando Wine non trova gnome-keyring-pkcs11.so

 

Se usate Ubuntu 12.04 a 64-bit e Wine, vi sarete sicuramente accorti di un errore molto ricorrente che ha a che fare con le connessioni che usano PKCS. Ciò significa che se i vostri software su Wine tentano di usare connessioni sicure (HTTPS) avranno dei seri problemi di funzionamento. L’errore è il seguente:


p11-kit: couldn t load module: /usr/lib/i386-linux-gnu/pkcs11/gnome-keyring-pkcs11.so: /usr/lib/i386-linux-gnu/pkcs11/gnome-keyring-pkcs11.so: impossibile aprire il file oggetto condiviso: File o directory non esistente

In rete si trovano parechie informazioni a riguardo, come in questo thread di Ask Ubuntu. Il problema è che nella discussione dicono che è un bug esclusivo di Wine 1.4, e che installando la versione 1.5 da PPA si risolve tutto. Io però ho la 1.5 e il problema ce l’avevo ancora, ho quindi dovuto leggermente adattare le istruzioni (alcune modifiche sono suggerite nella stessa discussione).

In sintesi, bisogna installare una utility chiamata getlibs, con la quale poi verrà scaricata la libreria mancante. Bisogna anche fare un paio di collegamenti simbolici altrimenti le cose non funzionano. Ecco i comandi che risolvono il problema:


wget https://launchpad.net/~jcollins/+archive/jaminppa/+build/1482994/+files/getlibs_2.06-0ubuntu1%7Eppa2_all.deb
sudo dpkg -i getlibs_2.06-0ubuntu1~ppa2_all.deb
sudo ln -s /usr/lib/i386-linux-gnu /usr/lib32
sudo getlibs -p gnome-keyring:i386
sudo mkdir -p /usr/lib/i386-linux-gnu/pkcs11
sudo ln -s /usr/lib32/i386-linux-gnu/pkcs11/gnome-keyring-pkcs11.so /usr/lib/i386-linux-gnu/pkcs11/gnome-keyring-pkcs11.so
sudo apt-get remove --purge getlibs
rm getlibs_2.06-0ubuntu1~ppa2_all.deb

Come al solito copiate le righe nel terminale per intero (una alla volta!) e premete invio per eseguirle. Quando avrete fatto tutto la libreria sarà correttamente installata e accessibile da Wine che non darà più alcun errore.

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apr
23

Google elimina Picasa per Linux con le ultime “pulizie di primavera”

 

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PicasaGoogle ha appena annunciato la lista dei progetti che saranno abbandonati con le annuali “pulizie di primavera” e fra questi è previsto Picasa per Linux. Il programma permetteva di caricare le fotografie su Picasa Web Albums ed era stato realizzato incorporando una versione dedicata di Wine: non è mai stata un’applicazione “nativa”.

Gli utenti che avessero ancora una copia di Picasa per Linux potranno continuare a utilizzarla, consapevoli del fatto che Google non proporrà più degli aggiornamenti. Proprio a causa delle sue caratteristiche, Picasa per Linux non è decollato — altri programmi (F-Spot, Shotwell, ecc.) interagiscono nativamente con Picasa Web Albums.

L’ultima versione di Picasa, piuttosto, è orientata a Google+. Le raccolte di Picasa Web Albums e quelle del social network di Mountain View sono soltanto dei mirror delle stesse fotografie: Android può sfruttare l’uploader di Google+, mentre Chrome OS può avvalersi dell’interfaccia web. Insomma, nessuno rimpiange Picasa per Linux.

Via | Google

Google elimina Picasa per Linux con le ultime “pulizie di primavera” é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di lunedì 23 aprile 2012.

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mar
25

Come avere i font con antialiasing in Wine e integrarne meglio l’aspetto grafico

 

A dire il vero non mi capita spesso di utilizzare Wine, per il semplice fatto che in genere trovo per Linux tutto ciò di cui ho bisogno. Tuttavia in questo periodo sto facendo un lavoro di gruppo per un esame e ho deciso di installare il client Windows di Evernote per sfruttare le funzioni che l’interfaccia web non offre. Avevo provato Nevernote/Nixnote ma a volte scombina il layout di alcune note, e comunque si tratta solo di una situazione temporanea.

Se c’è una cosa che non apprezzo particolarmente di Wine, comunque, è la perseveranza con cui rimane non integrato con tutto il resto del sistema. Ovviamente non si può pretendere di avere un look perfettamente analogo a GNOME o KDE, però non capisco proprio come la loro implementazione del font Tahoma (basata in realtà sul Bitstream Vera Sans) sia stata realizzata di proposito con i caratteri senza antialiasing a determinate dimensioni, per imitare il comportamento discutibile di alcune versioni di Windows.

Per chi non lo sapesse, l’antialiasing (o più precisamente l’hinting, nel caso dei font) è una sfumatura dei pixel per migliorare la leggibilità. Sapete già che sono abbastanza esigente dal punto di vista dell’integrazione grafica dei software, però in questo caso costituisce anche un problema serio di leggibilità delle finestre.

Ho scoperto recentemente che si può installare il Tahoma semplicemente usando winetricks e questo risolve parzialmente il problema. Tuttavia personalmente ho notato che Evernote continuava a non metterlo in alcune schermate (e presumibilmente anche altri programmi per Windows). Per questo motivo ho deciso di trovare una soluzione alternativa e già che c’ero anche di applicare un tema trovato in rete tempo fa. Il procedimento non è lungo ma il risultato è molto soddisfacente.

Elaborazione grafica delle preferenze di Wine prima e dopo il "trattamento"

Partiamo dal tema: si tratta di uno stile per Windows XP chiamato Wooden e lo potete scaricare da questo sito russo (cliccate dove vedete scritto “wooden.zip [7.74 Mb]“). Una volta scompattato, andate nelle preferenze di Wine alla scheda Integrazione della Scrivania e premete Installa un tema: Vi verrà chiesto di scegliere il file con estensione .msstyles. Tenete presente che in alcune finestre i bottoni rimarranno senza angoli arrotondati, però in genere avrà tutto un’aspetto migliore e i colori somiglieranno al tema di Ubuntu.

Riguardo ai font, la mia idea è stata quella di usare la famiglia Droid Sans (quella dei primi dispositivi Android, per intenderci) e inserire nella cartella di sistema di Wine una copia dei file appositamente rinominati. Per farlo, dovrete assicurarvi tramite il Software Center (o gestore di pacchetti della vostra distribuzione) di avere installati questi font e anche il pacchetto fonttools, necessario per quello che andremo a fare tra poco. Per installarli su Ubuntu si può fare così:

sudo apt-get install ttf-droid fonttools

A questo punto è il momento di copiare i font nell’apposita directory:

cd ~/.wine/drive_c/windows/Fonts/
cp /usr/share/fonts/truetype/ttf-droid/DroidSans.ttf tahoma.ttf
cp /usr/share/fonts/truetype/ttf-droid/DroidSans-Bold.ttf tahomabd.ttf

Come anticipato prima, ai font dev’essere attribuito un nuovo nome. Non è sufficiente rinominare i file perché all’interno contengono salvato il nome originale. Andiamo quindi a convertire i file in formato XML per poi sostituire il nome con Tahoma:

ttx tahoma*.ttf
rm tahoma*.ttf
sed -si "s/Droid Sans/Tahoma/g" tahoma*.ttx
sed -si "s/DroidSans/Tahoma/g" tahoma*.ttx
ttx tahoma*.ttx
rm tahoma*.ttx

In sostanza dopo la prima conversione sostituiamo con sed tutte le occorrenze necessarie e poi procediamo alla riconversione, mentre i comandi rm fanno pulizia quando serve. A questo punto il gioco è fatto, basta avviare un programma che gira con Wine per notare la differenza. Ho provato anche con altri font, compreso quello di Ubuntu, ma i risultati erano meno soddisfacenti. Voi che ne dite? :)

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gen
24

Non più soltanto Windows: Wine 1.3.12 introduce il supporto a DOSBox

 

DOSBoxSe siete degli appassionati dei videogiochi precedenti all’anno 2000, l’ultima minor release di Wine potrebbe attrarre la vostra attenzione. È stato introdotto, infatti, il supporto a DOSBox: un emulatore multi-piattaforma di MS-DOS che s’aggiunge a quello integrato nelle API di Windows già presenti su Wine. E per utilizzarlo occorre che l’applicazione sia in conflitto con quest’ultimo, che altrimenti gli sarà preferito.

Il senso è quello d’estendere la compatibilità a quei programmi – si tratta soprattutto di giochi datati – che sono nati per “girare” in modalità esclusiva per MS-DOS o, al massimo per Windows 3.1. Per farvi un’idea dei titoli che dovrebbero funzionare con DOSBox per Linux, esiste un elenco esaustivo sul sito di e-commerce creato dagli stessi sviluppatori. Uno su tutti è Duke Nukem 3D (nell’attesa di Duke Nukem Forever).

Al solito, Wine 1.3.12 è stato rilasciato con una lunga lista di bug fix più o, meno interessanti: il download dei pacchetti dell’ultima release del ramo sperimentale è già disponibile per numerose distribuzioni. Meno attivo il supporto di BSD e Solaris. Una funzionalità, quella del supporto a DOSBox, che allontana per un attimo l’attenzione dal dialogo tra Direct3D e Mesa — per i driver open source delle schede video.

Via | Phoronix

Non più soltanto Windows: Wine 1.3.12 introduce il supporto a DOSBox é stato pubblicato su ossblog alle 11:00 di lunedì 24 gennaio 2011.

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gen
12

Non più Cedega con GameTree: TransGaming lavora allo Steam per Linux

 

GameTreeForse Steam non arriverà mai su Linux e neppure l’ultimo engine di Unreal Tournament (UT). Non è detto che sia un fatto così negativo e non soltanto perché nel 2011 usciranno almeno due motori open source per i videogiochi su Linux. TransGaming, la società che creò Cedega, ha annunciato nel weekend un nuovo progetto che s’avvicina molto alla piattaforma di Valve. GameTree Linux rimpiazzerà lo sviluppo di Cedega.

Cedega era (e sarà ancora, almeno fino al 28 febbraio) una soluzione commerciale per giocare su Linux ai videogame per Windows. Basato su Wine, Cedega prevedeva la sottoscrizione di un abbonamento: fino al 31 gennaio gli abbonati potranno chiedere il rimborso dei mesi di cui non potranno fruire. Entro quella data, infatti, saranno distribuiti i primi GameTree ID per gli sviluppatori che sottoscriveranno il progetto.

Ci sono due considerazioni da fare su GameTree: per prima cosa, pare che le iscrizioni saranno gratuite. In secondo luogo, occorre sottolineare che i giochi proposti non avranno un porting per Linux. Come Cedega, così GameTree offrirà titoli per Windows da giocare attraverso Wine. I guadagni di GameTree dovrebbero derivare dalla vendita di videogame nativi per Linux — diversi da quelli giocabili sulla stessa piattaforma.

Via | Phoronix

Non più Cedega con GameTree: TransGaming lavora allo Steam per Linux é stato pubblicato su ossblog alle 11:00 di mercoledì 12 gennaio 2011.

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ott
03

WINE: lanciare programmi Windows

 

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ott
01

Photoshop Mobile CS5 su Ubuntu 10.04

 

Quest’oggi, grazie ai diversi articoli trovati in rete, sono riuscito ad installare il noto programma di grafica su un computer standard di un amico, su cui viene utilizzato il nostro sistema operativo Ubuntu 10.04 LTS.

L’amico, già possessore di più macchine con S.O. Wind…ws e licenza Adobe, desiderava provare questa opportunità, con l’idea di migrare quanto prima al software libero, almeno per quanto riguarda il sistema operativo e il software standard utilizzato per l’ufficio. Lavorando nel settore grafico, oggi gli è attualmente impossibile non continuare ad usare Photoshop, passando al software libero come Gimp, Inkscape e altro ancora..

Come ho fatto a risolvere l’inghippo? Presto detto e… fatto!
Per installare Photoshop CS5 Portable sul vostro PC con Linux Ubuntu, innanzitutto è necessario utilizzare il programma d’emulazione Wine.
Per prima cosa dovete quindi installare Wine, se non l’avete già fatto in precedenza.
Ecco come fare. Aprite un Terminale (Applicazioni->Accessori->Terminale) e digitate la seguente riga di comando:

sudo apt-get update && sudo apt-get install wine

Ben fatto; ora è necessario scaricare una libreria di Wind..ws, la atmlib.dll ; lo farete utilizzando questo link.

Una volta scaricato il file, estraete il file libreria formato DLL e andate a copiarlo nella cartella C:WindowsSystem32 (utilizzando il programma Wine, selezionate: Applicazioni->Wine->Esplora unità C: )

Successivamente, selezionate Applicazioni->Wine->Configura Wine e posizionatevi nella scheda Librerie; nella finestra testo ‘Nuovo override per libreria’ digitate da tastiera atmlib.dll ; poi selezionate, di seguito, Aggiungi, Applica, OK.

Se tutti questi passaggi sono andati a buon fine, ora passiamo all’installazione vera e propria del software Photoshop CS5 Mobile.
Scaricate la versione descritta presente in questo sito (inserite in precedenza i numeri richiesti).
Estraete il contenuto del file RAR in una vostra cartella locale a piacimento.
Avviate, tramite Wine, il file Photoshop_CS5_Portable.exe (se viene segnalato un errore di esecuzione, selezionate il file con il tasto destro del mouse e selezionate il menù a tendina  ->Proprietà->Permessi, dove inserirete il flag sulla voce  “Consentire l’esecuzione del file come programma“).

Durante la procedura d’installazione, il software vi chiederà di selezionare il percorso d’installazione dell’applicativo; indicate: C:program files oppure  C:Programmi (a seconda della versione di Wine che avete installato, indicando i percorsi in modalità inglese o in italiana.

Se tutto è andato a buon fine e il sistema avrà completato l’installazione senza errori, allora avete completato l’installazione con successo. Ora anche voi avete il vostro Photoshop da usare su Ubuntu.

Nel caso in cui il programma non fosse segnalato nel menu di Wine, potete avviarlo manualmente, selezionandolo dall’interno della cartella C:ProgrammiPhotoshopPortable.

Ricordo ancora che l’uso e il possesso del programma Adobe Photoshop citato nel presente post, è sottoposto a licenza d’uso.

Questo post è stato scritto per spiegare nel dettaglio la procedura informatica oltre che per informazione generale sull’argomento.

Procedura testata e software correttamente funzionante su Ubuntu 10.04 LTS

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giu
26

Debunking di giochi per Windows

 

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mag
31

Errore all’avvio dei programmi con Wine

 

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mag
10

Wine 1.2, i piani del rilascio

 

Il progetto Wine dovrebbe raggiungere la versione 1.2 all’incirca in giugno.

Secondo l’annuncio fatto da Alexandre Julliard, il leader del progetto, la versione 1.1.44 sarà l’ultima del ramo 1.1.x a meno che non si verifichino particolari problemi.

Il supporto per i 64bit è quasi completo ed anche molte delle nuove icone sono state ultimate. La prossima versione sarà la prima release candidate per wine 1.2 e segnerà l’inizio della fase di freeze in cui tutti gli sforzi verranno concentrati sull’eliminazione di tutti i bug.

Via | WineHQ

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gen
20

ReactOS, un nuovo sottosistema Win32 basato su Wine

 

ReactOS è un sistema operativo che ha lo scopo di essere compatibile a livello binario con Windows NT.

Nonostante gli sviluppatori ci stiano lavorando da più di dieci anni e qualche applicazione e driver sia in grado di girare è ancora lontano dalla maturità. Il codice da gestire ed aggiornare è troppo vasto per il numero di sviluppatori che contribuiscono al progetto.

Aleksey Bragin ha annunciato un cambio completo di rotta: utilizzare il codice del progetto wine. Questo nuovo sottosistema che prende il nome ARWINSS cerca di riutilizzare al massimo senza modifiche il codice di wine.

Le librerie USER32.DLL e GDI32.DLL sono praticamente prive di modifiche e grazie al buon lavoro di astrazione non è necessario portare un server X11 su ReactOS.

Un vantaggio non da poco che consente di accedere a tutto il parco applicazioni che già possono girare su wine e lascerà più tempo agli sviluppatori per lavorare ad altre parti più critiche del sistema operativo.

Via | Phoronix

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gen
09

Rilasciato Wine 1.1.36

 

È stata rilasciata la versione 1.1.36 di Wine.

Questo rilascio segna il completamente della fase di separazione del codice 16bit e un miglior supporto per Shader Model 4.0 e per il debug per MinGW.

Come sempre questa versione è accompagnata da una marea di bug fix che in questo caso riguardano il componente MSHTML ed alcuni giochi. Per un maggior dettaglio potete consultare il changelog completo con il riferimento ai bug chiusi.

Via | WineHQ

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gen
02

Giocare a World of Warcraft su Ubuntu Linux!

 

I giochi ci caratterizzano, crescono con noi, ci cambiano, ci fanno divertire, ci fanno imprecare, ci accompagnano nei giorni e attimi di noia e tra tutti i giochi esistenti uno che sicuramente è utilizzato da una vasta gamma di utenti è World of Warcraft a cui però io non ho mai giocato, gli unici giochi a cui ho giocato con il mio PC sono Ultima Online e Counter Strike Source :)

C’è però una vasta gamma di utenti appassionati di WoW e a cui farà piacere sapere che possono giocare al loro gioco preferito anche con Ubuntu ed il procedimento non è affatto lungo. Come sapete, sotto Linux esiste un programmino che prende il nome di Wine che ci permette di far girare i programmi di Windows in ambiente Linux. Ecco quindi la prima cosa da fare è installare Wine! Attualmente Wine è alla versione 1.1.35 e trovate una guida scritta da me all’installazione in questa pagina.

Adesso andate su Sistema -> Amministrazione -> Driver Hardware e controllate se avete bisogno di installare driver proprietari ed abilitare l’accelerazione grafica.

Adesso dobbiamo installare WoW o meglio, cercare di farlo partire su Ubuntu. Il consiglio che vi do è quello di non installare WoW da zero su Ubuntu ma copiare l’intera cartella di WoW che magari avete sul vostro HD con Windows installato e che contiene anche tutti gli aggiornamenti del gioco! Quindi diciamo che il compromesso è questo, copiare l’intera cartella di World of Warcraft sul vostro sistema Ubuntu.

Adesso se provate a lanciare con Wine sia dal menu Applicazioni che con un doppioclick il gioco, noterete che non viene caricato o riscontrerete errori! Normale, sapete cosa dovete fare? Semplice, andate nella cartella di WoW che avete copiato, selezionate il .exe relativo al lanciatore del gioco, tasto destro con il mouse e selezionate la voce “Apri con Wine” e magicamente il gioco partirà senza problemi!

E’ forse una soluzione grezza, ma è efficace e sembra funzionare. Ci tengo a precisare che non ho testato in prima persona questo sistema ma l’ho letto e tradotto da cnet.com che è l’autore e la fonte della guida! Naturalmente problemi, soluzioni, idee e altro potete esporle attraverso i vostri commenti!

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nov
05

mmap_min_addr, cos è e perché è importante

 

mmap_min_addr, /proc/sys/vm/mmap_min_addr, è un file che vi consente di impostare l’indirizzo minimo a cui un processo può accedere usando mmap.

Normalmente questo file ha come valore 0 non imponendo alcun limite. Per rendere più complicato sfruttare bug “kernel NULL pointer dereference” è consigliabile impostare come valore 4096. Sarete protetti e praticamente tutte le applicazioni continueranno a funzionare correttamente.

Gli unici programmi ad avere problemi con questa impostazione sono:

  • bitbake
  • dosemu, ma solo se intendete usarlo come utente non root. Una patch sperimentale è disponibile nel repository
  • wine, ma solo con applicazioni win16
  • qemu, ma anche in questo caso è presente una patch nell’ultima versione

Via | Debian

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nov
05

Buco di sicurezza nel kernel Linux consente di ottenere i privilegi di root

 

Un “null pointer dereference” nel kernel Linux può essere utilizzato, mediante un exploit, per ottenere i privilegi di root in un sistema. Questo buco di sicurezza verrà fixato con la release candidate 6 della prossima release 2.6.32.
Come per altri “null pointer dereference” questa vulnerabilità può essere utilizzata se la variabile di sistema del kernel Linux mmap_min_addr viene settata a 0. Se questo valore è maggiore di 0, l’exploit non ha efficacia. Ma in ogni caso può causare malfunzionamenti in alcune applicazioni quali Wine e DOSEMU. Il team di sviluppo Debian ha pubblicato la seguente guida per poter rimediare alla vulnerabilità: http://wiki.debian.org/mmap_min_addr.
Dietro a questa vulnerabilità si nasconde anche una diatriba tra lo sviluppatore Earl Chew e lo sviluppatore Brad Spengler responabile del team di sviluppo del progetto grsecurity. I dettagli della diatriba nell’articolo di riferimento.

Fonte notizia: http://www.h-online.com/security/news/item/Hole-in-the-Linux-kernel-allows-root-access-850016.html

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