feb
08

Kubuntu e l’abbandono del supporto commerciale secondo Harald Sitter

 

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KubuntuHarald Sitter, impegnato nello sviluppo di KDE e Ubuntu, è intervenuto «a gettare acqua sul fuoco» in merito al futuro di Kubuntu, la variante della distribuzione di Canonical su KDE. L’articolo di Sitter chiarisce alcuni punti lasciati in sospeso da Jonathan Riddell e, tra le righe, sostiene che il problema sia esclusivamente suo.

In sintesi, Canonical sottrarrà il supporto commerciale a Kubuntu soltanto dopo il termine del ciclo vitale di Precise Pangoline: il Long Term Support (LTS) previsto per le varianti ufficiali di Ubuntu continuerà anche in seguito col contributo della comunità. Il danno, se di questo si può parlare, riguarderebbe soltanto le imprese.

Sitter arriva pure a sostenere che, diversamente da quanto pensi Riddell, l’abbandono dei finanziamenti di Canonical – che coprivano appena il 4% di Kubuntu – sia un aspetto positivo. Insomma, il rischio che la distribuzione sia abbandonata non è solo remoto è addirittura infondato. Per quanto mi riguarda, mi spingerei anche oltre.

Nelle ultime settimane, Canonical è stata al centro delle discussioni della comunità per Unity e Compiz. In particolare, gli sviluppatori di Fedora hanno deciso di rimuovere il window manager dai repository della distribuzione e non supporteranno il desktop environment di Mark Shuttleworth. E a chi importa davvero? Non a Canonical.

Condivisibile o meno, Canonical ha optato per un approccio più “individualistico” — rispetto alle altre società che mantengono delle distribuzioni di Linux. Le ambizioni di Shuttleworth mirano a qualcosa di molto simile ad Apple su OS X: la differenza è legata soltanto alle licenze di rilascio dei componenti del software essenziale.

Kubuntu, ecc. sono semplicemente dei brand: Ubuntu può installare qualsiasi ambiente grafico, a prescindere dal nome affidato alla singola variante. La comunità supporta tanto GNOME Shell, quanto KDE, Xfce o LXDE. Canonical non finanzia abbastanza progetti di free software? Sarebbe una consuetudine, però nessuno la obbliga a farlo.

Via | Harald Sitter

Kubuntu e l’abbandono del supporto commerciale secondo Harald Sitter é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di mercoledì 08 febbraio 2012.

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feb
07

Canonical ha declassato Kubuntu, tagliandone i fondi per lo sviluppo

 

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KubuntuKubuntu sarà trattata come tutte le altre varianti di Ubuntu, ovvero non riceverà ulteriori finanziamenti da Canonical. La società di Mark Shuttleworth non pagherà più il lavoro di Jonathan Riddell, l’unico sviluppatore stipendiato per contribuire a Kubuntu. È una decisione discutibile, che mette in serio pericolo la distribuzione.

Gli aggiornamenti di Kubuntu saranno esclusivamente nelle mani dei volontari e Riddell non è certo che sarà facile trovare qualcuno disposto a effettuare molti dei test di routine gratuitamente. Lui stesso si sta lentamente riprendendo da gravi problemi di salute e, di conseguenza, non potrà assicurare il proprio supporto a Kubuntu.

Eppure, Canonical aveva deciso d’estendere il Long Term Support (LTS) a tutte le varianti ufficiali di Ubuntu. È lecito domandarsi come ritiene di poterlo garantire se i manutentori sono soltanto dei volontari. Kubuntu ha assunto un ruolo molto importante nel progresso di KDE e – se dovesse scomparire – potrebbe essere un problema.

Via | LWN

Canonical ha declassato Kubuntu, tagliandone i fondi per lo sviluppo é stato pubblicato su Ossblog.it alle 12:00 di martedì 07 febbraio 2012.

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