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Risultati “Best Linux Desktop 2011?

 

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Unity 5.0: un video ci mostra l avanzamento dello sviluppo

 

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Direttamente dall’Unity Team PPA ecco svelata la versione 5.0 di Unity, major update per il prodotto sviluppato da Canonical. La versione in questione, entrata di recente in fase di testing, è quella che quando ritenuta stabile sarà inclusa nei repository ufficiali e sarà disponibile su Ubuntu 12.04 Precise Pangoline.

Le novità di questa versioni sono parecchie e significative, in quanto vanno finalmente a rendere Unity un prodotto configurabile. Tra le tante novità troviamo la tanto attesa possibilità di poter disattivare la globalmenu, la possibilità di cambiare il colore della barra direttamente da CSSM e alcune interessanti modifiche alle quicklists. Possiamo vedere queste ed altre novità nel video in cima al post, creato da Andrei di WebUpd8, che ha creato questo interessantissimo video.

Unity è quasi sempre stato al centro delle critiche per la scarsa possibilità di essere personalizzato, ora questo non avverrà più e le critiche saranno rivolte ad altri aspetti del prodotto assolutamente da migliorare. Si spera solamente che questa nuova versione sia più stabile di quella precedente vista in Ubuntu Oneiric Ocelot, dato che Ubuntu 12.04 sarà una LTS. Non ci resta che aspettare e se siamo impazienti aggiungere il PPA e provare questa nuova versione di Unity.

Via | Webupd8

Unity 5.0: un video ci mostra l avanzamento dello sviluppo é stato pubblicato su Ossblog.it alle 18:00 di giovedì 12 gennaio 2012.

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Ubuntu Tv: la sfida ha inizio!

 

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Ubuntu, Unity e Gnome: qualche riflessione per gli utenti

 

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Le mie impressioni su GNOME 3 (rispetto a Unity)

 

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Ubuntu11.10: Lens

 

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Ubuntu Oneiric Oncelot: meglio GNOME 3 o Unity?

 

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Preferisco Gnome 3!

 

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Ubuntu Natty e Unity sul netbook

 

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È disponibile Ubuntu 11.04 – Natty Narwhal: Unity e Qt per Canonical

 

Ubuntu 11.04 - Natty NarwhalIeri Canonical ha pubblicato Natty Narwhal, l’atteso aggiornamento di Ubuntu. È la distribuzione di Unity, l’interfaccia “unificata” tra desktop, laptop e netbook: un punto di rottura con GNOME, tanto da affidare a Qt la realizzazione di Unity 2D (l’interfaccia-utente priva del compositing). Il futuro di Ubuntu è ancora più incerto.

Delle funzionalità di Ubuntu/Natty e, in particolare, di Unity si è già detto praticamente tutto: specie perché l’interfaccia era stata adottata dalla “defunta” edizione per i netbook. È più interessante discutere sul futuro della distribuzione di Canonical, in quanto Oneiric Ocelot dovrà confrontarsi con le applicazioni per Gtk+3.

Nonostante le dichiarazioni di Canonical, che ha definito «rivoluzionaria» l’esperienza di Unity, Natty Narwhal potrebbe essere un aggiornamento di transizione. Le strade percorribili sono due: un improbabile passaggio a GNOME Shell e un definitivo switch alle librerie Qt. Per introdurre i Windicators potrebbe abbandonare Nautilus?

Via | Canonical

È disponibile Ubuntu 11.04 – Natty Narwhal: Unity e Qt per Canonical é stato pubblicato su Ossblog.it alle 09:00 di venerdì 29 aprile 2011.

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apr
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Ubuntu 11.04 e Unity

 

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04

Alberto Milone ha creato l indicatore per Hamster, l applet di GNOME

 

GNOME 3/ShellÈ stata una domenica piuttosto prolifica per gli sviluppatori italiani: Alberto Milone, citato per il packaging dei Catalyst su Ubuntu/Natty, ha realizzato un indicatore per rimpiazzare l’applet di Hamster, un’utilità altrimenti inaccessibile da Unity. Hamster è un time tracker per GNOME già sul desktop dal 2008 e assente da GNOME3.

Hamster non è forse lo strumento più “popolare” di GNOME però consente di gestire il tempo dedicato a varie attività grazie a comode notifiche sul desktop: Unity sovrascrive le applet del pannello di GNOME perciò Hamster risulterebbe inaccessibile se non da AppIndicator. Milone s’è portato avanti col lavoro producendo l’indicatore.

Gli sviluppatori di Canonical stanno discutendo sull’opportunità d’integrare Hamster nell’indicatore riservato a orologio e calendario, tuttavia non è stato ancora prodotto del codice. Milone distribuirà la sua alternativa in un PPA: non esiste l’icona monocromatica. GNOME3 non ha Hamster a causa dei bug: forse sarà su GNOME 3.0.2.

Via | Alberto Milone

Alberto Milone ha creato l indicatore per Hamster, l applet di GNOME é stato pubblicato su ossblog alle 15:00 di lunedì 04 aprile 2011.

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04

Mark Shuttleworth presenta le novità di Ayatana per Ubuntu con Unity

 

Parafrasando un commento al progetto Wave di Google (non proprio un paragone felice), Mark Shuttleworth ha introdotto una novità per Ayatana: il design di Ubuntu prevederà delle scrollbar per ottenere elementi, come il terminale, a tutto schermo sovrapposti agli altri contenuti. L’esperimento ricorda Guake, noto terminale per GNOME.

Quella del terminale a tutto schermo non è l’unica opzione consentita dalle nuove scrollbar: queste compaiono soltanto al bisogno e coinvolgono qualsiasi finestra sul desktop. Il progetto è di Christian Giordano, un programmatore italiano di Canonical. L’idea in sviluppo, stando alla presentazione di Giordano, sembrerebbe vincente.

Il design delle scrollbar, ispirato alle soluzioni previste dai sistemi operativi per il settore mobile, è a cura di Andrea Cimitan (già creatore di Murrine, recentemente approdato a Canonical). L’interfaccia parla soprattutto italiano, quindi. Lo stile potrebbe subire dei cambiamenti: esiste un PPA per provare subito le scrollbar.

Via | Mark Shuttleworth

Mark Shuttleworth presenta le novità di Ayatana per Ubuntu con Unity é stato pubblicato su ossblog alle 11:00 di venerdì 04 marzo 2011.

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18

Ubuntu, intervista a Mark Shuttleworth: predichiamo la semplicità imparata da Apple, ma ora sono loro a doverci rincorrere

 

Recentemente ho intervistato Mark Shuttleworth e ho colto l’occasione per chiedergli, per i lettori di Ossblog, un paio di cose che mi stuzzicavano. Ecco le sue risposte, in cui emerge il lato umano e sociale del’auto proclamatosi benevolo dittatore per la vita (Sabdfl) del progetto Ubuntu.

Mark, partiamo da una domanda un po’ scontata: qual è per te il valore dell’open source?
L’open source è l’equivalente di Wikipedia: tutti gli appassionati possono contribuire a renderlo migliore. Così nascono team di collaborazione che realizzano prodotti migliori.

Dicono che Ubuntu prenda dal mondo dell’open source più di quanto non renda.
Ogni persona che entra in questo mondo porta il suo contributo, come minimo il suo punto di vista. Quando abbiamo iniziato, l’universo dell’open source era pieno di brillanti persone che scrivevano codice eccezionale. Era chiaro che Linux sarebbe stato il futuro dei kernel. Non c’era bisogno di fare altro. Quindi ci siamo focalizzati sull’utente finale, cercando di distribuire software affidabili e belli, concentrandoci su ciò che la gente usa. Abbiamo documentato tutto e creato un ecosistema di supporto.

Parliamo di Ubuntu Maverick Meerkat, la release 10.10 rilasciata il 10.10.2010. Cos’ha di speciale?
E’ la prima con Unity, la nostra nuova interfaccia grafica. Abbiamo investito molto per semplificare e rendere efficiente il desktop. E’ stata ottimizzata per i netbook, ma funziona molto bene anche sul mio laptop. (Ubuntu 11.04 la userà come desktop principale, ma anche altre distro potrebbero usare Unity, ndr)

Quali sono le cose di cui siete più orgogliosi?
Wow, molte! Oltre a Unity, soprattutto il lavoro fatto attorno al cloud computing, che rappresenta il modo in cui nascono i nuovi progetti basati su server.

Guardi all’open source come a uno standard: se il mondo fosse governato dal free software sarebbe necessario su Sabdfl?
Una delle cose più grandi dell’open source è la diversità di leadership. Buone idee vengono a tutti e non penso che il mondo avrebbe bisogno di un benevolo dittatore. Sono felice di avere questo ruolo nella comunità di Ubuntu, per aiutare nella scelta di milioni di opzioni e indirizzare il nostro corso, ma il mio è solo un piccolo ruolo.

E com’è essere Sabdfl?
Una deliziosa responsabilità che ti rende esausto. E’ un privilegio avere questa responsabilità, che ho deciso di prendermi quando ho capito che potevo avere un impatto maggiormente positivo aggregando in un’iniziativa come Ubuntu i diversi progetti del mondo dell’open source.

Quando hai scoperto Linux?
Nel 1994, quando ho iniziato a occuparmi di Internet company. Linux era la soluzione migliore. Allora ho capito che il futuro dell’industria del software sarebbe stato legato all’open source e a servizi commerciali. E ho provato a trasformare questo concetto in realtà.

Prima distro e primo oss?
Slackware e Python.

Com’è la Terra vista dallo spazio? Si vedono molti pinguini?
La Terra vista dallo spazio è fantastica. Ma la sua bellezza è fragile, e l’impatto degli uomini ben visibile. Stiamo camminando lungo una linea pericolosa, con poche chance per salvarci. Il collasso finanziario del 2007 è dovuto al fatto che abbiamo spinto il sistema finanziario a un punto di non ritorno. Stiamo facendo lo stesso con il nostro ecosistema. Una cosa ovvia, ma che solo guardando la terra da lontano è così evidente.

Che sistema operativo c’era sulla tua navicella spaziale?
DOS! E un sistema russo ancora più vecchio. C’è qualcosa di rassicurante in un software così vecchio.

Senti, una domanda cattiva. Dicono che copiate un po’ troppo il Mac…
Sono stato alla design conference di New York e ho visto presentazioni di ricercatori e compagnie diverse. Tutti avevano realizzato qualcosa partendo da idee di altri. Per un nuovo utente MacOS e Windows sono simili, entrambi hanno finestre e icone… Chi ha copiato chi? L’innovazione corre, bisogna guardare le idee. Anche noi abbiamo preso ispirazione da altri. La grande lezione di Apple è focalizzarsi sulla semplicità, e la vogliamo predicare a tutto il mondo dell’open source. Ci sono elementi nella nuova interfaccia di Ubuntu simili a quelli della Apple: il menu nel pannello superiore e il launcher per le applicazioni. Idee comuni: anche Windows 7 mette le principli app sulla taskbar. Ma la domanda importante da fare sarebbe: state innovando così bene come avete imparato dagli altri? E la risposta è: certo! Siamo stati i primi a introdurre le notifiche che non interferiscono col tuo lavoro e gli indicatori delle categorie nel pannello. E con Unity abbiamo massimizzato i piccoli schermi dei netbook. Spero che Apple e gli altri ci raggiungano in breve.

Mai pensato alla dockbar?
Il launcher di Unity è in pratica la stessa cosa. Usa un meccanismo diverso, basato su un design secondo me migliore della Apple Dock.

E gli windicators?
Forse li inseriremo nella 11.04 (ma pare invece di no, ndr). Faremo questo o qualcos’altro di innovativo per l’interfaccia.

Ti ha impressionato di più il successo dell’iPhone, dell’iPad o di Android?
Android.

Avete progetti per il settore mobile, intendo oltre ai netbook?
Se stiamo progettando qualcosa, è un segreto.

Linux è un progetto comunista?
Assolutamente no. Sono stato in Russia e ho visto cosa significa il comunismo. Il free software è una competizione radicale, e la competizione è il cuore del capitalismo. I capitalisti non sono più intelligenti dei comunisti, semplicemente non sono in grado di non competere. Cosa difficile da regolare, perché il capitalismo è una competizione dura, e i capitalisti spesso preferiscono cercare strade per evitare il confronto. Quindi servono regole per mantenere le industrie sane e corrette. Non è che i capitalisti siano cattivi, sono semplicemente esseri umani.

Apple è il nemico, come dice Stallman?
No, è solo un rivale. C’è una grande differenza fra nemico e rivale. Gli esseri umani sono facili all’odio e non vedo perché dargli un motivo di odiare. Abbiamo opinioni differenti: noi crediamo che il free software porti a prodotti migliori , economie più sane, maggiore innovazione e divertimento. A noi non interessa odiare per vincere, ma solo fare un buon lavoro.

Verrai in Italia a promuovere Ubuntu?
Mi piacerebbe. Ci sono molti appassionati e validi sviluppatori lì da voi

In ultimo, un po’ di cuorisità su di te. Il tuo browser preferito?
Chromium.

Text editor?
Vim.

App per chattare?
Pidgin.

La tua app preferita in assoluto?
Google Docs.

La cosa più importante che hai fatto nella vita?
Aver desiderato di intraprendere una strada solitaria.

E la più importante che farai?
Cercare nuovi modi di vivere e lavorare.

Foto | Azugaldia

Ubuntu, intervista a Mark Shuttleworth: predichiamo la semplicità imparata da Apple, ma ora sono loro a doverci rincorrere é stato pubblicato su ossblog alle 11:00 di martedì 18 gennaio 2011.

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06

Unity per Fedora, GNOME Shell ancora più simile al fork di Canonical

 

GNOMENon sarebbe la prima volta che un progetto open source ottiene delle modifiche in base ai “suggerimenti” proposti da un fork. Unity, se vogliamo, è qualcosa di più nei confronti di GNOME: è un indirizzo che diverge completamente da quello del desktop nella scelta del window manager. Un indirizzo che dopo Ubuntu potrebbe coinvolgere anche Fedora, ma non negli stessi termini stabiliti da Canonical.

L’ipotesi di Unity su Fedora 15 è partita da Adam Williamson, che ha pubblicato due richieste di revisione ricevute sul bug tracker di Red Hat per libindicator e dee. Fedora non utilizza gli indicatori di Ubuntu e le richieste si ricollegano a un colloquio in cui è stato chiesto a Williamson di fornire codice compatibile col ramo sperimentale di Compiz per Fedora 15. Difficile che sarà la scelta predefinita.

Nel frattempo, le modifiche di Müllner e il restyling di Steiner sono stati accettati come layout ufficiale di GNOME Shell. È indiscutibile la grande somiglianza tra le due soluzioni (gli screenshot nel collegamento su WebUpd8 si riferiscono all’integrazione di Zeitgeist). La differenza tra Unity e GNOME Shell sarà nell’uso di Compiz al posto di Mutter, che Ubuntu 11.04 però deve installare come dipendenza.

Via | Adam Williamson

Unity per Fedora, GNOME Shell ancora più simile al fork di Canonical é stato pubblicato su ossblog alle 09:00 di lunedì 06 dicembre 2010.

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