La storia non si deve ripetere ed OIN cerca di isolare il caso TomTom
Penso che tutti voi sappiate ormai della vicenda che in questi ultimi tempi ha legato il nome della Microsoft a quello della TomTom; la questione era di ordine puramente legale partita come sempre con il gigante dei sistemi operativi all’attacco contro l’uso improprio di un brevetto registrato alcune anni prima.
Apparentemente il fatto poteva essere tranquillamente ignorato da qualsiasi utente del pinguino ma in realtà tutta la storia presentava dei retroscena alquanto loschi e poco chiari.
Più in particolare non si riuscivano a distinguere i contorni netti e definiti di quella che poteva a primo avviso sembrare una classica azione legale per la tutela dei diritti d’autore ma che a ben guardare era invece un tentativo subdolo di attacco verso quello che è il cuore pulsante del sistema open ovvero il kernel Linux.
Nono di attacco diretto si è trattato ma di un tentativo di mettere in crisi quelle barricate che proteggono il software libero testando quindi fin dove la Microsoft si potrà spingere in futuro con la propria corrazzata di avvocati.
Fortunatamente tutto si è risolto in una bolla di sapone e gli effetti del piccolo terremoto che ha raggiunto il file system scelto da TomTom non ha nemmeno sfiorato la felice isola dei portatori sani di Linux.
Certo è che la paura c’è stata e quindi alla OIN, (Open Invention Network) associazione che riunisce tutte le imprese che utilizzano Linux, hanno deciso di fronteggiare la situazione.
L’obbiettivo è quello di contestare i brevetti in questione per far cadere la loro validità e quindi non permettere alla Microsoft, che ne detiene i diritti, di procedere in un futuro.
La modalità di lavoro che porterà verso questo traguardo sarà quello della collaborazione online di tutti coloro che si sentono di poter dare una mano a dimostrare che di valido questi documenti hanno ben poco.
Un sistema di lavoro collaborativo che ha dell’inusuale in questo campo ma che spero certamente sia in grado di portare dei vantaggi a questa causa, non è il caso comunque di cantar vittoria troppo presto visto che a Redmod di sento ben disposti ad accettare la sfida dichiarando che si sento sicuri della completa legittimità dei documenti da loro registrati.
Credo che questo tentativo sia un disperato attaccamento ad una tecnologia della quale il pinguino può far sicuramente a meno, il file system in questione potrebbe essere sostituito con qualcosa di più moderno funzionale e soprattutto a codice aperto ma le politiche commerciale, ovvero la riscrittura di porzioni di codice, regnano sovrane sulle politiche di innovazione.
Per chi fosse desideroso dare una mano ecco i link dei brevetti in questione:
Le vostre scoperte al riguardo potranno essere comunicate attraverso il portale Linux Defenders.
Ciao a tutti.
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Open Invention Network (OIN) ha annunciato che 3 degli 8 brevetti citati nel caso 



