set
04

SUSE Cloud, una soluzione open source per le IaaS basata su OpenStack

 

Logo di SUSE CloudSUSE Cloud è un nuovo prodotto open source, orientato alle aziende che intendano realizzare delle Infrastructure as a Service (Iaas) per il cloud computing privato: è basato su OpenStack e costituisce la naturale evoluzione di SUSE Studio, la soluzione per le virtual appliance con SUSE Linux Enterprise od openSUSE, che insieme a SUSE Manager completa l’offerta. Si tratta, ovviamente, d’un prodotto commerciale che promette un supporto tecnico di 24/7 per 365 giorni all’anno. È un business già sperimentato da Canonical e Red Hat.

Il prodotto è composto da tre elementi principali: un server d’amministrazione, uno o più terminali di controllo e i nodi per la computazione o la memorizzazione delle informazioni. La struttura non è affatto diversa da quella standard di OpenStack. L’enorme differenza è costituita dalla possibilità di creare e gestire le macchine virtuali con SUSE Studio e SUSE Manager, due soluzioni particolarmente intuitive che, al pari di SUSE Cloud, sono proposte tanto in remoto, quanto per l’installazione in locale sul proprio data center.

A margine dell’annuncio del prodotto in sé, un aspetto curioso riguarda il coinvolgimento diretto di Vincent Untz. L’ex release manager di GNOME – che era stato citato da Benjamin Otte insieme a Emmanuele Bassi per dimostrare la crisi del desktop environment – è impegnato proprio nello sviluppo di SUSE Cloud col quale ha voluto abbandonare la «zona sicura» per trovare nuove motivazioni. SUSE Cloud 1.0 è stato ufficializzato la settimana scorsa: Untz, dopo le prime difficoltà tecniche, è entusiasta dei risultati che ha ottenuto.

Via | Vincent Untz

SUSE Cloud, una soluzione open source per le IaaS basata su OpenStack é stato pubblicato su Ossblog.it alle 09:00 di martedì 04 settembre 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.

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ago
13

SUSE spiega l’approccio al Secure Boot di UEFI sull’esempio di Fedora

 

Logo di SUSE — We Adapt. You Succeed.SUSE ha pubblicato una dichiarazione d’intenti sull’approccio che adotterà nelle due distribuzioni – SUSE Linux Enterprise Server e openSUSE – riguardo al Secure Boot, la “famigerata” funzionalità di UEFI che preoccupa gli utenti dei sistemi operativi open source. La soluzione della società è simile a quella di Red Hat su Fedora, ma presenta alcune differenze significative: l’applicazione del metodo a openSUSE non è scontata perché la scelta è deputata alla Board of Directors che non è un organo della sussidiaria di Attachmate.

Entrando nel merito della soluzione, SUSE adotterà una strategia ibrida fra quella di Red Hat e quella di Canonical — la seconda società ad annunciare un metodo per il Secure Boot di UEFI. SUSE Linux Enterprise Server utilizzerà lo shim loader di Fedora per GRUB2, inserendo la propria chiave e permettendo la modifica del database in esecuzione. Ubuntu proporrà altrettanto, sostituendo GRUB2 con efilinux. Il problema, nella circostanza, è la GPLv3 che non permette l’implementazione diretta del Key Exchange Key (KEK) di Microsoft.

SUSE ha risolto il problema che Matthew Garrett di Fedora non pensava d’affrontare: separare il database delle chiavi – che devono comunque essere firmate – da quello di KEK permette di gestire al meglio l’autenticazione, tanto da convincere Garrett a proporre lo stesso metodo a Red Hat. Se la chiave di SUSE non è preinstallata subentra lo shim loader a caricare il database esterno e permettere l’avvio del sistema. GRUB2 non subisce modifiche contrarie alla licenza di rilascio, se proprio non si può disabilitare il Secure Boot.

Via | SUSE

SUSE spiega l’approccio al Secure Boot di UEFI sull’esempio di Fedora é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di lunedì 13 agosto 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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giu
10

SUSE Studio ha integrato la generazione di immagini per Windows Azure

 

SUSE Studio — Windows AzureWindows Azure, la piattaforma di Microsoft per realizzare servizi in cloud computing, ha subito giovedì un consistente aggiornamento — che ha permesso, in via sperimentale, l’installazione delle immagini di Linux. Come previsto, grazie alla presentazione di Gianugo Rabellino, le distribuzioni installabili sono Ubuntu e openSUSE. In particolare, SUSE Studio ha aggiornato il proprio sistema perché gli utenti possano creare delle immagini di openSUSE 12.1 o SUSE Linux Enterprise Server 11 SP2 a 64-bit, da salvare su Windows Azure.

La disponibilità di Linux su Windows Azure è limitata – in questa prima fase – ad alcuni utenti della piattaforma, perciò l’esecuzione di openSUSE potrebbe essere inibita con le nuove registrazioni. Quanti volessero provare la soluzione di Microsoft possono comunque optare per l’apertura di un account gratuito della validità di 90 giorni. Soddisfatti questi requisiti e avuto accesso alla sperimentazione, è necessario indicare la propria area geografica e riservare un profilo allo storage, dove salvare le immagini di SUSE Studio.

Affinché la generazione delle immagini abbia successo, è obbligatorio impostare nella configurazione la quantità di spazio che dovranno occupare. Successivamente, SUSE Studio invierà le immagini a Windows Azure: la gestione delle macchine virtuali avviene dal pannello di controllo della piattaforma di Microsoft. Per descrivere al meglio la procedura – molto più semplice di quanto appaia – gli sviluppatori di SUSE hanno registrato uno screencast dimostrativo. Altre versioni di openSUSE e le immagini a 32-bit non sono supportate.

Via | SUSE Studio

SUSE Studio ha integrato la generazione di immagini per Windows Azure é stato pubblicato su Ossblog.it alle 16:00 di domenica 10 giugno 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.

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feb
06

SUSE Manager, un pannello di controllo per i progetti di SUSE Studio

 

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SUSE StudioSUSE Manager è un nuovo pannello d’amministrazione per gestire le applicazioni create da SUSE Studio, che risiedano in server esterni. Come altre risorse di SUSE per le network appliance, è proposto in versione gratuita – integrata nell’interfaccia web di SUSE Studio – o acquistabile per installazioni self-hosted della piattaforma.

Se, ad esempio, un’applicazione è predisposta per funzionare su piattaforme come EC2, SUSE Manager effettua automaticamente il bootstrap e permette di gestire la configurazione o l’aggiornamento da SUSE Studio. È disponibile tra le impostazioni delle appliance: chi avesse esigenze più specifiche può scaricarne una versione di prova.

L’accesso alle appliance riconosce sia il dominio, sia l’indirizzo del server sul quale risiedono. L’installazione di SUSE Manager nel proprio account di SUSE Studio, per quanto riguarda la versione integrata sui server di SUSE, avviene on demand al primo utilizzo del pannello di controllo: non è disponibile a priori, se non serve.

Via | SUSE

SUSE Manager, un pannello di controllo per i progetti di SUSE Studio é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di lunedì 06 febbraio 2012.

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mag
26

Nat Friedman, ideatore di SUSE Studio, è diventato il CEO di Xamarin

 

Xamarin - MonoXamarin, la nuova società fondata da Miguel De Icaza a seguito dell’acquisizione di Novell e SUSE da parte di Attachmate, ha un nuovo Chief Executive Officer (CEO). Si tratta di Nat Friedman che lascia la propria posizione di supervisore del progetto SUSE Studio. Friedman aveva fondato Ximian con De Icaza nel 1999, diventandone CEO.

Friedman ha un rapporto particolare con De Icaza, tanto da essere stato il co-fondatore delle due iniziative più ambiziose di quest’ultimo. Inoltre, ha già lavorato per Microsoft prima del passaggio a Novell. L’assunzione del ruolo di CEO in Xamarin è quasi una notizia scontata. Quanto resta da chiarire è la posizione di Microsoft.

Come ripetiamo dalla formalizzazione dell’accordo tra Novell e Attachmate, Microsoft non s’è ancora espressa sul futuro di Mono. Moonlight, il progetto con l’utenza più ampia, rischia di avere un’importanza sempre minore con l’abbandono di Silverlight per HTML5. E la “liberazione” del .NET Micro Framework non è d’auspicio per Mono.

Via | Nat Friedman

Nat Friedman, ideatore di SUSE Studio, è diventato il CEO di Xamarin é stato pubblicato su Ossblog.it alle 09:00 di giovedì 26 maggio 2011.

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apr
02

Snapper, uno strumento per gestire gli snapshot di Btrfs su openSUSE

 

YaSTSnapper è la soluzione di openSUSE per gestire gli snapshot di Btrfs: è costituita da due parti, una a riga di comando per Zypper e un’integrazione grafica con YaST. La prima parte è del tutto simile alla funzione di rollback già prevista da Fedora: la creazione degli snapshot è esclusivamente manuale e richiede l’uso del terminale.

In futuro, Snapper dovrebbe avere un’integrazione coi file manager di GNOME e KDE oltre alla possibilità di sfruttare Access Control List (ACL) e attributi estesi dei file system. Snapper prevede sostanzialmente due funzioni: mostra le differenze tra gli snapshot e procede al ripristino di quello desiderato. Entrambe hanno una GUI.

Una possibilità interessante è quella di configurare Snapper durante la fase d’installazione di openSUSE 11.4, rendendo più semplice l’integrazione degli snapshot di Btrfs sul proprio sistema. Ciò nonostante, Snapper non è ancora ufficialmente parte della distribuzione: è consigliabile farne uso solamente per fornirne dei feedback.

Via | openSUSE Lizards

Snapper, uno strumento per gestire gli snapshot di Btrfs su openSUSE é stato pubblicato su ossblog alle 09:00 di sabato 02 aprile 2011.

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dic
03

openSUSE, Rolling release con Tumbleweed

 

Se Ubuntu qualche giorno fa ha smentito di pensare ad una rolling release distro, sembra che in openSuse ci stiano pensando seriamente.

Greg Kroah-Hartman ha deciso di portare avanti questa proposta con il nome di openSUSE Tumbleweed, in pratica un repository dove raccogliere tutte le ultime versioni stabili dei pacchetti dopo un passaggio in Factory. Tumbleweed consentirebbe agli utenti di utilizzare pacchetti aggiornati, ma con una bassa probabilità di incontrare gravi problemi. Un buon servizio per quegli utenti che vogliono usare sempre i pacchetti più aggiornati per testare le ultime novità.

A prescindere dalla distro che utilizzare vi piace il concetto della rolling-release?

Via | OpenSuse

openSUSE, Rolling release con Tumbleweed é stato pubblicato su ossblog alle 13:59 di venerdì 03 dicembre 2010.

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ott
14

Novell presenta un video sulla crescita dell utilizzo di SUSE Gallery

 

Novell ha proposto SUSE Gallery in luglio e, nonostante il breve periodo d’attività, la piattaforma ha già riscosso un notevole successo. Al punto da farne un video, basato sui commit via Git. È interessante scoprire l’applicazione con cui è stato realizzato: Gource è un programma cross-platform per visualizzare l’attività dei VCS. Realizzarne dei video è semplice.

Via | SUSE Gallery

Novell presenta un video sulla crescita dell utilizzo di SUSE Gallery é stato pubblicato su ossblog alle 11:00 di giovedì 14 ottobre 2010.

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giu
08

Suse MeeGo: Novell pronta al lancio

 

Novell sarebbe pronta a presentare entro un anno la versione “brandizzata” Suse di MeeGo, il sistema operativo per dispositivi mobili e netbook nato dalla fusione di Moblin di Intel e Maemo di Nokia.

Suse MeeGo sarà un MeeGo dotato di tutti gli strumenti che caratterizzano la distribuzione di casa Novell. Che a dirla tutta aveva già provato a personalizzare Moblin.

Detto che abbiamo provato MeeGo 1.0 di recente e ci è molto piaciuto, cosa aspettarci dalla personalizzazione che ne vuol fare Novell?

MeeGo al momento non gode di un’installazione semplice per i newbie e installarlo sui netbook potrebbe non essere semplice. L’obiettivo diventa così farlo installare dal distributore (Samsung e MSI erano già interessate a Suse Moblin, quindi…), un modo per conquistare una maggior fetta di mercato.

Intanto, ecco l’annuncio di Novell. E il sito di Suse Moblin / MeeGo.

Suse MeeGo: Novell pronta al lancio é stato pubblicato su ossblog alle 10:34 di martedì 08 giugno 2010.

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set
30

iPhone / iPod Touch connesso via USB su Linux

 

Oggi in questo post vediamo come connetere e montare il filesystem di un Apple iPhone o iPod Touch sulla nostra Linux Box. A differenza di Apple che da tempo fa la guerra ai Palm Pre e altri dispositivi garantendo e non garantendo la sincronizzazione e il supporto su Mac OSX (la diatriba continua ..) Linux e il mondo dell’opensource non respinge nessuno anzi.

ipodifuse

Per montare il filesystem dell’Apple iPhone o iPod Touch utilizzeremo iFuse un software che permette di esplorare come ho più volte detto il filesystem di apple senza modifiche al software come il “jailbreaking” , inoltre è distribuito  tutte le versioni linux e compilato per quasi tutte le versioni di ubuntu, fedora, etc..

Principalmente iFuse lavora su:

libiphone is a software library that talks the native Apple USB protocols that the iPhone uses. Unlike other projects, ‘libiphone‘ does not depends on using any existing ‘.dll‘ or ‘.so‘ libraries from Apple.

iFuse is a FUSE filesystem driver which uses ‘libiphone‘ to connect to devices without jailbreak. iFuse is using the native Apple “AFC” protocol, over the normal USB cable in order to access the iPhone’s (or iPod Touch’s) media files under Linux.

Installazione:

Per prima cosa dobbiamo aggiungere i repos per la nostra versione di Ubuntu o scaricare il pacchetto adatto alla nostra versione di linux (fedora , suse , etc..) o eventualmente compilare la versione sorgente.

Su Ubuntu dobbiamo editare il nostro /etc/apt/sources.list quindi da terminale digitiamo :

sudo gedit /etc/apt/sources.list

in fondo alle righe aggiungiamo:

Karmic
deb http://ppa.launchpad.net/jonabeck/ppa/ubuntu karmic main

Jaunty
deb http://ppa.launchpad.net/jonabeck/ppa/ubuntu jaunty main

Intrepid
deb http://ppa.launchpad.net/jonabeck/ppa/ubuntu intrepid main

Hardy
deb http://ppa.launchpad.net/jonabeck/ppa/ubuntu hardy main

Dopo di che carichiamo la key di autenticazione del repository:

sudo apt-key adv --recv-keys --keyserver keyserver.ubuntu.com F0876AC9

e poi procediamo con l’aggiornamento dei repository e l’installazione:

 sudo apt-get update

e poi

 sudo apt-get install ifuse

Per le altre distribuzioni i repository sono :

openSUSE 11.0, 11.1, Factory

Fedora 10

Mandriva 2009

Source

Via | cgsbay.com

iPhone / iPod Touch connesso via USB su Linux is a post from: Rafanto.net Blog

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set
15

Disponibile openSUSE 11.2 Milestone 7

 

In attesa del rilascio finale previsto per novembre, ecco disponibile da qualche ora la settima Milestone (versione beta) di openSUSE 11.2.

I cambiamenti rispetto alla precedente pre-release, come è giusto che sia a questo punto del processo di sviluppo, sono relativamente pochi ed oltre a KDE 4.3.1 e RPM 4.7.1 includono:

  • Linux kernel 2.6.31-rc9
  • Valgrind 3.5
  • Samba 3.4.0
  • GNOME 2.28 beta 2
  • OpenOffice.org 3.1.1 RC 1
  • Gwibber 1.2

Una lista più completa delle implementazioni di questa M7 è disponibile a questo indirizzo. Maggiori informazioni su openSUSE sono invece reperibili attraverso l’ottimo sito ufficiale del progetto.

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lug
21

Scaricare e Convertire i video di Youtube con UTube Ripper su Linux

 

Vi sarà capitato tantissime volte di visualizzare qualche video di youtube e di volerlo scaricare per visualizzarlo offline o caricarlo su mediaplayer o smartphone. Tempo fa avevo presentato un utility da shell youtube-dl che vi permetteva di effettuare il download dei video in formato .flv.

Per chi non la conosce (faccio un veloce riepilogo) basta installarla da terminale con il seguente comando:

sudo apt-get install youtube-dl

e la sintassi di utilizzo e molto semplice:

youtube-dl http://www.youtube.com/watch?v=Yp3sc6OBv38

Ero partito a presentare UTube Ripper e mi sono perso in discernazioni su utility a riga di comando, ritorniamo a noi! UTube Ripper è un ottima applicazione scritta in Gambas che vi permette di scaricare e convertire in vari formati i video di youtube. Con Utube Ripper potete convertire i video scaricati in formato MPEG ed AVI e anche estrarre solamente l’audio. Questo software è compatibile con tutte le versioni linux e si può installare in 2 diverse versioni  con interfacce  Qt e  GTK.

Prima di tutto lo dobbiamo scaricare dal sito ufficiale [ official site ], al completamento del download facciamo doppio-click sul pacchetto (deb, rpm ..) che  abbiamo scaricato e lo installiamo con il gestore pacchetto ( o a riga di comando).

Dopo averlo installato possiamo trovare il launcher nel nostro menu e quindi eseguire la pratica utility!

download-utube-ripper2

Come potete vedere dall’immagine qui sopra l’interfaccia è molto semplice ed intuitiva, basta inserire il link del video youtube nell’apposito textbox (Utube Video URL)  ed cliccare su dowload. Il software provvederà a scaricare il video in formato .flv che poi potrà essere convertito sempre dall’iterfaccia ricercando il file nel vostro filesystem tramite il bottone Browse .. e poi  tramite setting impostare la tipologia di conversione ed eventuali altre opzioni.

Ricapitolando quindi ci sono tanti modi per scaricare i video di youtube su Linux. Per gli accaniti utilizzatori della shell abbiamo youtube-dl per chi non ama il terminale invece e preferisce le comodità delle GUI c’è UTube Ripper.

Via |AddictiveTips & Rafanto.net

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giu
03

Ubuntu Newsletter Italiana 2009.022

 

E’ uscito ill numero 22 del 2009 della Newsletter Italiana di , riferito alla settimana che va da lunedì 25 a domenica 31 maggio.

In evidenza in questo numero:

  • e
  • Al via il primo “openSUSE Community Week”
  • : Addio GNU… Benvenuta Creative Commons
  • Un canale YouTube per Launchpad
  • Campagna Caro candidato
  • Edizione 23 di Full Circle Magazine in lingua Italiana
  • Full Circle Magazine Issue 24 in lingua Inglese

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Post del blog: PettiNix
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PettiNix ti consiglia anche di leggere The Brain Machine

Ubuntu Newsletter Italiana 2009.022

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mag
28

openSUSE Weekly News, Numero 73

 

Pubblicato il settantatreesimo numero della newsletter settimanale di .

Gli argomenti principali di questo numero:

  • Moblin v2.0 Beta on
  • Andrew Wafaa: New Netbook Images
  • Dominique Leuenberger: packaging for beginners
  • Stephen Shaw: iFolder on 11.1
  • eweekeurope: 3.1 – Better Performance

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openSUSE Weekly News, Numero 73

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mag
25

openSUSE Weekly News, Numero 72

 

Pubblicato il settantaduesimo numero della newsletter settimanale di openSUSE.

Gli argomenti principali di questo numero:

  • Community Week
  • Pascal Bleser : vnstat on openSUSE
  • Enterprise in the Americas: : Social Desktop Starts to Arrive
  • Forums: Why Are We Not Helping More in the Wiki?
  • -fusion.org: Beryl back from the ashes

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openSUSE Weekly News, Numero 72

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