mar
29

James Gosling, il creatore di Java, adesso è un dipendente di Google

 

Sun Microsystems - R.I.P.Google, accusata da Oracle di plagio su Java, non soltanto risulterà probabilmente innocente: ha fatto un “colpaccio” assumendo James Gosling, il creatore del linguaggio per la defunta Sun Microsystems. Ad annunciarlo è stato ieri lo stesso Gosling, specificando di non sapere quale sarà il suo ruolo in Google e farà un po’ di tutto.

Non stupisce il fatto che Gosling abbia soltanto un’idea di massima del proprio lavoro a Google: l’assunzione, a prescindere dalle indubbie doti di Gosling, appare piuttosto come una strategia di marketing. Gosling aveva rifiutato il passaggio a Oracle: l’ingresso in Google è un chiaro messaggio per gli sviluppatori del linguaggio.

Nell’ultimo anno, Gosling ha rifiutato una serie di offerte illustri. L’accettazione del contratto di Google suona come un riconoscimento dell’impegno della società a proseguire il percorso di Sun Microsystems su Java, benché i brevetti e il marchio siano in possesso di Oracle. Per Google è un’assicurazione (sul futuro di Android).

Immagine | Richard Masoner

James Gosling, il creatore di Java, adesso è un dipendente di Google é stato pubblicato su ossblog alle 09:00 di martedì 29 marzo 2011.

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mar
28

Il sito di Sun Microsystems per MySQL attaccato da una SQL injection

 

Sun Microsystems - MySQLOracle non ha avuto molto tempo per “festeggiare” gli esaltanti risultati sul piano economico: forse, proprio a causa degli introiti da record della multinazionale, qualcuno ha pensato di perpetrare un attacco al sito (ex-Sun Microsystems) MySQL.com… con una SQL injection. Violato pure il sito Sun.com, anch’esso gestito da Oracle.

L’attacco è stato rivendicato da due hacker che utilizzano gli pseudonimi TinKode e Ne0h su Slacker.ro: tra i mirror di MySQL, oltre a quelli francese e tedesco, sono stati violati quelli italiano e giapponese. La lista completa degli username e delle password carpiti è stata pubblicata su Pastebin.com. Meglio cambiare credenziali.

L’amministratore del CMS per il sito ha una password di quattro cifre! Non è chiaro se l’attacco fosse mirato a mettere in dubbio la sicurezza di MySQL, proprio a seguito dell’analisi di Bloomberg, tuttavia la scelta di violare i server di Oracle in una data così vicina al report trimestrale del titolo non può essere stata casuale.

Via | Sophos

Il sito di Sun Microsystems per MySQL attaccato da una SQL injection é stato pubblicato su ossblog alle 13:00 di lunedì 28 marzo 2011.

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mar
27

Oracle accresce il proprio business, contro ogni pronostico su NoSQL

 

Oracle Corporation
L’ultimo trimestre del 2010 è stato da record per Oracle: la società è cresciuta, incrementando gli scambi del 37% e raggiungendo $8.76 miliardi di capitale. Il titolo supera le previsioni anche nel primo trimestre del 2011. L’acquisizione di Sun Microsystems non ha inciso negativamente sul business di Oracle com’era stato predetto.

Il punto non è tanto il guadagno di Oracle, quanto il ruolo dell’open source col cloud computing: benché molte aziende dimostrino la propria insofferenza nei riguardi dei database proposti da Oracle, i NoSQL non sono destinati a sostituirli sul breve periodo. Un trend comunque positivo è l’adozione di soluzioni “ibride”, SQL/NoSQL.

Ironia della sorte, l’analisi di Bloomberg è stata pubblicata in corrispondenza del NoSQL Day 2001 organizzato venerdì a Brescia. Un’alternativa al “monopolio” di fatto raggiunto da Oracle sui database potrebbe derivare dai fork di MySQL: Drizzle, MariaDB, SkySQL, ecc. non sono stati considerati, tuttavia continuano ad aggiornarsi.

Via | ReadWriteWeb

Oracle accresce il proprio business, contro ogni pronostico su NoSQL é stato pubblicato su ossblog alle 11:00 di domenica 27 marzo 2011.

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mar
21

Un ultimo “sgambetto” di Oracle: Illumos fuori da Planet OpenSolaris

 

Illumos PhoenixC’è qualcosa d’infantile nell’atteggiamento di Oracle verso Illumos, il fork che continua idealmente lo sviluppo di OpenSolaris: ieri gli interventi degli sviluppatori di Illumos sono stati rimossi da Planet OpenSolaris, sul quale restano esclusivamente quelli dei dipendenti di Oracle, apparsi sul dominio che fu di Sun Microsystems.

Ad accorgersene è stato Garret D’Amore, sviluppatore e intestatario del trademark di Illumos. Per verificare la propria tesi, D’Amore ha provato a pubblicare un intervento: fino a qualche tempo fa il blog era aggregato a Planet OpenSolaris. Inutile sottolineare che né il suo ultimo articolo, né gli altri sono più presenti sul sito.

D’Amore non è stato il primo ad avvertire qualche differenza rispetto al passato: Dan Mick e Darren Reed se ne sono accorti con qualche giorno d’anticipo. Però, essendo dipendenti di Oracle, i loro interventi sono comunque apparsi su Planet OpenSolaris. Strano che Oracle non abbia chiuso tutto il sito dall’abbandono di OpenSolaris.

Via | Garret D’Amore

Un ultimo “sgambetto” di Oracle: Illumos fuori da Planet OpenSolaris é stato pubblicato su ossblog alle 09:00 di lunedì 21 marzo 2011.

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ago
31

Google cancella gli interventi al JavaOne di Oracle

 

Oracle DevelopLa “scaramuccia” tra Google e Oracle su Java è fatta anche di reciproche scorrettezze. Da quando Oracle ha denunciato la violazione di alcuni brevetti relativi a Java su Android, la situazione sta letteralmente degenerando. L’ultima parola è quella di Google sul JavaOne 2010.

L’edizione 2010 sarà la prima interamente controllata da Oracle e, dal momento che quest’ultima ha minacciato un’azione legale su Android, Google ha deciso di ritirare i propri speaker dall’evento. Una mossa più che comprensibile, ma che non fa certo onore a Mountain View.

Il JavaOne 2010 è la manifestazione principale degli sviluppatori di Java. Tuttavia, non è presenziando che si dimostra il proprio impegno. A grandi linee è questa la posizione di Google, che non intende abbandonare il linguaggio, né tanto meno gettare la spugna su Android. È comunque un peccato che si sia dovuti arrivare a questo punto.

Via | Google Code

Google cancella gli interventi al JavaOne di Oracle é stato pubblicato su ossblog alle 11:00 di martedì 31 agosto 2010.

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ago
28

Oltre Btrfs: ZFS su Linux entro il mese prossimo

 

ZFSPer una distribuzione che procrastina Btrfs c’è un’azienda che si appresta a distribuire ZFS per Linux. L’avevamo anticipato all’inizio dell’estate: Brian Behlendorf di LLNL sta lavorando su ZFS per aggirare quei limiti della licenza CDDL di Sun Microsystems che finora hanno impedito il porting del filesystem. Non ci è voluto molto perché arrivasse a un risultato concreto. Il modulo andrà compilato a sé.

Sussistono, infatti, due problemi alla definitiva integrazione: come sottolineato in occasione dell’annuncio di giugno, a causa delle incompatibilità di licenza il modulo di LLNL non potrà essere implementato direttamente nel kernel. Un altro aspetto (che ZFS condivide con Btrfs) riguarda la creazione di applicazioni compatibili. Senza un programma come Time Slider il filesystem ha poco senso.

C’è poi un terzo problema che non si può sottovalutare. Sia Btrfs, sia ZFS sono attualmente nelle mani di Oracle. Ciò riguarda un elevato numero di progetti open source, ma nella circostanza diventa un aspetto primario. Escludendo LVM2 (con caratteristiche totalmente differenti) i progetti più interessanti per gli snapshot dei dischi sono entrambi nelle mani di una sola azienda. Finché li vorrà mantenere.

Via | Phoronix

Oltre Btrfs: ZFS su Linux entro il mese prossimo é stato pubblicato su ossblog alle 11:00 di sabato 28 agosto 2010.

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ago
23

Oracle sconfiggerebbe i brevetti avendo la meglio su Google?

 

JavaChe sia un folle o, un visionario… Daniel Eran Dilger è sicuramente bene informato. La seconda metà di agosto si è aperta con l’inaspettata uscita di Oracle, che ha imputato a Google la violazione di sette brevetti relativi a Java su Android. Pochi giorni dopo Eben Moglen ha esposto al LinuxCon 2010 una tesi antagonista sulle strategie per sconfiggere il pericolo delle software patent. Sull’intera questione l’idea di Dilger si spinge anche oltre quella di Moglen: la sconfitta di Google in un ipotetico processo intentato da Oracle potrebbe essere addirittura positiva. Un’opinione come minimo bizzarra.

Mentre Oracle è riuscita nella riabilitazione di Google proprio grazie all’attacco ad Android e gli sviluppatori open source la stanno abbandonando per progetti alternativi, Dilger riesce a vedere qualcosa di buono nella politica di Larry Ellison. Del resto, per avvalorare la sua tesi, Dilger difende Apple nei confronti di Adobe: è come sostenere che in un incidente rimediare una paralisi definitiva sia sempre meglio che morire. Opinabile e per nulla confortante (mi scuso per il paragone piuttosto forte). Ricorda un po’ la questione di SCO e Novell, in cui la vittoria di quest’ultima non è un successo.

Insomma, Dilger pensa che Android debba entrare in crisi perché Linux possa emergere. Non soltanto, perché dovrebbe essere Oracle a renderlo possibile. Eppure, nella follia generale della tesi di Dilger c’è un aspetto interessante e per certi versi innovativo: a differenza degli innumerevoli processi sul tema quello contro Google potrebbe porre fine al pericolo dei brevetti software. È un’idea utopistica, vaneggiante e pericolosa che rischia di far emergere un nuovo “caso” SCO. Ma, se avesse successo, porrebbe fine una volta per tutte ai processi su proprietà intellettuale, diritti e patenti.

Via | RoughlyDrafted Magazine

Oracle sconfiggerebbe i brevetti avendo la meglio su Google? é stato pubblicato su ossblog alle 11:00 di lunedì 23 agosto 2010.

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lug
14

OpenSolaris dà un ultimatum a Oracle

 

OpenSolarisL’ultimo meeting della Government Board di OpenSolaris ha stabilito un termine entro il quale l’istituzione si “suiciderà”, qualora non ricevesse risposte da Oracle. Il fallimento continuo nel rilascio delle versioni del sistema da quando Sun Microsystems è stata acquisita da Oracle ha convinto i responsabili di OpenSolaris a redigere un ultimatum. L’azienda ha a disposizione un mese per decidere le sorti dell’OS.

Quella degli amministratori di OpenSolaris è una scelta sofferta, coraggiosa e responsabile. Purtroppo, non si conoscono le intenzioni dei membri della Government Board in caso di esito negativo. È certo che l’organigramma si scioglierà autonomamente, ma non sono trapelate indiscrezioni circa un eventuale fork di OpenSolaris (forse l’unica soluzione per tenerlo in vita). L’ultima parola spetta comunque a Oracle.

In questi mesi ci siamo occupati spesso di OpenSolaris. Le novità dal fronte sono state molto contraddittorie e la sola certezza riguarda l’indifferenza pressoché totale di Oracle nei suoi confronti. L’epilogo più probabile è la chiusura definitiva del progetto, che faticherà a trovare maintainer esterni a causa della reticenza di Sun nel rendere OpenSolaris realmente libero. Un errore che pagherà la community.

Via | Phoronix

OpenSolaris dà un ultimatum a Oracle é stato pubblicato su ossblog alle 11:00 di mercoledì 14 luglio 2010.

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gen
26

Sun organizza un seminario per MySQL a Milano

 

Sun MySQL Dopo la pessima notizia che riguardava l’esclusione dell’Italia dalle tappe del tour mondiale dell’Android Developer Lab, a meno di 24 ore ne arriva un’altra che riguarda tutt’altro eppure potrebbe rincuorare più di qualcuno: nel mese di febbraio – e nello specifico mercoledì 10 – si terrà un seminario ospitato da Sun su MySQL e Java.

L’evento è totalmente gratuito ed è perciò richiesta una registrazione attraverso il sito di MySQL (sul quale è necessario avere un account, anche registrabile contestualmente alla richiesta di partecipazione): i posti sono limitati… per cui è bene affrettarsi, se interessati.

Data la natura del seminario – che tratterà di MySQL clustering in abbinamento all’integrazione del linguaggio Java – nonché l’orario in cui si tiene (tra le 10 e le 13 di un giorno lavorativo) è evidente che si tratti, usando le parole di Sun, di una “colazione” rivolta ai professionisti. Non è stata ancora pubblicata una location più specifica della città di Milano.

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apr
21

Acquisizione Sun, le risposte di Oracle

 

Dopo la notizia shock arrivata ieri dell’acquisizione di Sun da parte di Oracle, quest’ultima ha deciso di pubblicare un documento in cui cerca di rispondere ai molti interrogativi suscitati.

Uno dei punti è dedicato a MySQL e l’azienda afferma che andrà a inserirsi nella gamma di database insieme ad Oracle 11g, TimesTen, BerkeleyDb ed il motore transazionale InnoDB.

Nel documento vengono confermati i contratti già stipulati da Sun e proseguirà anche l’assistenza a tutti i clienti. La sezione hardware verrà potenziata per la produzione di soluzioni che consentano di migliorare le prestazioni dei software.

Via | Oracle

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apr
20

Oracle si è comprata la Sun!

 

Nel pomeriggio è arrivata la notizia che Oracle ha comprato Sun Microsystems per 7,4 miliardi di dollari.

Un’acquisizione a sorpresa questa, dopo voci che la davano Sun nelle mani di Ibm. Sun oltre a Solaris e Java è anche proprietaria di famosi software come MySQL e VirtualBox.

Quali possano essere i prossimi sviluppi non possiamo ancora saperlo, ma Larry Ellison afferma che disporre di Java e Solaris porterà futuri vantaggi per i clienti. Ovviamente si riferisce ai clienti Oracle che avranno un sistema completamente integrato per le loro esigenze.

Non c’è stata alcuna dichiarazione a riguardo di MySQL che Sun acquistò nel 2008. Le decisioni di Oracle manterranno la seppur timida apertura verso l’open source di Sun o, più probabilmente, significherà veder bloccato lo sviluppo di MySQL?

Via | Slashdot

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dic
27

Gestire un riproduttore di file musicali Sony WALKMAN senza usare SonicStage

 

Attenzione: Questo post parla di software in versione beta.

 Se non si è disposti ad affrontare il rischio di uno o più malfunzionamenti, si passi oltre.

I riproduttori di file musicali Sony WALKMAN sono un’alternativa economica e funzionale ai più blasonati Apple iPod, Creative Zen e simili. Hanno solo due piccoli problemi:

  • Memorizzano i dati con un formato di incapsulazione proprietario DRM-enabled, ATRAC (e anche se sembra che Sony sia in vena di ripensamenti a questo proposito, penso ci vorrà del tempo prima che le scorte di magazzino vengano sostituite e si renda disponibile un prodotto della stessa durevolezza al medesimo prezzo).;
  • Richiedono la “risposta di Sony ad iTunes”, SonicStage: questo software, disponibile esclusivamente per Microsoft Windows non sempre funziona – anche se a me, per la verità, non ha mai dato problemi, neanche dentro una macchina virtuale VMware/VirtualBox – e non permette di ritrasferire un file dal lettore al proprio computer se non si dispone dell’originale.

Se per il primo punto non possiamo farci nulla, possiamo, invece, liberarci dell’applicativo Sony (e di Windows) grazie a Symphonic, l’erede del progetto NW-E00x MP3 File Manager che promette di funzionare su uno spettro più vasto di riproduttori. Col mio NW-S202F ha funzionato :-)  .

Passare a Symphonic, come vedrete, non è indolore: non potrete più utilizzare SonicStage col vostro lettore, e potrete (a quanto vedo, e credo solo per il momento) caricare solo file MP3. Non provate a forzare il caricamento di altri tipi di file: il vostro lettore andrà di matto, fidatevi - se però convertirete il/i vostro/i file in MP3 (come in questo caso) non ci saranno problemi.

In compenso, però, potrete portarvi sempre dietro il nuovo music manager, perchè occupa solo pochi KBytes.

Ecco cosa bisogna fare:

  1. Installare almeno1 Java Runtime Environment 6. Il web è pieno di HOWTO a che trattano l’argomento: chi utilizza Debian etch e non ama sporcarsi le mani con troppi pacchetti instabili può seguire la procedura descritta qui.
  2. Scaricare l’ultima release di Symphonic (al momento la 0.1.1b) da qui, decomprimiamola in $HOME/symphonic e creiamo uno script in $HOME/bin (directory che dovrebbe essere presente nel nostro PATH) di nome symphonic con questo contenuto:
    #!/bin/bash
    cd $HOME/symphonic; java -jar JSymphonic_0.1.1b.jar $*

    Renderemo eseguibile lo script con chmod +x $HOME/bin/symphonic.

  3. Mount-are ;-) il lettore, e spostare la directory omgaudio/ nella vostra home, per poi salvarla da qualche parte come copia di backup, da ripristinare nel caso qualcosa andasse storto; sì, perderete tutte le canzoni già memorizzate sul lettore, ma è necessario.
  4. Scaricare e porre sul lettore la nuova directory omgaudio presente in questo archivio.
  5. Lanciare l’applicativo da terminale con $HOME/bin/symphonic o, in alternativa, tramite doppio click su uno shortcut che ci siamo creati. Al primo avvio (o quando il lettore non è stato mount-ato), Symphonic ci dirà che non c’è nessuna periferica configurata:


    Device not found

    Device not found

    Non appena si preme OK, viene aperta la finestra in cui sarà possibile specificare i percorsi mancanti:

    Set path
    Set path

    Specificate nella prima riga il mount point del lettore, nella seconda la posizione della vostra musica.

Da qui in poi, dovrebbe esservi tutto abbastanza familiare. Se così non fosse, commentate.
Enjoy :-)


1 almeno nel senso che, se non siete sviluppatori, non ha senso scaricare ed installare il Java Development Kit.

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