dic
16

Google: sicurezza delle app Android

 

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ott
21

ancora su Android 4 (Ice cream sandwitch)

 

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ago
13

Il website diventa App su Google Chrome

 

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giu
22

recensione: Il libro del wireless di John Ross

 

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mag
31

recensione: Sviluppare applicazioni per Android

 

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mag
23

recensione: Programmare per il web mobile

 

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apr
26

I migliori 20 smartphone

 

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mar
24

Android-Nokia-Windows Phone 7: due sistemi, un colosso della telefonia

 

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mar
04

L open source nella telefonia, dalle stalle alle stelle e viceversa

 

Quando si pensa all’open source parlando della telefonia la prima cosa che viene in mente è Android e MeeGo, le cui sorti sono un po’ meno luminose di quello che avremmo voluto.

Nonostante tutto la crescita di Android sta galvanizzando tutta la comunità grazie ad una vera e propria scommessa ormai vinta. Recuperare il distacco da iPhone e Blackberry. Tutto bene quindi? Sembrerebbe proprio che partendo dalle stalle siamo arrivati in vista delle stelle, ma purtroppo c’è un lato che rimane sempre un po’ troppo nascosto.

Se il sistema operativo è libero cosa si può dire della miriade di applicazioni che avete installato nel vostro telefonino? Provate a dare una rapida occhiata e fare una percentuale. Anche con tutta la buona volontà di ricerca di applicazioni specificatamente open source questo numero sarà sempre troppo basso. Abbiamo un sistema operativo libero per far girare applicazioni proprietarie. Meglio di un sistema proprietario per far girare applicazioni proprietarie, ma non siamo certamente in una situazione ottimale.

La causa di questo fenomeno è probabilmente da ricerca nel basso costo per il singolo di un’applicazione e la grande quantità di utenti che praticamente non stimolano la crescita di un vero e proprio ecosistema FLOSS. Quando poi ci sono applicazioni simili proprietarie a pagamento e open source capita che quel piccolo compenso consenta la prima di essere migliore della seconda. Molti utenti quindi scelgono la prima a svantaggio della seconda.

Normalmente sul desktop il FLOSS si sviluppa anche grazie alla volontà di creare un’alternativa a costosi prodotti proprietari ed alla volontà di superare i limiti di quest’ultimi. Senza questa spinta possiamo notare che il numero di applicazioni sia molto basso in tutti i sistemi per smartphone. Se poi ci aggiungiamo che Apple cancella applicazioni GPL dal suo App Store le cose si complicano ulteriormente. La ritrosia di Microsoft per la GPL la conosciamo, ma in fondo il numero di persone che utilizzano questo sistema è al momento molto basso.

Cosa fare per migliorare la situazione? Difficile trovare una vera soluzione, perché se è vero che a noi interessa la libertà che ci forniscono le licenza FLOSS non è così per la maggior parte della gente che non immagina le implicazioni che ci possono essere dietro a certe scelte come abbiamo avuto modo di approfondire nel caso di Apple è l’impero del male.

Forse si potrebbe provare a raggruppare le migliori applicazioni sotto un unico distributore consentirebbe di avere più visibilità e sfruttare il trascinamento di quelle più famose nei confronti di quelle meno note. Voi avete qualche altra idea? Se siete dei programmatori che sviluppano per smartphone come avete rilasciato le vostre applicazioni e perché avete scelto quella licenza?

Via | TheRegister

L open source nella telefonia, dalle stalle alle stelle e viceversa é stato pubblicato su ossblog alle 15:00 di venerdì 04 marzo 2011.

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giu
18

Noi che viviamo una vita “2.0?

 

Questa sera mi è capitato di fermarmi un secondo a pensare a me, a noi a dir la verità, ed alla vita che conduciamo al giorno d’oggi con tutti quei gesti che facciamo in assoluta normalità…

..no, non sono fatto come una pigna e no, non sono ubriaco come una spugna. E’ che ogni tanto il mio piccolo cervello inizia a trottolare in lungo e in largo nel mio cranio e faccio considerazioni su tematiche trasversali.
Oggi è toccata al tipo di vita che conduciamo, una vita “2.0? per usare il gergo di internette; o per meglio dire una vita “mobile”, checchè se ne dica le nostre vite, oggi, sono indissolubilmente legate a quei cosi che teniamo in mano, i cellulari – anzi gli smartphone – non c’è praticamente adolescente (ma anche adulto) che non ne possieda uno.

Al di là delle scelte Android vs iPhone vs Salcazzo, parliamo del dispositivo smartphone in quanto tale, ed analizziamo l’impatto che questi cosi hanno avuto, hanno, ed avranno nelle nostre vite. Vi faccio un esempio di una giornata qualunque di un essere qualunque in un posto qualunque: io!

Mi sveglio stamattina e dopo essere rientrato dallo stato comatoso in cui mi trovavo la prima cosa che faccio è accendere il mio htc legend, lo lascio gridare per qualche minuto perchè, come ogni mattina, ci sono le mail della notte.

Finito il delirio lo riprendo in mano ed inizio a spulciarlo, mi basta un colpo d’occhio all’area di notifica per vedere l’icona di twitter…”obbella mi hanno scritto un messaggio su twitter“, apro l’applicazione ed era @picchiopc che mi mandava un messaggio riguardo una roba detta ieri su Friendfeed; rispondo e poi faccio sparire l’app, riprendo quindi con le operazioni di routine di ogni risveglio mattutino; rapido colpo d’occhio all’icona di notifica di Nagdroid per controllare che non ci siano allarmi attivi sul server, per fortuna è tutto a posto.

E’ il turno delle mail, apro k-9 mail me le spulcio tutte ma mentre leggo l’ultima mail sento un rumore strano, sento che all’esterno le macchine che passano in strada è come se passassero sul bagnato, premo il tasto home e do un occhio al widget dell’orologio – perfetto piove, meno male che è arrivata l’estate, noto anche che la temperatura non è proprio caldissima, capisco quindi che è il caso di uscire con una giacchetta leggera – attendo la mia ragazza e poi via fuori casa per un altra, normalissima, giornata di lavoro.

Arrivo in ufficio e parcheggio l’auto, non esiste giorno in cui io non vada a fare colazione al bar, siciliano, perchè le origini sono dure a morire. Mi incammino quindi verso il bar e nel mentre apro l’app “giornali” per vedere cosa dicono oggi le maggiori testate giornalistiche “eh va beh anche oggi i soliti deliri del nano “costituzione vecchia…non ho poteri…ecc ecc” tanto alla fine il ddl Napolitano te lo firma lo stesso è inutile che scalpiti”; arrivo al bar e nell’attesa che mi venga servito il cappuccino come di consueto, decido di aprire Foursquare e fare checkin al bar siciliano dove mi trovo.

Ottimo la colazione è fatta adesso si può andare a lavorare, raggiunta la mia postazione attacco il cavo usb dello smartphone al mio portatile per metterlo sotto ricarica, do un occhio allo schermo e noto che c’è ancora foursquare aperto “…massì…” faccio checkin al mio ufficio e la chiudo.

Tra un lavoro ed un altro, tra un ticket ed un altro, in quei cinque minuti di pausa (va beh dai un pò più di cinque) mi faccio un giro su friendfeed e scopro che nel gruppo Androidi si parla di applicazioni interessanti, ne segno qualcuna poi vado su appbrain.com e le aggiungo alla lista delle mie applicazioni, più tardi – in pausa pranzo – lancio la app Appbrain sync e mentre chiacchiero coi colleghi questa mi installa queste applicazioni sul cellulare.

Tic-tic è il widget dell’agenda che suona, accendo lo schermo e mi fa notare che sono le 13:30 e che è iniziata la partita honduras-chile, più tardi in ufficio lancio l’app Soccer livescores e scopro che il Cile sta vincendo 1-0.

La giornata scorre normalmente, alle 18:00 si fugge via dall’ufficio e corro alla stazione metro di vimodrone ad attendere la morosa che torni anche lei dal suo ufficio, mentre attendo nuovo checkin alla MM Vimodrone via foursquare, ed in più giochicchio col cellulare provando youfeed, l’app ancora beta che il gentile Jammy Lee mi ha dato per testarla prima del rilascio.

Capatina veloce a casa e poi via verso l’Auchan di vimodrone per comprare qualcosa…prima di entrare mentre attendo che la donna si fumi la sua sigaretta faccio nuovo checkin via foursquare e tac, mi compare il messaggio che sono riuscito a spodestare @marcourb come numero di checkin in quel centro commerciale e quindi da adesso sono io il Sindaco dell’auchan di Vimodrone (con soddisfazioni eh…)

Si entra dentro il centro commerciale e si inizia a pensare a cosa prendere, tiro fuori nuovamente lo smartphone ed apro l’app Remember the milk dove mi ritrovo la micro lista della spesa che ore prima avevo annotato tramite il loro sito che automaticamente viene syncato con lo smartphone applicazione, alla fine della capatina è il momento di rientrare finalmente a casa.

Risalendo in macchina mi arriva una mail..”bene da adesso inizio a scrivere anche per androidworld.it allora :D ”, chiudo l’app e il widget della Vodafone in home page mi guarda con aria seria, sto per finire il credito residuo; per evitare di rimanere a secco quindi decido che è meglio ricaricare, apro l’app La tua banca di Intesa San Paolo, estraggo il token dalla tasca e mi loggo, scelgo di effettuare una ricarica, inserisco il mio numero, di nuovo il codice token, e l’app non fa in tempo a darmi il report di avvenuta ricarica che già mi arriva l’sms di vodafone che me lo notifica, grazie all’area di notifica scorrevole riesco a leggerlo semplicemente puntando gli occhi nella barra alta dello schermo dello smartphone, da qui l’ironia del caso: uso il cellulare per ricaricare il cellulare stesso. Chiudo l’app e guido verso casa.

La giornata la concludo preparando la cena, ma alle 20:30 l’agenda mi avverte che inizia la partita sud africa – uruguay, prendo quindi l’auricolare del telefono e lancio l’app di RTL 102.5 ed ascolto la radiocronaca della Gialappa’s band mentre preparo la cena, sorridendo come il coglione per le continue battute dei gialappi :)

Insomma questa è la mia giornata tipo, ma non fatico a credere che sia la giornata tipo di molti altri di voi. E mi vien da riflettere…e dico…10 anni fa non immaginavamo nemmeno di poter avere un potere simile in un dispositivo cosi piccolo, come sempre la scienza e la tecnologia mi affascinano e più penso ai passi avanti che facciamo di anno in anno e più rimango sorpreso e dico: “chi sa tra altri 10 anni cosa potremo fare col cellulare…noi che viviamo una vita 2.0?

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feb
25

MonoDevelop annuncia il supporto a MeeGo

 

Non è passato molto tempo dall’annuncio del progetto MeeGo che già escono i primi dettagli sul supporto di terze parti: piaccia o, meno – per la consueta querelle nei confronti di Microsoft, Novell e l’open source – in “pole position” ci sono proprio MonoDevelop e C#.

È sempre Miguel De Icaza (factotum del progetto Mono) a presentare con un intervento sul proprio blog e una video-intervista al giovanissimo responsabile del supporto a parlare di MonoDevelop per MeeGo: l’entusiasmo degli sviluppatori di C# è più che giustificato.

Rispetto ad iPhone e più in generale ai device con touchscreen di Apple – in ogni caso Mono si prepara anche all’iPad, per quanto personalmente “finga” che non esista del tutto – MeeGo consentirà a parte del progetto MonoTouch di sviluppare da Windows e Linux, superando i limiti imposti da OS X.

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gen
10

Cerco collaboratori per nuovo progetto BlueDUN

 

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gen
02

L’Android(e) e dintorni…

 

Come già descritto nel precedente articolo, sono da un paio di settimane un (più che) felice possessore di un terminale Android di HTC.

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Mi sono lanciato in maniera forse un po’ avventata, ma ero decisamente stufo di quell’accozzaglia di funzioni ammiccanti dei vari WM e Symbian, ché definirli Sistemi Operativi Mobile è come dire che la SMART è un mezzo blindato dell’esercito.

In pochissimi giorni Android, nella più che ottima customizzazione fatta da HTC,  mi ha conquistato, laddove lo stesso Maemo (che rispetto ad Android è un Linux/Linux e non un Google/Linux), mi aveva lasciato un po’ spaesato.

La differenza sostanziale tra Maemo ed Android è che il primo altro non è che una piattaforma per portare Linux e le sue applicazioni su dispositivi palmari/smartphone, mentre Android è una piattaforma palmare/smartphone a 360°. Ciò si vede dalle applicazioni… su Maemo si può trovare il porting di pressoché qualsivoglia applicazione/libreria concepita per Linux… Android si limita ad applicazioni da smartphone; questo può sembrare un limite, ma non lo è.

Non ha molto senso, infatti, ritrovarsi con un Octave/GnuPlot su uno schermo da 3 pollici, o con un server Apache su un dispositivo con connettività intermittente, e chi più ne ha più ne metta…

Le applicazioni di Android sono semplici ed essenziali, e mirano soprattutto a portare le informazioni sul dispositivo, molto più che a generarle. In questa situazione l’integrazione delle varie componenti (soprattutto il PIM ed la “localizzazione”) permette un livello di automatismo dell’aggiornamento in tempo reale delle informazioni che ha dello straordinario.

Parliamoci chiaro, non siamo davanti a chissà quale soluzione innovativa, sono piccoli accorgimenti che però fanno la differenza. Una situazione esemplificativa per la sua banalità quanto utilità è il widget del meteo che è in grado di sfruttare il sistema di localizzazione del dispositivo per aggiornare automaticamente le condizioni metereologiche in base alla posizione. Una funzione semplicissima, alla fine dei conti, ma che difficilmente si trova in altre piattaforme, e soprattutto come dotazione standard.

Ovviamente non sono tutte rose e fiori… il neo più grosso di Android è la programmazione delle applicazioni. Java è fantastico per ridurre al minimo il time-to-market di un’applicazione, ma non è il massimo in quanto ad ottimizzazione delle risorse, e questo, alla lunga, potrebbe influire sul successo della piattaforma, perché non si può pensare di dare la stessa dotazione di un terminale high-end, anche per prodotti consumer, così come non si può pensare di fornire la stessa esperienza d’uso (e di usabilità, consentitemi la cacofonia), in un terminale dal contenuto tecnologico volutamente più economico.

Bisogna dire però che, nella seppure recente storia delle applicazioni mobile, mai un sistema operativo ha compiuto passi in avanti così epocali in un periodo così breve. La differenza tra il primo step di Android (1.0) e quelli della generazione attuale (1.5 ed 1.6, meglio noti come donut e cupcake) è abissale in termini di interfaccia ed usabilità. Ed in circa un anno siamo già alla terza Release (2.0 eclair), che promette ulteriori miglioramenti nella user experience (e non si tratta dei soliti 4 effettini che Apple spaccia per la nuova invenzione della ruota, ad ogni uscita di una nuova versione dei suoi SO).

Si parla di API (quindi librerie) per la migliore gestione della sezione multimediale (flash, zoom e gestione scene per la fotocamera), della geolocalizzazione (si parla di navigatore Google integrato), più tutta una serie di accorgimenti che fanno la felicità della nutrita comunità di sviluppatori (e non di utonti alla ricerca di APPLEcazioni con cui farsi fighi con gli amici).

Sono in attesa: è di oggi infatti la notizia che il mio Hero dovrebbe ricevere un aggiornamento ad Eclair (Android 2.0) entro fine anno, senza passare da Cupcake (1.6)…

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gen
02

I “10 imperdibili” sul mio HTC Hero…

 

Dopo due mesi di più che proficuo utilizzo, mi sono deciso a pubblicare questa piccola classifica delle 10 migliori applicazioni per HTC Hero.

10. Augmented Reality (Wikitude & Layar). Benché ancora in uno stato piuttosto embrionale, le applicazioni che implementano la cosiddetta Augmented Reality, sono un’interessante estensione a GPS, Guide e Cartine stradali… il concetto di inquadrare qualcosa ed ottenerne informazioni è la nuova frontiera della comunicazione. In attesa dei Google Goggles anche su Hero (Eclair?)

9. Bar Code Scanner (Scansione Codice a Barre). Sempre in attesa di Google Goggles, un’applicazione utilissima per reperire informazioni a partire da un codice a barre. Meglio con quelli bidimensionali, che i classici 1-D, fortemente penalizzati dall’assenza di un database unificato.

8. Internet Radio (Radio 105). La pecca più grossa a livello hardware dell’Hero è l’assenza di una radio FM. Per fortuna si può sopperire mediante le cosiddette web-radio. Personalmente seguo soprattutto 105…

7. VOIP (Sipdroid). Utilissimo per chi, come me, ha un numero (gratuito) su cui farsi chiamare al costo di una telefonata su un telefono fisso. Addirittura indispensabile per chi fa del VOIP su SIP il proprio mezzo di comunicazione.

6. Task Manager (Advanced Task Manager). Consigliabile nella versione a pagamento (soli 0.99€), si rivela utilissimo per mantenere un quantitativo di memoria RAM libera sufficiente a garantire la reattività del telefono.

5. Contatori  di traffico 3G (3 Widget). Per chi ha una connessione Flat è decisamente indispensabile. Da tenere in buona vista sulla schermata principale!

4. Gestore Messaggistica Alternativo (Handcent SMS). Il gestore di base è abbastanza completo, ma manca di quelle capacità di personalizzazione che mi hanno fatto optare per l’ottimo Handcent. Unisce un ottimo gestore di “conversazioni”, ad un sistema di “message popup” semplice ed efficace. Due applicazioni in una!

3. Applicazioni di localizzazione (Google Maps + Google Places & Copilot Live 8). Un ottimo software di cartografia online il primo, con la possibilità di integrazione con Google Places, il miglior navigatore offline il secondo, anche se a pagamento.

transit-android-google-maps

2. Browser Multitouch (Dolphin Browser). Il coltellino svizzero della connettività Web. Rispetto a quello integrato, integra una serie di funzionalità indispensabili, come le cosiddette gestures e le tab di navigazione. Utilissimo abbinato ad una sim H3G per vedere la Televisione in streaming gratis.

1. IM (Nimbuzz). Ottimo Client multiprotocollo per la comunicazione IM. Per me che uso più GTalk e soci che gli SMS è davvero indispensabile…

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dic
31

Motorola Milestone: ho incontrato un Androide

 

Da qualche settimana Motorola ha lanciato sul mercato il suo prodotto di punta per quanto riguarda il sistema operativo Android, ovvero il Milestone (conosciuto negli States come Droid).

Grazie ad Umberto di Promodigital da qualche giorno sto provando questo dispositivo e come sempre, sono qui per condividere con voi le prime impressioni di utilizzo. In seguito mi riservo di scrivere qualche post più dettagliato, magari consigliando qualche software dall’android Market oppure qualche tweak particolare…

Telefono:

La scocca mi sembra solida ed è buona la qualità dei materiali: nonostante la plastica avverto una sensazione di robustezza.  Dimensioni e il peso sono nella media di apparati della stessa fascia (più piccolo dell’iphone ma più pesante) il peso è sopra la media anche grazie alla tastiera QWERTY a scorrimento orizzontale. L’attacco USB è di tipo MicroUSB ed è presente un connettore da audio da 3,5 mm che permette di utilizzare anche delle comuni cuffie per l’ascolto musicale (potrò anche utilizzarlo in macchina come “aux”). Lateralmente sono posti i tasti “volume” e il tasto “fotocamera”. L’impressione è quella di trovarsi di fronte ad un dispositivo di fascia alta progettato in maniera scrupolosa.

Display:

Molto luminoso e grande, ben 3.7 pollici, si può navigare in internet senza grossi problemi. Al tatto risulta “duro” (un po’ come quello iphone). La risoluzione è di 480×854 a 16 milioni di colori. E’ molto comodo il multitouch che però si attiva solo durante alcune applicazioni. Lo schermo termina con dei tasti in basso che fanno accedere alle funzioni: “indietro” “opzioni” “home” “cerca. Avrei sinceramente evitato questi tasti (in realtà sono aree sensibili): è capitato che utilizzando il touch screen si tocchino involontariamente quelle aree. In questo caso sarebbe stato d’uopo il paradigma “less is more”.

Internet:

Una delle prime cose che ho provato è stato il collegamento Wifi e 3G. Ottima la velocità e la fluidità di connessione il browser integrato fa egregiamente il suo dovere. A mio parere è ancora una spanna sotto l’iphone in quanto non è ancora perfetto il rendering delle pagine e non gestisce in maniera rapidissima il multitouch: peccati di giovinezza che l’andrioide correggerà crescendo :-)

Altri due peccati di giovinezza… Primo: non è possibile impostare account differenziati per le connessioni Wifi. Mi spiego meglio: a casa mia uso IP statico, mentre a lavoro uso IP assegnato tramite DHCP. Ogni qual volta mi sposti devo modificare le impostazioni manualmente. Sono alla ricerca di una applicazione che possa aiutarmi in questo (ogni suggerimento è ben accetto) e possa colmare questa lacuna di android.
Secondo: il cellulare si autoconfigura per la rete 3G (e questo è apprezzabile) ma si collega indiscriminatamente quando ne ha bisogno senza curarsi del nostro credito o del nostro eventuale piano dati. Per limitare questa pratica prosciuga-ricarica, ho dovuto installare un semplice programmino che disattiva gli APN (si chiama APNDroid e si trova sull’android Market).

Fotocamera:

Posso dire senza indugi che questa è la migliore fotocamera che io abbia mai provato. Ottimo il doppio LED che permette di illuminare ad una distanza accettabile, sono presenti gli strumenti di editing di base anche se non è possibile effePersonalmente non amo scattare foto con il cellulare tuttavia dalle prove che ho fatto la fotocamera del Milestone si è rivelata abbastanza buona, inoltre la presenza del flash a LED permette di fare video/foto anche in condizioni di scarsa luminosità. Certo non siamo ai livelli di una macchina digitale ma ci stiamo avvicinando. Inoltre sono presenti strumenti per il photo-editing di base. Non molto immediato lo zoom, che si effettua toccando lo schermo. Anche la qualità dei video è eccellente. Unica pecca è che gli scatti non eccellono per rapidità.

GPS e Posizionamento:

Per quanto riguarda il GPS, il Milestone viene distribuito in Europa, con il software Motonav in prova gratuita per un mese, oppure il classico Google Maps. L’aggancio ai satelliti e pressoché immediato e in generale l’esperienza d’uso è buona, in coppia con un software come TomTom o Garmin, il Milestone potrebbe competere con i navigatori satellitari.

Ho specificato che questo è l’allestimento software proposto in europa, il Motorola Droid Americano, ha Google Maps con il nuovo servizio di navigazione turn by turn con indicazioni vocali. Peccato che per problemi di “diritti” Google in Europa non può renderlo disponibile. Io non so stare fermo e ho già provato già ad installare questa Killer application sfruttando la connessione per scaricare “on fly” le mappe di google maps ma avere le indicazioni vocali turn by turn! (una guida all’installazione è reperibile qui)

Apprezzabile il fatto che il Milestone utilizzi anche la rete GSM e Wifi per determinare il posizionamento del dispositivo. Molto ultile nei casi di assenza del sengale GPS o per risparmiare batteria in alcune situazioni in cui le applicazioni ci richiedono un tag geografico.

Telefonia e Audio:

Ottima la ricezione e la qualità audio in conversazione classica ed in vivavoce. L’audio mp3 è discreto e gli auricolari forniti in dotazione sono in linea con la qualità media dei competitors. Durante la telefonata, quando si avvicina l’apparecchio all’orecchio, lo schermo touch-screen viene bloccato grazie al “sensore di vicinanza” (come fa l’iPhone…). E’ inoltre presente un piccolo led che lampeggia se ci sono eventi non esaminati (chiamate non risposte, sms o mail non lette).

Batteria:

Ho letto su molti forum che questo rappresenta il punto debole del Milestone. Ho provato ad attivare il Wifi GPS e 3G e devo dire che la batteria mi è durata circa 10 ore. Con un uso attento e parsimonioso sono arrivato anche a due giorni di utilizzo. Ho anche letto alcune considerazioni secondo cui dopo 10 cicli di carica la durata della batteria migliora.

Software:

Non avevo mai provato un terminale con Android 1.x. Questa versione 2 (nome in codice eclair)  mi ha lasciato a bocca aperta, integra perfettamente i servizi Google (l’account gtalk e gmail sono praticamente indispensabili per l’utilizzo completo del Milestone, devo aprofondire sul calendario), permette la ricezione delle mail “push”, ed è integrato di default con Facebook.

Eccellenti le funzioni di condivisione del telefono con tutta la rete a cui il terminale è connesso in Wifi. Tramite Phone portal possiamo gestire il Milestone da pc attraverso l’attivazione di un piccolo server web interno. L’applicazione MySign permette di impostare delle gestures “touch” e di assegnarle a determinate applicazioni (ad es. posso disegnare una “S” sullo schermo per far apparire immediatamente il box di scrittura SMS). Ottimo anche il supporto ai comandi vocali ed il text to speech.

Una pecca è quella che non è possibile monitorare in maniera immediata le applicazioni che girano in background. Questo per chi come me, è un perfezionista amante dell’ottimizzazione delle risorse può risultare fastidioso.

Market & Community:

Che quello di Android fosse un mercato in forte espansione era un dato di fatto, è un dato di fatto anche che sia molto giovane e che le previsioni sulla sua crescita futura siano abbastanza generiche. E’ emblematico che si prevedano le 150.000 applicazioni per la fine del 2010 (maggiori info qui).

L’android Market è quindi una certezza in espansione. E’ curioso però constatare che durante il periodo natalizio circa la metà dei download di applicazioni dal market sono stati effettuati dal nuovo smartphone di Motorola (contro il 18% ciascuno di G1, Magic e Hero). Una notizia molto importante, specialmente per i possessori di questo terminale, perchè significa maggiore visibilità e maggiore attenzione da parte degli sviluppatori.

La community di sviluppo, ma soprattutto la community di supporto, è già attiva nel pieno stile Open Source. La mia speranza in merito, è che Motorola continui a supportare questa politica che l’ha portata ad abbandonare il suo “ostico” software proprietario, per abbracciare l’Open Source targato Google.

Commenti

:

Indubbiamente il Motorola Milestone è un apparecchio valido e che giustifica il prezzo abbastanza elevato di 500€. Lo comprerei ad occhi chiusi confidando nella potenza del Software Libero. Tra le altre cose, secondo la classifica del noto settimanale americano “Time Magazine”, il miglior gadget del 2009 è il super chiacchierato Milestone/Droid di Motorola. Come dargli torto, dal punto di vista della popolarità bisogna ammettere che ha seriamente compromesso il primato del suo rivale Apple vendendo un milione di dispositivi in meno di due settimane, battendo qualunque record nel primo weekend e sfoderando una poderosa campagna pubblicitaria costata a Verizon oltre 100 milioni di dollari.

Attendo di provare il Motorola Milestone ancora per un po’ per darvi le mie ulteriori impressioni d’uso.

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