dic
31

Slax 7.0.1: un aggiornamento per bug fix

 

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dic
29

Wifislax 4.3: pronta dopo 6 mesi di sviluppo

 

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dic
12

Slax 7.0 ‘Green Horn’: KDE in 210MB

 

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nov
29

Salix OS 14.0 “Xfce”: Slackware semplificato con XFCE disponibile

 

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giu
17

SLKBUILD: semplicità,efficacia ed efficienza nella creazione di pacchetti Slackware

 

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giu
16

Salix OS 13.37 (Fluxbox) Released!

 

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dic
18

Salix Fluxbox 13.1.2 released!

 

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nov
13

Salix OS Fluxbox edition – beta1 13.1.2

 

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ott
03

Le maggiori distro di Linux

 

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giu
14

Rilasciata Zenwalk 6.4 Gnome

 

Gli sviluppatori di Zenwalk, distribuzione Slackware based e desktop oriented, hanno annunciato il rilascio della versione 6.4 con desktop Gnome, dopo quella tradizione con Xfce disponibile da un paio di settimane.

L’ultima release di Zenwalk monta il kernel 2.6.33.4 e utilizza Gnome 2.28.2 su Xorg 7.5. Gnome è completato con l’aggiunta di gnome-system-tools per la gestione del desktop e con gnome-disk-utility per quella dei dischi, al posto di Gparted. Sono inclusi software come Pidgin 2.7.0 per le chat, Goobox 2.1.1 per la musica, Geany 0.8.1 per gli sviluppatori, OpenOffice.org 3.2.0 (personalizzato e velocizzato) come suite office.

L’uso del kernel 2.6.33.4 porta grosse novità, grazie al supporto al nuovo BFS scheduler disegnato per ottimizzare le prestazioni su pc multi-core. Una miglior risposta delle applicazioni grafiche e del real-time sonoro sono le cose di cui vanno orgogliosi gli sviluppatori.

Le principale novità sono il ritorno del pannello di gnome alla versione originale e non modificata da Zenwalk. Inoltre, il processo di spegnimento è stato velocizzato; così come il già veloce avvio grazie all’uso di udev 1.5.1; si possono ora montare le partizioni Ntfs al boot senza problemi; è stato risolto il problema del plugin di Youtube in Totem. Infine, Samba è stato downgradato per risolvere un problema di network browsing.

Non pensiate che Zenwalk sia difficile da usare perché basata su Slackware. Innanzitutto, è una distro dotata di moltissimi pacchetti precompilati facilmente accessibili on line. Inoltre la lettura di un breve, ma completo manuale è più che sufficiente per cominciare a usarla (peccato non ci sia in italiano però).

Una distro da provare per capire quanto sia distante l’assunto “Slackware è difficile” o quello “Slackware è solo per gente che compila ogni pacchetto”. D’altra parte, degli strumenti disponibili per una gestione semplificata dei pacchetti su questa distro ci eravamo già occupati.

Attenzione se volete provarla. La distribuzione live è ancora ferma alla versione 6.0.1, dovete quindi installarla su una macchina virtuale o con Unetbootin (che però non vi fornisce l’utlima versione, scaricate e usate l’immagine iso). Inoltre, nel caso si presentasse un segmentation fault per Icecat, Icedove e OpenOffice, basta aggiornare i pacchetti tramite Netpkg.

Zenwalk 6.4 Gnome

Rilasciata Zenwalk 6.4 Gnome é stato pubblicato su ossblog alle 11:00 di lunedì 14 giugno 2010.

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giu
10

Lunga vita a Kde 3.5

 

Pochi giorni fa è stato rilasciato KDE Software Compilation 4.5 Beta2, potete vedere l annuncio qui, ma per i nostalgici che trovano la nuova versione di kde molto scomoda che fare?
Beh, ci sono molte soluzioni non ufficiali per le maggiori distribuzioni usate, gli altri si armino di pazienza ed usino i programmi della suite GNU toolchain.

Arch Linux:
Da sempre arch linux è stata rinomata come distribuzione per la sua semplicità, ma rimanendo sempre iper-configurabile, infatti basti pensare che nell installazione standard non ci sono software al di fuori di quelli essenziali.
KDE è gestito anche dai maintainers ufficiali, ma oltre a quello si sono sviluppati dei pacchettizzatori esterni, dando origine al progetto kdemod.
Impacchettano sia la versione 4.x che la vecchia 3.5, per installare kde 3.5 basta seguire le istruzioni

Debian:
Da sempre KDE è stato visto con un occhio di diffidenza dagli utenti di Debian, dato che si appoggiava ad un toolkit proprietario di nokia, attualmente ci sono due versioni del toolkit, una per applicazioni non commerciali rilasciata in LGPL, mentre un altra per applicazioni commerciali rilasciata sotto licenza proprietaria.
Attualmente KDE 3.5 è disponibile per la versione brandizzata come “stable”, cioè Lenny e per la versione “testing”, cioè Squeeze, potete reperire i vari cd d installazione qui.

Gentoo:
Purtroppo la versione di KDE 3.5 è disponibile solo nel overlay kde-sunset, a breve scriverò un mini tutorial su come installarlo.

Mandriva:
Per la versione 2010 puoi reperire dei pacchetti non ufficiale a questo indirizzo.

OpenSuse:
Sono disponibili dei cd non ufficiali di OpenSuse con Kde 3.5 a questo indirizzo.

Slackware:
Dalla versione 12.2 KDE 3.5 non è più supportato ufficialmente perché si è migrati alla nuova versione, per la versione 13.0 potete reperire i pacchetti in questo archivio ftp.

(K)Ubuntu:
L ultima versione che aveva KDE 3.5 nell installazione di default era la vecchia versione 8.04 ( Hardy Heron ), che veniva distribuita anche con KDE 4.0.1, ovviamente la scelta di Canonical è stata ben mirata, la distribuzione infatti si proponeva come una LTS ( Long Time Support ) e mettere di default del software così instabile e così importante come il desktop Environment era una follia.
Nell ultima versione rilasciata, cioè la 10.04 ( Lucid Lynx ) è stato cassato KDE 3.5 in favore di KDE 4.4.2, la versione è stata rilasciata come LTS, quindi non vedremo mai più pacchettizazioni ufficiali da parte di Canonical della “vecchia” versione di KDE.
Le persone che volessero utilizzare la versione vecchia di KDE con la nuova versione di Kubuntu possono scaricare le iso del progetto Trinity qui.
Mentre per chi avesse già installato la nuova versione di Kubuntu o di Ubuntu o qualsiasi *buntu può seguire queste istruzioni.

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apr
15

Slackware, installazione pacchetti e risoluzione dipendenze

 

Compilare i pacchetti e risolvere le dipendenze è uno dei motivi che tiene molte persone lontano da Slackware, una delle più vecchie e rigide distribuzioni linux. Non tutti però sanno che ci sono molti strumenti per semplificarsi la vita, quando proprio non abbiamo voglia di smanettare e vogliamo un po’ la pappa pronta come gli utenti delle altre distro.

Detto che compilare un po’ se avete scelto Slackware è un obbligo (in fondo molte volta bastano tre comandi: ./configure ; make ; sudo make install) e che comunque slackpkg è lo strumento convenzionale per installare i pacchetti, quando volete potete trovare moltissimi pacchetti precompilati su Slacky.eu, comunità italiana di Slackware, oppure sul sito di Zenwalk, una distro basata su Slackware e nata proprio per rendere facile (fin troppo) l’uso della distribuzione mantenuta da Patrick Volkerding. I pacchetti si installano poi con i normali strumenti di Slackware. Altri pacchetti si possono cercare su linuxpackages, che tiene aggiornate anche le dipendenze.

Per non rinunciare completamente alla compilazione, c’è Checkinstall, strumento che compila i sorgenti e crea il pacchetto da installare. Altrimenti ci si può affidare agli slackbuilds, script per la compilazione automatica dei pacchetti che risolvono alcuni problemi come l’aggiornamento delle versioni e la produzione di note sulle flag di configurazione usate.

Slacky propone anche un ottimo strumento per la ricerca dei pacchetti e l’aggiornamento dell’intera distribuzione: slackyd. Funziona a riga di comando ma è semplicissimo da usare e soprattutto si occupa anche di suggerire l’installazione delle dipendenze. O meglio, di scaricarle, perché poi bisogna procedere all’installazione dei pacchetti scaricati in /var/slackyd/ manualmente (installpkg nome pacchetto) o tramite pkgtool, strumento che usa ncurses per installare e rimuovere pacchetti.

Ancora di più offre netpkg, strumento di Zenwalk che oltre a essere disponibile da riga di comando ha pure un’interfaccia grafica e installa e aggiorna direttamente i pacchetti scaricati, anche se non consente di rimuoverli.

Sempre per quanto riguarda le dipendenze, si può procedere anche con ldd (list dynamics libraries), comando che consente di vedere le librerie dinamiche installate e mancanti per un singolo eseguibile. Per usarlo basta cercare il file che lancia l’applicazione che volete usare (es: which terminal) e poi chiedere che dipendenze insoddisfatte ci sono (ldd /usr/bin/terminal). Se ci viene risposto “not a dynamic libraries”, significa che siamo alle prese con un file che non ha dipendenze dinamiche.

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mar
05

Linux, i 3 capostipiti delle distribuzioni moderne

 

Ogni giorno vediamo distribuzioni nascere e morire dopo aver conquistato una fetta di utenti.

Quasi tutte però sono le figlie, più o meno distanti, di tre importanti distro: Debian, RedHat e Slackware. Quasi sempre alla partenza di un nuovo progetto c’è qualcuno che si chiede, giustamente, “si sentiva veramente la mancanza di questa distro?“. Purtroppo nessuno può soddisfare i requisiti di tutti.

Se si è generalisti non si può andare incontro facilmente alle richieste di alcuni utenti particolari. Se si è di nicchia non si verrà utilizzati dall’utente medio.

Secondo i dati di DistroWatch da Slackware sono nate 66 distro, mentre da Red Hat circa 40 a cui bisogna aggiungere circa 80 figli di Fedora. Debian supera tutti con oltre 250.

Per avere un’idea dell’evoluzione delle distribuzioni linux nel corso degli ultimi 18 anni potete visualizzare la Gnu/Linux distro timeline aggiornata al 2010.

Via | LinuxMag

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gen
15

Conversione tema Bootsplash in Fbsplash: bootsplash2fbsplash

 

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gen
02

JDownloader: guida alla configurazione, cambio ip automatico e tanto altro!

 

Quante volte ci sarà capitato di dover scaricare file hostati da Rapidshare oppure Megaupload e dover ogni volta metterci in coda, aspettare che il timer si azzeri e completando il captcha? Se siete stufi di tutto ciò e volete automatizzare questi procedimenti lasciando magari i vostri download a scaricare mentre voi vi allontanate senza problemi dal pc allora potete ricorrere a JDownloader. Vi parlai già in passato di questo strumenti in questo mio articolo.

Oggi voglio invece illustrarvi come configurare JDownloader e come fare per cambiare l’ip per quei servizi come ad esempio rapidshare che effettuano controlli sull’ip appunto e ci limitano nei download quotidiani. Essendo JDownloader scritto in java, esso è multipiattaforma e quindi la seguente guida è valida sia che usiate Windows, Linux o Mac!

Configurare JDownloader

Avviate JDownloader ed andate nella scheda Settings e dal menu a sinistra scegliete User Interface. Potete selezionare il vostro Browser predefinito ( Internet Explorer, Firefox, Chrome tanto per citarne alcuni ), settare la lingua e l’interfaccia. Settate italiano e si riavvierà JDownloader, adesso è tutto molto più intuitivo.

Per aggiungere invece un download possiamo agire in due modi:

  • Con JDownloader aperto, cercate il vostro file da voler scaricare, ad esempio questo link: http://rapidshare.com/files/42017032/IPod.Access.for.Windows.v4.0.5.Incl.Keymaker-CORE.rar Bene, vi basterà fare “Copia” dalla barra degli indirizzi e noterete che JDownloader ha automaticamente aggiunto il link nella scheda “Cattura Collegamenti
  • Potete aggiungere un download anche in modo manuale, ovvero lanciate JDownloader e andate nella scheda “Cattura Collegamenti” e cliccate su “Aggiungi URL

Bene, adesso avviate il download semplicemente cliccando sull’icona a forma di triangolo che simboleggia “Play” che trovate in alto a sinistra. Troverete i vostri download nella directory che avete scelto nella configurazione iniziale quando avete installato JDownloader. Se volete invece cambiare la destinazione dei download, andate su “Impostazioni -> Download & Connessioni“. Potete anche selezionare le priorità dei file semplicemente cliccando con il tasto destro sui file interessati e selezionare Priorità e scegliere una tra le opzioni disponibili: Massima, Alta, Media, Bassa.

Unire file spezzettati

Spesso potrebbe capitarvi di dover scaricare alcuni file divisi in più parti. JDownloader ha pensato anche a questo e ci permette di unirli facilmente. Per farlo, andate su Impostazioni -> Plugin & Addon -> Estensioni -> Decompressione Rar JD e configurate le opzioni.

Aggirare il Captcha

Altra opzione davvero stupenda di JDownloader è quella che ci permette di completare automaticamente il captcha di quei servizi come ad esempio megaupload che lo richiedono. Per fare tutto ciò, andate nella schermata Impostazioni -> Moduli -> JD AntiCaptcha.

Cambiare l’Ip in modo automatico

Come sapete, alcuni servizi di hosting come rapidshare impongono dei limiti per il download e permettono pochi se non unici download quotidiani. Per aggirare questo problema JDownloader ci permette di automattizzare il tutto. Come si cambia un IP? Nessun proxy tranquilli :) Basta semplicemente spegnere e riaccendere il router o modem. Questo può però essere una scocciatura ma anche su questo JDownload ci facilita il compito facendo tutto automatico.

Per prima cosa andiamo su Impostazioni -> Riconessioni e fate click su Seleziona Router. Nel mio caso, posseggo un Dlink DLS-G624T e sono riuscito a trovarlo tra quelli proposti, inoltre noterete che potete anche selezionare il versione del firmware del router! Quindi, dovete selezionare il vostro router o modem. Se siete sfortunati e non vedete il vostro modem o router allora dovete passare alla configurazione manuale: per farlo cliccate su “Crea Script di Connessione” e dovrebbe rilevarvi automaticamente l’ip del router o modem, in caso contrario inseritelo voi ( solitamente per i router sono 192.168.1.1 o 192.168.0.1 ma cambia da router a router! ). Continuate a seguire la procedura ed inserite User e Password del vostro router quando vi verranno chieste! Adesso a secondo del modello di router vi dovrebbe comparire un pulsante per la disconnessione e la riconnessione del router, fatela perché serve per l’identificazione e il corretto funzionamento del vostro router o modem.

Adesso notate in basso il bottone “Cambia IP” che vi permetterà di disconnettere e riconnettere il vostro router/modem in un solo click cambiando automaticamente l’ip. Ora state sicuramente pensando “Mio Dio, ogni volta devo cambiare l’IP spegnendo il modem o router?” beh si è così amici ma come si dice, il fine giustifica i mezzi anche se un pò grezzi!

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