ago
23

Xubuntu 12.10 riceve un sostanziale aggiornamento all estetica

 

Greybird, il progetto che comprende, tra le altre cose, il tema di default che troviamo e che troveremo su Xubuntu, ha ricevuto nelle scorse ore un interessantissimo aggiornamento che ne ha migliorato sostanzialmente il look and feel in vista del rilascio della versione 12.10 della serie delle *buntu, nome in codice Quantal Quetzal. La notizia arriva direttamente da Satya, uno dei membri del Shimmer Project, un gruppo di designer che puntano ad offrire artwork e temi di qualità anche per ambienti desktop minori.

Per il rilascio di Xubuntu 12.10, avremo un aggiornamento piuttosto interessante del tema di default della distribuzione, che migliorerà sensibilmente rispetto alla versione presente in Xubuntu 12.04. Come possiamo osservare dall’immagine in cima al post, il lavoro sembra essere ottimo, il tema appare decisamente più moderno e i vari componenti sono stati ridisegnati per offrire un tema realmente competitivo con gli altri che sono disponibili sulla rete.

Come per altri temi, Greybird necessita dell’engine Unico, creato da Andrea Cimitan ed introdotto di default su Ubuntu a partire dalla versione 12.04 LTS, Greybird inoltre include il tema GTK2, GTK3, Xfwm4, xfce-notifyd, Emerald, Metacity, Mutter con supporto a Unity e Granite, il framework del progetto elementary OS.

Personalmente apprezzo tantissimo questo nuovo progetto inerente Xubuntu, che punta sempre a migliorarsi ed ora lo fa, cominciando a curare uno degli aspetti da sempre trascurati: l’estetica. Greybird in sé è un’ottimo progetto, i temi e i vari componenti rendono realmente migliore anche il primo impatto.

Via | Webupd8

Xubuntu 12.10 riceve un sostanziale aggiornamento all'estetica é stato pubblicato su Ossblog.it alle 17:00 di giovedì 23 agosto 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.

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ago
20

Gnucash per Android: arriva la prima beta

 

Gnucash, il famosissimo gestore di finanze per piattaforma GNOME è approdato di recente anche su Android. Il progetto è parte del GSoC 2012 (Google Summer Of Code) che terminerà nella giornata odierna e, dopo due versioni alpha, ecco arriva la prima versione beta, finalmente utilizzabile. L’applicazione però sembra esser venuta piuttosto bene e rispettare quelli che sono gli obbiettivi fissati in precedenza dal team di sviluppo.

Nello specifico, il team di sviluppo ha: garantito la compatibilità tra le due versioni tramite il formato QIF, sarà quindi possibile esportare e importare i file da una versione all’altra, creato una applicazione molto semplice ed intuitiva che permette di gestire le proprie finanze con pochi tap (la semplicità non è cosa per la versione desktop di Gnucash), garantire il supporto al sistema OpenIntent e realizzare una applicazione secondo le “famose” linee guida di Android “dettate” al rilascio di Android 4.0 Ice Cream Sandwich.

Il progetto è ovviamente open source ed è hostato su GitHub. All’interno del repository possiamo trovare i file .apk già pronti per l’installazione. Ho avuto modo di provare Gnucash per Android Beta1 e le mie impressioni sono piuttosto positive, al di fuori di qualche piccolo bug per quel che riguarda l’assegnazione dei fondi, l’applicazione potrebbe diventare un “must have”.

Gnucash per Android: arriva la prima beta é stato pubblicato su Ossblog.it alle 09:00 di lunedì 20 agosto 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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ago
17

Firefox OS in esecuzione su un Raspberry Pi

 


L’ecosistema dei sistemi operativi mobili si è da poco arricchito di un nuovo componente: Firefox OS. Il sistema operativo di Mozilla, pensato per gli smartphone, è già al centro delle opinioni e sul web pare riscuotere un grandissimo successo.

Una delle ultime notizie riguardo questo interessantissimo OS mobile, riguarda un porting sul Raspberry Pi. Il mini-pc progettato ed ideato dall’università di Cambridge, riesce a stupirci ancora una volta. Dopo aver ricevuto una build di Android 4.0 e numerose distribuzioni GNU/Linux e in un futuro prossimo anche Chrome OS, Raspberry Pi acquista sempre maggiore rilevanza.

Come possiamo vedere dal video in cima al post, il sistema risulta sufficientemente fluido e non si possono notare rallentamenti evidenti. Il porting di Firefox OS su Raspberry Pi, magari con una build ufficiale dedicata, potrebbe aumentarne la visibilità e renderlo un grandissimo successo vista la fascia di utenza di questo vero e proprio gioiellino.

Via | Youtube

Firefox OS in esecuzione su un Raspberry Pi é stato pubblicato su Ossblog.it alle 08:00 di venerdì 17 agosto 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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ago
10

Ora è confermato: Debian 7.0 arriverà con XFCE come DE di default

 

XfceAppena due giorni fa avevamo parlato della possibilità di vedere Debian 7.0 equipaggiato con XFCE come ambiente desktop di default, la notizia, dopo lunghe discussioni è ora ufficiale. A comunicarlo è Joey Hess, sviluppatore Debian, che ha reso ufficiale la proposta avanzata di recente.

Le ragioni di questo cambiamento piuttosto inaspettato sono molteplici, partendo dello spazio disponibile del CD1 limitato a 700mb, che avrebbe reso pressoché impossibile l’utilizzo di GNOME 3, fino ad arrivare ad alcune scelte piuttosto soggettive che, a detta di Hess andrebbero approfondite. Il passaggio da XFCE a GNOME non è l’unico, assieme a GNOME andrà via anche GDM il suo display manager per eccellenza, che verrà sostituito con il più moderno e leggero LightDM.

La modifica in questione però, non precluderà la possibilità di installare GNOME durante il processo di installazione classico, sarà disponibile come gli altri ambienti desktop alternativi quali LXDE e KDE. La scelta del team di Debian è davvero importante, dopo tanti anni, la distribuzione gnome-centrica per antonomasia perde abbandona il “suo” desktop. GNOME ora per riemergere dovrà tirar fuori dal cilindro un GNOME OS davvero rivoluzionario?

Via | H Online

Ora è confermato: Debian 7.0 arriverà con XFCE come DE di default é stato pubblicato su Ossblog.it alle 09:00 di venerdì 10 agosto 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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ago
08

Bodhi Linux arriva su Raspberry Pi

 

Raspberry PiAbbiamo largamente parlato di Raspberry Pi, il progetto dell’Università di Cambridge, che ha riscosso un successo mondiale e che continua ad attirare l’attenzione di numerosi team di sviluppo di altrettante distribuzioni GNU/Linux. L’ultima ad avere annunciato il supporto, seppur preliminare, al gioiellino più in voga di questo 2012 è Bodhi Linux, la distribuzione basta su Ubuntu, in questo caso la 12.04 e che propone come ambiente desktop di default il leggendario e17.

Dopo aver attirato l’attenzione di numerose e blasonate distribuzioni come Debian, Arch Linux e altri progetti come Android 4.0 ecco che anche Bodhi Linux, grazie al suo sviluppatore principale Jeff Hoogland ha ricevuto il porting per la piattaforma ARM. La versione in questione risulta essere una Beta, ma pare già funzionare senza alcun problema. Per la versione stabile dovremo attendere, anche se non sono state annunciate date precise.

Risulta piuttosto paradossale la situazione che si è venuta a creare nel rapporto tra Ubuntu e Raspberry Pi, la distribuzione Canonical ha rimosso il supporto alla piattaforma ARMv7 a partire dalla versione 9.10 (ultima versione che è possibile eseguire), mentre una distribuzione amatoriale ha introdotto il supporto in poche settimane. Nonostante i contatti tra Canonical e Eben Upton, ci sarà da attendere ancora parecchio prima di vedere Ubuntu su Raspberry Pi.

Via | Jeff Hoogland

Bodhi Linux arriva su Raspberry Pi é stato pubblicato su Ossblog.it alle 15:30 di mercoledì 08 agosto 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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ago
02

Linux 3.6, arriva il supporto per TCP Fast Open

 

Tux La prossima versione del kernel Linux arriverà con il supporto per l’estensione TCP open fast. Il contributo, opera di Google, è di vitale importanza nell’ottimizzazione delle latenze del protocollo.
Aprire una connessione TCP, ad esempio per richiedere una normale pagina web, comporta una fase iniziale di handshaking. Questa fase consta di tre passi: il client invia un pacchetto SYN, il server risponde con un SYN-ACK e infine il client conferma il tutto con un pacchetto ACK terminale. Il flusso dati vero e proprio può iniziare solo a questo punto.
Yuchung Cheng, co-autore di un paper sull’argomento, ha proposto di poter inviare dati anche nella fase di handshake. Questo perchè, per molte trasmissioni semplici e di basso traffico, l’incidenza della fase iniziale sulla trasmissione è troppo elevata. Inviare dati sfruttando la finestra di setup è di sicuro impatto, ma per non stravolgere il protocollo deve essere posta la condizione che i dati, anche se ricevuti dal client, non possono raggiungere l’applicazione fino all’arrivo dell’ACK finale.

Uno dei maggiori ostacoli è costituito dalla sicurezza: questo approccio potrebbe far lievitare gli attacchi basati sul SYN-flood. Inoltre rimane almeno un 5% di nodi della rete che rifiuta pacchetti SYN che contengono dati estranei a quelli strettamente previsti. Dai test effettuati da Google, il miglioramento previsto per una transazione HTTP va dal 4% al 40%.

I ricercatori hanno già messo appunto alcune tecniche per salvaguardare la sicurezza della trasmissione e mitigare alcune minacce introducendo un TFO cookie di lunghezza fissa (16 bytes), contenente un codice segreto per identificare univocamente la sessione. Nonostante i lunghi anni passati dall’introduzione del PageRank, Google continua ad innovare; tuttavia sarà necessario verificare sul campo le prestazioni e la sicurezza del TCP Fast Open.

Via | LWN.net

Linux 3.6, arriva il supporto per TCP Fast Open é stato pubblicato su Ossblog.it alle 13:11 di giovedì 02 agosto 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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ago
02

Android 4.0 e Raspberry Pi: ci siamo

 


Il Raspberry Pi è sicuramente uno degli argomenti più interessanti e di cui si parlerà probabilmente più spesso date le sue enormi potenzialità. L’ultimo colpo di scena riguardo questo dispositivo arriva dallo stesso blog del progetto, che ha di recente pubblicato un post che annuncia l’inizio dello sviluppo di un porting di Android 4.0 Ice Cream Sandwich su Raspberry Pi.

La notizia, davvero interessante, ha fatto il giro del mondo in pochi minuti e riporta alcuni screenshot ed un video inerenti i progressi del progetto. Come possiamo osservare dal video pubblicato sul blog e riportato in cima al post, Android 4.0 gira in maniera incredibilmente fluida; i 256 MB di RAM del dispositivo sembrano almeno il triplo vista la fluidità del sistema, anche la semplice navigazione nel drawer non presenta alcun tipo di lag. Tali prestazioni decisamente spinte sono opera di un apposito kernel e di alcune modifiche legate a VideoCore.

Android 4.0 a quanto pare riconosce l’hardware e permette l’abilitazione dell’accelerazione grafica e video, solamente l’audio sembrerebbe ad ora, non funzionare. Il progetto resta davvero interessante e leggendo le prime impressioni del web, i vari utenti non vedono l’ora di mettere le mani di questa immagine personalizzata da far girare sul proprio Raspberry Pi.

Via | Raspberry Pi Blog

Android 4.0 e Raspberry Pi: ci siamo é stato pubblicato su Ossblog.it alle 09:00 di giovedì 02 agosto 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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lug
30

Chrome OS aggiunge il supporto a Ubuntu via USB

 


Di recente, il team di sviluppo di Chromium OS, base di Chrome OS, ha introdotto una interessante novità: il supporto ad Ubuntu eseguibile via USB. La notizia, piuttosto interessante apre a scenari intriganti come la possibilità di vedere i prossimi Chromebook equipaggiati con Chrome OS e Ubuntu, in un dual boot per tutte le esigenze.

Chrome OS è un sistema operativo disegnato per essere eseguito su apposito hardware, sul quale è possibile sì installare altri OS come Ubuntu, ma per farlo, è necessario sbloccare manualmente il BIOS, non certo un’operazione alla portata di tutti. La possibilità di offrire dell’hardware con doppio sistema operativo, potrebbe risultare una mossa commerciale piuttosto azzeccata, visto che, con l’aiuto di Google, Ubuntu potrebbe guadagnare ulteriore terreno. Ancora non è chiaro se la modifica in questione arriverà anche su Chrome OS, ma non dovrebbero esserci particolari intoppi.

Con l’ultimo aggiornamento hardware ai Chromebook, il supporto ad altri sistemi operativi sembra più che fattibile, resta da capire se Google, vorrà selezionare quali sistemi operativi potranno coesistere con Chrome OS. La collaborazione tra Google e Canonical non è una novità, ne abbiamo avuto conferma durante l’ultimo Ubuntu Developer Summit e a quanto pare, potrebbe rafforzarsi in un futuro prossimo.

Via | Chromium OS

Chrome OS aggiunge il supporto a Ubuntu via USB é stato pubblicato su Ossblog.it alle 17:00 di lunedì 30 luglio 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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lug
29

Bodhi Linux 2.0 disponibile al download!

 

Mentre il team di sviluppo di E17 prosegue il suo lavoro per fornire ai propri utenti un ambiente desktop realmente stabile, i ragazzi di Bodhi Linux hanno rilasciato la versione 2.0 del proprio prodotto. Questa release arriva dopo alcuni mesi di sviluppo e porta con sé una delle ultime release di E17 attualmente ancora in sviluppo ma utilizzabile anche nell’uso quotidiano, vista l’assenza di bug significativi.

Bodhi Linux è una distribuzione GNU/Linux piuttosto apprezzata da chi cerca sempre prestazioni al top, E17, per chi non lo conoscesse, è un ambiente desktop davvero leggero e performante, che garantisce prestazioni super anche su macchine datate. Oltre alla tanto annunciata velocità e prestanza, Bodhi Linux aggiunge con questa release una solida base: Ubuntu 12.04 LTS.

Oltre a fornire la migliore implementazione di E17, Bodhi Linux, predispone una suite di software adatto per PC datati, troviamo infatti PcmanFM come file manager, Midori come web browser; ma non solo, troviamo anche alcuni software appositamente disegnati per l’ambiente desktop come Terminology, un emulatore di terminale davvero interessante.

Se non dovrebbe trascorrere un’eternità da qua al rilascio di E17 in versione stabile, grazie a questa distro possiamo conoscere e seguire i progressi del lavoro degli sviluppatori di quello che è un desktop più atteso di quanto non si possa pensare e/o immaginare. Possiamo trovare ulteriori info riguardo questo rilascio nel post sul blog di Jeff Hoogland, sviluppatore del progetto. Personalmente installerò a breve questa versione sul mio netbook e riporterò le mie impressioni, un po’ come successo con ArchBang.

Via | Jeff Hoogland

Bodhi Linux 2.0 disponibile al download! é stato pubblicato su Ossblog.it alle 15:00 di domenica 29 luglio 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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lug
23

Arch Linux 2012.07.15: un nuovo rilascio con importanti novità

 

Nelle scorse ore, Pierre Schmitz, membro del team di sviluppo di Arch Linux ha annunciato la disponibilità della versione 2012.07.15 che porta con sé numerose novità strutturali e non solo. La prima e più scottante novità è sicuramente la rimozione di AIF (Arch Linux Installer Framework) “l’installer” della distribuzione è stato rimosso perché abbandonato e poco aggiornato, AIF è stato sostituito da una serie di script che faciliteranno l’utente nell’installazione del sistema; altra novità che fa e che farà discutere i numerosi utenti Arch Linux è la scelta di non distribuire più la versione “core” della distribuzione, riducendo il tutto alla versione netinstall.

Altre novità non di minore importanza sono: il rilascio di una sola ISO per tutte le varie architetture e non più sei come avveniva precedentemente, la possibilità di avviare i media di installazione tramite PXE e che verranno catturati e resi disponibili degli snapshot con cadenza mensile.

Le novità di questa nuova versione sono davvero tanti e stravolgono la distro, che ora diventa meno appetibile per una buona parte di utenza sopratutto a causa della rimozione di AIF, che per quanto poteva essere “problematico” per alcuni, rimane un tool decisamente migliore dei nuovi script messi a disposizione. La impressione, che poi ho trovato condivisa da parecchi utenti Arch Linux come me, è che si stia puntando ad una selezione dell’utenza. È quasi doveroso ricordare che dil target di utenza di Arch Linux è proprio questo: un gruppo ristretto di utenti con delle conoscenze di base per utilizzare al meglio una distro davvero potente e versatile.

Via | Arch Linux

Arch Linux 2012.07.15: un nuovo rilascio con importanti novità é stato pubblicato su Ossblog.it alle 21:00 di lunedì 23 luglio 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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lug
18

Android x86 ICS arriva alla seconda RC

 

Il team di sviluppo di Android x86, il più interessante nonché il miglior porting su piattaforma x86 di Android Ice Cream Sandwich ha di recente rilasciato la seconda release candidate (RC2) del proprio prodotto, che raggiunge un ottimo livello di stabilità di sistema. Disponibile per piattaforma sia Intel che AMD, il progetto Android x86 spiazza tutti e rilancia questa nuova versione.

Basata su Android 4.0.4, questa nuova build porta con sé numerose novità che vanno a migliorare sensibilmente l’esperienza utente, rendendo Android x86 di fatto utilizzabile nell’uso quotidiano. Tra le principali novità troviamo: delle patch al kernel Linux che permettono di avere una maggiore autonomia su molti dispositivi, il supporto a numerosi modem 3G, la possibilità di scegliere tra i dispositivi di input la tastiera fisica, il supporto alle fotocamere (o per meglio dire webcam) ed infine il classico “fake SD” è stato sostituito dal neo introdotto supporto allo storage interno.

Ho avuto modo di provare questa interessante build e posso confermare che è adatta all’uso quotidiano, salvo per chi utilizza applicazioni smartphone-centriche. Con le nuove patch applicate al kernel Linux la durata della batteria è aumentata sensibilmente, la possibilità di utilizzare la tastiera fisica nel 100% delle sue funzioni, caratteri accentati inclusi è sicuramente un passo avanti; lo status di RC2 potrebbe, a mio parere, essere abolito ed essere definita stabile. Veramente un ottimo lavoro quello del team di sviluppo di Android x86, non ci resta che attendere la prima build di Android x86 Jelly Bean.

Via | Android x86

Android x86 ICS arriva alla seconda RC é stato pubblicato su Ossblog.it alle 10:00 di mercoledì 18 luglio 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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giu
19

Chrome OS sarà disponibile anche per Raspberry Pi?

 

Il raspberry PI è sicuramente uno dei dispositivi più interessanti e chiacchierati nell’ultimo periodo all’interno del mondo GNU/Linux. Il suo prezzo contenuto, la sua versalità e il pieno supporto a numerose distro GNU/Linux hanno scatenato una vera e propria caccia al dispositivo.

L’attenzione su questo gioielino, non è stata catturata solamente da quelli comunumente chiamati “smanettoni” o “appassionati” ma anche da numerosi sviluppatori, che puntano a rendere il proprio prodotto compatibile con quesot mini-pc. L’ultimo arrivato a quanto pare è Chrome OS. Sfogliando i commit di Chromium OS, versione in sviluppo di Chrome OS possiamo notare chiaramente la voce ” Initial commit of Raspberry Pi board”.

Decisamente interessante questo inizio, seppur preliminare di Chrome OS su Raspberry Pi. Il mini-pc orientato allo sviluppo quindi potrebbe ricevere un altro OS davvero interessante alla sua “scarna” collezione. In attesa che il mio modello venga spedito, possiamo dare uno sguardo alla prova su strada effettuata da Federico Moretti qualche settimana fa.

Via | OMG Chrome

Chrome OS sarà disponibile anche per Raspberry Pi? é stato pubblicato su Ossblog.it alle 12:00 di martedì 19 giugno 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.

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giu
15

Ritardi per openSUSE 12.2, gli sviluppatori prendono tempo

 

OpenSUSE Logo Gli sviluppatori di openSUSE non potranno rispettare la scadenza per il rilascio della versione 12.2, inizialmente fissata per Luglio. Stephan Kulow, release manager, ha colto l’occasione per porre la problematica in termini di organizzazione e qualità dei processi.

Come osservato anche da Jos Poortvliet, community manager di openSUSE, in diverse occasioni gli sviluppatori si sono ritrovati nella situazione di dover ritardare, o addirittura cancellare, alcune milestones durante il ciclo di rilascio. Il tutto sembra essere una presa di coscienza del fatto che l’attuale modello consente di rispettare gli standard qualitativi della distribuzione.

La discussione in atto sarà fondamentale per il futuro di openSUSE, su un punto però sembrano essere tutti d’accordo: ritardare non può più essere considerata una soluzione. A questo punto, il ritardo ha il ruolo di portare un ripensamento nelle politiche di rilascio e nella gestione dei pacchetti. Attualmente, ci sono troppi pacchetti non sufficientemente stabili che stanno saturando le risorse disponibili. Inoltre, la complessità delle dipendenze porta ad avere situazioni dove “pacchetti rompono altri pacchetti”.

Al momento non ci sono altre certezze sulla data di rilascio. La proposta di Stephan Kulow di aumentare la soglia di tolleranza per i pacchetti che possono entrare in factory, sta generando un ampio dibattito e non potevano ovviamente mancare i più radicali devoti del modello rolling release. Qualunque siano gli esiti della discussione, gli sviluppatori hanno dimostrato di voler porre fine a situazioni critiche come quella attuale, dove il numero dei pacchetti difettosi durante il ciclo non è mai sceso sotto i 100.

Via | The Register

Ritardi per openSUSE 12.2, gli sviluppatori prendono tempo é stato pubblicato su Ossblog.it alle 13:32 di venerdì 15 giugno 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.

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giu
10

Sabayon 9 disponibile al download

 

Fabio Erculiani nelle scorse ore ha finalmente annunciato l’arrivo di Sabayon 9, la derivata tutta Italiana di Gentoo che piace e convince. La release in questione, arriva successivamente ad un lungo ciclo di sviluppo e porta con sé interessanti novità, numerosi bug fix e qualche miglioramento.

Come ad ogni release, sono stati aggiornati i vari pacchetti di sistema, troviamo infatti software super aggiornati come: Linux 3.4, GNOME 3.2.3, KDE 4.8.3, Xfce 4.10, LibreOffice 3.5.3. Una e forse la più significativa novità è l’arrivo di Rigo, il sostituto di Entropy GUI. Questo minimale tool che si basa sulle GTK+ 3, non è che un semplice e versatile applicazione per i pacchetti di Sabayon, formata da RigoDaemon e da una apposita libreria. L’applicazione, a detta di Erculiani non è ancora completa e sarebbe gradito avere dei feedback per capire quale sia la strada da seguire nello sviluppo di questo interessante ma allo stesso tempo, giovane tool. Insieme a queste novità possiamo trovare l’introduzione in via sperimentale di ZFS e il supporto a più di 4 GB di Ram anche per i sistemi a 32 bit grazie al kernel PAE.

Possiamo trovare ulteriori informazioni riguarda questo rilascio all’interno del comunicato ufficiale sul sito del progetto, disponibile a questo indirizzo. Sabayon 9 è disponibile in tante varianti: GNOME, KDE, Xfce, SpinBase, ServerBase e oreCDX, che possiamo scaricare a questo indirizzo.

Via | Sabayon

Sabayon 9 disponibile al download é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di domenica 10 giugno 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.

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giu
08

Commenti su Ossblog.it

 


Gentili lettori, per un problema dovuto alla migrazione, il sistema di commenti è passato sotto Facebook come per altri blog del network. Si tratta di un effetto indesiderato che stiamo già sistemando, l’intenzione rimane quella di appoggiarsi al sistema di commenti normale data l’avversione di molti di voi al mondo chiuso di Facebook. Grazie.

Commenti su Ossblog.it é stato pubblicato su Ossblog.it alle 13:02 di venerdì 08 giugno 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.

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