nov
21

Microsoft regala Windows 8

 

Il solito errorino di quest’azienda furbetta, che in questo modo, come nelle precedenti versioni, fa in modo che si diffonda la PIRATERIA che a lei fa tanto bene!

maggiori info sul fidato Tom’s Hardware

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mag
29

…ci sono troppe distribuzioni!!!

 

Quando non si sa come motivare i propri fallimenti nel supportare Linux (che per quanto ne sappia, è un kernel ed è unico, anzi fin troppi dispositivi usano lo stesso kernel, che so, tablet/smartphone, navigatori, decoder, media center) ma poi AMD, mi spieghi cosa inluisce il fatto che ci siano molte distro con il pessimo supporto al mondo Linux? il kernel come detto è uno, il server grafico anche! (in realtà cen’è uno all’orizzonte e il suo nome è Wayland, ma figuriamo se gli passa minimamente per la testa l’idea di supportarlo) E non dimentichiamo che X è nato nell’84!

L’articolo di Inquirer mostra delle dichiarazioni alquanto confuse, perché dalle troppe distro si arriva a parlare di una quota di mercato troppo bassa (vedi il mio post precedente per approfondimenti) fin qui ci sono e posso capire, in fondo è giusto dare priorità a piattaforme Windows, ma il problema è che vogliono far funzionare l’accelerazione GPGPU quando alla fine gli stessi driver non sono installabili su distro rolling release come ArchLinux.

I kernel escono troppo in fretta? le versioni di xserver si susseguono troppo velocemente? Allora la soluzione è rallentare lo sviluppo, il progresso, solo perché non si riesce a stare dietro alle API? Perché invece non migliorare i driver open source, che non hanno il bisogno di essere compilati staticamente e quindi non si “rompono” al minimo cambiamento di interfacce?

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mag
29

ci sono troppe distribuzioni!!!

 

Quando non si sa come motivare i propri fallimenti nel supportare Linux (che per quanto ne sappia, è un kernel ed è unico, anzi fin troppi dispositivi usano lo stesso kernel, che so, tablet/smartphone, navigatori, decoder, media center) ma poi AMD, mi spieghi cosa inluisce il fatto che ci siano molte distro con il pessimo supporto al mondo Linux? il kernel come detto è uno, il server grafico anche! (in realtà cen’è uno all’orizzonte e il suo nome è Wayland, ma figuriamo se gli passa minimamente per la testa l’idea di supportarlo) E non dimentichiamo che X è nato nell’84!

L’articolo di Inquirer mostra delle dichiarazioni alquanto confuse, perché dalle troppe distro si arriva a parlare di una quota di mercato troppo bassa (vedi il mio post precedente per approfondimenti) fin qui ci sono e posso capire, in fondo è giusto dare priorità a piattaforme Windows, ma il problema è che vogliono far funzionare l’accelerazione GPGPU quando alla fine gli stessi driver non sono installabili su distro rolling release come ArchLinux.

I kernel escono troppo in fretta? le versioni di xserver si susseguono troppo velocemente? Allora la soluzione è rallentare lo sviluppo, il progresso, solo perché non si riesce a stare dietro alle API? Perché invece non migliorare i driver open source, che non hanno il bisogno di essere compilati staticamente e quindi non si “rompono” al minimo cambiamento di interfacce?

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mag
27

Lo smartphone di Facebook, prima o poi, esisterà e utilizzerà Linux

 

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Facebook for MobileLo smartphone di Facebook, un prodotto che ricompare nei rumor a intervalli regolari, è davvero in progetto: lo conferma un’anonima fonte di Michael Larabel. In un certo periodo – complice la partnership del social network con Microsoft – si pensava che il dispositivo avrebbe proposto Windows Phone. A quanto pare utilizzerà Linux.

Non esistono dettagli sulla formula: lo smartphone potrebbe installare un fork di Android oppure utilizzare il kernel di Linux con un’interfaccia grafica personalizzata. È un dettaglio relativo, considerando che il dispositivo avrebbe un mercato potenziale di 900.000.000 di utenti. Numeri che non possono certo essere sottovalutati.

Personalmente, non acquisterei un device gestito da Facebook per una lunga serie di motivazioni. Ma, se le indiscrezioni saranno confermate, per Linux potrebbe essere l’ennesimo successo: il social network (a prescindere dalle altre implicazioni) contribuisce all’open source con vari progetti, da HipHop for PHP ai moduli di MySQL.

Via | Phoronix

Lo smartphone di Facebook, prima o poi, esisterà e utilizzerà Linux é stato pubblicato su Ossblog.it alle 17:00 di domenica 27 maggio 2012.

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apr
30

Haiku con la GSoC 2012: sono inclusi il porting a 64-bit e OpenJDK 7

 

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HaikuHaiku partecipa, come ogni anno, alla Google Summer of Code (GSoC): i progetti per il 2012 sono appena cinque, tre in meno rispetto al 2011, ma entro la fine dell’estate dovrebbe essere pronto il porting a 64-bit. Il supporto all’architettura è stato procrastinato più volte — potrebbe essere la volta buona? Inoltre, c’è OpenJDK 7.

Gli altri tre progetti approvati per la GSoC 2012 di Haiku non sono meno importanti. Due riguardano i file system: Pawel Dziepak lavorerà al supporto di NFSv4 e Andreas Henriksson a un partition resizer per BFS. L’ultimo, invece, riguarda cpuidle. Quelli cui guardare con più interesse restano 64-bit e OpenJDK — le maggiori carenze.

Alex Smith ha descritto come procederà sul porting a 64-bit. Anzitutto, riscriverà il boot loader di Haiku: seguiranno il kernel e alcuni driver fondamentali. La GSoC 2012 non basterà a terminare l’intero sistema operativo. Hamish Morrison lavorerà a OpenJDK 7, introducendo il supporto ad AWT/Java2D e JSound. Dovrebbe completarlo.

Via | Haiku

Haiku con la GSoC 2012: sono inclusi il porting a 64-bit e OpenJDK 7 é stato pubblicato su Ossblog.it alle 10:00 di lunedì 30 aprile 2012.

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apr
20

Microsoft Open Technologies, Inc.: una sussidiaria per l’open source

 

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MicrosoftMicrosoft Open Technologies, Inc. è una nuova sussidiaria della multinazionale di Redmond. S’occuperà di gestire i progetti open source dell’azienda. La maggioranza di questi riguarda web e cloud computing: dalla proposta del Do Not Track al World Wide Web Consortium (W3C), alla già prevista disponibilità di Linux su Windows Azure.

L’annuncio di Jean Paoli non contiene grandi dettagli. Si limita, piuttosto, a elencare le tecnologie open source utilizzate da Microsoft: cita, ad esempio, il supporto a Node.js in collaborazione con Joyent. Sarà interessante seguire gli sviluppi quanto a Organization for the Advancement of Structured Information Standards (OASIS).

Quest’ultima, espressamente citata da Paoli, è l’organizzazione che gestisce Open Document Format (ODF). Microsoft gli oppone Office Open XML (OOXML), come potrà risolvere il conflitto? Riguardo a Windows Phone, Paoli parla del supporto a PhoneGap: il framework di sviluppo multi-piattaforma su HTML5, acquistato di recente da Adobe.

Via | Microsoft

Microsoft Open Technologies, Inc.: una sussidiaria per l’open source é stato pubblicato su Ossblog.it alle 12:00 di venerdì 13 aprile 2012.

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apr
04

Tutte le distribuzioni dovranno usare systemd, perché integrerà udev

 

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TuxBuone o pessime notizie, a seconda della propria distribuzione: udev – il device manager di Linux – sarà integrato nel ramo di sviluppo di systemd, la soluzione per l’avvio del sistema ideata da Lennart Pottering su Fedora. Fortunatamente per Canonical, il codice di udev resterà compatibile con gli altri init in «un lungo periodo».

Kay Sievers, che si occupa del mantenimento di udev insieme a Greg Kroah-Hartman, ha giustificato il merging con l’incremento delle capacità per l’hotplug di entrambi: systemd subirà un avanzamento repentino di versione per rispecchiare quella di udev. Al momento, per le distribuzioni cambierà solo la posizione dei sorgenti di udev.

Tuttavia, è evidente la volontà d’arrivare a un’unica soluzione per l’avvio del sistema e che la scelta sia ricaduta su systemd. Ubuntu e Chrome OS utilizzano Upstart: prima o poi, dovranno adeguarsi allo standard di Fedora. Insieme a Gentoo, che continua a proporre OpenRC come scelta predefinita. È davvero la decisione più giusta?

Via | LWN

Tutte le distribuzioni dovranno usare systemd, perché integrerà udev é stato pubblicato su Ossblog.it alle 16:00 di mercoledì 04 aprile 2012.

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apr
03

Jordan Mechner ha “riesumato” il codice sorgente di Prince of Persia

 

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Apple IIPrince of Persia, lo storico titolo di Jordan Mechner per Apple II, potrebbe avere una seconda opportunità grazie all’open source. Mechner, infatti, è riuscito a trovare i dischetti da 3,5” — che cercava da più di vent’anni: contengono i sorgenti del videogioco realizzato nel 1989. L’intenzione è quella di recuperarne il contenuto.

La storia del ritrovamento è piuttosto rocambolesca: il padre di Mechner, facendo le pulizie di primavera, ha ritrovato lo scatolone e l’ha spedito al figlio. Tra gli altri, Mechner ha trovato proprio i dischetti coi sorgenti di Prince of Persia. Il programmatore s’è attivato immediatamente per effettuare la conversione del formato.

L’operazione richiederà del tempo, non soltanto per il particolare formato dei supporti: Prince of Persia era stato scritto su Apple ProDOS. Mechner vuole importare i sorgenti del gioco sul MacBook Air per ridistribuirli in rete. È un’opportunità straordinaria per tutti gli amanti dei videogiochi e i nostalgici di Prince of Persia.

Via | Jordan Mechner

Jordan Mechner ha “riesumato” il codice sorgente di Prince of Persia é stato pubblicato su Ossblog.it alle 12:00 di martedì 03 aprile 2012.

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apr
02

Ubuntu for Eyewear è un pesce d’aprile che potrebbe diventare realtà

 

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Canonical – High Power BatteryIeri è stato il primo d’aprile, la giornata dei “pesci”: Canonical non ha resistito alla tentazione di proporre il proprio, così è nato Ubuntu for Eyewear. La distribuzione dedicata agli occhiali da sole. Un modo simpatico di festeggiare l’arrivo della primavera, ironizzando sull’ubiquità del sistema operativo di Mark Shuttleworth.

Il rilascio di Ubuntu for Eyewear ha, chiaramente, un tono umoristico: Canonical ha riportato la fotografia dei popolari Ray-Ban Wayfarer collegati a un’improbabile batteria elettrica. Tuttavia, lo scherzo potrebbe tradursi in realtà perché Google è davvero in procinto di realizzare degli occhiali per la realtà aumentata di Android.

Gli Heads-Up Display (HUD) di Mountain View sono attesi entro la fine dell’anno: apparentemente creati sulla montatura di Oakley, gli occhiali con Android non sono un pesce d’aprile come quelli di Canonical. Concepiti per Google Goggles, è difficile che gli HUD possano installare Ubuntu for Android. È difficile, ma non impossibile.

Via | Ubuntu

Ubuntu for Eyewear è un pesce d’aprile che potrebbe diventare realtà é stato pubblicato su Ossblog.it alle 15:00 di lunedì 02 aprile 2012.

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apr
02

Microsoft ha “aperto” i sorgenti dello stack di ASP.NET via CodePlex

 

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ASP.NETASP.NET – o, almeno, gli strumenti di sviluppo che lo compongono – è open source: Microsoft ha scelto di “liberare” i sorgenti di Model-View-Controller (MVC), Web API e Web Pages rilasciati con licenza Apache 2.0 su CodePlex. Utilizzando il nuovo supporto a Git, infatti, l’intero stack di ASP.NET è ottenibile dai server di Redmond.

L’intenzione di Microsoft, coinvolgendo i programmatori di terze parti nello sviluppo di ASP.NET, è evidentemente quella di promuovere l’adozione di Internet Information Services (IIS). Il web server non ha la stessa diffusione di Apache e, di conseguenza, ASP.NET non ha quella del PHP: basterà “liberare” i sorgenti per la comunità?

Le ambizioni di Redmond sono altre. La stessa governance di ASP.NET è stata adottata da Windows Azure, il Software Development Kit (SDK) per i servizi di cloud computing dei clienti di Microsoft. L’“apertura” dei componenti di ASP.NET rientra nel tentativo d’attrarre sviluppatori per le applicazioni web con Windows e Windows Phone.

Via | Microsoft

Microsoft ha “aperto” i sorgenti dello stack di ASP.NET via CodePlex é stato pubblicato su Ossblog.it alle 09:00 di lunedì 02 aprile 2012.

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mar
19

Linux 3.3 è stato rilasciato da Linus Torvalds, dopo qualche ritardo

 

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Linux Kernel NewbiesLinux 3.3 è stato rilasciato nel pomeriggio di ieri, accumulando un ritardo d’una settimana sulla tabella di marcia — coinciso con la disponibilità della settima release candidate. L’aggiornamento segna, in primo luogo, il ritorno del merging dei sorgenti di Android nel kernel di Linux: la rimozione era avvenuta alla fine del 2009.

Dovrebbero essersi estinti definitivamente tutti i problemi col consumo energetico: la patch di Linux 3.3 avrà un backport sui kernel precedenti. Btrfs, dal canto proprio, ottiene uno strumento di controllo dell’integrità dei file system (no, non è ancora pronto fsck) mentre Ext4 migliora la velocità del ridimensionamento “al volo”.

Col rilascio di Linux 3.3, EFI è in grado d’avviare direttamente le singole immagini del kernel. La nuova infrastruttura non incide sul funzionamento nelle macchine che utilizzano ancora il BIOS. Quanto alla virtualizzazione, è introdotto il supporto a Open vSwitch: uno strumento di controllo della connettività, default su Xen.org.

Via | LKML

Linux 3.3 è stato rilasciato da Linus Torvalds, dopo qualche ritardo é stato pubblicato su Ossblog.it alle 08:00 di lunedì 19 marzo 2012.

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mar
18

Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

 

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Canonical, Ltd.In settimana, Mark Shuttleworth – il fondatore di Canonical – ha diffuso attraverso il proprio blog un’indagine statistica, per la quale Ubuntu Server avrebbe sorpassato Red Hat Enterprise Linux (RHEL). Partendo dal luglio scorso, la diffusione di Ubuntu avrebbe sostituito RHEL nelle scelte del settore pubblico: “avrebbe”, appunto.

L’uscita infelice di Shuttleworth, chiaramente a scopo pubblicitario, è coincisa con l’annuncio della disponibilità di Ubuntu tra le immagini di EC2 che ospitava già SuSE, CentOS e RHEL, dalla quale è derivata la stessa distribuzione di Amazon. La risposta degli utenti non s’è fatta attendere, perché «le statistiche mentono sempre».

La piattaforma utilizzata da Shuttleworth per generare il grafico pubblicato permette, infatti, di configurare dei parametri personalizzati: il risultato generale mostra RHEL e CentOS al 42% contro il 18% di Ubuntu nel settore considerato. Cifre molto diverse da quelle vantate da Canonical che potrebbero comunque essere sovvertite.

Statistiche e sondaggi, in politica o nella pubblicità, tentano di rendere oggettivi dei dati che non lo sono: l’informazione li utilizza a proprio uso e consumo per dimostrare delle tesi altrettanto individuali. Non è certo una novità. Personalmente, avrei potuto improntare l’intervento contro Canonical — che non apprezzo appieno.

Chi ha ragione? Entrambi e nessuno. Prescindendo dal valore di Ubuntu Server, è impossibile determinare – dalle statistiche – quale distribuzione abbia la meglio. E, per quanto mi riguarda, non sarebbe neppure granché utile: m’infastidisce, piuttosto, la solennità di Shuttleworth nel dimostrare l’indimostrabile per farsi pubblicità.

Soprattutto perché, tralasciando i numeri, Canonical avrebbe degli argomenti molto più convincenti. Per citarne soltanto alcuni, la separazione di root e home utilizzando diversi snapshot con Btrfs o la crittografia predefinita sulle cartelle-utente. Launchpad, Ubuntu One, il contributo di Linaro su ARM: le statistiche non servono.

Via | Mark Shuttleworth

Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat é stato pubblicato su Ossblog.it alle 13:00 di domenica 18 marzo 2012.

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mar
17

Zif, il package manager alternativo a YUM, ritorna in auge su Fedora

 

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ZifZif è un package manager, alternativo a YUM, che si basa su librpm e i metadata di Fedora. È stato realizzato da Richard Huges qualche anno fa: Fabian Deutsch ha pensato di tornare a parlarne. Diversamente da PackageKit – col quale, pure, è compatibile – Zif è ideato per funzionare soltanto con l’infrastruttura di Red Hat e Fedora.

A quanto pare, nonostante i progressi ottenuti negli anni da YUM, Zif risulta ancora più veloce del package manager predefinito di Fedora. Proprio per questo, alcuni sviluppatori si sono aggiunti a Huges per migliorarne le funzionalità: rispetto a YUM, Zif non supporta plugin perché possono essere gestiti direttamente da PackageKit.

È uno strumento del terminale, privo – almeno, per il momento – d’interfaccia grafica. Le caratteristiche di Zif s’adattano maggiormente agli utenti più “smaliziati”, che non hanno bisogno d’assistenza nell’identificazione dei pacchetti e vogliono ottenere con rapidità le informazioni richieste. Un’alternativa a YUM da considerare.

Via | Richard Huges

Zif, il package manager alternativo a YUM, ritorna in auge su Fedora é stato pubblicato su Ossblog.it alle 13:00 di sabato 17 marzo 2012.

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mar
16

Hewlett-Packard pubblica i componenti di webOS 3.0.5 per il TouchPad

 

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HP Open webOSGli sviluppatori di Hewlett-Packard (HP) hanno aggiunto ulteriori componenti a quella che definiscono una Community Edition di webOS 3.0.5, già installato sul TouchPad. Questo progetto di rilascio – che terminerà in giugno – è indipendente da Open webOS e intende soltanto avvicinare i programmatori alla struttura della piattaforma.

Guardando i pacchetti che sono stati pubblicati, webOS 3.0.5 Community Edition ha molto in comune con Android 2.3 (Gingerbread), a parire dal kernel: Linux 2.6.35. L’init di sistema s’affida a Upstart – in un primo momento sviluppato da Canonical, poi acquisito da Google – e ovviamente il browser usa WebKit. Nulla di trascendentale.

Affinché gli sviluppatori possano abituarsi a webOS, è molto più efficace Enyo 2.0: il framework realizzato da HP per le proprie applicazioni mobile e desktop. Per quanto riguarda Open webOS, entro la fine del mese dovrebbero essere pubblicate delle patch con Linux 3.2 — perché, probabilmente, Linux 3.3 uscirà soltanto in seguito.

Via | HP

Hewlett-Packard pubblica i componenti di webOS 3.0.5 per il TouchPad é stato pubblicato su Ossblog.it alle 12:00 di venerdì 16 marzo 2012.

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mar
16

Spark, il tablet con Mer e Plasma Active, adesso è diventato Vivaldi

 

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Plasma ActiveVivaldi è il nuovo nome per Spark, il tablet che sarà distribuito con Mer – il fork di MeeGo – e Plasma Active. Aaron Seigo, sviluppatore di KDE e responsabile del progetto, ha spiegato che il nome precedente ha avuto dei problemi legati a un marchio registrato e così Make Play Live, il distributore del tablet, s’è dovuto adeguare.

È cambiato il nome, ma il progetto non subirà dei rallentamenti: i preordini di Vivaldi sono stati chiusi perché la richiesta ha superato le aspettative e nei prossimi giorni saranno pubblicati degli aggiornamenti sull’hardware implementato. Vivaldi sarà un tablet relativamente a basso costo – attorno ai 200€ – con architettura ARM.

Nel frattempo, KDE ha iniziato a lavorare su Plasma Active Three — la terza versione dell’interfaccia grafica di Vivaldi e non. Previsto in agosto, il rilascio si baserà su KDE 4.9.0. Per la prima volta, Plasma Active dovrebbe utilizzare lo stack “originale” di KDE: al momento, Plasma Active One e Two prevedono l’utilizzo di patch.

Via | Aaron Seigo

Spark, il tablet con Mer e Plasma Active, adesso è diventato Vivaldi é stato pubblicato su Ossblog.it alle 10:00 di venerdì 16 marzo 2012.

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