set
07

QEMU 1.2 è stato rilasciato col ciclo di sviluppo più breve di sempre

 

Logo di QEMUQEMU 1.2 passerà alla storia come il rilascio dal ciclo di sviluppo più breve, ma Anthony Liguori – che ne ha annunciato la disponibilità – sottolinea le 1.400 modifiche effettuate da 180 autori unici, che lo pongono anche tra i più prolifici. L’aggiornamento introduce il supporto a nuove funzionalità e piattaforme, soprattutto orientate all’architettura di ARM: estensioni dei processori, gestione della memoria, esposizione delle periferiche e grafica. Le novità migliorano l’interazione con Xen e KVM su tutti i target previsti.

La caratteristica più interessante della versione 1.2 di QEMU è la migrazione “al volo” dei guest da un host all’altro, anche qualora i sistemi prevedessero l’utilizzo di supporti per la memorizzazione via USB o pass-through. Il passaggio dovrebbe essere garantito pure in presenza di grandi capacità sulla RAM. Sempre per quanto riguarda le memorie, QEMU Guest Agent (QGA) introduce il comando fstrim, che disabilita i file system inutilizzati: una proprietà utilizzabile con SSD e thin provisioning sul Logical Volume Manager (LVM).

Raddoppia la capacità di VRAM su QXL ed STD da 8Mb a 16Mb, i lettori ottici dei CD-ROM possono essere montati via AHCI e le periferiche audio sono attive a livello predefinito. Qcow2 e QED, i formati specifici di QEMU per le immagini delle macchine virtuali, possono essere ripristinati dallo strumento di controllo dell’integrità. Infine, il threaded server di VNC è avviato in default: QEMU 1.3 – il prossimo aggiornamento – rimuoverà alcune funzioni come cpudef deprecata con la 1.2 e riscriverà l’output dell’aiuto dal terminale.

Via | LWN

QEMU 1.2 è stato rilasciato col ciclo di sviluppo più breve di sempre é stato pubblicato su Ossblog.it alle 12:00 di venerdì 07 settembre 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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set
05

GitHub introduce le Commit Status API per gli aggiornamenti al codice

 

Logo di GitHubCommit Status API è un aggiornamento delle Application Programming Interface (API) di GitHub che permette d’associare una tipologia e una breve descrizione al codice inviato ai repository. In termini più semplici, è possibile determinare immediatamente se un commit è sicuro oppure potrebbe danneggiare i sorgenti: gli stati assegnati assumono un colore verde o giallo, a seconda del livello di sicurezza degli aggiornamenti. Una risposta intelligente ai dubbi manifestati da Scott Remnant sulla duttilità di Git col codice “sporco”.

Già implementate internamente da GitHub negli ultimi mesi, le Commit Status API sono state integrate in Travis CI e Sprint.ly — due piattaforme per la gestione di progetti collaborativi. In un certo senso, le nuove API sono una forma manuale d’avviso sulla falsariga di Buildbot: quest’ultimo avverte in automatico del fallimento di una compilazione, ma la risorsa di GitHub richiede che il messaggio sia inserito da chi effettua un commit. Inutile sottolineare che la novità non riguarda il Distributed Version Control System (DVCS).

Insomma, è improbabile un inserimento delle Commit Status API direttamente in Git o su piattaforme di terze parti che non s’appoggino a GitHub. Le nuove API prevedono, oltre al commit in allegato, un hash e la definizione dello stato fra pending, success, error o failure, mentre l’URL del repository e la descrizione sono facoltativi. Un aspetto interessante è l’utilizzo di OAuth per esportare queste informazioni, senza concedere l’accesso ai sorgenti: la nuova caratteristica renderebbe gradito un client più specifico per Linux.

Via | GitHub

GitHub introduce le Commit Status API per gli aggiornamenti al codice é stato pubblicato su Ossblog.it alle 13:00 di mercoledì 05 settembre 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.

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set
01

Firefox 16 e la console integrata nella barra di sviluppo del browser

 

Firefox 16 è passato al canale Beta col rilascio della versione 15 e fra le nuove funzionalità che saranno disponibili con l’aggiornamento emerge una console di debug per la realizzazione di estensioni o applicazioni. Richiamabile da una combinazione di tasti oppure dalla barra degli strumenti di sviluppo, la console non offre tutte le caratteristiche di una shell: i comandi eseguibili sono elencati in avvio e sono orientati a controllare tanto le preferenze del browser di Mozilla, quanto la struttura delle pagine visualizzate.

Mozilla definisce la console una Graphical Command-Line Interface (GCLI) dedicata a rendere più veloce lo sviluppo su e per Firefox. L’utilità del nuovo strumento non è limitata a estensioni per il browser o applicazioni web in HTML5 e JavaScript: ad esempio, associata all’ispezione degli elementi della pagina la console può mostrare i contenuti a una dimensione diversa da quella del monitor per coadiuvare il cd. responsive design delle interfacce. Un’altra proprietà interessante è la possibilità di gestire i cookie di sessione.

La GCLI in Firefox 16 prevede dei tasti di scelta rapida che possono essere modificati installando un’apposita estensione del browser. Ai comandi già disponibili ne saranno aggiunti presto degli altri e, se non bastasse, Mozilla prevede la definizione di nuove funzionalità da parte degli utenti, senza alterare l’interfaccia degli strumenti di sviluppo: il meccanismo per aggiungere nuovi comandi sarà spiegato in un secondo momento. La console può essere provata installando Firefox 16 dal canale Beta su Linux, Mac OS X o Windows.

Via | Mozilla

Firefox 16 e la console integrata nella barra di sviluppo del browser é stato pubblicato su Ossblog.it alle 09:00 di sabato 01 settembre 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.

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lug
25

Zsh giunge alla versione 5.0, a quattro anni dal rilascio della 4.2.7

 

Mascotte di Z shell (Zsh)Z shell (Zsh) ha raggiunto la versione 5.0, il primo aggiornamento negli ultimi quattro anni — che, approssimativamente, corrispondono al ciclo di sviluppo del progetto. Zsh 4.2 risale al 2004 e l’ultimo rilascio stabile, la versione 4.2.7, è stata distribuita nel 2008. La major release è un “salto” dalla 4.3.x, il branch di sviluppo conclusosi con l’annuncio di ieri. Può essere descritta come una variante potenziata della Bourne di UNIX, che riassume le funzionalità di BASH, KornShell (ksh) e tcsh ed è ancora molto apprezzata.

La maggioranza delle funzionalità di Zsh 5.0, che può essere utilizzata come shell di login o interprete dei comandi, era già disponibile con la versione di sviluppo 4.3.17. La caratteristica principale di Zsh è un’interattività – basata sulla sintassi e il completamento del codice – garantita all’utente a partire dalla fase di configurazione. L’aggiornamento migliora la compatibilità con lo standard di POSIX e le possibilità di debug. Le nuove variabili introdotte offrono una serie di informazioni sul sotto-livello in utilizzo.

In Zsh 5.0 possono essere definiti dei pattern da escludere selettivamente con la correzione della sintassi. L’utilizzo più comune è per l’esecuzione di script più o meno complessi: Zsh può anche sostituire la BASH sull’emulatore del terminale con i window manager. Ad esempio, SystemRescueCD – una distribuzione Gentoo-based orientata al recupero di dati e sistemi – la implementa tanto a livello di framebuffer, quanto su Xfce. Mantenuta dal 1992, Zsh è rilasciata sotto una licenza propria che è compatibile coi termini della MIT.

Via | The H Open

Zsh giunge alla versione 5.0, a quattro anni dal rilascio della 4.2.7 é stato pubblicato su Ossblog.it alle 10:30 di mercoledì 25 luglio 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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giu
19

Fedora 18 (Spherical Cow) ha un nuovo gestore dei pacchetti via shell

 

FedoraFedora 18 avrà un nuovo gestore dei pacchetti. È DNF, un fork di YUM 3.4 – approntato da Aleš Kozumplík – che utilizza libsolv come backend. La decisione è stata presa nel corso dell’ultimo meeting del Fedora Engineering & Steering Committee (FESCo), insieme ad altre novità destinate a Spherical Cow. La scelta non è ricaduta su Zif che pure ha riscosso un certo successo fra gli utenti della distribuzione perché DNF condivide con YUM la sintassi dei comandi: abituarsi al nuovo package manager, di conseguenza, sarà semplicissimo.

Qualora DNF, che è considerato in fase sperimentale, non dovesse funzionare, gli utenti potranno utilizzare YUM come risorsa di fallback. Oltre a libsolv, DNF è basato su Hawkey: una libreria mantenuta dallo stesso Kozumplík per esporre delle Application Programming Interface (API) semplificate di C e Python al progetto di openSUSE. Con Fedora 18, DNF sarà soltanto in anteprima — e YUM continuerà a essere il gestore dei pacchetti predefinito. Tutto sommato, per gli utenti di Spherical Cow la novità non dovrebbe incidere granché.

Nonostante i progressi di YUM, il package manager di Fedora è rimasto un “cruccio” per gli sviluppatori. DNF dovrebbe garantire delle definizioni più rigorose per le API di plugin ed estensioni come quelle presenti in Anaconda, l’installer della distribuzione. DNF è più snello – rispetto a YUM – e dovrebbe velocizzare il mantenimento. Gli sviluppatori intendono incrementare le performance. È curiosa la scelta di libsolv, una libreria gestita da openSUSE: anziché associarla ad Hawkey, avrebbero potuto farne direttamente un fork.

Via | Phoronix

Fedora 18 (Spherical Cow) ha un nuovo gestore dei pacchetti via shell é stato pubblicato su Ossblog.it alle 14:00 di martedì 19 giugno 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.

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giu
06

Lars Wirzenius ha rilasciato, dopo sei anni, la versione 1.0 di Obnam

 

ObnamObnam – uno strumento a riga di comando concepito da Lars Wirzenius – è arrivato, finalmente, alla versione 1.0: lo sviluppo era iniziato già nel 2006. Il programma è scritto in Python, perciò può essere utilizzato su qualunque sistema operativo supporti questo linguaggio, ma il target predefinito è Linux e Wirzenius distribuisce dei pacchetti per Debian “Squeeze”. Obnam 1.0 è incluso nei repository ufficiali di “Wheezy” ed esiste un PPA su Launchpad gestito da Chris Cormack per effettuare l’installazione in Ubuntu dalla 12.04.

Wirzenius ha pensato di realizzare Obnam – che, per inciso, significa OBligatory NAme – perché insoddisfatto delle soluzioni a propria disposizione per il backup dei dati. Occorre considerare che, se nel 2006 le funzionalità di Obnam erano innovative, oggi esistono numerose alternative che sono altrettanto valide: il programma prevede un sistema a snapshot che supporta le copie incrementali e la de-duplicazione. I backup sono criptati sfruttando GnuPG e il codice sorgente di Obnam 1.0 è rilasciato con licenza GPLv3 o successiva.

La speranza di Wirzenius è che il rilascio della versione 1.0 invogli qualche altro sviluppatore a occuparsi di Obnam, affinché possa “crescere” più in fretta — e acquisire quegli strumenti che ancora gli mancano. Creare, aggiornare e ripristinare i backup con Obnam è davvero semplice: se ottenesse un’interfaccia grafica, Obnam 1.0 potrebbe essere molto utile. Magari, implementando le funzionalità di file system come Btrfs, ReFS e ZFS. Obnam, infatti, integra una libreria per utilizzare la struttura a b-tree dei dati in Python.

Via | The H Open

Lars Wirzenius ha rilasciato, dopo sei anni, la versione 1.0 di Obnam é stato pubblicato su Ossblog.it alle 15:00 di mercoledì 06 giugno 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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mar
05

spot, un’utilità di ricerca da BASH disponibile su OS X, Linux, ecc.

 

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spotspot è un nuovo strumento d’utilità, realizzato da Guillermo Rauch per la ricerca attraverso il codice sorgente. Funziona su tutti i sistemi operativi UNIX-like che implementano BASH sull’emulatore del terminale – quello di Mac OS X, nell’esempio – e, in sostanza, unisce in un solo programma le funzionalità di entrambi find e grep.

Lo script è in un singolo file. Rilasciato sotto licenza MIT, spot elimina l’utilizzo degli apici per la ricerca di due o più termini. La sintassi è simile a quella di ack. Non richiede alcuna configurazione: spot è case-insensitive a livello predefinito, ma – inserendo una lettera maiuscola – diventa automaticamente case-sensitive.

Le funzioni di spot sembrano particolarmente intuitive: includendo una trailing slash, lo script è in grado di restringere la ricerca alla sotto-cartella — se quest’ultima è disponibile. Per utilizzarlo è sufficiente scaricare il file da GitHub, renderlo eseguibile e aggiungerlo al $PATH. L’helper descrive tutte le caratteristiche.

Via | Guillermo Rauch

spot, un’utilità di ricerca da BASH disponibile su OS X, Linux, ecc. é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di lunedì 05 marzo 2012.

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gen
05

FreeDOS 1.1, l’aggiornamento dopo sei anni, è finalmente disponibile

 

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FreeDOSFreeDOS 1.1, una versione free software di MS-DOS, è approdato negli archivi del progetto a Capodanno: si tratta del primo aggiornamento di rilievo a distanza di sei anni. La major release precedente, infatti, è del 2006. Si può scaricare un CD-ROM d’installazione, però non è ancora disponibile un ambiente live: serve un hard disk.

Molte pagine del sito di FreeDOS sembrano corrotte o, comunque, inaccessibili: in particolare, il wiki e il gruppo di discussione ospitati da SourceForge. È davvero un problema, perché la documentazione ufficiale è in quella sede. Meglio per quanto riguarda il software disponibile, rilasciato sotto GPLv2 o altre licenze open source.

Oltre a costituire un certo divertissement per gli appassionati di retro–computing, FreeDOS sostituisce Microsoft Windows su alcuni netbook economici e soprattutto risulta particolarmente utile per il flashing del BIOS delle schede madri. Specie se non è possibile avvalersi di Coreboot. Anche la lista delle funzionalità è sul wiki.

Via | Phoronix

FreeDOS 1.1, l’aggiornamento dopo sei anni, è finalmente disponibile é stato pubblicato su Ossblog.it alle 14:00 di giovedì 05 gennaio 2012.

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ott
16

Gate One, un emulatore del terminale in HTML5, porta SSH sul browser

 

Gate One è un nuovo progetto di Liftoff Software e consiste in un emulatore del terminale per HTML5 e JavaScript. Non richiede altri plugin e funziona con tutti i browser più recenti: sfruttando i WebSocket e un server scritto in Python permette l’utilizzo di SSH. Gate One 0.9 è la prima beta pubblica, rilasciata con licenza AGPLv3.

Il terminale può essere integrato in altre applicazioni e supporta dei plugin esterni in CSS, JavaScript o Python. Le sessioni via SSH possono essere duplicate, senza reinserire le proprie credenziali: include un sistema di segnalibri per tenere traccia delle sessioni avviate. Il server integrato permette l’aggiornamento “al volo”.

Arrestando il server di Gate One, infatti, non si perdono le connessioni già avviate a un terminale da SSH. Il progetto supporta i sistemi di Single Sign-On con Kerberos, il logging (opzionalmente su syslog) e la registrazione delle sessioni. Gate One ammette l’uso del protocollo sicuro HTTPS. Lo sviluppo è merito di Dan McDougall.

Via | The H Open

Gate One, un emulatore del terminale in HTML5, porta SSH sul browser é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di domenica 16 ottobre 2011.

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dic
04

Processing.js: è il Processing Visualization Language per JavaScript

 

Galactic Inbox

Il Processing Virtualization Language (o, soltanto Processing) è un linguaggio di programmazione che, basato su Java, permette di creare elementi grafici. Non è un toolkit come Gtk+ o, Qt: si parla di tradurre direttamente il codice in immagine e non di disegnare interfacce. Processing.js è un port in JavaScript di Processing che ha raggiunto da poco la versione 1.0.

Spiegare di cosa si tratti è molto più semplice di quanto possa sembrare. Osservate l’immagine che trovate qui sopra: tanti avranno riconosciuto Galactic Inbox, un gioco che dimostra le potenzialità di HTML5. Ebbene, se mai vi foste chiesti cosa controlli l’input e il movimento degli oggetti… è presto detto, perché si tratta di Processing.js. Come “programmare” SVG.

Con la differenza sostanziale del movimento: Processing.js può realizzare equalizzatori per la musica, riconoscimento facciale dai video delle webcam, ecc. partendo esclusivamente da un codice in JavaScript. Anziché disegnare delle immagini, queste sono create da un sorgente riprodotto dal JDK di Oracle (unica dipendenza necessaria). Processing.js è open source.

Via | Linux Journal

Processing.js: è il Processing Visualization Language per JavaScript é stato pubblicato su ossblog alle 11:00 di sabato 04 dicembre 2010.

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nov
13

CommandLineFu

 

CommandLineFu è un sito il cui scopo dovrebbe essere chiaro fin dal nome. In pratica vi consente di salvare i migliori comandi che avete mai scritto da terminale per ricordarli o per condividerli con altri.

Tutti i comandi inseriti possono essere commentati, ma sopratutto votati per consentire di trovare con più facilità i migliori presenti. Se siete interessati al sito potete anche seguirlo sugli account twitter o via feed. Sono presenti in più di una versione per elencare tutti i comandi aggiunti o solo quelli che hanno raggiunto un determinato numero di voti.

L’archivio è consultabile sia attraverso ricerca semplice, sia attraverso una ricerca per tag o per la funzione svolta dal comando.

Via | CommandLineFu

CommandLineFu é stato pubblicato su ossblog alle 11:00 di sabato 13 novembre 2010.

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ott
21

Shell tips #238: Sequenza video

 
ffmpeg -t 300 -r 0.5 -i *.png -i CANZONE.mp3 -acodec copy Video.flv
L istruzione vista sopra, crea un file video in flash della durata di 5 minuti (-t 300), di una serie di immagini presenti in una directory (*.png), con sottofondo musicale (-i CANZONE.mp3), avente un frame rate di 0,5, con nome “Video.flv”.

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ott
19

Shell tips #237: Sfondo pdf

 

Ho pensato, perchè non provare a modificare il colore di un documento pdf, magari del background?
Ecco l istruzione da impartire:


convert -density 300 input.pdf -fill “rgb(255,255,255)” -opaque “rgb(0,0,0)” output.pdf

Il pdf è prima convertito in bitmap, in modo da cambiare la “densità”.

In questo esempio rgb(0,0,0), è sostituito da rgb(255,255,255), cambiate il parametro in base alle vostre esigenze.

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ott
18

Shell tips #236: Dettagli di rete

 

Vediamo come visualizzare i dettagli dell attività di rete:

lsof -i :555-7000

Il comando, visualizza i dettagli delle attività di rete per i protocolli TCP e UDP all interno di un intervallo di porte specificate.

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ott
16

Problemi coi repository? Ci pensiamo noi!!!

 

In alcuni casi può capitare di avere problemi con i repository o di cancellarne qualcuno per sbaglio o addirittura di cancellarli tutti. Il nostro intento, oggi, è quello di ripristinare quelli base che vengono con Ubuntu out-of-the-box. Quello che sto per illustrarvi si può fare tramite interfaccia grafica, ma in questo caso penso che la shell sia il metodo più veloce:
aprite il terminale, quindi, e digitate
sudo gedit /etc/apt/sources.list
quindi ora vi si aprirà l editor di testo gedit per modificare il file; se volete ripartire da capo cancellate tutto e lasciate solo i seguenti
deb http://it.archive.ubuntu.com/ubuntu/ lucid main restricted
#deb-src http://it.archive.ubuntu.com/ubuntu/ lucid main restricted
deb http://it.archive.ubuntu.com/ubuntu/ lucid-updates main restricted
#deb-src http://it.archive.ubuntu.com/ubuntu/ lucid-updates main restricted
deb http://it.archive.ubuntu.com/ubuntu/ lucid universe
#deb-src http://it.archive.ubuntu.com/ubuntu/ lucid universe
deb http://it.archive.ubuntu.com/ubuntu/ lucid-updates universe
#deb-src http://it.archive.ubuntu.com/ubuntu/ lucid-updates universe
deb http://it.archive.ubuntu.com/ubuntu/ lucid multiverse
#deb-src http://it.archive.ubuntu.com/ubuntu/ lucid multiverse
deb http://it.archive.ubuntu.com/ubuntu/ lucid-updates multiverse
#deb-src http://it.archive.ubuntu.com/ubuntu/ lucid-updates multiverse
deb http://it.archive.ubuntu.com/ubuntu/ lucid-backports main restricted universe multiverse
#deb-src http://it.archive.ubuntu.com/ubuntu/ lucid-backports main restricted universe multiverse
deb http://archive.canonical.com/ubuntu lucid partner
#deb-src http://archive.canonical.com/ubuntu lucid partner
deb http://security.ubuntu.com/ubuntu lucid-security main restricted
#deb-src http://security.ubuntu.com/ubuntu lucid-security main restricted
deb http://security.ubuntu.com/ubuntu lucid-security universe
#deb-src http://security.ubuntu.com/ubuntu lucid-security universe
deb http://security.ubuntu.com/ubuntu lucid-security multiverse
#deb-src http://security.ubuntu.com/ubuntu lucid-security multiverse
deb http://archive.ubuntu.com/ubuntu/ lucid-proposed restricted main multiverse universe

Spero di non averne dimenticato nessuno…. quindi un bel
sudo apt-get update
e via ad installare quello che più vi piace

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