mag
17

Recensione: “VirtualBox 3.1 Beginners Guide”, di Alfonso V. Romero/1

 
La recensione di questo testo, nell’ambito della campagna di lancio dello stesso, mi è stata chiesta da Disha Parekh, Marketing Research Executive di Packt Publishing, casa editrice del libro in questione, in virtù delle mie conoscenze sull’uso di VirtualBox® maturate nell’ambito del progetto VirtualBoxes – Free VirtualBox® Images, che soddisfa le esigenze di virtualizzazione rapida (o semplice conoscenza) di sistemi operativi open-source, quali (diverse distribuzioni di) GNU/Linux, Free/Net/OpenBSD, fornendo macchine virtuali pronte all’uso.
Non sono stato pagato per questa recensione, per cui state certi che non lesinerò critiche se le riterrò opportune. Pur tuttavia, se vi avrò convinto ad acquistare almeno una copia del libro, vi pregherei di farlo attraverso il mio affiliate link, così che mi possa essere versata una piccola commissione, cosa che accadrà ugualmente se userete quello stesso link per comperare un altro libro dello stesso editore.

L’ultima volta che mi è capitato di dover “recensire” qualcosa frequentavo ancora il liceo. Si trattava di testi di argomento e tenore molto diverso e ricordo abbastanza chiaramente di essere stato benevolo, anche perchè ho apprezzato la genuinità e la spontaneità dell’autore e di ciò che aveva scritto.

Mi metto nuovamente alla prova, a distanza di tempo, con questo testo di Alfonso V. Romero riguardante VirtualBox 3.1. Il destinatario del libro è un utente principiante, interessato alla virtualizzazione di sistemi operativi per qualche motivo particolare, che abbia voglia di studiare (un po’) il funzionamento di VirtualBox, una soluzione gratuita (per uso personale nell’edizione PUEL, per tutti gli utilizzi nell’edizione OSE) per la creazione di macchine virtuali.

Questo primo post si concentrerà soltanto sul capitolo d’esempio che ho potuto leggere, prelevato dal sito dall’editore (la mia copia del libro arriverà solo tra un paio di settimane).

Per i lettori italiani:  segnalo che ho chiesto informazioni alla signora Parekh riguardo l’eventuale disponibilità di una traduzione del testo, attendo risposta.

Dopo alcune brevi note biografiche sull’autore, il capitolo descrive brevemente come installare VirtualBox su Windows e Ubuntu GNU/Linux.

Devo dire che la scelta di questo capitolo è stata ben fatta, in quanto è stata sufficiente per farmi notare due aspetti, invero, positivi:

  1. Il libro fa largo uso di screenshot, immagini istantanee prelevate man mano che viene svolta un’operazione:  specie per un principiante, “un’immagine vale più di mille parole”.
  2. Il lessico ed il tono dell’autore sono stati scelti in modo tale che, se non viene suggerita alcuna saccenza dell’autore, certamente non si induce il lettore a pensare di essersi messo nelle mani di qualcuno che non sia padrone dell’argomento di cui sta parlando.

L’unica “critica”, se così si può dire, che posso muovere in questo momento è il fatto che, nella sezione riguardante l’installazione su GNU/Linux, si sia scelto di centrarsi solo su Ubuntu, invece di mantenersi “agnostici” dal punto di vista della distribuzione. Vanno, però, comprese le ragioni dell’autore: stanti le numerose differenze, tra distribuzione e distribuzione, nelle procedure di installazione del software, si è dovuta operare una scelta – e probabilmente scegliere Ubuntu non è stata una cattiva idea, in quanto annovera un buon numero di principianti fra gli utenti che la scelgono.

Ritengo che sia possibile, però, migliorare questo piccolo particolare (magari in una futura edizione del libro) aggiungendo qualche riga che dia indicazioni all’utente di una diversa distribuzione su quali risorse su Internet possa utilizzare per reperire le informazioni adatte al proprio contesto di utilizzo (per esempio forum, guide, o anche testi riguardanti l’uso della distribuzione in questione).

Al momento è tutto: non appena avrò letto il libro, scriverò un altro post per rendere conto delle mie impressioni.

Continua…

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mag
08

Lynx, tirando due somme sulla nuova LTS

 

La nuova LTS, Ubuntu 10.04 è uscita da pochi giorni ma già raccoglie parecchi pareri discordanti. come sempre c’è chi si è da subito trovato bene e chi invece ha da subito dovuto mettere mano al terminale per sistemare le cose.

Ubuntu 10.04 Lucid Lynx

Per quanto mi riguarda, la nuova release è (per esperienza personale) la classica LTS, ovvero problemi a non finire al momento del rilascio …

A dire il vero personalmente ho ottenuto buonissimi risultati, avendola installata su tre pc diversi:

Fisso : upgrade da 9.10 - OK
Athlon 64 X2
4gb DDR2
MB: Asus A3M
SK-V: Nvidia 8800GTS 320MB

Netbook : installazione pulita - OK
Atom
1gb DDR2
SK-V: Intel Integrata

Notebook: installazione pulita FAIL
Vaio VPCS11E7E
i3
4gb DDR3
SK-V: Nvidia 310M

Di questi tre però uno lo uso sporadicamente (fisso), uno è stato appositamente scelto per fare da serverino di condivisione e apache/php/mysql (Netbook atom), e l’altro lo uso constantemente sia a casa che per lavoro (notebook Vaio).

Ora, premettendo che i vaio sono da sempre stati un pò ostici per le distro da configurare in automatico, e qui non ho nulla da dire, ma riguardo a schermate nere, driver video presenti ma inutilizzabili, audio funzionante in live e non sul sistema … direi che per questo si poteva fare molto di più. Sono molto rammaricato sotto questo punto di vista in quanto anche dopo vari a prolungati smanettamenti con le configurazioni, riesco ad utilizzare bene la lince solo ed esclusivamente da macchina virtuale sotto Seven.

Desktop Virtuale Lynx VBOX

Proprio per questo motivo non mi sento di scrivere una recensione completa, ma mi limiterò a dire che la base del sistema è come sempre ottima. Usabilità massima, semplicità anche, reattività e leggerezza buone. Peccato solo che le vere novità stiano sotto e che di veramente nuovo ci sià in verità poco per quello che l’utente medio può rilevare.

p.s. colgo l’occasione per avvertire chi avesse letto questo articolo e quest’altro che per quanto mi riguarda l’opzione di avvio nomodeset (per lo schermo nero) è usabilissima e mi ha risolto il problema. Insorgono però problemi andando a utilizzare i driver proprietari. Mentre per quanto riguarda l’uso del kernel 2.6.34-* nel mio caso non è cambiato assolutamente nulla.


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dic
20

soundconverter

 

Avevo la necessità di convertire alcuni file flac in mp3/ogg senza perdere i tag:  soundconverter mi viene in aiuto (purtroppo per gnome).
È veramente semplicissimo da utilizzare.

Per rendere possibile la conversione in mp3 occorre installare il pacchetto gstreamer0.10-lame dal repository Debian Multimedia.

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ott
01

passage

 

In questo periodo le riflessioni sono all’ordine del giorno. Ogni momento non faccio altro che pensare alla vita: come essa è stata fino ad ora e a come sarà da questo momento in poi.

Per caso, grazie alla mia (ex) musa delle arti e della vita, sono venuto a conoscenza di questo fantastico gioco che mi ha fatto riflettere non poco.

Ovviamente voi tutti direte: “ma cosa si è fumato questo?!?” Vi rispondo solo dicendo che se preso per il verso giusto può provocare la giusta dose di riflessione quotidiana.

Comunque il gioco è Passage, molti di voi forse lo conosceranno già, è un art-game… una delle poche dimostrazioni che anche con i videogiochi si può fare arte; concettuale, ma sempre arte.

Giocateci e cercate di dissociarvi da tutte le impressioni che superficialmente il gioco può manifestare, cercate di pensare in maniera allegorica a quello che vuol dire fare quello che state facendo (che pasticcio di parole): volete perder tempo a cercare i tesori o volete passare la vita mano nella mano con il vostro amore?

Buona partita.

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set
09

Wolfram Alpha

 

Avrete senz’altro sentito tutti parla di Wolfram Alpha in questi giorni, un motore di ricerca semantico al quale fare una domanda e attendersi una risposta ben precisa .

Possiamo ad esempio chiedere la soluzione ad una equazione di secondo grado, wolfram ci risponderà con lo studio della funzione, oppure possiamo ricercare “John Lennon” ricevendo informazioni sulla vita del noto musicista.

Ora che avete capito più o meno il funzionamento del motore di ricerca, passiamo a qualcosa di un pò più divertente :)

Provate a chiedere “What’s your name?“.

Provate a chiedere “Hello“.

Sempre più difficile :P , chiedete “How many roads must a man walk down before you can call him a man?“.

Chiedete “Where am I?“.

Chiedete “What is the answer to life?“.

Ed infine una chicca per i più nerd… conoscete la Teoria della complessità computazionale? Provate a chiedere la risposta a Wolfram, “P = NP“.

Promette bene, non credete? :D

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set
09

firefox & okular with mozplugger

 

Se c’era una cosa che mi mancava di acrobat reader era l’integrazione in firefox, così ho risolto il problema.

Basta installare mozplugger (da root):

# apt-get install mozplugger

editare il file /etc/mozpluggerrc (intorno alla riga 302) commentando alcune linee in questo modo:

application/pdf:pdf:PDF file
application/x-pdf:pdf:PDF file
text/pdf:pdf:PDF file
text/x-pdf:pdf:PDF file
ACROREAD()
#       repeat noisy swallow(kpdf) fill: kpdf "$file"
#       repeat noisy swallow(Xpdf) fill: xpdf -g +9000+9000 "$file"
repeat noisy swallow(okular) fill: okular "$file"
#       GV()
#       repeat noisy fill exists: evince "$file"

Ora ogni volta che clickerete su un link a pdf esso verrà aperto direttamente nella tab corrente ;)

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set
07

mpd client for kde4

 

Sonata è senza dubbio uno tra i migliori client per mpd che si possano trovare in giro, ha una sola pecca (dato che utilizzo Kde): utilizza GTK.

Ricercando qualche client scritto in Qt4 mi sono imbattuto in questi due di cui vi parlo: QMpdClient e montypc.

Partiamo da quest’ultimo, montypc. È ancora in sviluppo ma già ora fa paura:

montypc

montypc

L’unica pecca è che ancora non permette l’editing della playlist (cosa non da poco), features interessanti sono ad esempio la visualizzazione di informazioni su albums ed artisti mostrando la pagina wikipedia o last.fm associata.

QMpdClient invece è molto più completo anzi diciamo che è prefettamente utilizzabile, eccovi alcuni screenshots:

qmpdclient1ed ecco la visuale Lyrics:

Visualizzazione del testo della canzone

Visualizzazione del testo della canzone

Peccato che sia per il primo che per il secondo non si sia integrato il sistema di notifiche in kde4, speriamo in un miglioramento di entrambi ma per ora, data la mancanza dell’editor della playlist in montypc, preferisco utilizzare QMpdClient.

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set
07

your music everywhere

 

Prima di tutto mi scuso per i pochi interventi ma ultimamente sono un tantino occupato ma ci sono e continuerò ad avvisarvi quando troverò qualcosa di interessante.

È proprio questo il caso, navigando e leggendo qua e la mi trovo davanti una piacevole notizia. Era da parecchio che volevo fare una cosa del genere e ad un tratto trovo tutto pronto… fantastico!

Avevo la necessità di poter accedere ed ascoltare da remoto la mia musica da qualsiasi computer in giro per il mondo, magari tramite un player flash, ecco la soluzione: Sockso.

Una volta scaricato e decompresso la configurazione è molto semplice e viene effettuata tramite la gui, per il resto Sockso funziona interamente dal web.

Di default la porta è la 4444 quindi è necessario connettersi al proprio indirizzo (o localhost) a tale porta tramite il vostro browser preferito per ascoltare la vostra musica.

Tra le features interessanti vi è la possibilità di accesso solo ad utenti registrati (ed è possibile non autorizzare la registrazione dal web), vi sono playlists, navigazione tramite cartelle e varie modalità di ascolto. È inoltre multi-piattaforma, lo trovate sia per linux che per windows ed anche per mac.

Che dire non vi resta che scaricarlo, avviarlo (non ha bisogno di essere installato) e avrete la vostra musica da qualsiasi luogo della terra!

Buon Ascolto! :D

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mar
29

Campagna Vodafone: confronto tra Internet Keys

 

Grazie a BuzzParadise e Vodafone, sono stato coinvolto nella campagna “Prova la nuova chiave USB Vodafone 3G“.

Vodafone sostiene che la sua offerta Internet in mobilità tramite l’adapter USB, sia la migliore tra i competitor, quindi ha dato la possibilità ai blogger di provare tutte le offerte: wind, tre, tim e vodafone e di effettuare una recensione.

A seguire troverete la tabella riassuntiva di tutti i provider, ma una premessa è d’obbligo.
Le prove Indoor e Outdoor sono state effettuate nella zona di Bari e, almeno in questa zona, nessuno dei provider assicura una velocità aderente a quella dichiarata di 7,2mbit (infatti per cautelarsi legalmente scrivono “fino a 7,2…”), le valutazioni quindi sono state effettuate in base alla velocità effettiva, senza considerare la discrepanza da quella dichiarata (che si verifica anche sulle adsl… figuriamoci sui collegamenti UMTS-HSDPA).

Come sapete, sono utente Linux, quindi è stato valutata la “Customer Experience” considerando l’installazione e dashboard di connessione di un sistema Linux (per la precisione Ubuntu 8.04 sul netbook Dell mini 9).

immagine-1

I package sono tutti molto simili: un box di plastica (pensate ad un DVD) con all’interno la chiavetta USB, la scheda SIM (un grazie Andrea Colaianni che ha provveduto alle attivazioni e alla risoluzione dei problemi “burocratici” di attivazione). Molto apprezzabile Vodafone, che ha inserito una microSD da 2GB utilizzabile con la chiavetta (utilizzabile per cellulari e tutte le chiavette USB 3G).

Sotto l’aspetto della Customer Experience su ambiente Linux, gli approcci di Vodafone e Tim sono ideali. Il primo mette a disposizione una completa dashboard sviluppata dal progetto “betavine” (ottima community), mentre Tim mette a disposizione i driver Linux su CD. Nulla di tutto ciò per Tre e Wind che mi hanno costretto a ricercare su internet la soluzione migliore per installare e monitorare la connessione che comunque avviene senza problemi con gli strumenti forniti di default da Ubuntu.

Per “assistenza” ho inteso la facilità di reperimento e di consultazione della manualistica. Nessuno dei provider testati eccelle in questo aspetto. Vodafone e Tim sono più organizzati degli altri.

La copertura di rete vede Tre e Vodafone nelle prime posizioni, ma anche Tim si difende. Peccato per Wind che non ha una copertura completa sia in indoor sia in outdoor.

La qualità tecnica delle chiavette è pressochè identica. Tutte sono costruite da Huawei, mentre Tim si affida a Onda.

La campagna era incentrata sulla qualità del servizio, ma mi aspetto un dibattito (siete caldamente invitati a commentare) sulla qualità delle offerte commerciali, valutate anche alla luce di questa “prova su strada” nel loro rapporto costo/servizio.

Ancora grazie a Vodafone e BuzzParadise (rappresentato da Andrea Colaianni).

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set
26

Ecco HTC Dream con Android a bordo !

 

L’HTC Dream, il primo telefono destinato al mercato con il nuovo sistema operativo Android di Google uscirà, quindi, con T-Mobile, con il nome di G1, al costo di 122 euro (179$) il 22 ottobre prossimo, negli USA. In Europa arriverà, come abbiamo detto, all’inizio del prossimo anno, ad eccezione dell’Inghilterra dove uscirà il 22 novembre. Ha uno schermo touch da 3 pollici, pulsanti per la navigazione su internet e una tastiera QWERTY completa. Da oggi il mercato è libero da Symbian, Windows Mobile e tutti quegli altri sistemi operativi fruttati. Leggete tutte le specifiche alla pagina successiva e decidete da soli se la concorrenza è una buona cosa oppure no.

Caratteristiche:
Il prezzo è vincolato ad un contratto di due anni. Con internet illimitato e “SMS-MMS il canone mensile sarà di 25$ (17 euro), mentre con internet e messaggi illimitati, sale a 35$ (24 euro). Speriamo che questi prezzi competitivi siamo rispettati anche da noi ..

Schermo:

Il Dream ha uno schermo da 3.17 pollici con 65.000 colori che gira ad una risoluzione HVGA (480×320).

Batteria:

Potete parlare per 5 ore, o tenerlo in standby per 130 ore.

Fotocamera:

3.1 megapixel, con una qualità pari più o meno ad un 35mm

Connettività e frequenze:
GSM/GPRS/EDGE/Wi-Fi e UMTS/HSDPA 850/900/1700/1800/1900/2100Mhz

Dimensioni:
11,70cm x 5,50cm x 1,60cm, peso 160 grammi. Disponibile in bianco, nero e marrone.

Memoria:
MicroSD da 1GB preinstallata. Supporta MicroSD fino a 8GB.

GPS:
Naturalmente, a che servirebbe Google Maps senza?

Google Maps:
L’applicazione Mappe del G1/Dream integra Street View per orientare il vostro percorso. Inoltre include anche una bussola integrata orienta la mappa rispetto alla vostra posizione

Android Market:
Simile all’App Store mobile dell’iPhone, l’Android Market permetterà di scaricare le varie applicazioni direttamente dal telefono.

Amazon MP3 Store:
Sarà precaricato su ogni dispositivo, permettendovi di scaricare fino a 6 milioni di tracce senza DRM con un prezzo base di 89 centesimi di dollaro (60 centesimi di euro). Per scaricare la musica avrete bisogno di una connessione Wi-Fi.

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mag
03

Kubuntu 8.04, prova su strada

 

Per la gioia degli amanti della serie “prova su strada”, dopo molto tempo ritorno a installare/provare una distribuzione user-friendly e a recensire il tutto. Questa volta si tratta di Kubuntu 8.04, sorella kde-iana della famosa ubuntu ;) forse distro user-friendly per eccellenza.

Il computer sul quale è stato fatto il tutto è un pc desktop con le seguenti caratteristiche:

  • motherboard ASRock ConRoe1333-D667
  • processore Intel Pentium Dual Core E2180 / 2 GHz
  • 1 GB di RAM DDR2 667
  • HD 80 GB sata2
  • Scheda Video nVidia 8400gs

Ora andiamo al sodo…

Premetto che è la prima volta che avevo a che fare con le *ubuntu, le ho usate su pc di amici ma mai installate e configurate personalmente. Mi sono orientato su kubuntu perché preferisco KDE come DE a gnome. Ho installato la versione di KDE 3.5 perché non ritengo il 4 attualmente utilizzabile al 100%.

Altra premessa: tenderò sicuramente a fare confronti con openSuse, PCLinuxOS o altre distribuzioni, per valutare le differenze tra le distribuzioni che si presentano come user-friendly.

La fase di installazione è stata semplicissima e anche molto veloce. Mi aspettavo che nei 6 famosi passi mi chiedesse di configurare la rete ma non lo ha fatto. Mi aspettavo anche mi chiedesse di selezionare i pacchetti da installare e non lo ha fatto. Entrambe le richieste avvengono nelle installazioni di openSuse, Sabayon e PCLinuxOS…ma non è un problema. Se proprio vogliamo essere sinceri, anche l’eliminazioni di queste fasi potrebbe aiutare l’utente windows-based ;) che potrebbe andare nel panico alla richiesta di settare ip, ecc. Mentre le domande poste in questa fase sono tutte comprensibili: nazionalità, fuso orario, lingua tastiera, ecc. Il partizionamento l’ho lasciato come di default, avendo linux come unico sistema operativo.

In una mezz’oretta circa l’installazione è stata completata.
Al riavvio mi sono trovato un sistema pronto all’uso (senza bisogno di odiose traduzioni PCLinuxOS-style ;) ).

Le mie prime operazioni sono state quelle di disinstallare cose inutili e installarne di più utili. Mi sono sorpreso a non trovare firefox di default (avevo letto in giro che in ubuntu veniva installata la beta della versione 3) e mi sono risorpreso anche a trovarlo in inglese alla fine dell’installazione da adept.

Ottima la presenza di varie “versioni” di adept (il gestore di pacchetti grafico per KDE) che si presenta con un semplice “installer” per chi vuole solo installare/rimuovere programmi o con un più completo “manager” per chi desidera vedere in dettaglio tutti i pacchetti e le informazioni dettagliate su ognuno di essi. Non ero a conoscenza di questa cosa e, onestamente, quando ho lanciato la prima volta l’installer mi è sembrato un po’ troppo scarno ^_^

Dopo aver installato un po’ di applicazioni utili (soprattutto per uso multimediale), ho iniziato con i classici test sui vari formati multimediali e un plauso va agli adept bach che partono appena si deve installare qualcosa “al volo”. As esempio:

  • amarok non ha i codec mp3: un click e dopo un minuto stai li ad ascoltare i tuoi mp3;
  • vuoi lanciare un .exe ma non hai wine: dopo un minuto wine è bello è installato senza dover fare altro che un click :)

Per molti di voi queste cose non saranno una novità o un grosso motivo di sorpresa, a me invece hanno colpito positivamente perché avevo visto qualcosa di simile in openSuse 10.3 ma con i soliti problemi/scocciature di configurare il file xxx, di correggere qualche valore yyy ecc. Qui invece l’usabilità è al 100%.

Il secondo giorno sono andato avanti e ho raggiunto il momento di installazione dei driver video. Io che vengo da schede ATI in ogni dove (desktop e notebook) e, che ho letto ovunque della vita facile che hanno i possessori di nVidia, mi sono sorpreso (negativamente ’sta volta) per il tempo che ci è voluto e per la quantità di “difficoltà” incontrate. (Ho virgolettato difficolta perché sono ostacoli superabili in pochi minuti da un utente linux ma che magari avrebbero bloccato il niubbo di turno).
Innanzitutto l’installazione va fatta da runlevel 3 e se si ha un server X avviato (anche su un altro tty) l’installazione si blocca! Cominciamo malino…visto che con gli ati ormai l’installazione si fa con una serie di click su “avanti” e “conferma”.
Poi dopo aver superato questa fase, si sono presentati i soliti problemi di pacchetti mancanti (header del kernel, ecc.) che si risolve banalmente con l’installazione di ciò che manca. Il problema è che non viene mostrato da nessuna parte quali pacchetti installare!
Poi ancora, al riavvio, i video si vedevano con i colori invertiti (tipo negativo)…dopo aver perso un po’ di tempo a cercare soluzioni astruse, una “semplice” reinstallazione dei driver ha risolto il problema.

Ulteriori test poi li ho fatti a livello hardware e li è filato tutto liscio (ancora una volta) anche sul lettore di schede, il frontalino del case con audio e usb, ecc.
Un altro plauso va alla serie di strumenti di amministrazione presenti nel pannello “impostazioni di sistema” e nel menu “sistema”. Alcune di default di kde altre, credo, strettamente legate alla distribuzione (a quanto ho visto ubuntu ne possiede ancora di più). Io che sono amante degli strumenti grafici di amministrazione non ho potuto far altro che apprezzare la configurazione della rete, degli utenti, dei servizi, ecc…tutto in qualche click qua e la ;)
Da quanto ne so’ anche in kde4 si sta cercando di portare il pannello di sistema sullo stile di kubuntu…la cosa mi fa piacere e spero vengono inserite molte utility.

Concludendo:
non mi ero mai soffermato più di tanto sulle *ubuntu e devo ammettere di aver fatto male, non so se con le precedenti versioni eravamo su questi livelli, ma questa kubuntu 8.04 è veramente eccezionale. Il computer non ha dotazioni hardware spettacolari ma è una scheggia: avvio in 30 secondi e velocità di utilizzo veramente elevata. E’ quasi una settimana che ci sto sopra e non ho registrato malfunzionamenti, crash di sistema o instabilità.

Un po’ noioso il messaggio che si presenta allo smontaggio di dispositivi usb ” Il dispositivo è stato smontato con successo, ma non è stato possibile espellerlo.” che a quanto ho capito però dipende da kde e non dalla distribuzione. Sarebbe stato meglio non mostrarlo, visto che a prima vista sembra un errore vero e proprio.

L’unico inghippo è stato quello relativo ai driver nVidia ma che è dipeso da essi e non dalla distro…quindi il mio giudizio è nettamente positivo: se volete una distribuzione da installare e configurare in poco tempo e poi usare quotidianamente, allora questa kubuntu fa per voi.

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gen
27

Asus EeePC anche per me, mini recensione

 

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