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Autore: Crismon Trackback
Tags: Firefox extensions,KDE4,KDE4-Trick-And-Tips,gtk,qt4
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Autore: Dario Trackback
Tags: *buntu,.deb,KDE,KDE 4,Linux & co.,Multimedia,Software,Ubuntu,Ubuntu 8.10,Video-Editing,debian package,intrepid,kdenlive,kdenlive 0.7,kdenlive deb,pacchetto deb,qt4
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Autore: LuNa Trackback
Tags: Aggregatori Pinguini,Editoriale,Flame ordinato (?),KDE,KDE4,Sistemi Operativi,plasma,qt4
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Eppure non penso di essere uno che di distribuzioni non ne prova. Proprio in questi giorni sto testando Fedora 10, Mandriva Free 2009, OpenSuse 11.1. E sapete già bene che utilizzo Gentoo ~x86 con una montagna di software instabile e poco/non testato, proveniente da diversi Overlays, come distribuzione da tutti i giorni.
Dico, perkè e poi ancora perkè tutti si ostinano a montare il KDE 4 (in versione 4.1.2, tra l’altro) ? Io capisco che bisogna guardare avanti ma qui stiamo parlando di un software dai 1000 problemi e dai 1000 bug, e soprattutto, assolutamente incompleto e mancante di parti essenziali. Ecco a mio avviso i fattori che lo rendono assolutamente non utilizzabile per una distribuzione da classificare quale stabile, e parlerò soltanto degli applicativi che personalmente uso, senza addentrarmi dove non ho provato con mano:
Chiaramente la mia esposizione è molto veloce e sommaria, si potrebbe infatti approfondire moltissimo e valutare i singoli fattori ma non è questo il post. Con questo ci tengo a dire che non sto puntando il dito contro niente e nessuno e che queste mie valutazioni sono anche soggettive, ma non del tutto. Il desktop manager e relativi applicativi sono in uno stato medio ancora molto indietro per un utilizzo stabile; ma non è una colpa, assolutissimamente. Basta saper aspettare. Ma con tutto questo discorso dove volevo arrivare ? Al titolo del post. A che serve inserire questo DE nelle distro ? Per usare (essere COSTRETTI ad usare) una valanga di applicazioni in Qt3 od in GTK ? E’ uscita prioprio in questi giorni la versione 3.5.10 di KDE, a conferma del fatto che la serie 3 è tutt’altro che vecchia. Distributori, mi spiegate cosa vi è preso ? Ora tiro una bestemmia (lol) ma a me questa cosa fa un pò l’effetto Windows Vista. E a voi ?

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Autore: LuNa Trackback
Tags: Aggregatori Pinguini,Arrangiati !,KDE4,PicoMon,download,plasma,qt4
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Ecco le prime modifiche, come promesso. Adesso il plasmoide ha le stesse funzionalità di quello per la rete.
- Integrata funzione di stampa del carico della CPU
- Integrata funzione di stampa del carico della RAM
- Correzione di alcuni piccoli errori che non permettevano ai sensori di mostrare i valori corretti
Alle prossime migliorie ![]()
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Autore: LuNa Trackback
Tags: Aggregatori Pinguini,Arrangiati !,KDE4,PicoMon,download,plasma,qt4
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Modificando questo (piconet) plasmoide ho ottenuto quest’altro che potrete scaricare

per monitorare cpu e memoria. I due sono disegnati per adattarsi bene ai pannelli. prevedo di perfezionarlo
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Autore: LuNa Trackback
Tags: Aggregatori Pinguini,KDE4,Musica,Tutorial,gentoo,plasma,qt4
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Per chi come me ama compilare il Trunk di KDE 4 , e di conseguenza *builda* Amarok 2, troverà a partire da questi giorni un ‘inghippo’ che non permette la compilazione. Oltre a questo, occorre settare correttamente una CFLAG altrimenti l’amato player crasha senza pietà.
Le informazioni riportate in questo articolo non sono farina del mio sacco ma del canale #gentoo-kde4-live su freenode , direttamente da quei santi ragazzi che si occupano di mantenere lo sbavosissimo overlay kdesvn-portage.
Procedura
Ora Amarok 2 fa uso di MySQL Embedded per gestire i dati sulle collezioni e tutto il resto dell’ambaradam. Per ottenere questa condizione settiamo la USE embedded per il pacchetto MYSQL. Oltre a questo ricordiamo di disabilitare la USE berkdb altrimenti il famoso database non compila.
gentoo # echo 'dev-db/mysql embedded -berkdb' >> /etc/portage/package.use
Ora possiamo emergere il pacchetto (fatevi una birra perchè la cosa sarà lunga) curandoci di settare la CFLAG -fPIC altrimenti Amarok non ne vorrà sapere di avviarsi.
gentoo # CFLAGS="-fPIC" emerge dev-db/mysql
Se tutto va bene ora possiamo finalmente compilare Amarok 2
gentoo # emerge =amarok-9999
Se volete potete rendere permanente la CFLAG seguendo questa guida

l’interfaccia rinnovata di questo player. Anzi direi *IL* Player.
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Autore: Ferro Trackback
Tags: Audio/Video,Conversioni video,Dailymotion,File Sharing,GNU/Linux,Metacafe,MySpaceTv,Open Source,PornoTube,Software,TuPorno,Video,XTube,avi,download,internet,mp3,mp4,mpeg,qt4,wmv,xVST,xVideoServiceThief,youtube
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Oggi voglio parlarvi di xVideoServiceThief (xVST), un ottima applicazione in grado di scaricare e convertire video da Youtube e siti simili. Esistono tantissimi programmi e servizi web in grado di compiere queste operazioni, se ho deciso di parlarvi di xVideoServiceThief, è perché l’ho trovato veramente comodo ed interessante. xVideoServiceThief è un applicazione (QT4) Open Source (GPL), multipiattaforma (Windows, Gnu/Linux e Mac) che, come dicevo permette di scaricare video da tantissimi siti web, e di convertirli in svariati formati. A colpire inizialmente è l’interfaccia grafica, gradevole e ben strutturata. Le caratteristiche principali di xVideoServiceThief sono:
- Download simultanei: si possono scaricare, contemporaneamente, più video da servizi differenti
- Pausa e ripristino dei download
- Aggiornamenti automatici: aggiorna automaticamente xVideoServiceThief all’ultima versione
- Funzione Drag & Drop: permette di trascinare direttamente il link del video nel programma
- Gestione delle sessioni: salva e recupera la lista dei download al riavvio del programma
- Log dei download: salva la lista dei video scaricati (Data + Titolo + URL)
- Protezione bambini: blocca i siti per adulti
- Selezione dei siti: permette di scegliere i siti da bloccare e quelli da acconsentire
- Tray Icon: consente a xVideoServiceThief di lavorare in background
- Supporto dei proxy: anche se è ancora instabile
xVideoServiceThief permette inoltre di convertire i video scaricati in svariati formati: AVI, WMV, MPEG 1/2, MP4, 3GP ed MP3. Purtroppo, per ora, è stato tradotto in molte lingue, ma non in italiano. Per iniziare ad utilizzarlo, gli utenti Gnu/Linux, non devono far altro che scaricare questo pacchetto binario precompilato, estrarlo, e lanciare il programma con un doppio click sul file xvst. Chi non vuole entrare ogni volta nella cartella del programma, può creare un nuovo lanciatore sul desktop, nel menù o sul pannello, che punta all’eseguibile. xVideoServiceThief è molto semplice da usare, se l’opzione “Convert videos to Mpeg/DivX/etc..” non è disponibile, vuol dire che ffmpeg non è installato, chi usa Ubuntu può rimediare con un semplice:
sudo apt-get install ffmpeg
Cliccando su “More options” si accede alle impostazioni del programma; la scheda “Basic” è la principale e consente di selezionare la cartella di salvataggio dei filmati, il numero di download simultanei, il formato di conversione e parametri più avanzati come la qualità e la risoluzione video. Tra le altre schede, interessante è la “Ups”, che consente di bloccare alcuni siti, selezionati dall’utente, e di disabilitare il supporto ai siti per adulti.
Un’altra funzione interessante di xVideoServiceThief è la “Drag & Drop window”, una micro-finestra, sempre in primo piano che permette di aggiungere video rapidamente, trascinandoci semplicemente il link del video.
xVideoServiceThief è un programma molto intuitivo, se però avete qualche dubbio o semplicemente volete vederlo in azione prima di provarlo, ecco un video tutorial (girato su Windows, ma il software è identico) che ho trovato sul wiki del progetto:
Questa invece è la lista dei siti supportati:



Siti web per adulti:
Siti web musicali:
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Beh, beh, per ora non fa assolutamente un tubo (salvo stampare la frequenza della CPU), ma sto studiando per scrivere qualche plasmoide
Eccovi un primo patetico esempio, ma tempo al tempo qualcosa sarà

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Autore: LuNa Trackback
Tags: Aggregatori Pinguini,KDE4,Tutorial,Zenwalk,plasma,qt4
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Per completare questa operazione ci serviamo di pacchetti per SlackWare (ramo current). Nota BENE: Io ho fatto l’installazione su una ZenWalk 5.2 Gnome, non ho KDE in nessuna forma e versione. Non ho idea del comportamento di questi pacchetti con Kde 3 installato e non ho fatto alcuna prova in merito, quindi … pinguino avvisato
Divento *dio* e mi preparo le cartelle per scaricare i pacchetti:
$ su root
# cd
# mkdir kde4
# cd kde4
# mkdir deps
# mkdir kde
# mkdir extragear
# mkdir kde-l10n
# mkdir kde3-compat
Ora preoccupiamoci di scaricare i files da ftp (475 Megabytes!)
# cd ./deps # wget ftp://ftp.linux.cz/pub/linux/slackware/slackware-current/testing/packages /kde4/deps/* # cd ../kde # wget ftp://ftp.linux.cz/pub/linux/slackware/slackware-current/testing/packages /kde4/kde/* # cd ../extragear # wget ftp://ftp.linux.cz/pub/linux/slackware/slackware-current/testing/packages /kde4/extragear/* # cd ../kde-l10n # wget ftp://ftp.linux.cz/pub/linux/slackware/slackware-current/testing/packages /kde4/kde-l10n/*it* # cd ../kde3-compat # wget ftp://ftp.linux.cz/pub/linux/slackware/slackware-current/testing/packages /kde4/kde3-compat/* # cd ..
Attenzione agli indirizzi che devono essere scritti su una riga sola
A questo punto possiamo installare il tutto
# installpkg deps/*.tgz extragear/*.tgz kde/*.tgz kde-l10n/*.tgz kde3-compat/*.tgz
Ho già provato a installare Cloudcity e sembra tutto in ordine anche con le librerie. Buon Kde

PS= Per quanto riguarda il mio pc … finchè la barca và … tu non bestemm… ![]()
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Autore: Ferro Trackback
Tags: GNU/Linux,Guide,HowTo,Note-taking,NoteFinder,Open Source,Software,To-Do,Tomboy,alternative,beagle,calendario,list,note,python,qt4,tab,tag
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Solitamente quando si parla di applicazioni di note-taking, sotto Linux, si riduce il campo a Tomboy e Basket. Questi due ottimi software infatti rappresentano due modi diversi di prendere appunti. Il pregio principale di Tomboy è sicuramente la rapidità di creazione e di gestione delle note. Basket invece è un po’ meno veloce da usare, ma consente di creare note più complesse ed elaborate e di ordinarle al meglio. In realtà il panorama Gnu/Linux offre svariate alternative, il fatto è che spesso sono difficili da scovare. Oltre a NoteCase, e ad altri programmi inseriti nei repository delle principali distribuzioni, gli utenti del pinguino possono infatti contare su migliaia di programmi, più o meno sconosciuti, sparsi per la rete. Uno di questi è Note Finder, un ottima applicazione Qt, che unisce la praticità di Tomboy alla ricchezza di opzioni di Basket.
Come spesso capita con queste applicazioni, la documentazione è un po’ poca, ma fortunatamente è molto facile da installare e da usare. Come dicevo, si tratta di un applicazione Qt4, multi-piattaforma sviluppata in Python. NoteFinder è dotato di un ottima interfaccia grafica che include, tra l’altro, un calendario che permette di gestire cronologicamente i nostri appunti. Le caratteristiche interessanti sono tante: il supporto dei tags e dei preferiti, la possibilità di esportare le note in PDF, la sincronizzazione delle note via mail, e tanto altro. NoteFinder può inoltre essere utilizzato come gestore TODO-list e come calendario. L’unico aspetto negativo, che probabilmente verrà corretto nelle prossime versioni, è l’impossibilità totale di configurarlo.
Ecco la features list:
- La possibilità di archiviare le note in qualsiasi directory del File System
- La possibilità di creare, modificare, rimuovere e rinominare le note
- L’assegnazione automatica del nomi utilizzando la data odierna
- L’elaborazione batch (Batch processing)
- La possibilità di importare file locali e remoti come note
- La funzionalità OCR sperimentale
- La possibilità di esportare le note in PDF o file di testo
- L’invio delle note tramite mail
- Le note possono essere scritte in HTML o in stile Wiki
- L’interfaccia a schede
- Il supporto dei tag
- L’assegnazione automatica dei tags
- La possibilità di creare scorciatoie desktop per i tags
- L’assegnazione di icone ai tags
- Il modulo per la ricerca delle note
- I segnalibri
- La cronologia
- La gestione delle TODO-list
- La ricerca delle note correlate
- La possibilità di mostrare dimensione e lunghezza delle note
- La possibilità di esportare l’intero database in un archivio tar con funzionalità avanzate
- L’importazione dei database salvati
- La sincronizzazione via mail
- La ricerca avanzata con parametri Google-like (date:, tag:, title:, text:, year:, month:, day:)
- La tray icon
- L’estensibilità tramite plugin
Installazione
NoteFinder è molto facile da installare, le dipendenze sono: Python 2.5, setuptools, Qt 4.3 (o superiore) e PyQt 4.3. In Ubuntu dovrebbe bastare un:
sudo apt-get install python-qt4 python-setuptools
Soddisfatte le dipendenze, scaricate l’archivio dell’ultima versione di NoteFinder da qui (attualmente la 3.1.7) estraetelo, spostatevi col terminale nella directory del programma e date:
sudo python setup.py install –root=/
Terminata l’installazione potete lanciarlo dal menù Applicazioni –> Accessori –> NoteFinder o da terminale scrivendo:
NoteFinder
Insomma, NoteFinder è un prodotto molto interessante. Le funzioni sono veramente tante, non tutte però funzionano alla perfezione. Si tratta in fatti di un progetto in fase di sviluppo. Nelle prossime versioni si dovrà lavorare soprattutto sulla configurabilità. Le basi comunque sono molto buone; personalmente lo ho apprezzato molto perché riesce ad unire la ricchezza di funzioni ad un’estrema comodità. Questo è il sito ufficiale del progetto e questa la pagina di Google code.
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Autore: montoya Trackback
Tags: Qt,Sistemi Operativi,Software,Tools,java,open-source,programmazione,qt4,sqlite
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In genere chi programma nei vari linguaggi di programmazione, si sarà imbattuto talvolta in questa domanda: “Conviene usare un database nella mia applicazione? E se sì, che DBMS utilizzo?“.
Nella mia modesta esperienza in questo ambito, ho notato che nel caso in cui si faccia veramente ricorso ad un database, la metà delle volte si utilizza MySQL, mentre l’altra metà si usa PostgreSQL.
Naturalmente chi usa Access non è un programmatore ma un assassino; questo post fa riferimento ai soli DBMS opensource e portabili.
Usare MySQL o Postgres porta sicuramente dei vantaggi: sicurezza, potenza e scalabilità. Però viene meno un concetto molto semplice, ossia l’usabilità. Certo, se si deve progettare un sistema simile ad ebay, ovviamente serviranno dei DBMS del genere, se non più potenti, ma in applicazioni banali e stupide che richiedono un micro-database come appoggio, usare questi programmi ha poco senso.
Vediamo il motivo. Supponiamo di avere un programma scritto in java e che venga redistribuito. Un utente che voglia eseguire tale programma, dovrà avere installato nel proprio sistema MySQL o Postgres, e quindi rende la cosa meno “user-friendly”. Avere invece un’applicazione facile da installare ed usare, è come si dice dalle nostre parti, “un altro paio di maniche”.
Quindi, anziché usare i DBMS sopracitati, è comodo usare SQLite. Sempre nella mia modestissima esperienza, ho usato questo genere di database in applicazioni banali scritte in Java e C++/Qt4. Vediamo come usare il tutto.
Nelle 2 prossime sezioni, verranno esposte alcune linee di codice. Do quindi per scontato una minima capacità nella programmazione e dedizione allo “sfogliamento” delle doc Java e C++/Qt4
Java
Class.forName("org.sqlite.JDBC“).newInstance();
Connection conn = DriverManager.getConnection(”jdbc:sqlite:database.db“);
Statement stat = conn.createStatement();
ResultSet rec = stat.executeQuery(”select * from azz”);
Le uniche cose da dire sono essenzialmente 2:
C++/Qt4
QSqlDatabase db = QSqlDatabase::addDatabase("QSQLITE“);
db.setDatabaseName(”database.db“);
if (db.open())
QSqlQuery querySql(”select * from azz”);
Anche qua ci sono alcune considerazioni da fare:
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Autore: Dario Trackback
Tags: Apple,Linux & co.,Open Source,Software,Sun microsystem,VirtualBox,Windows,microsoft,open-source,osx,qt4,sun,virtualizzazione,xVM
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