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Tags: Ubuntu,Ubuntu 10.04,VirtualBox,Xen,installazione,kvm,qemu,virtual machine,virtualizzazione
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Autore: valent Trackback
Tags: VMware converter,VirtualBox,Vmware,Windows,Xen,disk2vhd,hyper-v,kvm,macchina virtuale,qemu
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mmap_min_addr, /proc/sys/vm/mmap_min_addr, è un file che vi consente di impostare l’indirizzo minimo a cui un processo può accedere usando mmap.
Normalmente questo file ha come valore 0 non imponendo alcun limite. Per rendere più complicato sfruttare bug “kernel NULL pointer dereference” è consigliabile impostare come valore 4096. Sarete protetti e praticamente tutte le applicazioni continueranno a funzionare correttamente.
Gli unici programmi ad avere problemi con questa impostazione sono:
Via | Debian
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Autore: valent Trackback
Tags: Xen,kvm,lomount,losetup,mount,partizioni,qemu,virtual machine
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A volte è comodo poter accedere alle immagini in formato raw create per immagazzinare i file e il filesystem di una macchina virtuale. Dunque c’è un modo per montare il file del disco virtuale sul filesystem dell’host. La prima cosa da fare è ovviamente spegnere la virtual machine. Nelle vecchie versioni di Xen era disponibile un tool lomount che permetteva di montare le partizioni contenute in un file raw, ma ora è stato tolto, perciò bisogna fare in un altro modo.
Mediante l’uso dei questa sequenza di comandi è possibile innestare una partizione del disco virtuale nella directory /mnt:
lenny.img è il file immagine in formato raw che contiene i dati della macchina virtuale (sia Xen o QEMU (eventualmente KVM).
# losetup /dev/loop0 lenny.img
Il comando non fa altro che creare un dispositivo loop, qui si è scelto il numero 0 ma se dovesse essere già occupato (usato da qualche altro programma) è possibile sostituire loop0 con loop1, loop2… (avendo cura di ricordare il cambiamento e riportarlo in tutti i passaggi della procedura).
# kpartx -av /dev/loop0
Lo strumento kpartx non fa altro che leggere la tabella delle partizioni del device specificato e crea un device map per ogni segmento di partizione riconosciuto. Con l’opzione v, viene visualizzato il seguente output che indica quali partizioni sono presenti nell’immagine.
add map loop0p1 (253:0): 0 6731172 linear /dev/loop0 63
add map loop0p2 (253:1): 0 433755 linear /dev/loop0 6731235
add map loop0p5 : 0 433692 linear 253:1 63
Sono state riconosciute 3 partizioni, la prima contiene il filesystem radice / mentre l’altra è una partizione estesa ce serve per memorizzare la swap. Perciò è la prima che interessa: loop0p1.
Ora col comando mount si deve innestare il device map della prima partizione su una directory del host. In questo caso è stato scelto /mnt
# mount /dev/mapper/loop0p1 /mnt/
Ora in /mnt si trovano tutti i dati della macchina virtuale, per cui è possibile inserire file o prelevarli comodamente.
xen-dom0:/# cd /mnt/
xen-dom0:/mnt # ls
bin dev initrd.img media proc selinux tmp vmlinuz
boot etc lib mnt root srv usr
cdrom home lost+found opt sbin sys var
Per smontare il tutto e ripoter adoperare l’immagine è necessario uscire dalla cartella in cui è stato montata la partizione:
xen-dom0:/mnt/boot # cd
xen-dom0:/root #
Ora smontare la partizione dal device map:
# umount /dev/mapper/loop0p1
Dissociare le partizioni dal device map:
# kpartx -vd /dev/loop0
Verrà mostrato un output simile:
del devmap : loop0p5
del devmap : loop0p2
del devmap : loop0p1
L’ultimo passo è liberare la periferica di loop:
# losetup -d /dev/loop0
Spero che questo how to sia stato utile.
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Autore: valent Trackback
Tags: Distribuzioni,OpenVZ,VirtualBox,Xen,kvm,qemu,virtual machine
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Sono molte le tecnologie di virtualizzazione per Linux, alcuni delle quali di uso generale, altre adatte ad ambienti più specializzati.
Scopriamo quali programmi di virtualizzazione open source sono inclusi nelle distribuzioni Linux più usate in questo momento.
Fedora 10, purtroppo non può essere utlizzata come Xen dom0, ma fornisce il supporto per KVM. Sono disponibili il pachetto di VirtualBox. Fedora permette l’uso di OpenVZ. Per attivare il prodotto occorre scaricare un kernel modificato e fare alcune modifiche ai file del sistema operativo.
Per creare Dom0 basati su Fedora scegliere le versioni 8 oppure 9.
Ubuntu (sia 8.04 sia 8.10) offre un’ampia scelta di programmi per la virtualizzazione Linux: Xen, VirtualBox, Qemu + KVM. Non è possibile usare OpenVZ.
OpenSuse 11.1 (e anche versioni più datate) danno la possibilità di usare Xen, VirtualBox, Qemu + KVM, ma non OpenVZ.
Debian (Lenny e Etch) hanno pacchetti ufficiali per Xen, Qemu + KVM e VirtualBox OSE. VirtualBox può essere installata anche usando i file della versione PUEL (non GPL). Sfortunatamente non supporta OpenVZ.
Centos 5.2 (ma anche 5.3) ha un grande rosa di software per la virtualizzazione: OpenVZ, VirtualBox, QEMU + KVM, Xen.
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Autore: Ferro Trackback
Tags: 2.24,Desktop Environment,Ekiga,GNOME Mobile,GNU/Linux,Generale,Gnome,Guide,HowTo,Live,Open Source,Software,Vmware,empathy,foresight,kvm,media,nautilus,news,qemu,tab,virtualizzazione
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Pochi giorni fa, più precisamente il 24 settembre, è stato rilasciato GNOME 2.24, la nuova versione del noto Desktop Environment Open Source. Questa release, oltre alla correzione di tantissimi bug, introduce molte novità. Le caratteristiche principali di GNOME 2.24 sono:
- l’inclusione di Empathy, un nuovo client per la messaggistica istantanea
- una nuova applet del pannello che permette di tenere traccia del tempo che assegniamo ai nostri progetti
- Ekiga 3.0, la nuova versione dell’ottimo programma GNOME per conferenze audio/video su protocollo SIP
- il supporto della navigazione a schede per Nautilus ed altri miglioramenti nella gestione dei file
- l’introduzione di nuovi plugin per la Deskbar di GNOME (calcolatrice, ricerche attraverso Google, ecc)
- nuovi controlli per la risoluzione dello schermo (per migliorare il supporto al secondo monitor)
- il nuovo supporto ai temi sonori, che si possono così installare come i temi di icone
- l’introduzione di tante migliorie al supporto della televisione digitale

E questo è solo un assaggio, con questa versione, è stata migliorata anche la grafica, la navigazione da tastiera, la gestione del mouse e l’accessibilità in genere. Un altra novità importante di GNOME 2.24, è il rilascio della piattaforma di sviluppo GNOME Mobile;
“In GNOME Mobile sono raggruppati i componenti standard del desktop in modo da fornire una piattaforma essenziale sulle cui basi i distributori e gli assemblatori di dispositivi palmari possano creare ambienti di programmazione.La piattaforma GNOME Mobile è il cuore tecnologico di molte piattaforme per dispositivi mobili basati su Linux come Maemo, la ACCESS Linux Platform, la piattaforma LiMo, Ubuntu Mobile, Moblin e Poky.”
Insomma, un rilascio veramente interessante. Qui trovate le note di rilascio in italiano. Questa volta gli sviluppatori GNOME si sono dati veramente da fare nel combinare la stabilità e la regolarità dello sviluppo all’introduzione di nuove funzioni. Basti pensate a quanto gli utenti, stanchi bella navigazione spaziale, hanno dovuto attendere l’introduzione della navigazione a schede (7 anni circa).
Se volete provare GNOME 2.24, senza installare Ubuntu Intrepid Ibex o una distro che lo include, potete utilizzare un GNOME Live Media. Si tratta di immagini virtuali, per VMware e Qemu/KVM, che contengono sistemi Gnu/Linux live (Foresight), messi a disposizione dallo GNOME team per testare GNOME 2.24 (purtroppo però manca Empathy). Ecco come si fa.
Provare GNOME 2.24
Questa è la pagina dei download di GNOME Live Media. Come dicevo, sono disponibili immagini per VMware e Qemu.
VMware
Se disponete di una qualsiasi versione di VMware, non dovete fare altro che scaricare l’archivio dell’immagine, estrarlo ed aprire il file gnome-live.vmx con il programma di virtualizzazione. Chi invece non dispone di VMware Server o Workstation, può, dopo essersi registrato, scaricare da qui VMware Player. Poi, una volta salvato il file .bundle, deve aprire un terminale e dare:
chmod +x VMware-Player-2.5.0-118166.i386.bundle
sudo ./VMware-Player-2.5.0-118166.i386.bundle
naturalmente inserendo il numero della versione scaricata. Dovrebbe così partire la prcedura d’installazione. Una volta terminata l’installazione, basta lanciare VMware Player, cliccare su “Open an existing Virtual Machine” e selezionare il file .vmx contenuto nell’archivio di GNOME Live per VMware.
Qemu/KVM
Se invece si sceglie di usare Qemu, basta scaricare l’archivio e dare:
gunzip gnome-live-2.24.0.hdd.gz
qemu -m 256 gnome-live-2.24.0.hdd
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Autore: jollyr0ger Trackback
Tags: 1973,2007.2,ASU,FSU,FreeRunner,GNU/Linux,Guida,Guide,HowTo,OpenMoko,Software,Ubuntu,definitiva,emulare,installare,neo,qemu
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Tags: AMD-V,Guide,HowTo,Intel VT,Libvirt,Software,Ubuntu,Ubuntu 8.04,Virt-Manager,VirtualBox,Vmware,kvm,news,qemu,virtualizzazione
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Autore: Aleko Trackback
Tags: VirtualBox,kqemu,kvm,os circular,qemu,uml,virtual machine,vmknoppix,xen 3.2
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VMKnoppix è una distribuzione GNU/Linux live x86 creata per poter usare i migliori software per la virtualizzazione dell’hardware senza dover installare niente sul proprio disco rigido.
I programmi sono molto aggiornati, si possono adoperare l’ultima versione di Xen 3.2, QEMU 0.9.1 e KVM 60.
Oltre a questi ci sono VirtualBox, UML (user mode linux), KQEMU. (more…)
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Autore: Filo Trackback
Tags: Kernel,VirtualBox,Vmware,Xen,kernel-based virtual manager,kqemu,kvm,qemu,virtualizzazione
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La versione 2.6.20 di linux introduce un interessante novità. Si tratta del supporto alla virtualizzazione, cioè la possibilità di emulare sul proprio PC uno o più PC virtuali (risorse fisiche permettendo) su cui è possibile far girare altri sistemi operativi. Ebbene i nostri tanto amati sciluppatori di Ubuntu Hardy Heron hanno scelto KVM come focus principale per la virtualizzazione. Anche se l’incorporazione della virtualizzazione integrata era già nei progetti del team solo ora si è giunti ad una decisione. Tra le possibilità c’erano anche Xen, OpenVZ di Parallels, KQEMU, e VirtualBox, trovando in KVM la miglior scelta.
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