mar
25

Django: Python web development

 

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nov
06

Addio Windows Live Messenger?

 

Da stamattina stà cominciando a girare la notizia dell’abbandono da parte di Microsoft di questo client di messaggistica a favore di skype, proprietà sempre di Microsoft, offrendo spero, la possibilità di loggarsi col proprio account msn su skype.

Da un punto di vista affettivo lo vedo come una grande perdita, anche se l’ho odiato agli inizi della mia esperienza su linux a causa della grande assenza di un client definitivo, amsn e gaim se la giocavano ai tempi, poi subentrò mercury, kmess, kopete e un giorno, da un blog di un tizio chiamato marianoguerra cominciò a spuntare un client in python e gtk chiamato emesene, fin dal primo post capii che sarebbe stato il progetto definitivo e cominciai a seguirlo.

Sono sempre stato vicino a questi progetti, in particolare amsn, partecipando attivamente al forum, segnalando bug e richiedendo funzionalità ma dal punto di vista del codice non ho mai potuto e voluto fare niente, visto che era scritto in un linguaggio chiamato TCL ed utilizzava le librerie TK.

Poi ci furono altri avvenimenti, gaim cambiò nome in pidgin per via di alcuni problemi di brevetti sui nomi e non so perché ma dopo il cambio di nome ha subito un’accelerata nello sviluppo e nell’implementazione di funzioni.

(Da parte mia c’è stato anche un cambio parallelo di protocollo, passando da msn a jabber, con l’OTTIMO client gajim)

Un giorno sbucò emesene, che come ho detto usava python + gtk, ho cominciato subito a seguirlo e a contribuire con le traduzioni, posso affermare che è stato questo progetto a spingermi ad imparare il python, di cui avevo sempre sentito parlare bene (e ne sento in continuazione ancora adesso) e cosi sono arrivato (e per me è molto) persino a scrivere un plugin, molto semplice, o una mia versione di cui avevo modificato l’interfaccia.

Altri eventi degni di nota furono il mai raggiunto accordo tra amsn e emesene di realizzare un unico progetto, ovvero amsn2 scritto in python e multi-librerie grafiche, ovvero qt, gtk, tk, efl, e ncurses (che inutile spreco di risorse). Il progetto è stato creato ma è stato sviluppato solo dai programmatori di amsn, e tra l’altro mai rilasciato (ancora oggi è un progetto morto, malgrado le smentite degli sviluppatori).

Mentre emesene2 invece è stato rilasciato alla grande, molto più snello e ben scritto (stando agli esperti) della versione precedente, certo, qualcosa l’ha perso, come il supporto ai tanti plugin o alcune funzioni, ma ne è valsa la pena.

Un’altra particolarità di emesene2, che però non ho apprezzato molto, è il passaggio ai log memorizzati in un database, che per leggerli bisognava loggarsi, è su questo punto che ho realizzato alcuni esperimenti, con in mente un solo obiettivo, interoperabilità.

E così per iniziare ho scritto uno script in python per unire due diversi file di log della stessa persona (generati dal client Microsoft) in un solo file, inoltre era mia intenzione modificare emesene affinchè utilizzasse lo stesso formato del client Microsoft per la scrittura dei log, ovvero il formato standard XML, visualizzabile da client o da un qualsiasi browser.

Inoltre mi sono interessato anche a questo progetto, emesene-logviewer, per la visualizzazione dei log senza effettuare il login, in modo da integrare i miei lavori in esso.

(Ah grazie ad emesene ho anche scoperto l’utilissimo google groups, utilizzato in questo caso come forum o mailing list.)

Sembra che però tutte queste “avventure” stiano per giungere alla fine, dal momento che, a partire da adesso, ogni ulteriore sforzo potrebbe non avere un futuro certo se non essere del tutto vano.

Personalmente credo che lascerò perdere tutto, e comincerò a pensare ad un modo per salvare emesene, ad esempio quest’ultimo supporta tranquillamente gtalk, facebook e jabber (in realtà i primi due si appoggiano alla rete jabber)

La lezione da tutto questo è la seguente, ancora una volta si vede come il software proprietario è dannoso, perché spenti i server Microsoft la rete msn, che è centralizzata, muore. Se invece si fosse usata la rete open jabber, lo spegnimento dei server non avrebbe causato il benché minimo problema, dal momento che non esiste un server unico. Per farvi un esempio, SE facebook attivasse una particolare funzione sui server (transport? non ne sono sicuro) e gmail pure, un utente gmail potrebbe aggiungere tranquillamente uno facebook tra i suoi contatti di chat, senza essere registrato a facebook, e ciò secondo me è favoloso.

Vi lascio con qusta citazione, direttamente da wikipedia:

The architecture of the XMPP network is similar to email; anyone can run their own XMPP server and there is no central master server.

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set
09

Humble Bundle rilascia un impaginatore di query per GQL su App Engine

 

Logo di Google App EngineHumble Bundle – il popolare progetto indipendente per la distribuzione di giochi, applicazioni e contenuti multimediali al prezzo che s’è disposti a pagare – utilizza per strutturare il proprio sito un particolare impaginatore di query, GAE Paginator, dedicato a Google App Engine con GQL. Paul Craciunoiu, ex sviluppatore di Mozilla e ingegnere di Humble Bundle, ha rilasciato i sorgenti di GAE Paginator sotto licenza MIT affinché lo strumento possa essere usato da terze parti. Scritto in Python, è integrabile in Django o Jinja2.

L’impaginatore di query serve, nella circostanza, per la generazione delle pagine del catalogo di Humble Bundle — ripartendo gli elementi da visualizzare in gruppi: integrato in un template di Django o Jinja2, GAE Paginator crea i link alle pagine generate perché non sia necessario calcolarle a priori. Le raccolte di prodotti offerte dal portale hanno un numero variabile di elementi e le informazioni sui contenuti sono memorizzate in un database basato su GQL, una variante di SQL concepita espressamente da Google per App Engine.

Ospitati da GitHub, i sorgenti di GAE Paginator possono essere modificati per funzionare con dei framework in Python diversi da Django e Jinja2: tra le funzioni dell’impaginatore esiste la possibilità di predire un dato numero di duplicati per migliorare la ripartizione delle singole query — qualora le caratteristiche definite dal raggruppamento non fossero univoche. In futuro, potranno essere specificate multiple proprietà aggirando i limiti del database di App Engine e il caching degli oggetti potrebbe subire delle modifiche.

Via | Humble Bundle

Humble Bundle rilascia un impaginatore di query per GQL su App Engine é stato pubblicato su Ossblog.it alle 13:00 di domenica 09 settembre 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.

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giu
09

PyBossa, una soluzione per progetti di micro-tasking in crowdsourcing

 

Open Knowledge Foundation (OKFN)PyBossa è uno strumento, realizzato da Open Knowledge Foundation (OKFN), orientato a generare progetti di micro-tasking che richiedano l’interazione degli utenti per classificare determinati oggetti. Il funzionamento è molto più semplice di quanto l’altisonante definizione in inglese lasci pensare: un’applicazione pone delle domande elementari su fotografie, stringhe di testo o mappe geografiche e gli utenti rispondono collaborando in crowdsourcing. La piattaforma è in Python e s’ispira a Bossa, una soluzione creata a Berkeley.

Per riassumere le tre applicazioni più comuni che possono essere create con PyBossa, possiamo citare altrettanti servizi erogati da famosi servizi sul web. Google, ad esempio, utilizza il crowdsourcing per affinare l’algoritmo di ricerca delle immagini: gli utenti visualizzano i risultati — e decidono se sono pertinenti o meno. Facebook, invece, sfrutta questo meccanismo per la traduzione dell’interfaccia. Infine, Foursquare permette di modificare il posizionamento geografico dei luoghi indicati sulla mappatura di OpenStreetMap.

Il significato di PyBossa è quello d’applicare lo stesso metodo ai servizi che distribuiscono open data, utilizzando l’interazione umana per migliorare le informazioni già computate da un elaboratore elettronico. OKFN ha rilasciato il codice sorgente della piattaforma su GitHub, scegliendo la licenza AGPLv3. L’interfaccia web di PyBossa consente di creare le proprie applicazioni, senza la necessità di configurare un server: chi ne disponesse può comunque optare per un’installazione locale di PyBossa maggiormente personalizzata.

Via | The H Open

PyBossa, una soluzione per progetti di micro-tasking in crowdsourcing é stato pubblicato su Ossblog.it alle 13:00 di sabato 09 giugno 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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giu
08

[Python] Classifiche europei 2012

 

In questi giorni ho buttato giù 2 righe di codice per creare un programmino che visualizzi le classifiche delle partite degli europei 2012, mi piacerebbe che salvasse i risultati in modo da poterli visualizzare anche offline, e che se ne stia bello nella tray mostrando notifiche quando inizia un match. Ovviamente il tempo stringe non so se riuscirò ad implementare queste feature…

Immagine

Lo so, non ci sono ancora le bandierine.

Chi è interessato trova il codice qui:

https://github.com/Fabioamd87/europei.git

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giu
06

[Python] Rimuovere caratteri speciali da stringhe ( , ), differenza script/interprete

 

Ho appena scoperto, dopo aver passato piu di mezz’ora a smadonnarci che rimuovere un ‘
’ da una stringa nell’interprete python è diverso dal rimuoverlo in uno script.

nel primo caso bisogna dare ad esempio

‘stringa con
’.strip(‘
”)

se invece il codice lo state dando all’interno di un file di testo bisogna prestare attenzione perché la stringa
viene interpretata come un’andata a capo e quindi va indicata con il doppio \

‘stringa con
’.strip(‘\n’)

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giu
06

Lars Wirzenius ha rilasciato, dopo sei anni, la versione 1.0 di Obnam

 

ObnamObnam – uno strumento a riga di comando concepito da Lars Wirzenius – è arrivato, finalmente, alla versione 1.0: lo sviluppo era iniziato già nel 2006. Il programma è scritto in Python, perciò può essere utilizzato su qualunque sistema operativo supporti questo linguaggio, ma il target predefinito è Linux e Wirzenius distribuisce dei pacchetti per Debian “Squeeze”. Obnam 1.0 è incluso nei repository ufficiali di “Wheezy” ed esiste un PPA su Launchpad gestito da Chris Cormack per effettuare l’installazione in Ubuntu dalla 12.04.

Wirzenius ha pensato di realizzare Obnam – che, per inciso, significa OBligatory NAme – perché insoddisfatto delle soluzioni a propria disposizione per il backup dei dati. Occorre considerare che, se nel 2006 le funzionalità di Obnam erano innovative, oggi esistono numerose alternative che sono altrettanto valide: il programma prevede un sistema a snapshot che supporta le copie incrementali e la de-duplicazione. I backup sono criptati sfruttando GnuPG e il codice sorgente di Obnam 1.0 è rilasciato con licenza GPLv3 o successiva.

La speranza di Wirzenius è che il rilascio della versione 1.0 invogli qualche altro sviluppatore a occuparsi di Obnam, affinché possa “crescere” più in fretta — e acquisire quegli strumenti che ancora gli mancano. Creare, aggiornare e ripristinare i backup con Obnam è davvero semplice: se ottenesse un’interfaccia grafica, Obnam 1.0 potrebbe essere molto utile. Magari, implementando le funzionalità di file system come Btrfs, ReFS e ZFS. Obnam, infatti, integra una libreria per utilizzare la struttura a b-tree dei dati in Python.

Via | The H Open

Lars Wirzenius ha rilasciato, dopo sei anni, la versione 1.0 di Obnam é stato pubblicato su Ossblog.it alle 15:00 di mercoledì 06 giugno 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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gen
10

Kivy ha creato Python for Android, un nuovo ambiente per lo sviluppo

 

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PythonPython for Android è un nuovo progetto di Kivy, una libreria open source per creare dei programmi sui dispositivi portatili equipaggiati col multi–touch. Questo strumento permette di realizzare delle distribuzioni personalizzate del linguaggio, da utilizzare con le proprie applicazioni. Al momento, funziona esclusivamente con Kivy.

È stato provato soltanto con Ubuntu 11.10 (Oneiric Ocelot): Python for Android non è l’unico progetto per utilizzare il linguaggio nelle applicazioni del sistema operativo di Google. Probabilmente, è il più completo — a patto d’appoggiarsi a Kivy. Tra gli altri è il primo strumento a supportare il bootstrap personalizzato di Python.

Se un fork di Python for Android prevedesse un metodo alternativo per il bootstrap, il progetto potrebbe funzionare a prescindere da Kivy. Allo stato attuale, questo strumento è orientato ad applicazioni che implementino OpenGL ES 2.0, utilizzato – in particolare – nei giochi. È un punto di partenza per “qualcosa” di più ambizioso.

Via | Mathieu Virbel

Kivy ha creato Python for Android, un nuovo ambiente per lo sviluppo é stato pubblicato su Ossblog.it alle 08:00 di martedì 10 gennaio 2012.

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dic
25

Calypso, un nuovo server per CalDAV/CardDAV/WebDAV, da Keith Packard

 

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Distributed Authoring and Versioning (DAV)Calypso è un nuovo calendar server, concepito da Keith Packard, che supporta CalDAV/CardDav su Linux e Android. Derivato da Radicale – del quale condivide la licenza, GPLv3 – è essenzialmente un tentativo di sostituire la gestione delle attività e dei contatti sugli smartphone. Un modo per avere il controllo totale dei propri dati.

È scritto in Python come Radicale. Packard non considera ancora Calypso un prodotto a sé. Piuttosto, è un’estensione di Radicale che prevede il supporto aggiuntivo di CardDAV e WebDAV. Al contrario di Radicale, al momento Calypso non è in grado di gestire i calendari generati con aCal: quest’ultimo è un client di CalDAV per Android.

La nascita di Calypso è dovuta a una lunga esperienza di Packard coi calendar server degli smartphone più recenti. Iniziata con SyncML per Linux su Nokia S40 e N900, l’avventura di Packard è continuata su webOS. Essendo incerto il futuro del sistema operativo di HP, Calypso è, invece, orientato ad Android: una scelta comprensibile.

Meno accurata la scelta del nome: volendo includere il prefisso cal– Packard ha optato per Calypso. Però, il nome della ninfa cantata da Omero andrebbe traslitterato dall’alfabeto greco con la lettera “k” come iniziale. A dispetto della prima implementazione limitata a Linux ed Evolution, Calypso può estendersi a qualunque risorsa.

Radicale, infatti, può essere installato e configurato su tutti i sistemi operativi desktop e mobile. CalDAV e CardDAV sono dei protocolli definiti dalla Internet Engineering Task Force (IETF): il binomio tra Linux e Android è soltanto una comodità – dovuta al fatto che quest’ultimo proponeva già i client CalDAV–Sync e CardDAV–Sync.

Calypso, insomma, permette di creare subito dal terminale uno o più calendari da sincronizzare con Evolution e i dispositivi con Android allegando eventuali informazioni sui contatti. In futuro, Calypso potrebbe ottenere delle estensioni per altri sistemi operativi Linux–based sugli smartphone o addirittura per iOS e Windows Phone.

Via | Keith Packard

Calypso, un nuovo server per CalDAV/CardDAV/WebDAV, da Keith Packard é stato pubblicato su Ossblog.it alle 09:00 di domenica 25 dicembre 2011.

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dic
21

EMeSeNe potrà sfruttare il protocollo XMPP di Windows Live Messenger

 

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eXtensible Messaging and Presence Protocol (XMPP)È di particolare attualità il passaggio al protocollo eXtensible Messaging and Presence Protocol (XMPP) da parte di Windows Live Messenger. Riccardo Bortolato, uno sviluppatore di EMeSeNe, ha cominciato a lavorare alla transizione sul client non ufficiale per Linux, Mac OS X e Windows. Non è tanto semplice quanto potrebbe sembrare.

GNOME ha dichiarato di prevedere il supporto di Messenger via XMPP con Empathy 3.4. L’ostacolo – per entrambi – è costituito dalla registrazione su Windows Live con OAuth 2.0: l’autenticazione non avviene con username e password, ma con un token autorizzato da Microsoft. Un po’ come succede per le applicazioni di Facebook o Twitter.

Bortolato non prevede di proseguire in prima persona il lavoro per portare WLM su XMPP: il codice prodotto è servito soltanto ad avere un’idea dell’integrazione con Python. Chi volesse fare altrettanto può sfruttare l’identificativo registrato per EMeSeNe. Prima o poi il passaggio diventerà “mandatorio” e il client dovrà adeguarsi.

Via | EMeSeNe

EMeSeNe potrà sfruttare il protocollo XMPP di Windows Live Messenger é stato pubblicato su Ossblog.it alle 13:00 di mercoledì 21 dicembre 2011.

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nov
22

PyPy arriva alla 1.7, un Python sempre più veloce

 

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PyPy logoRilasciata la versione 1.7 di PyPy. Molte correzioni per questo rilascio e, come al solito, enormi passi avanti dal punto di vista delle prestazioni. PyPy è un interprete e compilatore JIT nato come alternativa all’interprete Python per la versione 2.7.1. Per questa release gli sviluppatori hanno puntato all’ampliamento delle aree che forniranno performance superiori. Un processo che sta portando risultati notevoli.

La riscrittura di un interprete Python non è cosa da poco. Lo sviluppo di PyPy utilizza un approccio per approssimazioni successive: il set di funzioni e librerie implementate con i criteri di efficienza indicati aumenta, seppur lentamente, di versione in versione. Per questa fase si possono registrare miglioramenti, rispetto alla 1.6, che vanno dal 30% con punte del 2.000% (in pratica, 20 volte).

Per una visione più chiara sulla compatibilità fornita è possibile consultare l’apposita sezione del sito degli sviluppatori. Certamente non è possibile utilizzare PyPy con la tranquillità del normale interprete Python: molti comportamenti non sono ancora del tutto aderenti allo standard e ci sono ancora numerosi side-effects che portano l’interprete a comportarsi in maniera lievemente differente da quanto ci si aspetterebbe.

Nonostante tutto, la valenza tecnologia di PyPy è notevole se si pensa che framework complessi come Django vengono eseguiti senza particolari accortezze e che il metro di misurazione sul quale vengono effettuati i test è CPython. C’è da sperare che la crescita di PyPy darà un contributo importante all’espansione di Python.

Via | LWN

PyPy arriva alla 1.7, un Python sempre più veloce é stato pubblicato su Ossblog.it alle 16:00 di martedì 22 novembre 2011.

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nov
17

Camelot 11.11.16, un framework Python per lo sviluppo RAD

 

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Rilasciata la versione 11.11.16 di Camelot. Questo rilascio introduce un nuovo metodo nella definizione delle azioni, che utilizza il meccanismo degli “iteratori” per comunicare tra il model e la view (GUI). Inoltre sono state implementate la compatibilità con PySide e la creazione ritardata dei widget posizionati su schede, migliorando così le prestazioni per interfacce complesse. Disponibile anche la traduzione in italiano. Finalmente.

Camelot è un framework per lo sviluppo RAD rilasciato sotto due licenze: GPL2 oppure commerciale per progetti in cui le condizioni della GPL non vengono rispettate. Camelot poggia il suo funzionamento, oltre che su Python, anche su Sqlalchemy e Qt. Un progetto di chiara ispirazione Django con una vocazione al data-driven grazie alla presenza di Sqlalchemy.

Sviluppare con Camelot consiste nel definire il modello dei dati per poi, alla maniera Django Admin, gestire le interfacce. La gestione GUI beneficia anche dell’ereditarietà e di un set corposo di elementi grafici complessi che consentono uno sviluppo ad un alto livello di astrazione. L’ideale per chi vuole occuparsi più della logica business che di dettagli tecnici.

La “responsività” viene mantenuta anche nelle elaborazioni con una elevata mole di dati. Scalabilità, che affiancata all’integrazione con i prodotti Microsoft Office, fanno di Camelot un eccellente banco di lavoro per applicazioni enterprise. Un framework da provare assolutamente.

Via | OpenSourcePixels

Camelot 11.11.16, un framework Python per lo sviluppo RAD é stato pubblicato su Ossblog.it alle 19:00 di giovedì 17 novembre 2011.

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nov
10

Qualche benchmark su Vala, dopo la scelta di Canonical per Zeitgeist

 

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ZeitgeistGli sviluppatori di Canonical e Collabora, i principali sponsor di Zeitgeist, hanno optato di recente per la sostituzione di Python con Vala. Una scelta che non ha fatto discutere soltanto su queste pagine. J. P. Lacerda, coinvolto nel progetto, ha pensato così di ripubblicare alcuni benchmark comparativi sulle prestazioni di Vala.

I risultati, effettivamente, mostrano un discreto boost prestazionale. Tuttavia, il confronto non può essere effettuato con Python: vala-benchmarks, lo strumento utilizzato, paragona il linguaggio a C, C++ e C# (Mono). Per quanto possa convincere, non ha molta attinenza con Zeitgeist. Il miglioramento più evidente è rispetto a Mono.

Lacerda non cita esplicitamente il passaggio a Vala di Zeitgeist, eppure è difficile che si tratti soltanto d’una coincidenza. La scelta di Vala asseconda l’inserimento di ulteriori componenti da GNOME3 in Ubuntu/Oneiric: l’aggiornamento di Zeitgeist, infatti, non sarà disponibile sui rilasci precedenti. Valuteremo i miglioramenti.

Via | J. P. Lacerda

Qualche benchmark su Vala, dopo la scelta di Canonical per Zeitgeist é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di giovedì 10 novembre 2011.

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nov
04

Zeitgeist è stato tradotto in Vala da Python: una scelta discutibile

 

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ZeitgeistZeitgeist, il logger degli eventi di sistema fortemente voluto da Canonical, è stato tradotto in Vala. La riscrittura coincide con l’esordio della versione 0.9 (attualmente in fase alfa). Finora, Zeitgeist è stato sviluppato in Python: la traduzione comporta tanto una serie di benefici, quanto alcuni bug da risolvere al più presto.

Michal Hruby ha spiegato che il cambiamento comporta una riduzione dei tempi d’avvio di Zeitgeist. Per il resto, il database e la Application Programming Interface (API) per D–Bus sono rimasti invariati. Il nuovo Zeitgeist richiederà soltanto un aggiornamento di GNOME Activity Journal, che risulterebbe compromesso dalla transizione.

Concepito per Unity, Zeitgeist progredisce su GNOME Shell: il passaggio a Vala evidenzia il costante avvicinamento, a livello di codice, tra le interfacce. Tuttavia, la transizione ha corrotto la Full–Text Search (FTS) di Zeitgeist e il porting su KDE non beneficerà dell’utilizzo di Vala. Il linguaggio è una “prerogativa” di GNOME.

Via | Seif Lotfy

Zeitgeist è stato tradotto in Vala da Python: una scelta discutibile é stato pubblicato su Ossblog.it alle 10:00 di venerdì 04 novembre 2011.

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ago
21

GUI Miner, uno strumento open source per guadagnare fondi su BitCoin

 

BitCoinGUI Miner è un’interfaccia grafica realizzata per il PyOpenCL BitCoin Miner, un’applicazione per guadagnare crediti nella moneta virtuale di BitCoin. Sia la GUI, sia il programma sono open source (e lo è persino il sistema di BitCoin): a dispetto del nome, GUI Miner può utilizzare backend differenti da OpenCL per generare i crediti.

BitCoin è un sistema di micro-pagamenti in valuta virtuale, paragonabile a Flattr, che si basa sul concetto del peer-to-peer. Per ottenere dei crediti esistono sostanzialmente due modalità: l’acquisto con moneta corrente, oppure la generazione attraverso il “mining”, una soluzione che deve il proprio nome all’attività dei minatori.

Non è semplicissimo capire il funzionamento di BitCoin: la valuta cambia di valore un po’ come le azioni in borsa. Il mining per accumulare crediti avviene sfruttando il potere di calcolo dei processori. Oltre a OpenCL su AMD/ATI, GUI Miner supporta CUDA su nVidia: in alternativa sfrutta la CPU. Tutte le opzioni sono configurabili.

Via | MakeUseOf

GUI Miner, uno strumento open source per guadagnare fondi su BitCoin é stato pubblicato su Ossblog.it alle 17:30 di domenica 21 agosto 2011.

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