Alcune applicazioni KDE utili ma non installate in maniera predefinita
Ultimamente sto usando l ambiente desktop KDE sul sistema operativo Debian. Trovo che sia abbastanza completo, però anche installando il metapacchetto kde-full alcune applicazioni utili per specifici compiti non sono installate. Di seguito riporto un elenco di applicazioni per l ambiente desktop KDE non installate in maniera predefinita in Debian. Questo elenco, che potrebbe essere ampliato in futuro, serve soprattutto a me come promemoria, però spero che possa risultare utile anche a qualcun altro.
- Gestione Bluetooth: bluedevil;
- fare foto con la webcam: kamerka;
- registrazione audio dal microfono: audacity (in realtà audacity non è un programma specifico per KDE e fa anche molto altro rispetto alla semplice registrazione, ma non sono a conoscenza di alternative per questo ambiente desktop).
Se avete consigli per altri programmi, lasciate un commento.
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C’è chi lo ama e c’è chi lo odia ma l’indicatore dei messaggi presente nelle ultime versioni di Ubuntu è sicuramente un’idea innovativa e interessante.
Immettiamo il numero di chiave FA2725F5 che corrisponde all’autore del repository.
Verrà trovata una chiave soltanto a nome Launchpad Wallpaper Stacks, cliccare sulla chiave ed esportarla mediante l’icona di salvataggio posta in alto. Salvando il file all’interno della propria cartella Home, sarà più facile da ritrovare successivamente.
Per importare la chiave crittografica avviare l’applicazione Sorgenti software dal menu Sistema ? Amministrazione e spostarsi sulla scheda Autenticazione.
Nella stessa finestra Sorgenti software spostarsi alla scheda Altro software e premere il pulsante Aggiungi.
Fatto ciò, il repository è stato aggiunto, chiudere la finestra dal pulsante Chiudi e quando sarà richiesto, aggiornare i repository premendo su Ricarica.
Al termine dell’operazione sarà possibile installare il software tramite Ubuntu Software Center. Il pacchetto si troverà col nome Thunderbird Indicator, eseguire l’installazione normalmente.
Al ricevimento di un nuovo messaggio, oltre a diventare verde la bustina del menu indicatore dei messaggi, sarà mostrata anche la notifica nello stile moderno di Ubuntu.
Basterà togliere la spunta da Mostra un avviso per non ricevere più le notifiche classiche di Thunderbird. Non sarà neanche necessario riavviare l’applicazione.
Il comportamento predefinito di Firefox quando si apre un documento PDF è quello di richiedere il salvataggio o l’apertura con un visualizzatore esterno, mentre gli utilizzatori di Adobe Reader sono normalmente abituati a vedere i files PDF direttamente all’interno del browser, senza scaricarli e avviarli con un programma separato.
E’ necessario creare il file di configurazione di mozplugger, per far ciò è possibile premere ALT+F2 e scrivere:
Compilare i campi come nella figura e indicare nel percorso la propria cartella home, una volta trovato il file pluginreg.dat cliccare col pulsante destro ed eliminarlo spostandolo nel cestino.
Riavviare Firefox e verificare nelle preferenze alla voce Applicazioni che il formato PDF sia associato a MozPlugger come mostrato sopra.
Cliccando sul plugin MozPlugger accanto si vedrà il pulsante per disattivarlo.
In questa pagina si dovrà verificare il percorso del file di configurazione, qui indicato con /home/ubuntu/.mozilla/mozpluggerrc. Se dovesse essere differente (a parte il nome utente ubuntu) come /etc/mozpluggerrc, allora si è commesso un errore nella creazione del file di configurazione, ripetere il passaggio.
Osservando le proprietà del server VPN, nella scheda Generale si possono osservare il pool di indirizzi rilasciati ai client che si collegheranno (172.27.132.0/24) sia la Fingerprint (96:2a:b6:…) che servirà per identificare il certificato crittografico.
Sulla scheda Avanzata invece sarà possibile vedere la porta sulla quale il server VPN è in ascolto e inoltre sarà possibile configurare le rotte che verranno aggiunte automaticamente ai client che si collegheranno.
E’ stato inoltre configurato un tunnel chiamato Interna che consente di far transitare gli utenti connessi in VPN dalla sottorete 172.27.132.x alla sottorete 192.168.10.x.
La prima domanda ovviamente riguarda l’indirizzo del server VPN a cui collegarsi, è possibile inserire l’indirizzo IP oppure il nome del suo DNS.
Verrà richiesto se rilevare automaticamente la fingerprint dal server VPN, rispondere con Sì per procedere all’autorilevazione.
Sarà automaticamente trovata la fingerprint che avevamo configurato sul server: 96:2A:B6:...
Dopo l’accettazione della chiave sarà richiesto il nome utente con cui autenticarsi sul server VPN. Ovviamente l’utente qui indicato deve esistere sul server VPN ed essere autorizzato al collegamento VPN. Rivolgersi all’amministratore del server per farsi rilasciare le credenziali di accesso.
Segue la naturale richiesta della password per l’utente appena inserito. Prestare attenzione alla digitazione poiché non sarà richiesta la verifica della password. Se si dovesse sbagliare qualcosa nella configurazione, sarà possibile rilanciarla come spiegato in fondo all’articolo.
Un server iSeries/AS400, non direttamente esposto su internet ma a disposizione soltanto degli utenti della LAN e gli utenti VPN autorizzati. E’ stato utilizzato il client
Avviamo una connessione RDP a un server Windows utilizzando direttamente il suo indirizzo IP privato 192.168.10.1.
Il server Windows richiede le credenziali di accesso ma è perfettamente funzionante, ciò che vediamo infatti è la schermata di accesso sul server.
Ovviamente è possibile collegarsi anche a server Linux attraverso SSH utilizzando il visualizzatore di desktop remoti.


