feb
04

Miui è open source

 

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lug
31

Il mio contributo al mondo Open Source

 

Da oggi è disponibile nel menu in alto la pagina Contributi che mostrerà il mio contributo al mondo Open Source, quanto più aggiornato sia possibile.

Non si tratta di autoproclamazione o vanità ma ritengo utile e interessante se chiunque abbia un sito o un blog presenti un elenco dei suoi contributi al mondo Open Source.

Mi farebbe piacere se anche altri accogliessero l’invito e pubblicassero una pagina con i propri contributi, linkerò volentieri qui le loro pagine purché ovviamente contengano contributi dimostrabili e riguardino l’Open Source.

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gen
29

E poi mi vengono a dire…..

 

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Questioni di lavoro e poche novità degne di nota fanno passare la voglia…..

Ok ragazzi lo so a cosa pensate…..ma questo non scrive più, che gli è successo?

Non vi preoccupate, se mai aveste pensato di farlo, vi posso rassicurare che il bastardo egocentrico che si aggira da tempo dietro le pagine di questo blog è in buona salute ma ultimamente si è messo in testa di buttarsi in una avventura che forse lo porterà lontano o forse, più verosimilmente, lo porterà alla disfatta totale.

Staremo a vedere  ma nel frattempo cosa succede nel panorama gelido delle terre abitate dai pinguini?

Sarà che sono stato un po con la testa in altre cose ma i radar della mia base non sono stati in grado di captare informazioni succulente come quelle che qualche tempo fa passavano nei meandri della rete.

Una cosa però mi è saltata all’occhio, il verbo open sembra arrivare anche dove mai avremmo pensato prima.

Esempio numero 1

Torno a casa dal lavoro e mentre mi preparavo ad addentare in modo vorace un’ottimo spaghetto alla carbonara quasi mi viene un infarto sentendo parlare, in un telegiornare nazionale, di Arduino ovvero la nota piattaforma hardware completamente Open made in Italy.

Mai stupore fu più grande in me, si parlava di Open, si parlava di hardware e tutto in un tg che va in onda in una delle fasce di orario da sempre più seguite.

Esempio numero 2

Mi arriva una mail, una proposta per andare a tenere un talk inerente il mondo del software open all’interno di quello che possiamo definire un workshop/convegno promosso da una scuola superiore con la collaborazione, e sotto la forte spinta, di alcuni imprenditori della zona che vogliono saperne di più per valutare un loro eventuale passaggio a tali diavolerie aperte.

Ecco quindi la dimostrazione pratica di quello che affermo da tempo, divulgare è importante ma è ancora più importante divulgare nei canali giusti e nelle teste giuste.

Mentre il governo si muove con tecnologie vecchie e mezzi sempre più chiusi la popolazione sembra che inizi a capire quale potenzialità si nasconde nel “nostro” lavoro.

Sempre più spesso mi chiedo quindi quali competenze abbiamo alcuni soggetti che occupano poltrone importanti come quelle di un ministero dell’innovazione pubblica che di fatto sembra un apparato statale per la promozione all’inviluppo delle nuove tecnologie.

Parliamo di PEC, ovvero posta certificata che da gratuita e libera per ogni cittadino sembra che stia diventando, e fidatevi lo diverrà, appalto di un solo ente (leggi Poste Italiane) e per di più a pagamento.

Ma soluzioni completamente Open sono difficili da proporre?

Ma no in Italia no, in Italia ce ne usciamo con la storia dell’equo compenso che porta aziende e privati a pagare euro sonanti per l’acquisto di un hard disk o di una chiavetta o di un memoria sd per la propria macchina fotografica.

Alcuni dubbi su tale tassa abusiva:

  1. se io acquisto un supporto che dopo qualche tempo si rompe devo pagare la tassa due volte? Ovviamente si, ma se pensiamo che la tasse è un balzello posto a difesa del diritto di autore perchè devo pagare due volte per una stessa cosa.
  2. chi dice che io acquisti detta merce per contenere audio e video pirata, non posso acquistare un SD solo per contenere delle foto scattate personalmente da me con la mia personalissima fotocamera?
  3. se la legge sancisce il diritto alla copia privata a patto di essere in possesso dell’originale perchè dovrei sborsare altri soldini per avere il benestare della SIAE ad effettuare tale operazione lecita e consentita dalla legge?

Forse farei prima a fare come il nostro caro Luca Barbarechi, o chi per lui, che prima di ogni trasmissione pensa bene di farsi un giretto su Spinoza per fregare le battute di turno al fine di spacciarle come le proprie all’interno del suo show.

Ma per fortuna che a tutto questo c’è un rimedio……la class action….ma all’italiana che solo a leggerla fa ridere anche i polli visto quanto vincolata e poco seria.

Tranquilli su di noi, e sulle vostre connessioni, vigilano personaggi seri che, senza alcun rispetto per la legge, si sono permessi di tracciare e monitorare le connessioni di alcuni utenti Telecom rei di aver scaricato film e musica.

Buonsenso…..sembre che nel nostro stivale ne sia rimasto veramente poco.

Ciao a tutti.

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dic
18

Al Cern solo Open source

 

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Il CERN di Ginevra si serve dal mondo open

Il CERN di Ginevra è forse attualemnte considerato come il più grande laboratorio di ricerca scientifica del mondo, migliaia di terminali, attrezzature e software che collaborano, sperimentano e producono dati da analizzare con altrettante infrastrutture.

Un enorme capitale di conoscenza, ma non solo, che sembra scaturire in buona parte dal mondo open.

In una recente intervista al prof. Giovanni Organtini, professore di Fisica Sperimentale all’Università di Roma “Sapienza”, pubblicata qui è scaturito uno spaccato molto significativo dell’adozione del software open all’interno del progetto CERN.

L’elogio dei sistemi aperti è in apertura d’articolo, flessibilità, adattabilità alle esigenze del caso e quindi estrema personalizzazione sono i punti di forza che fanno optare questi grandi centri di ricerca per l’uso di sosftware aperto.

Come dichiarato dallo stesso accademico lo sforzo necessario per garantire questi risultati da parte di una azienda software è pressochè impossibile da effettuare visti anche i costi proibitivi che si verrebbero a creare.

Il finale dell’articolo affronta uno dei temi da sempre caldi delle università italiane ovvero quello dei “Baroni”.

Uno scritto interessante con il punto di vista di un accademico di indiscusso prestigio.

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Ciao a tutti.

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dic
11

Prime implementazioni delle Web Socket

 

Stando alla notizia apparsa su “The H open Source” nella versione in sviluppo di Google Chrome sono state implementate quelle che vengono chiamate Web Socket, ovvero una nuova tecnologia definita anche “TCP for the Web” che permette una comunicazione bidirezionale tra browser e server tramite la quale la comunicazione non avviene più esclusivamente mediante delle GET o delle POST ma bensì mediante una richiesta di OPEN che permetterà di mantenere il canale bidirezionale aperto fino alla chiusura mediante una CLOSE.
In questo modo il server potrà mandare delle comunicazioni dirette al browser che ha aperto una connection senza una sua esplicita richiesta mediante la GET o la POST.
Anche il team Mozilla è interessato a questo nuovo approccio ma i lavori sono partiti da poco tempo.

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dic
07

Natale open….almeno per le luci

 

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Esperimenti luminosi open in tema natalizio

Cosa fareste con:

  • 3,300 mini luci
  • 3 faretti
  • 1 corda di led
  • 4 LED
  • 1 renna magica

si, avete intuito bene, una grande opera luminosa per abbellire la vostra abitazione e prepararla per il Natale imminente.

Come però tutti sapete ci sono illuminazioni ed illuminazioni e il signore che possiede questa piccola centrale elettrica in lampadine ha deciso di dare un tocco open alla sua creazione grazie ad un po di sano hardware italiano ovvero Arduino.

Il risultato?

Sicuramente criticabile ma è apprezzabile l’iniziativa:

Clicca qui per vedere il video incorporato.

P.S.: post scritto da un tizio che a casa non fa neanche l’albero ed odia piantare illuminazione in giardino…..

Ciao a tutti.

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dic
02

Divulgazione & divulgazione

 

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Tipi diversi di messaggi ma con un unico fine, portare l’open source a tutti

Una corsa è certa, nella nostra società la consapevolezza e la conoscenza rende liberi di scegliere e di non farsi intrappolare all’interno di quella corrente di pensiero che si definisce “la massa”, un flusso imperterrito di idee e pensieri uniformi a quello che vogliono i potenti del paese.

Come è possibile stimolare le coscienze e le menti della massa?

Per prima cosa è necessario un governo illuminato che faccia della pluralità di pensiero e della diversità un punto di forza del proprio operato, purtroppo nel nostro paese, come in moltissimi altri paesi europei del resto, si sta osservando un fenomeno sempre più evidente, un progressivo imbarbarimento dell’intelletto che spinge l’individuo, base essenziale della massa, ad essere sospettoso e diffidente circa tutto quello che è differente dal modo di vedere le cose rispetto alla mandria di popolazione che, come tanti capi ovini, segue rispettosamente il comandante di turno.

La scuola è il secondo soggetto responsabile in questo flusso di non-pensiero, da sempre l’istituzione scolastica ha avuto il compito di educare le nuove generazioni sotto il profilo puramente nozionistico ma non sono da trascurare i valori che tale organismo dello stato dovrebbe inculcare nelle menti dei giovani.

Purtroppo, e questo è un mio personalissimo parere, ci troviamo davanti ad un momento difficile dove le riforme scolastiche non sono ideate per fornire un servizio di maggiore qualità ma sono atte a creare individui non pensanti incapaci di avere un propria opinione in merito a questioni di carattere sociale, politico ed economico.

L’espressione animali da lavoro è quella che immediatamente mi viene in mente pensando a quanta ignoranza dimostra il nostro popolo; badate bene con ignoranza non intendo quella dei libri ma quella che potrebbe diversamente definire come stupida intelligenza.

C’è un terzo ed ultimo soggetto implicato nella questione ovvero “il divulgatore”.

Il divulgatore è un essere umano che possiede la capacità di osservare le cose con spirito critico e senza cadere in odiose categorie che minano la sua indipendenza ed intelligenza.

Sabato scorso ho conosciuto una di queste persone, come già annunciato in queste pagine, lo scorso Venerdì ho partecipato alla conferenza “SOFTWARE LIBERO E OPEN SOURCE: PROSPETTIVE E PROGETTUALITÀ PER LA REGIONE MARCHE E PER LE RETI SOCIO-ECONOMICHE LOCALI” all’interno della fiera Eco&Equo.

In questo contesto ha esposto il proprio pensiero sul mondo open il professor Renzo Davoli dell’Università di Bologna, un signore distinto, dalla voce particolare ma dalla pungente dialettica.

Con fare semplice ed immediato ha esposto un particolarissimo punto di vista sulle ragione del software open parlando di sprechi, ricchezze e di oro grigio ovvero di quella quantità di tempo e pensiero che viene sprecata ogni qualvolta ognuno di noi inizia a creare qualcosa che altri hanno già creato.

Pensieri rivoluzionari anche per quello che concerne le licenze d’uso del software proprietario con una netta distinzione tra quello che è software e quello che è hardware anche nella vita reale; è difficile spiegare tutto in poche righe ma vi invito a cercare maggiori informazioni circa il professore e le sue attività in campo informatico.

Tanto per iniziare vi lascio un link dal quale potrete aderire alla campagna “Libera Software”.

Ciao a tutti.

P.S.: ho intenzione di contattare il prof per vedere se è possibile avere le sue slide…..semplici ma efficaci nello stesso tempo, se riesco ad averle le caricherò nel mio ftp.

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dic
01

Esodo da Wikipedia? Ma no il progetto è in buona forma.

 

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Pareri discordanti sul numero di utenti della più grande biblioteca del sapere online

wikipedia_logo.pngWikipedia è uno di quei progetti talmente complessi, geniali e dannatamente utili per l’umanità che andrebbe dichiarata patrimonio fondamentale della stessa e per questo finanziata a dovere dai governi, dalle aziende e, più in generale, da chiunque possa fornire un contributo economico anche di modeste dimensioni.

La cosa che più sorprende è la socialità del mezzo, utenti sconosciuti, ma esperti in un determinato campo, si mettono in gioco spendendo tempo e risorse personali al fine di rendere il loro sapere disponibile a tutti coloro che sono in grado di navigare tra le pagine della libera enciclopedia on-line.

In questi giorni sembrava che questo idillio fosse destinato al decadimento, una ricerca pubblicata dal Wall Street Journal aveva annunciato un esodo di massa di coloro che con tanta pazienza e dedizione riversano contributi all’interno del progetto.

La ricerca, svolta da Felipe Ortega dell’Università di Madrid, ha rilevato come nel primo trimestre del 2009 circa 49000 utenti di lingua inglese abbiano abbandonato Wikipedia, circa dieci volte tanto quelli che hanno deciso di mollare nello stesso periodo dello scorso anno.

Aspetti legali, rigidità delle regole ed altre motivazioni sono state fornite dai ricercatori per spiegare questo esodo di massa ma nessuno, giornalisti compresi, si è preso la briga di controllare come è stata condotta la rilevazione dei dati.

Wikipedia ha risposto per le rime allo studioso spagnolo fornendo dati contrapposti e criticando il metodo di collezione ed analisi delle informazioni ricavate, la fondazione ammette ovviamente il calo di utente ma si dice preparata da tempo all’evento che per la direzione del progetto era prevedibile e fisiologico.

Nel contempo ecco la nuova “Wikistrategia” ovvero puntare sulla qualità, articoli più completi ed una nuova forma grafica che faciliti la consultazione dei testi, modifiche certamente necessarie visto anche l’incremento di visitatori che ha fatto segnare un +20% negli ultimi 12 mesi.

Tutto lascia presagire ad un completo rinnovo di quella che dovrebbe essere la più grande risorsa di conoscenza umana all’interno della grande rete.

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nov
16

Microsoft ammette: abbiamo violato la GPL

 

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Il colosso di Redmond fa pubblica ammenda ed ammette le sue responsabilità

Non ricordo quando e non ho voglia neanche di aprire una seconda tab per cercare il post nel quale ho scritto della notizia secondo la quale la Microsoft di fatto utilizzato del codice sotto licenza GPLv2 per la creazione di un tool distribuito dalla stessa azienda.

Questa volta sembra che la stessa Microsoft abbia riconosciuto il proprio errore per voce di alcuni tecnici che hanno pubblicamente ammesso la violazione dei termini di licenza GPLv2, il comunicato stampa ha del ridicolo:

“After looking at the code (within the USB tool) in question, we are now able to confirm this (inclusion of improperly licensed GPL v2 code) was indeed the case, although it was not intentional on our part. While we had contracted with a third party to create the tool, we share responsibility as we did not catch it as part of our code review process. We have furthermore conducted a review of other code provided through the  Microsoft Store and this was the only incident of this sort we could find.”

la parte nella quale si accenna alla non intenzionalità della questione è di una ilarità che sfiora il ridicolo, come se un loro programmatore di nascosto si sia fatto un giretto sul web alla ricerca di un pezzettino di codice al lui congeniale.

Ecco però che viene svelato l’arcano alla riga subito inferiore ovvero la scusa del contratto con una terzo per la creazione di un software di questo tipo, c’è da scandalizzarsi perchè non solo una gigante di tali proporzioni si rivolge ad una ditta esterna per la creazione di un “tool da 500 0 600 righe di codice” ma in più vi sono delle notevoli lacune sul controllo qualità dei prodotti in entrata visto che casualmente è sfuggita una porzione di codice open.

Il software in questione non verrà eliminato ma piuttosto ripubblicato con tanto di sorgenti aperti sotto licenza GPLv2 ma, scusate la mia cattiva fede, cosa mi ferma dal pensare che per un piccolo programma contenente codice libero scovato da un blogger non ne esitano un’altra infinità nascosta nei meandri dei prodotti Microsoft??

La risposta è che nulla mi vieta di pensarlo ma che piuttosto mi sento autorizzato a farlo.

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nov
06

Armatevi e programmate

 

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Il software open pronto a sbarcare in forze nel settore difesa degli USA

tux_with_a_gun.jpgPer ora è solo uno studio, una nota che elenca i vantaggi dell’adozione del software a codice sorgente aperto nel campo militare se esso fosse adottato come valido sostituto di quello proprietario ma sembra che la volontà di portare questo tipo di software nella difesa degli USA sia reale e forte.

I primi esempi di questa piccola rivoluzione armata potrebbero essere nei famosi droni ovvero quel tipo di veicoli aerei in grado di manovrare senza pilota a bordo ma solo con l’ausilio di un controllo remoto gestito direttamente a terra da personale specializzato.

Già durante il 2008 una missiva incaricava il ministero della difesa USA di favorire l’introduzione di software aperto per la gestione di questi mezzi di spionaggio che all’occorrenza possono essere usati anche come aerei leggeri da attacco.

Il progetto open del ministero è ospitato all’interno del sito https://www.forge.mil/.

Il documento in questione, oltre ai classici vantaggi riscontrabili nel caso di uso di software open, elenca un vantaggio indiscutibilmente importante in campo militare ovvero il fenomeno di lock-in.

Il lock-in è una pratica commerciale scorretta che impedisce la migrazione di intere piattaforme verso altri fornitori vista l’impossibilità di migrare dati o soluzioni software ad hoc studiate dopo l’adozione del primo prodotto, trattandosi di soldi provenienti dai contribuenti è lecito aspettarsi e pretendere che questo fenomeno sia ridotto al minimo.

Il software open garantisce queste possibilità adottando piattaforme dagli standard aperti.

Oltre a questo vantaggio, che si manifesta in termini di trasparenza verso il cittadino, è da notare come solo nel caso dell’adozione di software open si ha la relativa certezza di avere un programma dalle caratteristiche di sicurezza elevate e da una flessibilità e reattività, a delle condizioni operative mutevoli, che non trova rivali in campo commerciale.

Anche se personalmente non approvo l’uso di armi verso un qualsiasi altro membro della razza umana mi trovo nella condizione di non poter evitare di riconoscere il grande successo che l’open source sta riscuotendo in questo campo.

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nov
05

Lives 1.1.5 per Ubuntu 9.10 Karmic

 

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nov
05

Promozione del software open, ci pensano i grandi del settore

 

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Nasce una lobby del software open con l’intento di fare promozione

opensourceforamerica_logo.jpgSettanta aziende ovvero il numero dei protagonisti di quella che potremmo definire come una lobby commerciale che però si pone come obbiettivo la liberazione della pubblica amministrazione, ma non solo, dal software chiuso che stringe i conti degli enti pubblici in dolorose morse economiche ingiustificate.

L’iniziativa, dal chiaro nome “Open Source for America”, racchiude in se nomi eccellenti del panorama informatico del paese, Google, Amd, Canonical, Novell, Oracle, Red Hat sono, solo per citarne alcuni, tra i maggiori sostenitori dell’iniziativa.

L’interno è chiaro, portare avanti una politica di sensibilizzazione dello stato verso il software open il quale può far risparmiare i cittadini fornendo lo stesso grado di qualità nei servizi, nell’ottica di modernizzazione del paese che il presidente Obama sta portando avanti questa iniziativa sembra destinata a fare grande scalpore e successo.

Non ci si deve fermare solo a questioni più pratiche ed evidenti come i rifiuti o l’energia pulita, il risparmio passa anche nel mondo informatico il quale, anche se nascosto ad i più che lo utilizzano senza essere consapevoli dei suoi costi, andrebbe curato come uno dei comparti vivi e pulsanti dell’economia di una paese sviluppato.

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nov
04

Drupal alla Casa Bianca, le mie considerazioni

 

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Il CMS open direttamente alla corte del palazzo del potere americano

La Casa Bianca è il palazzo del potere americano, anche se il Pentagono avrebbe qualcosa di dire in merito, ed è titolare di uno dei siti più visitati del mondo reperibile all’indirizzo http://www.whitehouse.gov/.

La mole di traffico da sopportare è impressionante ed oltre a delle macchine in grado di reggere questo lavoro i tecnici americano hanno la necessità di una struttura informatica stabile e sicura come piattaforma attraverso la quale pubblicare informazioni.

Recentemente il dito è passato ad una soluzione di natura open ovvero Drupal.

Le motivazioni sono molte ma tra le più importanti possiamo citare la necessità di un risparmio per la gestione del portale ed una affidabilità maggiore grazie ai bug fix che gli stessi utenti Drupal sparsi in tutto il mondo si prodigano a fornire in modo gratuito a tutti gli utilizzatori del CMS il quale così è corretto ed aggiornato in tempi brevissimi.

Ancora una volta sembra che oltre oceano ci sia una forte volontà di cambiare cosa che qui in Italia si manifesta solo attraverso le solite chiacchiere di palazzo.

Mentre negli USA si liberano i sorgenti di siti istituzionali e si passa tutta la macchina amministrativa o quasi a google docs nel nostro paese di predica bene ma si razzola male.

Portali del turismo faraonici dal costo esorbitante che riportano informazioni sbagliate e non sono neanche graficamente decenti, concorsi falsi per forniture software dove le regole escludono a priori soluzioni aperte in favore dell’unica azienda che riesce sempre, molto strano, ad accaparrarsi milioni di euro in contratti…..leggi Microsoft.

Questa è la rivoluzione Brunetta per quel che riguarda il risparmio della PA???

Non ci siamo, sta a noi dimostrare che il nostro lavoro di comunità aperta è degno di essere valutato, utilizzato e supportato adeguatamente dalle amministrazioni comunali fino a quelle più ampio dello stato le quali potrebbero risparmio milioni e milioni di euro e nel contempo erogare al cittadino un servizio più flessibile grazie al pieno supporto degli standard internazionali per quel che riguarda i documenti.

Penso che tutte le rivoluzioni più grandi debbano partire dal basso sta a noi quindi spingere per l’adozione di queste valide soluzioni siano esse OS o CMS o suite da ufficio per l’elaborazione di testi ed altro.

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nov
03

ZFS il file system di prima qualità

 

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ZFS, il file system open della Sun capace di imprese fuori dal comune (video)

ZFS è l’acronimo di quello che nelle intenzioni della Sun doveva essere il Zettabyte File System ormai conosciuto con il suo acronimo.

Questo tipo di file system ha delle capacità veramente notevoli tanto che la stessa Apple pensò tempo fa di adottarlo per il suo sistema operativo OSX.

Senza tediarvi troppo con informazioni di tipo tecnico vi volevo portare a conoscenza di alcuni esperimenti che si sono svolti all’ultimo appuntamento ESC 2009 svoltosi nel mese di agosto.

Anche in questo caso abbiamo a che fase con un acronimo ESC infatti sta per End Summer Camp ovvero un camp di esperti informatici che si ritrovano alla fine della stagione estive per discutere di novità e magari porre delle basi sul quale lavorare durante tutto l’anno che verrà.

In questo frangente una tv locale, tale TelePadova, ha realizzato una intervista al mio carissimo amico Fabio Cazzin il quale ha tenuto un talk su questa meraviglia partorita dai laboratori Sun.

Il talk era diviso in due parti, la prima con lo scopo di elencare e mostrare le capacità del file system mentre la seconda parte…….io la definirei molto sperimentale, a dimostrazione di quanto accaduto è disponibile un filmato a questo indirizzo.

Ora che avete gustato le immagini del filmato sono sicuro che state sbavando sopra la vostra tastiera, sarà il caso di osservare più da vicino questo file system???

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nov
03

Skype open in un futuro ormai vicinissimo

 

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Il noto programma VoIP Skype si appresterebbe a divenire open

Una rivoluzione tanto attesa potrebbe coinvolgere Skype e gli utenti GNU/Linux i quali, entro pochissimo tempo, potrebbero trovarsi nella condizione di poter compilare il famoso software per la comunicazione su VoIP partendo da quelli che sono i sorgenti del software stesso.

Questa è la possibile verità che scaturisce da una risposta non ufficiale rilasciata all’interno delle liste di supporto del software.

Lo stesso tecnico che ha rivelato questa notizia ha poi lasciato intendere che i codici sorgente di Skype potrebbero essere rilasciati a breve, se avete pensato di preparare una bottiglia di pregiata birra monastica per festeggiare risparmiate il prezioso nettare, la discussione ha lasciato intendere come solo il client venga aperto ma non il protocollo di comunicazione il quale resterà blindato come sempre.

Parlando con un amico di questa situazione che si potrebbe venir a creare siamo giunti alla conclusione che lo sviluppo di un client migliore costerebbe degli investimenti che con molta probabilità Skype non è in grado di sostenere vista la brutta crisi finanziaria che la società sta passando, ecco quindi la “genialata” dei boss del gruppo ovvero liberare il codice sorgente per permettere alla comunità open di portare avanti il progetto migliorandolo ed arricchendolo di nuove funzionalità.

Nello stesso tempo Skype si comporterebbe come un semplice fornitore di servizi VoIP liberandosi dagli oneri di sviluppo del client che viene usato per usufruire del suo protocollo blindato.

Scusate ma non mi sento di gioire…..almeno non completamente.

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