mag
13

È disponibile ConnMan 1.0: le API per D-Bus sono considerate stabili

 

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ConnManConnMan 1.0 è stato rilasciato, a poco più di due settimane dalla versione 0.80. Il Connection Manager di Intel ha aggiornato le Application Programming Interface (API) per D-Bus, finalmente considerate stabili: ideale nei dispositivi portatili e integrati, ConnMan è pronto a competere con NetworkManager — soprattutto sul wireless.

Una delle caratteristiche più interessanti di ConnMan è l’utilizzo di oFono – un’infrastruttura open source, sponsorizzata da Intel e Nokia, per la telefonia mobile – nel supporto a GSM, UMTS, CDMA ed LTE. ConnMan 1.0 supporta pure Ethernet, WiFi via WEP o WPA e Bluetooth con BlueZ. Le novità rispetto alla versione 0.80 sono minime.

Più che aggiungere ulteriori funzionalità, ConnMan 1.0 costituisce una “pietra miliare” per lo sviluppo futuro dell’applicazione. Prevedendo già il tethering via USB, Bluetooth o WiFi AP nonché un sistema per il caching dei DNS e la gestione dei proxy ConnMan è davvero completo. Meriterebbe un ruolo più rilevante anche sul desktop.

Via | ConnMan

È disponibile ConnMan 1.0: le API per D-Bus sono considerate stabili é stato pubblicato su Ossblog.it alle 15:00 di domenica 13 maggio 2012.

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mar
23

CodePlex ha inserito il supporto a Git, al fianco di Mercurial e TFS

 

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GitCodePlex, la piattaforma di Microsoft che ospita numerosi progetti open source, ha annunciato l’integrazione del supporto a Git: il Distributed Version Control System (DVCS) realizzato da Linus Torvalds, per il mantenimento di Linux. CodePlex prevedeva già Mercurial – scelto, ad esempio, da Mozilla – e Team Foundation Server (TFS).

TFS è un prodotto di Microsoft che, tra le altre soluzioni, supporta i client di Subversion: rispetto a Git e Mercurial, è un sistema centralizzato. Perché CodePlex ha scelto d’assecondare la richiesta degli utenti, aggiungendo proprio Git? È una risorsa «cruciale» per lo sviluppo ed è utilizzato internamente dalla stessa Microsoft.

Chi intendesse mantenere un progetto su CodePlex, quindi, ha due varianti con tre risorse per il controllo delle revisioni: una centralizzata, TFS, compatibile con Subversion e due distribuite — Mercurial e Git. È un periodo particolarmente produttivo per il DVCS di Torvalds, considerando soprattutto la recente transizione del PHP.

Via | Microsoft

CodePlex ha inserito il supporto a Git, al fianco di Mercurial e TFS é stato pubblicato su Ossblog.it alle 12:09 di venerdì 23 marzo 2012.

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mar
05

balance.fm, un fork in C++ per balance realizzato e usato da Last.fm

 

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Last.fmbalance.fm è una nuova risorsa open source, realizzata internamente dagli ingegneri di Last.fm: un popolare social network per la condivisione degli ascolti musicali. Nonostante i creatori, balance.fm non ha alcuna attinenza con la musica. È, infatti, un fork in C++ di Balance – un load balancer per gestire le richieste sui server.

Balance, scritto in C, è una soluzione – com’è intuibile – per “bilanciare” la distribuzione delle richieste ai server d’un gruppo. Se il processo fallisce, Balance prevede la modalità di failover per ripeterne l’esecuzione su un secondo gruppo. balance.fm, distribuito sotto licenza GPLv2, è stato creato per migliorare quest’ultima.

Su Last.fm, ad esempio, un timeout del failover di Balance ha causato grossi problemi durante la manutenzione del server principale: le richieste non sono state girate al secondo e sono andate perdute. balance.fm cerca di porvi un rimedio, monitorando le connessioni attive e le relative latenze. È stato scritto in C++ per comodità.

Via | Last.fm

balance.fm, un fork in C++ per balance realizzato e usato da Last.fm é stato pubblicato su Ossblog.it alle 17:00 di lunedì 05 marzo 2012.

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feb
26

Priam è un nuovo demone di controllo per Cassandra creato da Netflix

 

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NetflixPriam, il nonno di Astyanax per la mitologia ellenica, è un demone per controllare la configurazione di Cassandra: Netflix, la società statunitense che propone il noleggio di film e serie TV in digitale, ne ha “liberato” i sorgenti su GitHub. Priam rientra nei prodotti di Netflix sulla gestione dei database non relazionali interni.

Lo scopo di Priam è garantire l’esecuzione d’una serie di funzionalità su Cassandra. È eseguito contemporaneamente al database e fornisce un supporto per generare delle copie di sicurezza e ripristinare delle informazioni, laddove un problema dovesse generare una perdita dei dati. Un processo, insomma, di controllo e configurazione.

Il processo agisce indipendentemente da Astyanax, il client di Netflix per Cassandra. Supporta gli snapshot e i backup incrementali, affiancando ogni nodo del database. Così facendo, Netflix – sebbene sia una delle società responsabili della proposta sulle Encrypted Media Extensions – pubblicherà i sorgenti di tutta la piattaforma.

Via | Netflix

Priam è un nuovo demone di controllo per Cassandra creato da Netflix é stato pubblicato su Ossblog.it alle 17:00 di domenica 26 febbraio 2012.

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feb
26

Twemproxy, il proxy creato da Twitter per il protocollo di memcached

 

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TwitterTwemproxy è il proxy utilizzato dagli sviluppatori di Twitter sul protocollo di memcached per dialogare con le numerose installazioni di Unicorn della piattaforma. È stato rilasciato su GitHub sotto Apache License 2.0. Il ruolo primario di Twemproxy è la riduzione dell’utilizzo della banda disponibile a trasmettere le informazioni.

In sostanza, Twemproxy moltiplica le richieste al singolo server di Unicorn “incanalandole” in un’unica connessione persistente a memcached. Il risultato è una riduzione del carico sulla banda della rete. La soluzione è scalabile, perciò s’adatta facilmente all’incremento delle macchine installate sul network. È considerato stabile.

Twitter ha utilizzato Twemproxy con successo negli ultimi sei mesi, durante i quali il numero dei server è aumentato del 30%. Soddisfatti del boost prestazionale, gli sviluppatori hanno deciso di “liberare” il sorgente del proxy che si somma ai tanti altri prodotti open source rilasciati dalla piattaforma. Un progetto da osservare.

Via | Twitter

Twemproxy, il proxy creato da Twitter per il protocollo di memcached é stato pubblicato su Ossblog.it alle 13:00 di domenica 26 febbraio 2012.

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feb
07

SUSE Studio inizia a supportare il formato VHD per Microsoft Hyper-V

 

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SUSE StudioSUSE Studio, la risorsa di SUSE per le network appliance, ha introdotto un’altra novità questa settimana: dopo il pannello d’amministrazione, SUSE Manager, è arrivato il supporto sperimentale a Virtual Hard Disk (VHD) — il formato di Microsoft per i dischi virtuali di Hyper-V. Le appliance dedicate possono essere compresse con ZIP.

La nuova funzionalità può essere abilitata dalle impostazioni del proprio account di SUSE Studio: al solito, è richiesta un’attivazione esplicita. La scelta di fornire una compressione con ZIP, anziché TAR/GZ, è stata effettuata per non dover richiedere l’installazione di applicazioni di terze parti – come 7-Zip – su Windows Server.

Il beneficio immediato è nella possibilità di generare immagini per SUSE Linux Enterprise 11 SP1 od openSUSE 12.1, da virtualizzare con Hyper-V sotto Windows Server 2008 e 2008 R2. openSUSE richiede l’installazione di alcune dipendenze aggiuntive: la preparazione delle immagini dovrebbe impiegare più tempo di SUSE Linux Enterprise.

Via | SUSE

SUSE Studio inizia a supportare il formato VHD per Microsoft Hyper-V é stato pubblicato su Ossblog.it alle 14:00 di martedì 07 febbraio 2012.

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feb
06

SUSE Manager, un pannello di controllo per i progetti di SUSE Studio

 

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SUSE StudioSUSE Manager è un nuovo pannello d’amministrazione per gestire le applicazioni create da SUSE Studio, che risiedano in server esterni. Come altre risorse di SUSE per le network appliance, è proposto in versione gratuita – integrata nell’interfaccia web di SUSE Studio – o acquistabile per installazioni self-hosted della piattaforma.

Se, ad esempio, un’applicazione è predisposta per funzionare su piattaforme come EC2, SUSE Manager effettua automaticamente il bootstrap e permette di gestire la configurazione o l’aggiornamento da SUSE Studio. È disponibile tra le impostazioni delle appliance: chi avesse esigenze più specifiche può scaricarne una versione di prova.

L’accesso alle appliance riconosce sia il dominio, sia l’indirizzo del server sul quale risiedono. L’installazione di SUSE Manager nel proprio account di SUSE Studio, per quanto riguarda la versione integrata sui server di SUSE, avviene on demand al primo utilizzo del pannello di controllo: non è disponibile a priori, se non serve.

Via | SUSE

SUSE Manager, un pannello di controllo per i progetti di SUSE Studio é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di lunedì 06 febbraio 2012.

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dic
01

Netflix ha concepito Curator, una risorsa basata su Apache ZooKeeper

 

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NetflixNetflix è un servizio di noleggio per i film e le serie televisive in streaming: non è ancora disponibile in Italia, ma potrebbe arrivare nel 2012 con l’espansione ad altri quarantacinque Paesi. Gli sviluppatori hanno inaugurato un nuovo progetto riservato al rilascio di prodotti open source, dove restrizioni regionali non contano.

In particolare, Netflix utilizza una serie di soluzioni open source per amministrare i propri servizi: la più importante è Apache ZooKeeper. All’interno di Netflix, ZooKeeper gestisce l’esposizione dei dati presenti nei database alle più disparate applicazioni. Ritenuto piuttosto “ostico” per lo scopo, è stato integrato con Curator.

ZooKeeper è un sistema centralizzato per la distribuzione dei servizi alle applicazioni da un’unica interfaccia. Gli sviluppatori hanno incontrato delle difficoltà che sono riassumibili in tre categorie: la sincronizzazione coi server, la perdita della connettività e l’interruzione delle sessioni. Curator cerca di risolverle tutte.

Il progetto ha tre componenti: un client, un framework e una nuova implementazione dei costrutti di ZooKeeper. Il client arricchisce le funzioni già previste da Apache, mentre il framework s’occupa di semplificare la gestione dei dati e di risolvere i problemi di dialogo coi server. I nuovi costrutti seguono le esigenze di Netflix.

L’ultimo componente inserisce una serie di costrutti – recipe, nel glossario di ZooKeeper – utili a chi dovesse essere chiamato a gestire una mediateca, considerando il target di Netflix. Gli altri due elementi, invece, hanno un’utilità più generica. Il contributo di Netflix è inedito e la licenza di rilascio scelta è la Apache 2.0.

Netflix ha abbracciato la stessa politica di altre importanti realtà: ad esempio, Facebook e Twitter col quale condivide l’utilizzo di Cassandra. A questo proposito, prossimamente sarà pubblicato il codice sorgente di Astyanax — un client di Netflix per il database di tipo NoSQL. Sempre per Cassandra, seguiranno Priam e CassJMeter.

Via | The Netflix Tech Blog

Netflix ha concepito Curator, una risorsa basata su Apache ZooKeeper é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di giovedì 01 dicembre 2011.

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apr
09

Facebook ha cominciato a distribuire una soluzione per i data center

 

Open Compute ProjectFacebook ha avviato un programma destinato a cambiare (radicalmente?) la tecnologia degli odierni data center: Open Compute Project è un progetto coordinato con AMD, Dell, HP, Intel e altri partner, per ridurre del 24% i costi di gestione e incrementare le prestazioni del 38%. Il programma parte dalle specifiche hardware dei server.

Qual è l’obiettivo di Facebook? Open Compute Project parte dal presupposto che i servizi soddisfatti dai server “tradizionali” siano stati rimpiazzati da soluzioni come Amazon EC2 e/o dai mainframe, per società di medie e grandi dimensioni. I data center della generazione precedente rischiano di diventare più costosi che non utili.

Open Compute Project, a un anno dai primi esperimenti, è una risorsa per l’ottimizzazione di queste tecnologie: rientra nella categoria dell’open hardware, poiché condivide, anzitutto, la mappatura in CAD di server e data center. Il programma parte dai risultati dei consumi energetici di Prineville, uno dei più efficienti al mondo.

Via | OStatic

Facebook ha cominciato a distribuire una soluzione per i data center é stato pubblicato su ossblog alle 11:00 di sabato 09 aprile 2011.

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apr
01

Flavio Castelli ha concepito Dister, simile a Heroku per SUSE Studio

 

Ruby on RailsFlavio Castelli e Dominik Mayer, durante l’Hackweek di openSUSE, hanno rilasciato un sistema simile a Heroku per sviluppare su Ruby on Rails con SUSE Studio. Dister è uno strumento a riga di comando che semplifica le operazioni per risolvere le dipendenze e ottenere un ambiente di sviluppo completo sui server offerti da SUSE Studio.

Dister è stato realizzato per superare i limiti di Rails in a Box, un altro progetto di Castelli dedicato a Ruby per SUSE Studio: anziché clonare l’appliance sul proprio account, Dister recupera in locale e carica in remoto quanto è realmente utile. Rails in a Box, al contrario, prevede già una selezione di “gemme” pre-selezionate.

Perché ciò sia possibile, Dister sfrutta Bundler nella risoluzione delle dipendenze. Essendo basato sull’infrastruttura di SUSE Studio, Dister compie autonomamente altre operazioni: ad esempio, recupera l’ultima versione di openSUSE supportata e crea l’appliance coi pacchetti richiesti. Terminate le modifiche si occupa dell’upload.

Via | SUSE Studio

Flavio Castelli ha concepito Dister, simile a Heroku per SUSE Studio é stato pubblicato su ossblog alle 11:00 di venerdì 01 aprile 2011.

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nov
26

È disponibile ownCloud 1.1: un alternativa a Dropbox/Ubuntu One/ecc.

 

ownCloudCom’è noto esistono numerosi servizi dedicati al cloud computing che sono accessibili da Linux e altri sistemi operativi UNIX-like. Molti di essi prevedono il passaggio e l’hosting dei file da parte di estranei e abbiamo visto come sia importante prestare attenzione ai dati che si condividono attraverso Dropbox, Ubuntu One e affini. E se, al contrario, si volesse fare tutto da sé? Esistono alternative come ownCloud 1.1 che lo consentono.

Disponendo di un server o, più semplicemente di un desktop connesso a internet (come a una LAN casalinga, oppure aziendale) si può utilizzare ownCloud per creare il proprio servizio di cloud computing. Il vantaggio consiste nel controllo totale del flusso di dati messo in rete, dai permessi per l’utente ai dispositivi autorizzati all’accesso. L’utilizzo di WebDAV garantisce la compatibilità con un elevato numero di piattaforme differenti.

Sebbene ownCloud preveda un’ampia integrazione con KDE, non ci sono limiti per l’accesso alle risorse. Gli smartphone che non avessero accesso a WebDAV possono sfruttare un comune browser: ownCloud supporta SSL sui server che lo prevedono. La versione 1.1 del programma aggiunge il supporto sperimentale a PostgreSQL, oltre a un nuovo sistema di gestione per utenti e plugin. In futuro sono previste integrazione di Git e offline.

Via | Frank Karlitschek

È disponibile ownCloud 1.1: un alternativa a Dropbox/Ubuntu One/ecc. é stato pubblicato su ossblog alle 11:00 di venerdì 26 novembre 2010.

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nov
15

Amazon propone nVidia Tesla per una nuova esperienza su AWS ed EC2

 

nVidia TeslaUno tra i nuovi trend, se così può essere definito, in ambienti server è il cd. “GPU computing”: si tratta d’introdurre i processori grafici nel ruolo tradizionalmente ricoperto dalle CPU. Quando ci si confronta con sistemi concepiti per un elevato numero di chip in parallelo, il vantaggio risiede nella possibilità di operare su cifre più alte rispetto a quelle garantite dalle unità centrali. Tesla è la soluzione di nVidia.

Stiamo parlando di data centre e super-computer, tant’è vero che la notizia riguarda l’adozione di Tesla da parte di Amazon per AWS ed EC2. Mentre AMD e Intel si scontrano sulle solite argomentazioni, nVidia dà del filo da torcere a entrambe in un segmento che non le è propriamente congegnale. Il fatto che Amazon abbia scelto di predisporre dei server con Tesla è indicativo della maturità della soluzione.

Le GPU della serie Tesla non soltanto sono compatibili con Windows, ma soprattutto con Linux a 32-bit e 64-bit. È un’opportunità molto interessante per chi intendesse provare la spin di CentOS fornita da Amazon (con Ubuntu CloudInit). Specie col recente aggiornamento di RHEL alla versione 6. Il successo di Tesla propone nVidia come outsider in un settore caratterizzato dal duopolio di AMD/ATI e Intel.

Via | Amazon Web Services

Amazon propone nVidia Tesla per una nuova esperienza su AWS ed EC2 é stato pubblicato su ossblog alle 14:00 di lunedì 15 novembre 2010.

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nov
12

SUSE Studio/Gallery abilita le notifiche per il desktop con Chrom*

 

SUSE StudioSUSE Studio, lo strumento concepito da Novell per creare distribuzioni Linux personalizzate, ora supporta anche le notifiche per il desktop. Quando una build è completa e pronta per il download, la piattaforma avverte l’utente con un pop-up. Per il momento, questa funzionalità è disponibile su Chrom*: non è escluso che possa funzionare su altri browser che si basino sempre sull’engine WebKit (non ne esistono prove).

In aprile avevamo introdotto una bozza del sistema di notifica adottato da Google che però s’insediasse direttamente sul desktop, un po’ come avviene con NotifyOSD su Ubuntu (o, più banalmente con le notifiche di KDE, GNOME, ecc.). Il sistema creato dallo sviluppatore di origini indiane Mohit Muthanna sfrutta appunto l’accoppiata WebKit + JavaScript, è cross-platform e può essere importato anche su altri browser.

Degli esempi possono essere Arora con le Qt e Midori con le Gtk+, ma come ho accennato non ci sono prove che le notifiche siano attivabili e/o che funzionino su browser diversi da Chrom*. Ad ogni modo, basta rintracciare nella lista delle build in coda per la creazione il pulsante per abilitare le notifiche sul desktop: se è mostrato, significa che il sistema funziona. Proposto per SUSE Studio, potrebbe essere esteso a Gallery.

Via | SUSE Studio

SUSE Studio/Gallery abilita le notifiche per il desktop con Chrom* é stato pubblicato su ossblog alle 10:00 di venerdì 12 novembre 2010.

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ott
28

ForgeRock ha concepito OpenIDM per la gestione delle identità

 

ForgeRockCapire quale sia il settore d’investimento di ForgeRock non è difficile, pensando agli ambiti in cui si è fatta valere negli ultimi mesi. L’azienda è particolarmente interessata allo sviluppo di soluzioni open source per la gestione dell’accounting di rete intranet/internet.

Abbiamo citato ForgeRock in altre due occasioni: è stata l’impresa che ha “salvato” OpenSSO di Sun Microsystems, nonché quella che ha creato OpenAM. Il nuovo progetto segue la stessa falsariga ed è un’interfaccia web (creata con Java) per l’amministrazione delle identità.

OpenIDM può essere visto come un’infrastruttura web-based per la gestione degli utenti configurati attraverso gli altri progetti di ForgeRock. L’intento è renderla applicabile ad altre piattaforme, costituendo una sorta di standard per l’accounting. Considerando il parziale disinteresse di Oracle, è lodevole l’impegno di ForgeRock nel portare avanti questi servizi.

Via | The H Online

ForgeRock ha concepito OpenIDM per la gestione delle identità é stato pubblicato su ossblog alle 11:00 di giovedì 28 ottobre 2010.

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ott
23

Microsoft apprezza OpenStack e annuncia il supporto a Windows

 

Microsoft BizSpark

Una cosa è certa: il rilascio di OpenStack non è rimasto inosservato. Almeno, non da Microsoft, che al cloud computing dedica sempre più risorse per gli utenti finali e per le imprese. È noto il progetto Azure, che offre soluzioni paragonabili a quelle di Amazon Web Services. Meno conosciuto il supporto a OpenStack che Microsoft garantirà su CloudStack e Cloud.com.

Cloud.com è un “contenitore” di vari servizi che collabora tanto con Microsoft, quanto con OpenStack. CloudStack 2.0 è la piattaforma fornita (a pagamento, con possibilità di prova gratuita) alle imprese per soluzioni di cloud computing basate appunto su OpenStack e altri prodotti equivalenti. Microsoft fornisce il supporto a Windows Server 2008 R2 e Hyper-V.

La collaborazione con Cloud.com è stata voluta da Microsoft BizSpark, la divisione di Redmond dedicata al mondo delle startup. Introducendo la release di OpenStack abbiamo parlato di Linux, Xen e QEMU/KVM. A prescindere dai servizi commerciali forniti da Cloud.com, questa si occuperà di portare OpenStack su Windows Server 2008 R2 come progetto aperto.

Via | Port 25

Microsoft apprezza OpenStack e annuncia il supporto a Windows é stato pubblicato su ossblog alle 09:00 di sabato 23 ottobre 2010.

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