mag
08

TDF ha avviato un programma di certificazione dedicato a LibreOffice

 

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LibreOfficeItalo Vignoli, membro del Consiglio d’Amministrazione di The Document Foundation (TDF), ha gentilmente portato alla nostra attenzione la delibera che ieri ha annunciato il nuovo Certification Program di LibreOffice. Una certificazione suddivisa in cinque categorie per altrettante figure professionali che ne rafforzino l’ecosistema.

Quattro di esse sono riservate ai professionisti in grado di utilizzare o insegnare l’utilizzo di LibreOffice, con una particolare attenzione al passaggio da Microsoft Office. Una, invece, è dedicata espressamente agli sviluppatori che contribuiscano al progetto con del codice. Un’ottima occasione per dimostrare le proprie capacità.

La valutazione delle competenze sarà coordinata dallo stesso Vignoli insieme ad altri dieci membri del CdA: al LinuxTag 2012 saranno annunciati i primi sviluppatori certificati, quindi saranno annunciate la tabella di marcia e i prerequisiti necessari affinché individui o società possano accedere al programma e sostenere gli esami.

Via | The Document Foundation

TDF ha avviato un programma di certificazione dedicato a LibreOffice é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di martedì 08 maggio 2012.

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apr
27

Michael Meeks ha messo a confronto LibreOffice con Apache OpenOffice

 

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OpenOffice.orgQuali sono le differenze tra LibreOffice, Apache OpenOffice, Oracle Open Office? Michael Meeks – che lavora su GNOME per SuSE – ha riassunto le caratteristiche dei derivati di OpenOffice.org in quella che chiameremmo un’infografica. Certo la versione 3.4 della suite di Apache non è ancora stata rilasciata, ma il confronto è valido.

Meeks ritiene, come altri utenti, che i progetti – a eccezione della suite proprietaria di Oracle – dovrebbero riunirsi, ovviamente sotto The Document Foundation. Un’auto-contraddizione, perché l’unica possibilità (ammesso che sia credibile) sarebbe creare una fondazione ex novo da LibreOffice e Apache OpenOffice. Molto improbabile.

Soprattutto considerando che IBM ha donato il codice sorgente di Lotus Symphony ad Apache, proprio per contribuire alla “rinascita” di OpenOffice. LibreOffice resterebbe tagliato fuori dall’incompatibilità delle licenze: AL 2.0 rispetto a LGPLv3 e presto MPL 2.0. Meeks riconosce che agli utenti questo aspetto non interessa granché.

La questione delle licenze è primaria per chi contribuisce al codice: agli utenti importa, tutt’al più, della gratuità del prodotto. Confrontando le caratteristiche, LibreOffice include quasi tutte le funzionalità che saranno presenti in Apache OpenOffice e ha molti più filtri d’importazione — quanto ai formati di Microsoft Office.

Nonostante i 107 traduttori, rispetto ai 16 di Apache OpenOffice, LibreOffice non ha ancora un contatore delle parole per le lingue asiatiche: questa sarebbe l’unica carenza della suite di TDF — insieme al rendering via Cairo che, però, è escluso da entrambe. Al momento, la vera differenza è nella compatibilità con Microsoft Office.

Apache OpenOffice, infatti, garantirebbe soltanto l’importazione – e non l’esportazione – dei formati proprietari di Redmond. Nell’utilizzo quotidiano, è una mancanza che gli utenti avvertiranno immediatamente: purtroppo, tra istituzioni pubbliche e società private, i formati di Microsoft Office resteranno comunque imprescindibili.

Via | Michael Meeks

Michael Meeks ha messo a confronto LibreOffice con Apache OpenOffice é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di venerdì 27 aprile 2012.

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feb
13

Il sindaco di Monaco dice: i laptop della UE dovrebbero aver installato LibreOffice o OpenOffice

 

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Il sindaco di Monaco, Christian Ude ha di recente rilasciato alcune dichiarazioni davvero interessanti: ” Tutti i laptop utilizzati dai funzionari europei dovrebbero avere o LibreOffice o OpenOffice installato”. Queste le parole inequivocabili del primo cittadino di Monaco, che spinge ancora una volta per l’adozione di standard aperti.

Ude, ha scritto di recente una lettera a Neelie Kroes (Commissario Europeo per l’Agenda Digitale) per continuare ad impegnarsi nell’utilizzo di standard aperti per quel che riguarda i documenti e nell’utilizzo di software libero e open source. Il sindaco inoltre sollecita Kroes per rendere obbligatorio l’uso di standard aperti per tutti i documenti delle pubbliche istituzioni dell’UE; l’utilizzo di soli standard aperti oltre a portare ad una sensibile riduzione dei costi permetterebbe di rendere fruibili i documenti e accessibili a tutti, indipendentemente dal software utilizzato.

Il sindaco ha inoltre affermato di prendere come esempio la città di Monaco di Baviera, che sta muovendo tutta la sua infrastruttura IT, le applicazioni office e di comunicazione verso standard aperti e software libero e open source. Da apprezzare la mossa di Ude, che esprime la sua forte posizione. Questa mossa potrebbe davvero spingere per un’adozione di massa di software libero (ma anche open source) e di standard aperti?

Via | JoinUP

Il sindaco di Monaco dice: i laptop della UE dovrebbero aver installato LibreOffice o OpenOffice é stato pubblicato su Ossblog.it alle 14:00 di sabato 11 febbraio 2012.

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feb
11

Il sindaco di Berlino dice: i laptop della UE dovrebbero aver installato LibreOffice o OpenOffice

 

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Il sindaco di Berlino, Christian Ude ha di recente rilasciato alcune dichiarazioni davvero interessanti: ” Tutti i laptop utilizzati dai funzionari europei dovrebbero avere o LibreOffice o OpenOffice installato”. Queste le parole inequivocabili del primo cittadino berlinese, che spinge ancora una volta per l’adozione di standard aperti.

Ude, ha scritto di recente una lettera a Neelie Kroes ( CommissarioEuropeo per l’Agenda Digitale) per continuare ad impegnarsi nell’utilizzo di standard aperti per quel che riguarda i documenti e nell’utilizzo di software libero e open source. Il sindaco inoltre sollecita Kroes per rendere obbligatorio l’uso di standard aperti per tutti i documenti delle pubbliche istituzioni dell’UE; l’utilizzo di soli standard aperti oltre a portare ad una sensibile riduzione dei costi permetterebbe di rendere fruibili i documenti e accessibili a tutti, indipendentemente dal software utilizzato.

Il sindaco ha inoltre affermato di prendere come esempio la città di Monaco di Baviera, che sta muovendo tutta la sua infrastruttura IT, le applicazioni office e di comunicazione verso standard aperti e software libero e open source. Da apprezzare la mossa di Ude, che esprime la sua forte posizione. Questa mossa potrebbe davvero spingere per un’adozione di massa di software libero (ma anche open source) e di standard aperti?

Via | JoinUP

Il sindaco di Berlino dice: i laptop della UE dovrebbero aver installato LibreOffice o OpenOffice é stato pubblicato su Ossblog.it alle 14:00 di sabato 11 febbraio 2012.

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apr
20

LibreOffice ed OpenOffice non si fonderanno

 

LibreOffice è un fork nato dal progetto OpenOffice quando su quest’ultimo il pugno duro di Oracle si stava facendo sempre più pesante.

Oracle ha recentemente affermato di avere intenzione di affidare lo sviluppo di OpenOffice.org alla community, dopo alcuni mesi in cui ha provato a fare da sola. Qualcuno ha pensato subito che un fork sarebbe stata quindi la mossa migliore per entrambi i progetti, ma non succederà e sarebbe anche la scelta sbagliata.

Partiamo dall’inizio. Non succederà perché Charles-H. Schulz, bocca dello Steering Committee della Document Foundation, ha negato categoricamente questa possibilità in quanto le fondamenta per il dopo-openoffice sono già state gettate nel settembre 2010 quando ci fu lo scisma da OpenOffice.

Per quale motivo non sarebbe una buona idea la fusione dei due progetti? Semplicemente perché LibreOffice è già un progetto in mano alla community con uno sviluppo che prosegue ed è giù più avanti di quanto siano in grado di fare gli sviluppatori rimasti a lavorare su OpenOffice. C’è un’idea di fondo, un progetto concreto, un gruppo di sviluppatori capaci ed Oracle, dopo aver capito che fare da sola mantenendo lo stesso ritmo di prima richiede più investimenti di quelli preventivati ha cambiato idea. Il destino di OpenOffice ormai è segnato, ma per gli utenti non cambia nulla.

Dopo la figuraccia rimediata con Hudson e OpenOffice, il management di Oracle capirà che uno scontro che si basa sulla forza con la comunità FLOSS rischia solo di perderlo? Secondo voi quale sarà la risposta che ci prospetta il prossimo futuro?

Via | DocumentFoundation

LibreOffice ed OpenOffice non si fonderanno é stato pubblicato su ossblog alle 15:00 di mercoledì 20 aprile 2011.

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mar
17

LibreOffice ha effettivamente rimpiazzato OpenOffice

 

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mar
07

LibreOffice ha un business con Novell: ha abbandonato OpenOffice.org

 

LibreOffice Novell EditionÈ una notizia positiva per la crescita di The Document Foundation, però non farà piacere a tutti: Novell ha abbandonato OpenOffice.org per proporre in alternativa LibreOffice. La suite per l’ufficio è in vendita a partire da $120.00 coi servizi aggiuntivi di Novell, dal supporto ai plugin per l’interoperabilità con Microsoft Office.

Ciò dovrebbe portare dei fondi importanti al bilancio della fondazione e aiutare la diffusione di LibreOffice. Novell svolge un duplice ruolo nei confronti di The Document Foundation: è in testa nella classifica dei contributori allo sviluppo di LibreOffice, fornisce uno sbocco commerciale alla suite. Qual è il futuro dell’azienda?

È un punto su cui riflettere, perché il rischio (neanche troppo remoto) è quello di ritrovarsi da un lato con Microsoft a controllo del fork di OpenOffice.org e dall’altro con Oracle Open Office. La situazione non è idilliaca. Forse, una partnership con Red Hat o, Canonical sarebbe stata più opportuna per The Document Foundation…

Via | Novell

LibreOffice ha un business con Novell: ha abbandonato OpenOffice.org é stato pubblicato su ossblog alle 09:00 di lunedì 07 marzo 2011.

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mar
02

Un analisi su chi contribuisce di più allo sviluppo di LibreOffice 3

 

LibreOffice Contributors

LibreOffice 3 sarà adottato ufficialmente da numerose distribuzioni: praticamente, da tutte quelle più diffuse. Chi, però, contribuisce maggiormente allo sviluppo della suite? Esistono dei dati, generati dai commit ricevuti dall’archivio di The Document Foundation su Git. Novell è in testa con 205 sviluppatori. Segue Oracle con 112.

Il francese Cedric Bosdonnat, laureato all’Institut National des Sciences Appliquées (INSA) di Lione, è un programmatore impegnato sullo sviluppo di OpenOffice.org per Novell. Col fork della suite, è passato a LibreOffice. Si occupa principalmente di gestire i repository della fondazione su Git, per cui ha accesso alle statistiche.

Il numero degli sviluppatori non corrisponde necessariamente alla quantità di codice prodotto, né può essere considerato un valore qualitativo. Red Hat contribuisce a LibreOffice con 39 sviluppatori, Canonical è entrata di recente nello sviluppo con 2. Tali informazioni mostrano gli equilibri esistenti all’interno della fondazione.

Via | Linux Journal

Un analisi su chi contribuisce di più allo sviluppo di LibreOffice 3 é stato pubblicato su ossblog alle 09:00 di mercoledì 02 marzo 2011.

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feb
23

Flash news: Rilasciato Libreoffice 3.3.1

 

Con una settimana di ritardo rispetto alla roadmap originale è stata rilasciata la nuova versione di Libreoffice.

Questa versione corregge numerosi bug e introduce le nuove icone colorate.

Come al solito sono stati rilasciati pacchetti per Windows, Mac e Linux.

Il ppa per Ubuntu dovrebbe essere aggiornato a breve.

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feb
12

Nuovo modello per Impress (LibreOffice/Openoffice.org)

 

Impress green template

Come è noto, uno dei punti di debolezza di Impress è la scarsità di modelli preinstallati.

Uno dei membri della comunità di Libreoffice, Paul José, ha realizzato un template moderno e dalla grafica accattivante. Si tratta del primo di una serie di template basati sulla palette di Libreoffice.

Potete scaricarlo qui

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gen
06

Ubuntu rimpiazzerà OpenOffice con LibreOffice?

 

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gen
03

Dodici anni di Open Source: e ora che ci riserva il futuro?

 

L’open source ha dodici anni. Se sentire questa affermazione vi stranisce, non preoccupatevi: è un fatto positivo. Positivo perché significa che l’open source è oramai davvero parte della nostra vita. Non tutti però sanno che il termine open source fu coniato per risolvere il cosidetto bug del free software: free veniva infatti preso dai più per gratuito.

Il bug fu appunto risolto da Christine Peterson dodici anni fa e oggi l’open source è dominante nella vita di tutti i giorni, come ben sintetizza Peter Waynerr su Infoworld:

Ruby, Python, Perl, JavaScript e PHP dominano la top ten dei linguaggi su GitHub. Questo codice funziona su librerie open source che poggiano su Linux. Sebbene tool ed estensioni di codice proprietario continuino a proliferare, il cuore è sempre più open source.

Per approfondire l’argomento basta evocare Apace, Joomla, Drupal… E proprio per tornare a parlare del bug del free software si potrebbe discutere su Oracle OpenOffice venduto a 49.95 dollari. L’acquisizione di OpenOffice da parte di Oracle, lo sappiamo, ha sconquassato la comunità, con la secessione e la nascita del progetto LibreOffice. Open, così come free, non significa infatti gratis.

E’ lo stesso concetto applicato a MySql, lo stesso che vale per il rapporto Red Hat – Fedora: c’è qualcosa di open e gratuito, ma se vuoi di più devi pagare. Per alcuni un male, per altri un bene. Di qualunque opinione siamo, l’open source non si può reggere certo solo su donazioni e spirito di collaborazione. Quanti di voi hanno fatto una donazione al progetto Fedora o acquistato un cd di Ubuntu per sovvenzionarne lo sviluppo?

Torniamo a Oracle. E pensiamo a Google, che distribuisce Android con una licenza Bsd e poi si ritrova il suo sistema operativo riadattato dai vari produttori di smartphone con in alcuni casi addirittura blocchi ad arte per evitare che il codice, una volta libero, venga modificato. Secondo Wayner è tutta una questione di licenze, perché oramai l’open source fa parte del business.

Progetti open continueranno però a proliferare: nuovo codice sarà sempre creato e condiviso. Diamo quindi uno sguardo alle previsioni per il nuovo anno, seguendo un articolo di Pc World.

Il 2011 sarà l’anno di Android. Un po’ più del 2010 e soprattutto se Google rilascerà presto una versione in grado di far rivaleggiare i tablet Android con l’iPad.

Per quanto riguarda Ubuntu, Katherine Noyes predice un grande successo per il passaggio della versione Desktop a Unity e l’utilizzo di Wayland. Noi non ne saremmo invece così sicuri: ci siamo già chiesti infatti se non sia una scommessa persa in partenza.

La sempre maggiore diffusione di Linux potrebbe essere aiutata da un sempre maggior numero di mobile device con architettura Arm, molto più a suo agio col pinguino che non coi sistemi di Redmond.

A metà 2012 dovrebbe essere commercializzato il Google Notebook, che per il momento solo poche persone stanno testando. Una di queste ci ha già messo sopra Ubuntu, e questo spinge Pc World a definire il 2011 come l’anno del dual boot. Lo sarà davvero? Per ora pare ci credano solo a Canonical, dove si sono attrezzati per creare un tool per l’installazione di Ubuntu in parallelo a Windows direttamente dal sistema di Redmond, così da facilitare ai newbie il passaggio.

Sempre più driver open saranno rilasciati, sulla scia di quello che si è finalmente decisa a fare la Broadcom. Sì, la scelta della Broadcom fa pensare che il mercato Linux inizi davvero ad avere un certo peso.

Il 2011 sarà anche un anno importante per lo scontro fra LibreOffice e OpenOffice. LibreOffice dovrebbe essere incluso in molte distribuzioni Linux, ma che sarà di chi usava OpenOffice su Windows? E per tutte quelle aziende che erano passate da Ms Office a OpenOffice? Finiranno col pagare Oracle, col tenersi l’OpenOffice gratuito o passeranno a LibreOffice?

Da quello che succederà attorno a questa vicenda credo si potrà capire se il mondo, dopo dodici anni, è davvero pronto a fare una svolta verso l’open source. O se semplicemente i recenti successi del free software sono dovuti alla necessità di tagliare i costi in un periodo di forte crisi. Quello che è certo è che il prossimo decennio sarà dominato ancora di più dall’open source. Se persino Microsoft se ne è accorta

Dodici anni di Open Source: e ora che ci riserva il futuro? é stato pubblicato su ossblog alle 13:00 di lunedì 03 gennaio 2011.

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dic
27

OpenOffice / LibreOffice: installare dizionario e thesaurus italiano (se il sistema è in una lingua diversa)

 

OpenOffice.org, così come LibreOffice, non installa automaticamente le lingue che ha a disposizione. Se abbiamo quindi installato un sistema in una lingua diversa dall’italiano, pur scegliendo “italiano” dalla voce relativa alla lingua nelle preferenze, quando andremo a fare una correzione automatica l’unico risultato che otterremo sarà quello di una spettacolare pagina apparentemente corretta, ma piena ancora di errori.

Per ovviare a questo inconveniente, occorre installare un pacchetto contenente il dizionario. A disposizione abbiamo un’estensione preparata dal Plio, il gruppo che si occupa della traduzione di Ooo in italiano.

Basta scaricare l’estensione da qui e poi aprire l’Extension Manager nel menu Tool (Strumenti). Scegliamo aggiungi e poi il pacchetto appena scaricato. Oltre al dizionario italiano avremo così a disposizione anche thesaurus italiano e modello di sillabazione.

Un piccolo accorgimento che scrivo dopo essere caduto io pure vittima di splendide correzioni che non avevano corretto nulla.

OpenOffice / LibreOffice: installare dizionario e thesaurus italiano (se il sistema è in una lingua diversa) é stato pubblicato su ossblog alle 12:56 di lunedì 27 dicembre 2010.

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nov
06

OpenOffice.org, una protesta contro i “secessionisti”

 

Sul sul sito Sosopensource Roberto Galoppini, uno dei vecchi membri del progetto OpenOffice.org e fra gli animatori di Plio, attacca i secessionisti che hanno dato vita a LibreOffice.

Galoppini accusa i membri dello Sterring Committee di aver invitato Oracle a donare il marchio del progetto senza presentarsi con una Fondazione strutturata e un piano di governo di questa.

“Gli altri membri della comunità sono stati trattati da cittadini di serie b” protesta Galoppini, che invita a discutere e definire insieme le guidelines di sviluppo del progetto.

Quella di Galoppini è un’approfondita ricostruzione di quanto si muove dentro e dietro il vecchio e nuovo progetto della suite Office.

OpenOffice.org, una protesta contro i “secessionisti” é stato pubblicato su ossblog alle 15:00 di sabato 06 novembre 2010.

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nov
06

Pardus 2011: YALI, KDE 4.5 e LibreOffice (al posto di OpenOffice.org)

 

PardusPardus è la distribuzione nazionale turca, sviluppata dall’Istituto di Ricerca Elettronica e Criptologica Nazionale (TÜB?TAK). Accolta con entusiasmo dalla comunità internazionale, ha continuato il proprio sviluppo un po’ in sordina rispetto alle distribuzioni Linux più conosciute. Entro la fine del mese uscirà la versione 2011 e le novità sono molto interessanti: anzitutto, sarà la prima a installare LibreOffice in default.

È molto apprezzabile lo sforzo profuso nella creazione di un nuovo installer. Pardus 2011 integra Plymouth (con degli artwork davvero carini) e sancisce l’esordio di Yet Another Linux Installer o, YALI. Sebbene in distribuzione ci sia al momento solo una nightly, l’installazione è facile anche per gli utenti meno esperti. Forse, YALI offre poche opzioni per chi vorrebbe controllare più aspetti della configurazione del sistema.

Il desktop di Pardus è KDE 4.5: la distribuzione è pressoché interamente localizzata in italiano già dai primi passaggi per l’installazione. Le applicazioni predefinite includono Firefox come browser predefinito. Il gestore dei pacchetti, PiSi, è stato completamente rinnovato per essere il più semplice possibile. Pardus 2011 è un’opzione interessante per chi si avvicina a Linux per la prima volta e per chi predilige KDE.

Pardus 2011 Beta

Via | Linux Journal

Pardus 2011: YALI, KDE 4.5 e LibreOffice (al posto di OpenOffice.org) é stato pubblicato su ossblog alle 10:00 di sabato 06 novembre 2010.

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