dic
28

Rimborso Windows: ridefinito il concetto di perplessità

 

Siamo giunti ad una “conclusione” (per modo di dire) tutt’altro che sensata, tutt’altro che coerente col resto degli avvenimenti in Italia e all’estero, alla vicenda sul rimborso di Windows. Come vi avevo scritto l’ultima volta, la sentenza di appello a Firenze ha confermato come software e hardware siano due beni di tipo diverso, protagonisti di due contratti di tipo diverso (un contratto di vendita “classico” e un contratto per adesione alla locazione).

Ebbene, nonostante ciò, il Giudice di Pace di Bassano del Grappa, con sentenza 1016/2010, ha pronunciato che nella mia vicenda contrattuale con Dell sia stato stipulato un solo contratto “che vale” (scusate se lo dico con parole semplici) e cioè quello di acquisto. In sostanza pare che il testo della EULA di Windows sia ininfluente. Questa decisione, di cui comunque io e il mio avvocato prendiamo atto, “cozza” violentemente contro a quanto già stabilito dal Giudice di Pace di Firenze e poi riconfermato in appello nella stessa città in una vicenda del tutto analoga.

Anzi, se devo essere sincero, a mio avviso più che analoga è identica: stessi presupposti, stessa situazione, stesso comportamento dei clienti, stesso comportamento delle società citate in giudizio.

Sentenze diverse.

Questo può accadere, certamente. In Italia. Non sono certo un esperto di diritto, e su questo forse l’avvocato Tiziano Solignani vorrà spendere qualche parola in più, però so che qui è ben diverso dagli Stati Uniti d’America. Negli USA, una sentenza ha valore come precedente, e quindi influisce in modo opportuno sui giudizi successivi. Nel nostro paese la mancanza di una cosa simile comporta che in ogni procedimento bisogna riscoprire l’acqua calda, “reinventare” da capo tutte le motivazioni e buttare via gli sforzi fatti in precedenza.

Al di là di questa momentanea “vittoria” di Dell (non si sa quanto felice, visto che per non pagare 180 euro ne hanno persi quasi 300 di loro spese legali) si evince il fatto che in mancanza di una legislazione chiara e specifica le cose non possono andare avanti con coerenza. Possiamo biasimare il giudice che ha rigettato la mia domanda? Assolutamente no: i contratti sono subdoli, vaghi e contraddittori di proposito. Quindi è molto difficile stabilire chi ha ragione, perché purtroppo il buon senso non è sufficiente. L’unica cosa che potrebbe far chiarezza è la proposta che da anni il professor Renzo Davoli porta avanti, cioè l’obbligo per legge di separare i prezzi di hardware e software, permettendo di scegliere cosa comprare.

Ma come è prevedibile, pure la voce di un illustre docente universitario non viene minimamente considerata, e ragionevolmente potrei dire che la maggioranza dei cittadini italiani neppure conosce questa cosa.

Le prossime mosse possibili, da ciò che ho potuto vedere, sono tre:

  • procedere in appello davanti al tribunale
  • pregare e sperare che “prima o poi” la class action che da un anno teoricamente esiste possa essere effettivamente svolta in Italia
  • sensibilizzare circa 60 milioni di persone su un grave problema che sicuramente ignorano

La terza è molto affascinante e richiede un paio di lustri, la prima è poco realizzabile. Probabilmente procederò con la seconda, anche se i tentativi di contattare ADUC, lasciatemelo dire, sono piuttosto deludenti (se rispondono, lo fanno in modo sbrigativo come se chi li contatta li stesse infastidendo).

Se desiderate potete leggere il testo della sentenza integrale così anche voi potrete rendervi conto che nella vita non avete mai capito prima di ora cosa significhi essere perplessi!

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set
18

La corte di appello conferma il diritto al rimborso di Windows

 

L’avvocato Annamaria Fasulo di ADUC ha pubblicato sul loro sito ufficiale un post dove si analizzano le motivazioni della corte di appello del Tribunale di Firenze ha confermato il diritto di un consumatore ad ottenere il rimborso di Windows, confutando le obiezioni più stupide e ricorrenti che si sentono spesso da parte di chi dice che il rimborso è inutile, come ad esempio:

  • se sapevi che c’era Windows potevi non comprarlo o potevi acquistare un PC di un altro produttore
  • software e hardware sono un unico prodotto inscindibile
  • il contratto è solo uno, quello di acquisto del PC

…e altre “menate” varie. Assieme all’articolo viene allegato il testo integrale della sentenza con tutti i riferimenti normativi necessari per spiegare che:

  • il consumatore può acquistare quello che gli pare e esercitare comunque i suoi diritti
  • software e hardware sono due beni distinti, ma non solo, sono anche di categorie diverse (uno è un bene immateriale, l’altro un bene mobile)
  • i contratti sono distinti, uno è di acquisto (per il PC) e l’altro è di locazione con contratto per adesione

Vi mando all’articolo originale di ADUC per il commento scritto da chi conosce la materia, mi sono solo permesso di riassumerlo velocemente qui nel post. Spero che un bel po’ di quegli sciocchi che andavano in giro per siti famosi a commentare con frasi standard sul modello del primo elenco che ho scritto, leggano l’articolo di ADUC e si facciano un po’ di cultura. Magari la smetteranno di “trollare” con le loro stupidaggini.

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lug
06

Rimborso Windows: ancora un paio di udienze

 

Mi dispiace di non avervi tenuto molto aggiornati sul rimborso di Windows in questo ultimo periodo. Purtroppo infatti ho avuto gli esami di maturità (finalmente finiti! Allegria! ) e quindi sono stato preso da tante cose. Comunque il progetto Itis Linux non è finito, anzi, probabilmente ora vivrà ancora di più visto che non dipende da esigenze meramente scolastiche e personali ma è portato avanti con ancora più passione.

Parentesi a parte, vi voglio aggiornare un po’ su come procedono le cose. Vi avevo scritto l’ultima volta ancora in riferimento all’udienza del 26 marzo. In quell’occasione c’è stata la prima udienza, e Dell si è presentata tramite il suo avvocato francese che ha delegato un avvocato di Milano che ha delegato un avvocato di Bassano del Grappa. A parte questa esagerata “catena” di deleghe non è successo nulla di particolare, Dell ha depositato la propria documentazione di risposta al ricorso e ne abbiamo preso visione.

Devo dire onestamente che la dottoressa che segue il caso per conto di Dell è sempre stata molto cordiale, il che mi ha fatto piacere. Altrettanto non si può dire per qualsiasi dirigente o altra persona di Dell con cui ho parlato (ad eccezione di una chat fatta precedentemente all’acquisto con un impiegato Dell che mi aveva detto qualcosa tipo “hai ragione ma stai attento che secondo me ti vorranno fregare“).

Durante la prima udienza Dell, dicevo, ha depositato la propria risposta. Si tratta di svariate pagine di testo che si possono riassumere essenzialmente con (a grandi linee, e detto in parole mie) “sì è vero che nel contratto è previsto espressamente il rimborso, ma a noi francamente non ce ne importa nulla anche se lo sapevamo benissimo visto che Windows lo preinstalliamo noi sui nostri computer“.

Sostengono anche che per installare un qualsiasi sistema operativo su un PC sia perentorio e obbligatorio chiedere l’intervento di un tecnico a pagamento. Ma secondo quale legge italiana? Boh. Aggiungono poi altre cose secondarie alcune delle quali molto divertenti. Per esempio che Works è un componente essenziale altrimenti gli altri programmi non funzionano. Non fanno esempi di sorta… Explorer? Paint? Solitario? Prato fiorito? Quali programmi non funzionano senza Works?

Sul famoso Works poi ne sparano una abbastanza “grossa” dicendo che il programma non è “mai venduto né vendibile separatamente” (testualmente) e infatti se siete curiosi potete verificare questa cosa sul sito web. Finiscono dicendo che le loro ragioni sono confermate dalla sentenza del Giudice di Pace di Firenze (sentenza che, vi ricordo, aveva condannato HP a rimborsare un cliente). Mah.

Successivamente c’è stata l’udienza del 14 maggio. Qui il mio avvocato ha fatto notare che, se fosse sufficiente un singolo contratto (cioè quello di acquisto di un PC, come diceva Dell) e quindi non fosse necessario un secondo contratto separato (vale a dire quello di licenza, EULA), allora sarebbe inutile “spararlo” come prima schermata quando accendi il portatile e richiedere nuovamente all’acquirente di accettarlo. Cosa che invece Dell fa nei suoi computer, infatti presenta un secondo contratto che contiene una clausola che parla di rimborso per quel contratto. Inoltre una clausola delle condizioni generali di Dell è vessatoria, le motivazioni non le riporto qui integralmente perché sono un po’ lunghette.

La terza udienza è stata l’11 giugno. Qui è arrivata la sempre cordiale dottoressa che rappresenta Dell ed ha depositato la loro replica scritta dagli avvocati di Milano. Si trattava di svariate pagine abbastanza pesanti da leggere: non perché sostengono che noi abbiamo torto, ma perché sono logorroiche al massimo: ogni cosa era ripetuta almeno 3 volte con parole diverse solo per ingrossare il tutto.

Dell ha ripetuto pari pari alcune cose dette già nel documento precedente ed ha anche cominciato a “cambiare strategia” dicendo qualcosa tipo “sì be’ ma noi vendiamo portatili senza Windows” ponendo come esempi due modelli di Netbook con Ubuntu (attenzione bene NETbook e non NOTEbook) che sono stati introdotti sul mercato mesi dopo il mio acquisto. Continua ad insistere che vendere PC senza sistema operativo sarebbe assurdo.

A parte che questo non è vero, c’è da dire che io non sto contestando che me l’abbiano venduto con Windows, ma pretendo il rispetto di una clausola di contratto che prevede il mio diritto ad un rimborso. Infine aggiungono, a riguardo di Works, qualcosa tipo “be’ mica siamo gli unici a preinstallarlo“. Ok e quindi?

Tra 3 giorni, il 9 luglio 2010, ci sarà l’udienza cosiddetta di precisazione delle conclusioni. Dopo di questa dovrebbe essercene un’altra per le note conclusionali ed infine si saprà la sentenza emessa dal Giudice. Spero di avervi dato un quadro abbastanza completo del procedimento, per quanto riguarda i documenti originali per ora aspetto a pubblicare qualsiasi cosa, prima mi devo accertare se posso farlo e se mi è conveniente finché la causa è ancora in corso.

Ovviamente continuo a ringraziare l’avvocato Tiziano Solignani per tutto l’aiuto che mi sta dando nel procedimento. Se doveste aver bisogno di un legale, ve lo consiglio sicuramente.

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mag
01

Spigolature/7

 

La Lega è una forza radicata sul territorio, la Lega è democrazia, la Lega vigila e finchè ci siamo noi la democrazia non corre rischi.

Umberto Bossi (via)

La Guardia Nazionale Italiana è un Ente non governativo di volontariato che si adopera al fine della salvaguardia dell’integrità Nazionale e per la Sicurezza dello Stato, della Costituzione e del Popolo Italiano.

La G.N.I. cerca veri Italiani Nazionalisti e Patrioti, gente che sappia portare degnamente e con orgoglio l’uniforme, e per tutto ciò che essa rappresenta servire la nostra terra ed il popolo Italiano, con regolare mandato e in piena legalità.

La G.N.I. cerca Avvocati da inserire nel costituendo ufficio legale; è altresì alla ricerca di medici e infermieri per essere inseriti nei gruppi di soccorso.

[...]
La Guardia Nazionale Italiana viene dotata di mezzi stradali, navali e aerei, dotati dei sistemi di emergenza visivi e sonori, previsti dalle vigenti leggi e/o normative.[ ...]  Il nostro impegno è finalizzato alla salvaguardia, tutela ed assistenza dei cittadini Italiani. [...]

Guardia Nazionale Italiana

Vi dico la verità, non si capisce perchè questi media, che tentano sempre di far cadere il governo, debbano fare tutta questa confusione: uno non può nemmeno più costruire una propria forza paramilitare in santa pace in questo paese, che arriva qualcuno a fare inchieste, frustrando le aspettative di tante persone. Che tempi.

P.S. Ovviamente tutto il mio supporto va, in questo frangente, ad Armando Spataro, procuratore della Repubblica di Milano.

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mar
25

Rimborso Windows: domani di fronte al giudice

 

Cari lettori, domani mattina si svolgerà l’udienza che mi vedrà di fronte al giudice di pace di Bassano del Grappa contro Dell per ottenere il rimborso di Windows.

Naturalmente vi terrò informati di tutto ciò che accadrà.

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dic
29

Dell finirà davanti al giudice

 

Oggi sono andato dal giudice di pace di Bassano del Grappa per procedere contro Dell SA (ovvero la società principale, in Francia) ed ottenere il rimborso di Windows. Se siete miei lettori nuovi e vi siete persi qualche passaggio, qui c’è il succo della storia.

L’azienda (ovviamente, dirà qualcuno) sperava che io lasciassi perdere. Be’, non sono un tipo che lascia perdere. Come sempre vi terrò aggiornati.

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apr
12

Hadopi va “in prigione senza passare dal VIA”

 

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apr
02

Francia: deciso STOP al file-sharing

 

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mar
13

Nuova Zelanda: misure drastiche contro i genitori di minorenni che usano Videogame violenti

 

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mar
12

Cassazione: i Forum non sono Stampa

 

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mar
10

Internet, proposta di legge “Carlucci”: Riflettiamoci

 

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feb
14

Internet e Facebook verranno oscurati?

 

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feb
06

Il Governo Italiano si arma per mettere Internet a tacere

 

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gen
27

Anche il Veneto predilige l’uso di “software libero”

 

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nov
07

Sardegna: un camp sul software open source

 

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