ott
24

AUCTeX: parsing automatico di tutti i pacchetti LaTeX presenti nel sistema

 

Fra le miriadi di funzioni disponibili in AUCTeX, il pacchetto per Emacs per la composizione di documenti *TeX, c è la possibilità di effettuare il parsing automatico di tutti i pacchetti *TeX presenti nel proprio sistema. La comodità di questa funzione è che Emacs in questo modo conoscerà tutti i comandi (e relativa sintassi: numero di opzioni e argomenti) definiti da tutti i pacchetti analizzati. Quando in un sorgente LaTeX caricherete uno dei pacchetti analizzati, in Emacs sarà possibile utilizzare C-c RET o C-c C-m per inserire i comandi conosciuti (e Emacs vi proporrà anche il giusto numero di opzioni e argomenti obbligatori). Purtroppo non sono tutte rose e fiori, all inizio ho detto un imprecisione: non va bene per tutti i pacchetti, infatti l analisi sintattica dà il meglio di sé con pacchetti non troppo complicati e AUCTeX attualmente non è in grado di comprendere la sintassi di LaTeX3. Quindi per questi pacchetti i risultati non saranno quelli attesi.

Si può fare questo (mezzo) prodigio utilizzando i comandi TeX-auto-generate e TeX-auto-generate-global. La prima funzione, eseguibile dentro Emacs con M-x TeX-auto-generate, richiede l inserimento del file di stile di classe *TeX da analizzare (oppure della cartella in cui cercare ricorsivamente questi file) e della cartella in cui andare a salvare le informazioni (per default il valore della variabile TeX-auto-private che per default dovrebbe valere "~/.emacs.d/auctex/auto").

Il secondo comando, eseguibile dentro Emacs con M-x TeX-auto-generate-global, analizza tutti i file presenti nelle cartelle elencate nella variabile TeX-macro-global e salva le informazioni nella cartella indicata dalla variabile TeX-auto-global (che dovrebbe valere "/var/lib/auctex/emacsXX", con al posto di XX il numero di versione di Emacs). La variabile TeX-macro-global deve contenere il percorso delle cartelle in cui sono presenti, ricorsivamente, i pacchetti *TeX in uso. Quindi una buona idea è quella di inserire nell elenco, per esempio, la cartella /usr/local/texlive/2012/texmf-dist/tex/ o qualunque sia la cartella contenente i file di stile e di classe. Poiché generalmente la cartella in cui Emacs scriverà le informazioni (/var/lib/auctex/emacsXX in maniera predefinita) è una cartella di sistema, non accessibile in scrittura all utente corrente se non è amministratore, è necessario eseguire questa funzione dentro una sessione di Emacs avviato con i permessi di amministratore. In alternativa si può semplicemente eseguire da terminale il seguente comando:

sudo emacs -batch -f TeX-auto-generate-global

che esegue il comando, con i permessi di amministratore, senza aprire una nuova finestra di Emacs. Può essere utile eseguire questo comando ogni volta che si aggiorna AUCTeX o che vengono aggiornati i pacchetti della propria distribuzione *TeX. Si noti, però, che l operazione può richiedere diversi minuti e un elevato consumo della CPU (Emacs deve leggere, interpretare e scrivere alcune migliaia di file), anche se le esecuzioni della funzione successive alla prima (se sono cambiati solo pochi pacchetti e non è stato aggiornato AUCTeX) richiederanno un tempo sensibilmente minore.

Popularity: unranked [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

giu
26

ReadyLaTex: il Latex sempre con se

 

Popularity: unranked [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

apr
24

Emacs: effettuare il controllo della sintassi di documenti LaTeX

 

Nel post Opzioni utili per comporre documenti LaTeX in GNU Emacs + AUCTeX illustrai le principali opzioni di Emacs che trovo particolarmente utili per scrivere documenti LaTeX. Ora voglio mostrare l impostazione di uno strumento esterno a AUCTeX ma che ritengo molto utile.

Il pacchetto Flymake, presente di default nelle ultime versioni di GNU Emacs, permette di effettuare un controllo della sintassi al volo, cioè durante la scrittura di un codice. Quindi per trovare un errore formale all interno di questo non sarà necessario avviare manualmente la compilazione ma sarà Emacs stesso ad avvisare della loro presenza. Per fare questo Flymake si appoggia a programmi esterni di controllo della sintassi. Per quanto riguarda LaTeX esistono almeno un paio di programmi specifici: Lacheck e ChkTeX. Il primo non è più sviluppato dal 1997 e ha difficoltà con macro molto elaborate, quindi molto probabilmente non vorrete utilizzarlo (sebbene sia lo strumento predefinito da Emacs per effettuare l analisi sintattica, non al volo, che si avvia con C-c C-c Check RET. È possibile cambiare questa impostazione modificando la variabile TeX-command-list come visto prima), il secondo progetto è un po più attivo. Inoltre per effettuare un controllo della sintassi è possibile anche utilizzare i compilatori stessi latex, pdflatex, ecc., utilizzati con delle opportune opzioni di compilazione che vedremo più avanti.

Volendo usare ChkTex bisogna inserire nel proprio file di inizializzazione il seguente codice:

(require  flymake)(defun flymake-get-tex-args (file-name)  (list "chktex" (list "-q" "-v0" file-name)))(add-hook  LaTeX-mode-hook  flymake-mode) 

Analizziamo nel dettaglio queste istruzioni: la riga (require flymake) dice semplicemente a Emacs di caricare il pacchetto flymake; le due successive specificano il programma esterno da usare (nel caso specifico chktex) e i relativi argomenti da passare, nel nostro caso -q -v0 seguiti dal nome del file che si sta modificando contenuto nella variabile file-name. Per capire cosa fanno le varie opzioni consultare il manuale. Infine l ultima fa in modo che ogni volta che si apre un documento con la major mode LaTeX-mode venga attivata la minor mode flymake-mode. Se non si vuole aggiungere questa ultima funzione sarà necessario attivare manualmente la modalità con M-x flymake-mode.

Penso sia ora chiaro come bisogna modificare il codice precedente per appoggiarsi a uno strumento diverso da ChkTex. Bisogna sostituire a chktex il nome del programma desiderato e inserire al posto di “-q” “-v0″ l eventuale elenco di opzioni volute. Per esempio, volendo usare Lacheck, senza alcuna opzione passata da linea di comando, dovremo inserire

(require  flymake)(defun flymake-get-tex-args (file-name)  (list "lacheck" (list file-name)))(add-hook  LaTeX-mode-hook  flymake-mode) 

Come detto, è possibile anche utilizzare il compilatore stesso per effettuare un controllo della sintassi. Infatti quando compiliamo un documento il compilatore ci avvisa della presenza di errori. Tuttavia normalmente l esecuzione della compilazione viene interrotta al punto in cui viene incontrato un errore, mentre noi vogliamo che tutto il codice sorgente venga analizzato affinché siano riportati tutti gli errori presenti e ciò può essere realizzato passando a pdflatex l opzione -interaction=nonstopmode. Altre opzioni utili nel nostro caso sono -draftmode, che impedisce la creazione del file di output in PDF velocizzando così l esecuzione del controllo, e -file-line-error, per fare in modo che Flymake possa effettuare correttamente il parsing dell output di pdflatex. Dunque per utilizzare pdflatex come strumento di controllo della sintassi dovremo inserire il seguente codice nel nostro file di inizializzazione:

(require  flymake)(defun flymake-get-tex-args (file-name)  (list "pdflatex"        (list "-file-line-error" "-draftmode" "-interaction=nonstopmode" file-name)))(add-hook  LaTeX-mode-hook  flymake-mode) 

Ricordo sempre che si potrebbe non voler inserire l ultima riga preferendo attivare manualmente la modalità flymake-mode solo nei documenti in cui si desidera effettivamente svolgere l analisi sintattica.

Devo evidenziare che pdflatex è piuttosto dispendioso dal punto di vista delle risorse di sistema e inoltre molto lento per i documenti grandi. Facendo delle prove su un documento di circa 200 pagine nel documento di output ChkTex e Lacheck hanno impiegato meno di mezzo secondo per concludere l analisi dell intero codice sorgente, contro gli oltre 20 secondi di pdflatex. D altra parte il programma più affidabile è il compilatore stesso. In definitiva, mi sento di consigliare come strumento d analisi ChkTex.

Trovate maggiori informazioni su Flymake sul sito Emacs Wiki alle pagine Fly Make e Flymake Tex (da cui questo post prende ispirazione), oppure nel manuale consultabile dentro Emacs con C-h i d m Flymake RET.

Popularity: unranked [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

apr
05

LyX è un editor di testi per semplificare la formattazione con LaTeX

 

LyXLyX è un editor di testi open source, disponibile per varie piattaforme, dedicato alla semplificazione della formattazione dei documenti in LaTeX. Introduce il concetto di What You See Is What You Mean (WYSIWYM) per arricchire di significato la formula più tradizionale del What You See Is What You Get (WYSIWYG) degli editor moderni.

Rilasciato sotto licenza GPLv2, LyX è stato recentemente aggiornato alla seconda Release Candidate (RC) della versione 2.0: ormai è imminente il major upgrade. Forse non è un prodotto per tutti, tuttavia rende molto più accessibile l’editing per LaTeX, un formato spesso considerato troppo difficile per farne un utilizzo quotidiano.

LyX è scritto in Qt e l’interfaccia ricorda molto Kate, soprattutto se s’installa su KDE con Oxygen. Oltre alle funzioni più semplici di WYSIWYM, LyX consente il controllo avanzato della formattazione dei documenti TeX/LaTeX. LyX 2.0 include il controllo ortografico durante la digitazione, LyX 2.1 avrà gli allegati in un solo file.

Via | Linux Journal

LyX è un editor di testi per semplificare la formattazione con LaTeX é stato pubblicato su ossblog alle 09:00 di martedì 05 aprile 2011.

Popularity: unranked [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

ott
23

Opzioni utili per comporre documenti LaTeX in GNU Emacs + AUCTeX

 

GNU Emacs, come ho già avuto modo di dire, è un potente editor di testo che permette di fare di tutto e di più. Esistono numerose funzioni che permettono di facilitare la scrittura di codici in numerosi linguaggi di programmazioni, compreso, ovviamente LaTeX (anche se in questo caso il nome “linguaggio di programmazione” non è del tutto adeguato). Uno dei tanti motivi per cui Emacs è molto apprezzato è la sua possibilità di personalizzazione ed espansione: esistono centinaia di estensioni che aumentano notevolmente le potenzialità di questo editor di testo oltre le funzioni fornite nativamente. Esiste (ovviamente) una estensione anche per LaTeX: AUCTeX (ma è utile anche per ConTeXt, docTeX, Texinfo e TeX puro: molte delle impostazioni che vedremo varranno per tutti questi linguaggi, anche se mi riferirò generalmente solo a LaTeX).

Non è mia intenzione spiegare qui come si installa Emacs né tanto meno AUCTeX (anche perché questi pacchetti sono forniti dalla maggior parte delle distribuzioni GNU/Linux, l installazione è quindi molto semplice se si conosce il funzionamento del proprio gestore pacchetti), ma piuttosto illustrare quali sono le opzioni di AUCTeX (e qualcuna propria di Emacs) che ho trovato personalmente utili. Darò per scontato che si abbia un minimo di familiarità con Emacs, con la notazione delle scorciatoie e dei comandi e anche con AUCTeX (qualche volta però ricorderò come eseguire alcune operazioni). Prima di iniziare ricordo che si può consultare il manuale (in inglese) di AUCTeX all indirizzo http://www.gnu.org/software/auctex/manual/auctex.html oppure direttamente dentro Emacs con C-h i d m AUCTeX RET. Per la modifica di buona parte delle opzioni seguenti AUCTeX dovrà essere già caricato. Non sono un grande esperto di Emacs, potrei dire a volte delle sciocchezze, spero che mi perdoniate e sono graditi consigli (a ogni modo vi posso assicurare che seguendo questa guida non vi scoppierà il pc :-D ).

In AUCTeX è possibile eseguire varie operazioni come compilazione, esecuzione di bibtex, esecuzione di makeindex, cancellazione dei file temporanei, ecc… usando C-c C-c (seguito dal comando che si desidera usare). La cancellazione dei file temporanei viene eseguita usando l elenco delle estensioni dei file salvato nella variabile LaTeX-clean-intermediate-suffixes. Per modificare questa variabile (come tutte le variabili di Emacs, naturalmente sostituendo il nome dove opportuno) si può usare il comando (ricordo che i comandi possono essere inseriti con M-x, dove M è il cosiddetto tasto Meta e può essere ottenuto con l ALT, oppure, se non è presente tale tasto, con ESC (rilasciare ESC dopo averlo premuto)):

customize-variable RET LaTeX-clean-intermediate-suffixes RET

Per aggiungere nuove estensioni selezionare INS e inserire di fianco a Regexp: l espressione regolare (per maggiori informazioni sulle espressioni regolari in Emacs si può consultare il manuale di Elisp in Emacs oppure vedere qui) corrispondente all estensione che si vuole aggiungere. Per esempio io ho aggiunto le estensioni .tex~ (i file di backup creati da Emacs) e .run.xml (file usati per creare la bibliografia) con le seguenti espressioni regolari:

.tex~
.run.xml

Per rendere definitiva la modifica selezionare Save for future sessions (bisognerà fare lo stesso ogni volta che si usa customize-variable).

Emacs si preoccupa anche di indentare correttamente il codice, compresi i vari ambienti. Si può in particolare impostare l editor in modo che quando viene premuto il tasto di Invio (o, nella notazione di Emacs, RET) il cursore si porti, nel rigo successivo, nella giusta posizione richiesta da una corretta indentazione. Per fare ciò bisogna modificare la variabile TeX-newline-function con il comando:

customize-variable RET TeX-newline-function RET

Selezionare Value Menu e scegliere newline-and-indent. È possibile anche modificare il comportamento di Emacs nell indentazione all interno di determinati ambienti modificando la variabile LaTeX-indent-environment-list, sempre con il comando:

customize-variable RET LaTeX-indent-environment-list RET

Io, per esempio, ho aggiunto l ambiente lstlisting per fare in modo che Emacs non aggiungesse automaticamente il rientro per il testo inserito in questo ambiente. Per fare ciò ho selezionato INS, scritto lstlisting di fianco a Environment: e dopo aver messo la spunta a Function: ho scritto nel relativo spazio current-indentation (proprio come risulta di default per l ambiente verbatim).

Emacs permette anche l evidenziazione della sintassi di LaTeX, ma in alcuni (rari) casi può andare in difficoltà. Per esempio ho avuto problemi con il già citato ambiente lstlisting in quanto AUCTeX 11.86 non conosce bene il suo funzionamento (per esempio l inserimento del simbolo del dollaro $ rovina tutta l evidenziazione del documento). Per fortuna è possibile spiegargli che lo deve trattare allo stesso modo dell ambiente verbatim (in pratica tutto ciò che si trova all interno di questo ambiente non viene interpretato da Emacs per quanto riguarda l evidenziazione della sintassi) modificando la variabile LaTeX-verbatim-environments:

customize-variable RET LaTeX-verbatim-environments RET

aggiungete lstlisting (penso che ormai avrete capito come funziona questo tipo di interfaccia di modifica delle variabili) e il gioco è fatto.

In maniera predefinita Emacs compila i documenti in formato DVI. Se invece si vuole impostare in maniera predefinita il formato PDF bisogna modificare il valore della variabile TeX-PDF-mode:

customize-variable RET TeX-PDF-mode RET

Selezionare Toggle fino ad arrivare a on (non-nil).

Se si è installata una distribuzione di LaTeX in un percorso non riconosciuto immediatamente da Emacs e AUCTeX bisognerà modificare alcune variabili. Per esempio, io ho installato TeX Live 2010 seguendo questa guida di Enrico Gregorio e tutti i file di LaTeX si trovano in sottocartelle di /usr/local/texlive/2010/ (in cui Emacs e AUCTeX normalmente non cercano). Fra le variabili che potrebbero dover essere cambiate ci sono TeX-macro-global (contiene, ricorsivamente, le cartelle in cui AUCTeX cercherà i file di stile) e exec-path (contiene i percorsi in cui Emacs cerca i programmi da eseguire). La modifica di queste variabili è simile a quanto visto finora. Per la prima variabile ho aggiunto il percorso /usr/local/texlive/2010/texmf-dist/tex/, mentre per exec-path ho aggiunto /usr/local/texlive/2010/bin/i386-linux/ (su architetture diverse dal 32 bit questo percorso sarà sicuramente diverso. Controllate per bene la posizione in cui avete installato la distribuzione).

Per modificare il programma con cui viene aperto il documento di output (sia esso in formato DVI, PDF, HTML, ecc) tramite C-c C-c View RET bisogna modificare la variabile TeX-view-program-selection. Come al solito per personalizzare la variabile si può usare

customize-variable RET TeX-view-program-selection RET

Le impostazioni viste finora vengono salvate automaticamente da Emacs nel file di inizializzazione ~/.emacs (ricordo che la tilde ~ è un abbreviazione del percorso della propria cartella home, mentre i file che hanno il nome che inizia con un punto sono nascosti). Tutte queste impostazioni possono essere anche memorizzate modificando manualmente il file .emacs (per poter fare ciò autonomamente bisogna però conoscere il linguaggio Emacs Lisp). Vediamo ora qualche altra utile opzione che imposteremo modificando direttamente il file .emacs (queste comunque possono sempre essere impostate anche utilizzando l interfaccia di customize-variable).

Il manuale di AUCTeX suggerisce di aggiungere a .emacs le seguenti linee:

(setq TeX-auto-save t)
(setq TeX-parse-self t)

in modo che ottenere supporto per i pacchetti LaTeX che vengono usati nei propri documenti (l opzione TeX-parse-self fa effettuare a Emacs il parsing del documento e le informazioni verranno raccolte in una sottocartella della directory del documento modificato chiamata auto/. Se non si desidera affollamento nelle proprie cartelle si potrebbe non voler attivare queste due opzioni).

Se si usa frequentemente suddividere i propri documenti LaTeX in più parti da includere nel file principale con i comandi input o include può essere utile aggiungere al file .emacs l opzione

(setq-default TeX-master nil)

In questo modo, all apertura dei documenti LaTeX Emacs chiederà qual è il file principale associato (su cui dovrà, per esempio, eseguire i comandi di compilazione).

Si può far in modo che all apertura di un documento LaTeX Emacs esegua il controllo ortografico al volo aggiungendo a .emacs l opzione

(add-hook TeX-mode-hook flyspell-mode)

Inoltre, se si usa spesso LaTeX per comporre documenti matematici potrebbe essere utile aggiungere l opzione

(add-hook TeX-mode-hook LaTeX-math-mode)

che permette il rapido inserimento di numerosi simboli matematici (vedi manuale). Infine, per fare in modo che il cursore vada a capo dopo l inserimento di un numero prefissato di caratteri per rigo (ovviamene Emacs è intelligente, non spezza una parola in due, va a capo in modo che il rigo risulti lungo al massimo il numero prefissato di caratteri) si può aggiungere l opzione

(add-hook TeX-mode-hook turn-on-auto-fill)

Il numero di caratteri per rigo dopo il quale Emacs dovrà andare a capo è salvato nella variabile fill-column. Lascio per esercizio scoprire come si modifica tale variabile (ok, lascio un indizio: si può usare sempre il solito comando :-D ).

Popularity: unranked [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

ott
09

Ipe: An error occurred during the Pdflatex run. There was an error reading the Pdflatex output [Risolto]

 

Se avete installato la distribuzione TeX Live 2010 e usate il programma di grafica Ipe per creare disegni, andando a compilare un immagine potreste ricevere la seguente finestra di errore:

An error occurred during the Pdflatex run

There was an error reading the Pdflatex output

Trovate la soluzione a questo problema qui: http://http.typke.com/cgi-bin/bugzilla3/show_bug.cgi?id=350 e consiste nell aggiungere al preambolo dell immagine il comando pdfobjcompresslevel0. Ricordo che il preambolo di un immagine Ipe può essere modificato da Edit ? Document properties (oppure con la scorciatoia da tastiera CTRL + Shift + P), scrivendo nel campo Latex preamble.

Popularity: unranked [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

ott
09

Ipe: An error occurred during the Pdflatex run. There was an error reading the Pdflatex output [Risolt]

 

Se avete installato la distribuzione TeX Live 2010 e usate il programma di grafica Ipe per creare disegni, andando a compilare un immagine potreste rivedere la seguente finestra di errore:

An error occurred during the Pdflatex run

There was an error reading the Pdflatex output

Trovate la soluzione a questo problema qui: http://http.typke.com/cgi-bin/bugzilla3/show_bug.cgi?id=350 e consiste nell aggiungere al preambolo dell immagine il comando pdfobjcompresslevel0. Ricordo che il preambolo di un immagine Ipe può essere modificato da Edit ? Document properties (oppure con la scorciatoia da tastiera CTRL + Shift + P), scrivendo nel campo Latex preamble.

Popularity: unranked [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

ott
09

Git4LaTeX: una guida introduttiva a Git per progetti LaTeX

 

Chi scrive documenti con LaTeX potrebbe a un certo punto avere il bisogno di controllare lo sviluppo dei vari documenti, in modo da controllare i cambiamenti effettuati tra un salvataggio e l altro per poter, eventualmente, anche individuare quando sono stati introdotti degli errori e poter in pochi passi ripristinare una versione precedente. In vostro soccorso arriva allora Git, programma di controllo versione. L uso tipico di Git è quello di tenere traccia dello sviluppo di un software, ma svolge ugualmente bene il suo lavoro con i documenti LaTeX.

Proprio per spiegare come utilizzare insieme Git e LaTeX, sul forum del Guit l utente dianoia ha annunciato la realizzazione di una guida (con licenza CC-BY-NC-SA 2.5 Italy) sull uso di Git per gestire lo sviluppo di un documento scritto in LaTeX. La guida non si prefigge grandi scopi, non diventerete degli esperti di Git leggendola, ma è sicuramente d aiuto per riuscire a usare insieme questi due utili strumenti.

Trovate il codice sorgente della sua guida di dianoia su Gitorious all indirizzo http://www.gitorious.org/git4latex e potete scaricare il documento PDF (che potrebbe risultare non aggiornato) all indirizzo http://hotfile.com/dl/74484041/9c21bb8/git4latex.pdf.html. Se avete Git sul vostro sistema potete potete clonare il repository con il comando

git clone git://gitorious.org/git4latex/git4latex.git

Infine il codice sorgente può essere scaricato anche in un archivio compresso all indirizzo http://www.gitorious.org/git4latex/git4latex/archive-tarball/master.

Visto che l utente ha saggiamente pensato di utilizzare una licenza libera per questa utile guida ho realizzato un fork che potete trovare sempre su Gitourious all indirizzo http://www.gitorious.org/~elrondgit/git4latex/elrondgits-git4latex/commits/elrond, il PDF (anche questo non sempre aggiornato) può essere scaricato all indirizzo http://elubuntu.altervista.org/LaTeX/git4latex.pdf. Sempre se avete Git installato nel sistema potete clonare il repository con il comando

git clone git://gitorious.org/~elrondgit/git4latex/elrondgits-git4latex.git elrondgits-git4latex
cd elrondgits-git4latex # per entrare nella cartella
git checkout elrond # per aprire il branch

(gli ultimi due comandi, come spiegato nei commenti, servono per visualizzare il mio branch). Per finire anche questo lungo elenco di indirizzi segnalo che il mio branch può essere scaricato in un archivio compresso all indirizzo http://www.gitorious.org/git4latex/elrondgits-git4latex/archive-tarball/elrond.

Happy TeXing :)

Popularity: unranked [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

set
20

Creare un metapacchetto deb con equivs

 

Seguite queste istruzioni a vostro rischio e pericolo, non assicuro che non possano creare qualche dipendenza rotta.

In APT (il sistema che gestisce i pacchetti di Debian, Ubuntu e compagnia) i metapacchetti (o dummy packages, pacchetti silenziosi) sono dei pacchetti che non forniscono un vero e proprio software ma che permettono di installare come dipendenze altri programmi. È, per esempio, un metapacchetto ubuntu-desktop: in sé non installa nessun programma, ma fa installare come dipendenze tutti i programmi presenti di default nella versione desktop di Ubuntu.

È possibile creare (in Debian e Ubuntu) dei metapacchetti con il programma equivs. Si installa normalmente da repository. Come al solito si può scegliere la via grafica installando con Synaptic il pacchetto equivs, oppure da terminale con il comando

sudo apt-get install equivs

equivs, che funziona da terminale, consiste di due comandi: equivs-control ed equivs-build. Il primo genera il file di configurazione del metapacchetto che si vorrà creare:

equivs-control nomepacchetto

creerà un file chiamato nomepacchetto (ovviamente potete sostituire a nomepacchetto il nome del metapacchetto che vi interessa creare). Il file deve essere modificato con un qualsiasi editor di testo affinché contenga le impostazioni desiderate. Le opzioni che devono essere necessariamente presenti sono Package, Description e Depends. Ricordarsi di rimuovere il cancelletto (decommentare) davanti a tutte le opzioni modificate.

Con

equivs-build nomepacchetto

(nomepacchetto deve essere il nome del file creato con il comando precedente) si costruisce nella stesa cartella il pacchetto deb sulla base delle informazioni contenute nel file appena impostato che potrà essere installato facendoci doppio clic sopra oppure ancora da terminale con il comando

sudo dpkg -i nomepacchetto.deb

(il nome però non sarà semplicemente nomepacchetto.deb ma conterrà il numero della versione e l architettura impostate, usate l autocompletamento con il tasto TAB per sapere qual è il nome, oppure semplicemente controllatelo aprendo la cartella).

Un dei possibili usi dei metapacchetti è quello di poter installare con un solo doppio clic numerosi programmi, oppure far credere al sistema APT che sia installato un determinato programma quando lo si è installato in maniera diversa (per esempio attraverso la compilazione del codice sorgente). Per esempio in questi giorni ho installato la distribuzione TeX Live 2010 dal sito ma avevo la necessità di far credere ad APT che i pacchetti texlive e texlive-binaries fossero installati, per poter installare altri programmi dipendenti da questi. Per fare ciò ho creato il file texlive con il seguente contenuto:

Section: misc
Priority: optional
Homepage: http://tug.org/texlive/
Standards-Version: 2010

Package: texlive
Version: 2010
Provides: texlive,texlive-latex-base
Maintainer: me
Architecture: all
Description: Texlive dummy package

e texlive-binaries con il seguente contenuto:

Section: misc
Priority: optional
Homepage: http://tug.org/texlive/
Standards-Version: 2010

Package: texlive-binaries
Version: 2010
Provides: texlive-binaries,texlive-base-bin
Maintainer: me
Architecture: all
Description: texlive-binaries dummy package

e con i comandi

equivs-build texlive
equivs-build texlive-binaries

ho generato i pacchetti deb che ho potuto installare con un doppio clic.

Come spiegato nella documentazione (in particolare nel manuale di equivs-build), se si riscontra qualche caso in cui il sistema delle dipendenze dei pacchetti dovrebbe essere migliorato, non usare equivs ma piuttosto segnalare agli sviluppatori il problema.

Popularity: unranked [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

ago
25

Usare il pacchetto LaTeX xfrac su Ubuntu Lucid

 

Questo è un post per smaliziati utenti LaTeX. Capita spesso di dover inserire nei propri documenti delle frazioni, e sarebbe bello ed esteticamente gradevole farlo usando non solo la solita piatta linea orizzontale di frazione, ma una bella sbarra obliqua. Il pacchetto che permette ciò è xfrac, ed ha un’altra importante caratteristica: riesce agevolmente a gestire tutti i tipi di font usati per il testo, senza generare fastidiose incongruenze.

Purtroppo xfrac non è compreso in TeXLive, la distribuzione LaTeX pacchettizzata per Debian ed Ubuntu, e tocca installarlo manualmente. Ma anche dopo averlo installato, si avrà un errore. Vediamo come procedere:

Scarichiamo il pacchetto da CTAN:

wget http://mirror.ctan.org/macros/latex/contrib/mh.zip

Spostiamolo nella cartella di sistema di LaTeX, estraiamo l’archivio e cancelliamo lo zip:

sudo mv mh.zip /usr/share/texmf/tex/latex
sudo unzip /usr/share/texmf/tex/latex/mh.zip
sudo rm mh.zip

entriamo nella cartella e compiliamo il pacchetto

cd mh
sudo tex *.dtx

In questo momento, il pacchetto avrebbe dovuto funzionare, ma ci darà errore perchè, come è stato segnalato nel bug tracker di Debian, xfrac dipende da alcuni file di stile (template.sty) che sono presenti nella nuova distribuzione di LaTeX (LaTeX3). Quindi, adesso sarà sufficiente installare l’apposito pacchetto e rigenerare la cache dei file di stile:

sudo apt-get install texlive-latex3
sudo texhash

Popularity: 1% [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

ago
25

WordPress latex plugin!

 

This blog is now latex-powered! LOL

 underset{	ext{pirosseno ferroso}}{4FeSiO_{3}}+O_{2}+nH_{2}O<br />
ightleftharpoons underset{	ext{limonite}}{4FeO_{3}cdot nH_{2}O}+underset{	ext{silice disciolta}}{4SiO_{2}}

Latex code generated using WP QuickLatex and code:

underset{	ext{pirosseno ferroso}}{4FeSiO_{3}}+O_{2}+nH_{2}O
ightleftharpoons underset{	ext{limonite}}{4FeO_{3}cdot nH_{2}O}+underset{	ext{silice disciolta}}{4SiO_{2}}

Popularity: 1% [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

ago
25

Installare TeXLive da CTAN su Ubuntu Lucid

 

LaTeX: S_{r}=frac{V_{w}}{V_{v}}=left{frac{G_{w}cdot w}{e}<br />
ight}

Per i puristi del TeX: in questo post cerco di semplificare la situazione per i niubbi come me, abbiate pazienza :) Aggiungo anche: questa guida è stata scritta un mesetto dopo aver fatto esperienza con TeXLive, se c’è qualche errore segnalatemelo! Il tutto è da intendersi testato su Ubuntu Lucid.

Recentemente, grazie a qualche dritta da parte di un “passante”, Roberto, e motivato da qualche disavventura, ho scoperto un sistema alternativo per l’utilizzo di TeXLive su Ubuntu/Debian. In effetti, senza niente togliere al fantastico lavoro dei contributor e dei mantainer Debian/Ubuntu, trovo inefficiente la gestione dei pacchetti LaTeX. Ma andiamo con ordine.

LaTeX è un linguaggio di markup per la redazione di documenti professionali, particolarmente utile in ambito scientifico perchè permette di ottenere risultati incomparabili rispetto a qualsiasi altro editor per qualità, semplicità ed efficienza del sistema. LaTeX è distribuito in pacchetti, ognuno dei quali ha una propria funzione. I pacchetti sono organizzati in un repository online (CTAN, Comprehensive TeX Archive Network). Debian non fa altro che creare raccolte di questi pacchetti in base alle loro funzioni, e li distribuisce. Com’è ovvio, i pacchetti vengono aggiornati molto più spesso di quanto la stessa Debian non faccia, ma utilizzando i pacchetti della distribuzione ci si costringe a “congelare” la propria versione dei pacchetti LaTeX per uno o due anni, rinunciando alle features che possono essere introdotte nel frattempo.

Partendo da CTAN, su base annuale vengono sfornate distribuzioni di pacchetti LaTeX, tra le quali le più famose sono TeXLive (per Unix) e MikTeX (per Linux). E installare TeXLive dai repository di Debian, come abbiamo visto sopra, è forse la maniera più inefficiente di gestire uno strumento che si aggiorna molto più frequentemente di quanto la stessa Debian non faccia. Ma lo svantaggio è anche un altro: ogni pacchetto di TeXLive in Debian contiene per ovvie ragioni decine di pacchetti LaTeX, molti dei quali probabilmente a noi non servono ed occupano solo spazio sul disco fisso (sul PC di casa possiamo anche soprassedere, ma vogliamo parlare di quanto spazio TeXLive si mangia sul netbook?). Quindi, o tutto o niente: su Debian non è possibile installare da repository solo il pacchettino LaTeX che ci interessa per le funzioni matematiche, tocca beccarci tutto il “latex-science”, con decine di tool che non useremo mai.

Come risolvere? Semplice: disinstalliamo i pacchetti texlive di Debian e facciamo partire l’installer di TeXLive per Unix/Linux.

sudo apt-get remove --purge texlive*

È probabile che con TexLive vengano disinstallati anche altri programmi che su questo si appoggiavano, come LyX o Kyle. Non ci pensate, risolveremo dopo, anche perchè solo TeXLive verrà rimosso integralmente con tutti i suoi file di configurazione, mentre LyX e gli altri verranno rimossi in maniera “soft”, mantenendo tutte le impostazioni e configurazioni, che ritroveremo dopo una nuova installazione. A questo punto puliamo anche tutti i file della vecchia TeXLive:

sudo rm -r /usr/share/texmf

Scarichiamo ed estraiamo l’installer da rete di TeXLive:

wget http://ftp.uniroma2.it/TeX/systems/texlive/tlnet/install-tl.zip
unzip install-tl.zip
rm install-tl.zip

Adesso siamo pronti ad installare le librerie Wx di Perl per avviare l’interfaccia grafica dell’installer, e far partire l’installazione. L’installazione dei pacchetti avviene interamente scaricando i vari file da internet, quindi assicuratevi di poter tenere acceso il PC anche per mezza giornata (a seconda della quantità di pacchetti di default che vorrete installare, ed in funzione della velocità della vostra connessione). Il “sudo” dell’ultimo comando è importante perchè l’installazione di default di TeXLive è in una cartella di sistema (/usr/local/texlive per la precisione).

sudo apt-get install libwx-perl
cd install-tl*
sudo perl install-tl --gui

Le opzioni da selezionare in questa fase sono altamente soggettive, ma grossomodo:

  • Schemi selezionati: evitate scheme-full, installerà l’intera TeXLive, son diversi Gib e probabilmente non vi servirà mai tutto; basic-scheme per la mia esperienza è andato più che bene.
  • collezioni di base: permette di selezionare collezioni di pacchetti da installare in base alle loro funzioni; consigliati quelli scientifici, quelli per la grafica e quelli relativi alle bibliografie; se avete paura di mettere troppo o troppo poco, non vi preoccupate, TeXLive è così flessibile che dopo potrete aggiungere/rimuovere pacchetti senza sforzo e senza sporcare il sistema.
  • collezioni di lingue: spuntate solo quelle che realmente vi interessano (italiano, inglese, francese, spagnolo, ecc.)
  • installa la documentazione per font e macro: ho inserito “No” e vivo benissimo; idem per “Installa i sorgenti per font e macro”;
  • crea i collegamenti nelle directory di sistema: ho cambiato in “Si”, spuntando anche “crea i collegamenti simbolici nelle directory standard”, così da poter avere tutti i comandi di LaTeX a portata di mano anche dal terminale; vivamente consigliato.

Non resta che avviare l’installazione con “Installa TeXLive”. Al termine, avrete un sistema LaTeX personalizzato, perfettamente funzionante, flessibile e decisamente più leggero di quello installabile dai pacchetti Debian. Nei prossimi post vedremo come installare/rimuovere pacchetti LaTeX, come aggiornarli o esportare la lista dei pacchetti installati per l’installazione speculare su un’altra macchina. Commentate!

Popularity: 1% [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

ott
17

Guida introduttiva alla creazione di Makefile per compilare documenti LaTeX

 

Per scrivere i miei documenti LaTeX uso un semplice editor di testo e per compilare il documento finale uso il terminale. I comandi da eseguire per compilare un documento devono spesso essere ripetuti più volte e qualche volta trovo di difficile memorizzazione la giusta sequenza delle operazioni. Per semplificarmi la vita ho quindi deciso di rivolgermi a make:

make è una utility usata con i sistemi operativi della famiglia UNIX che automatizza il processo di conversione dei file da una forma ad un altra, risolvendo le dipendenze e invocando programmi esterni per il lavoro necessario. [...] Esso usa file chiamati “makefiles” per determinare il grafo delle dipendenze per un particolare output, e gli script necessari per la compilazione da passare alla shell.
(http://it.wikipedia.org/wiki/Make)

I Makefile sono estremamente diffusi nell ambito della programmazione, la maggioranza dei software open-source sfrutta i Makefile per automatizzare la compilazione del programma. La mia idea di utilizzarli anche per compilare documenti LaTeX è tutt altro che originale, su Internet, infatti, è possibile recuperare numeri sorgenti LaTeX con allegato un Makefile. Esistono dei programmi (essenzialmente degli script) che permettono di compilare correttamente un documento LaTeX con un solo comando, ma preferisco di gran lunga scrivermi da solo un Makefile perché è estremamente flessibile (con cambiamenti minimi può essere adattato a documenti diversi) e perché oltre alla compilazione automatizza anche altri processi come la conversione di immagini nei formati corretti per l inclusione nel documento finale o la cancellazione dei file temporanei generati nella creazione di quest ultimo.

Su Internet si trovano numerose guide che spiegano come realizzare Makefile per compilare programmi, ma poco e niente si trova più specificamente per i documenti LaTeX (sebbene il funzionamento di make sia indipendente dall utilizzo, suppongo che un utente LaTeX non abbia necessariamente le conoscenze necessarie per comprendere una guida rivolta a un programmatore). Per questo motivo già da un po di tempo (come segnalai sul forum del Gruppo Utilizzatori Italiani di TeX) ho pubblicato una breve guida al riguardo. Il manuale, in formato PDF, lo potete trovare all indirizzo http://elubuntu.altervista.org/LaTeX/Guide/make.pdf, mentre i sorgenti si trovano all indirizzo http://elubuntu.altervista.org/LaTeX/Guide/make.tar.gz.

Mi sono concentrato più sui contenuti che sulla forma, infatti in una delle ultime riletture ho trovato svariati errori ortografici, se ne individuate altri segnalate pure. I Makefile che sono illustrati sono relativamente semplici (date le mie conoscenze basilari sull argomento), ma se ne possono realizzare di molto molto più complessi. Anche in questo caso, se avete consigli, suggerimenti su come ampliare e migliorare la guida siete i benvenuti. La guida è rilasciata con licenza CC-BY, quindi chiunque può modificarlo, adattarlo alle proprie esigenze, ampliarlo (mi farebbe piacere conoscere le modifiche apportate, specie se di ampliamento), a patto di citarne l autore (cioè io :D ).

Avevo intenzione di aggiungere alla guida delle brevi appendici di cui trovate i titoli (provvisori) nel file make.tex dell archivio, per questo momento però non ho la possibilità di scrivere nulla a riguardo, se mi sarà possibile lo farò fra un po di tempo.

Popularity: 1% [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

mag
03

Svecchiare completamente KDE 3.x

 

Chi utilizza KDE come DE, allo stato attuale avrà sicuramente sotto mano l’ultima versione del ramo stabile 4.2.x, me compreso. Sono però sicuro che la maggior parte ha ancora le vecchie kdelibs di KDE 3.x per far funzionare qualche programma della vecchia versione (k3b, kile, e così via).

kde-progs

Io ho già da tempo tolto queste librerie “obsolete” poiché lo stato di molte applicazioni (quelle facenti parte di extragear) è a buon punto.

Vediamo ora una panoramica dei programmi più importanti non appartenenti al ciclo di rilasci ufficiale di KDE:

1) Amarok
L’ultima versione stabile di Amarok è la 2.0.2 che va egregiamente. Io preferisco usare la versione SVN (non ve la consiglio) però nelle maggiori distribuzioni Amarok 2.x (quindi per KDE 4) è presente, quindi nessun problema.

2) KTorrent
Anche per KTorrent valgono le stesse cose dette per Amarok. L’ultima versione è la 3.2.1 e va alla grande.

3) digiKam
Questo programma (digiKam) non l’ho mai usato, ma so che “va parecchio”… dato che con la versione 0.10.0 si sono fatti molti passi in avanti. Da provare (io in primis).

4) K3b
k3b, il noto programma per la masterizzazione, ha subito qualche settimana un’accelerazione dello sviluppo mai visto prima. Il fatto particolare è che Mandrivia ha commissionato sotto pagamento 2 persone (tra cui Sebastian Trueg, lo sviluppatore principale che lavora per Mandrivia, ma che dedica molto del suo tempo allo sviluppo di NepomuK) per cercare di completare il più presto possibile il “porting” dalla vecchia alla nuova versione. L’ultima versione è la 1.65.0 (alpha 1)… se dovete masterizzare CD o DVD e nulla più, anche una versione alpha è sufficiente, quindi non abbiate paura: usate la versione SVN senza paure. Per la compilazione occorre polkit-qt:

Link SVN K3b: svn://anonsvn.kde.org/home/kde/trunk/extragear/multimedia/k3b
Link SVN polkit-qt: svn://anonsvn.kde.org/home/kde/trunk/kdesupport/polkit-qt

5) Kile
Per gli smanettoni del LaTeX come me, avrà sicuramente notato che in debian è già presente una versione experimental di kile. Allo stato attuale, questa versione 2.0.81 non è da buttare… anzi, la ritengo abbastanza stabile. In definitiva, va benone.

Link SVN Kile: svn://anonsvn.kde.org/home/kde/trunk/extragear/office/kile

6) Konversation
Lo stato di questo programma (Konversation, che ricordiamo essere un client IRC molto potente) è ancora in pre-alpha, ma la stabilità secondo me è da beta. Il debian è presente una snapshot, e va molto bene, pertanto se volete usare la versione “trunk”, non vedo problemi di alcun genere.

Link SVN Konversation: svn://anonsvn.kde.org/home/kde/branches/work/konvi-kde4

7) Kaffeine
Il mio ex-player preferito (fino alla prossima versione stabile) da poco ha subito notevoli progressi. L’ultima versione di Kaffeine è una 1.0-pre-alpha che funziona discretamente bene, anche se abbastanza incompleta rispetto alla vecchia versione per KDE 3. Se lo volete provare, di seguito c’è il link.

Link SVN Kaffeine: svn://anonsvn.kde.org/home/kde/trunk/extragear/multimedia/kaffeine

8) Kftpgrabber
Kftpgrabber è un client FTP che già per la versione vecchia di KDE dava alcuni problemi. A me non serve più di tanto lavorare con FTP, però spero che diventi più potente di FileZilla (che non mi è mai piaciuto).

Link SVN Kftpgrabber: svn://anonsvn.kde.org/home/kde/trunk/extragear/network/kftpgrabber

9) Mame-executor
E questa è una chicca! Dato che kxmame non è più portato avanti, ho trovato Mame-executor, ossia un software che utilizza le nuove librerie di KDE 4 che funziona discretamente bene. Provare per credere. Sono un po’ pessimista per il futuro però speriamo bene :)

Link SVN Mame-executor: svn://mame.mindkiller.com/MameExecutor/trunk

10) Kopier
Ricordate Kooka per le scannerizzazioni? Purtoppo è stato abbandonato ma nessuna paura: Kopier è tra noi. Kopier ha praticamente le stesse funzioni di Kooka (ricordo che per scannerizzare, è sufficiente anche usare solo Kolourpaint).

Link Kopier: svn://anonsvn.kde.org/home/kde/trunk/playground/graphics/kopier

11) Partitionmanager
Finalmente KDE ha un grande programma per la gestione delle partizioni del disco: Partitionmanager. Ero stanco di qt-parted e di gparted, ma ora tutto è risolto! È in versione 1.0.0 beta-2 e promette molto bene (probabilmente secondo me verrà incluso in kdeadmin prima o poi).

Link Partitionmanager: svn://anonsvn.kde.org/home/kde/trunk/extragear/sysadmin/partitionmanager

12) Plasma PanelSpacer
Uno dei maggiori difetti di KDE 4 e di Plasma è la disposizione degli oggetti, ossia i plasmoidi. Cercare di emulare il comportamento della barra di Gnome in KDE 4 è praticamente impossibile. Una mano ce la da, per fortuna, questo plasmoide: PanelSpacer.

Link Plasma PanelSpacer: svn://anonsvn.kde.org/home/kde/trunk/playground/base/plasma/applets/panelspacer

13) Plasma SystemLoadViewer
Infine questa carrellata di programmi termina con quest’altro plasmoide (SystemLoadViewer), utile per la visualizzazione del carico CPUs, MEM e swap. Nell’immagine può sembrare bruttino, però è stato migliorato pesantemente :)

Link Plasma SystemLoadViewer: svn://anonsvn.kde.org/home/kde/trunk/KDE/kdeplasma-addons/applets/systemloadviewer

Popularity: 1% [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

mag
03

Manituana + LaTeX

 

Popularity: 1% [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

top