mag
02

Kubuntu 13.04

 

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ago
06

Aurélien Gâteau: l’esperienza con HandBrake 0.9.8 sul ripping dei DVD

 

Logo di HandBrakeAurélien Gâteau – uno sviluppatore di KDE, attivo ultimamente nel porting di LightDM – non è soltanto un ingegnere. È anche un padre e, come tale, deve rispondere alle richieste dei propri figli. Nello specifico, Gâteau ha dovuto effettuare il ripping del DVD di Cars 2 della Disney affinché fosse leggibile da un Home Theatre PC (HTPC) con XBMC. Abituato a utilizzare K9Copy o Ogmrip, ha incontrato delle difficoltà a causa di ARccOS: è un sistema di protezione creato da Sony nel 2007 per tutelare le restrizioni regionali dei DVD.

Gâteau è in possesso del DVD originale di Cars 2 e il ripping della copia gli serve giusto perché sia leggibile dal dispositivo che utilizza per la riproduzione dei contenuti multimediali, mentre ARccOS è stato concepito per evitare la riproduzione illecita. Purtroppo, K9Copy e Ogmrip non sono stati in grado d’effettuare il ripping: Gâteau non s’è perso d’animo e con una breve ricerca sul web è venuto a conoscenza di HandBrake, un programma open source del quale avevamo già parlato nel 2009 — e che aggira le restrizioni di Sony.

Nonostante la scarsa popolarità, HandBrake è tuttora mantenuto ed è disponibile per Linux, Mac OS X e Windows sotto licenza GPL. L’ultima versione, cioè la 0.9.8, è stata rilasciata il 18 luglio: sembra che lo sviluppo sia appena ripreso dopo una lunga pausa. John Stebbins, il principale sviluppatore di HandBrake, mantiene personalmente un PPA su Launchpad per Ubuntu, coi pacchetti aggiornati a Precise Pangoline. Se siete alla ricerca di una soluzione open source per ARccOS di Sony, HandBrake 0.9.8 potrebbe fare al caso vostro.

Via | Aurélien Gâteau

Aurélien Gâteau: l’esperienza con HandBrake 0.9.8 sul ripping dei DVD é stato pubblicato su Ossblog.it alle 13:00 di lunedì 06 agosto 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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lug
25

Project Neon con le daily build di KDE disponibili su Kubuntu per KVM

 

Logo di Project NeonProject Neon – un’iniziativa coordinata da Harald Sitter che dal 2008 propone le nightly build di KDE precompilate per Kubuntu – ha esteso il progetto alla virtualizzazione con KVM. L’archivio originario fornisce i pacchetti del desktop environment in un Personal Package Archive (PPA) su Launchpad, ma aggiungerli a un’installazione “fisica” della distribuzione potrebbe compromettere il sistema e costringere a misure drastiche. Il software incluso è estremamente instabile, nonostante sia aggiornato dalle versioni già rilasciate.

Project Neon KVM è adatto tanto a chi non utilizza quotidianamente Linux, quanto a chi preferisce una distribuzione diversa da Kubuntu e non potrebbe usufruire del PPA dedicato per il progetto. Le immagini sono rigenerate ogni settimana e includono uno script per avviare la macchina virtuale alle impostazioni consigliate: a livello predefinito occorre riservare 2Gb di RAM a KVM, però lo script originale in ubuntu-vm/run.sh può essere modificato per allocare uno spazio più contenuto. Oppure definire delle impostazioni differenti.

Diversamente dai pacchetti le immagini virtuali sono ospitate da Jonathan Riddell su Amazon Web Services (AWS). Per accedere al sistema bisogna utilizzare il nome utente e la password neon. La macchina virtuale offre un’installazione di Ubuntu 12.04 a 32-bit – non di Kubuntu, come si potrebbe pensare – alla quale sono associati i pacchetti del PPA di Project Neon. Lo script d’avvio dev’essere modificato sulle distribuzioni che non prevedono un symlink a kvm da qemu-kvm. L’ambiente include soltanto gli strumenti per lo sviluppo.

Via | KDE.news

Project Neon con le daily build di KDE disponibili su Kubuntu per KVM é stato pubblicato su Ossblog.it alle 12:00 di mercoledì 25 luglio 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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giu
02

David Edmundson attiva la doppia autenticazione di Google su LightDM

 

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KubuntuLightDM-KDE ha acquisito la possibilità d’utilizzare il sistema a doppia autenticazione di Google — per l’accesso al desktop environment. David Edmundson ha pensato d’integrare la soluzione di Mountain View, forte del fatto che non è richiesto un profilo su Google Account: la tecnologia, infatti, è open source e funziona coi normali utenti di Linux. Implementa Pluggable Authentication Module (PAM) e – in poche parole – richiede l’inserimento di due parole-chiave, per ottenere l’autorizzazione definitiva ad accedere al sistema.

La nuova funzionalità è inclusa in un ramo sperimentale del display manager. Gli utenti di Kubuntu che utilizzassero il PPA dedicato a LightDM-KDE su Launchpad possono usufruirne installando il pacchetto libpam-google-authenticator. In alternativa, è necessario scaricare e installare il sorgente della risorsa da Google. Per ottenere la chiave segreta si possono utilizzare gli strumenti a riga di comando o un barcode – generato sempre dalla shell – da scansionare con uno smartphone. Nell’esempio, Edmundson ha utilizzato Android.

Google Authenticator è presente sia su Google Play per Android, sia su App Store per iOS. Esiste pure la versione da BlackBerry. Se non si utilizzano i pacchetti precompilati, occorre modificare le stringhe d’autenticazione di PAM inserendo auth required pam_google_authenticator.so nei file presenti in /etc/pam.d. In futuro, Edmundson pensa di prevedere tanto l’utilizzo della tastiera a schermo per i dispositivi portatili, quanto il riconoscimento delle impronte digitali. Entrambe le soluzioni sono già supportate da PAM e KDE.

LightDM-KDE e Google Authenticator

LightDM-KDE e Google AuthenticatorLightDM-KDE e Google Authenticator

Via | David Edmundson

David Edmundson attiva la doppia autenticazione di Google su LightDM é stato pubblicato su Ossblog.it alle 17:00 di sabato 02 giugno 2012.

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mag
16

LightDM-KDE 0.2 adotta gli schermi multipli e le anteprime “al volo”

 

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KubuntuLightDM, il display manager utilizzato da Ubuntu in Unity, continua a progredire nel porting su KDE di David Edmundson. Rilasciato in versione 0.1 su Precise Pangoline, LightDM-KDE 0.2 otterrà un paio di nuove funzioni: anzitutto, il supporto agli schermi multipli — escluso dal primo perché Edmundson dispone di un monitor soltanto.

Tuttavia, il lavoro più interessante riguarda le possibilità di personalizzazione del greeter. LightDM-KDE utilizza QML, lo stesso linguaggio di KSplash, e la versione 0.2 supporterà le anteprime “al volo” in System Settings. La coincidenza sul markup permetterà di migliorare l’integrazione del display manager col resto del desktop.

QML è la parola-chiave dello sviluppo di KDE Frameworks 5, l’aggiornamento del desktop environment – che inizierà quest’estate – alle Qt5. Molti aspetti dell’interfaccia passeranno a QML, incluso il compositor. LightDM-KDE beneficerà della transizione, però è installabile immediatamente su Kubuntu 12.04 LTS per una prova sul campo.

LightDM-KDE 0.2

LightDM-KDE 0.2LightDM-KDE 0.2

Via | David Edmundson

LightDM-KDE 0.2 adotta gli schermi multipli e le anteprime “al volo” é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di mercoledì 16 maggio 2012.

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apr
22

LightDM-KDE 0.1.0 è nei repository di Kubuntu/Precise: non è default

 

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LightDM – KDELightDM-KDE, il porting in Qt del display manager utilizzato da Ubuntu su Unity, è stato rilasciato in versione 0.1.0. I pacchetti aggiornati sono già presenti nei repository di Kubuntu 12.04 LTS, ma quest’ultimo utilizzerà ancora KDM come scelta predefinita. Aurélien Gâteau – che aiuta David Edmundson col progetto – è dispiaciuto.

L’obiettivo degli sviluppatori, infatti, sarebbe stato quello di riuscire a ottenere una versione stabile di LightDM-KDE affinché fosse la scelta primaria per Kubuntu. Ad ogni modo, il display manager offre tre temi predefiniti ed è gestibile dalle preferenze di KDE in System Settings. Il desktop lo considera tuttora un esperimento.

L’installazione di LightDM-KDE prevede che sul sistema sia presente una copia di LightDM — il display manager dal quale deriva. Un ostacolo all’adozione di KDE, che gestisce l’intero ciclo di sviluppo di KDM: il codice di LightDM è ospitato da Launchpad. Tuttavia, gli utenti possono optare per LightDM-KDE: non soltanto con Kubuntu.

Via | Aurélien Gâteau

LightDM-KDE 0.1.0 è nei repository di Kubuntu/Precise: non è default é stato pubblicato su Ossblog.it alle 13:00 di domenica 22 aprile 2012.

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mar
19

Canonical ha eliminato il “supporto” di Firefox da Kubuntu 12.04 LTS

 

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KubuntuHa fatto discutere la decisione, adottata da Canonical, di rimuovere il “supporto” a Firefox da Kubuntu 12.04 LTS. Tra virgolette, perché il browser di Mozilla continuerà a essere distribuito sulla variante di Ubuntu: le patch di firefox-kde-support non sono più mantenute, perciò il pacchetto è stato eliminato da Precise Pangoline.

Il problema sarebbe a monte, perché il codice che permetteva l’integrazione con KDE è stato sviluppato – e, quindi, rimosso – direttamente da Mozilla. Altre distribuzioni, come openSUSE, hanno optato per continuare a mantenere una patch di compatibilità. Kubuntu, al contrario, ne ha cessato lo sviluppo: sarà un danno molto relativo.

Cosa significa per gli utenti di Kubuntu? Quasi nulla, in realtà. Il pacchetto firefox-kde-support controllava degli aspetti come l’associazione dei protocolli, l’inserimento nei menù, ecc.: Firefox utilizza le specifiche di xdg per il desktop, supportate da KDE, e tutte le altre impostazioni possono essere configurate manualmente.

Via | Phoronix

Canonical ha eliminato il “supporto” di Firefox da Kubuntu 12.04 LTS é stato pubblicato su Ossblog.it alle 12:00 di lunedì 19 marzo 2012.

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mar
01

LightDM è pronto per essere provato con KDE grazie a David Edmundson

 

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LightDM – KDEIl porting di LightDM su KDE è pronto per essere utilizzato in fase sperimentale: David Edmundson, il responsabile del progetto, sconsiglia – almeno, per il momento – di sostituirlo a KDM. I progressi ottenuti non permettono ancora di considerarlo stabile. Tuttavia, il display manager presenta una discreta integrazione col desktop.

Edmundson, impegnato su KDE Telepathy, s’è avvalso dell’aiuto di Aurélien Gâteau per migliorare l’interfaccia di configurazione. LightDM-KDE può essere controllato, al pari di KDM, da System Settings: gli aggiornamenti del display manager sono in favore d’una migliore personalizzazione dei temi. Grazie a QML, può sostituire KSplash.

Benché i sorgenti di LightDM-KDE siano disponibili per installare il display manager su qualunque distribuzione, Edmundson raccomanda l’utilizzo dei pacchetti: Kubuntu è la piattaforma ideale per il testing. LighDM-KDE può essere provato avviando Xephyr, senza interferire col processo di login — KDM potrebbe avere i giorni contati.

Via | David Edmundson

LightDM è pronto per essere provato con KDE grazie a David Edmundson é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di giovedì 01 marzo 2012.

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feb
26

L’ultimo KUbuntu, e poi?

 

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feb
08

Kubuntu e l’abbandono del supporto commerciale secondo Harald Sitter

 

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KubuntuHarald Sitter, impegnato nello sviluppo di KDE e Ubuntu, è intervenuto «a gettare acqua sul fuoco» in merito al futuro di Kubuntu, la variante della distribuzione di Canonical su KDE. L’articolo di Sitter chiarisce alcuni punti lasciati in sospeso da Jonathan Riddell e, tra le righe, sostiene che il problema sia esclusivamente suo.

In sintesi, Canonical sottrarrà il supporto commerciale a Kubuntu soltanto dopo il termine del ciclo vitale di Precise Pangoline: il Long Term Support (LTS) previsto per le varianti ufficiali di Ubuntu continuerà anche in seguito col contributo della comunità. Il danno, se di questo si può parlare, riguarderebbe soltanto le imprese.

Sitter arriva pure a sostenere che, diversamente da quanto pensi Riddell, l’abbandono dei finanziamenti di Canonical – che coprivano appena il 4% di Kubuntu – sia un aspetto positivo. Insomma, il rischio che la distribuzione sia abbandonata non è solo remoto è addirittura infondato. Per quanto mi riguarda, mi spingerei anche oltre.

Nelle ultime settimane, Canonical è stata al centro delle discussioni della comunità per Unity e Compiz. In particolare, gli sviluppatori di Fedora hanno deciso di rimuovere il window manager dai repository della distribuzione e non supporteranno il desktop environment di Mark Shuttleworth. E a chi importa davvero? Non a Canonical.

Condivisibile o meno, Canonical ha optato per un approccio più “individualistico” — rispetto alle altre società che mantengono delle distribuzioni di Linux. Le ambizioni di Shuttleworth mirano a qualcosa di molto simile ad Apple su OS X: la differenza è legata soltanto alle licenze di rilascio dei componenti del software essenziale.

Kubuntu, ecc. sono semplicemente dei brand: Ubuntu può installare qualsiasi ambiente grafico, a prescindere dal nome affidato alla singola variante. La comunità supporta tanto GNOME Shell, quanto KDE, Xfce o LXDE. Canonical non finanzia abbastanza progetti di free software? Sarebbe una consuetudine, però nessuno la obbliga a farlo.

Via | Harald Sitter

Kubuntu e l’abbandono del supporto commerciale secondo Harald Sitter é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di mercoledì 08 febbraio 2012.

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feb
07

Canonical ha declassato Kubuntu, tagliandone i fondi per lo sviluppo

 

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KubuntuKubuntu sarà trattata come tutte le altre varianti di Ubuntu, ovvero non riceverà ulteriori finanziamenti da Canonical. La società di Mark Shuttleworth non pagherà più il lavoro di Jonathan Riddell, l’unico sviluppatore stipendiato per contribuire a Kubuntu. È una decisione discutibile, che mette in serio pericolo la distribuzione.

Gli aggiornamenti di Kubuntu saranno esclusivamente nelle mani dei volontari e Riddell non è certo che sarà facile trovare qualcuno disposto a effettuare molti dei test di routine gratuitamente. Lui stesso si sta lentamente riprendendo da gravi problemi di salute e, di conseguenza, non potrà assicurare il proprio supporto a Kubuntu.

Eppure, Canonical aveva deciso d’estendere il Long Term Support (LTS) a tutte le varianti ufficiali di Ubuntu. È lecito domandarsi come ritiene di poterlo garantire se i manutentori sono soltanto dei volontari. Kubuntu ha assunto un ruolo molto importante nel progresso di KDE e – se dovesse scomparire – potrebbe essere un problema.

Via | LWN

Canonical ha declassato Kubuntu, tagliandone i fondi per lo sviluppo é stato pubblicato su Ossblog.it alle 12:00 di martedì 07 febbraio 2012.

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dic
15

LightDM s’installa su Kubuntu coi binding per Qt di David Edmundson

 

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LightDM – Kubuntu

David Edmundson, già conosciuto per il porting di Telepathy, ha realizzato l’interfaccia di Light Display Manager (LightDM) in QML coi binding delle librerie Qt. Originariamente scritto per le Gtk+, LightDM è diventato il display manager predefinito di Ubuntu a partire da Oneiric Ocelot. Edmundson l’ha adattato all’uso su Kubuntu.

LightDM è del tutto indipendente dal desktop environment e perciò può adattarsi, meglio di GDM, a qualunque variante di Ubuntu: Xfce, LXDE e adesso KDE possono usufruire del display manager. Non è un progetto di Canonical, però il lavoro di Edmundson potrebbe essere in tempo per approdare su Precise Pangolin — almeno, come opzione.

Grazie alle caratteristiche del display manager, l’interfaccia in QML per LightDM conserva lo sfondo e il tema predefiniti del desktop. Edmundson è riuscito a integrare pure i widget di Plasma. La gestione dell’aspetto è tra le impostazioni di Kubuntu: il progetto è nel playground di KDE, i pacchetti sono disponibili su Launchpad.

Via | David Edmundson

LightDM s’installa su Kubuntu coi binding per Qt di David Edmundson é stato pubblicato su Ossblog.it alle 14:00 di giovedì 15 dicembre 2011.

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lug
10

KUbuntu 11.04: se il nuovo Ubuntu non vi piace, avete l’alternativa…

 

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gen
30

Fedora 14 con KDE: qualche problema sul netbook

 

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dic
11

Kubuntu 10.10 con KDE in versione Netbook Remix

 

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