mag
05

Sorpresa, Linus Torvalds apprezza l’interfaccia grafica di Chrome OS

 

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ChromebookLinus Torvalds possiede un Chromebook e ha appena aggiornato l’interfaccia grafica di Chrome OS ad Aura, che sostituisce il window manager dedicato esclusivamente al browser. La reazione del creatore di Linux è sorprendente: la soluzione di Google gli piace, a differenza d’altri «peggiori desktop» che potrebbe citare — GNOME Shell.

La nuova dock a comparsa e le gestualità del touchpad configurabili su Chrome OS hanno raccolto l’approvazione di Torvalds che non ha perso l’occasione di criticare le scelte degli sviluppatori di GNOME 3: le stesse caratteristiche sono state rimosse dal desktop environment. Infatti, erano considerate confusionarie e poco sfruttate.

Torvalds pensa che il nuovo approccio di Aura possa funzionare. Si riferisce, in particolare, alla possibilità d’avviare le applicazioni a tutto schermo anziché in una finestra del browser. Quest’ultima caratteristica è piuttosto simile ai programmi predefiniti adottati da GNOME 3.4, però Torvalds non accenna a salvare GNOME Shell.

Via | Google+

Sorpresa, Linus Torvalds apprezza l’interfaccia grafica di Chrome OS é stato pubblicato su Ossblog.it alle 20:00 di sabato 05 maggio 2012.

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mag
05

Message Notifier, l’estensione che notifica i messaggi a GNOME Shell

 

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GNOME 3 – Made of EasyMessage Notifier è un’estensione che risolve il problema – introdotto col rilascio di GNOME Shell – di recuperare le notifiche alla ricezione dei messaggi da disparati programmi. Ad esempio, recupera le conversazioni su IRC da XChat — che non apparivano più a causa della rimozione della barra dal desktop. Un complemento essenziale.

L’estensione è compatibile con Empathy, Pidgin, XChat e XChat-GNOME da libnotify e OSD: realizzata da Marco Barisione di Collabora, può essere modificata per supportare ulteriori applicazioni. Lo stesso Barisione accetta i consigli sui programmi più richiesti. Per le sue caratteristiche, Message Notifier non può dialogare con Skype.

L’installazione è semplicissima, grazie all’archivio ufficiale delle estensioni di GNOME Shell. Una proprietà interessante di Message Notifier è la separazione tra messaggi diretti, conversazioni private e nuove attività nelle stanze di IRC. È un elemento fondamentale, che ripristina alcune funzionalità smarrite nell’aggiornamento.

Via | Adam Williamson

Message Notifier, l’estensione che notifica i messaggi a GNOME Shell é stato pubblicato su Ossblog.it alle 15:00 di sabato 05 maggio 2012.

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apr
30

Pekka Paalanen ha portato Wayland, il compositor Weston, su Android

 

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Wayland, il display server di Kristian Høgsberg, può “girare” su Android. La dimostrazione è di Pekka Paalanen, un programmatore finlandese sponsorizzato da Collabora: il filmato in sé non rende giustizia al lavoro svolto finora, ma Weston – il compositor di Wayland – funziona col Galaxy Nexus di Samsung. C’è molta strada da fare.

Realizzare un porting di Wayland per Android non è semplicissimo, perché il sistema operativo di Google è privo dei componenti essenziali del kernel per il display server. Mancano, infatti, DRI, DRM, KMS, GBM e Mesa: se ciò non bastasse, è impossibile ottenere i sorgenti dei driver proprietari degli smartphone. È davvero una sfida.

Una sfida che non spaventa Paalanen: lo sviluppatore è riuscito ad avviare Weston e attivare la creazione “al volo” di istanze delle finestre. Riprodurre il concept è arduo e, nonostante lo smartphone sia acceso, i pulsanti non funzionano ancora e i comandi sono inviati al dispositivo via USB. La prospettiva è comunque intrigante.

Via | Pekka Paalanen

Pekka Paalanen ha portato Wayland, il compositor Weston, su Android é stato pubblicato su Ossblog.it alle 12:00 di lunedì 30 aprile 2012.

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apr
22

LightDM-KDE 0.1.0 è nei repository di Kubuntu/Precise: non è default

 

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LightDM – KDELightDM-KDE, il porting in Qt del display manager utilizzato da Ubuntu su Unity, è stato rilasciato in versione 0.1.0. I pacchetti aggiornati sono già presenti nei repository di Kubuntu 12.04 LTS, ma quest’ultimo utilizzerà ancora KDM come scelta predefinita. Aurélien Gâteau – che aiuta David Edmundson col progetto – è dispiaciuto.

L’obiettivo degli sviluppatori, infatti, sarebbe stato quello di riuscire a ottenere una versione stabile di LightDM-KDE affinché fosse la scelta primaria per Kubuntu. Ad ogni modo, il display manager offre tre temi predefiniti ed è gestibile dalle preferenze di KDE in System Settings. Il desktop lo considera tuttora un esperimento.

L’installazione di LightDM-KDE prevede che sul sistema sia presente una copia di LightDM — il display manager dal quale deriva. Un ostacolo all’adozione di KDE, che gestisce l’intero ciclo di sviluppo di KDM: il codice di LightDM è ospitato da Launchpad. Tuttavia, gli utenti possono optare per LightDM-KDE: non soltanto con Kubuntu.

Via | Aurélien Gâteau

LightDM-KDE 0.1.0 è nei repository di Kubuntu/Precise: non è default é stato pubblicato su Ossblog.it alle 13:00 di domenica 22 aprile 2012.

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apr
20

OpenIndiana propone alcuni aggiornamenti: ha perso il proprio ruolo?

 

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OpenIndianaOpenIndiana è la distribuzione, basata su Illumos, che – almeno, idealmente – avrebbe sostituito OpenSolaris di Oracle. Tuttavia, dal 14 settembre al 14 aprile è stato proposto un unico aggiornamento sperimentale, che non include delle novità di rilievo: Michel Larabel di Phoronix mette in dubbio la comunità open source di Solaris.

Larabel si domanda se Illumos mantenga, nell’ambito dei sistemi operativi open source, la «rilevanza» che aveva OpenSolaris. Tra i problemi citati c’è l’assenza d’uno stack grafico degno di questo nome: un aspetto trascurabile, considerando il target di OpenIndiana e Illumos. Per quanto mi riguarda, la valutazione da fare è diversa.

Illumos non è certo una soluzione che debba competere con Linux tra i consumatori. E, in ambito aziendale, la società che interpreta al meglio il ruolo di antagonista con Oracle è Joyent — la stessa che mantiene lo sviluppo di Node.js. Non è tanto OpenIndiana, quanto SmartOS la distribuzione di Illumos da tenere d’occhio in futuro.

Via | Phoronix

OpenIndiana propone alcuni aggiornamenti: ha perso il proprio ruolo? é stato pubblicato su Ossblog.it alle 18:00 di domenica 15 aprile 2012.

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apr
20

Wayland ottiene strumenti di valutazione per lo stato delle finestre

 

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Wayland Display ServerScott Moreau ha inviato delle patch per Wayland che permettono di verificare l’attività delle finestre e segnalarne il blocco, col cambiamento dell’opacità delle stesse. Nell’annuncio si parla di client perché la struttura del display server è diversa da X.Org Server: le finestre hanno processi separati e il compositor è integrato.

In pratica, X.Org Server dialoga con un unico client e il compositor del window manager s’occupa di verificare l’attività delle finestre: quando, ad esempio, il browser si blocca è il compositor a cambiare l’opacità della finestra e a notificare il malfunzionamento all’utente. Wayland, al contrario, apre un client per ogni finestra.

Terminologia e struttura a parte, il risultato è lo stesso. Se con X.Org Server sono Mutter, KWin, ecc. a svolgere questa funzione, Wayland ha bisogno di strumenti integrati per assolverla — è il risultato del lavoro di Moreau. Un ulteriore progresso verso il raggiungimento della versione 1.0, possibilmente entro X.Org Server 1.13.

Via | Phoronix

Wayland ottiene strumenti di valutazione per lo stato delle finestre é stato pubblicato su Ossblog.it alle 15:00 di martedì 17 aprile 2012.

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apr
20

Zeitgeist lascerà Launchpad per FreeDesktop, ma dopo la versione 0.9

 

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ZeitgeistSeif Lotfy ha annunciato un’importante cambiamento nello sviluppo di Zeitgeist, il logger di sistema compatibile con Unity, GNOME e KDE. Distribuito da Launchpad – la piattaforma di sviluppo per Ubuntu di Canonical – il progetto abbraccerà FreeDesktop, acquisendo una maggiore “indipendenza” dalla distribuzione di Mark Shuttleworth.

Lo spostamento dei sorgenti di Zeitgeist è già iniziato e, infatti, su FreeDesktop è apparso un repository dedicato: una delle prime conseguenze del passaggio è l’adozione di Git, mentre su Launchpad è previsto Bazaar. La transizione sarà completa soltanto entro il rilascio successivo alla versione 0.9, inclusa in Precise Pangoline.

Un altro effetto del cambiamento riguarda, invece, GNOME: Activity Log Manager – lo strumento per la privacy esaltato da Shuttleworth su Ubuntu 12.04 LTS – è stato completato nell’interfaccia di GNOME Shell. Lotfy, in conclusione, ringrazia Canonical e attribuisce a Launchpad tutto il merito della rapidissima crescita di Zeitgeist.

Activity Log Manager – GNOME Shell

Activity Log Manager - GNOME ShellActivity Log Manager - GNOME ShellActivity Log Manager - GNOME ShellActivity Log Manager - GNOME Shell

Via | Seift Lotfy

Zeitgeist lascerà Launchpad per FreeDesktop, ma dopo la versione 0.9 é stato pubblicato su Ossblog.it alle 12:00 di mercoledì 18 aprile 2012.

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mar
28

X.Org Server 1.13 esclude KDrive, Xnest e Xvfb dai propri componenti

 

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X.Org ServerX.Org Server 1.13, previsto per il rilascio in settembre, potrebbe escludere KDrive, Xnest e Xvfb dalle proprie funzionalità. Jeremy Huddleston – un dipendente di Apple – ha lanciato la proposta sulla mailing list di FreeDesktop, ottenendo numerosi consensi. L’abbandono comporterebbe l’estinzione di circa 30.000 stringhe di codice.

KDrive è una versione ridotta di X Server dedicata ai dispositivi integrati, Xnest permette d’avviare un server grafico aggiuntivo nelle finestre di X.Org e Xvfb genera un’istanza di X Server via framebuffer. Soluzioni che, da qualche tempo, sono state superate da altre funzionalità di X.Org: la rimozione non inficerebbe l’utilizzo.

Perciò, non stupisce il successo ottenuto dalla proposta di Huddleston. La maggioranza delle caratteristiche di KDrive, Xnest e Xvfb può essere supplita da xf86-video-dummy o xf86-video-nested. Un domani, non così lontano, sarà Wayland a risolvere definitivamente il problema. X.Org Server 1.13 si preannuncia un rilascio importante.

Via | Phoronix

X.Org Server 1.13 esclude KDrive, Xnest e Xvfb dai propri componenti é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di mercoledì 28 marzo 2012.

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mar
17

Zif, il package manager alternativo a YUM, ritorna in auge su Fedora

 

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ZifZif è un package manager, alternativo a YUM, che si basa su librpm e i metadata di Fedora. È stato realizzato da Richard Huges qualche anno fa: Fabian Deutsch ha pensato di tornare a parlarne. Diversamente da PackageKit – col quale, pure, è compatibile – Zif è ideato per funzionare soltanto con l’infrastruttura di Red Hat e Fedora.

A quanto pare, nonostante i progressi ottenuti negli anni da YUM, Zif risulta ancora più veloce del package manager predefinito di Fedora. Proprio per questo, alcuni sviluppatori si sono aggiunti a Huges per migliorarne le funzionalità: rispetto a YUM, Zif non supporta plugin perché possono essere gestiti direttamente da PackageKit.

È uno strumento del terminale, privo – almeno, per il momento – d’interfaccia grafica. Le caratteristiche di Zif s’adattano maggiormente agli utenti più “smaliziati”, che non hanno bisogno d’assistenza nell’identificazione dei pacchetti e vogliono ottenere con rapidità le informazioni richieste. Un’alternativa a YUM da considerare.

Via | Richard Huges

Zif, il package manager alternativo a YUM, ritorna in auge su Fedora é stato pubblicato su Ossblog.it alle 13:00 di sabato 17 marzo 2012.

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mar
16

Spark, il tablet con Mer e Plasma Active, adesso è diventato Vivaldi

 

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Plasma ActiveVivaldi è il nuovo nome per Spark, il tablet che sarà distribuito con Mer – il fork di MeeGo – e Plasma Active. Aaron Seigo, sviluppatore di KDE e responsabile del progetto, ha spiegato che il nome precedente ha avuto dei problemi legati a un marchio registrato e così Make Play Live, il distributore del tablet, s’è dovuto adeguare.

È cambiato il nome, ma il progetto non subirà dei rallentamenti: i preordini di Vivaldi sono stati chiusi perché la richiesta ha superato le aspettative e nei prossimi giorni saranno pubblicati degli aggiornamenti sull’hardware implementato. Vivaldi sarà un tablet relativamente a basso costo – attorno ai 200€ – con architettura ARM.

Nel frattempo, KDE ha iniziato a lavorare su Plasma Active Three — la terza versione dell’interfaccia grafica di Vivaldi e non. Previsto in agosto, il rilascio si baserà su KDE 4.9.0. Per la prima volta, Plasma Active dovrebbe utilizzare lo stack “originale” di KDE: al momento, Plasma Active One e Two prevedono l’utilizzo di patch.

Via | Aaron Seigo

Spark, il tablet con Mer e Plasma Active, adesso è diventato Vivaldi é stato pubblicato su Ossblog.it alle 10:00 di venerdì 16 marzo 2012.

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mar
14

Mailman potrebbe avere al più presto un restyling davvero intrigante

 

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GNU MailmanMáirín Duffy, l’attraente designer di Red Hat, ha approfittato del South by Southwest (SXSW) 2012 per abbozzare qualche idea sull’interfaccia grafica di Mailman: una soluzione di GNU per gestire le mailing list. Non è ancora un progetto in fase di realizzazione, ma gli appunti di Duffy potrebbero “rinverdire” un programma obsoleto.

GNU Mailman è un programma completo, robusto e diffuso. Tuttavia, non esito a definirne orrenda l’interfaccia grafica: Duffy ha riassunto in trentadue punti delle idee per aggiornare Mailman alle attuali esigenze degli utenti, creandone praticamente un social network distribuito e non presidiato, ma utilizzando la posta elettronica.

Se fossero realizzate tutte le proposte di Duffy, Mailman si trasformerebbe in qualcosa di diverso da ciò cui siamo abituati e forse non tutti sarebbero entusiasti dei cambiamenti. Eppure, personalmente sono intrigato dalle bozze di Duffy: per la comunità un nuovo Mailman potrebbe costituire un enorme passo avanti verso il web 2.0.

Nello specifico, Duffy propone un sistema di votazione sui messaggi pubblicati, un’infrastruttura a etichette per contrassegnare le conversazioni, dei filtri perché gli utenti possano consultare soltanto ciò che serve davvero. E, ancora, pensa a dei profili alla Google Groups e una migliore interfaccia per le discussioni ad albero.

Trentadue punti non s’esauriscono certo qui. Duffy recupera il sistema d’integrazione delle immagini dai link di Colloquy, un client per IRC su Mac OS X, e lo ripropone in Mailman. Suggerisce la modalità di visualizzazione a linea temporale e un riassunto dei messaggi più interessanti di sempre. È proprio un social network, insomma.

Oltre all’utilizzo di Mailman per le discussioni, Duffy ipotizza altre casistiche: in un secondo intervento, la designer ha pensato d’introdurre un generatore di podcast e un sistema di sondaggi direttamente sui messaggi. Inoltre, la formattazione ad articolo per alcune e-mail selezionate che farebbe molto comodo a LWN, ad esempio.

Via | Máirín Duffy

Mailman potrebbe avere al più presto un restyling davvero intrigante é stato pubblicato su Ossblog.it alle 15:00 di mercoledì 14 marzo 2012.

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mar
08

Wine 1.4 è finalmente disponibile dopo venti mesi d’intenso sviluppo

 

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WineWine, l’infrastruttura per avviare le applicazioni di Windows sui sistemi operativi UNIX-like, è stato aggiornato alla versione 1.4. L’aggiornamento ha richiesto venti mesi d’alacre sviluppo: le novità, al solito, sono numerose. La più interessante riguarda, forse, la riscrittura del motore grafico Device Independent Bitmaps (DIB).

Audio e video sono stati adattati al modello di Vista, GStreamer controlla i flussi multimediali su Linux e QuickTime su Mac OS X. È stato ultimato il supporto all’architettura di ARM, in grado di compilare Wine 1.4. Oltre al deprecato HAL, è stato introdotto il dialogo con UDisks. DOSBox prende in carico le applicazioni per MS-DOS.

Wine 1.4 supporta OpenCL e XInput 2: Direct3D ha subìto una serie di migliorie che giovano anche al supporto implementato da Gallium 3D e Mesa per i driver liberi. Gecko è disponibile pure a 64-bit. L’installer delle applicazioni permette il ripristino in caso di fallimento. Insomma, la lista delle novità è particolarmente nutrita.

Via | LWN

Wine 1.4 è finalmente disponibile dopo venti mesi d’intenso sviluppo é stato pubblicato su Ossblog.it alle 12:00 di giovedì 08 marzo 2012.

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mar
06

Col MIT ha riaperto, in fase sperimentale, App Inventor per Android

 

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App Inventor EduMIT App Inventor è la nuova incarnazione, gestita dal Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston, dell’omonima piattaforma di Google. Ideata nel dicembre del 2010, è stata abbandonata da Mountain View a un anno esatto di distanza: App Inventor permette di realizzare applicazioni su Android, senza bisogno di programmare.

Per accedere alla beta di MIT App Inventor è sufficiente disporre d’un account con GMail, esattamente come in passato — sotto l’egida di Google. L’editor della piattaforma è molto simile a un What You See Is What You Get (WYSIWYG) per la creazione di siti web: ogni elemento è corredato da una semplice spiegazione del funzionamento.

Non è specificato quale browser utilizzare per MIT App Inventor. Tuttavia, la funzione di modifica dei “blocchi” è accessibile solo con Google Chrome. Per provare le applicazioni, ovviamente, bisogna installare l’emulatore di Android con una versione del Java Development Kit (JDK). MIT App Inventor presenta ancora qualche difetto.

Via | The H Open

Col MIT ha riaperto, in fase sperimentale, App Inventor per Android é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di martedì 06 marzo 2012.

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mar
01

LightDM è pronto per essere provato con KDE grazie a David Edmundson

 

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LightDM – KDEIl porting di LightDM su KDE è pronto per essere utilizzato in fase sperimentale: David Edmundson, il responsabile del progetto, sconsiglia – almeno, per il momento – di sostituirlo a KDM. I progressi ottenuti non permettono ancora di considerarlo stabile. Tuttavia, il display manager presenta una discreta integrazione col desktop.

Edmundson, impegnato su KDE Telepathy, s’è avvalso dell’aiuto di Aurélien Gâteau per migliorare l’interfaccia di configurazione. LightDM-KDE può essere controllato, al pari di KDM, da System Settings: gli aggiornamenti del display manager sono in favore d’una migliore personalizzazione dei temi. Grazie a QML, può sostituire KSplash.

Benché i sorgenti di LightDM-KDE siano disponibili per installare il display manager su qualunque distribuzione, Edmundson raccomanda l’utilizzo dei pacchetti: Kubuntu è la piattaforma ideale per il testing. LighDM-KDE può essere provato avviando Xephyr, senza interferire col processo di login — KDM potrebbe avere i giorni contati.

Via | David Edmundson

LightDM è pronto per essere provato con KDE grazie a David Edmundson é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di giovedì 01 marzo 2012.

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feb
27

Ubuntu for Android presentato in anteprima al MWC 2012 di Barcellona

 

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Ubuntu for AndroidUbuntu for Android, la distribuzione di Canonical per gli smartphone d’ultima generazione, sarà presentata in anteprima al Mobile World Congress (MWC) 2012, che si tiene a Barcellona da questa mattina a giovedì. Annunciato martedì scorso, Ubuntu for Android ha attratto l’interesse del mercato mobile: è un prodotto così promettente?

L’intuizione di Canonical è indubbiamente buona. L’annuncio di Mark Shuttleworth ha “scosso” tutta la comunità, com’era avvenuto in altre occasioni. Personalmente, però, ho preferito aspettare a intervenire sull’argomento: i requisiti di Ubuntu for Android e le applicazioni predefinite della distribuzione non sembrano entusiasmanti.

Per installare la soluzione di Canonical, infatti, serve necessariamente uno smartphone dual-core. Lo stesso requisito che ha impedito a Honeycomb di emanciparsi dai tablet. Insomma, Ubuntu for Android richiede un dispositivo pronto per Ice Cream Sandwich e propone un’interfaccia da desktop: l’opposto di quanto avviene ultimamente.

Canonical può avvalersi del supporto di Linaro, il progetto che utilizza la toolchain di Ubuntu per generare immagini di Android e/o della stessa distribuzione ottimizzati per l’architettura di ARM. Perché Shuttleworth ha preferito realizzare un’applicazione che si installa “sopra” ad Android? Parrebbe essere uno spreco di risorse.

Ubuntu for Android installa Chromium – già disponibile per l’ultima versione del sistema operativo di Google – e Thunderbird, che costituirebbe la terza applicazione per la posta elettronica installata sugli smartphone: Android ne prevede già due, tra le quali GMail. S’aggiungono VLC e Pitivi, l’editor non-lineare per le telecamere.

Qualcosa non torna, considerando che Novacut – un prodotto, alternativo a Pitivi, dedicato ai dispositivi integrati – è distribuito dalla stessa Canonical. Sempre che un editor non-lineare dei filmati possa essere utile sugli smartphone: per quanto mi riguarda sono convinto del contrario. Nessuno userebbe Final Cut X sul cellulare.

Mi preoccupano anche l’Ubuntu Music Player e l’Ubuntu Photo Gallery. Le icone suggeriscono che si tratti di versioni commerciali per Rhythmbox e Shotwell. Mi auguro, almeno, che Canonical corrisponda a entrambi progetti il doveroso riconoscimento. Escludendo Gwibber, tutte le altre applicazioni sarebbero già disponibili per Android.

Ubuntu e Android condividono lo stesso kernel: forse, l’unico aspetto davvero interessante. Mi domando come si presenti Unity su schermi da 3,5”: il MWC 2012 dovrebbe darci una dimostrazione più completa di Ubuntu for Android. Al solito, il prodotto di Canonical dividerà gli utenti di Ubuntu e Android tra gli entusiasti e i delusi.

Via | Canonical

Ubuntu for Android presentato in anteprima al MWC 2012 di Barcellona é stato pubblicato su Ossblog.it alle 09:00 di lunedì 27 febbraio 2012.

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