Recensione: “VirtualBox 3.1 Beginners Guide”, di Alfonso V. Romero/1
L’ultima volta che mi è capitato di dover “recensire” qualcosa frequentavo ancora il liceo. Si trattava di testi di argomento e tenore molto diverso e ricordo abbastanza chiaramente di essere stato benevolo, anche perchè ho apprezzato la genuinità e la spontaneità dell’autore e di ciò che aveva scritto.
Mi metto nuovamente alla prova, a distanza di tempo, con questo testo di Alfonso V. Romero riguardante VirtualBox 3.1. Il destinatario del libro è un utente principiante, interessato alla virtualizzazione di sistemi operativi per qualche motivo particolare, che abbia voglia di studiare (un po’) il funzionamento di VirtualBox, una soluzione gratuita (per uso personale nell’edizione PUEL, per tutti gli utilizzi nell’edizione OSE) per la creazione di macchine virtuali.
Questo primo post si concentrerà soltanto sul capitolo d’esempio che ho potuto leggere, prelevato dal sito dall’editore (la mia copia del libro arriverà solo tra un paio di settimane).
Per i lettori italiani: segnalo che ho chiesto informazioni alla signora Parekh riguardo l’eventuale disponibilità di una traduzione del testo, attendo risposta.
Dopo alcune brevi note biografiche sull’autore, il capitolo descrive brevemente come installare VirtualBox su Windows e Ubuntu GNU/Linux.
Devo dire che la scelta di questo capitolo è stata ben fatta, in quanto è stata sufficiente per farmi notare due aspetti, invero, positivi:
- Il libro fa largo uso di screenshot, immagini istantanee prelevate man mano che viene svolta un’operazione: specie per un principiante, “un’immagine vale più di mille parole”.
- Il lessico ed il tono dell’autore sono stati scelti in modo tale che, se non viene suggerita alcuna saccenza dell’autore, certamente non si induce il lettore a pensare di essersi messo nelle mani di qualcuno che non sia padrone dell’argomento di cui sta parlando.
L’unica “critica”, se così si può dire, che posso muovere in questo momento è il fatto che, nella sezione riguardante l’installazione su GNU/Linux, si sia scelto di centrarsi solo su Ubuntu, invece di mantenersi “agnostici” dal punto di vista della distribuzione. Vanno, però, comprese le ragioni dell’autore: stanti le numerose differenze, tra distribuzione e distribuzione, nelle procedure di installazione del software, si è dovuta operare una scelta – e probabilmente scegliere Ubuntu non è stata una cattiva idea, in quanto annovera un buon numero di principianti fra gli utenti che la scelgono.
Ritengo che sia possibile, però, migliorare questo piccolo particolare (magari in una futura edizione del libro) aggiungendo qualche riga che dia indicazioni all’utente di una diversa distribuzione su quali risorse su Internet possa utilizzare per reperire le informazioni adatte al proprio contesto di utilizzo (per esempio forum, guide, o anche testi riguardanti l’uso della distribuzione in questione).
Al momento è tutto: non appena avrò letto il libro, scriverò un altro post per rendere conto delle mie impressioni.
Continua…
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