gen
17

Fedora 12 + Drivers ATI OpenSource

 

Sul portale Phoronix, è presente una chicca per quanto riguarda Constantine, ovvero la Release 12 di Fedora. I ragazzi di RedHat, mediante il backporting di codice dal kernel 2.6.32 al 2.6.31 (usato su Fedora 12), sono riusciti ad attivare il kernel mode-setting nativo per i chip ATI R600 /R700 (cioè quelli delle serie Radeon HD2xxx, HD3xxx e HD4xxx tra cui la mia Radeon HD4870).

Tuttavia, il supporto all’accelerazione 3D, fornito mediante le DRI delle librerie MESA, è disabilitato di default, trattandosi di un supporto ancora sperimentale presente solo nel ramo git 7.6 delle Mesalib.

Ancora una volta, però, il team RedHat ha realizzato un porting del codice in questione attivabile mediante un semplice:

yum install mesa-dri-drivers-experimental

dopo il quale, con un semplice reboot, si ottiene l’agognato supporto all’accelerazione 3D senza la necessità di dipendere dalle stramaledette fglrx.

Popularity: 1% [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

dic
28

HTC Hero Tethering su Fedora

 

Oggi ho provato per la prima volta a connettermi con il mio netbook sfruttando la connessione HSPDA del mio Hero, e devo dire che ho provato un brivido quando ci sono riuscito!

La semplicità è disarmante!

Basta connettere il cavo USB, e sul telefono andare su Impostazioni->Controlli Wireless e selezionare l’opzione “Condivisione rete mobile”. Immediatamente vedrete l’icona dell’applet di Network Manager animarsi e dopo un paio di secondi mutare nel fatidico disegno dei due PC connessi (vedi figura)…

tethering

Ed il pensiero vola alle tribolazioni con i winmodem di qualche anno fa…

Naturalmente è consigliata una Flat decente (io uso la SuperInternet di H3G).

Popularity: 1% [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

giu
10

Abilitare Adobe Flash Player su Fedora 11 Leonidas (anche per x86_64)

 

Tanto per cominciare scaricate a questo link il file con i dati per il repository yum di Adobe.

Quindi installatelo (come root):

rpm -ivh adobe-release-i386-1.0-1.noarch.rpm

A questo punto (sempre come root) basta dare:

yum install flash-plugin alsa-plugins-pulseaudio libcurl

per architettura i386, mentre per x86_64 (ancora come root) il comando sarà:

yum install flash-plugin nspluginwrapper.x86_64 nspluginwrapper.i586
alsa-plugins-pulseaudio.i686 libcurl.i586

Popularity: 1% [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

giu
10

Fedora 11 Leonidas: Trasformare utente in superuser

 

Serata di Tip & Tricks!

Editate il file (da root)

/etc/sudoers

ed aggiungete la riga

NomeVostroUtente        ALL=(ALL)    NOPASSWD: ALL

a quel punto potrete eseguire qualsiasi comando tramite sudo senza la necessità di inserire la password di root.

Popularity: 1% [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

mar
17

Bluetooth & Lock Screen = BlueProximity

 

Blueproximity è un’interessantissima applicazione in python che trova la sua principale applicazione in ufficio, permettendo di bloccare automaticamente  il pc (facendo partire lo screensaver oppure un qualsiasi comando/script a vostro piacimento) appena il vostro telefonino/palmare/dispositivoconbluetooth sia uscito oltre un certo range (configurabile).

Non essendoci alcun pacchetto per Fedora 10 (almeno che io sappia), ho dovuto fare qualche configurazione a mano, adattando le istruzioni del manuale scritte per ubuntu/debian…

Per installarlo occorre, tanto per cominciare, soddisfare qualche dipendenza, gran parte della roba necessaria (bluez, pygtk) dovreste già averla, ma per sicurezza un bel

sudo yum install  pybluez  pygtk2-libglade  python-configobj

dovrebbe permettervi di installare tutto ciò che serve dipendenze incluse.

A questo punto non vi resta che andare sul sito e scaricare da questo link, l’ultima versione disponibile (al momento in cui scrivo la 1.2.5-unstable) e scompattarla di qualche parte.

Prima di avviare l’applicazione occorre effettuare il pairing con il dispositivo bluetooth che vorrete utilizzare come sensore di prossimità (io ho optato per l’N95). A questo punto basta avviare l’applicazione lanciando il comando

start_proximity.sh

presente nella cartella appena scompattata, selezionare il device accoppiato e settare la “sensibilità” (cioè distanza massima oltre quale bloccare, e minima dentro la quale sbloccare) ed il gioco è fatto.

Volendo potreste aggiungere l’applicazione all’avvio della vostra sessione di gnome (sistema->preferenze->personale->sessioni).

Popularity: 1% [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

gen
02

Soluzione Temporanea al bug ath9k su Fedora 10 x86_64

 

Come già scritto in altri articoli, la versione x86_64 di Fedora 10 lamenta un bug circa il modulo ath9k che gestisce le schede 802.11n di Atheros. In realtà il bug affligge un subsystem del sysctl, e non il modulo in questione, che però fa uso proprio di tale subsystem per caricare alcuni parametri essenziali della scheda.

Red Hat ha deciso di disabilitare tale subsystem bacato, in attesa del nuovo kernel (2.6.28) che dovrebbe risolvere il problema.

pci_wifi_108

Se non lavorate in un sistema di produzione, od avete (come il sottoscritto) un impellente bisogno di utilizzare il suddetto driver per usare la scheda di rete wifi, allora la soluzione temporanea consiste nello scaricare un kernel vanilla da kernel.org e compilarvelo a manina.

In realtà, senza dilungarvi in configurazioni e configurazioni varie, potete semplicemente usare il file di configurazione di redhat (presente nella directory /boot e iniziante per “config-”), e copiarlo nel file .config all’interno della directory dove avete scompattato i sorgenti del kernel (di solito /usr/src/linux-2.6.qualchecosa).

A quel punto date un bel:

make ; make install ; make modules_install

e se tutto va a buon fine (dovrebbe), al riavvio successivo vi dovreste ritrovare una nuova voce per il nuovo kernel nel menu di grub

Popularity: 1% [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

ago
31

Risposta a Francesco…

 

Chiedo scusa a Francesco, per non aver potuto rispondere prima al suo commento all’articolo, ma ho avuto davvero pochissimo tempo in questo periodo. Ad ogni modo, sconsiglio fortemente l’utilizzo di ath9k che è ancora ad uno stadio fin troppo sperimentale per essere usato… La miglior cosa è utilizzare il supporto (anch’esso sperimentale, ma decisamente più stabile) di madwifi.

In particolare per la dlink dwa 547, occorre scaricare il trunl r3123 come suggerito qui.

Serve, naturalmente subversion, ma non è molto complicato! Basta aprire un terminale e piazzarsi in una directory a piacimento. A questo punto basta dare un bel:

svn checkout http://svn.madwifi.org/madwifi/trunk/ madwifi

a questo punto però occorre “switchare” al trunk specifico per la nostra scheda, per far cio;

cd madwifi
svn switch http://svn.madwifi.org/madwifi/trunk/ -r 3123

Ed ecco scaricati i sorgenti del driver madwifi compatibile con la scheda. Funzionano perfettamente con kernel da 2.6,21 al 2.6.25, mentre con 2.6.26 c’è da fare qualche workaround.

Appena avrò trovato una versione ath9k stabile, farò una guida anche per quelli! :-D

Popularity: 1% [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

lug
15

BAsh e dintorni…

 

Molti sottovalutano la potenza della linea di comando, soprattutto quando si tratta di reiterare una sequenza di operazioni, che a farlo con il mouse si rischia seriamente una sindrome da tunnel Carpale…

Aldilà della possibilità di realizzare script ad hoc per ogni situazione (in proposito vi suggerisco l’ottima Advanced Bash Scripting Guide), magari da integrare con altri linguaggi di scripting (awk, perl, python…), BAsh ha una versatilità incredibile quando si tratta di accorpare in un’unica soluzione, più operazioni, mediante l’utilizzo di pipe o reindirizzamento dell’input/output standard.

La presenza poi della cosiddetta “history” permette di recuperare queste lunghe sequenze anche a distanza di tempo, senza perciò la necessità di dover ricordare o appuntare da qualche parte l’intera sequenza.

Navigare in questa history è abbastanza semplice… si possono usare le freccette (su e giù) per scorrere avanti ed indietro, oppure cercare un comando specifico premendo <CTRL + r>, ecc ecc

Un limite piuttosto grosso, tuttavia, è legato al comportamento standard di non “catturare” nella history del terminale attualmente in uso, i comandi digitati su un altro terminale. Questo porta ad una estrema frammentarietà della funzione di history, e ne limita, a mio avviso, enormemente le potenzialità.

Esiste però un accorgimento (documentato per altro nella sconfinata guida di BAsh), che permette di ovviare a tale situazione! Si tratta di editare il file

~/.bashrc

ed aggiungere le seguenti linee:

shopt -s histappend
PROMPT_COMMAND=’history -a’

che permetteranno l’append incrociato di comandi all’history della shell, tra i vari terminali aperti. Ovviamente per abilitarro dovrete riloggarvi in ciascun terminale aperto oppure fare il source.

Un’altra interessante funzione è una sorta di “correttore automatico” molto simile alla funzione di autocompletamente (tasto TAB), che ci viene in aiuto quando “navighiamo” per le cartelle. L’opzione da aggiungere, sempre al medesimo file, stavolta è:

shopt -s cdspell

Continuando a parlare di hsitory, personalmente trovo molto noioso, nello scorrere la lista dei comandi, le continue ripetizioni di comandi spesso semplici e banali, quali i cambi directory o i vari copy e move. Per eliminare le ripetizioni, basta un bel:

export HISTIGNORE=”&:ls:[bf]g:exit”

Questi ed altri trucchi li potete trovare nel manuale di BAsh.

fonte: TuxJournal


Sugli stessi temi:

  • Miro e Authencated Proxy server…
  • Tempo di Build… come velocizzarle.
  • Nokia N800 + BT Keyboard? Certo che si può…
  • Ricetta: N800 + Naviga3
  • Supporto NTFS stabile per Linux (2): Come usarlo
  • Popularity: 2% [?]



    Puoi visualizzare il post originale qui.

    giu
    12

    KDE 4 in un paio di ore su Fedora 9

     

    Popularity: 2% [?]



    Puoi visualizzare il post originale qui.

    top