apr
18

Come far diventare Linux più importante agli occhi dei produttori di hardware

 

Tutti vorremmo che i produttori di hardware tenessero in maggiore considerazione la comunità Linux e degli altri sistemi operativi FLOSS durante lo sviluppo dei loro nuovi prodotti. Quel che non ci si chiede spesso è se la comunità fa tutto il possibile per facilitare questa interazione fra sviluppatori ed aziende.

Da quanto emerso durante il “2011 Linux Filesystem, Storage, and Memory Management workshop” a partire dalla testimonianza di Michael Cornwall, global director for technology standards per IDEMA, sembra che le cose negli ultimi 13 anni non siano molto cambiate. All’epoca come oggi trovare la persona giusta con cui entrare in contato all’interno della comunità Linux può essere particolarmente complicato e dispendioso in termini di tempo. Questo si traduce automaticamente in interazioni ridotte con i produttori e quindi una minore influenza sul mercato.

La IDEMA (International Disk Drive Equipment and Materials Association) lavora per standardizzare i dischi e le componenti che si trovano al loro interno. In pratica collaborano con un settore di mercato in grado di produrre lo scorso anno 650 milioni di dischi. Ci sono 4 aziende che controllano la direzione che prenderà l’industria nel suo insieme: Dell, Microsoft, HP ed EMC. Nonostante 3 di queste distribuiscano GNU/Linux, quest’ultimo viene poco considerato.

All’interno degli hard drive moderni ci sono processori ARM multi-core, simili a quelli presenti nei cellulari moderni e fino ad 1GB di RAM. Praticamente sono dei piccoli computer racchiusi all’interno di uno scatolotto. Nonostante questo l’interfaccia che utilizzano per comunicare con i computer non si è evoluta molto negli ultimi 20 anni. Una piccola rivoluzione è avvenuta negli ultimi anni all’arrivo dei dischi con settori da 4K. Ad introdurre il supporto per questa funzionalità all’interno del kernel Linux è stato Martin Petersen che si è lamentato dei problemi di comunicazione con l’industria. A questo proposito ha formulato l’idea di un programma di “certificazione Linux” per l’hardware. Grosse aziende come Dell ed HP dovrebbero metterlo come richiesta per i loro fornitori di hardware e la situazione porterebbe a grossi vantaggi per tutta la comunità.

Il prossimo step della tecnologia sembra che sarà rappresentato dai drive ibridi che integreranno dischi rotanti e flash. Ted Ts’o, guru dei filesystem, ha esternato le sue perplessità su questa novità perché c’è la possibilità che i produttori implementino ottimizzazioni per filesystem come VFAT o NTFS. Il risultato sarebbe un peggioramento delle prestazioni per tutti gli altri filesystem ed i produttori praticamente non conoscono ext3/4, btrfs e tutti gli altri fs a disposizione della comunità. Questo è solo il primo passo di un progresso tecnologico che vede Linux fuori dalle stanze dei bottoni.

Dell e Microsoft hanno voluto i dischi con i settori da 4K e li hanno avuti. La comunità Linux, in particolare, e quella di tutti gli unix-like, in generale, cosa vuole? Per quanto riguarda il kernel Linux si sta lavorando per formare un gruppo di 5 persone che avranno il compito di diventare il tramite con l’industria degli hard disk ed una lista di sviluppatori a cui inviare i primi sample hardware da testare. Alla base di tutto questo è importante esprimere in maniera chiara e concreta in quale direzione vogliamo spingere l’industria. Solo così potremo sperare di avere maggior peso nelle decisioni che contano.

Via | LWN

Come far diventare Linux più importante agli occhi dei produttori di hardware é stato pubblicato su ossblog alle 13:59 di lunedì 18 aprile 2011.

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mag
30

Rimuovere l’hard di un Sony Vaio Seris S (vgn-s1hp)

 

Una mia cara amica stamattina mi ha chiamato disperata perchè il suo portatile (di cui al titpolo di questo post) non parte più, si ferma al boot con un laconico mesasggio dove dice che manca un file.

Mi sono fatto leggere il messaggio di errore e, con un brivido, capisco che il file che manca è il C:WindowsSystem32configSYSTEM, uno dei file che compongono il registro di configurazione di windows. Probabilmente il file non è mancante ma è ancora presente e si è rovinato.

La sera prima lei ha staccato l’alimentatore mente il pc si stava spengendo e visto che abitualmente lo tiene senza batteria la fine dello shutdown è andata a donnine allegre, visto probabilmente stava flushando dei dati sul disco fisco.

Mi faccio portare il pc e faccio un po’ di test.

1) Erd commander, un vecchio ma sempre utile live cd di windows che su questa macchina non recentissima e’ perfetto, non vede il disco C: ma solo il D: dove ci sono alcuni inutili setup di drivers di periferica

2) Un live cd linux invce vede il C: senza problemi, quindi con linux e una chiavetta usb recupero le foto e i pochi documenti sul desktop e mi appresto ad un format del portatile.

Poi mi sovviene che forse uno scandisk potebbe essere d’aiuto e allora, visto che ERD Commander non arriva al file system, penso di smontare l’hard disk, attaccarlo via usb al mio fisso e fare lo scandisk in quel modo.

Quelli di Sony sono dei pazzi furiosi, qui trovate un video di 13 minuti che mostra come si arriva all’hard disk togliendo 11 viti sotto il pc, la tastiera, altre 5 viti sotto la tastiera e staccando 6, tra cavi e piattine, dalla piastra.

Belli i Vaio, ma se ci devi raspare non  c’è nulla come i Lenovo/IBM.

Per la cronaca lo scandisk ha lavorato un poco ed Windows XP è ripartito come nuovo :-)

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mag
01

ext3 e i blocchi riservati

 

A volte capita, riempiendo una partizione formattata in ext3, di trovarsi con spazio teoricamente libero, ma con Linux che ci indica la partizione come piena. Generalmente quando si ha ancora il 5% di spazio libero. Questo perché per impostazione predefinita, mkfs.ext3, quando formatta la partizione, riserva il 5% dei blocchi per root.

Hard DiskQuesta situazione è ben visibile utilizzando il comando df -h:

File system            Dim. Usati Disp. Uso% Montato su
/dev/sdc1              75G   71G     0 100% /media

Come potete vedere, ci sono ancora 4 Gb disponibili, ma la partizione risulta usata al 100%.

È possibile ridurre la percentuale di blocchi riservati senza formattare la partizione, ma semplicemente usando il comando tune2fs, ecco come:

sudo tune2fs -m 1 /dev/sdc1

Con questo comando riservo l’1% della partizione a root, che è molto più ragionevole del 5%, specialmente considerando che su grandi partizioni il 5% è molto, ad esempio su 1 Tb sono ben 50 giga!
df -h ci mostra la situazione dopo il comando tune2fs:

File system            Dim. Usati Disp. Uso% Montato su
/dev/sdc1              75G   71G  3,0G  96% /media

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gen
07

Hard disk Packard Bell funzionante ad intermittenza

 

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set
15

Rilasciata SystemRescueCd 1.3.0

 

Ancora un importante aggiornamento per la forse più famosa distribuzione adibita al ripristino/recupero dei file accidentalmente perduti/danneggiati. SystemRescueCd arriva infatti alla versione 1.3.0 la quale introduce al già solidissimo sistema Gentoo-based un kernel 2.6.31.0 e l’interessante utility gDisk.

Aggiornamenti anche per altri pacchetti come FSArchiver, E2fsprogs e soprattutto per NTFS-3G che, con il rilascio odierno, raggiunge la versione 2009.4.4-AR17. Update inoltre per il desktop environment XFCE (4.6.1), per Python (2.6.2) e per il browser predefinito di sistema Firefox (3.5.2).

Ricordiamo che SystemRescueCd è rilasciata interamente sotto licenza GNU/GPL v2; sul sito ufficiale del progetto è possibile trovare il changelog di versione, il link per il download ed una interessantissima guida per l’installazione della distro attraverso dispositivi USB.

Via | Distrowatch

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set
05

Hdsentinel: monitoriamo la salute e le prestazioni dei nostri hard disk

 

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apr
09

Bubblemon: una sfera di cristallo che monitorizza le prestazioni del sistema

 

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mar
12

Sun Microsystems propone un sistema di immagazzinamento dati alternativo

 

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feb
24

Monitorare la temperatura degli Hard Disk con hddtemp

 

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ott
26

Sistemi Diskless: una piccola introduzione

 

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ott
16

Formattare l’hard disk interno della PS3

 

Recentemente ho sostituito l’hard disk della PS3: 40 Gb sono troppo pochi, soprattutto in previsione del fatto che ho intenzione di installarci Ubuntu. Non che abbia bisogno del terzo PC, ma è sicuramente un esperimento interessante.

PlayStation 3

L’installazione del nuovo disco fisso è semplicissima e ben documentata in rete. Quello che non è molto documentato è come riutilizzare il disco fisso originale, una volta inserito in un case USB per hard disk 2,5? SATA. Esso non è direttamente utilizzabile, perché la tabella delle partizioni non è leggibile, ma fdisk risolve il tutto:

fdisk /dev/sdX

dove X indica il device associato al disco, nel mio caso era b sul portatile e h sul fisso. Nel prompt di fdisk digitare w e premere invio. Fatto. Ora basta creare la partizione (ext3, fat32 [necessario per l'uso come hd esterno della PS3], ntfs…) con il proprio tool preferito, ad esempio l’ottimo gparted.

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set
29

Un NSLU2, mille usi

 

Avevo già annunciato nello scorso post che avrei descritto gli scopi per i quali uso il mio fidato NSLU2, quindi mantengo la promessa.

NSLU2
L’NSLU2 nasce come NAS, cioè un dispositivo in grado di rendere disponibili sulla LAN due dischi fissi/chiavette USB. È un dispositivo basato su Linux, quindi Linksys ha rilasciato i sorgenti del firmware e da questi è nato il progetto Unslung, che mantiene l’interfaccia web originale e aggiunge alcune funzioni, come la possibilità di installare dei programmi aggiuntivi presi dai repository Optware.

Dato che ho trovato questa soluzone eccessivamente limitante, ho pensato bene di installarci sopra Debian Etch, versione ARM, che mi permette di avere accesso agli sterminati repo di Debian per il mio piccolo apparecchietto, che è dotato di una CPU Intel da 266 Mhz e 32 Mb di RAM. Considerando che il primo computer che ho avuto aveva 90 Mhz (se non sbaglio) e 40 Mb di RAM, l’NSLU2 è piuttosto potente…

Attualmente è collegato a 2 dischi fissi: uno da 80 Gb per Debian e qualche backup, e uno da 500 Gb per i dati. Le funzioni che svolge sono:

  • Server NFS per la condivisione dei dati in rete
  • Server SSH (se no come lo configuro? :D )
  • Server HTTP (Lighttpd)
  • Streaming server (Icecast)
  • Server OpenVPN
  • Centralino VOIP (Asterisk)
  • Web proxy (Squid)
  • Server UPNP (Mediatomb)
  • aMule
  • Torrent
  • Download HTTP/FTP a computer spento

Molto utile il server OpenVPN che mi permette di navigare in tutta sicurezza anche quando sono connesso ad una rete wireless aperta, come i FON spot, dato che la VPN è criptata. Il rovescio della medaglia è che la velocità massima è di 512 kbps (l’upload della mia ADSL), ma per navigare sono più che sufficienti, se voglio guardare video su YouTube o scaricare qualche file posso benissimo farlo in chiaro.

L’utilizzo di Squid sia sul fisso che sul portatile, poi, porta dei miglioramenti di velocità abbastanza tangibili nella navigazione Web, lo consiglio a chiunque abbia più di un PC connesso. Inoltre è anche possibile avere dei report dettagliati sui siti più visitati.

Mediatomb mi permette di avere disponibili in streaming wireless sulla PlayStation 3 tutte le foto, la musica e i film che ho, senza cercare ogni volta il CD/DVD giusto. Inoltre, con un piccolo accorgimento, sono riuscito a farle riprodurre anche le radio in streaming.

aMule, Torrent e download HTTP/FTP a computer spento sono veramente utili, un sacco di corrente risparmiata e la possibilità di scaricare di notte senza dare fastidio a nessuno sono impagabili.

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set
28

La mia postazione

 

Immerso nell’ozio domenicale, dopo aver visto (registrata) la gara di Montegi della MotoGP (complimenti a Valentino per l’ottavo mondiale!), ho pensato che sarebbe potuto essere vagamente interessante postare qualche foto della mia/e postazione/i. Sarei interessato anche a vedere le vostre, quindi se per caso la postate sul vostro blog non dimenticate di lasciarmi un commento (oppure di contattarmi in altro modo) per informarmi del vostro post.

Computer Fisso

Postazione #1: computer fisso

Da sinistra a destra trovate: la stampante, HP PhotoSmart 7760, che comincia ormai ad avere i suoi anni ma non perde un colpo, inoltre perfettamente supportata da Linux; amplificatore e cassa sinistra dell’economico impianto 2.1, che comunque garantisce una qualità sonora egregia; nel mobile si notano una televisioncina in bianco e nero, una borsa stracolma di cavi, le scatole di 3 Fonere, di una Fontenna e del router.

Sulla scrivania troviamo all’estrema sinistra una tavoletta grafica Wacom Volito USB, perfettamente funzionante con Linux; una vecchia Logitech QuickCam Web che svolge ancora benissimo il suo lavoro; lo schermo Acer AL1715 (che forse verrà sostituito da un modello 22? widescreen); un semplice microfono; tastiera e mouse economici; adorato router Linksys WRT54G v3.1 con DD-WRT v24; cassa destra.

Sotto la scrivania c’è il case dell’ormai stagionato computer (anno 2004, se non sbaglio), ma che non ho alcuna intenzione di cambiare al momento. Direi che può durare tranquillamente almeno altri 2-3 anni, non uso mica Vista… :D Sotto di lui, nella foto si intravede appena, c’è un economico UPS della SBS che protegge tutti gli apparecchi dagli sbalzi di tensione, molto frequenti nella mia zona, e dai blackout. Grazie a lui il WRT54G è up da 50 giorni… Sempre sotto il tavolo c’è anche il subwoofer e il modem UTStarcom UT-300R2U, che si connette alla mia scadente linea ADSL. Tiscali è incolpevole, è proprio il doppino ad essere scadente, e la distanza dalla centrale è grande.

Computer Portatile

Postazione #2: computer portatile

Da sinistra a destra: mini-mixer che ho comprato all’età di 9 anni; sotto di lui una vecchia radio che funge da amplificatore (sono collegate anche le casse sulle mensole). Sulla cassa destra notiamo l’ultimo arrivo, un Aladino WiFi collegato al mio centralino Asterisk. Sulla scrivania l’infaricabile Acer Aspire 5633 WLMi e il suo compagno di giochi, il mouse USB da 10 euro…

NSLU2

Postazione #0: Linksys NSLU2

Questa non è propriamente una postazione, è più una server room… :D È in una terza stanza, il cavo di rete passa lungo il battiscopa e attraversa un muro.

Da sinistra a destra: hard disk LaCie 500 Gb per i dati; Hub USB alimentato per dare corrente all’NSLU2; hard disk 80 Gb per Debian Etch, dotato di ventola di raffreddamento (installata dal sottoscritto) per raffreddare i bollenti spiriti. Ah, dimenticavo, c’è l’NSLU2. :D

L’hub alimentato è il sistema più semplice per avere l’adorato scatolotto always-on: con l’alimentatore normale se la corrente salta, quando questa ritorna l’NSLU2 non si riaccende, bisogna premere il pulsante di accensione, dandogli corrente da USB si bypassa il pulsantino senza bisogno di aprire il case e fare saldature. In pratica una porta USB dell’NSLU2 è connessa all’ingresso dell’hub, l’altra ad una delle porte alimentate dell’hub con un cavo USB A-USB A per portare la corrente.

In questa stanza è tutto collegato ad un timer, in modo che sia acceso solo dalle 9 a mezzanotte, per risparmiare almeno 9 ore di corrente, dato che di notte non serve a niente, tranne casi eccezionali per i quali disattivo il timer.

C’è anche la Fonera installata su una trave con Fontenna sul tetto, trovate tutti i dettagli in questo post.

In un prossimo futuro farò anche un post che spiega per cosa uso l’NSLU2, e un altro che parla della topologia (bella parola, ma sarà quella giust?) della mia rete.

Dimenticavo, le foto le ho scattate con la Pentax K20D, obiettivo Pentax-SMC 18-250, il resto lo trovate nei dati EXIF. Ho scattato le foto a 2 megapixel, sono più che sufficienti per lo scopo, 14 megapixel vorrebbero dire 10+ Mb a foto…

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set
11

Guida per principianti a GNU/Linux: fstab e i suoi segreti

 

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set
08

Gmail: come farla diventare un hard disk virtuale

 

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