Come far diventare Linux più importante agli occhi dei produttori di hardware
Tutti vorremmo che i produttori di hardware tenessero in maggiore considerazione la comunità Linux e degli altri sistemi operativi FLOSS durante lo sviluppo dei loro nuovi prodotti. Quel che non ci si chiede spesso è se la comunità fa tutto il possibile per facilitare questa interazione fra sviluppatori ed aziende.
Da quanto emerso durante il “2011 Linux Filesystem, Storage, and Memory Management workshop” a partire dalla testimonianza di Michael Cornwall, global director for technology standards per IDEMA, sembra che le cose negli ultimi 13 anni non siano molto cambiate. All’epoca come oggi trovare la persona giusta con cui entrare in contato all’interno della comunità Linux può essere particolarmente complicato e dispendioso in termini di tempo. Questo si traduce automaticamente in interazioni ridotte con i produttori e quindi una minore influenza sul mercato.
La IDEMA (International Disk Drive Equipment and Materials Association) lavora per standardizzare i dischi e le componenti che si trovano al loro interno. In pratica collaborano con un settore di mercato in grado di produrre lo scorso anno 650 milioni di dischi. Ci sono 4 aziende che controllano la direzione che prenderà l’industria nel suo insieme: Dell, Microsoft, HP ed EMC. Nonostante 3 di queste distribuiscano GNU/Linux, quest’ultimo viene poco considerato.
All’interno degli hard drive moderni ci sono processori ARM multi-core, simili a quelli presenti nei cellulari moderni e fino ad 1GB di RAM. Praticamente sono dei piccoli computer racchiusi all’interno di uno scatolotto. Nonostante questo l’interfaccia che utilizzano per comunicare con i computer non si è evoluta molto negli ultimi 20 anni. Una piccola rivoluzione è avvenuta negli ultimi anni all’arrivo dei dischi con settori da 4K. Ad introdurre il supporto per questa funzionalità all’interno del kernel Linux è stato Martin Petersen che si è lamentato dei problemi di comunicazione con l’industria. A questo proposito ha formulato l’idea di un programma di “certificazione Linux” per l’hardware. Grosse aziende come Dell ed HP dovrebbero metterlo come richiesta per i loro fornitori di hardware e la situazione porterebbe a grossi vantaggi per tutta la comunità.
Il prossimo step della tecnologia sembra che sarà rappresentato dai drive ibridi che integreranno dischi rotanti e flash. Ted Ts’o, guru dei filesystem, ha esternato le sue perplessità su questa novità perché c’è la possibilità che i produttori implementino ottimizzazioni per filesystem come VFAT o NTFS. Il risultato sarebbe un peggioramento delle prestazioni per tutti gli altri filesystem ed i produttori praticamente non conoscono ext3/4, btrfs e tutti gli altri fs a disposizione della comunità. Questo è solo il primo passo di un progresso tecnologico che vede Linux fuori dalle stanze dei bottoni.
Dell e Microsoft hanno voluto i dischi con i settori da 4K e li hanno avuti. La comunità Linux, in particolare, e quella di tutti gli unix-like, in generale, cosa vuole? Per quanto riguarda il kernel Linux si sta lavorando per formare un gruppo di 5 persone che avranno il compito di diventare il tramite con l’industria degli hard disk ed una lista di sviluppatori a cui inviare i primi sample hardware da testare. Alla base di tutto questo è importante esprimere in maniera chiara e concreta in quale direzione vogliamo spingere l’industria. Solo così potremo sperare di avere maggior peso nelle decisioni che contano.
Via | LWN
Come far diventare Linux più importante agli occhi dei produttori di hardware é stato pubblicato su ossblog alle 13:59 di lunedì 18 aprile 2011.
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Una mia cara amica stamattina mi ha chiamato disperata perchè il suo portatile (di cui al titpolo di questo post) non parte più, si ferma al boot con un laconico mesasggio dove dice che manca un file.
Questa situazione è ben visibile utilizzando il comando df -h:
Ancora un importante aggiornamento per la forse più famosa distribuzione adibita al ripristino/recupero dei file accidentalmente perduti/danneggiati. 






