apr
30

Haiku con la GSoC 2012: sono inclusi il porting a 64-bit e OpenJDK 7

 

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HaikuHaiku partecipa, come ogni anno, alla Google Summer of Code (GSoC): i progetti per il 2012 sono appena cinque, tre in meno rispetto al 2011, ma entro la fine dell’estate dovrebbe essere pronto il porting a 64-bit. Il supporto all’architettura è stato procrastinato più volte — potrebbe essere la volta buona? Inoltre, c’è OpenJDK 7.

Gli altri tre progetti approvati per la GSoC 2012 di Haiku non sono meno importanti. Due riguardano i file system: Pawel Dziepak lavorerà al supporto di NFSv4 e Andreas Henriksson a un partition resizer per BFS. L’ultimo, invece, riguarda cpuidle. Quelli cui guardare con più interesse restano 64-bit e OpenJDK — le maggiori carenze.

Alex Smith ha descritto come procederà sul porting a 64-bit. Anzitutto, riscriverà il boot loader di Haiku: seguiranno il kernel e alcuni driver fondamentali. La GSoC 2012 non basterà a terminare l’intero sistema operativo. Hamish Morrison lavorerà a OpenJDK 7, introducendo il supporto ad AWT/Java2D e JSound. Dovrebbe completarlo.

Via | Haiku

Haiku con la GSoC 2012: sono inclusi il porting a 64-bit e OpenJDK 7 é stato pubblicato su Ossblog.it alle 10:00 di lunedì 30 aprile 2012.

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set
05

Haiku mostra i risultati della GSoC 2011: USB, VirtualBox, ZFS, ecc.

 

HaikuHaiku OS ha stilato una lista ufficiale dei progetti realizzati e di quelli in via di conclusione per la GSoC 2011. Più della metà degli “studenti” ha terminato il proprio lavoro entro il 26 agosto, venerdì scorso, data entro la quale i progetti dovevano essere ultimati. Le novità sono molte, ma il porting a 64-bit non è tra queste.

Anzitutto, le Guest Additions per Haiku su VirtualBox di cui parlammo a fine maggio sono diventate realtà: il codice di Mike Smith è su GitHub. Inoltre, Gabriel Hartmann ha realizzato un driver per webcam USB ancora da perfezionare. Jian Chiang, invece, è ancora al lavoro sul supporto a xHCI (USB 3.0). Idem per Ankhur Sethi su ZFS.

Un altro progetto interessante, già disponibile per l’installazione su Haiku OS, riguarda il supporto di libsdl 1.3. Il lavoro è stato realizzato in stretta collaborazione con SDL: i sorgenti si trovano via Bitbucket. Per finire, le API di Haiku permettono l’accesso da Perl e Python, oltre a C++. Altri progetti sono in conclusione.

Via | Haiku OS

Haiku mostra i risultati della GSoC 2011: USB, VirtualBox, ZFS, ecc. é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di lunedì 05 settembre 2011.

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giu
20

Haiku Release 1 Alpha 3 è stato rilasciato: finalmente è in italiano

 

Haiku Release 1 Alpha 3Haiku OS è stato appena aggiornato alla Release 1 Alpha 3: in questo momento, i mirror non sembrano essere ancora sincronizzati e il metodo più rapido per ottenere le immagini del sistema operativo è sfruttando BitTorrent. La novità più gradita è sicuramente il supporto completo alla lingua italiana già a partire dall’installazione.

Tuttavia, alcune applicazioni attendono ancora di essere localizzate: è il caso del browser. Haiku R1 Alpha 3 introduce il supporto in lettura e scrittura a Btrfs, Ext4 ed exFAT. Quanto all’hardware, Haiku OS sfrutta IO APIC e ACPI. L’implementazione di Physical Address Extension (PAE) consente di amministrare oltre 4Gb di memoria.

Nonostante i miglioramenti apportati, alcuni “dubbi” sullo stato dei brevetti impediscono l’abilitazione del rendering di subpixel su FreeType. Haiku R1 Alpha 3 è comunque più veloce e accattivante della release precedente. Bisognerà attendere la fine della GSoC per il supporto all’installazione delle Guest Additions di VirtualBox.

Haiku Release 1 Alpha 3

Haiku Release 1 Alpha 3Haiku Release 1 Alpha 3Haiku Release 1 Alpha 3Haiku Release 1 Alpha 3

Via | Haiku

Haiku Release 1 Alpha 3 è stato rilasciato: finalmente è in italiano é stato pubblicato su Ossblog.it alle 09:00 di lunedì 20 giugno 2011.

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mag
27

Haiku OS supporta l installazione delle Guest Addition di VirtualBox

 

HaikuHaiku OS comincia a dialogare con le Guest Addition di VirtualBox ovvero i servizi aggiuntivi tra sistema operativo “ospitante” e “ospitato”. Mike Smith, l’allievo della Google Summer of Code (GSoC) 2011, ha stravolto il progetto iniziale partendo dagli aspetti più complessi dell’integrazione. Non ha già completato quella del mouse.

Poiché Haiku non è ancora un sistema completo, quella della virtualizzazione è la scelta più comune. Il lavoro di Smith, appena diciannovenne, consentirà lo scambio dei file tra host e guest (e viceversa) oltre alla creazione di un driver grafico, che supporti OpenGL. Sono stati realizzati dei moduli equivalenti a quelli per Linux.

Al momento vboxguest e vboxdrv sono già operativi: il passo successivo è la creazione di un filesystem per l’interscambio dei file. La clipboard per gli appunti condivisi è pienamente funzionante. Poiché le immagini, pur compatibili con VirtualBox, sono concepite per VMware è preferibile installare Haiku OS dalla propria ISO su CD.

Via | Haiku OS

Haiku OS supporta l installazione delle Guest Addition di VirtualBox é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di venerdì 27 maggio 2011.

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feb
04

Haiku insegue Linux per la realizzazione di un gestore dei pacchetti

 

HAIKULe ultime settimane hanno focalizzato l’attenzione degli sviluppatori sull’annosa questione dei gestori di pacchetti. Per quanto riguarda Linux, il vertice di Bretzn (promosso da Novell e OpenSUSE) ha riportato in auge la necessità di un formato comune a tutte le distribuzioni. Red Hat Package Manager – ora, soltanto RPM Package Manager – ha fallito l’obiettivo con l’emergere di DEB e la fortuna di Debian e Ubuntu. Il modello degli App Store in stile-Apple ha contagiato un po’ tutto il mondo open source: Canonical e il Software Center di Ubuntu lo hanno già dimostrato.

Il futuro dei pacchetti d’installazione per Linux è tutt’altro che definito, benché AppStream (come fontend) e Xapian (come server d’indicizzazione e ricerca) siano proposte molto valide. Il problema, però, non coinvolge soltanto i sistemi operativi UNIX-based — oltre a Linux, IllumOS dovrà affrontare lo stesso argomento sui pacchetti JAR. Tant’è che Haiku, il successore di BeOS, si prepara a ultimare la propria soluzione. Se per Linux si tratta di combattere la “frammentazione” di YaST, YUM, APT, ecc. quella di Haiku è una novità assoluta e richiederà ancora del tempo.

Se vogliamo, all’appello manca soltanto Windows: la formula d’installazione delle applicazioni per il sistema operativo di Microsoft ha un mercato a sé. Esistono dei programmi simili a PackageKit, realizzati da sviluppatori indipendenti, per il software libero su Windows… che, però, non hanno mai attratto l’attenzione dell’azienda. E le statistiche d’uso degli utenti danno ragione a Microsoft. Ciò nonostante, Haiku ci crede.

Il target di Haiku OS è l’utente-medio, un obiettivo che sembra lontano dalla realtà a causa dei ritardi del sistema rispetto alle alternative. Ubuntu piaccia o, meno punta a diventare la distribuzione più semplice per l’uso degli utenti meno esperti: partnership commerciali e statistiche sono risibili (se confrontate con OS X e Windows), ma l’interfaccia-utente e i progressi del marketing danno una certa credibilità alle aspirazioni di Canonical. Pure Haiku, nel suo piccolo, vorrebbe realizzare altrettanto e i lavori al package manager corrispondono a questa esigenza.

Chi conosce e/o ha provato Haiku, al di là delle rare recensioni su queste pagine, non può evitare di porsi una domanda. BeOS, prima e Haiku, poi sono sistemi operativi di nicchia… destinati a rimanere tali nonostante le aperture del mercato. Negli anni ‘90 non avremmo immaginato il successo di Android, né – almeno, il sottoscritto – avremmo pensato che Ubuntu e sudo potessero contagiare gli utenti di Linux. Ha senso, dunque, provvedere alla creazione di un package manager quando un professionista preferisce la compilazione a basso livello? È una scommessa aperta.

Dal punto di vista tecnico, la soluzione di Haiku ha una struttura che ricorda molto APT e i sistemi derivati da Debian. La semplicità dei file di controllo, invece, ha più attinenza con Arch User Repository (AUR) di Arch Linux. La gerarchia per il file system ha una complessità eccessiva, destinata a ulteriori ritocchi in corso d’opera. È un progetto ambizioso, che muove i primi passi partendo laddove Linux si è fermato. Questo è l’aspetto più controverso di Haiku: l’impressione è quella di tornare molto indietro nel tempo, mentre il mercato si evolve a dei ritmi irraggiungibili.

Via | Haiku OS

Haiku insegue Linux per la realizzazione di un gestore dei pacchetti é stato pubblicato su ossblog alle 09:00 di venerdì 04 febbraio 2011.

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ott
15

Google Code riassume i risultati di Haiku alla GSoC 2010

 

Haiku

In aprile, Haiku aveva dichiarato la propria adesione alla GSoC 2010 dichiarando di fatto conclusa l’esperienza di Code Drive. La Summer of Code di Google si è conclusa ed è tempo di bilanci. Purtroppo il porting del sistema a 64-bit non è stato ancora concluso, ma era previsto che lo sviluppo dovesse continuare oltre l’estate. Gli altri obiettivi sono stati raggiunti.

Primo fra tutti il supporto alla connettività IPv6: questo non è ancora presente nelle immagini di Haiku OS in distribuzione, ma può essere recuperato dal repository su GitHub. Anche il file system Ext3 ha fatto grandi passi avanti. L’accesso in lettura è stabile e sono stati fatti dei progressi sul supporto in scrittura. Lo studente ha rivisto l’implementazione di BFS.

L’estensione delle funzionalità multimediali di Haiku ha avuto qualche intoppo burocratico, ma sono stati realizzati un add-on per i DVD e altri sotto-progetti per l’aggiunta dei plug-in e lo streaming. Gli ultimi studi hanno riguardato kit e API di sviluppo: entrambi sono progrediti nel corso dell’estate e come per il porting dovranno subire un processo più lungo.

Via | Google Open Source

Google Code riassume i risultati di Haiku alla GSoC 2010 é stato pubblicato su ossblog alle 11:00 di venerdì 15 ottobre 2010.

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mag
11

Haiku R1A2, la seconda alpha

 

Haiku

Il progetto Haiku ha finalmente rilasciato la seconda alpha dopo otto mesi di duro lavoro.

La novità più importante di questa versione è sicuramente l’arrivo della connettività WiFi con il supporto per WEP. È presente anche un nuovo browser multi processo basato su WebKit chiamato WebPositive.

Tra le altre novità:

  • Locale kit per localizzazioni e traduzioni
  • Migliorate le prestazioni per le unità di massa USB
  • ACPI abilitato in maniera predefinita
  • Bash aggiornata alla versione 4.x
  • Message Signal Interrupts (MSI)
  • Migliorata la compatibilità POSIX
  • Incremento delle prestazioni

Se questo non vi sembra ancora sufficiente per spingervi a provarlo non vi resta che aspettare la prossima versione che includerà interessanti novità ora in fase di sviluppo grazie al GSoC 2010.

Via | Haiku

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apr
29

Haiku alla GSoC 2010: porting a 64-bit e altro ancora

 

Haiku

Molto è cambiato da quando nel 2008 Haiku inventò Code Drive per auto-finanziare i progetti grazie alla propria community: Google ha chiuso le iscrizioni per i progetti degli studenti della Summer of Code 2010 e ciò che riguarda il sistema operativo basato su BeOS è molto interessante. A partire dal porting su sistemi a 64-bit che ancora mancava.

Le novità che riguarderanno Haiku non si limitano a questo, perché sono già previsti il supporto a IPv6 – un passaggio necessario, in vista dell’esaurimento degli indirizzi IPv4 – che ora costituisce una grave carenza dell’OS e la possibilità di accesso in lettura e scrittura per Ext2 ed Ext3 (non si fa ancora menzione a Ext4). Sono indubbiamente ottimi progetti.

Quello della GSoC 2010 sarà un percorso lungo da completare, ma quando sarà terminato consegnerà alla cummunity un Haiku più “competitivo” di quanto sia ora: non ci sono paragoni rispetto allo sviluppo di Linux, ma la crescita delle alternative libere rimane sempre positiva. Tra queste, Haiku OS è una delle più convincenti in prospettiva futura.

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mar
14

Haiku sarà presentato all Università di Camerino e in diretta su UStream

 

Haiku Haiku è una reinvenzione di BeOS che tutti dovreste conoscere, almeno nominalmente: è passato qualche mese dall’uscita della prima alpha e qualcuno ha già pensato di “trasferircisi”. Al punto che la comunità italiana di Haiku – in collaborazione col LUG dell’Università di Camerino – ha fissato una presentazione in grande stile per domani, lunedì 15 marzo.

Fortunatamente anche chi non potesse assistere di persona all’evento (Camerino si trova nelle Marche in provincia di Macerata) potrà assistere alla presentazione grazie a un canale su UStream creato appositamente per la copertura online in diretta: l’occasione è ghiotta per conoscere un sistema operativo open source diverso da Linux — anche per chi non fosse granché convinto del progetto.

Per quanto mi riguarda, non sono un grande esperto di BeOS e Haiku… ma di primo acchito mi sembra un sistema operativo piuttosto rapido e performante, anche se attualmente disponibile solo a 32-bit: il partizionamento può apparire “ostico” per chi arriva da Windows, mentre rispetto a Linux è decisamente più immediato. Ha però tutti i limiti di una versione alpha, che può migliorare tanto.

Haiku OS R1 Alpha 1

Via | Ubuntu Block Notes

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mar
13

Conoscere Haiku

 

Post originale su Linux e dintorni

Un incontro organizzato dal Camelug per conoscere Haiku, OS erede dell’ottimo BeOS

Lunedì prossimo, 13-03-2010, si terrà presso il Dipartimento di informatica dell’università di camerino un incontro con i ragazzi della comunità italiana di Haiku.

A partire dalle ore 15 i volenterosi informatici del gruppo italiano Haiku ci proporranno una serie di interventi mirati a far conoscere meglio questo progetto per un sistema operativo derivato da BeOS.

Sarà un seminario che si pone come obbiettivo quello di avvicinare tutti alle meraviglie che questo OS presenta sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista della sua usabilità per il lavoro quotidiano.

haiku_flier_2010_a4.jpeg

Se non riuscite  a raggiungere la sala del meeting non c’è problema, abbiamo pensato a voi allestendo uno streaming audio/video accessibile alla pagina http://www.ustream.tv/channel/haiku-15-03-10 o direttamente dalla sezione streaming del sito www.camelug.it.

Siete chiamati anche a partecipare grazie alla chat se avete voglia di porre domande ed interagire con noi.

Ciao a tutti.

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nov
24

Qt-Haiku il porting di Qt per il sistema operativo Haiku

 

Haiku, il sistema operativo open source nato da precedente progetto BeOS sta vivendo un periodo di grande vivacità e fermento. Tra le notizie più recenti ho trovato un annuncio sul sito dello user group haiku italiano in cui si cita il porting di Qt per il sistema Haiku. Alcuni screenshot sono disponibili a questo indirizzo.

Un grosso in bocca al lupo allo user group italiano e agli sviluppatori autori del porting.

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set
14

Haiku Project, finalmente la prima versione Alpha

 

Dopo ben otto anni di duro lavoro, il giorno di Haiku è arrivato! Da qualche ora infatti è stata diramata la notizia del rilascio della primissima versione Alpha di questo sistema operativo.

Dobbiamo ricordare che Haiku è praticamente una riedizione in chiave open del famoso BeOS, i cui diritti sono da qualche anno passati in mano alla Palm. Il lavoro di sviluppo iniziò nel lontano 2001 sotto il nome OpenBeOS ma per l’acquisizione appena citata, per evitare problemi legali, si decise di mutarlo in Haiku (dal giapponese significa “semplice poesia”).

Il progetto è portato avanti da una importante community di sviluppatori volontari di tutte le parti del mondo e si appoggia su una fondazione no-profit creata appositamente per supportare economicamente tutto il processo di programmazione e di supporto.

Il kernel di Haiku è interamente basato su un fork di NewOS ed il file system (database-like) su cui si appoggia il tutto è OpenBFS. Il sistema è stato dichiarato pronto per un testing più allargato e nei mesi che seguiranno non tarderanno ad arrivare nuove pre-release.

Maggiori informazioni su Haiku Project sono disponibili sul sito ufficiale. Per il download dell’Alpha 1 è possibile fare riferimento a questa pagina.

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set
05

Haiku ottiene il supporto allo swap

 

Haiku

Grazie al Google Summer of Code, Haiku ha ottenuto il supporto al file di swap: con le ultime modifiche apportate alla versione in sviluppo viene attivato di default e configurato per avere una dimensione pari a due volte quella della RAM disponibile; tale opzione può comunque venire modificata (o disabilitata) attraverso le preferenze relative alla VirtualMemory.

Il supporto allo swap permette finalmente la compilazione di Haiku all’interno di un sistema (Haiku) dotato di poca RAM (anche meno di 800), purché il file di swap sia sufficientemente grande. L’implementazione di questa funzionalità si ispira profondamente a quella di FreeBSD.

via | OSNews

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mag
25

Haiku Code Drive: un Summer of Code fatto in casa

 

Haiku

Cosa fare se gli slot per il Google Summer of Code non sono sufficienti per coprire le esigenze di un progetto? Semplice, si inizia una raccolta fondi per farsi un Summer of Code “autoprodotto”! Seguendo quest’idea è nato l’Haiku Code Drive, un’iniziativa per raccogliere fondi dalla community e sostenere gli studenti che si impegneranno nello sviluppo di progetti per Haiku.

L’Haiku Code Drive consentirà agli studenti esclusi dal Summer of Code di guadagnarsi 2500 dollari per ciascun progetto completato e darà alla community l’opportunità di effettuare donazioni indirizzate su obiettivi concreti e mirati.

Per donazioni, per iscriversi all’iniziativa o semplicemente per maggiori informazioni, la pagina di riferimento è questa.

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feb
20

Zebuntu: quando Ubuntu incontra BeOS Zeta

 

Zebuntu

Cosa succede quando l’ex capo sviluppatore di un sistema operativo basato su BeOS ( Zeta ) scopre Ubuntu? Semplice, nasce una distribuzione dal nome un po’ bruttino ( Zebuntu ) che coniuga il look’n'feel di Zeta con il software presente nei repository di Ubuntu, aggiungendo anche un layer di compatibilità per poter eseguire le applicazioni sviluppate per il defunto sistema operativo della Be Inc.

La lingua del sito rende difficile la comprensione di tutte le feature di Zebuntu ma, stando a quello che riporta OSNews, sembrerebbe intenzione degli sviluppatori integrare gli sforzi fatti dal progetto BlueEyedOS per creare una piattaforma su cui sviluppare applicazioni per BeOS / Haiku, senza nulla togliere alla possibilità di eseguire applicazioni Linux “classiche”.

L’ultima versione di Zebuntu disponibile al download è la beta3, scaricabile in lingua inglese direttamente dal sito ufficiale ( niente tracker BitTorrent, per il momento ).

Zebuntu beta3
  
  

via | OSNews

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