set
22

Canonical è tornata a proporre GRUB2 per Ubuntu 12.10 col Secure Boot

 

Logo di CanonicalUbuntu 12.10 non costringerà i futuri possessori di dispositivi che prevedono il Secure Boot di UEFI al passaggio a EFILinux: Canonical ha cambiato idea, consultandosi con gli esperti di The Free Software Foundation (FSF), e proporrà GRUB2 a prescindere dal target d’installazione. Mark Shuttleworth aveva già fugato i dubbi espressi da Matthew Garrett circa la politica di Canonical sul Secure Boot, però la strategia iniziale prevedeva la sostituzione del boot loader predefinito con EFILinux per motivazioni legate alla sicurezza.

Quantal Quetzal avrebbe dovuto sostituire GRUB2 con EFILinux sulle macchine col Secure Boot, ma non per un problema di compatibilità con le licenze: Canonical temeva che il boot loader della FSF potesse esporre le chiavi private qualora gli Original Equipment Manufacturer (OEM) non ammettessero la disabilitazione della funzionalità di UEFI. La FSF ha rassicurato gli sviluppatori e i partner della società di Shuttleworth che ha deciso di tornare a proporre GRUB2 a livello predefinito su Ubuntu 12.10, preinstallata o meno che sia.

Nel prossimo futuro, quindi, tutte le distribuzioni che hanno affrontato il problema del Secure Boot di UEFI adotteranno GRUB2. Le soluzioni di Canonical, SUSE e Red Hat differiscono nei metodi: Garrett, che lavora all’implementazione sperimentale su Fedora, ha apprezzato la proposta di openSUSE e potrebbe orientare lo sviluppo nella stessa direzione. Ubuntu farà un percorso a sé, ma gli utenti non dovrebbero notare grandi differenze nell’usabilità dei sistemi e il Secure Boot non dovrebbe più essere un problema insormontabile.

Via | Canonical

Canonical è tornata a proporre GRUB2 per Ubuntu 12.10 col Secure Boot é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di sabato 22 settembre 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.

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ago
18

La FSF ha proposto un logo per la distribuzione di contenuti DRM-free

 

Logo di DRM-freeDefective by Design, la campagna organizzata dalla Free Software Foundation (FSF) contro l’utilizzo di sistemi di Digital Rights Managenet (DRM), ha creato un nuovo logo da apporre sui portali che distribuiscono contenuti DRM-free. L’iniziativa ha avuto subito il supporto di numerosi distributori: il più popolare è probabilmente O’Reilly Media – fondato nel 1978 da Tim O’Reilly – che ha eliminato il DRM dal proprio catalogo di eBook. La lista dei partner della FSF nell’iniziativa è molto lunga, segnale che l’esigenza è sentita.

Il logo è disponibile in due varianti, con o senza lo slogan attorno al cerchio, nel formato SVG. Oltre a O’Reilly Media, i primi aderenti all’iniziativa della FSF sono ClearBits, che distribuisce vari contenuti su BitTorrent; Go Faster Stripe, un rivenditore di DVD; ccMixter, TuneTrack e Magnatune tra le etichette e i distributori di musica indipendente. Ad adottare il logo sono soprattutto imprese editoriali: Foboko, Momentum Books, Tom Doherty Associates, Girlebooks, Weightless Books e Obooko, soltanto tra le società private.

Sempre riguardo agli eBook, il logo DRM-free è stato adottato in ambito accademico da The University of Adelaide e dalle fondazioni no profit Project Gutenberg Austrialia e Project Runeberg. Le immagini sono state rilasciate sotto licenza Creative Commons Attribution — ShareAlike 3.0 (Unported). La grafica non è delle più accattivanti, ma l’adesione di tante e tali organizzazioni conferisce al progetto della FSF un ruolo ancora più importante nel sensibilizzare i distributori all’abbandono del DRM. È Una campagna da supportare.

Via | FSF

La FSF ha proposto un logo per la distribuzione di contenuti DRM-free é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di sabato 18 agosto 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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ago
15

GNOME festeggia i suoi quindici anni: l’annuncio è del 15 agosto 1997

 

Logo di Happy Birthday GNOME

Il 15 agosto del 1997, quindici anni fa, Miguel De Icaza e Federico Mena Quintero – che all’epoca erano studenti universitari alla Universidad Nacional Autónoma de México (UNAM) – davano l’annuncio della nascita di un nuovo progetto: GNOME, un desktop environment ispirato a CDE e KDE che avrebbe utilizzato esclusivamente il software libero nei suoi componenti. La storia di GNOME coincide con quella di tutti i principali soggetti che hanno contribuito a integrare il kernel di Linus Torvalds con strumenti e interfacce di sistema.

Nel cammino per il rilascio di GNOME 1.0, per il quale occorsero due anni, De Icaza e Mena Quintero s’incrociarono fra Red Hat e Ximian — successivamente, Novell e Attachmate. La prima release fu distribuita il 3 marzo 1999 insieme a Gtk+ e The GIMP. La versione 1.4 è tuttora scaricabile per essere virtualizzata: un modo curioso di festeggiare la ricorrenza. Il primo GUADEC, ovvero la conferenza ufficiale del desktop, fu organizzata nel 2000 a Parigi con settanta contributori e nello stesso anno nacque pure The GNOME Foundation.

GNOME 2.0, la versione più apprezzata del progetto, risale al 26 luglio del 2002 e propose sedici release fino alla nascita di GNOME 3.0 nel 2011. Piaccia o meno, il futuro del desktop environment è stato tracciato: al GUADEC 2012 s’è parlato di GNOME OS e di come gli sviluppatori intendono affrontare le nuove esigenze degli utenti. Oggi, però, le polemiche sono state accantonate per celebrare i quindici anni di un componente fondamentale per l’open source — soprattutto riguardo a Linux, ma non soltanto. Buon compleanno, GNOME.

Via | The GNOME Foundation

GNOME festeggia i suoi quindici anni: l’annuncio è del 15 agosto 1997 é stato pubblicato su Ossblog.it alle 19:00 di mercoledì 15 agosto 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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ago
05

John Carmack disillude Valve e Blizzard circa l’investimento su Linux

 

Logo di QuakeCon 2012John Carmack – co-fondatore di id Software e ideatore dei principali giochi distribuiti dalla società – ha dedicato uno spazio a Linux nel keynote tenuto al QuakeCon 2012. Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare dal primo programmatore che ha reso disponibili dei giochi d’alto livello sul sistema operativo, l’opinione espressa da Carmack è tutt’altro che positiva: Linux, infatti, «non produce dei risultati positivi» nel settore. È una sentenza inappellabile, che dà una spiegazione alle recenti decisioni di id Software.

RAGE, l’ultimo capolavoro della società, non approderà su Linux nel 2012 e probabilmente neppure più tardi: lo stesso varrebbe per Doom 4, ancora da annunciare, sempre basato su id Tech 5. Il nuovo engine di id Software dovrebbe comunque diventare open source col rilascio del suo successore, negli anni a venire. Tutto questo perché «il gioco non vale la candela» — parafrasando le dichiarazioni di Carmack. Dal punto di vista economico è una posizione ineccepibile, ma l’esperienza di id Software si riferisce a un contesto diverso.

Ad esempio, i titoli della società di Carmack non sono stati concepiti “nativamente” su Linux: il porting è basato sul possesso del titolo originale su Windows al quale applicare delle patch. id Software non ha mai creato un mercato esclusivo per Linux, tant’è che le patch sono distribuite in forma gratuita e il videogioco dev’essere acquistato nella versione per Windows. È impossibile determinare quante copie siano state acquistate per funzionare su Linux con queste premesse. E, infatti, Carmack non ha affatto citato i numeri.

Statistiche a parte, non è difficile capire che il discorso di Carmack abbia un certo fondamento: basta guardare la diffusione di Linux sul numero globale dei computer venduti. Nonostante le critiche a Windows 8, Gabe Newell di Valve non ha mai dichiarato l’intenzione d’abbandonare il sistema operativo di Microsoft e il porting dei videogiochi non vuole tanto contenere le possibili perdite, quanto aprire un nuovo mercato guardando al futuro. L’approccio di Valve a Linux è molto diverso da quello avuto in passato da id Software.

Non è un caso che le prestazioni di Left 4 Dead 2 (L4D2) siano migliori con Ubuntu 12.04. Valve ha ottimizzato il codice del gioco per funzionare col kernel di Linus Torvalds e ha collaborato coi produttori dei driver perché l’esperienza risultasse alla pari con Windows. Nel frattempo, la società contribuisce allo sviluppo dei driver di Intel per Linux: id Software non aveva la stessa politica — e al porting lavorava un solo sviluppatore. La responsabilità dell’insuccesso non è imputabile soltanto a un mercato poco accattivante.

Giustificabile o meno, la tesi di Carmack avrà un impatto nefasto sugli utenti. RAGE è uno dei migliori titoli – se non addirittura il migliore – della categoria e l’indisponibilità per Linux è davvero una pessima notizia. Possiamo giusto sperare che la “liberazione” dei sorgenti di id Tech 5 stimoli i programmatori indipendenti a sviluppare qualcosa d’altrettanto entusiasmante: non sarà possibile prima del 2015, a essere ottimisti. È pure vero che L4D2 di Valve non è ancora disponibile e i benchmark potrebbero essere smentiti.

Via | Phoronix

John Carmack disillude Valve e Blizzard circa l’investimento su Linux é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di domenica 05 agosto 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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lug
19

RedPhone, l’applicazione per le telefonate sicure da Android, è GPLv3

 

Logo di RedPhoneRedPhone, l’applicazione di Whisper Systems per effettuare delle telefonate sicure da Android, è diventata open source: la società – acquisita da Twitter – ne ha rilasciato i sorgenti sotto licenza GPLv3. È la seconda e ultima applicazione sviluppata dalla sussidiaria della popolare piattaforma di microblogging che, in dicembre, a seguito dell’acquisizione aveva provveduto a rilasciare con la stessa modalità il codice sorgente di TextSecure. Una soluzione equivalente dedicata ai sistemi di Short Message System (SMS) su Android.

In sostanza, RedPhone sostituisce la tradizionale tecnologia di Android per le telefonate e utilizza la crittografia per renderle inaccessibili al tracciamento istituzionale. Per questo motivo, RedPhone ha conosciuto una grande popolarità nelle rivolte nordafricane e mediorientali nei Paesi arabi: acquisita da Twitter, Whisper Systems ha rimosso RedPhone insieme a TextSecure da Google Play, suscitando numerose polemiche. Oggi entrambe le applicazioni sono installabili dal market di Android grazie a uno sviluppatore indipendente.

L’applicazione non si appoggia ai protocolli delle reti telefoniche, ma instaura un tunnel criptato via VoIP in ZRTP. Per le sue caratteristiche, l’utilizzo di RedPhone potrebbe essere considerato illegale in alcuni Paesi. Whisper Systems ha concepito questa soluzione espressamente per i dispositivi mobili: in sé, la tecnologia potrebbe essere impiegata anche sul desktop. Tuttavia, il tuning delle funzionalità è più adatto agli smartphone e prevede le notifiche PUSH — per ridurre l’utilizzo della batteria, durante l’esecuzione.

Via | Whisper Systems

RedPhone, l’applicazione per le telefonate sicure da Android, è GPLv3 é stato pubblicato su Ossblog.it alle 14:00 di giovedì 19 luglio 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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lug
07

GPL.next, il fork di Richard Fontana della GPLv3, mantenuto su GitHub

 

Logo di GPLv3Richard Fontana – co-autore della licenza con Richard Stallman ed Eben Moglen – è in rottura con la Free Software Foundation (FSF) a causa di GPL.next: è un fork della GPLv3, estraneo alla fondazione, mantenuto su GitHub. Due sintomi di cambiamento nell’open source.

La GPLv3 è stata annunciata nel 2006 e pubblicata definitivamente nel 2007. Fontana, senza dare troppe spiegazioni, ha voluto iniziare un percorso nuovo e colmare «il chiaro compromesso», che è stato accettato nel corso della stesura della licenza concepita dalla FSF.

Prima d’entrare nel merito delle modifiche, bisogna citare la premessa della GPL.next. Fontana polemizza immediatamente con la FSF, sostenendo che «G non sta per GNU»: nell’acronimo significa General. Un taglio netto col progetto GNU e la fondazione che lo sostiene.

In apparente contraddizione, Fontana sostiene le tesi più “radicali“ della FSF, però si scaglia contro il progetto GNU. Il compromesso che non perdona alla GPLv3 sono le clausole al codice sorgente delle applicazioni web — rimosse dalla stesura finale della licenza.

Quelle stesse clausole sono state successivamente integrate nella AGPLv3 che pure Fontana ha contribuito a scrivere. GPL.next dovrebbe offrire l’opportunità di chiarire i rapporti con altre licenze equivalenti. Prima fra tutte la Apache 2.0 che è diffusissima sul web.

Per discutere la nuova licenza, la scelta di GitHub non è casuale. La piattaforma integra il Distributed Version Control System (DVCS) di Linus Torvalds sotto GPLv2 come il kernel di Linux ed è la scelta preferita da un numero costantemente maggiore di sviluppatori.

Via | InfoWorld

GPL.next, il fork di Richard Fontana della GPLv3, mantenuto su GitHub é stato pubblicato su Ossblog.it alle 17:00 di sabato 07 luglio 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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lug
03

La FSF commenta i piani di Canonical, Red Hat sul Secure Boot di UEFI

 

UEFILa Free Software Foundation (FSF) è ritornata sul problema del Secure Boot di UEFI — dopo la prima opinione divulgata già nell’ottobre del 2011. Sebbene con una parziale preferenza per Red Hat, la FSF critica tanto l’atteggiamento di Fedora, quanto quello di Ubuntu.

Tuttavia, a fronte delle condivisibili valutazioni espresse nella propria lettera aperta, la FSF non è stata in grado di identificare una soluzione “concreta”. Piuttosto, s’è limitata a sottolineare i limiti di quelle previste dalle due società impegnate sul problema.

L’augurio della FSF è che si possa arrivare a una soluzione alternativa, che accetti le chiavi generate dagli utenti e non debba costringere a un passaggio da Microsoft o VeriSign, per tutelare il proprio diritto ad avviare un sistema operativo diverso da Windows 8.

Purtroppo, al momento una soluzione simile non esiste. La FSF non ha offerto nuovi spunti, se non a livello teorico, in questa direzione. L’unica possibilità, ammesso che i produttori la concedano, risiede nel disabilitare il Secure Boot dalle impostazioni di UEFI.

Le critiche della FSF, circa la soluzione di Matthew Garrett per Fedora 18, vertono sulla necessità d’acquistare la propria chiave privata per il Secure Boot di UEFI via Microsoft — attraverso la piattaforma realizzata da VeriSign, a sua volta sussidiaria di Symantec.

L’opinione sulla scelta di Canonical è un po’ più controversa, perché Ubuntu 12.10 ha optato per utilizzare efilinux – un boot loader che non è affatto compatibile con la GPLv3 – per gestire le chiavi del Secure Boot. Fedora 18, invece, manterrà l’utilizzo di GRUB2.

Via | FSF

La FSF commenta i piani di Canonical, Red Hat sul Secure Boot di UEFI é stato pubblicato su Ossblog.it alle 13:00 di martedì 03 luglio 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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lug
02

È stato rilasciato GLIBC 2.16 col supporto all’ABI di x32 più ISO C11

 

GNU GRUBGNU C Library (GLIBC) è stata aggiornata alla versione 2.16, introducendo il supporto all’ABI di x32 che è integrata nel kernel di Linux 3.4 o superiore. È migliorata l’implementazione dello standard di ISO C11. Queste sono le funzionalità più rilevanti, però l’aggiornamento risolve soprattutto un numero consistente di bug. Per usufruire della toolchain di x32-abi, infatti, al momento sarebbe necessario utilizzare GCC 4.7.x e una variante di Gentoo mantenuta da Mike Frysinger – sulla quale, peraltro, i giudizi non sono unanimi.

La grande maggioranza delle distribuzioni di Linux, *BSD, Haiku, Hurd, Illumos e Solaris ignorano del tutto questa funzionalità che, ovviamente, è limitata alle architetture a 64-bit. Quanto a ISO C11, gli aggiornamenti derivano dall’impegno di Ulrich Drepper che ha adeguato le capacità GNU C Library all’ultima versione dello standard noto, in fase di sviluppo, come C1x. Parlando nello specifico del kernel di Linus Torvalds, GLIBC 2.16 non è compatibile con le versioni 2.4.x: è garantita la compatibilità a partire da Linux 2.6.

Con GLIBC 2.16, l’architettura IA-64 di Intel è stata spostata nel ramo dei port. Infine, è supportata la compilazione con l’utilizzo di Remote Procedure Call (RPC) presente nelle versioni inferiori alla 2.14, grazie all’attributo --enable-obsolete-rpc. Questa possibilità è destinata a essere rimossa, in futuro, quando la libreria Transport Independent RPC (TI-RPC) avrà raggiunto una maturità tale da sopperire a tutte le funzioni dell’RPC di Sun Microsystems. Si può consultare una lista completa delle novità sulla mailing list.

Via | LWN

È stato rilasciato GLIBC 2.16 col supporto all’ABI di x32 più ISO C11 é stato pubblicato su Ossblog.it alle 13:00 di lunedì 02 luglio 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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lug
01

ClamXav, l’antivirus open source per Mac OS X, supporta Mountain Lion

 

ClamXavClamXav è la versione di ClamAV per Mac OS X realizzata dallo sviluppatore indipendente Mark Allan. Aggiornato alla versione 2.3, è rilasciato sotto licenza GPLv2 ed è basato su ClamAV 0.97.5 — disponibile dal 15 giugno. L’antivirus è in fase di revisione da Apple per essere distribuito sul Mac App Store, sul quale è già presente la versione 2.2. Con l’ultimo aggiornamento, ClamXav ha acquisito il supporto del nuovo Gatekeeper che sarà incluso a partire da Mountain Lion: l’update del sistema operativo atteso nel mese di luglio.

Gatekeeper è la soluzione di Apple, implementata con Mac OS X 10.7.3, che permette di verificare la provenienza delle applicazioni per escludere l’installazione di malware. Con Mountain Lion, Gatekeeper acquisirà un’interfaccia grafica per aggiornare gli utenti sui tre livelli di sicurezza previsti. ClamXav 2.3, poiché è compatibile con Gatekeeper, non provocherà la visualizzazione di un avviso — a prescindere dalla sorgente dell’installazione. Le versioni precedenti di ClamXav, purtroppo, provocavano questo genere di notifiche.

Gli utenti che avessero installato ClamXav 2.2 possono procedere all’aggiornamento dal programma stesso, mentre per scaricare la versione 2.3 è tuttora necessario visitare il sito ufficiale. L’update è compatibile con Mac OS X 10.5 o superiore. Il futuro major upgrade di ClamXav supporterà il sandboxing di Apple presente dalla versione 2.3 e disabilitato a livello predefinito. L’antivirus riduce l’utilizzo della Random Access Memory (RAM) di sistema e aggiunge i tasti di scelta rapida per la navigazione fra i documenti infetti.

Via | The H Open

ClamXav, l’antivirus open source per Mac OS X, supporta Mountain Lion é stato pubblicato su Ossblog.it alle 13:00 di domenica 01 luglio 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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giu
29

GRUB 2.00 è annunciato da Vladimir Serbinenko per la versione stabile

 

GNU GRUBGNU GRUB, il boot loader più diffuso su Linux, è arrivato finalmente all’attesissima versione 2.00. È Vladimir Serbinenko a darne l’annuncio: le novità, anche rispetto ai rilasci sperimentali, sono consistenti. La più evidente per tutti è il nuovo tema predefinito, Starfield, che sostituisce la grafica elementare del menù con un’interfaccia a immagini. È il primo tema ufficiale mai realizzato. GRUB2 utilizza le informazioni provviste dalle Extended Display Identification Data (EDID) per determinare la risoluzione in automatico.

Entrando nel merito dell’aggiornamento, GRUB2 estende il supporto a Itanium, Fuloong2F, Fuloong2E – privo del firmware – ARCS e MIPS via QEMU-KVM. Yeeloong era già supportato. La selezione automatica del sistema d’avvio predefinito, per motivi di sicurezza, è stata bloccata in presenza di super-utenti. I driver includono EHCI, AHCI, ESCC, IEEE1275, EFI e uno stack di rete per BIOS, IEEE1275, EMU ed EFI. È stato aggiunto anche il supporto a VBE per Coreboot. Numerosi i file system che possono essere gestiti con grub-mount e FUSE.

Ad esempio, GRUB 2.00 supporta l’avvio dai file system formattati con Btrfs e la compressione dell’algoritmo LZO attiva. Tra i nuovi protocolli, sono supportati Drawin 11 per Mac OS X Lion, FreeDOS e Plan9: l’aggiornamento prevede un’auto-configurazione basilare per Illumos. È stato rimosso grub-mkdevicemap: il riconoscimento dei dispositivi è invocato da tutti gli strumenti. La localizzazione linguistica è garantita in runtime alla creazione di grub.cfg e GNU GRUB2 inizia a supportare la compilazione con la toolchain di Apple.

Via | LWN

GRUB 2.00 è annunciato da Vladimir Serbinenko per la versione stabile é stato pubblicato su Ossblog.it alle 10:00 di venerdì 29 giugno 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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giu
11

È stato rilasciato GNU Emacs 24.1 che supporta GnuTLS, Gtk+3, SELinux

 

GNU EmacsGNU Emacs è entrato nel 36° anno d’attività: era il 1976, quando Richard Stallman iniziò a svilupparlo. La versione 24.1, uscita appena ieri, introduce una serie di novità. Anzitutto, il supporto alle librerie Gtk+3 che permette una migliore integrazione con Ayatana — il tema predefinito di GNOME Shell. La dipendenza dalle Gtk+2/3 può essere comunque rimossa in fase di configurazione, escludendo rsvg e gconf. È supportato GnuTLS nelle connessioni sicure in HTTPS su SSL/TLS. Emacs 24.1 aggiunge SELinux alle proprie funzionalità.

Sempre a livello predefinito, Emacs 24.1 è configurato col supporto a ImageMagick e libxml2. Un’altra novità dell’aggiornamento – meno interessante, per gli Italiani – è la bidirezionalità del testo: lingue come l’arabo o l’ebraico possono avvalersi della funzione di Right-To-Left (RTL). Due aspetti positivi per tutti riguardano il sistema d’installazione dei temi e delle estensioni. L’infrastruttura dei plugin propone un archivio ospitato direttamente da The Free Software Foundation (FSF), mantenuto dagli sviluppatori di Emacs.

Al solito, la lista completa dei cambiamenti è molto ricca e potrebbe disorientare. Emacs-Lisp ha acquisito lo scoping lessicale, impostato come predefinito, in sostituzione a quello dinamico. Numerosi miglioramenti riguardano il completamento testuale per i diversi linguaggi di programmazione supportati: a questo proposito, Emacs 24.1 supporta Java 5 e 6 — niente da fare, al momento, per Java 7. L’invio della posta elettronica richiede il metodo da utilizzare al primo tentativo ed SMTP sfrutta le connessioni sicure con GnuTLS.

Via | LWN

È stato rilasciato GNU Emacs 24.1 che supporta GnuTLS, Gtk+3, SELinux é stato pubblicato su Ossblog.it alle 15:00 di lunedì 11 giugno 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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apr
29

Exiv2 ottiene il supporto al formato CR2 delle immagini RAW di Canon

 

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Canon EOS 400DExiv2, una libreria e una raccolta di strumenti per la gestione dei metadata delle immagini acquisite con le fotocamere digitali, ha introdotto il supporto al formato CR2 di Canon. La versione 0.23 è in grado di leggere e scrivere le informazioni in EXIF e XMP sulle fotografie grezze delle EOS, migliorando il supporto a PNG e JPEG.

Al database di Exiv2 sono state aggiunte altre lenti, sia di Canon, sia di Nikon: rispettivamente la EF-S 18-55mm f/3.5-5.6 IS II e la EF-S 18-55mm f/3.5-5.6 III per le fotocamere di Canon e la Tamron SP AF 17-50mm F/2,8 XR Di II LD Aspherical [IF] per quelle di Nikon. È stato corretto il supporto alla Tokina 11-16mm f/2.8 di Canon.

L’eseguibile per Windows di Exiv2 è disponibile tra i download del sito ufficiale, mentre i pacchetti per Ubuntu dovrebbero apparire al più presto nel PPA di Pascal De Bruijn su Launchpad — al momento, sono fermi alla versione 0.22. Quest’ultimo è dedicato a Darktable, ma Exiv2 è utilizzato anche da altre applicazioni come digiKam.

Via | LGW

Exiv2 ottiene il supporto al formato CR2 delle immagini RAW di Canon é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di domenica 29 aprile 2012.

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mar
23

GCC ha appena compiuto 25 anni: è stata rilasciata la versione 4.7.0

 

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GNU Compiler Collection (GCC)Ieri, GNU Compiler Collection (GCC) – il componente fondamentale del progetto GNU e dei principali sistemi operativi UNIX-like – ha festeggiato 25 anni. Richard Stallman iniziò a lavorarci nel 1987, rilasciando il 22 marzo la versione 0.9: la prima stabile risale, invece, al 23 maggio dello stesso anno — nacque come GNU C Compiler.

La ricorrenza è coincisa col rilascio della versione 4.7.0, che segna un importante traguardo per la Link Time Optimization (LTO): già disponibile in LLVM/Clang, la funzione era ancora considerata sperimentale in GCC. Per dare un’idea del progresso, Firefox richiedeva 8Gb di RAM per la compilazione senza LTO e si sono ridotti a 3Gb.

GCC 4.7.0 introduce, su alcune architetture selezionate, il supporto alla Transactional Memory: la novità è considerata sperimentale ed è limitata a 32-bit, 64-bit su x86 o Alpha. È aumentata pure la compatibilità con C++11 e Fortran 2003/2008. Go, il linguaggio di Google, sarà pienamente supportato soltanto a partire da GCC 4.7.1.

Via | The H Open

GCC ha appena compiuto 25 anni: è stata rilasciata la versione 4.7.0 é stato pubblicato su Ossblog.it alle 10:00 di venerdì 23 marzo 2012.

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mar
14

Mailman potrebbe avere al più presto un restyling davvero intrigante

 

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GNU MailmanMáirín Duffy, l’attraente designer di Red Hat, ha approfittato del South by Southwest (SXSW) 2012 per abbozzare qualche idea sull’interfaccia grafica di Mailman: una soluzione di GNU per gestire le mailing list. Non è ancora un progetto in fase di realizzazione, ma gli appunti di Duffy potrebbero “rinverdire” un programma obsoleto.

GNU Mailman è un programma completo, robusto e diffuso. Tuttavia, non esito a definirne orrenda l’interfaccia grafica: Duffy ha riassunto in trentadue punti delle idee per aggiornare Mailman alle attuali esigenze degli utenti, creandone praticamente un social network distribuito e non presidiato, ma utilizzando la posta elettronica.

Se fossero realizzate tutte le proposte di Duffy, Mailman si trasformerebbe in qualcosa di diverso da ciò cui siamo abituati e forse non tutti sarebbero entusiasti dei cambiamenti. Eppure, personalmente sono intrigato dalle bozze di Duffy: per la comunità un nuovo Mailman potrebbe costituire un enorme passo avanti verso il web 2.0.

Nello specifico, Duffy propone un sistema di votazione sui messaggi pubblicati, un’infrastruttura a etichette per contrassegnare le conversazioni, dei filtri perché gli utenti possano consultare soltanto ciò che serve davvero. E, ancora, pensa a dei profili alla Google Groups e una migliore interfaccia per le discussioni ad albero.

Trentadue punti non s’esauriscono certo qui. Duffy recupera il sistema d’integrazione delle immagini dai link di Colloquy, un client per IRC su Mac OS X, e lo ripropone in Mailman. Suggerisce la modalità di visualizzazione a linea temporale e un riassunto dei messaggi più interessanti di sempre. È proprio un social network, insomma.

Oltre all’utilizzo di Mailman per le discussioni, Duffy ipotizza altre casistiche: in un secondo intervento, la designer ha pensato d’introdurre un generatore di podcast e un sistema di sondaggi direttamente sui messaggi. Inoltre, la formattazione ad articolo per alcune e-mail selezionate che farebbe molto comodo a LWN, ad esempio.

Via | Máirín Duffy

Mailman potrebbe avere al più presto un restyling davvero intrigante é stato pubblicato su Ossblog.it alle 15:00 di mercoledì 14 marzo 2012.

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gen
24

Desurium, il nuovo client di Desura: open source per Linux e Windows

 

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DesuraDesurium è il nuovo client di Desura, un portale per l’acquisto e/o il download dei videogiochi — disponibile su Linux e Windows. Distribuito sotto licenza GPLv3, può essere compilato su entrambe le piattaforme: richiede GCC 4.5 su Linux o Visual Studio 2008 e 2010 su Windows. La procedura, ad ogni modo, è tutt’altro che immediata.

Com’è intuibile dal nome, Desurium sfrutta una versione modificata di Chromium – il browser “unbranded” di Google – per generare le pagine del client. E, di conseguenza, occorrono sia i sorgenti di Chromium da Subversion, sia quelli di Desurium da Git. L’elenco delle dipendenze per Linux si riferisce ai pacchetti di Debian e Ubuntu.

In sostanza, se non siete davvero intenzionati a contribuire allo sviluppo di Desorium è preferibile che utilizziate il client precompilato. Non esistono differenze, a livello di funzionalità, tra i due: entrambi contengono i loghi e i marchi di Desura. Esclusi dalla GPLv3, che è stata molto dibattuta nel processo di “liberazione”.

Via | Twitter

Desurium, il nuovo client di Desura: open source per Linux e Windows é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di martedì 24 gennaio 2012.

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