apr
16

Free Software Foundation è con Creative Commons sul pubblico dominio

 

Creative Commons - CC0

Creative Commons ha appena esteso il concetto alla base del Public Domain Mark 1.0 con una licenza più appropriata: la CC0 è espressamente dedicata al rilascio di software. Ha già incassato il favore della Free Software Foundation che la consiglia per progetti di pubblico dominio in quanto è finalmente compatibile pure con la GPLv3.

È una novità importante per Creative Commons: finora l’organizzazione ha sconsigliato l’utilizzo delle licenze fornite per il software, proprio a causa dell’incompatibilità con altre licenze come la GPLv3. Grazie alla CC0, invece, la prospettiva cambia molto. Ad esempio tra i progetti più popolari sotto pubblico dominio c’è SQLite.

In realtà Creative Commons non aveva inizialmente concepito la CC0 per il software: si trattava “soltanto” di un passaggio obbligato per dare un maggiore rilievo agli strumenti per il pubblico dominio. Il target erano governi, istituzioni e artisti. È stata la Free Software Foundation a dare alla CC0 dignità per il software libero.

Via | Creative Commons

Free Software Foundation è con Creative Commons sul pubblico dominio é stato pubblicato su ossblog alle 11:00 di sabato 16 aprile 2011.

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mar
23

Free Software Awards 2010

 

La Free Software Foundation (FSF) ha annunciato i vincitori del premio Free Software Awards relativo all’anno 2010. Un riconoscimento che viene assegnato all’individuo ed al progetto che si sono maggiormente distinti nel progresso e sviluppo del software libero.

Quest’anno a vincere è stato l’hacker di lungo corso Rob Savoye che ha lavorato su molti progetti negli ultimi 20 anni. Ha contribuito con codice e patch a GCC, GDB, DejaGnu, Newlib, Libgloss, Cygwin, eCos, Expect e per finire ha collaborato con alcune importanti distribuzioni GNU/Linux e con il progetto One Laptop Per Child. Come se tutto questo non fosse già sufficiente ha anche fondato Open Media Now, una società senza fini di lucro con lo scopo di produrre un’infrastruttura per la gestione dei media digitali, dalla loro produzione alla loro condivisione.

Il nome di Rob, che non sarà conosciuto da tantissimi, si va ad aggiungere ad un elenco di personaggi prestigiosi che nelle edizioni degli ultimi 10 anni ha visto premiare anche Wietse Venema, Ted Ts’o, Andrew Tridgell, Theo de Raadt, Alan Cox, Lawrence Lessig e Guido van Rossum.

Il premio Award for Projects of Social Benefit va, invece, al progetto Tor, The Onion Routing project. Per chi non conoscesse ancora questo software si tratta di un sistema sviluppato per favorire l’anonimato online in modo che non sia possibile risalire ad informazioni che consentano di identificare un determinato utente. Lo scopo del progetto è quello di proteggere la libertà di parola, la privacy e la confidenzialità degli accordi commerciali.

Due premi. Moltissimi papabili candidati, ma se foste stati voi a decidere chi più era meritevole di questi riconoscimenti per l’anno da poco concluso a chi li avreste assegnati?

Via | FSF

Free Software Awards 2010 é stato pubblicato su ossblog alle 15:00 di mercoledì 23 marzo 2011.

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feb
20

Microsoft interviene sulle licenze: non è contraria all open source?

 

OSI - Approved LicenseNon si è fatta attendere la risposta di Microsoft alle accuse mosse riguardo l’esclusione delle applicazioni rilasciate sotto licenze open source da Windows Phone 7 e Xbox 360. Microsoft nega di avere escluso “qualsiasi” licenza libera dal marketplace ed elenca quelle approvate: Apache, BSD, MIT, MS-PL. È un parziale passo indietro.

Il Microsoft Application Provider Agreement proporrebbe un testo soggetto a «continue modifiche sulla base del feedback degli utenti». Delle revisioni future potrebbero includere ulteriori licenze. Questa è la giustificazione per la multinazionale: attualmente, restano escluse tutte le licenze GPLv3 della Free Software Foundation.

Cos’è cambiato rispetto all’annuncio riportato venerdì? In sostanza, proprio nulla: il testo del Microsoft Application Provider Agreement non è stato ancora modificato, benché l’azienda sia possibilista per il prossimo futuro. Le licenze GPLv3, LGPLv3 e Affero GPLv3 rimangono escluse dal marketplace (e Microsoft sostiene la MS-PL).

Via | ZDNet

Microsoft interviene sulle licenze: non è contraria all open source? é stato pubblicato su ossblog alle 11:00 di domenica 20 febbraio 2011.

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feb
18

Microsoft esclude le applicazioni GPLv3 da Windows Phone e Xbox Live

 

Windows PhoneIl rapporto conflittuale di Microsoft con le licenze GPLv3 non è una novità. Nonostante le aperture degli ultimi anni, la multinazionale ha deciso di bandire le applicazioni rilasciate sotto GPLv3, LGPLv3 ed Affero GPLv3 da Windows Marketplace. Cioè sostanzialmente da Windows 7, Windows Phone 7 e Xbox 360. Scelta condivisa da Apple.

La scoperta, nient’affatto sorprendente, è stata fatta da Jan Wildeboer leggendo il Microsoft Application Provider Agreement: l’attento Guglielmo Troiano ha subito proposto una traduzione italiana dell’articolo redatto da Wildeboer. L’eccezione non riguarda soltanto le licenze previste dalla Free Software Foundation o, equivalenti.

Qualunque licenza preveda la ridistribuzione gratuita del software è esclusa dai negozi virtuali di Microsoft. Una decisione più radicale di quella manifestata da Apple in occasione del rifiuto di VLC. La questione è stata sollevata dagli utenti di Symbian in merito al paventato passaggio di Nokia a Windows Phone 7, ormai smentito.

Via | ZDNet

Microsoft esclude le applicazioni GPLv3 da Windows Phone e Xbox Live é stato pubblicato su ossblog alle 11:00 di venerdì 18 febbraio 2011.

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feb
09

Indrek Tarand, European Parliament Free Software User Group (EPFSUG)

 

Parlamentum EuropaeumSabato scorso è stato creato un gruppo di utenti per incrementare l’uso del software libero nell’infrastruttura informatica del parlamento europeo. L’European Parliament Free Software User Group (EPFSUG) è stato formalizzato lunedì dal suo creatore e cioè Indrek Tarand, membro estone di The Greens – European Free Alliance (TG-EFA).

Erik Josefsson, ex-membro dell’Electronic Frontier Foundation (EFF) ora consulente per l’EPFSUG, ha parlato di «esasperazione» nell’utilizzo degli account e-mail e del browser di cui è dotato il parlamento. È uno dei motivi alla base della creazione del gruppo: al software in dotazione sono state preferite delle alternative libere.

Il primo obiettivo dell’EPFSUG è dare assistenza ai membri del parlamento nell’adozione di alternative libere al software proprietario di cui dispongono. Per ora non si parla di cambiare l’intero sistema operativo dei computer di Strasburgo: è un’iniziativa dedicata solo ai parlamentari, un piccolo passo per cambiarne le abitudini.

Via | OSOR

Indrek Tarand, European Parliament Free Software User Group (EPFSUG) é stato pubblicato su ossblog alle 09:00 di mercoledì 09 febbraio 2011.

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gen
20

FSF appoggia la decisione di Google su WebM/H.264

 

Qualche giorno fa Google aveva deciso di rimuovere il supporto per H.264 da Chrome per lasciare solo quello al formato aperto WebM.

La Free Software Foundation (FSF) ha deciso di appoggiare pubblicamente la decisione di BigG e di consigliare anche ai gestori di altri siti di abbandonare la distribuzione dei contenuti con H.264 in favore di quella con WebM. La FSF ha supportato fin dalla lascita sia WebM sia VP8 ed è quindi molto contenta della politica di Google.

Vedremo se questa ennesima battaglia contro H.264 poterà maggiori utenti nel bacino WebM.

Via | OsNews

FSF appoggia la decisione di Google su WebM/H.264 é stato pubblicato su ossblog alle 16:00 di giovedì 20 gennaio 2011.

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dic
17

Debian/Squeeze non includerà componenti proprietari nel kernel Linux

 

DebianQuella del Debian Kernel Team è una scelta che farà discutere: Squeeze avrà Linux Libre (recentemente aggiornato all’ultimo kernel stabile) e cioè escluderà tutti i componenti proprietari tra driver e firmware. Il kernel di Debian 6.0 sarà epurato con la pratica del deblobbing, rimuovendo i “blob” proprietari dai sorgenti di Linux. La modifica è maturata a seguito di una serie d’incompatibilità irrisolte con alcuni di questi componenti.

L’indirizzo di Debian sarà sicuramente apprezzato dalla Free Software Foundation, tuttavia può allontanare la distribuzione dai desktop. Tanto per fare un esempio sia i driver proprietari, sia quelli open source di AMD/ATI hanno bisogno del firmware fornito dal produttore per fornire il compositing. Se i Catalyst installano separatamente il firmware per la GPU, i driver FreeDesktop recuperano i microcode direttamente dal kernel.

Quello di AMD/ATI è soltanto uno degli esempi possibili: lo stesso si può dire di Broadcom che, nonostante abbia rilasciato dei driver liberi per Linux, recupera il firmware dalla versione proprietaria per Windows. Insomma, schede video (anche le nVidia prive di Nouveau) e network potrebbero avere malfunzionamenti. La soluzione risiede nell’installazione manuale di tutti i componenti proprietari, non supportata da Debian.

Via | Debian

Debian/Squeeze non includerà componenti proprietari nel kernel Linux é stato pubblicato su ossblog alle 08:00 di venerdì 17 dicembre 2010.

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set
29

Free Software Foundation e la mobilitazione con lo United States Patent and Trademark Office (USPTO)

 

United States Patent and Trademark Office (USPTO)

A seguito della “famigerata” sentenza della Corte Suprema nel caso Bilski vs. Kappos, il Dipartimento per il Commercio ha indetto una consultazione pubblica per stabilire le linee guida sulla brevettabilità del software negli Stati Uniti. Ricordo che la Corte Suprema ha creato un precedente giuridico per cui «non sono brevettabili soltanto macchinari» e simili.

End Software Patents (ESP) ha perciò indetto un’iniziativa di coordinamento per sensibilizzare lo United States Patent and Trademark Office (USPTO) in merito alla brevettabilità della proprietà intellettuale e, in particolare, del software. La ESP stessa ha redatto un documento che è stato posto all’attenzione dell’USPTO come riassunto della discussione.

Il 27 settembre è scaduto il termine per la presentazione dei consigli all’USTPO e la mobilitazione della Free Software Foundation ha portato all’invio di 450 lettere che David Kappos, Direttore dell’USTPO, esaminerà in questi giorni. L’obiettivo esplicito è porre fine alla brevettabilità del software negli Stati Uniti e di conseguenza nel resto del mondo occidentale.

Via | Free Software Foundation

Free Software Foundation e la mobilitazione con lo United States Patent and Trademark Office (USPTO) é stato pubblicato su ossblog alle 09:00 di mercoledì 29 settembre 2010.

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set
03

LibrePlanet combatte il DRM al rientro nelle scuole

 

LibrePlanet 2010

Le ferie estive sono finite quasi per tutti. Con qualche settimana di differenza a seconda della zona di provenienza, presto gli studenti torneranno a scuola e all’università. Qualcuno di loro, da quest’anno, dovrebbe imbattersi anche in Italia nell’uso sperimentale degli e-book al posto dei libri cartacei. E qui subentrano i problemi legati all’uso di software proprietari.

Non soltanto software, perché la maggioranza dei dispositivi per leggere gli e-book soffrono di «difetti di progettazione», usando un’espressione cara a Richard Stallman e alla Free Software Foundation. È questo il motivo che ha spinto LibrePlanet a tracciare gli istituti che fanno uso di dispositivi dotati di DRM. Presto diventerà un problema anche per l’Italia.

Nell’ambito della campagna Defective by Design della FSF, LibrePlanet invita a segnalare i dispositivi e le applicazioni per il DRM usate nelle scuole e nelle università. Partendo dall’istruzione obbligatoria, stando ai “proclami” i libri cartacei dovrebbero essere presto sostituiti dagli e-book. Non è dato sapere come, né quando, ma l’Italia sarà in prima linea.

Via | Graziano Sorbaioli

LibrePlanet combatte il DRM al rientro nelle scuole é stato pubblicato su ossblog alle 09:00 di venerdì 03 settembre 2010.

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set
02

Vrms: the Virtual Richard M. Stallman package per i duri e puri del free software

 

Vrms, il Richard M. Stallman virtuale che controlla il grado di libertà del nostro pc, sta tornando di moda in questi giorni. Questo perché ora sono davvero pochi i pacchetti non free che in qualche modo siamo costretti a installare, come Skype e Mp3 che al momento non hanno alternative così diffuse da soppiantarli.

Vrms si installa su Debian e derivate con sudo apt-get install vrms. Per le altre distro, il codice sorgente è sul sito del progetto. Con un semplice vrms scannerizziamo il nostro pc e verifichiamo quanti e quali pacchetti proprietari abbiamo installati.

Sul mio netbook con UNR ce ne sono 4, di cui 2 non free (skype e unrar), e 2 contrib (Adobe flash player e nvidia-common). A dirla tutta pensavo peggio. E sul vostro pc?

Per i duri e puri del free software, la Free Software Foundation consiglia la distribuzione gNewSense, attualmente alla versione 2.3. Volete fare i duri e puri? Provatela e date un occhio al suo sito, pure in italiano.

Vrms: the Virtual Richard M. Stallman package per i duri e puri del free software é stato pubblicato su ossblog alle 12:00 di giovedì 02 settembre 2010.

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mag
11

FSF, estensioni free software per OpenOffice

 

La Free Software Foundation ha annunciato che gestirà una lista di estensioni free software per OpenOffice.org.

OpenOffice offre agli utenti una serie di estensioni, ma alcune di queste utilizzano una licenza proprietaria. La FSF ha chiesto poco tempo fa all’OpenOffice.org Community Council di mantenere una lista comprendente solo estensioni open source, ma l’idea è stata bocciata perché, secondo l’OOCC, gli utenti devono poter confrontare e scegliere liberamente cosa utilizzare.

La FSF al momento sta cercando volontari che la aiutino nel controllo delle licenze per l’individuazione di tutte le estensioni free software.

Via | HOnline

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apr
30

FSFE, medaglia d onore per il fondatore Georg Greve

 

Georg Greve ha ricevuto la croce al merito per i suoi contributi agli standard aperti ed al free software.

Nato nel 1973 ha fondato la Free Software Foundation Europe (FSFE) nel 2001 e ne è stato il presidente fino allo scorso anno. Ha studiato come fisico, ma è diventato uno sviluppatore software autodidatta. Nel corso degli ultimi anni si è occupato delle politiche legate al mondo dell’Information Tecnology presso le Nazioni Unite, la Commissione Europea ed altri paesi.

Dietro al conferimento di questa onorificenza c’è la continua lotta che porta avanti per lo sviluppo del software libero. Ha parlato al “World Intellectual Property Organization” (WIPO), al World Summit on the Information Society (WSIS) ed è stato uno dei principali attori che hanno impedito l’arrivo dei brevetti software in Europa. Un grazie a Georg che ha fatto già tanto, ma quando potremo, noi Italiani, avere uno stato che premia veramente i cittadini meritevoli?

Via | Fsfe

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dic
17

La filosofia del free software…

 

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nov
17

FSFE ha bisogno del vostro sostegno

 

La Free Software Foundation Europe (FSFE) è un’organizzazione sorella della Free Software Foundation che si dedica a supportare il Software Libero in Europa in tutti i suoi aspetti.

Il presidente FSFE ha pubblicato una lettera per chiedere il sostegno della comunità e di tutti coloro si identificano con gli obiettivi dell’organizzazione. Se volete sostenere la FSFE è sufficiente fare una donazione sul loro sito.

Con la scusa di questo appello vorrei cercare di capire quanti di voi contribuiscono in qualche modo al Software Libero scrivendo codice o facendo piccole donazioni ad associazioni come FSF, FSFE o Assoli:

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nov
04

È uscito IceCat 3.5.4

 

IceCat Graziano Sorbaroli (fondatore di LibrePlanet Italia) ha annunciato dalle pagine del suo blog la disponibilità di IceCat 3.5.4 — un fork libero di Firefox. Mantenuto da un altro italiano – ovvero Giuseppe Scrivano – si differenzia da IceWeasel (che è l’adozione di Debian) e ABrowser (una versione unbranded di Ubuntu) per i termini di licenza.

IceCat è infatti GPL e il progetto include una serie di estensioni rilasciate sotto licenza analoga o, equivalente: il browser rientra nel più ampio progetto GNUzilla ed è stato rinominato così proprio per differenziarsi da IceWeasel (di cui prima portava il nome), ormai mantenuto esclusivamente dagli sviluppatori Debian.

Esiste anche un archivio su Launchpad per chi disponesse di una distribuzione basata su APT e pacchetti .deb: IceCat ricerca continuamente volontari per test, packaging dei plugin e per l’integrazione dell’opzione standard -geometry di X11.

Foto | HitFlip

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