mar
14

Pinguini in Windows Seven?

 

Sì, avete letto bene. In Windows Seven sono presenti, non uno, bensì DUE sfondi che hanno come oggetto, nientepopodimeno che… dei pinguini!

Ne sono venuto a conoscenza proprio oggi, dopo aver scaricato un pacchetto con tutti gli sfondi di Seven. Perchè si sa, Microsoft sceglie bene gli sfondi da adottare nei suoi prodotti, e la grafica dal loro punto di vista, al contrario del codice, non è un optional.

Sarà l’influenza del simpatico Steve Ballmer al comando della società, ma il fatto suscita non pochi sospetti.

Ecco i due sfondi incriminati:

E il caro Bill, vecchio proprietario del castello, cosa ne pensa al riguardo? Magari è ignaro del fatto. Magari oggi o domani gli verrà voglia di passare in casa Microsoft per salutare la sua vecchia gente come fa di solito ogni week-end. Magari entrando nella proprietà di Redmond trova uno dei migliori impiegati con un iPhone in mano, con un aria da figo. Vi immaginate la scena?

Ehi Tom! Come va? Da quanto tempo non ci ved… QUELLO È UN AIFON??

O ancora, potrebbe passare in ufficio dal caro Steve:

Bill: Carini quegli sfondi con i pinguini che hai sul desktop e sul laptop, molto rilassanti.

Steve: Sapevo che ti sarebbero piaciuti! Sai, li ho messi predefiniti in Windows Seven…

Bill: C-COSA??

Magari il prossimo Windows 8 sarà un semplice fork di KDE 4, perchè no? Con Steve tutto è possibile. E noi lo sappiamo.

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mar
11

GNOME Do 1.0 sarà…

 

Il titolo lascia già presagire l’argomento: voglio infatti parlare di un software che sto usando da tempo, ovviamente compilato in versione di sviluppo, e che ogni giorno mi stupisce per la sua duttilità.

Come da titolo, parlo di GNOME Do.

Vorrete sicuramente tutti scusarmi, se in questi giorni vi ho coccolati poco, ma ero a Vienna e non avevo assolutamente tempo per il computer, quindi ho dovuto assentarmi e trovare, al ritorno, la mail stracolma; ma veniamo a noi… uhm… GNOME Do. Già.

Non ero un fan di Mono, ma quando ho utilizzato Banshee per la prima ho capito quanto fosse potente, e quanto fosse importante per i programmatori poter avere accesso alla piattaforma .Net anche su Linux.

Così tempo fa, volendo provare nuovi programmi e cercando anche una buona dock per il mio sistema, ho incontrato la soluzione ad entrambe le esigenze in GNOME Do: installando la versione stabile, ho potuto avere un assaggio di quante cose si potessero fare con questo poliedrico programma, e pur soddisfacendomi da un lato, dall’altro mi lasciava un po’ amareggiato. La versione stabile, la 0.8, funziona infatti un po’ “a salti”. Per lo meno, io ho avuto modo di trovare qualche piccolo bug, che non ho invece riscontrato nella versione compilata sulla mia Arch da Bazaar.

Installata dunque la versione di sviluppo, mi sono divertito a personalizzare questo piccolo gioiellino, ed adattarlo alle mie esigenze, più di quanto non facesse già da solo.

È infatti possibile, tramite appositi plugin, estendere ancora di più le funzionalità del programma, arrivando a coprire l’intero campo del desktop.

Ma in definitiva, cosa fa GNOME Do?

Semplice: all’inizio, lo si può utilizzare per compiere delle azioni, ossia aprire programmi, agire sui file, modificarli. Con l’arrivo della versione 0.8 e diventato poi possibile utilizzare Do addirittura come dock, e devo dire che la dockbar fornita da GNOME Do è superiore anche a progetti come AWN e Cairo Dock, che non sono mica gli ultimi arrivati.

Ma il bello arriva quando si selezionano i plugin. Si possono così esplorare i preferiti del proprio browser, esplorare gli artisti della propria collezione musicale, connettersi ad host SSH, fino ad aggiornare il proprio Twitter o pubblicare foto su Flickr.

Uno dei plugin che utilizzo di più è quello che, addirittura, fa partire le macchine virtuali di VirtualBox con un colpo di tastiera :D

E lo sviluppo non si ferma: la prossima release sarà la 1.0, e il programma migliora giorno dopo giorno, attivissimo, con bug risolti e nuove features introdotte. La dock migliora di revisione in revisione, e diventa, da mero strumento addizionale, un vero e proprio aspetto a sè del programma.

Vengono introdotte infatti, sempre più opzioni per poterla configurare al meglio.

Poco prima della mia partenza era stata introdotta addirittura una piccola scrollbar per determinare l’ingrandimento delle icone quando ci si passa sopra con il cursore, ma non so perchè al mio ritorno, quando ho aggiornato alla revisione successiva, questa caratteristica non era più presente: in compenso si può vedere che è stato migliorato lo stile dei dialoghi di Do. Quel nero è così sexy :D

In definitiva un programma che mi ha davvero stupito.

Quindi GNOME Do 1.0 sarà… una grande figata :lol:

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feb
15

Andrea Cimitan: renderò GNOME un gigantesco GNOME-Do

 

Letta la dichiarazione, parte l’urlo di stupore. Per chi non sapesse cosa diamine è GNOME-Do, quest’ultimo è il software che consente di avviare i programmi solo digitandone il nome, come una solta di KRunner, ma ampliabile con una serie di plugin, e ultimamente divenuto anche la mia dock di fiducia.

Solo oggi ho letto l’annuncio che recita più o meno la volontà di rendere GNOME un gigantesco Do, o almeno, questa è la mia interpretazione, se vogliamo anche forzata.

Ebbene, Andrea mette in evidenza dei commenti sul suo blog che esprimono la volontà di una funzione, nelle GTK 3.0, che permetta di attivare i comandi dei singoli programmi, anzichè tramite scorciatoie di testo, tramite la ricerca di questi con un’interfaccia simile a GNOME-Do.

In poche parole, cerchi le prime lettere del comando, questa nuova funzione autocompleta il tutto, e tu del tutto comodamente premi Invio.

Dunque, Andrea “quanto amo la mia spada laser” Cimitan si esprime favorevolmente su questo punto, dicendo a chiare lettere che qualunque utente vuole usare il suo PC, e non suonare il pianoforte; questa caratteristica sembra di non difficile inserimento nella roadmap delle GTK 3.0, quindi non resta che aspettare.

Io penso, dal mio pulpito di supremo giudice, che una cosa di questo genere sarebbe estremamente innovativa, e a me piacerebbe molto avere un desktop così interattivo.

L’unico punto da chiarire è il tempo entro il quale tutto ciò verrà attuato: GNOME non è famoso per la sua velocità, e anche se io amo alla follia questo, e l’ho anche ripetuto più volte, l’atteggiamento di belligeranza nei confronti di tutto ciò che venga a turbare la profonda quiete del progetto GNOME, a volte può dimostrarsi controproducente.

In ogni caso, Cimi, il mio “+1 for this” lo hai :D

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feb
12

GNOME 2.25.90 entra di volata in Ubuntu Jaunty

 

Da pochi giorni gli utenti della Lepre africana si dilettano con le delizie offerte dall’ultima release instabile di GNOME. Compreso me. :D

Di nuovo, ad essere sinceri, c’è ben poco; sembra più che altro una release con molti bugfix.

Avevo citato tempo fa qualche novità, ma la cosa sembra essersi fermata lì; in sostanza, non aspettiamoci rivoluzioni con questa 2.26.

E anche se non sembra, a me questo modo di fare piace :)

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feb
11

aMSN VS EmEsEnE: chi è arrivato dove.

 

In questi ultimi giorni, molto si è parlato (copia-copia tra bloggers, me ne dispiaccio, ma in molti casi lo è stato, e senza approccio critico) delle ultime release SVN, dei rispettivi programmi di messaggistica istantanea dedicati al protocollo MSN.

Dunque, dato che avevo a portata di mano un terminale vuoto e qualche attimo libero, ho fatto il checkout del trunk sperimentale di Emesene, e clonato il GIT di aMSN; sono rimasto piacevolmente impressionato dal fatto che entrambi, dalla mia ultima prova, hanno fatto passi da gigante.

aMSN, finalmente, offre il suo frontend GTK+ che va oltre la schermata di login, arrivando persino a scaricare in maniera corretta la lista contatti; soffre di qualche bug nella conversazione, in quanto non supporta le emoticons. Si, si, avete letto bene. E non quelle personalizzate: nemmeno quelle standard.

Stesso baco pare affliggere Emesene, il quale, come il contatto prova a mandare una emoticon (standard), ci mostra un bel quadratino bianco stampandoci nel teminale un fantastico “not found” relativo al file immagine della faccina inviataci.

Tuttavia, gli scopi dei progetti sono diversi, e, sebbene Emesene 2 (codename “La Vendetta” by me) sia nato da pochissimo come ramo ipersperimentale, già surclassa in usabilità aMSN 2, il quale invece è in lavorazione da tempo immemore.

Perchè ho detto che i progetti hanno scopi diversi? Beh, non è totalmente esatto, diciamo che si prefiggono di fornire un messenger funzionale per il protocollo MSN, ma cambia il modo.

aMSN 2 punta sull’integrazione con tutti i desktop, mirando a diventare uno standard de facto tra gli utilizzatori GNU/Linux, il che non sarebbe male, mentre Emesene si pone come obiettivo il fornire il maggior numero di servizi (cam, emoticons personalizzate, chiamata audio), dotando il programma base di una sorta di scheletro, una infrastruttura in cui poi possa essere implementato ogni tipo di funzionalità sotto forma di plugin. Mai sentito parlare di Extreme Programming? Non è molto diverso.

aMSN mi ha colpito per il fatto che poco tempo fa era inutilizzabile, mentre adesso permette addirittura di chattare, mentre Emesene si è dimostrato, dopo qualche problemino dovuto al trunk che proseguiva, un degno rivale, dedicato ai soli utenti GTK+, che però pare andare dritto come una freccia.

Le uniche cose che mi deludono di Emesene, che in conclusione reputo migliore, sono l’estetica della finestra di chat, a dir poco aberrante, e la mancanza totale di una roadmap: alla lunga questo atteggiamento alla “và dove ti porta il cuore” potrebbe risultare negativo facendo degenerare il codice e generando anche qualche implosione sparsa, nonchè uccidere il vostro cane.

Per aMSN invece appare tutto ben delineato, se non fosse che, secondo me, oggi, 10 Gennaio 2009, dovremmo stare utilizzandolo da tempo.

In conclusione, stèi tiùn’d, vi terrò aggiornati :)

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gen
20

Abilitare RGBA in Murrine

 

Sembra una scemenza, ma dopo che il rendering RGBA del famigerato engine Murrine è stato reso opzionale, molti si sono trovati senza alcuna trasparenza.

Per chi è dipendente da questa caratteristica, la cosa è stata un duro colpo da digerire, ma i più svelti si sono armati di Google e hanno cercato una soluzione al problema; soluzione che rimane ancora oscura ai più, poichè a quanto vedo nessuno ne parla abbastanza.

Ho quindi deciso di fare questa mini-guida (come richiestomi da YtseJammin), per sincerarmi che tutti i miei lettori possano permettersi un desktop trasparente come il vetro di Murano.

Prima di tutto, siate sicuri di avere un composite manager.

Come cos’è? Quelle ombre che vedete. E quelle finestre che svolazzano gommose come la fanghiglia sulle gomme della vostra auto. Un programma che permette tali prodigi è detto composite manager, o compositor.

In secondo luogo, accertatevi di avere l’engine Murrine, ovviamente. Ma oramai, chi non lo ha? Nelle distro Debian-based (Ubuntu, Debian, Mint e compagni minori) potete trovarlo sotto forma di pacchetto nominato gtk2-engines-murrine.

In Arch, trovate la versione che ci serve pacchettizzata come gtk-engine-murrine-svn, in AUR. Installatela, tramite Yaourt, o MakePkg.

Ho fatto riferimento ad una versione specifica di Murrine: più precisamente si tratta della versione SVN. In Ubuntu è già presente, mentre in Debian va compilata. Ma questa è un’altra storia, e procedo dando per scontato che si sappia già installare un engine da SVN.

Beh, adesso che vi siete accertati di avere tutto, procedete, individuando un tema che adorate e che volete munito delle famigerate trasparenze. Editate il gtkrc del tema. Se non sapete minimamente cosa sia, lo spiego in parole povere: È il file che definisce il vostro tema; lo potete trovare nella cartella del tema che, se scaricato da voi, si troverà in ~/.themes, altrimenti se è un tema di sistema, in /usr/share/themes. Beh, editate questo file con un quasiasi editor di testo puro, sia esso vi, emacs, nano. Non faccio discriminazioni.

Adesso, siete nel codice. Cercate un pezzo di codice che assomigli a questo; deve almeno inziare con engine “murrine”.

engine "murrine"
{
scrollbarstyle = 2 # Enable or disable circles, stripes, handles
listviewstyle = 0 # 0 = nothing, 1 = dotted
scrollbar_color = "#d8d8d8" #"#5c8de6" #"#3f70c9" #"#efebe7" #"$
contrast = 1.0
menuitemstyle = 0 # 0 = flat, 1 = glassy, 2 = striped
glazestyle = 0 # 0 = flat hilight, 1 = curved hilight, 2 = concave styl$
menubarstyle = 2 # 0 = flat, 1 = glassy, 2 = gradient, 3 = striped
menubaritemstyle = 0 # 0 = menuitem look, 1 = button look
listviewheaderstyle = 0 # 0 = flat, 1 = glassy, 2 = raised
roundness = 2 # 0 = squared, 1 = old default, more will increase roundn$
animation = TRUE # FALSE = disabled, TRUE = enabled
hilight_ratio = 0.97
gradients = FALSE
menustyle = 0
}

In questo spezzone, ed il vostro dovrebbe essere simile, si trovano tutte le opzioni configurabili del tema. Adesso, prima delle graffa, aggiungiamo questa.

RGBA = TRUE

Salviamo, cambiamo tema, e successivamente selezioniamo il tema da noi modificato.

Non è successo nulla? Forse non avete ancora il compositor attivo; verificate che sia presente e funzionante. Se è disattivato, attivatelo e… magia :D

Enjoy ;)

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gen
03

Office 2007 su Debian

 

Mi volevo togliere questo sfizio, sapete…

officeword-pw

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dic
30

Chromifox

 

Chi ha il morboso bisogno di un porting di Chrome su Linux? Certo, le novità ci incuriosiscono, poi se è Google a farle le sorprese, ci sentiamo quasi coinvolti.
Quell’infinita competizione di prestazioni, per decretare il più veloce fra i browser non portà che ad un miglioramento del codice e, non di meno, a strane miscele:

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Firefox Shiretoko con l'estensione Chromifox

Provando un po’ un Firefox 3.1 Shiretoko di non-so-quale-alpha, ho installato questo componente aggiuntivo.
Data la prematurità sia del codice di Firefox sia dell’estensione, sconsiglio l’uso “domestico”, se non per pura curiosità.
È c’è ancora qualcuno che aspetta le fantomatiche estensioni per Chrome.

Io Firefox non lo mollo :)

      

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dic
27

Sparare al massimo le schede video nVidia su Linux

 

Questo post mi servirà anche da promemoria per il futuro, nell’eventualità mi servisse ancora.

Questi trucchetti sono molto validi e nel mio caso ha allungato, e di parecchio, le potenzialità della mia scheda video nVidia (nel mio caso ho una modesta GeForce 8400M GT).

nvidia1

Per prima cosa andremo a toccare il file di configurazione xorg.conf, non prima di aver fatto un sano backup del file in oggetto:

sudo cp /etc/X11/xorg.conf /etc/X11/xorg.conf_back

in modo che se qualcosa è andato storto e vi ritrovate solo con uno schermo nero e la riga di comando potrete tornare indietro con questo comando:

sudo cp /etc/X11/xorg.conf_back /etc/X11/xorg.conf

Detto questo andiamo a smanettare nella configurazione del server grafico:

Leggi il resto dell articolo…

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dic
18

Quasi KDE 4.2

 

Una nuova beta di KDE 4 fa ben sperare e raffina la sua eleganza e coerenza.

KDE 4.1.85: è il preludio della riscossa a quello che, fin dai suoi albori, era considerato un Desktop Environment troppo acerbo, ma dalle notevoli aspettative. Senza togliere nulla ad un futuro prospero, ecco qualche anticipazione che sicuramente potrà deliziare gli utenti del pinguino:

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Nome in codice “Canaria” è più una versione di transizione, quelle concepite per il bugfixing: ben 2243 bachi sarebbe quelli corretti dalla precedente beta del mese scorso. Ottengono un’ulteriore limatura KWin, il pannello e gli effetti desktop e vengono aggiunti nuovi plasmoidi. In pratica il changelog ricalca quello della versione 4.1.80: un miglioramento incrementale insomma, una contemplazione di ciò che già si è fatto, in modo da migliorare l’esperienza desktop dell’utente.

p.s. : Sì, quello nella foto è Alberto Angela xD

      

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nov
22

Google ci regala i temi in Gmail

 

Funzione chiesta a furor di popolo, quella dei temi in Gmail, almeno da quanto ho potuto vedere io nei tempi passati, infatti come ci ricorda Luca Marchi, esistevano parecchie estensioni sviluppate da terzi che permettevano di personalizzare l’aspetto della propria casella di posta (ovviamente sto parlando dell’interfaccia web); ho sempre giudicato, dopo l’utilizzo ovviamente, queste estensioni un po’ squallide in quanto si, personalizzano e modificano l’aspetto dell’interfaccia Gmail, ma allo stesso tempo, almeno per me, lo rendono un po’ bruttino, in quanto è chiaramente visibile che un ambiente ovviamente studiato come quello che ci propone Google per la sua webmail, viene storpiato da questi presunti “temi” proposti dalle estensioni e coniati da persone che, per quanto volenterose potessero essere, non riuscivano a modificare in bene lo stile predefinito di Gmail.

De ben altra natura sono quindi i Temi, entrati da qualche giorno a far parte del bagaglio delle features di Gmail, come Gianmarco ci dice: possiamo vedere uno dei “vestiti” da far indossare alla nostra webmail di fiducia nello screenshot sottostante.

Non male vero? Ho anche una chicca da raccontarvi.

Ieri sera da me pioveva. Voi direte, e che c’entra? C’entra e ci sta anche due volte: nella mia casella di posta pioveva.

Ovviamente non sto dicendo che avevo il PC allagato, altrimenti non sarei qui adesso, ma sto dicendo che lo sfondo del tema che uso in Gmail (e che vedete nello screenshot) era picchiettato di gocce di pioggia, e anche i pulsanti avevano delle gocce sopra di loro.

Bellissima quindi questa funzione dei nuovi temi di Gmail, con Google che ci stupisce non una (era infatti quasi scontata l’inclusione dei temi), ma due volte, includendo giustappunto dei temi che variano tenendo conto delle condizioni metereologiche della propria località.

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ott
21

Qt su tutti i Symbian S60

 

Come ho comunicato a felipe, un grande passo è stato fatto da Nokia, azienda leader nella telefonia mobile, nonchè padrona di Trolltech. Che sia arrivato il momento di parlare di un toolkit universale, multipiattaforma e sopratutto libero?
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Magari il mio N73 si troverà più alleggerito e performante: è estenuante ad ogni riavvio dover attendere secondi preziosi perchè si carichino i programmi e le interfacce :|

      

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ott
13

Arch Linux e Gnome 2.24: ci siamo!

 

Finalmente, dopo tempo immemore in cui sono stato costretto dalla mia sete di bleeding edge a backportarmi Gnome 2.23.91, Gnome 2.24.0 è approdato nel repository Testing.

Il fatto che più mi ha colpito è stato il dover constatare che, dopo il tempestivo aggiornamento, Gnome non mi partiva più: mancavano infatti dei pacchetti di cui il mio Desktop Environment preferito necessitava per funzionare al meglio (anche se io direi solo “per funzionare”).

La cosa è stata fortunatamente risolta nel primo pomeriggio, quando in Testing sono stati inseriti i pacchetti incriminati e anche qualche pacchetto con dei bug corretti.

Rassicuro quindi gli utenti di Testing, in quanto al momento attuale questo repository non uccide il vostro cane e non sevizia vostra nonna.

P.S.: Sono diventato maggiorenne ieri, e questo è il regalo di Arch :D

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ott
11

KPackageKit è il futuro.

 

Chi non è stufo dell’orroroso Adept 2? Chi prova già un po’ di riprezzo per il futuro Adept 3? Chi pensa che la gestione dei pacchetti sia troppo frammentata fra le varie Ubuntu, openSuSE. Fedora, Mandriva, Gentoo, Arch Linux.. ? E sopratutto chi pensa che KDE 4 meriti un gestore pacchetti universale e degno del suo potenziale?

Ok, risparmiate gli applausi: la soluzione è KPackageKit :)

1. Universale.

Tutti saranno contenti. Dall’ala estremista Slack, a quella più attenta agli elettori ubuntuntiana, a quella dei rigoristi della Redhat, finalmente potremo vederli a braccetto col voto unanime :D

2. Integrato.

KDE 4, per me, è ed è tuttoria un piccolo calvario, tuttavia io credo nelle sue potenzialità, nel suo sviluppo futuro che porterà al ridicolo il softweruncolo proprietario di pochi brufolosi di Redmond (ma sempre rispettabilmente in giacca e cravatta).

Tutto nel magnifico pannello di controllo. Ammetto che un po’ mi ricorda un certo sistema operativo che finiva per ..ndows, ora mi sfugge il nome. Tuttavia penso sia una bella sferzata di razionalità: tutto cio’ che mi serve lo vedo ordinato e visibile. E se scappa un aggiornamento, c’è pure lo slide :)

3. Sexy.

Bello è dir poco. Lo trovo pornografico. Intuitivo e a prova di bambino. Adept sotterrato!

fonte & intervista agli sviluppatori (fra cui l’italianissimo Daniel Nicoletti)

~ Se KDE 4 rappresenta il punto d’unione fra le diverse interfacce grafiche, PackageKit rappresenta quell’anello capace d’unire tutte le distribuzioni gnu/linux ~

      

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ott
03

LXAppearance: Cambiare i temi GTK senza avere Gnome e senza sbattimenti.

 

Quante e quante volte abbiamo installato mezzo gnome oppure mastrussato con gtkrc, il tutto per applicare un tema alle GTK ? Ho appena scoperto questo programmino Desktop Indipendent (quindi lo potete usare con qualsiasi DM o WM che vogliate) che ci permette di settare temi e icone GTK con semplicità.

Il programma si trova qui http://www.gnomefiles.org/app.php/LXAppearance

Per chi utilizza Gentoo è gia disponibile in portage:

gentoo $ sudo emerge x11-themes/lxappearance

Buone personalizzazioni ;)

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