apr
21

Miguel De Icaza parla del livello di sicurezza dichiarato da Dropbox

 

Dropbox - Lack of SecurityDropbox è un popolare servizio di storage online e propone un plugin per Nautilus sotto licenza GPL. Specie per questo motivo, ha avuto una discreta fortuna tra gli utenti di Linux e per vari motivi è preferito a Ubuntu One (molto più di recente rispetto a Dropbox). Tuttavia, ora la sicurezza di Dropbox è stata messa in discussione.

Negli Stati Uniti, ha fatto molto discutere un passaggio dei termini di servizio che consente al governo d’accedere ai file ospitati da Dropbox (su richiesta) in qualsiasi momento. Miguel De Icaza, noto project leader di Mono, non si preoccupa granché di questo aspetto e sottolinea altre “falle” di sicurezza imputabili al servizio.

Le polemiche sull’accesso ai file sono emerse con la creazione di Cloud Drive, la piattaforma di Amazon, che collabora con le major per identificare gli MP3 scaricati illegalmente. De Icaza sottolinea che qualunque impiegato di Dropbox potrebbe decriptare i file ospitati dal servizio, perché non esiste alcun sistema di prevenzione.

Via | Miguel De Icaza

Miguel De Icaza parla del livello di sicurezza dichiarato da Dropbox é stato pubblicato su ossblog alle 09:00 di giovedì 21 aprile 2011.

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set
19

Dropbox & Dolphin

 

Oggi ho deciso di testare un po’ Dropbox. Per chi non lo sapesse Dropbox è un servizio di storage online, che mette a disposizione gratuitamente (previa registrazione) 2 Gb di spazio in cui è possibile memorizzare i nostri file, per averli sempre con noi anche quando non ci troviamo sul nostro computer, oppure per condividerli con altre persone via web.

Dropbox mette a disposizione un client per le tre principali piattaforme (Linux, Windows e Mac), attraverso cui è possibile gestire i nostri file.

Tuttavia la versione per Linux è composta da un plugin per nautilus (il file manager di Gnome), mentre non è prevista una integrazione per KDE (e Dolphin).

Provando a scaricare i sorgenti (sono disponibili anche pacchetti preconfezionati per Ubuntu e Fedora) lo script di configurazione (configure) si blocca chiedendomi varie dipendenze di nautilus.

La soluzione come spesso accade me l’ha data Google, infatti cercando “dolphin dropbox” il primo risultato ottenuto è questo. L’autore di questo post si è imbattuto nel mio stesso problema ed ha trovato una soluzione molto semplice che riassumo brevemente:

  1. registrate un account su Dropbox
  2. scaricate questo pacchetto di Dropbox: 32bit, 64bit
  3. scompattatelo nella vostra directory preferita (es: /home/ABC)
  4. accedete alla directory .dropbox-dist/ (questa directory viene creata scompattando il pacchetto scaricato al passo 1.)
  5. eseguite il programma dropboxd (presente nella directory di cui sopra)
  6. a questo punto parte un banalissimo wizard (trovate gli screenshot nel post originale)
  7. al termine del wizard siete pronti ad utilizzare Dropbox

A questo punto il post originale dice di creare un link simbolico (tramite ln -s) per poter associare Dolphin al posto di Nautilus, in realtà, almeno nel mio caso, questo non è stato necessario, infatti al termine del wizard si è aperto automaticamente Dolphin e mi è comparsa l’icona di Dropbox nella system tray.

L’ultimo passo consiste nell’inserire dropboxd tra i comandi eseguiti all’avvio di KDE, per far questo potete usare l’applicativo systemsettings (ovvero “Impostazioni di sistema”, che trovate nel menù di KDE).

Selezionando la scheda “Avvio e spegnimento” vi basterà aggiungere uno script all’Avvio automatico, indicando il percorso a dropboxd.

Ecco fatto! Ora siete pronti ad usare Dolphin per gestire i vostri 2Gb gratuiti.

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set
18

Installare Dropbox CLI su un server Linux (Debian Lenny) senza interfaccia grafica, tastiera e monitor

 

Dropbox è un gran bel pezzo di software: permette di tenere sincronizzati i propri dati fra più PC (Linux, MacOSX o Windows) e i loro server. Ha molte caratteristiche interessanti e molte sono quelle previste per le versioni future, ma non mi dilungherò su questo. Il problema di oggi è l’installazione e l’utilizzo di Dropbox senza interfaccia grafica su una macchina Linux (nel mio caso Debian Lenny).

Dropbox CLI su server Debian GNU/Linux

Dropbox per Linux è composto da due parti: un’interfaccia grafica molto integrata con Nautilus e una parte (gratuita ma non libera) che si occupa della vera e propria sincronizzazione. Un server Linux (al contrario dei sistemi operativi giocattolo) difficilmente avrà l’interfaccia grafica: per installare Dropbox è quindi necessario qualche passaggio in più. Una volta installato e configurato, Dropbox lavorerà in background, in modo completamente trasparente agli utenti.

ATTENZIONE!


Do per scontato che chi seguirà questa guida sappia cosa sta facendo. Non mi prendo quindi nessuna responsabilità per qualsiasi cosa possa succedere prima, durante o dopo aver seguito questi consigli. Le macchine sono vostre, occhio a quello che fate!


Crearsi un account

Come prima cosa, è necessario avere un account sul sito di Dropbox, scaricare il programma e installare da qualche parte la versione grafica (che sia quella per Linux, Windows o MacOSX è indifferente). L’account e la sincronizzazione di un altro PC serviranno, oltre che per fare delle prove, per la prima esecuzione di Dropbox sul server senza GUI. Dopo aver installato e configurato la versione grafica, si può partire con quella testuale.

Scaricare il software

Posizionarsi nella home directory dell’utente che eseguirà Dropbox e scaricare un po’ di software (il link dovrebbe puntare sempre all’ultima versione 32bit disponibile, per la versione 64bit il link è questo: http://www.getdropbox.com/download?plat=lnx.x86_64), scompattare e sistemare qualche permesso:


su -c "apt-get install tofrodos"
wget -O dropbox.tar.gz http://www.getdropbox.com/download?plat=lnx.x86
wget http://dl.getdropbox.com/u/6995/dbmakefakelib.py
wget http://dl.getdropbox.com/u/6995/dbreadconfig.py
wget https://dl.getdropbox.com/u/43645/dbcli.py
chmod 755 dbcli.py
dos2unix dbcli.py
su -c "mv dbcli.py /usr/local/bin/"
su -c "chown root:root /usr/local/bin/dbcli.py"

Installare il software

Per poter eseguire il demone di Dropbox, è necessaria la presenza di alcune librerie grafiche. Non avendo GUI, in realtà, non ce n’è bisogno. Lanciare quindi questo script, che ingannerà il demone facendogli credere che le librerie siano tutte al loro posto:


python dbmakefakelib.py

Al termine dell’esecuzione, lo script proverà a lanciare Dropbox e a mantenerlo in esecuzione per 15 secondi, tempo sufficiente a collegarsi con i server per una prima auto-configurazione. Se lo script non dovesse terminare dopo un paio di minuti, fermarlo pure con CTRL-C (è quello che ho fatto io, dopo averlo lasciato girare per un po’). A questo punto c’è bisogno del codice assegnato al server, per poterlo associare all’account Dropbox sul sito.

Lanciare quindi questo script:


python dbreadconfig.py

La prima riga dell’output sarà una cosa tipo “host_id = XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX”. Il codice da 32 caratteri servirà per associare la macchina all’account sul sito di Dropbox. Colleghiarsi quindi con un browser a http://getdropbox.com e fare login. A questo punto, inserire nella barra degli indirizzi questo URL (utilizzando il codice di 32 caratteri appena ottenuto):

https://www.getdropbox.com/cli_link?host_id=XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX

A questo punto la configurazione è quasi completa: manca da installare lo script per lanciare e fermare il demone di Dropbox e da creare la directory da mantenere sincronizzare:


mkdir $HOME/Dropbox
wget http://www.matteomoro.net/wp-content/uploads/2009/09/dropbox
chmod 755 dropbox
dos2unix dropbox
su -c "mv dropbox /etc/init.d/"
su -c "nano /etc/init.d/dropbox"

Nella variabile “DROPBOX_USERS”, sostituire il valore “matteo” con l’utente che eseguirà il demone Dropbox, salvare e uscire dall’edito.

Eseguire Dropbox in background

E’ ora possibile lanciare il demone e controllarne il funzionamento:

su -c “/etc/init.d/dropbox start”
su -c “/etc/init.d/dropbox status”

Il primo comando lancia il demone, il secondo informa sul suo stato di esecuzione. In condizioni normali dovrà dire “running”, ma il fatto che Dropbox sia in esecuzione non dice nulla sullo stato dei file. Il comando “dbcli.py status” informa sullo stato della sincronizzazione: per le altre opzioni disponibili, lanciare “dbcli.py help”.

Se tutto è stato configurato correttamente, Dropbox rimarrà in stato “syncing” per un tempo variabile a seconda della quantità di dati da sincronizzare, per poi passare allo stato “up to date”. Da questo momento in poi, si comporterà come qualsiasi altro client Dropbox.

Cosa manca?

Lo script in /etc/init.d non è sufficiente ad eseguire Dropbox ad ogni avvio della macchina: per configurare correttamente gli script di avvio, consultare la molta documentazione disponibile in rete. Per Debian segnalo questi due articoli:

Sarebbe interessante anche creare un’interfaccia per controllare via web lo stato di Dropbox sulla macchina. Magari ci penso e, preso dall’entusiasmo, pubblico qualche bozza nei prossimi giorni. Se però avete già realizzato qualcosa, non fate i timidi e fatevi sentire.

Per qualsiasi altra osservazione, complimento, critica, insulto o quello che vi pare, i commenti sono lì apposta.

Documentazione utile

Questa guida non è, per gran parte, farina del mio sacco: ho semplicemente raccolto documentazione già presente in rete, integrandola e aggiornandola dove necessario. Questi sono gli articoli originali:

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ago
20

Dropbox su Kubuntu 9.04 e su KDE

 

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20

Ubuntu One, vale la pena?

 

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mag
13

Ubuntu One il nuovo servizio di storage online della Canonical

 

screenshot 0014 Ubuntu One il nuovo servizio di storage online della Canonical

La Canonical ha rilasciato la prima beta di Ubuntu One, un nuovo servizio di storage, che permette agli  utenti Ubuntu di sincronizzare file e cartelle online. In poche parole si tratta di un servizio simile a Dropdox e SpiderOak. Purtroppo però il software è ancora in fase di beta testing e, per provarlo, bisogna ottenere un invito.

screenshot 0032 Ubuntu One il nuovo servizio di storage online della Canonical

Ne sono venuto a conoscenza ieri ma, leggendo su alcuni blog internazionali che gli inviti venivano spediti anche a poche ore dalla richiesta, ho preferito attendere un giorno nella speranza di poterlo provare, ma non mi è ancora arrivato. L’invito si può richiedere loggandosi sul sito ufficiale del progetto, ma bisogna avere un account Launchpad; se non l’avete createlo.

applet click Ubuntu One il nuovo servizio di storage online della Canonical

I piani sono due: quello di base è gratuito e mette a disposizione 2 GB di spazio, mentre l’altro costa 10 dollari al mese e mette a disposizione 10GB. Da questo punto di vista Dropbox è molto più conveniente perché ne offre 50 a 9.99 dollari al mese. Un altro svantaggio di Ubuntu One è il fatto che non è multi-piattaforma e che può essere installato solo su Ubuntu 9.04. In ogni caso si può accedere all’interfaccia web da qualsiasi PC, ma senza sincronizzazione.

screenshot 0023 Ubuntu One il nuovo servizio di storage online della Canonical

Insomma, per ora è tutto, quando riceverò l’invito scriverò qualcosa di più specifico. Intanto potete leggervi la recensione uscita oggi su Softpedia.

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mag
13

Canonical lancia il servizio Ubuntu One

 

Logo del servizio Ubuntu OneCanonical ha recentemente avviato la fase di testing di Ubuntu One, servizio di storage online per la sincronizzazione e la condivisione dei file destinato agli utenti di Ubuntu 9.04.

Simile al più famoso Dropbox, Ubuntu One viene offerto in due versioni: gratuita, con 2 GB di spazio in rete; a pagamento, con 10 GB per 10$ al mese.

Oltre che da una interfaccia web, sarà possibile gestire il proprio disco direttamente dal computer attraverso l’installazione di una piccola applicazione-client.

Il servizio attualmente non è ancora accessibile a tutti liberamente, ma occorre iscriversi al sito Ubuntu One e aspettare di ricevere un invito.

Nonostante sembri una piccola novità, Ubuntu One potrebbe rivelarsi qualcosa di più di un semplice servizio di storage, se ben integrato con il sistema operativo e soprattutto con le varie applicazioni installate.

Via | Acrònico

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mag
08

Oltre Dropbox ovvero altre idee per lo storage online

 

Dropbox è stata una piacevole sorpresa di parecchi mesi fa, avere due Gb di spazio on line raggiungibili da interfaccia web e da quel magnifico client multipiattaforma messo a disposizione dallo stesso team è una bella comodità.

La versatilità d’uso del servizio è impressionante e, nel caso ne avessimo la necessità, è possibile un upgrade del servizio dietro pagamento di una quota annuale che ci permetterà di usufruire della quota di spazio da noi richiesta.

Quello che fin da subito mi hanno convinto sono state due cose:

  • l’idea: a dire il vero nulla di così innovativo ma un servizio del genere, se non destinati a professionisti o imprese, non era mai stato realizzato da nessuno
  • il supporto: offrire fin da subito il pieno supporto alle piattaforme maggiormente utilizzate è stata una stupenda idea che sembra voler porre fine alle classiche diciture “Linux e Mac User, la vostra versione è in arrivo” oppure “solo per Windows” o ancora “presto anche per Linux e Mac”. Sentirsi in ogni occasione discriminati non è piacevole.

Per coloro che cercano alternative Open all’ottimo Dropbox esistono moltissime alternative più o meno convenienti e complicate diamo uno sguardo ad un paio queste:

1) Unison

se pensate che questo software faccia le stesse cose di Dropbox vi sbagliate di grosso, niente spazio web gratuito visto che questo è solamente un client in grado di sincronizzare i file che voi darete in pasto attraverso la sua interfaccia.

Il funzionamento è garantito su GNU/Linux, Mac e Windows e tra i punti di forza del software è possibile annoverare la possibilità di creare dei profili specifici per ogni cartella o file da sincronizzare con altri pc.

Ad esempio è possibile fare il sincro di due cartelle locali o di una locale con una remota attraverso il protocollo ssh, chiaramente dovete aver il controllo di un vostro server dove stoccare le informazioni.

2) SBackup

questo software è molto simile a quello descritto precedentemente ma presenta una interfaccia utente molto più semplice da utilizzare.

Selezionare le cartelle o i file da gestire è molto semplice come è altrettanto facile creare delle regole per le sincronizzazioni, ovviamente anche in questo caso stiamo parlando di un software in grado di gestire dei backup che andranno però stoccati in locazioni precedentemente allestite visto che non esistono offerte che includono spazio di memorizzazione.

3) SpiderOak

questo ottimo servizio è quello che più si avvicina al concetto di Dropbox.

Come il servizio appena nominato esso mette a disposizione 2 Gb di spazio gratuitamente e fornisce un client in grado di girare su tutte le piattaforme più utilizzate (GNU/Linux, Mac e Win).

Diversamente dal concetto di unica cartella di Dropbox, il quale costringe ad avere una unica locazione dove riunire i file da salvare, questo servizio permette attraverso il suo software di specificare le cartelle ed i file dei quali vogliamo effettuare il backup anche se sparsi in locazioni diverse sul nostro hdd.

L’interfaccia del client è leggermente più sofisticata rispetto a quella del software di Dropbox ma tuttavia nulla che impedisca ad un qualsiasi utente medio di trovarsi a suo agio nel giro di pochissimi minuti.

Un ottimo sostituto all’ormai classico Dropbox con quella marcia in più.

Ciao a tutti.

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mag
02

SpiderOak, un ottimo software per sincronizzare online i nostri dati, simile a Dropbox

 

logo SpiderOak, un ottimo software per sincronizzare online i nostri dati, simile a Dropbox

Qualche giorno fa, nell’articolo sull’installazione di Dropbox su KDE, avevo accennato al fatto che si trattasse dell’unico software di backup, con sincronizzazione online delle cartelle, a fornire una versione Gnu/Linux del client. Oggi sono però venuto a conoscenza di un interessante alternativa. Si chiama SpiderOak e, anche se in maniera differente, permette di compiere le stesse operazioni. Questo è il sito ufficiale del progetto, dal quale potete scaricare il client ed accedere all’interfaccia web. Il software è disponibile per: Mac, Windows e Linux. La versione Gnu/Linux, la si può scaricare dalla pagina dei download, già pacchettizzata per le principali distro: Debian Etch, Debian Lenny, Fedora 10, Slackware 12.1, Ubuntu Gutsy Gibbon, Ubuntu Hardy Heron, Ubuntu Intrepid Ibex e Ubuntu Januty Jackalope, tutti sia per architetture a 32 che a 64 bit.

screenshot 007 300x253 SpiderOak, un ottimo software per sincronizzare online i nostri dati, simile a Dropbox

SpiderOak, come Dropbox, di base mette a disposizione dell’utente 2 Giga di spazio gratuiti, con l’opzione di un aumento a pagamento. L’installazione non presenta alcun problema se si utilizza una delle distro sopracitate, gli altri devono aspettare, anche perché nella F.A.Q., il team sconsiglia l’utilizzo di tools come Alien. Una volta installato il pacchetto partirà il wizard di configurazione, che permette di creare un account, se no se ne possiede già uno e di lanciare il software.

screenshot 003 272x300 SpiderOak, un ottimo software per sincronizzare online i nostri dati, simile a Dropbox

Terminato il processo, si può già iniziare ad usare SpiderOak, ma per poter sincronizzare i dati bisogna attendere l’arrivo della mail di conferma e cliccare il link d’attivazione.
screenshot 008 300x159 SpiderOak, un ottimo software per sincronizzare online i nostri dati, simile a Dropbox
Il software è molto ben fatto e, anche  se abbastanza complesso, intuitivo e ben strutturato. La GUI è suddivisa in cinque schede: da “Backup”, la principale, possiamo scegliere le cartelle da condividere, da “View” possiamo vedere i file caricati online, da “Status” si accede alla coda di upload, ai log e alle statisiche, da “Share” si può accedere ai dati condivisi da qualche altro utente (bisogna avere lo ShareID) e da “Sync” si possono sincronizzare due cartelle, comodo se si utilizza lo stesso account su più PC.

Qui trovate la features list del software e del servizio.

Insomma, SpiderOak è un software davvero interessante, a primo impatto mi è sembrato molto comodo, anche perché, a differenza di Dropbox, permette di sincronizzare qualsiasi cartella del nostro file system.

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apr
26

Installare Dropbox in KDE, senza Nautilus

 

dropbox logo Installare Dropbox in KDE, senza Nautilus

Dropbox, che vi ho presentato in questo articolo, è un software molto interessante che permette di tenere una copia aggiornata dei nostri dati online. In realtà ci sono parecchi programmi di questo tipo, ma Dropbox è l’unico che ha sviluppato una versione Gnu/Linux del client. Purtroppo però il software è disponibile solo per GNOME, e si integra alla perfezione con Nautilus. In realtà però è possibile installarlo anche su KDE; oggi vi spiegherò come fare. Il demone dropboxd, quello che si collega al server e tiene le cartelle sincronizzate non dipende da Nautilus, e può essere installato su qualsiasi distribuzione. L’integrazione con Nautilus riguarda solo l’icona del pannello con le azioni. Ieri ho trovato questa guida, che però spiega solo come installare il demone, fortunatamente poi, tra i messaggi del forum di Dropbox. ho trovato la soluzione per abilitare anche la tray icon. In questo modo l’integrazione è pressoché perfetta. Io l’ho testata su Kubuntu 9.04, ma dovrebbe andar bene anche per Suse e le altre distribuzioni. Ecco i semplici passi da seguire per installare Dropbox su KDE.

Installazione

Innanzitutto dovete scaricare l’archivio del client per Linux. Questo è il link per la versione 32bit e questo è quello per la versione a 64bit (che non ho testato).

Estraete il pacchetto nella home e controllate che sia stata creata la cartella nascosta .dropbox-dist

Entrate nella cartella ed eseguite il file dropboxd, o aprite un terminale e date:

~/.dropbox-dist/dropboxd

dropbox kde1 300x268 Installare Dropbox in KDE, senza Nautilus

Dovrebbe partire così il wizard di configurazione, se avete un account inserite i vostri dati, se no potete crearne uno da qui. Al termine del processo dovreste trovare la cartella Dropbox, nella home, con i vostri file online.

dropbox kde6 300x167 Installare Dropbox in KDE, senza Nautilus

Così, si può già usare Dropbox ma senza la tray, che permette di accedere alle preferenze e ad altre funzioni. Per abilitarla basta creare un link simbolico in /usr/bin/, chiamato nautilus, che punti a Konqueror o Dolphin (scegliete il file manager che preferite). Per Konqueror date:

sudo ln -s /usr/bin/konqueror /usr/bin/nautilus

per Dolphin:

sudo ln -s /usr/bin/dolphin /usr/bin/nautilus

dropbox kde7 Installare Dropbox in KDE, senza Nautilus

Infine per far si che Dropbox parta automaticamente all’avvio del sistema, non vi resta che creare un’altro link dal dropboxd alla cartella Autostart in .kde4 (in kubuntu 9.04, da “Impostazioni di sistema–>Avanzate–>Avvio Automatico” ), così:

ln -s ~/.dropbox-dist/dropdoxd ~/.kde4/Autostart/

Insomma, in questo semplicissimo modo, anche gli utenti KDE possono usufruire di un utilissimo strumento come Dropbox

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apr
19

DropBox per Linux

 

DropBox è uno servizio ed un software per la condivisione ed il salvataggio dei propri file online.

Il programma monitorizza una directory che tiene sincronizzata con il server remoto. Le impostazioni di rete consentono di impostare una velocità massima di download, upload e l’uso di un proxy.

Si può accedere ai file sia da altri computer sia direttamente dal web e persino condividere con velocità e facilità alcuni file, come foto o video, con amici o conoscenti. Sebbene tutti i file siano criptati chi vuole un ulteriore livello di sicurezza potrebbe utilizzare EncFs.

Il servizio gratuito da a disposizione fino a 2Gb di spazio, mentre pagando 9,99$ al mese o 99,99$ all’anno si avranno a disposizione 50Gb.

Via | LinuxJournal

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apr
02

Linux, Dropbox e Virtualbox

 

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mar
29

Dropbox, l’innovativo servizio di storage online (anche su KDE)

 

Una della cose che cerchiamo in un servizio web di storage online e la sincronizzazione veloce, tra il nostro hard disk e quello virtuale. In questa via si muove Dropbox*, una delle soluzioni più semplici che ho mai visto.

Funziona cosi: installiamo il client di Dropbox, e quando vogliamo caricare qualche file sul nostro spazio online, semplicemente, facciamo un drag and drop del file stesso nella cartella di Dropbox, e da qui sarà automaticamente “uploadato” sul nostro account del servizio web.

Inoltre potremo condividere il link ai nostri file con altri utenti o sincronizzare questi con altri computer. Se cancelliamo o modifichiamo un file nella nostra cartella Dropbox lo stesso avverrà nel hard disk virtuale. Lo spazio a nostra disposizione è di 2 gb, ma si può ampliare aquistando l’account Pro a 99€ all’anno.

Per installarlo su Ubuntu basta aggiungere al nostro file /etc/apt/sources.list queste due righe di repository e installare i pacchetti dropbox e nautilus-dropbox.

deb http://linux.getdropbox.com/ubuntu intrepid main
deb-src http://linux.getdropbox.com/ubuntu intrepid main

Dopo l’installazione e la registrazione al servizio bisogna riavviare Nautilus, il file manager di default di Gnome. Date quindi dal terminale questo comando:

$ killall nautilus

Devo dire che l’integrazione che Nautilus è veramente impeccabile, ma non è la stessa cosa su KDE. Infatti Dropbox è stato ideato per funzionare solo con Nautilus, quindi in un ambiente Gnome. Su internet ho trovato molte discussioni di utenti KDE che cercavano un aiuto per installare questo programma sul loro ambiente.

In realtà possiamo installare Dropbox su KDE facilmente partendo dai file sorgente. Scaricate quindi i binari da questo indirizzo ed estraete il contenuto del pacchetto in ~/.dropbox-dist/. Date dunque da terminale questi comandi:

$ mkdir ~/.dropbox-dist
$ tar -C ~/.dropbox-dist -zxvf dropbox-lnx.x86-0.6.416.tar.gz

Infine per avviarlo lanciate il file dropboxd all’interno della cartella appena creata. Per comodità, per evitare di dare sempre un comando da terminale, potete avviare in automatico Dropbox all’avvio del sistema:

$ ln -s ~/.dropbox.dist/dropboxd ~/.kde/Autostart/dropboxd

Dato che si può installare in qualsiasi sistema (infatti è multipiattaforma) vi consiglio di provarlo, dato che è un servizio veramente eccezzionale che ha già fatto una piccola rivoluzione all’interno di siti di stonage file.

_____

* Link referral.

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feb
25

Dropbox: sincronizzare file e cartelle esterni alla cartella del client

 

Per chi, come me, è da sempre alla ricerca di un buon modo per salvare e mettere al sicuro i file più importanti il servizio offerto da Dropbox ha del miracoloso.

L’azienda in questione offre gratuitamente uno spazio di archiviazione pari a 2 Gb congiuntamente ad un programmino installabile sul proprio pc che prontamente crea in automatico una cartella chiamata appunto Dropbox.

dropbox_logo.jpg

Lo stesso programma si preoccupa di rilevare tutti i cambiamenti che apporteremo sui file contenuti nella sua cartella e quindi prontamente effettua un backup incrementale dei file all’interno del server dove risiede il vostro spazio gratuito.

Semplice e funzionale il servizio presenta alcuni punti che ne fanno notevolmente aumentare il valore, per prima cosa è obbligatorio segnalare come il client da installare sul proprio pc sia disponibile per sistemi Win, MacOSX e GNU/Linux.

In seconda battuta è apprezzabile la possibilità di recuperare i vostri file in qualsiasi parte del mondo vi troviate visto che il servizio, una volta autenticati, permette il recupero delle informazioni direttamente dal browser.

Vi è poi la possibilità di specificare permessi per ogni file o rendere una cartella completamente pubblica in modo da condividerne il contenuto sempre considerando che, all’avvio di una macchina diverse da quella dove avete creato o modificato un file, avrete l’immediata sincronizzazione del contenuto a patto, ovviamente, di aver installato su di essa il client.

I pc associabili ad un singolo profilo possono essere molteplici ed una comoda interfaccia web permette l’autorizzazione o l’esclusione di ogni singola macchina.

Pur apprezzando in modo considerevole il servizio esso presenta una, a mio avviso, gravissima lacuna; i soli file che possono essere gestiti sono quelli residenti all’interno della cartella creata dal client, è quindi impossibile sfruttare il servizio per ogni file che sia salvato in qualsiasi posizione del vostro Hdd.

Fortunatamente esiste una soluzione semplicissima che ci permette di sopperire a questa mancanza, basta ricorrere ai fantastici link simbolici.

Per le cartelle:

ln -s /percorso-per-cartella/Dropbox/cartella-desiderata

allo stesso modo per i file:

ln -s /percorso-file-desiderato/Dropbox/file-desiderato

in questo modo sarà possibile far lavorare il client con qualsiasi file sparso all’interno del vostro disco rigido ed ovviamente, se sposterete il file in posizione diversa da quella originale, sarà necessario creare da capo il link simbolico seguendo la stessa procedura utilizzata inizialmente.

Ora Dropbox è veramente un servizio completo e funzionale.

Link a Dropbox.

Ciao a tutti.

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feb
24

Dropbox

 
dropboxDropbox è un’applicazione desktop che sfrutta un servizio di storage online gratuito per sincronizzare file fra differenti computer. I file vengono trasferiti tramite SSL e criptati con protocollo AES-256.

Scarica Dropbox » Per Windows, Linux e OS X

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