mag
02

Open Amiga Game Database

 

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apr
02

Importare un planet di OpenStreetMap in un database PostgreSQL 9.1 con estensione Postgis

 

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set
28

Appuntamento NOSQL a Torino con Mongo

 

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nov
29

Database ID, scalabili, unici, offuscati o corti ?

 

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ott
21

Penthao: datawarehousing di livello enterprise con strumenti Open.

 

penthao

Penthao è l’alternativa Open ai blasonati sistemi di Data Warehouse di SAP e Oracle. Questo engine, completamente Web Based, permette di gestire tutti i livelli del DataWarehouse: ETL, Analisi Dimensionale e Reporting. Il pacchetto può combinarsi con i motori RDBMS più noti.

Particolarmente curata l’integrazione con MySql. Il vendor dispone di una sua distribuzione commerciale, ma esiste una comunità molto attiva. I progetti comunitari includono Kettle, un sistema grafico per gestire graficamente l’ETL: ovvero l’attività di trasformazione del dato verso il formato accettato dal DWH e di caricamento dei record nelle tabelle del medesimo. La comunità cura anche lo sviluppo di Mondrian, un server OLAP capace di analizzare on line ingenti quantità di dati. Anche i requisiti del Data Minig sono ricoperti dalla community edition con Weka . Penthao ha recentemente annunciato l’adozione della tecnologia Open per il distributed computing Hadoop .

Penthao: datawarehousing di livello enterprise con strumenti Open. é stato pubblicato su ossblog alle 09:00 di giovedì 21 ottobre 2010.

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ott
18

Ingres DB: la risposta Open Source alla galassia Oracle

 

ingres db

Ingres DB è l’alternativa Open ai più blasonati RDBMS quali Oracle ed IBM DB2. Benchè il vendor proponga una versione enterprise del pacchetto, ne esiste anche una community distribution.

Ingres DB è multipiattaforma, può funzionare su Solaris, AIX, HP-UX e Windows e naturalmente Linux sia a 32 che a 64 bit. Questo engine riesce a gestire transazioni distribuite in maniera simile al noto tp manager IBM CICS. E’ ovviamente compliant ad SQL standard e permette di scrivere applicazioni utilizzando JAVA, PHP, C, COBOL e RUBY.

Sicuramente attrae l’attenzione delle aziende che cercano di ridurre il budget dedicato alle licenze, ma anche sviluppatori
privati possono trarre soddisfazione da un ambiente ben formato, dove un’applicazione puà crescere fino a livello
enterprise senza dipendere dai capricci di Oracle.

Ingres DB: la risposta Open Source alla galassia Oracle é stato pubblicato su ossblog alle 11:30 di lunedì 18 ottobre 2010.

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set
13

NOSQL? Redis vs CouchDB vs MongoDB

 

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ago
25

Mysql e l’uso del valore NULL

 

Intorno al valore NULL di Mysql c’è tanta confusione. Questa confusione nasce quasi sempre dall’associazione mentale che viene fatta da molti NULL=vuoto, dove per vuoto si intende la stringa vuota (per capirci, questa ”).

Cosi non è!

Prima cosa da ricordare è che il valore NULL di mysql non significa vuoto.

Vediamo meglio cosa significa e, come e quando, usarlo.

Quello che segue è riferito ai campi di tipo STRING.

Diciamo subito che un campo può essere definito NULL o NOT NULL.
Un campo definito come NULL può assumere tre valori: stringa, vuoto, NULL.
Un campo definito come NOT NULL può assumere due valori: stringa, vuoto.

Come potete notare i due campi hanno in comune il fatto che entrambi possono essere riempiti o lasciati vuoti. Ma definire un campo come NOT NULL non significa voler settare il vincolo che sia obbligatorio e non vuoto? Obbligatorio e non vuoto non sono la stessa cosa. Settando un campo a NOT NULL lo si imposta come obbligatorio ma non come non vuoto. Significa che in ogni caso dovremmo mettere un valore in quel campo, ma quel valore potrà anche essere la stringa vuota ”.

Altro concetto importante da chiarire è che l’uso dei campi NULL influenzerà anche le vostre query! Il controllo del tipo where campo=” (oppure where campo!=”) non funzionerà su un campo NULL. Dovrete quindi usare l’operatore where campo IS NULL (oppure where campo IS NOT NULL).
Se non fate attenzione al momento dell’inserimento, potreste mischiare campi vuoti con campi null e avere risultati non attesi dalle vostre select!

NULL dovrebbe essere visto più come una condizione che come un valore. Funzioni di ordinamento come ORDER BY e GROUP BY si comportano in maniera diversa con i valori NULL. Le funzioni di aggregazione come SUM, AVG e COUNT ignorano i valori NULL.

Detto questo, dovrebbe essere molto più facile capire come e quando usare un campo di tipo NULL. Di norma si dovrebbe lavorare sempre con campi NOT NULL e lasciare l’uso dei campi NULL a situazioni nelle quali si vogliono sfruttare le sue particolari caratteristiche.

Il mio consiglio è, quindi, il seguente: definite i vostri campi sempre come NOT NULL, settate il valore predefinito a ” (stringa vuota) e quando dovete effettuare delle select operate sempre con campo=” oppure campo!=”.

Come detto all’inizio, questo non vale per i gruppi di dati Numerici e Date per i quali non è prevista la stringa vuota. In quel caso è necessario avere dei campi NULL.

Ecco alcuni link utili dalla documentazione ufficiale di Mysql:
Lavorare con null
Problemi con null
Operatori IS NULL e IS NOT NULL

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mar
27

MongoDB 1.4, finalmente stabile!

 

Sviluppatori del progetto MongoDB hanno annunciato con molta soddisfazione la nuova versione 1.4.0 che è la prima a potersi fregiare del titolo “ready for production” ed è arrivata dopo altri 3 mesi di sviluppo dalla precedente release.

Per arrivare a questo risultato è stato indispensabile l’aiuto degli utenti che già utilizzavano questo database NoSQL in ambiti di produzione. La versione 1.4 ha migliorato le prestazioni ha la possibilità di creare indici in background e gestione migliorata degli slave.

Migliorata anche la parte più vicina al programmatore, infatti, il linguaggio di interrogazione si è arricchito di nuove keyword e della possibilità di fare ricerche geospaziali.

Il codice è rilasciato sotto licenza Affero GPLv3 ed è disponibile per Linux, Mac OS X, Solaris e Windows.

Via | MongoDB

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feb
16

SchemaCrawler, l accesso ai metadati diventa facile

 

I programmatori Java che utilizzano JDBC per l’accesso alla base dati sapranno sicuramente quanto sia difficoltoso ottenere e lavorare con i metadati tramite Java Database Connectivity. Com’è noto, infatti, le API JDBC ritornano i metadati come resultsets e non come oggetti Java. SchemaCrawler si pone l’obiettivo di semplificare il lavoro del database manager risolvendo questo problema.

Attraverso le API SchemaCrawler è possibile ottenere i metadati come oggetti Java. Così, ad esempio, è possibile recuperare una lista di oggetti istanza della classe Table che rappresenta l’insieme di tutte le tabelle della base dati.

SchemaCrawler è sviluppato in Java e viene rilasciato sotto licenza GPL. Fornisce, oltre alle API, una serie di tools a riga di comando per la visualizzazione dello schema in un file di testo o in un diagramma entità-relazione in formato DOT.

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feb
12

Mnesia, un DBMS distribuito

 

Mnesia è un DBMS distribuito scritto in Erlang con prestazioni soft real-time.

È stato sviluppato da Ericsson per l’uso nel settore delle telecomunicazioni ed è più simile concettualmente ad un database integrabile nell’applicazione come Berkeley DB anziché un vero e proprio standalone db server basato su sql.

Il modello del database è relazionale ed uno degli aspetti fondamentali di Mnesia è l’alta disponibilità che consente di riconfigurare le tabelle all’interno di uno schema e spostarle su nodi diverse anche mentre le operazioni di scrittura sono ancora in corso.

Il linguaggio per le interrogazioni è Erlang e questo semplifica la scrittura del codice. Il nome originale era Amnesia, ma essendo un nome poco adatto per un database è stata eliminata la “A” iniziale.

MNESIA Database Management System

Via | Developer

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gen
13

Database e Web Server 0day

 

Un’azienda russa, Intevydis, che si occupa di sicurezza ha deciso di rilasciare una serie di exploit 0day fino a fine mese.

Con 0day si intente una vulnerabilità che non è ancora stata comunicata al produttore del software. Questo rende la vita più complicata degli utenti che si trovano senza protezione in balia di un possibile attacco.

Tra i software di cui verranno rivelati i problemi ci sono: MySQL, Tivoli, IBM DB2, Sun Directory, Zeus Web Server, Sun Web Server, Lotus Domino ed Informix.

Il motivo di questa scelta è l’atteggiamento poco collaborativo delle aziende quando viene comunicato solamente a loro una vulnerabilità 0day. Pratica che prende il nome di Responsible Disclosure.

Foto | alx_chief
Via | Intevydis

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nov
24

Relazione sul DBMS Mysql

 

Come compito per la scuola ci hanno incaricati di fare una ricerca sui vari sistemi di database relazionali. Io ho deciso di farla su Mysql. Tra le altre cose, per lavorare ho fatto un intenso uso di Delicious e delle etichette multiple per dividermi i link interessanti a seconda del paragrafo in cui dovevo metterli. Vedete questa pagina per credere. Questa cosa mi ha divertito perché ho potuto vedere un nuovo modo di adoperare uno strumento web 2.0 che prima non avevo pensato.

Per realizzare la relazione invece ho adoperato Openoffice.org che ormai tutti adorano e qualche font carino. Uno di questi è Sawasdee, di default in Ubuntu, l’altro è Playtime With Hot Toddies, giusto per rendere i titoli un po’ meno seriosi. Visto che alla fine il lavoretto è venuto molto bene e sono alquanto soddisfatto del risultato, ho pensato che potesse essere carino pubblicare la ricerca. Così chi vuole saperne un po’ di più su questo sistema di database magari scoprirà qualcosa di nuovo, e chi vuole usarla come spunto per fare una sua relazione (ho detto spunto, non copia-incolla! ) magari trova un po’ di ispirazione.

Potete scaricare il pdf cliccando qui. Buona lettura!

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nov
06

MongoDB

 

I database relazionali non sono sempre e certamente il sistema migliore dove immagazzinare i dati.

Negli ultimi mesi si stanno affermando database non relazionali per la gestione di dati o di interi documenti. Uno di questi è MongoDB che è sviluppato in c++ e prende il suo nome dal termine humongous.

I dati vengono salvati in formato Bson, in pratica un documento Json con una rappresentazione binaria efficiente. Grazie all’assenza di uno schema ed al supporto per strutture, liste, array associativi e blob binari potete inserire direttamente i dati dei vostri oggetti all’interno del database.

Il software supporta anche vari tipi di replicazione con altre istanze e, nella versione di sviluppo, ci sono funzionalità come map/reduce e auto-sharding. Ci sono libreria per i seguenti linguaggi: Python, Ruby, PHP, C++, Java e Perl.

MongoDB può girare su Linux, Mac OS X, Windows, Solaris e Free BSD.

Via | MongoDB

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ott
08

Convertire un database Access in OpenOffice

 

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