feb
26

Priam è un nuovo demone di controllo per Cassandra creato da Netflix

 

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NetflixPriam, il nonno di Astyanax per la mitologia ellenica, è un demone per controllare la configurazione di Cassandra: Netflix, la società statunitense che propone il noleggio di film e serie TV in digitale, ne ha “liberato” i sorgenti su GitHub. Priam rientra nei prodotti di Netflix sulla gestione dei database non relazionali interni.

Lo scopo di Priam è garantire l’esecuzione d’una serie di funzionalità su Cassandra. È eseguito contemporaneamente al database e fornisce un supporto per generare delle copie di sicurezza e ripristinare delle informazioni, laddove un problema dovesse generare una perdita dei dati. Un processo, insomma, di controllo e configurazione.

Il processo agisce indipendentemente da Astyanax, il client di Netflix per Cassandra. Supporta gli snapshot e i backup incrementali, affiancando ogni nodo del database. Così facendo, Netflix – sebbene sia una delle società responsabili della proposta sulle Encrypted Media Extensions – pubblicherà i sorgenti di tutta la piattaforma.

Via | Netflix

Priam è un nuovo demone di controllo per Cassandra creato da Netflix é stato pubblicato su Ossblog.it alle 17:00 di domenica 26 febbraio 2012.

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feb
10

Twitter ha “liberato” Cassie, un client di Cassandra creato in Scala

 

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TwitterCassie è un client di Cassandra, il database non relazionale, realizzato in Scala — un linguaggio di programmazione su Virtual Machine (VM), alternativo a Java di Oracle. Twitter ha creato un fork dell’abbandonato progetto di Coda Hale e ne ha “liberato” i sorgenti. È il client utilizzato per la stessa piattaforma di microblogging.

Utilizzato per dialogare con «una dozzina di cluster e oltre un migliaio di macchine» su Cassandra, Cassie si avvale di Finagle: il network stack di Twitter per generare client di Remote Procedure Call (RPC) asincrone in Java, Scala o qualunque altro linguaggio di programmazione per JVM. Finagle è basato su Netty e scritto in Scala.

È considerato molto stabile. Tuttavia, Cassie prevede delle funzionalità limitate alle esigenze di Twitter: non supporta ogni caratteristica di Cassandra. Ad esempio, l’iterazione asincrona tra righe e colonne del database è di nuova concezione e potrebbe cambiare nel tempo. Cassie è più “leggero” di Astyanax, il client di Netflix.

Via | Twitter Developers

Twitter ha “liberato” Cassie, un client di Cassandra creato in Scala é stato pubblicato su Ossblog.it alle 10:00 di venerdì 10 febbraio 2012.

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feb
02

Astyanax, il client in Java per Cassandra, è disponibile con Netflix

 

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NetflixAstyanax è un client di Cassandra, il database non relazionale, scritto in Java — e realizzato da Netflix. Garantisce delle prestazioni equivalenti a Hector, una soluzione su CloudBees. Astyanax è figlio di Hector e nipote di Cassandra, nella mitologia ellenica: il client è ottimizzato per le esigenze di catalogazione del servizio.

Il rilascio dei sorgenti di Astyanax – per i quali è stata scelta la licenza Apache 2.0 – rientra nella nuova politica open source di Netflix, che è stata inaugurata lo scorso dicembre con la “liberazione” di Curator per ZooKeeper. Entrambe le soluzioni sono state concepite in Java e sono utilizzate da Netflix per i servizi erogati.

Partito come un fork di Hector, Astyanax è diventato uno strumento più complesso. Se l’offerta di Netflix è tuttora assente dal mercato italiano, i sorgenti delle soluzioni open source sono disponibili ovunque: la scelta di “liberare” le tecnologie utilizzate in azienda è decisamente preferibile all’abbandono di progetti in disuso.

Via | Netflix

Astyanax, il client in Java per Cassandra, è disponibile con Netflix é stato pubblicato su Ossblog.it alle 14:00 di giovedì 02 febbraio 2012.

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dic
21

Un driver in JDBC per Neo4j ha abbattuto le barriere tra SQL e NoSQL

 

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Neo4jRickard Öberg è uno sviluppatore di Neo Technology e ha realizzato un’estensione in Java Database Connectivity (JDBC) per Neo4j – il database open source mantenuto dalla propria società – che permette l’esecuzione di query in linguaggio SQL su database del tipo NoSQL. È un abbattimento definitivo, per le barriere tra i due modelli.

L’interfaccia ha dato la possibilità a Öberg di utilizzare DbVisualizer, LibreOffice, IntellJ e il gateway ODBC–JDBC con Neo4j. Öberg ha realizzato una “quirk mode” per rendere riconoscibile a Cypher – il linguaggio delle query di Neo4j – la sintassi di SQL dalle Representational State Transfer (REST) API. Il tutto passando da JDBC.

Bisogna sottolineare che l’estensione di Öberg è ancora in una fase iniziale e non è adatta a un utilizzo su larga scala. È, comunque, un presupposto interessante per l’interoperabilità delle applicazioni con database relazionali e non relazionali. Soprattutto se si prende in considerazione il test, già effettuato, su LibreOffice.

Via | The H Open

Un driver in JDBC per Neo4j ha abbattuto le barriere tra SQL e NoSQL é stato pubblicato su Ossblog.it alle 15:00 di mercoledì 21 dicembre 2011.

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dic
02

Gli sviluppatori di Apache CouchDB parlano a Canonical di Ubuntu One

 

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Apache CouchDBJan Lehnardt è il presidente del Project Management Committee (PCM) di Apache CouchDB e ha deciso di rispondere a Canonical sullo stato dell’arte del database. In sintesi, il progetto è tutt’altro che “morto” e soprattutto non dipende da Couchbase: la società di Mark Shuttleworth citava quest’ultima come la proprietaria di CouchDB.

La querelle ha avuto inizio con l’eliminazione di CouchDB da Ubuntu One: Canonical ha optato per la realizzazione di un proprio database, U1DB, rivelata dagli sviluppatori di Novacut. Lehnardt non entra nel merito della decisione, ma non gradisce che i responsabili di Ubuntu denigrino CouchDB. È sempre lecito fare scelte differenti.

Purché non si dichiarino delle inesattezze. Canonical ha motivato la propria scelta con diverse argomentazioni, più o meno valide: fra queste non è accettabile che s’associ CouchDB a Couchbase. Se le patch, fornite da quest’ultima, sono state implementate nel ciclo di sviluppo di CouchDB è perché rispettavano la politica di Apache.

Tra le righe Lehnardt ha spiegato il motivo per il quale Canonical ha optato per la realizzazione di U1DB. Non tanto perché CouchDB fosse inadeguato alle nuove esigenze di Ubuntu One, quanto perché Apache non riteneva accettabili le patch inviate da Canonical. Una ragione molto più banale di quella degli sviluppatori di Ubuntu One.

La polemica in sé non ha una grande importanza. Inserita nella politica di Canonical per Ubuntu, però, supporta un’idea precisa. Shuttleworth e soci privilegiano le soluzioni sviluppate internamente alla società, rispetto ad altri progetti. Non è una decisione deprecabile, soprattutto quando apporta benefici alla loro distribuzione.

Personalmente, ho già avuto modo di sostenere la creazione di U1DB parlando dell’impatto su Novacut. Ubuntu è una distribuzione drammaticamente pesante e la razionalizzazione dei componenti è importante. Purtroppo, Canonical sembra peccare quanto a una visione d’insieme: eliminare un database per aggiungere dell’altro non ha senso.

Via | The H Open

Gli sviluppatori di Apache CouchDB parlano a Canonical di Ubuntu One é stato pubblicato su Ossblog.it alle 09:04 di venerdì 02 dicembre 2011.

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mar
27

MongoDB 1.4, finalmente stabile!

 

Sviluppatori del progetto MongoDB hanno annunciato con molta soddisfazione la nuova versione 1.4.0 che è la prima a potersi fregiare del titolo “ready for production” ed è arrivata dopo altri 3 mesi di sviluppo dalla precedente release.

Per arrivare a questo risultato è stato indispensabile l’aiuto degli utenti che già utilizzavano questo database NoSQL in ambiti di produzione. La versione 1.4 ha migliorato le prestazioni ha la possibilità di creare indici in background e gestione migliorata degli slave.

Migliorata anche la parte più vicina al programmatore, infatti, il linguaggio di interrogazione si è arricchito di nuove keyword e della possibilità di fare ricerche geospaziali.

Il codice è rilasciato sotto licenza Affero GPLv3 ed è disponibile per Linux, Mac OS X, Solaris e Windows.

Via | MongoDB

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nov
20

Database non relazionali, le differenti strategie

 

Jonathan Ellis ha scritto un bell’articolo che analizza il movimento Nosql e quali sono le differenti strategie dei database non relazionali open source emergenti.

Cassandra, CouchDB, HBase, MongoDB, Neo4J, Redis, Riak, Scalaris, Tokyo Cabinet e Voldemort vengono analizzati in base:

  • alla possibilità di aggiungere nodi live in maniera trasparente all’applicazione
  • Modelli dei dati
  • Query Api
  • Persistenza dei dati

Una buona guida per orientarvi tra questi nuovi prodotti cercando di capire quali sono i loro punti di forza, debolezze e come possono integrarsi con le vostre presenti e future applicazioni.

Via | RackspaceCloud

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nov
06

MongoDB

 

I database relazionali non sono sempre e certamente il sistema migliore dove immagazzinare i dati.

Negli ultimi mesi si stanno affermando database non relazionali per la gestione di dati o di interi documenti. Uno di questi è MongoDB che è sviluppato in c++ e prende il suo nome dal termine humongous.

I dati vengono salvati in formato Bson, in pratica un documento Json con una rappresentazione binaria efficiente. Grazie all’assenza di uno schema ed al supporto per strutture, liste, array associativi e blob binari potete inserire direttamente i dati dei vostri oggetti all’interno del database.

Il software supporta anche vari tipi di replicazione con altre istanze e, nella versione di sviluppo, ci sono funzionalità come map/reduce e auto-sharding. Ci sono libreria per i seguenti linguaggi: Python, Ruby, PHP, C++, Java e Perl.

MongoDB può girare su Linux, Mac OS X, Windows, Solaris e Free BSD.

Via | MongoDB

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nov
04

Redis, un altro database non relazionale

 

Redis, REmote DIctionary Server, è un avanzato database di tipo key-value.

Ha delle similitudini con memcached, da cui è partita l’idea originale, e può manipolare in maniera atomica stringhe, liste e set. Per essere molto veloce cerca di tenere il database in memoria scrivendo sul disco in maniera asincrona solo in determinate condizioni, ma supporta la replicazione master-server.

La versione 1.1 in beta supporta anche una modalità di scrittura su disco append-only con politiche di sync configurabili. Questo server è scritto in C e può girare su molto sistemi unix like. Sono disponibili anche molte libreria per l’interazione con i più diffusi linguaggi di programmazione.

Per capire meglio come funziona questo software potete sfogliare gli esempi proposti sul sito e persino vedere come è stato implementato un semplice clone di Twitter.

Via | Redis

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