set
20

Utilihab, un progetto modulare e open source per l’edilizia abitativa

 

Utilihab è un’intuizione di Eric Hunting, “fisicamente” progettata da Jonas Allesson, per innovare l’edilizia coi princìpi dell’open source: il prototipo è un esempio d’architettura per edifici di modeste dimensioni che possono essere utilizzati come abitazioni o costruzioni temporanee in progetti d’edilizia più ambiziosi. Il progetto avrebbe indetto una raccolta fondi da un concorso svedese per supportare l’innovazione tecnologica, ma la pagina relativa a Utilihab sul sito dei finalisti di Idéjakten 2012 risulta inaccessibile.

La proposta è interessante per due ragioni: il wiki di Utilihab contiene una serie di istruzioni che spaziano dall’architettura all’interior design e il prototipo adotta una struttura modulare. La modularità di Utilihab permette d’adattare il modello-base a utilizzi diversi da quelli per il quale è stato concepito. L’edificio originale, ad esempio, in Italia non potrebbe essere accatastato come abitazione perché è un prefabbricato privo di fondamenta. Potrebbe essere impiegato nelle situazioni d’emergenza al posto dei container.

Nulla vieta, grazie all’open source, d’ampliare il progetto per adeguarsi alle normative dei Paesi dove realizzare edifici sulla falsariga di Utilihab. Il prototipo prevede la possibilità d’ottimizzare la gestione dell’energia con l’impiego di pannelli fotovoltaici e, in generale, i progettisti ambiscono a portare il meccanismo d’assemblaggio dei computer nell’edilizia. Non è un esperimento inedito, in questa direzione, però Utilihab è il primo a menzionare esplicitamente l’open source tra i princìpi associati all’architettura.

Via | Shareable

Utilihab, un progetto modulare e open source per l’edilizia abitativa é stato pubblicato su Ossblog.it alle 09:00 di giovedì 20 settembre 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.

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ago
19

Beck elude la pirateria col nuovo album che è un prodotto open source

 

Copertina di Song ReaderBek David Campbell (AKA “Beck”) è un musicista statunitense che ha deciso di recuperare una forma editoriale del passato per la pubblicazione del prossimo album: Song Reader, atteso in dicembre, è un libro che contiene soltanto le partiture delle nuove canzoni dell’autore — lasciando ai fan l’onere di suonarle. Quella che è stata una prassi della musica classica potrebbe diventare un inedito modello di business contro la diffusione della pirateria informatica e, in un certo senso, a favore dell’open source. Con qualche appunto.

Occorrono subito due precisazioni: anzitutto, Beck non ha menzionato esplicitamente la lotta alla pirateria nella decisione di non registrare in sala il nuovo album e le partiture non saranno rilasciate come open source. La natura “aperta” deriva dal fatto che Song Reader conterrà le istruzioni per creare la musica, insieme a delle miniature che ritraggono l’artista e i suoi strumenti, ma non è previsto che le partiture siano modificabili o ridistribuibili. Un dettaglio non indifferente per i musicisti che volessero ispirarcisi.

L’idea di Beck, con tutti i suoi limiti, è destinata a riaprire il capitolo della musica open source: Song Reader conterrà i sorgenti dell’album, ma non prevede una licenza “aperta”. Normalmente, la musica open source distribuisce soltanto il prodotto finale – privo dei sorgenti – con una licenza adeguata. Perché un contenuto possa davvero essere considerato “libero” gli artisti dovrebbero pubblicare sia le partiture, sia le registrazioni. Personalmente, fatico a citare degli esempi che rispettino queste premesse. Ne conoscete?

Via | The Register

Beck elude la pirateria col nuovo album che è un prodotto open source é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di domenica 19 agosto 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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giu
14

Richard Stallman è stato la vittima illustre di un furto in Argentina

 

Universidad de Buenos AiresRichard Stallman (AKA “rms”) è stato derubato della propria borsa, a seguito di un intervento tenuto presso l’Universidad de Buenos Aires riguardante il free software. Tra gli effetti personali, oltre al portatile è stato sottratto il passaporto di Stallman — che sarebbe dovuto volare in Brasile subito dopo la conferenza. A dare la notizia, in lingua inglese, è stato Guillermo Rauch: lo sviluppatore non era fisicamente presente all’evento e – per riportare l’accaduto – s’è affidato alla descrizione del Partido Pirata argentino.

Stallman è rimasto molto provato dall’inconveniente: i presenti lo descrivono come un uomo sconvolto, arrivato a percuotersi ripetutamente la testa dandosi dello stupido finendo per sedersi in un angolo dell’università a piangere. La crisi di Stallman non è dovuta tanto al fattore economico – tant’è che è partita subito una gara di solidarietà per ricomprargli il portatile – quanto all’impossibilità di recarsi in Brasile per mantenere gli impegni presi. Il furto del passaporto richiede una settimana d’attesa presso l’ambasciata.

Peraltro, il “guru” statunitense del free software ha un’idea piuttosto radicale nei confronti della pubblica amministrazione e farebbe volentieri a meno persino della carta d’identità. Rifare il passaporto deve essergli costato caro, a prescindere dalla carta da bollo. Rauch chiosa con una definizione particolarmente condivisibile di Stallman: nonostante la personalità controversa, è stato d’ispirazione per innumerevoli persone in tutto il mondo. Immaginarlo disperato è qualcosa di spiacevole per l’intera comunità open source.

Via | Guillermo Rauch

Richard Stallman è stato la vittima illustre di un furto in Argentina é stato pubblicato su Ossblog.it alle 16:00 di giovedì 14 giugno 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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apr
03

Jordan Mechner ha “riesumato” il codice sorgente di Prince of Persia

 

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Apple IIPrince of Persia, lo storico titolo di Jordan Mechner per Apple II, potrebbe avere una seconda opportunità grazie all’open source. Mechner, infatti, è riuscito a trovare i dischetti da 3,5” — che cercava da più di vent’anni: contengono i sorgenti del videogioco realizzato nel 1989. L’intenzione è quella di recuperarne il contenuto.

La storia del ritrovamento è piuttosto rocambolesca: il padre di Mechner, facendo le pulizie di primavera, ha ritrovato lo scatolone e l’ha spedito al figlio. Tra gli altri, Mechner ha trovato proprio i dischetti coi sorgenti di Prince of Persia. Il programmatore s’è attivato immediatamente per effettuare la conversione del formato.

L’operazione richiederà del tempo, non soltanto per il particolare formato dei supporti: Prince of Persia era stato scritto su Apple ProDOS. Mechner vuole importare i sorgenti del gioco sul MacBook Air per ridistribuirli in rete. È un’opportunità straordinaria per tutti gli amanti dei videogiochi e i nostalgici di Prince of Persia.

Via | Jordan Mechner

Jordan Mechner ha “riesumato” il codice sorgente di Prince of Persia é stato pubblicato su Ossblog.it alle 12:00 di martedì 03 aprile 2012.

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mar
13

Brewtarget, un software per gestire la produzione casalinga di birra

 

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BrewtargetBrewtarget è un’applicazione per gestire la produzione casalinga di birra, dalla scelta del grano al bicchiere. Lo sviluppo è iniziato nel 2008, quando Philip Lee ha deciso di scrivere un programma dal principio anziché modificare QBrew cui Brewtarget s’ispira. È tuttora mantenuta e annovera diversi contributori. Utilizza C++ e Qt.

Il software è disponibile per Linux, Mac OS X, Windows e altri sistemi operativi UNIX-like. Lee, appassionato di birra e programmazione, è stato intervistato da Rikki Endsley per Linux.com: oltre a fornire consigli sulle fonti da consultare, per imparare qualcosa sulla produzione, è intervenuto sugli ambienti di sviluppo utilizzati.

Nello specifico, Lee conferma la tesi degli sviluppatori di Nokia riguardo a qmake: Brewtarget è compilato con CMake e, un domani, potrebbe avvalersi di Qt Build Suite (QBS) — il nuovo strumento ufficiale delle librerie. Brewtarget, intanto, passerà a SQLite con la prossima versione. Quattro anni di storia e 10.000 righe di codice.

Via | Linux.com

Brewtarget, un software per gestire la produzione casalinga di birra é stato pubblicato su Ossblog.it alle 09:00 di martedì 13 marzo 2012.

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mar
05

XO, il portatile di OLPC, acquisito dalla mostra permanente del MoMA

 

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MoMAOne Laptop Per Child (OLPC), il progetto creato da Nicholas Negroponte per abbattere il digital divide nei Paesi del cd. “terzo mondo”, ha festeggiato sabato un importante riconoscimento. XO, il laptop a basso costo, e Sugar, il sistema operativo Linux-based di OLPC, sono diventati parte della mostra permanente al MoMA di New York.

Quello del MoMA è stato un riconoscimento importante anche per Red Hat, che ha contribuito alla realizzazione di Sugar. Disponibile in una spin di Fedora, l’interfaccia di XO – concepita per l’educazione – può essere installata su quasi tutte le distribuzioni e i dispositivi, grazie ai pacchetti distribuiti più o meno ufficialmente.

Per tutti, le acquisizioni di XO e Sugar al MoMA sono la dimostrazione di quanto l’arte moderna – e, soprattutto, il design – mutui dall’informatica: open source e free software hanno un proprio ruolo, affatto marginale. Chissà se XO-3, il tablet di OLPC presentato al CES 2012 di Las Vegas, riuscirà a ottenere altrettanto successo.

Via | OLPC

XO, il portatile di OLPC, acquisito dalla mostra permanente del MoMA é stato pubblicato su Ossblog.it alle 15:00 di lunedì 05 marzo 2012.

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feb
22

Syncin’ n’ Sprinkin’, un irrigatore da giardino corretto con Arduino

 

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No, il cane non c’entra. Syncin’ n’ Sprinkin’ è un progetto di Pete Lewis e consiste in un irrigatore da giardino controllato con Arduino. La soluzione di Lewis è del 2009, ma è stata condivisa soltanto ieri dagli sviluppatori della scheda e – considerando la fantasia – m’è sembrato opportuno riportarla. Risolve un problema comune.

Chiunque abbia avuto a che fare con gli irrigatori automatici ha sicuramente riscontrato lo stesso difetto di Lewis. Il getto d’acqua esce di continuo dall’area da innaffiare, bagnando tutto fuorché il giardino: da qui l’idea di dotare l’irrigatore d’un sistema di controllo realizzato con Arduino. Così il getto torna in traiettoria.

Purtroppo, i dettagli sul circuito costruito da Lewis sono scarni: è stato pubblicato soltanto lo schema di massima del progetto. Tuttavia, considerando che Lewis non è un esperto d’elettronica, prendere spunto e ricreare Syncin’ n’ Sprinkin’ non dovrebbe essere difficile. Lo consiglierei ai giardinieri del mio comune di residenza.

Via | Arduino

Syncin’ n’ Sprinkin’, un irrigatore da giardino corretto con Arduino é stato pubblicato su Ossblog.it alle 16:00 di mercoledì 22 febbraio 2012.

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feb
21

Cadnano, il software open source dei robot che distruggono il cancro

 

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Cadnano è una soluzione, disponibile su Mac OS X e Windows, realizzata dal Wyss Institute presso la Harvard University — per il cd. “DNA origami”. In sostanza, il software ricostruisce la struttura delle cellule disegnandola al computer. Tutt’altro che un divertissement scientifico, Cadnano potrebbe aiutare a sconfiggere il cancro.

Scritto in Python e Qt, Cadnano può funzionare tranquillamente anche su Linux senza bisogno d’un installer. La Piattaforma è sia open source, sia free software, rilasciata con licenza MIT. Recentemente, il Wyss Institute ha associato Cadnano a dei nanorobot di nuova concezione capaci d’identificare e distruggere le cellule tumorali.

Qualora le cellule siano ancora sane, invece, questi nanorobot dovrebbero riuscire ad arrestare il processo di conversione, preservando i tessuti. Il meccanismo non è dei più semplici, per chi non avesse conoscenze mediche: tuttavia, chiunque può apprezzare il fatto che Cadnano – il software che lo renderà possibile – sia “libero”.

Via | Nature

Cadnano, il software open source dei robot che distruggono il cancro é stato pubblicato su Ossblog.it alle 14:00 di martedì 21 febbraio 2012.

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feb
21

Sergey Aleynikov è innocente sul furto dei sorgenti di Goldman Sachs

 

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Goldman SachsSergey Aleynikov, ex dipendente di Goldman Sachs, è un uomo libero: condannato a otto anni di carcere e al pagamento di $12,500 per il presunto furto del codice sorgente dei propri stessi programmi, è stato liberato dalla Corte Federale degli Stati Uniti in appello. Ha già scontato un anno di carcere e difficilmente sarà risarcito.

Aleynikov aveva realizzato un sistema di High-Frequency Trading che – tra il 2007 e il 2009 – ha fruttato a Goldman Sachs una cifra approssimativa di $500 milioni. Scaduto il contratto, il programmatore era stato assunto da un’altra finanziaria e, prima di lasciare Goldman Sachs, Aleynikov ha trasferito parte del codice in Germania.

Una delle imputazioni a carico di Aleynikov riguardava il presunto spionaggio industriale. Sebbene l’attività del programmatore potesse sembrare quanto meno “sospetta”, il trasferimento ha riguardato esclusivamente le parti open source della piattaforma. Aleynikov non sapeva che fossero contenuti dei sorgenti sottoposti a brevetto.

Via | The Register

Sergey Aleynikov è innocente sul furto dei sorgenti di Goldman Sachs é stato pubblicato su Ossblog.it alle 12:00 di martedì 21 febbraio 2012.

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feb
17

Sviluppare il software di Debian costerebbe attorno a $19.1 miliardi

 

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DebianDebian/Wheezy 7.0 propone, gratuitamente, software per un ammontare di circa $19.1 miliardi. È il risultato dell’analisi di James Bromberger, basata sui calcoli effettuati in precedenza da altri sviluppatori: nel 2003, il valore della distribuzione s’aggirava attorno a $1.9 miliardi — il costo per la produzione sarebbe decuplicato.

Il calcolo di Bromberger esclude le patch inserite dagli sviluppatori nei pacchetti della distribuzione: il valore di Debian – considerando anche queste – potrebbe essere, quindi, nettamente superiore. La cifra si riferisce all’ammontare dei costi per creare un sistema operativo simile dal principio. L’incidenza del kernel è minima.

Il valore del kernel di Linux varierebbe in base alle stime da $540 milioni a $3 miliardi. Le statistiche considerano il salario medio d’un programmatore in rapporto alle righe di codice presenti nel software: nonostante le cifre elevate, il valore reale di Debian dovrebbe essere ancora più alto. Una statistica di cui andare fieri.

Via | James Bromberger

Sviluppare il software di Debian costerebbe attorno a $19.1 miliardi é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di venerdì 17 febbraio 2012.

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feb
13

Il sindaco di Monaco dice: i laptop della UE dovrebbero aver installato LibreOffice o OpenOffice

 

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Il sindaco di Monaco, Christian Ude ha di recente rilasciato alcune dichiarazioni davvero interessanti: ” Tutti i laptop utilizzati dai funzionari europei dovrebbero avere o LibreOffice o OpenOffice installato”. Queste le parole inequivocabili del primo cittadino di Monaco, che spinge ancora una volta per l’adozione di standard aperti.

Ude, ha scritto di recente una lettera a Neelie Kroes (Commissario Europeo per l’Agenda Digitale) per continuare ad impegnarsi nell’utilizzo di standard aperti per quel che riguarda i documenti e nell’utilizzo di software libero e open source. Il sindaco inoltre sollecita Kroes per rendere obbligatorio l’uso di standard aperti per tutti i documenti delle pubbliche istituzioni dell’UE; l’utilizzo di soli standard aperti oltre a portare ad una sensibile riduzione dei costi permetterebbe di rendere fruibili i documenti e accessibili a tutti, indipendentemente dal software utilizzato.

Il sindaco ha inoltre affermato di prendere come esempio la città di Monaco di Baviera, che sta muovendo tutta la sua infrastruttura IT, le applicazioni office e di comunicazione verso standard aperti e software libero e open source. Da apprezzare la mossa di Ude, che esprime la sua forte posizione. Questa mossa potrebbe davvero spingere per un’adozione di massa di software libero (ma anche open source) e di standard aperti?

Via | JoinUP

Il sindaco di Monaco dice: i laptop della UE dovrebbero aver installato LibreOffice o OpenOffice é stato pubblicato su Ossblog.it alle 14:00 di sabato 11 febbraio 2012.

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feb
11

Il sindaco di Berlino dice: i laptop della UE dovrebbero aver installato LibreOffice o OpenOffice

 

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Il sindaco di Berlino, Christian Ude ha di recente rilasciato alcune dichiarazioni davvero interessanti: ” Tutti i laptop utilizzati dai funzionari europei dovrebbero avere o LibreOffice o OpenOffice installato”. Queste le parole inequivocabili del primo cittadino berlinese, che spinge ancora una volta per l’adozione di standard aperti.

Ude, ha scritto di recente una lettera a Neelie Kroes ( CommissarioEuropeo per l’Agenda Digitale) per continuare ad impegnarsi nell’utilizzo di standard aperti per quel che riguarda i documenti e nell’utilizzo di software libero e open source. Il sindaco inoltre sollecita Kroes per rendere obbligatorio l’uso di standard aperti per tutti i documenti delle pubbliche istituzioni dell’UE; l’utilizzo di soli standard aperti oltre a portare ad una sensibile riduzione dei costi permetterebbe di rendere fruibili i documenti e accessibili a tutti, indipendentemente dal software utilizzato.

Il sindaco ha inoltre affermato di prendere come esempio la città di Monaco di Baviera, che sta muovendo tutta la sua infrastruttura IT, le applicazioni office e di comunicazione verso standard aperti e software libero e open source. Da apprezzare la mossa di Ude, che esprime la sua forte posizione. Questa mossa potrebbe davvero spingere per un’adozione di massa di software libero (ma anche open source) e di standard aperti?

Via | JoinUP

Il sindaco di Berlino dice: i laptop della UE dovrebbero aver installato LibreOffice o OpenOffice é stato pubblicato su Ossblog.it alle 14:00 di sabato 11 febbraio 2012.

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gen
26

Aprono le Officine Arduino, un’azienda/laboratorio per l’open source

 

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ArduinoOfficine Arduino è il nuovo ambizioso progetto dell’omonima tecnologia open source. Nata dall’esperienza del FabLab Torino, è un’azienda/laboratorio orientata allo sviluppo d’idee innovative: un’opportunità, per gli studenti del capoluogo piemontese. Una società associata al processo di produzione di Arduino e un nuovo esperimento.

FabLab Italia è stata un’iniziativa concepita per il centocinquantesimo anniversario d’Italia. Esauritasi lo scorso 20 novembre, riprenderà nel 2012 con l’aiuto di Officine Arduino. Non ne abbiamo mai parlato, esplicitamente: i FabLab sono un’esperienza – col Massachusetts Institute of Technology (MIT) – di lavoro e sperimentazione.

FabFi, un progetto di costruzione d’una rete wireless dai rifiuti per i Paesi in via di sviluppo, è soltanto un esempio delle tecnologie sviluppate nel mondo dai FabLab. Officine Arduino sarà uno spazio fertile per simili sperimentazioni — a prescindere dall’assetto societario, che adesso è meno interessante. Un modello da imitare.

Via | Arduino

Aprono le Officine Arduino, un’azienda/laboratorio per l’open source é stato pubblicato su Ossblog.it alle 08:00 di giovedì 26 gennaio 2012.

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gen
06

La NASA ha aperto un portale per le proprie applicazioni open source

 

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Open NASAOpen NASA è una parte del nuovo progetto dell’agenzia spaziale statunitense per la “centralizzazione” delle risorse open source in fase di sviluppo. Un portale che riconosce l’apporto della NASA al free software, iniziato trent’anni fa: ancora prima che fosse coniato il termine open source. Un progetto da tenere sotto osservazione.

L’ultima novità è Code NASA, un archivio del software libero mantenuto dall’agenzia. È stato inaugurato mercoledì: sancisce l’ennesimo stadio di preparazione a una quarta fase del rapporto tra la NASA e l’open source. Grazie a Steven Vaughan–Nichols possiamo ripercorrere insieme i primi tre periodi succedutisi tra il 1980 e il 2012.

Tutto iniziò nei primi anni ’80, quando lo stesso Vaughan–Nichols era impegnato a produrre software per il progetto COSMIC — una raccolta di quasi cinquecento programmi open source. Nel 1994 è stata la volta di Beowulf, un cluster con Linux. Infine, il 2009 ha portato Nebula: una soluzione di cloud computing alla base di OpenStack.

Via | ZDNet

La NASA ha aperto un portale per le proprie applicazioni open source é stato pubblicato su Ossblog.it alle 13:00 di venerdì 06 gennaio 2012.

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dic
13

Ubuntu eletta miglior distro dai lettori di Linux Journal

 

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Per il settimo anno consecutivo, Ubuntu è stata votata dagli utenti di Linux Journal come la miglior distribuzione GNU/Linux. La speciale classifica stilata da uno dei più autorevoli magazine online riguardo GNU/Linux ha visto premiare anche GNOME 3, nonostante le numerose discussioni su questo nuovo ambiente desktop.

La classifica che risulta essere piuttosto vasta, va a premiare diversi protagonisti di questo rovente 2011 che va chiudendosi. I lettori di Linux Journal hanno inoltre incornato Ubuntu Notebook Remix come miglior distro per i netbook, GNOME come miglior DE, GNOME 3 come miglior prodotto dell’anno, Gwibber come miglior client per il microblogging, Mozilla Firefox come miglior web browser, Pidgin come miglior client per la messaggistica istantanea e World of Goo come miglior gioco per GNU/Linux.

La lista delle premiazioni è davvero lunga, possiamo ritrovare i dettagli di questa speciale classifica a questo indirizzo. Una bella soddisfazione per Ubuntu che ritorna a cavalcare l’onda del successo dopo aver perso il primato su Distrowatch, chissà se il prodotto di Canonical saprà ripetersi anche l’anno prossimo.

Via | Linux Journal

Ubuntu eletta miglior distro dai lettori di Linux Journal é stato pubblicato su Ossblog.it alle 12:00 di martedì 13 dicembre 2011.

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