apr
26

Google ospita un mirror di kernel.org per Asia, Europa e Stati Uniti

 

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TuxGoogle Code ha realizzato un mirror di kernel.org, il dominio che ospita i sorgenti del kernel di Linux e altri repository fondamentali — ad esempio, il codice di Ext4 e Btrfs. La decisione, probabilmente, deriva da due fattori: il merging dei driver di Android in Linux 3.3.x e il ripristino di kernel.org (a seguito della débâcle).

L’infrastruttura del mirror è la stessa che mantiene i sorgenti di Android: un network diviso tra Asia, Europa e Stati Uniti per garantire la massima velocità possibile in download. Il kernel di Linux, com’è risaputo, utilizza Git e Google Code aveva aggiunto il supporto al DVCS – insieme a Subversion e Mercurial – lo scorso luglio.

Perché Google dovrebbe offrire un mirror di kernel.org? Forse, Mountain View non si fida abbastanza del nuovo dominio di Linux e, per tutelare i distributori di Android, preferisce assicurarsi che il kernel sia accessibile, in caso di nuovi attacchi. Nel frattempo, kernel.org è stato completamente ridisegnato col supporto ad HTTPS.

Via | Google

Google ospita un mirror di kernel.org per Asia, Europa e Stati Uniti é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di giovedì 26 aprile 2012.

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apr
20

Liberated Pixel Cup, un concorso per realizzare un gioco open source

 

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Creative Commons (CC)Liberated Pixel Cup è un nuovo concorso – indetto da Creative Commons, Free Software Foundation e OpenGameArt – per la realizzazione d’un video gioco open source al 100%. Il budget è di $10.000 e le fasi per la creazione sono tre: la prima è stata completata, ed è consistita nella definizione dello stile grafico al quale attenersi.

La competizione è suddivisa in due parti: la prima è riservata ai designer, che dovranno proporre gli elementi grafici. Guardando le prime immagini, lo stile da rispettare è quello dei MMORPG degli anni ’90. Ricorda BrowserQuest — il videogioco sperimentale di Mozilla per HTML5. La seconda parte, invece, è tutta per i programmatori.

Le linee guida obbligano all’utilizzo di linguaggi e formati “liberi” in tutte le fasi del progetto: il gioco prodotto deve essere necessariamente compatibile con Linux. L’iscrizione al concorso può avvenire entro la mezzanotte del 31 maggio prossimo. La seconda fase inizierà il 1 giugno, mentre la terza il 1 luglio. Avrà successo?

Via | Creative Commons

Liberated Pixel Cup, un concorso per realizzare un gioco open source é stato pubblicato su Ossblog.it alle 10:00 di venerdì 13 aprile 2012.

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apr
20

Microsoft Open Technologies, Inc.: una sussidiaria per l’open source

 

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MicrosoftMicrosoft Open Technologies, Inc. è una nuova sussidiaria della multinazionale di Redmond. S’occuperà di gestire i progetti open source dell’azienda. La maggioranza di questi riguarda web e cloud computing: dalla proposta del Do Not Track al World Wide Web Consortium (W3C), alla già prevista disponibilità di Linux su Windows Azure.

L’annuncio di Jean Paoli non contiene grandi dettagli. Si limita, piuttosto, a elencare le tecnologie open source utilizzate da Microsoft: cita, ad esempio, il supporto a Node.js in collaborazione con Joyent. Sarà interessante seguire gli sviluppi quanto a Organization for the Advancement of Structured Information Standards (OASIS).

Quest’ultima, espressamente citata da Paoli, è l’organizzazione che gestisce Open Document Format (ODF). Microsoft gli oppone Office Open XML (OOXML), come potrà risolvere il conflitto? Riguardo a Windows Phone, Paoli parla del supporto a PhoneGap: il framework di sviluppo multi-piattaforma su HTML5, acquistato di recente da Adobe.

Via | Microsoft

Microsoft Open Technologies, Inc.: una sussidiaria per l’open source é stato pubblicato su Ossblog.it alle 12:00 di venerdì 13 aprile 2012.

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apr
20

Massimo Banzi, tra i fondatori dell’Open Source Hardware Association

 

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Open Source HardwareMassimo Banzi, l’ideatore, e David Mellis di Arduino sono tra i membri fondatori dell’Open Source Hardware Association (OSHWA): la nuova organizzazione a tutela di progetti d’elettronica “libera”. Entrambi hanno contribuito a eleggere il Consiglio d’Amministrazione dell’OSHWA, nel quale non sono entrati. Forse, per motivi di tempo.

L’associazione organizza l’Open Hardware Summit, che per il 2012 si terrà a New York il 27 settembre. L’OSHWA s’avvale della consulenza del Software Freedom Law Center: lo studio legale che collabora con la Free Software Foundation. L’OSHWA mantiene l’open source hardware definition sulla falsariga dell’Open Source Initiative (OSI).

Molto simile a quello dell’OSI è il nuovo logo adottato dall’associazione, che ovviamente propone i propri sorgenti per l’utilizzo nei vari progetti. È un peccato che un dispositivo quale il Raspberry Pi non rientri nei parametri dell’OSHWA: i creatori della famigerata scheda hanno optato per una licenza proprietaria sull’hardware.

Via | Arduino

Massimo Banzi, tra i fondatori dell’Open Source Hardware Association é stato pubblicato su Ossblog.it alle 10:00 di sabato 14 aprile 2012.

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apr
20

ZeroBin, l’alternativa open source a Pastebin usando la crittografia

 

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PastebinZeroBin è un progetto di Seb Sauvage: consiste in un nopaste alternativo a Pastebin e open source sotto licenza zlib/libpng. La particolarità di ZeroBin è la crittografia dei documenti inviati al server che avviene lato-client con l’algoritmo AES a 256-bit. L’amministratore di sistema non ha accesso diretto ai dati, né un database.

Per il momento, il progetto è alla versione 0.11 ed è considerato in fase alpha. Successivamente sarà introdotto un sistema d’autenticazione per gestire i documenti, che comunque possono già essere cancellati dal server in ogni momento. Servono PHP 5.2.6 o superiore e JavaScript abilitato sul browser, per l’installazione di ZeroBin.

Perché Sauvage ha pensato di creare ZeroBin? Una risposta potrebbe essere la nuova politica di Pastebin, che «dà il benservito» ad Anonymous e assume dei censori — per monitorare l’attività sui server. ZeroBin può essere installato ovunque e la crittografia offre una sicurezza in più: sia per gli utenti, sia per gli amministratori.

Via | The H Open

ZeroBin, l’alternativa open source a Pastebin usando la crittografia é stato pubblicato su Ossblog.it alle 17:00 di martedì 17 aprile 2012.

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apr
05

Google contribuisce a Coreboot coi sorgenti realizzati per Chrome OS

 

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CorebootA distanza d’un anno dalla loro creazione, Google ha deciso di rilasciare le proprie patch di Coreboot — utilizzate sui Chromebook di Chrome OS. Il sistema alternativo al BIOS – che ha iniziato a supportare alcuni portatili – riceve così un enorme contributo per i processori e i chipset di Intel che non hanno un driver open source.

Le patch introducono il supporto a Sandy Bridge e Ivy Bridge, permettendo d’attivare il TurboBoost di Intel da Coreboot. Chrome OS, per il momento, utilizza un sistema noto come LinuxBIOS: Google intende sostituirlo con Coreboot per rendere ulteriormente più rapido l’avvio del sistema che, tra parentesi, sarebbe una Gentoo Hardened.

Il supporto di Mountain View a Coreboot è particolarmente gradito per via della situazione di UEFI e il blocco dei sistemi operativi diversi da Windows 8. Sebbene tardivo, il commit di Google risolve parecchi problemi noti con Intel e l’interesse verso Chrome OS potrebbe incentivare i produttori a optare per l’adozione di Coreboot.

Via | Phoronix

Google contribuisce a Coreboot coi sorgenti realizzati per Chrome OS é stato pubblicato su Ossblog.it alle 13:00 di giovedì 05 aprile 2012.

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apr
04

Tutte le distribuzioni dovranno usare systemd, perché integrerà udev

 

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TuxBuone o pessime notizie, a seconda della propria distribuzione: udev – il device manager di Linux – sarà integrato nel ramo di sviluppo di systemd, la soluzione per l’avvio del sistema ideata da Lennart Pottering su Fedora. Fortunatamente per Canonical, il codice di udev resterà compatibile con gli altri init in «un lungo periodo».

Kay Sievers, che si occupa del mantenimento di udev insieme a Greg Kroah-Hartman, ha giustificato il merging con l’incremento delle capacità per l’hotplug di entrambi: systemd subirà un avanzamento repentino di versione per rispecchiare quella di udev. Al momento, per le distribuzioni cambierà solo la posizione dei sorgenti di udev.

Tuttavia, è evidente la volontà d’arrivare a un’unica soluzione per l’avvio del sistema e che la scelta sia ricaduta su systemd. Ubuntu e Chrome OS utilizzano Upstart: prima o poi, dovranno adeguarsi allo standard di Fedora. Insieme a Gentoo, che continua a proporre OpenRC come scelta predefinita. È davvero la decisione più giusta?

Via | LWN

Tutte le distribuzioni dovranno usare systemd, perché integrerà udev é stato pubblicato su Ossblog.it alle 16:00 di mercoledì 04 aprile 2012.

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apr
03

Jordan Mechner ha “riesumato” il codice sorgente di Prince of Persia

 

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Apple IIPrince of Persia, lo storico titolo di Jordan Mechner per Apple II, potrebbe avere una seconda opportunità grazie all’open source. Mechner, infatti, è riuscito a trovare i dischetti da 3,5” — che cercava da più di vent’anni: contengono i sorgenti del videogioco realizzato nel 1989. L’intenzione è quella di recuperarne il contenuto.

La storia del ritrovamento è piuttosto rocambolesca: il padre di Mechner, facendo le pulizie di primavera, ha ritrovato lo scatolone e l’ha spedito al figlio. Tra gli altri, Mechner ha trovato proprio i dischetti coi sorgenti di Prince of Persia. Il programmatore s’è attivato immediatamente per effettuare la conversione del formato.

L’operazione richiederà del tempo, non soltanto per il particolare formato dei supporti: Prince of Persia era stato scritto su Apple ProDOS. Mechner vuole importare i sorgenti del gioco sul MacBook Air per ridistribuirli in rete. È un’opportunità straordinaria per tutti gli amanti dei videogiochi e i nostalgici di Prince of Persia.

Via | Jordan Mechner

Jordan Mechner ha “riesumato” il codice sorgente di Prince of Persia é stato pubblicato su Ossblog.it alle 12:00 di martedì 03 aprile 2012.

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apr
02

Microsoft ha “aperto” i sorgenti dello stack di ASP.NET via CodePlex

 

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ASP.NETASP.NET – o, almeno, gli strumenti di sviluppo che lo compongono – è open source: Microsoft ha scelto di “liberare” i sorgenti di Model-View-Controller (MVC), Web API e Web Pages rilasciati con licenza Apache 2.0 su CodePlex. Utilizzando il nuovo supporto a Git, infatti, l’intero stack di ASP.NET è ottenibile dai server di Redmond.

L’intenzione di Microsoft, coinvolgendo i programmatori di terze parti nello sviluppo di ASP.NET, è evidentemente quella di promuovere l’adozione di Internet Information Services (IIS). Il web server non ha la stessa diffusione di Apache e, di conseguenza, ASP.NET non ha quella del PHP: basterà “liberare” i sorgenti per la comunità?

Le ambizioni di Redmond sono altre. La stessa governance di ASP.NET è stata adottata da Windows Azure, il Software Development Kit (SDK) per i servizi di cloud computing dei clienti di Microsoft. L’“apertura” dei componenti di ASP.NET rientra nel tentativo d’attrarre sviluppatori per le applicazioni web con Windows e Windows Phone.

Via | Microsoft

Microsoft ha “aperto” i sorgenti dello stack di ASP.NET via CodePlex é stato pubblicato su Ossblog.it alle 09:00 di lunedì 02 aprile 2012.

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mar
23

CodePlex ha inserito il supporto a Git, al fianco di Mercurial e TFS

 

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GitCodePlex, la piattaforma di Microsoft che ospita numerosi progetti open source, ha annunciato l’integrazione del supporto a Git: il Distributed Version Control System (DVCS) realizzato da Linus Torvalds, per il mantenimento di Linux. CodePlex prevedeva già Mercurial – scelto, ad esempio, da Mozilla – e Team Foundation Server (TFS).

TFS è un prodotto di Microsoft che, tra le altre soluzioni, supporta i client di Subversion: rispetto a Git e Mercurial, è un sistema centralizzato. Perché CodePlex ha scelto d’assecondare la richiesta degli utenti, aggiungendo proprio Git? È una risorsa «cruciale» per lo sviluppo ed è utilizzato internamente dalla stessa Microsoft.

Chi intendesse mantenere un progetto su CodePlex, quindi, ha due varianti con tre risorse per il controllo delle revisioni: una centralizzata, TFS, compatibile con Subversion e due distribuite — Mercurial e Git. È un periodo particolarmente produttivo per il DVCS di Torvalds, considerando soprattutto la recente transizione del PHP.

Via | Microsoft

CodePlex ha inserito il supporto a Git, al fianco di Mercurial e TFS é stato pubblicato su Ossblog.it alle 12:09 di venerdì 23 marzo 2012.

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mar
20

PHP ha ultimato lo spostamento del codice in fase di sviluppo su Git

 

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PHPHypertext Preprocessor (PHP) ha abbandonato definitivamente Subversion, in favore di Git. A un paio di settimane dal rilascio della versione 5.4.0, gli sviluppatori del linguaggio di scripting hanno terminato la transizione al popolare Distributed Version Control System (DVCS) di Linux e sono state redatte le domande più frequenti.

Tanto il codice sorgente, quanto gli strumenti di sviluppo sono ospitati sullo stesso dominio del PHP. Tuttavia, per facilitare il forking, è stato predisposto un mirror su GitHub. Le richieste di pull possono essere inoltrate da entrambi, ma le chiavi di cifratura per i controlli d’integrità saranno distribuite nei prossimi giorni.

Per il momento, soltanto le pagine della documentazione ufficiale resteranno su Subversion: è già previsto il passaggio di queste ultime a Git, però il lavoro di transizione del codice ha richiesto molti sforzi e gli sviluppatori hanno procrastinato lo spostamento dei manuali, incluse le traduzioni. Un problema abbastanza relativo.

Via | PHP

PHP ha ultimato lo spostamento del codice in fase di sviluppo su Git é stato pubblicato su Ossblog.it alle 10:00 di martedì 20 marzo 2012.

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mar
16

Hewlett-Packard pubblica i componenti di webOS 3.0.5 per il TouchPad

 

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HP Open webOSGli sviluppatori di Hewlett-Packard (HP) hanno aggiunto ulteriori componenti a quella che definiscono una Community Edition di webOS 3.0.5, già installato sul TouchPad. Questo progetto di rilascio – che terminerà in giugno – è indipendente da Open webOS e intende soltanto avvicinare i programmatori alla struttura della piattaforma.

Guardando i pacchetti che sono stati pubblicati, webOS 3.0.5 Community Edition ha molto in comune con Android 2.3 (Gingerbread), a parire dal kernel: Linux 2.6.35. L’init di sistema s’affida a Upstart – in un primo momento sviluppato da Canonical, poi acquisito da Google – e ovviamente il browser usa WebKit. Nulla di trascendentale.

Affinché gli sviluppatori possano abituarsi a webOS, è molto più efficace Enyo 2.0: il framework realizzato da HP per le proprie applicazioni mobile e desktop. Per quanto riguarda Open webOS, entro la fine del mese dovrebbero essere pubblicate delle patch con Linux 3.2 — perché, probabilmente, Linux 3.3 uscirà soltanto in seguito.

Via | HP

Hewlett-Packard pubblica i componenti di webOS 3.0.5 per il TouchPad é stato pubblicato su Ossblog.it alle 12:00 di venerdì 16 marzo 2012.

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mar
15

Apache riassume l’acquisizione di OpenOffice e ravviva le polemiche

 

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Apache OpenOffice (Incubating)Una cosa è certa: gli sviluppatori di Apache provano un piacere “perverso” a polemizzare con quelli di The Document Foundation (TDF). Riassumendo il percorso d’acquisizione di OpenOffice da Oracle, infatti, non hanno perso l’occasione di sottolineare che oltre 13.000 link di LibreOffice “puntano” al proprio dominio su SourceForge.

Larga parte del riassunto di Apache OpenOffice riguarda, nello specifico, la transizione del codice e del sito di OpenOffice.org. Soltanto dal 16 marzo sarà completato lo spostamento dai server di Oracle a quelli di Apache, forniti appunto da SourceForge. OpenOffice.org non era un semplice sito di download, ma un intero ecosistema.

Polemiche e spostamenti a parte, l’aspetto più interessante dell’acquisizione riguarda la rimozione del copyleft. Affinché OpenOffice.org fosse compatibile con la policy di Apache, è stato rimosso tutto il codice – presente in LibreOffice – che impediva un utilizzo pienamente commerciale della suite, senza mortificarne la licenza.

Via | ASF

Apache riassume l’acquisizione di OpenOffice e ravviva le polemiche é stato pubblicato su Ossblog.it alle 16:00 di giovedì 15 marzo 2012.

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mar
07

nVidia abbraccia The Linux Foundation: non c’è ancora da festeggiare

 

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nVidiaIn mattinata dovrebbe arrivare la conferma che nVidia è entrata in The Linux Foundation. Una notizia di scarsa rilevanza o, meglio, che ormai non garantisce alcunché. Proprio per questo ha senso parlarne: il coinvolgimento dei produttori nella fondazione s’è trasformato in un gesto formale, privo d’un significato per l’open source.

Michael Larabel, infatti, ci ricorda come pure Adobe, AMD/ATI e Oracle siano parte di The Linux Foundation. La prima ha eliminato il supporto a Flash Player, AIR, ecc. dal sistema operativo, la seconda non ha ancora “liberato” i sorgenti di XvBA, la terza sarà ricordata per lo “scaricabarile” di OpenOffice.org — oltre a OpenSolaris.

Qual è l’impegno nei confronti della fondazione? Giustamente, qualcuno potrebbe obiettare che il contributo di Oracle non si limitava a OpenOffice.org e che tanto Adobe, quanto AMD abbiano concesso delle aperture. nVidia ha fatto e farà altrettanto, ma l’ingresso in The Linux Foundation non significa granché sui driver open source.

Via | Phoronix

nVidia abbraccia The Linux Foundation: non c’è ancora da festeggiare é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di mercoledì 07 marzo 2012.

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mar
05

spot, un’utilità di ricerca da BASH disponibile su OS X, Linux, ecc.

 

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spotspot è un nuovo strumento d’utilità, realizzato da Guillermo Rauch per la ricerca attraverso il codice sorgente. Funziona su tutti i sistemi operativi UNIX-like che implementano BASH sull’emulatore del terminale – quello di Mac OS X, nell’esempio – e, in sostanza, unisce in un solo programma le funzionalità di entrambi find e grep.

Lo script è in un singolo file. Rilasciato sotto licenza MIT, spot elimina l’utilizzo degli apici per la ricerca di due o più termini. La sintassi è simile a quella di ack. Non richiede alcuna configurazione: spot è case-insensitive a livello predefinito, ma – inserendo una lettera maiuscola – diventa automaticamente case-sensitive.

Le funzioni di spot sembrano particolarmente intuitive: includendo una trailing slash, lo script è in grado di restringere la ricerca alla sotto-cartella — se quest’ultima è disponibile. Per utilizzarlo è sufficiente scaricare il file da GitHub, renderlo eseguibile e aggiungerlo al $PATH. L’helper descrive tutte le caratteristiche.

Via | Guillermo Rauch

spot, un’utilità di ricerca da BASH disponibile su OS X, Linux, ecc. é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di lunedì 05 marzo 2012.

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