ago
29

Diaspora convertito in un progetto comunitario: è la scelta migliore?

 

Logo di DiasporaDiaspora – il social network che ambiva a diventare un’alternativa open source, distribuita e più “virtuosa” a Facebook – è stato trasformato in un progetto comunitario. La notizia arriva a pochi giorni di distanza dalla presentazione di Makr.io: un generatore di meme partorito dagli sviluppatori di Diaspora, riuniti in una nuova società. La coincidenza delle due comunicazioni lascerebbe intuire l’imminente abbandono della piattaforma costituita da un portale recentemente aperto al pubblico e un Content Management System (CMS).

Quest’ultimo, scritto prevalentemente in Ruby on Rails, è rilasciato sotto licenza AGPLv3: qual è, dunque, il significato della trasformazione? Chiunque possedesse un server che rispondesse ai requisiti poteva già installare il CMS di Diaspora e creare una comunità ex novo. Il termine «comunitario», nella circostanza, è piuttosto un sinonimo d’«abbandonato». Diaspora – nonostante le ottime premesse e la discreta raccolta di fondi – non ha mai ottenuto un grande successo e il nuovo progetto, Makr.io, è persino basato su Facebook.

Sia free software, sia open source, Diaspora non è stato accolto favorevolmente dalla comunità: tra gli sviluppatori che lo utilizzano abbastanza spesso c’è Máirín Duffy, la designer di Red Hat che contribuisce a Fedora. Gli altri, a prescindere dalle remore sulla privacy e sulla proprietà delle informazioni pubblicate, sembrano preferire Google+ — primo fra tutti, Linus Torvalds. Il futuro di Diaspora potrebbe essere simile a quello di Google Wave che, passato ad Apache, rappresenta un’esperienza pressoché archiviata. Peccato.

Via | Diaspora

Diaspora convertito in un progetto comunitario: è la scelta migliore? é stato pubblicato su Ossblog.it alle 09:00 di mercoledì 29 agosto 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


Popularity: unranked [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

giu
15

Facebook for WordPress: il plugin definitivo su blog e social network

 

WordPressFacebook for WordPress è il plugin che molti webmaster stavano aspettando: pubblicato martedì, un po’ in “sordina”, permette d’integrare le principali funzioni del social network coi siti gestiti dal Content Management System (CMS) creato da Matt Mullenweg. È rilasciato sotto licenza GPLv2 – attenendosi alle linee guida della WordPress Foundation – ed è mantenuto ufficialmente da Facebook. In passato, i dipendenti di Mark Zuckerberg avevano proposto un’estensione limitata alla registrazione degli utenti. È abbandonata da tempo.

Il nuovo plugin è piuttosto completo e le funzionalità sono selettive, perciò un webmaster non è obbligato a integrarle tutte. Ad esempio, si possono escludere dal tema di WordPress i commenti di Facebook e i widget sui contenuti raccomandati agli utenti connessi. Una delle feature più interessanti riguarda la configurazione del proprio sito sul social network: creare un’app e ricevere i token d’autenticazione è semplicissimo e il procedimento può essere effettuato dalla dashboard del CMS. È un ostacolo in meno all’integrazione.

Il plugin è compatibile con la versione 3.4 di WordPress, appena rilasciata da Automattic, ed è probabile che gli sviluppatori di Facebook provvedano ad aggiornarla per seguire il ciclo di sviluppo del CMS. L’estensione semplifica l’utilizzo di Open Graph – il protocollo per la semantica dei contenuti sul social network – e offre la pubblicazione automatica dei contenuti via Timeline per pagine e profili individuali. Inoltre, Facebook for WordPress mostra gli Insights sull’accesso al sito direttamente sul pannello di controllo.

Via | Facebook

Facebook for WordPress: il plugin definitivo su blog e social network é stato pubblicato su Ossblog.it alle 13:00 di venerdì 15 giugno 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.

Popularity: unranked [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

feb
28

colord, il demone per GNOME Color Manager, sarà al più presto su KDE

 

Mi piace +1 Tweet

colordcolord è il demone per la gestione dei profili di colore utilizzato da GNOME Color Manager — a partire da GNOME3. Mantenuto da Richard Huges, coadiuva la calibrazione dello schermo e migliora il supporto di CUPS/SANE agli standard dell’International Color Consortium (ICC). Nel prossimo futuro, colord non sarà un’esclusiva di GNOME.

Huges, infatti, ha avviato un ramo di sviluppo per colord-kde. Il demone ha un futuro su entrambi i desktop environment. Per il momento, KDE non offre alcuna alternativa ufficiale: la risorsa più compatibile e diffusa nella gestione del colore è Oyranos di Kai-Uwe Behrmann, un programmatore indipendente. colord farebbe molto comodo.

Altre “contaminazioni” tra GNOME e KDE hanno sortito effetti positivi: le ultime, in ordine di tempo, sono Telepathy e PulseAudio. colord si proporrà come un Color Management System (CMS) indipendente dal desktop, pronto a diventare uno standard — adottato da entrambi. Senza nulla togliere a Oyranos, è la soluzione più convincente.

Via | Richard Huges

colord, il demone per GNOME Color Manager, sarà al più presto su KDE é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di martedì 28 febbraio 2012.

Popularity: unranked [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

dic
06

Data.gov è un progetto open source per estendere i servizi di Drupal

 

Mi piace +1 Tweet

Data.govData.gov, il portale per gli open data del governo statunitense, non esiste più. Sia stata colpa della crisi economica oppure la destinazione dei fondi all’intervento militare in Libia, i servizi erogati sono stati interrotti. Non tutto è perduto: il codice è stato salvato su Open Government Platform, un nuovo progetto open source.

GitHub ospita i sorgenti del portale. Open Government Platform è, sostanzialmente, un’estensione per Drupal 6.22 o superiore e i requisiti per l’installazione non differiscono da quelli d’un normale setup del CMS: servono un web server che preveda il PHP e un database a scelta tra MySQL (consigliato, insieme ad Apache) o PostgreSQL.

In sé, il rilascio dell’infrastruttura di Data.gov è certamente positivo. Tuttavia, la scelta del governo statunitense permette di riflettere su implicazioni etiche che riguardano sia il ricorso all’open source, sia la pubblicazione degli open data. Ad esempio, il tentativo di “spacciare” questo rilascio per «una vittoria globale».

Gli Stati Uniti, infatti, non hanno effettuato la “liberazione” dei sorgenti durante il ciclo vitale di Data.gov. Sebbene abbiano contribuito alla creazione di moduli per Drupal derivati dall’esperienza del portale, la creazione di Open Government Platform suona più come un modo per giustificare gli anni di lavoro buttati al vento.

Possiamo rintracciare due modelli diversi nel rapporto tra la pubblica amministrazione, le società e il software libero. Da un lato abbiamo chi ricorre all’open source per migliorare la tecnologia di cui dispone, dall’altro chi abbandona i progetti che non servono alle cure della comunità… e Data.gov rientra nella seconda categoria.

Non ha senso tagliare i fondi a un progetto di trasparenza della pubblica amministrazione, rilasciarne i sorgenti e parlare d’un vantaggio per tutti. Certo, qualcuno potrebbe utilizzarlo per scopi diversi: però, eliminando i dati forniti dallo Stato, un portale di open data non ha senso d’esistere. È difficile applaudire l’epilogo.

Via | The White House

Data.gov è un progetto open source per estendere i servizi di Drupal é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di martedì 06 dicembre 2011.

Popularity: unranked [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

nov
01

Il Drupal Day 2011 è a Roma: pubblica amministrazione e sviluppatori

 

Mi piace
+1
Tweet

Drupal Day Roma 2011Il 3 dicembre, presso l’Università La Sapienza, si terrà a Roma il Drupal Day 2011. È un evento dedicato alle disparate applicazioni del Content Management System (CMS) che pone l’accento su aziende e pubblica amministrazione. Un’occasione per confrontarsi con altri sviluppatori e trarre ulteriore ispirazione su progetti condivisi.

La manifestazione è suddivisa in tre aree tematiche: una per gli sviluppatori, una per le aziende e una per la pubblica amministrazione. Sono ambiti legati tra loro. Tuttavia, l’intuizione di separarli garantisce ai partecipanti un coinvolgimento più diretto col proprio lavoro. Registrandosi al portale, è possibile proporre un talk.

Al Drupal Day 2011, patrocinato da La Sapienza, parteciperanno importanti gruppi di sviluppatori. Ad esempio, il GrUSP che organizza il PHP Day: tra i responsabili c’è Francesco Fullone, un competente ex–autore di questa stessa testata. È un motivo in più per partecipare all’evento di Roma e discutere con altri esperti del settore.

Via | Drupal Day Roma 2011

Il Drupal Day 2011 è a Roma: pubblica amministrazione e sviluppatori é stato pubblicato su Ossblog.it alle 10:00 di martedì 01 novembre 2011.

Popularity: unranked [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

ott
04

LibreOffice includerà le specifiche CMIS per connettersi ad Alfresco

 

CMISLibreOffice, nell’imminente futuro, potrà consentire la connessione con Alfresco, ecc. grazie all’integrazione delle specifiche CMIS, uno standard di OASIS su Apache Chemistry. Il progetto di Cédric Bosdonnat è stato concepito durante l’ultima Hackweek di openSUSE: servirà da base a un prossimo connettore di LibreOffice su Alfresco.

Il Content Management Interoperability Service (CMIS) è un protocollo per il dialogo tra CMS aziendali: supporta Atom, SOAP e REST in lettura/scrittura e permette l’integrazione di sistemi per il controllo delle versioni. Apache Chemistry dispone di soluzioni in Java, .NET, PHP e Python, per realizzarne implementazioni open source.

Gli sviluppatori di openSUSE hanno bisogno di CMIS su LibreOffice per gestire la documentazione con Alfresco. Bosdonnat si occuperà sia dell’implementazione delle specifiche sia del connettore per il CMS. Un ulteriore utilizzo dell’infrastruttura potrebbe essere la connessione con Launchpad per gestire le localizzazioni di gettext.

Via | Cédric Bosdonnat

LibreOffice includerà le specifiche CMIS per connettersi ad Alfresco é stato pubblicato su Ossblog.it alle 15:00 di martedì 04 ottobre 2011.

Popularity: unranked [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

set
22

OpenEyes, una piattaforma open source per le cliniche d oftalmologia

 

OpenEyesOpenEyes è un progetto open source sviluppato dal Moorfields Eye Hospital, una clinica di Londra, per sostituire il sistema interno di Electronic Patient Record (EPR) abbattendo così i costi di gestione. Si tratta di una piattaforma per la gestione delle cartelle cliniche dei pazienti e, nello specifico, si rivolge all’oftalmologia.

Lo stretto legame con l’oftalmologia è dovuto alla disponibilità di moduli e applicazioni per registrare nelle cartelle cliniche determinati valori riguardo le patologie dell’occhio. Tuttavia, l’ambizione di OpenEyes è quella di raggiungere ogni settore dell’assistenza sanitaria: altre funzioni della piattaforma sono più generiche.

Con OpenEyes si possono gestire tutte le attività legate alla memorizzazione della storia clinica dei pazienti: un sistema integrato per la comunicazione aiuta nella coordinazione tra i reparti di una clinica. Tecnicamente, la piattaforma utilizza Yii Framework: è una soluzione open source (rilasciata sotto licenza BSD) per il PHP.

Via | The Guardian

OpenEyes, una piattaforma open source per le cliniche d oftalmologia é stato pubblicato su Ossblog.it alle 13:00 di giovedì 22 settembre 2011.

Popularity: unranked [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

mar
21

Passato, presente (e futuro) di PHP-Nuke, PostNuke, DotNetNuke, ecc.

 

PHP-NukeChi avesse cominciato a sviluppare siti web attorno a una decina d’anni fa, ha di sicuro utilizzato, almeno una volta, PHP-Nuke: era un Content Management System (CMS) per la realizzazione di portali “modulari”. Scritto in PHP, era rilasciato sotto licenza GNU/GPL e richiedeva un database MySQL per funzionare. Un po’ come WordPress.

Non esistevano ancora i social network e i blog cominciavano appena a diventare popolari negli Stati Uniti: allora molti webmaster (giovani e meno giovani) cominciarono a installare PHP-Nuke su domini gratuiti e a pagamento. Nacquero diverse comunità di supporto e il termine CMS diventò per molti una sorta di sinonimo per PHP-Nuke.

La caduta di PHP-Nuke cominciò con una scelta sbagliata: forti del rapido successo ottenuto, i distributori cambiarono la licenza di rilascio e richiesero un pagamento per l’installazione del CMS. Emersero numerosi fork dal codice originario e PostNuke fu probabilmente il più famoso e apprezzato. Dragonfly e XOOPS esistono tuttora.

Il successo di PHP-Nuke è stato, per certi versi, ereditato da WordPress (che però ha saputo destreggiarsi tra business e software libero): fino al 2007-2009, comunque, PHP-Nuke ha continuato a esistere. L’ultima versione annunciata, cioè PHP-Nuke 9.0, non è mai stata rilasciata. Che ne è stato, allora, di tutta la “famiglia” *Nuke?

L’unico superstite è DotNetNuke, un fork di PHP-Nuke per Microsoft .NET e IIS: ancora aggiornato nel 2011, DotNetNuke ha comunicato poche settimane fa il passaggio a C# dei sorgenti. PostNuke, invece, s’è trasformato in Zikula: è un framework in PHP e MySQL che mantiene la formula dei “moduli” per estendere le funzionalità di base.

Un’ultima variante di PHP-Nuke è l’italiano FlatNuke di Aldo Boccacci, Marco Segato e Simone Vellei. Creato da quest’ultimo nel 2003, FlatNuke è un CMS basato su file di testo anziché su database MySQL: a cominciare da Lucid Lynx è presente nei repository di Ubuntu grazie a Francesco Pedrini. FlatNuke è open source e free software.

Immagine | PHP-Nuke

Passato, presente (e futuro) di PHP-Nuke, PostNuke, DotNetNuke, ecc. é stato pubblicato su ossblog alle 11:00 di lunedì 21 marzo 2011.

Popularity: unranked [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

feb
24

Ning Galaxy, il DMS concepito per Ning, è stato pubblicato su GitHub

 

NingNing, una piattaforma per creare social network distribuiti, ha liberato i sorgenti del suo Deployment Management System (DMS), sotto licenza Apache 2.0. Il codice di Galaxy 3.0.0 è ospitato da GitHub. Galaxy è formato da tre elementi: Agent, Console, Repository. Un quarto, il client da riga di comando, dialoga con l’intero sistema.

Una scelta importante, soprattutto dopo la chiusura degli account gratuiti operata da Ning nel 2010: ricorda un po’ Diaspora, il progetto avviato da quattro studenti della New York University in alternativa a Facebook. Galaxy consiglia l’utilizzo di virtual host e può essere compilato sia con Ruby 1.8, sia con Ruby 1.9 e Ruby Gems.

Galaxy può essere utile per la realizzazione di grandi progetti: l’installazione richiede un server con Apache 2 e Java, accesso al terminale e privilegi d’amministrazione. Perciò non può essere paragonato a CMS di largo consumo: BuddyPress, ad esempio. Una soluzione valutabile per creare delle comunità professionali in stile-Ning.

Aggiornamento: Ho cambiato Content Management System (CMS) in Deployment Management System (DMS) per evitare confusioni. Avrei scelto anche Content Management Framework (CMF).

Via | Ning Code

Ning Galaxy, il DMS concepito per Ning, è stato pubblicato su GitHub é stato pubblicato su ossblog alle 09:00 di giovedì 24 febbraio 2011.

Popularity: unranked [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

feb
15

La Casa Bianca ha rinnovato il proprio contributo al software libero

 

Open AtriumL’impegno della Casa Bianca sull’open source è stato ribadito venerdì scorso col rilascio di altri moduli per Drupal 7, il Content Management System (CMS) utilizzato per la gestione dei portali governativi statunitensi. In particolare la Casa Bianca ha creato un modulo per il file manager IMCE, utilizzato soprattutto da Open Atrium.

Ieri è arrivata pure la conferma dell’uso di Open Atrium, un progetto basato sempre su Drupal, per la comunicazione interna della Casa Bianca dall’ufficio esecutivo del Presidente. Open Atrium è rilasciato sotto licenze GPL e BSD. La diretta collaborazione del governo è stata accolta positivamente dagli sviluppatori di Open Atrium.

Open Atrium è una soluzione in uso anche per la comunicazione interna della Banca Mondiale. Altri dipartimenti del governo degli Stati Uniti utilizzano Open Atrium: ad esempio, il Dipartimento dell’Educazione. I moduli di Drupal 7 per IMCE sono sviluppati dalla Casa Bianca in collaborazione con Development Seed e Phase2 Technology.

Via | Development Seed

La Casa Bianca ha rinnovato il proprio contributo al software libero é stato pubblicato su ossblog alle 11:00 di martedì 15 febbraio 2011.

Popularity: unranked [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

gen
08

Drupal 7.0 è stato rilasciato, introduce il supporto nativo per RDFa

 

Drupal 7 Contributor CloudDopo l’annuncio della versione beta di ottobre, il team di Drupal si è concentrato sul supporto alle specifiche di RDFa per rilasciare finalmente il major upgrade del Content Management System (CMS). Le novità non si limitano all’integrazione del web semantico e per aggiornare a Drupal 7.0 occorrono nuovi requisiti di sistema: sono richiesti PHP 5.2 e MySQL 5 o, PostgreSQL 8.3. È stato inaugurato anche il supporto a SQLite 3.x.

Drupal 7 è stato testato soprattutto con MariaDB 5.1.44, il fork di MySQL creato all’indomani dell’acquisizione di Sun Microsystems da parte di Oracle. Il discorso sui database potrebbe essere ancora più lungo, perché Drupal può girare su Microsoft SQL Server e ODBC (i moduli necessari non sono considerati stabili). Specifiche tecniche a parte, il progetto Drupal 7 User Experience (D7UX) ha fatto un ottimo lavoro sull’interfaccia.

Il tema di Drupal 7 per l’interfaccia d’amministrazione è davvero intrigante: potete dargli un’occhiata nel video registrato per pubblicizzarne la release. È valsa la pena attendere tre anni per l’aggiornamento. Una grande attenzione è stata prestata all’accessibilità: Drupal 7 supporta oltre 850 moduli della comunità e aggiunge le fotografie nell’editor dei contenuti. La compatibilità delle estensioni non dovrebbe essere un problema.

Via | RDFa

Drupal 7.0 è stato rilasciato, introduce il supporto nativo per RDFa é stato pubblicato su ossblog alle 11:00 di sabato 08 gennaio 2011.

Popularity: unranked [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

ott
09

È disponibile Drupal 7.0 Beta 1 con il supporto a RDFa

 

DrupalFinalmente è stata rilasciata la prima beta di Drupal 7.0, la major version del popolare CMS attesa da diversi mesi. Le novità, soprattutto relative al bug fixing, sono tante e tra queste spicca il supporto a RDFa. Anzitutto, è necessario l’uso di MySQL 5.0.15+ o, PostgreSQL 8.3+. Quando disponibile, MySQL può sfruttare InnoDB anziché MyISAM (nella versione “chiusa” di Oracle) e la piattaforma ora supporta SQLite.

Oltre ai database, le modifiche coinvolgono la sicurezza con un file cron.php protetto e un sistema di password che previene attacchi di brute-forcing. Il modulo d’aggiornamento dei componenti è stato tradotto in Update Manager per consentire una migliore e più sicura gestione di temi e plug-in. I cambiamenti all’usabilità sono tanti e tali che ha senso citare solo l’implementazione generale del drag’n'drop.

Accennavo al supporto a RDFa: Drupal 7 integra le specifiche del framework ed è la prima piattaforma della sua categoria a farlo in default. Ovviamente, l’efficacia dell’integrazione è subordinata al codice in uso nei vari moduli abilitati. Il vantaggio più importante riguarda la possibilità di usare i Rich Snippets di Google. Trovate la lista delle novità nel CHANGELOG: Drupal può già essere aggiornato dalla 6.x alla 7.x.

Via | RDFa

È disponibile Drupal 7.0 Beta 1 con il supporto a RDFa é stato pubblicato su ossblog alle 09:00 di sabato 09 ottobre 2010.

Popularity: unranked [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

ago
27

DrupalCamp 2010 a Torino!

 

Popularity: unranked [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

lug
15

TomatoCart, una soluzione open source per l e-commerce

 

TomatoCart

TomatoCart è un CMS che si presenta come una soluzione completa per l’e-commerce. Scritto in PHP5, richiede soltanto un hosting con MySQL e supporta le connessioni SSL oltre all’autenticazione sui server SMTP. Rispetto ad altri prodotti equivalenti include delle funzionalità avanzate per la SEO su Google e integra il sistema open source di statistiche Piwik.

Rilasciato sotto licenza GPLv3, TomatoCart offre un accesso in lettura all’archivio SVN ospitato su Google Code. Il progetto è un fork di osCommerce 3, risultando perciò familiare a chi fosse abituato a quest’ultimo. In sostanza, TomatoCart aggiunge esclusivamente una serie di feature che sarebbero installabili anche su osCommerce come moduli opzionali.

Per questo motivo l’installazione di TomatoCart è consigliabile a quanti non volessero avventurarsi in personalizzazioni “estreme” di osCommerce. Utenti più smaliziati potrebbero trovarlo persino eccessivo. La disponibilità di un wizard per la configurazione di base e le feature citate rendono TomatoCart particolarmente appetibile per gli utenti meno esperti.

Via | Smashing Apps

TomatoCart, una soluzione open source per l e-commerce é stato pubblicato su ossblog alle 13:00 di giovedì 15 luglio 2010.

Popularity: 1% [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

mag
04

Dopo San Francisco il WordCamp 2010 torna a Milano

 

Il video riportato qui sopra si riferisce all’intervista di Mashable a Matt Mullenweg avvenuta nel corso del WordCamp di San Francisco – il main event da cui poi si diramano tutti gli altri BarCamp sul tema – tenutosi sabato 1 maggio. Ma la notizia riguarda l’Italia e in particolare la definizione della location del WordCamp 2010 di Milano (3ª edizione dell’evento).

Come lo scorso anno la manifestazione si terrà presso lo Spazio Eventi Sagsa in Ripa di P.ta Ticinese 111 – per cui sono state predisposte delle istruzioni di viaggio – di conseguenza è difficile che sia predisposta una connettività WiFi presso la struttura: in compenso Connexia coprirà interamente la due-giorni con uno streaming di cui sarà dato avviso in seguito.

L’evento milanese è previsto per venerdì 21 e sabato 22 maggio, ma poco dopo la metà di giugno si terrà un altro WordCamp a Catania per agevolare la partecipazione di chi proviene dal Sud: tornando alla tappa lombarda sono già molti gli speech proposti cui assistere e partecipare. Ricordiamo che è preferibile registrarsi per l’organizzazione dell’evento.

Via | WordPress Italy

Popularity: 1% [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

top