giu
15

Importanti aggiornamenti per la visione e il download dei video da Rai.tv

 

Mi sono già lamentato numerose volte di quanto il sito Rai.tv sia un disastro di incoerenze multiple, in cui più o meno ogni video viene inserito con metodi leggermente diversi e trovare i link per scaricarli è un procedimento abbastanza arzigogolato. Due esempi di “inutile complicazione” che il mio script non riusciva a gestire sono i seguenti, dovuti al fatto che il sito Rai “dichiara” il tipo di video nella pagina, in modo totalmente a caso, a volte.

  • I video di «Chi l’ha visto», tipo questo – nel codice manca il riferimento al video in formato MP4, ma viene indicato doppiamente lo stesso URL al video, inclusa la variabile videourl_wmv, ed estensioneVideo e MediaItem.type sono impostate ad indicare il formato WMV… peccato che il video sia un file MP4
  • Questa puntata de «I migliori Anni» — è letteramente la fiera dell’incoerenza: MediaItem.type fa riferimento al formato WMV, estensioneVideo indica CSM ma il file è di tipo MP4

Ora, a parte il fatto che anche un ragazzino di 13 anni saprebbe sviluppare il sito in modo più coerente e sensato, capite bene che questa tragedia di informazioni contraddittorie creava serie difficoltà al mio script che cercava di capire che tipo di video c’era sotto e come gestirlo.

Oggi ho rianalizzato la questione e ho inserito ulteriori controlli per aggirare questi problemi. In particolare, se il sito fornisce un esplicito URL al file MP4 posso andare tranquillo, altrimenti in caso di “sospetto WMV” lo script prima controlla che questo sia coerente con il Content-type, dopodiché se è affermativo si occupa di verificare se è un vero file o uno stream MMS. Il controllo di coerenza dovrebbe impedire di cadere nella trappola delle false informazioni, e da quanto ho potuto testare è del tutto robusto.

Già che c’ero, ho aggiornato lo script per gestire altri casi di video (ormai alla Rai non sanno più cosa inventarsi), come ad esempio questa puntata del «Maurizio Costanzo Talk». Ho trovato questo video guardando gli esempi dal piccolo web-service di Paolo Pancaldi, che fa più o meno le stesse cose del mio script (tranne Rai Replay e la riproduzione con player nativo) ma in “stile lato server”, perciò un grazie a Paolo per avermelo fatto scoprire.

Se avete già lo script e volete aggiornare manualmente oppure se volete installarlo da zero, trovate tutti i dettagli nel mio post apposito.

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giu
12

Installare Autopano per ridare funzionalità a Hugin su Ubuntu 13.04

 

Se utilizzate Hugin — il famoso software per la creazione di immagini panoramiche — su Ubuntu probabilmente ve ne sarete già accorti. Dalla versione 13.04 è stato deciso di rimuovere autopano-sift dai repository, vale a dire il tool usato da Hugin per calcolare i descrittori SIFT e quindi trovare automaticamente dei punti di corrispondenza tra le immagini da unire.

Punti di controllo trovati automaticamente visualizzati in Hugin

Punti di controllo trovati automaticamente visualizzati in Hugin

Questo deriva dall’apertura del bug #1082572, dove si chiede di rimuovere il pacchetto in quanto il progetto risulta abbandonato e usa Mono. Non solo, la richiesta di includere autopano-sift-c (lo stesso programma scritto in C) è stata rifiutata in un altro bug (#323836) con motivazioni abbastanza simili. Per questo motivo ora nei repository manca un componente, seppure questo fosse perfettamente funzionante.

Da ciò ne deriva che sì, Hugin è utilizzabile, con il piccolo dettaglio però che le immagini le dovrete unire totalmente a mano, perché il programma non creerà per voi dei punti di controllo. È vero che i punti di controllo manuali di solito sono migliori, tuttavia nella maggior parte dei casi iniziare con SIFT permette di avere già un’ottima base che poi si può affinare e correggere in poco tempo.

Inoltre è totalmente falso che Hugin è in grado di trovare dei punti di controllo accettabili di suo. Semplicemente la funzionalità interna restituisce pochissimi punti anche in casi facili, di fatto come non averne. Fortunatamente si può recuperare una versione funzionante di autopano-sift-c da questo vecchio PPA e installarla, perché le sue dipendenze sono pressoché nulle.

Potete farlo salvando il pacchetto DEB per la vostra architettura (32 o 64 bit) che trovate in fondo a questa pagina e facendoci doppio click. Vi comparirà la consueta finestra di installazione del pacchetto e vi basterà dare conferma. Infine aprite Hugin e andate nel menu alla voce File » Preferenze » Ricerca dei punti di controllo, impostando Autopano-SIFT-C come predefinito. A questo punto il gioco è fatto e Hugin ritorna ad essere utile come lo era prima!

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giu
04

Freeze con Ubuntu 13.04 su Samsung Serie 5 — la colpa può essere del driver Intel

 

Se mi seguite da un po’ saprete che il mio portatile attualmente è un Samsung Serie 5, in particolare il mio modello ha codice NP530U3B-A01IT. Questo computer è equipaggiato con una scheda video Intel HD Graphics 3000 e l’accelerazione hardware funziona di default con Ubuntu e i driver open source, anche perché i driver ufficiali Intel sono software libero.

Ho iniziato con Ubuntu 12.04 e poi ho via via aggiornato fino ad arrivare a questi ultimi mesi, in cui avevo effettuato l’upgrade a Ubuntu 13.04 quando quest’ultima era ancora in beta. Da quel momento, mi era capitato di riscontrare ogni tanto dei veri e propri congelamenti (freeze) dell’interfaccia, risolvibili spostandomi in una TTY e poi di nuovo al desktop (Cltr+Alt+F1 seguito da Ctrl+Alt+F7 per capirci).

In un primo momento non ci avevo prestato troppa attenzione, in quanto usavo un sistema in beta, e inoltre spesso succedeva quando Spotify era aperto, e anche Spotify è attualmente un software in fase di sviluppo e non è garantito che sia stabile. Tuttavia ora che Ubuntu 13.04 è uscita da un po’ ho voluto provare a vedere se si poteva fare qualcosa per migliorare la situazione. Ho aggiornato i driver ufficiali e ho cambiato la configurazione di X11 ed ora i freeze succedono brevissimamente solo in caso di carico pesante della CPU (per esempio quando uso VirtualBox dedicando molte risorse alla macchina virtuale) ma questo è comprensibile.

Aggiornamento del driver Intel

Intel mette a disposizione un updater ufficiale che di recente è stato reso disponibile anche per Ubuntu 13.04. Vi basta recarvi alla pagina di download e selezionare il pacchetto per Ubuntu, stando attenti a scegliere quello dell’architettura giusta (32bit o 64bit). Salvatelo e fateci doppio click, vi apparirà la finestra per installarlo.

Vi consiglio anche di sistemare la chiave di autenticazione del pacchetto, per evitare successivi problemi:


sudo apt-key adv --keyserver keyserver.ubuntu.com --recv-keys 8D8847D52F4AAA66

Una volta che avete il programma, avviatelo e comparirà una schermata simile a questa:

Strumento di aggiornamento per i driver Intel

Strumento di aggiornamento per i driver Intel

La procedura guidata è molto semplice. Al termine, il pacchetto del nuovo driver sarà installato e vi mancherà solo la configurazione finale di X11.

Configurazione di X11

Il driver Intel così installato sarà stabile e testato. Tuttavia, lo spunto per un’ulteriore personalizzazione mi è venuto dal PPA delle versioni instabili dei driver per Ubuntu, in particolare nella parte che dice:

June 29th, 2012: SNA is now on by default on intel. If you have problems (such as screen corruption, parts of the screen not updating, or crashes with intel_drv.so in the Xorg.0.log backtrace), save this as /etc/X11/xorg.conf

Per questo motivo, aprite il file di configurazione di X11 come amministratore, usando il comando:


sudo xdg-open /etc/X11/xorg.conf

Se non avete fatto altre configurazioni in precedenza, dovrebbe essere completamente vuoto. Copiateci dentro il seguente codice e salvate:

Section "Device"
    Identifier "intel"
    Driver "intel"
    Option "AccelMethod" "uxa"
EndSection

A questo punto riavviate il computer per applicare i cambiamenti.

Conclusione

Nel mio caso la procedura che vi ho spiegato ha contribuito molto a rendere stabile la parte grafica del mio sistema, che ora non ha più blocchi immotivati. Per completezza, vi ricordo anche i parametri del kernel che utilizzo all’avvio del sistema (dentro alla configurazione di GRUB) come li avevo scritti nei commenti al mio precedente post:

pcie_aspm=force i915.i915_enable_rc6=1 i915.semaphores=1

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feb
17

Sveglia silenziosa e microfono spento su Android — ecco come risolvere

 

Di recente mi sono trovato ad affrontare due diversi problemi legati all’audio sul mio telefono Android (nello specifico uno Star B63M, modello cinese economico ma dalle buone prestazioni). Il primo è ciò che avevo definito solo “un problema con la sveglia”, ovvero al mattino la sveglia, invece di squillare, vibrava e basta. Il secondo è addirittura più fastidioso, ovvero durante una telefonata l’interlocutore non mi poteva sentire.

Inizialmente ho pensato che si trattasse della scarsa qualità del mio dispositivo, ma è bastato cercare e cercare ancora per verificare che si tratta di problematiche assai diffuse su molti dispositivi e versioni di Android. Di seguito vi spiego quindi come potreste risolverli, o perlomeno questi sono semplici passaggi che hanno funzionato al 100% per me.

Sveglia silenziosa — ovvero “silent alarm bug”

Questo problema mi ha “simpaticamente” colpito il primo giorno di università qui in Danimarca. Si tratta in sostanza del fatto che al mattino la sveglia invece di squillare vibra e basta. Per rendere la faccenda ancora più complicata da gestire, nel mio caso reimpostando la sveglia per fare dei test essa suonava senza problemi… fino al mattino dopo, quando era silenziosa di nuovo.

Ironicamente, notando il telefono vibrare e toccando lo schermo, il suono partiva senza problemi. Il mio rimedio iniziale è stato drastico: ho comprato una piccola sveglia da tavolo. :D Poi con più calma ho cercato di risolvere la questione cercando di capire cosa poteva essere successo. Ero certo infatti che l’opzione Allarme in mod. silenz. fosse correttamente attivata.

Leggendo un po’ (ad esempio qui), ho scoperto che il problema viene scatenato se cercate di usare insieme la suoneria e la vibrazione. Questo teoricamente si può fare ma nella pratica fa sì che il telefono vibri e basta. Per risolvere il problema quindi, disattivate la vibrazione su tutte le sveglie, anche se sono avviate da applicazioni di terze parti.

Allarme in modalità silenziosa
Vibrazione disattivata nella sveglia di sistema
Vibrazione disattivata in una applicazione di terze parti

Microfono muto — detto anche “silent call bug”

In realtà il problema è un po’ più esteso, non riguarda solo le chiamate: quando capita il microfono è completamente muto e non consente il funzionamento della ricerca vocale, il registratore di suoni, eccetera. Se capita anche a voi, potete testare facilmente usando la ricerca vocale.

Dopo aver letto questo thread ho capito che il mio telefono a volte decide che l’auricolare è connesso anche se ciò non è vero, e disattiva il microfono esterno. Stranamente, l’output dagli speaker integrati funziona benissimo lo stesso. Il post illuminante è il seguente:

Wired Headphone Routing Fix

There is an issue with a lot of Android devices where the OS thinks the headphone is being plugged in and unplugged on its own.

I have rooted 4.0.4 AOKP and it still occured.

Try this free application to resolve it:

https://play.google.com/store/apps/details?id=com.woodslink.android.wiredheadphoneroutingfix

Le impostazioni di SoundAbout

Le impostazioni di SoundAbout

Ho provato ed ha funzionato quasi subito. Questo è il procedimento che per me ha avuto successo e che vi consiglio:

  1. installate l’applicazione SoundAbout e non spostatela nella scheda SD
  2. attivate il riconoscimento degli auricolari ma dite di ignorare il microfono (vedete la figura)
  3. riavviate il telefono
  4. inserite le cuffie
  5. rimuovete le cuffie
  6. testate la ricerca vocale

A questo punto dovrebbe funzionare tutto tranquillamente. :) Ricordatevi che se volete usare gli auricolari per chiamare dovrete riattivarne il riconoscimento all’interno dell’applicazione.

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ott
21

Riparare il funzionamento di Dropbox su Ubuntu 12.10

 

Se avete già effettuato l’aggiornamento a Ubuntu 12.10, vi sarete accorti che la versione stabile di Dropbox, che si trova sia nel repository ufficiale che nel sito, ha un apparente problema di sincronizzazione. Infatti l’icona nell’area di notifica rimane perennemente nello stato Connecting… tuttavia in realtà la sincronizzazione dei file funziona. Per risolvere il problema è sufficiente installare la versione sperimentale, dove è stato corretto il bug. Nelle note di rilascio della versione 1.5.36 infatti si nota che è stato risolto il problema:

Fix for Ubuntu 12.10 not updating the menu.

Il menu di Dropbox funzionante su Ubuntu 12.10

Dato che è già disponibile la versione 1.5.37 vi spiego come installare quella. Ho provato personalmente e il risultato è perfetto, come potete vedere nell’immagine a fianco. Io avevo già installato il pacchetto Debian di Dropbox, ma dovrebbe funzionare ugualmente anche se non l’avete.

Per prima cosa, se è in esecuzione, chiudete il programma. Dopodiché copiate il seguente comando nel terminale:


cd && wget -O - "https://dl-web.dropbox.com/u/17/dropbox-lnx.x86_64-1.5.37.tar.gz" | tar xzf -

Ora (soltanto per il primo avvio) dovete lanciare Dropbox direttamente da console, e non dall’icona dell’applicazione, tramite il comando:

~/.dropbox-dist/dropboxd

A questo punto dal menu scegliete Quit Dropbox, in modo che possiate chiudere il terminale. D’ora in poi l’indicatore nel pannello funzionerà perfettamente. ;)

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gen
27

GNU Buck

 

Qualche tempo fa ho scoperto per caso questo programma organizzato dalla Free Software Foundation. In sostanza chiunque segnali un bug relativo a problemi di licenza in una delle distribuzioni sostenute come totalmente libere dalla FSF può “vincere” in segno di riconoscimento un dollaro di GNU, firmato nientemeno che dal “Chief GNUisance” Richard Stallman.

L’ho trovata una cosa simpatica, e mi sono chiesto se per caso non potessi riceverne uno anch’io. Se non altro, avrei dato una mano concretamente a qualche distribuzione, semplicemente segnalando un bug. Sembra poco, ma anche così si può contribuire (ricordatevi di farlo anche voi per la vostra distro preferita!). :)

C’è da dire, anche se lo sapete già, che io non uso una di quelle ufficialmente sostenute dalle FSF, perché sarebbe praticamente impossibile. Tuttavia per caso qualche giorno prima ne avevo provata una, Trisquel, che è basata su Ubuntu ed ero curioso di esplorarne le differenze principali. In particolare, volevo vederla perché è una delle prime ad incorporare una implementazione libera per l’estrazione dei file RAR (portato da The Unarchiver).

Fatto sta che cercando nel gestore pacchetti di Trisquel alla fine mi sono imbattuto nel pacchetto p7zip-full, il quale si basa sul pacchetto p7zip-rar e indirettamente su unrar-nonfree per estrarre i RAR. Ovviamente gli ultimi due pacchetti non sono liberi, o dipendono da software non libero. Per questo motivo sono stati tolti dai repository: peccato però che ne rimanessero i riferimenti come pacchetti suggeriti.

Inizialmente pensavo che fosse una cosa “trascurabile”, non abbastanza importante da farmi ricevere il GNU Buck. In ogni caso l’ho segnalata, visto che poteva essere utile. Sorprendentemente, in meno di 3 ore il bug era già stato corretto, e la FSF mi ha contattato per spedirmi il “premio”.

Al di là dell’aneddoto, devo dire che mi ha sorpreso la velocità di risposta da parte degli sviluppatori di Trisquel, e senza dubbio bisogna dire che è una bella distribuzione, se non altro molto interessante da provare. In fondo, creare una macchina virtuale non costa nulla, e potrebbe riservare delle belle sorprese! Inoltre spero che presto i tool liberi per estrarre i RAR vengano integrati col gestore di archivi di Ubuntu, così potremo dire addio ad un altro componente proprietario che spesso per un motivo o per l’altro ci tocca usare. ;)

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nov
21

I bug “spaventosi” di Ubuntu 11.10

 

Con circa un mese rispetto alla data di rilascio di Ubuntu 11.10 ho deciso di aggiornare il sistema installato sul mio portatile. Questa attesa è derivata dal fatto che avevo bisogno di un po’ di tempo, relativamente a due aspetti principali:

  • il 22 ottobre è stato il Linux Day e avevo bisogno di un portatile funzionante
  • ho deciso di reinstallare per passare dai 32 ai 64 bit

La procedura di aggiornamento

Prima di reinstallare, ho preferito aggiornare il sistema a 32 bit alla versione 11.10 per sfruttare l’interessante caratteristica della sincronizzazione delle applicazioni installate. Con un account di Launchpad o Ubuntu One vi permette di salvare l’elenco dei pacchetti installati e vederlo negli altri computer, per decidere selettivamente quali reinstallare.

Ho fatto un po’ di pulizia, compresi i numerosi PPA che avevo accumulato e i file nascosti nella home che non servivano più, ma in realtà non me ne sono curato troppo perché sapevo di dover formattare dopo. Infatti l’aggiornamento mi ha dato qualche problema al momento di avviare il PC, nel senso che il sistema dbus si “incantava” e non voleva saperne di partire (salvo la scelta di cancellare a mano una directory in recovery mode ad ogni avvio).

A parte questo (molto probabilmente dipeso dal fatto che aggiornavo ogni 6 mesi dai tempi di Ubuntu 8.10) è andato tutto liscio, e il Software Center ha salvato il mio elenco dei pacchetti. Ho quindi usato il Live CD di Ubuntu 11.10 a 64 bit dicendogli di formattare solo la partizione root (avendo la home separata) e in meno di un’ora avevo il sistema nuovo di zecca.

L’ultima cosa da fare è stata rimettere i programmi sincronizzati precedentemente, più alcuni che non erano nei repository. Ho scelto di reinstallare solo le applicazioni con interfaccia grafica, altrimenti avrei rischiato di mettere decine di pacchetti non più necessari (i cosiddetti “elementi tecnici”). Poco male, se un comando a cui sono abituato non lo trova so che devo installare il pacchetto.

Perché parlare dei bug?

Lo scopo di questo articolo è un po’ irriverente, se vogliamo. Ho sentito tante voci su Ubuntu 11.10, ma in realtà anche su Unity fin dalla 11.04. Non desidero soffermarmi ad analizzare e smontare tutte le critiche e/o offese che sono volate su Canonical, specialmente perché per la maggior parte si tratta di rantoli dettati da opinioni personali o comunque preferenze di singole persone su come debbano essere fatte le interfacce grafiche.

È giusto che ognuno abbia le proprie preferenze riguardo a quale distribuzione o ambiente desktop usare, ma è altrettanto infantile sparare sentenze o accuse al design team di Canonical, agli sviluppatori o persino a chi usa Unity. Tralasciando gli sfoghi da tredicenni frustrati di chi insulta gli utenti Ubuntu solo perché preferisce altro, voglio invece soffermarmi sulle cose più “gravi”. Mi è capitato infatti di sentirmi chiedere (le parole esatte non le ricordo):

Secondo te dovrei installare Ubuntu 11.10? Perché mi hanno detto in un forum che è una versione instabile non ancora completata.

O similmente:

Non mi fido ad aggiornare Ubuntu perché dicono che ha moltissimi problemi e non funziona niente.

Come vedete queste sono problematiche diverse dalle “bimbate” come la posizione diversa del pannello o del menu applicazioni, qui si tratta di qualcuno che mette in giro voci per spaventare gli utenti nuovi o comunque principianti.

La prima frase mi è stata riferita questo mese, quindi parecchio dopo il rilascio della versione definitiva di Ubuntu 11.10. Perciò di seguito vi segnalo i più “spaventosi” bug e problemi che riscontrerete usando Ubuntu 11.10, insomma fatelo a vostro rischio e pericolo! (spero che si colga l’ironia)

I bug

Gli orridi bottoni che si vedono con il dash aperto, uno dei più gravi bug di Ubuntu 11.10

Ordino i bug più o meno nell’ordine in cui li ho riscontrati e metto il riferimento alla relativa pagina.

  • B #882699 Déjà Dup fallisce la sincronizzazione con Ubuntu One: questo vuol dire che rimangono funzionanti tutte le altre opzioni, incluse le cartelle locali, quelle WebDAV e SMB. Il team di Canonical attualmente sta aggiornando i server per sistemare il problema.
  • B #713088 Plymouth carica in ritardo il driver nouveau: ciò ha la gravissima conseguenza che con una scheda grafica Nvidia all’avvio non vedrete il logo di Ubuntu coi pallini, ma solo una schermata viola.
  • B #862775 Quando il dash è aperto ci sono 3 bottoni brutti: una tragica incoerenza visiva fa sì che nell’angolo in alto a sinistra, a menu aperto, vedrete tre bottoni proprio brutti.
  • B #864992 Nel lettore PDF il pulsante per aprire la cartella non funziona: questo malfunzionamento introduce un notevole overhead che richiede all’utente di ricordarsi in quale cartella è salvato il file che sta visualizzando, per poi aprirla per conto suo.
  • Q #176273 Alcuni modelli di touchpad a volte si bloccano: può accadere in determinate situazioni che il touchpad si blocchi, impedendo qualsiasi movimento del puntatore. Disattivando l’opzione per bloccare il touchpad durante la scrittura il problema svanisce.
  • B #793838 Thunderbird notifica le nuove email solo se il programma è aperto: tale immane scocciatura obbliga quindi l’utente a un click supplementare.

Altre piccolezze

Ho riscontrato poi altre cosucce di secondaria importanza che riassumo qui:

  • Empathy non riesce a collegarsi a AOL e ICQ: significa che non potrete più venire bombardati di messaggi con link a virus da utenti ICQ spuntati dal nulla. La cosa si risolve facilmente con un PPA.
  • Netbeans non è nei repository: questo problema vi costringe a installare Netbeans scaricandolo dal sito ufficiale. Trovate come fare in questo articolo.
  • I link agli eseguibili Java non sono corretti: diciamo che questa è la “piccolezza” un po’ più seria, nel senso che vi potrebbe dare noie con Java. In ogni caso potete risolvere come ha fatto Enrico Franchi.
  • Non ci sono i salvaschermi: proprio così! Significa niente formichina in 3D che gira sul desktop: per fortuna qualcuno ha già trovato la soluzione.
  • Mancano le librerie thinkfinger: a partire dalla nuova Ubuntu 11.10, diventa più difficile usare il lettore di impronte, infatti bisogna usare un software diverso. Comunque è talmente spartano che io ho preferito non installarlo.

Conclusione

Sono convinto che nessuno dei miei lettori appartiene alla schiera del “procurato allarme” che cerca di diffondere voci assurde o per dispetto o perché non ha mai usato Ubuntu o un sistema Linux in generale. Tuttavia, credo che questo articolo potrà essere utile a qualcuno per rendersi conto che tutti questi “giganteschi” problemi di Ubuntu 11.10 sono delle sciocchezze allucinanti, e non ha senso usarli magari anche come scuse per rimanere ancorati a Windows.

Ogni giorno mi auguro che il tempo delle sparate immotivate contro Ubuntu, Fedora, Debian o sistema operativo libero che sia finisca per lasciare lo spazio ai confronti di idee intelligenti e costruttivi. Voi che ne pensate? Io spero che il giorno si avvicini sempre di più.

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lug
01

Se Android diventa iPhone…

 

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giu
14

Rimuovere i risultati di ricerca corrotti in bbPress

 

Come già sapete, il sito dei matematici che amministro usa bbPress come piattaforma per il forum. È un gran bel CMS ottimo per le funzioni essenziali, però c’è un bug relativo ai risultati della ricerca. La pagina fornisce i messaggi divisi in due categorie, “recenti” e “rilevanti”, però il problema sorge quando bbPress decide che un messaggio recente debba essere anche rilevante.

Il risultato ottenuto è un link (nella parte dei messaggi rilevanti) completamente corrotto, senza descrizione e duplicato del corrispondente sopra: qualcosa di simile a http://giovani.mathesisvicenza.it/forum/topic.php#post-.

Notate i messaggi 5 e 3

Chiaramente questo link duplicato male non è nulla di utile e risulta anche scomodo: una persona infatti potrebbe tentare di cliccarci sopra e non arrivare da nessuna parte. Per ovviare a questo problema ho provato a pensare a come poter distinguere facilmente gli elementi corrotti da quelli giusti. Sono giunto ad alcune conclusioni:

  • non si può discriminare direttamente l’url, in quanto viene direttamente stampato da una funzione di bbPress, non è salvato nell’array
  • un articolo malformato non ha un contenuto, viene visto come vuoto
  • ogni articolo sano deve avere un contenuto, altrimenti la ricerca non avrebbe restituito nulla

Alla luce di ciò, la cosa migliore mi è sembrata quella di fare una prima scansione dei messaggi rilevanti ed eliminare tutti quelli senza testo. Il codice seguente va inserito nel file search.php del tema da correggere e va prima della riga <?php if ( $relevant ) : ?>:

<?php
foreach ( $relevant as $elementKey => $bb_post ) {
if(!($bb_post->post_text)) unset($relevant[$elementKey]);
}
?>

A questo punto la ricerca lavora alla perfezione e senza doppioni. Se volete, provate pure quella dei Giovani Matematici di Vicenza.

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gen
26

Errore 408 su Firefox, Chromium,.. dovuto ad AppArmor

 

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dic
07

Icone leggibili in qualsiasi condizione sul desktop di Gnome

 

Quello che vi voglio segnalare è un consiglio che “gira” già da un po’, io però l’ho scoperto solo adesso e credo sia molto utile. Avete mai provato a impostare uno sfondo del desktop con colori chiari, oppure disegni complicati su Ubuntu o in generale qualsiasi sistema che usa Gnome? Di solito succede qualcosa del genere:

Be’ forse ci si può anche fare l’abitudine, ma generalmente leggere queste scritte è estremamente fastidioso. Mettendo il carattere in grassetto si migliora già un po’, però io vi voglio consigliare un’altra modifica al tema che vi permetterà (assieme al grassetto) di arrivare a questo:

Un po’ meglio, che dite? Ho scoperto questo trucco leggendo del bug #643836 nella mailing list dedicata ai PaperCuts di Ubuntu. Si tratta semplicemente di creare un file dentro la home directory chiamato .gtkrc-2.0 (attenzione al punto davanti, che lo rende nascosto):


style "desktop-icon"
{
 NautilusIconContainer::frame_text = 1
 NautilusIconContainer::normal_alpha = 128
}
class "GtkWidget" style "desktop-icon"

A questo punto bisogna uscire dalla sessione e rientrare. Fatto!

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nov
22

Il visualizzatore immagini che non si apre

 

Ogni tanto ho la malaugurata idea di prendere il mio sistema Ubuntu perfettamente funzionante e fare qualche pasticcio per fare danni. Di esempi in passato ne ho scritti diversi, stavolta è successo che ho abilitato un plugin sul visualizzatore immagini (che si chiama eog) perfettamente inutile (però sembrava carino) ma terribile.

I sintomi sono questi:

  • il programma non parte quando si apre un file, di solito di tipo PNG
  • oppure parte dopo un sacco di tempo
  • o in alternativa parte ma mostra una finestrella vuota

Stavolta il bug #571868 mi ha aperto gli occhi. Basta disattivare il plugin della data nella barra di stato e tutto torna come prima (per poterlo fare, aprite un file di altro tipo, ad esempio JPG).

A quanto pare è proprio vero, purtroppo i pochi bug veramente fastidiosi me li becco tutti io!

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nov
17

OpenOffice e i font sbagliati in modalità presentazione

 

Mi sono accorto di questo inconveniente qualche giorno prima del Linux Day, e vi garantisco che non è stato divertente: mancava pochissimo all’evento e la mia presentazione fatta con Impress si vedeva malissimo quando veniva proiettata. In realtà la grafica era perfetta, il problema erano i caratteri.

Mentre il font che avevo scelto si mostrava in tutto il suo splendore quando modificavo le slide, in modalità presentazione alcuni numeri nelle tabelle venivano mostrati in un carattere Sans, e per di più con le cifre “appiccicate” tra loro. Questa è una slide in cui si nota il problema.

Come potete notare i costi sono tutti scritti male. Fortunatamente sono riuscito a scovare una segnalazione di questo bug (#585910) e il commento numero 16 mi ha salvato: dopo aver seguito il suggerimento proposto, ecco che la slide si è visualizzata correttamente, come tutte le altre.

Il trucco è davvero molto semplice, infatti basta disattivare l’accelerazione hardware dalle opzioni di OpenOffice.

L’opzione da disattivare

Per quello che ho potuto constatare, ciò non ha alcun effetto collaterale. Vi consiglio quindi di togliere l’opzione, non si sa mai!

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nov
13

Problemi nell’uso di Gespeaker su Maverick?

 

Mi segnalano da più parti dei problemi nell’uso di Gespeaker con le lingue mbrola su Ubuntu Maverick con tutti gli aggiornamenti installati.

In particolare l’interruzione della riproduzione sembra congelare l’applicazione, stando ai bug report.

Qualcuno ha riscontrato problemi ad interrompere la riproduzione di Gespeaker su Maverick?

Grazie della collaborazione

Filed under: Gespeaker, Pacchetti Tagged: bug, espeak, mbrola

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ott
10

Gespeaker 0.7-2 per Debian sid

 

Chiunque avesse avuto problemi con Gespeaker 0.7 su Debian sid, da oggi può scaricare la nuova versione 0.7-2 che sistema il cambio di percorsi avuti con mbrola dalla versione 3.01h-6.

Naturalmente è disponibile nei repository ufficiali.

Grazie a Samuel Thibault per la segnalazione e la relativa patch e a DktrKranz per la preziosa sponsorship.

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