nov
27

Tandberg, brevetta il codice open source?

 

X264 logo

Come tutti sappiamo negli ultimi anni c’è stato un crescente abuso di brevetti a tutto discapito del mercato e delle aziende sane.

Gli sviluppatori del progetto x264 si sono accorti che Tandberg ha richiesto un brevetto relativo ad un algoritmo aggiunto nel codice del progetto solo due mesi dopo il commit. L’implementazione nel brevetto è identica a quella di x264 a parte una piccola ottimizzazione che è stata aggiunta il giorno dopo la presentazione della domanda di brevetto. Una circostanza piuttosto sospetta che ha fatto allertare molte persone.

Secondo gli sviluppatori di x264 l’algoritmo non è particolarmente complicato e quindi chiunque avrebbe potuto “inventarlo”. Se questo consente di ipotizzare ad una ricerca originale ed alternativa che ha prodotto effettivamente il medesimo algoritmo non condona il fatto che ci sono alcune coincidenze che fanno sospettare che l’azienda abbia semplicemente brevettato quanto prodotto dal progetto open source. Senza considerare, poi, che un algoritmo di quel tipo non sarebbe dovuto essere brevettato per via della sua ovvietà.

A prescindere da quale possa essere la verità dietro a questa vicenda, viene da chiedersi quanti siano le domande di brevetto che le aziende richiedono “spiando” il codice open source. Chissà se in futuro scopriremo casi analoghi.

Via | Multimedia

Tandberg, brevetta il codice open source? é stato pubblicato su ossblog alle 10:00 di sabato 27 novembre 2010.

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apr
27

Google, licenza d uso di un brevetto per Hadoop

 

Google ha annunciato che consentirà al progetto Hadoop di utilizzare il brevetto “System and method for efficient largescale data processing“.

L’annuncio arriva dopo una mail di Larry Rosen dell’Apache Software Foundation che chiedeva chiarimenti sul brevetto registrato da Google. Quest’ultima ha risposto con una licenza d’uso per il brevetto e ribadendo la propria vicinanza al movimento open source ed alla ASF.

Un’ottima notizia per chi era intenzionato ad usare Hadoop in ambito corporate ed aveva dei dubbi relativi ai brevetti attorno alla tecnologia MapReduce.

Via | Apache

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apr
27

Google, licenza duso di un brevetto per Hadoop

 

Google ha annunciato che consentirà al progetto Hadoop di utilizzare il brevetto “System and method for efficient largescale data processing“.

L’annuncio arriva dopo una mail di Larry Rosen dell’Apache Software Foundation che chiedeva chiarimenti sul brevetto registrato da Google. Quest’ultima ha risposto con una licenza d’uso per il brevetto e ribadendo la propria vicinanza al movimento open source ed alla ASF.

Un’ottima notizia per chi era intenzionato ad usare Hadoop in ambito corporate ed aveva dei dubbi relativi ai brevetti attorno alla tecnologia MapReduce.

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apr
20

Patent Absurdity, come i brevetti software distruggono il sistema

 

Patent Absurdity: how software patents broke the system” è un documentario di 30 minuti sullo spinoso problema dei brevetti software.

Il registra Luca Lucarini utilizza il processo Bilski, attualmente alla Corte Suprema statunitense, per offrire una panoramica del problema e dei risvolti che avrà la sentenza intervistando programmatori, avvocati e matematici.

All’interno del filmato, rilasciato sotto licenza CC e codificato con Ogg/Theora, potete trovare sia le posizione della FSF sia quelle di Bernhard Bilski e del suo avvocato Michael Jakes. Dopo il salto il video visibile con un browser che supporta HTML5.

Sorry about this, as your browser doesn’t support HTML5, the emerging video standard for the web.

Please watch the movie without HTML5, or download Firefox 3.6 and watch the video with built-in support for HTML5 video.

Spread Firefox Affiliate Button

Via | PatentAbsurdity

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nov
13

Microsoft ne conbina due delle sue

 

Post originale su Linux e dintorni

Prima codice GPL in un tool e poi il brevetto del sudo, quando la realtà supera la fantasia in casa Redmond

Di tanto in tanto, giusto per non far perdere l’abitudine, e magari anche per rinfrescarci le idee, la Microsoft ne combina un paio delle sue, situazioni imbarazzanti nel quale il gigante del software ricade periodicamente finendo poi sotto inchiesta da parte della comunità del web.

Quest’oggi abbiamo per voi:

1) Microsoft e la GPL

Cosa succede quando un esperto informatico, e blogger, scarica il tool USB/DVD download dal Microsoft store??

Semplice, si accorge che alcune righe del codice assomigliano in modo impressionante a quello che compone un software, per l’esattezza ImageMaster, ospitato all’interno di Codeplex.

Qui sotto potete vedere parte del codice incriminato:

example1.png

Il tool in questione ha la capacità di facilitare la masterizzazione di Windows 7 su dvd o l’inserimento dello stesso in chiavette usb da utilizzare per l’installazione del sistema operativo ma da oggi ha anche la caratteristica di violare la licenza GPLv2.

Per ora la direzione Microsoft si è messa a lavoro rimuovendo il tool e aprendo una indagine per verificare quanto accaduto, non è la prima volta che questo si verifica dalle parti di Redmond.

Link

2) Brevettiamo sudo?

Ormai siamo in grado di brevettare qualsiasi visto che la Microsoft ha ben pensato di brevettare il comando SUDO.

Si avete capito bene, in noto comando di elevazione temporanea dei privilegi di un utente in ambienti Unix ha ricevuto un brevetto dall’apposito ufficio che, dopo aver analizzato alquanto superficialmente la questione, ha pensato bene di attribuire a Microsoft i diritti di tale comando.

Questo brevetto (http://patft1.uspto.gov/netacgi/nph-Parser?Sect1=PTO1&Sect2=HITOFF&d=PALL&p=1&u=/netahtml/PTO/srchnum.htm&r=1&f=G&l=50&s1=7,617,530.PN.&OS=PN/7,617,530&RS=PN/7,617,530) la dice lunga sulla presunta efficacia della procedura di emissione dei brevetti stessi da parte degli uffici, il sistema sudo è da sempre appartenuto al mondo Unix ma Microsoft, aggiungendo solo una sterile ed alquanto inutile interfaccia grafica, ha ottenuto diritti legali su tale “creazione”.

In entrambe i casi siamo di fronte a situazioni sul quale è meglio non commentare.

Ciao a tutti.

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set
11

Open Invention Network compra 22 brevetti da Microsoft

 

Da anni ormai si discute sul ruolo che ricopre Microsoft nei confronti del mondo open source; c’è chi dice che il colosso di Redmond ne sia totalmente avverso e c’è la stessa madre di Windows che (a volte) si dichiara incredibilmente vicina a questo modo di intendere le cose.

L’ultimo capitolo della saga Microsoft vs. Open Source si sta scrivendo in questi giorni ed è sinceramente poco chiaro chi sia il vincitore di questa ulteriore battaglia. Pare infatti che nelle ultime ore si sia concretizzato l’accordo che vuole Microsoft cedere un pacchetto di 22 brevetti all’Open Invention Network, società che poi li destinerebbe tutti alla community FOSS (Free and open source software).

L’operazione però non è diretta, bensì mediata da una terza organizzazione di cui fanno parte giganti del calibro di Google, Hewlett-Packard, Verizon e Cisco Systems chiamata Allied Security Trust, che ha recentemente, formalmente, acquistato i diritti dei suddetti brevetti.

Ricapitolando: Microsoft vende la proprietà intellettuale di 22 dei suoi oltre 50mila brevetti alla Allied Security Trust che, a sua volta, accetta una proposta di acquisto dall’Open Invention Network.

Cosa ci sia sotto a questa complicata questione probabilmente non lo scopriremo mai. Le uniche cose certe sono che l’OIN è entusiasta dell’acquisizione (l’Open Source si è rafforzato ed è al riparo dai patent-trolls) e Microsoft snobba la questione dichiarando che questi IP non facevano più parte del loro campo d’interesse.

Chi vincerà la guerra?

Via | TechWorld.com.au

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lug
18

Microsoft paga le aziende per dire che usano i suoi brevetti?

 

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lug
02

Andrew Tridgell cura Linux dalla malattia Fat

 

Post originale su Linux e dintorni

Andrew Tridgell cura Linux dalla malattia Fat

Storia di un workaround per proseguire nell’uso del file system Fat che portò TomTom in tribunale dopo la citazione Microsoft

Molta preoccupazione si era percepita tempo fa nella comunità del software libero qualche tempo fa a causa  delle vicende che hanno coinvolto in prima persona la nota azienda produttrice di navigatori satellitari TomTom e la solita Microsoft, ricorderete sicuramente la questione dei brevetti Fat che hanno portato ad un accordo in tribunale tra le due parti.

Anche se dopo l’accordo la Microsoft si diceva soddisfatta e non intenzionata a portare avanti cause verso altri protagonisti del panorama Linux i livelli di guardia sono rimasti alti e sicuramente tali da intraprendere delle strade che portino ad una soluzione definitiva del problema.

La prima via è quella percorsa dalla Linux Foundation che, per essere assolutamente certa di evitare qualsiasi problema, raccomanda l’utilizzo di altre tecnologie alternative a quella Microsoft mentre l’Open Invention Network cerca il modo di invalidare i brevetti in questione.

Nell’attesa di ciò, attesa che si potrebbe anche rivelare vana, Andrew Tridgell pubblica una patch in grado di aggirare il problema del salvataggio dei nomi lunghi su file system di tipo Fat, in realtà questa è una seconda pezza che si applica alla questione dopo il rilascio del primo pezzo di codice correttivo che non ha trovato grande riscontro all’interno della comunità stessa.

Più che una soluzione questo è un classico raggiro, detto anche workaround, per continuare ad utilizzare più o meno indisturbati il vecchio file di sistema…..si sappia che, visto che le alternative non mancano e dato che il più delle volte sono anche migliori, non vedo perchè si debba ricorrere a questi “trucchi” per continuare nell’uso di una tecnologia ormai vecchia ed obsoleta.

Per essere sicuramente certi che queste poche righe di codice riescano a portare una sicurezza nell’uso del Fat i ragazzi di Linux Foundation si dicono disposti a portare il tutto davanti agli avvocati che ne proverebbero la qualità in termini di rispetto dei brevetti.

Link

Ciao a tutti.

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mag
04

La storia non si deve ripetere ed OIN cerca di isolare il caso TomTom

 

Penso che tutti voi sappiate ormai della vicenda che in questi ultimi tempi ha legato il nome della Microsoft a quello della TomTom; la questione era di ordine puramente legale partita come sempre con il gigante dei sistemi operativi all’attacco contro l’uso improprio di un brevetto registrato alcune anni prima.

Apparentemente il fatto poteva essere tranquillamente ignorato da qualsiasi utente del pinguino ma in realtà tutta la storia presentava dei retroscena alquanto loschi e poco chiari.

Più in particolare non si riuscivano a distinguere i contorni netti e definiti di quella che poteva a primo avviso sembrare una classica azione legale per la tutela dei diritti d’autore ma che a ben guardare era invece un tentativo subdolo di attacco verso quello che è il cuore pulsante del sistema open ovvero il kernel Linux.

Nono di attacco diretto si è trattato ma di un tentativo di mettere in crisi quelle barricate che proteggono il software libero testando quindi fin dove la Microsoft si potrà spingere in futuro con la propria corrazzata di avvocati.

Fortunatamente tutto si è risolto in una bolla di sapone e gli effetti del piccolo terremoto che ha raggiunto il file system scelto da TomTom non ha nemmeno sfiorato la felice isola dei portatori sani di Linux.

Certo è che la paura c’è stata e quindi alla OIN, (Open Invention Network) associazione che riunisce tutte le imprese che utilizzano Linux, hanno deciso di fronteggiare la situazione.

L’obbiettivo è quello di contestare i brevetti in questione per far cadere la loro validità e quindi non permettere alla Microsoft, che ne detiene i diritti, di procedere in un futuro.

La modalità di lavoro che porterà verso questo traguardo sarà quello della collaborazione online di tutti coloro che si sentono di poter dare una mano a dimostrare che di valido questi documenti hanno ben poco.

Un sistema di lavoro collaborativo che ha dell’inusuale in questo campo  ma che spero certamente sia in grado di portare dei vantaggi a questa causa, non è il caso comunque di cantar vittoria troppo presto visto che a Redmod di sento ben disposti ad accettare la sfida dichiarando che si sento sicuri della completa legittimità dei documenti da loro registrati.

Credo che questo tentativo sia un disperato attaccamento ad una tecnologia della quale il pinguino può far sicuramente a meno, il file system in questione potrebbe essere sostituito con qualcosa di più moderno funzionale e soprattutto a codice aperto ma le politiche commerciale, ovvero la riscrittura di porzioni di codice, regnano sovrane sulle politiche di innovazione.

Per chi fosse desideroso dare una mano ecco i link dei brevetti in questione:

5.579.517

5.758.352

6.256.642

Le vostre scoperte al riguardo potranno essere comunicate attraverso il portale Linux Defenders.

Ciao a tutti.

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mag
04

La storia non si deve ripetere OIN cerca di isolare il caso TomtTom

 

Penso che tutti voi sappiate ormai della vicenda che in questi ultimi tempi ha legato il nome della Microsoft a quello della TomTom; la questione era di ordine puramente legale partita come sempre con il gigante dei sistemi operativi all’attacco contro l’uso improprio di un brevetto registrato alcune anni prima.

Apparentemente il fatto poteva essere tranquillamente ignorato da qualsiasi utente del pinguino ma in realtà tutta la storia presentava dei retroscena alquanto loschi e poco chiari.

Più in particolare non si riuscivano a distinguere i contorni netti e definiti di quella che poteva a primo avviso sembrare una classica azione legale per la tutela dei diritti d’autore ma che a ben guardare era invece un tentativo subdolo di attacco verso quello che è il cuore pulsante del sistema open ovvero il kernel Linux.

Nono di attacco diretto si è trattato ma di un tentativo di mettere in crisi quelle barricate che proteggono il software libero testando quindi fin dove la Microsoft si potrà spingere in futuro con la propria corrazzata di avvocati.

Fortunatamente tutto si è risolto in una bolla di sapone e gli effetti del piccolo terremoto che ha raggiunto il file system scelto da TomTom non ha nemmeno sfiorato la felice isola dei portatori sani di Linux.

Certo è che la paura c’è stata e quindi alla OIN, (Open Invention Network) associazione che riunisce tutte le imprese che utilizzano Linux, hanno deciso di fronteggiare la situazione.

L’obbiettivo è quello di contestare i brevetti in questione per far cadere la loro validità e quindi non permettere alla Microsoft, che ne detiene i diritti, di procedere in un futuro.

La modalità di lavoro che porterà verso questo traguardo sarà quello della collaborazione online di tutti coloro che si sentono di poter dare una mano a dimostrare che di valido questi documenti hanno ben poco.

Un sistema di lavoro collaborativo che ha dell’inusuale in questo campo  ma che spero certamente sia in grado di portare dei vantaggi a questa causa, non è il caso comunque di cantar vittoria troppo presto visto che a Redmod di sento ben disposti ad accettare la sfida dichiarando che si sento sicuri della completa legittimità dei documenti da loro registrati.

Credo che questo tentativo sia un disperato attaccamento ad una tecnologia della quale il pinguino può far sicuramente a meno, il file system in questione potrebbe essere sostituito con qualcosa di più moderno funzionale e soprattutto a codice aperto ma le politiche commerciale, ovvero la riscrittura di porzioni di codice, regnano sovrane sulle politiche di innovazione.

Per chi fosse desideroso dare una mano ecco i link dei brevetti in questione:

5.579.517

5.758.352

6.256.642

Le vostre scoperte al riguardo potranno essere comunicate attraverso il portale Linux Defenders.

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apr
28

Microsoft – TomTom, i brevetti sotto esame

 

tomtom microsoftOpen Invention Network (OIN) ha annunciato che 3 degli 8 brevetti citati nel caso Microsoft – TomTom sono disponibili per revisione da parte della comunità Linux.

Il fine è trovare degli esempi di usi precedenti ai brevetti che li possano rendere invalidi e quindi inservibili. Oin è stata creata da IBM, Sony, Philips, Novell e Red Hat per concedere l’uso gratuito di brevetti alle società che non cercheranno di utilizzare brevetti contro linux.

I tre brevetti incriminati 5579517, 5758352 e 6256642 sono disponibili per il download.

Via | LinuxDevices

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apr
20

Accordo TomTom Microsoft? Una chiamata per la GPLv3

 

tomtom microsoftLo scontro e successivo accordo su alcuni brevetti fra TomTom e Microsoft ha creato un grosso tumulto nella comunità del software libero.

Bradley Kuhn della Software Freedom Law Center, SFLC, a causa del recente accordo fra le due sopracitate aziende, raccomanda a tutti i progetti che utilizzano ancora la GPL versione 2 di passare al più presto alla GPL versione 3 per avere una migliore protezione nei confronti dei brevetti.

La confidenzialità dell’accordo impedisce di valutare se la sezione 7 della GPLv2 è stata rispettata. Nella GPLv2 è possibile che, in seguito ad accordi, solo due parti ed i relativi clienti abbiano accesso alla licenza del brevetto, come potrebbe manifestarsi nel caso in questione.

Poiché due punti della GPLv3 eliminano questo problema Bradley invita all’aggiornamento della licenza.

Via | SoftwareFreedom

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mar
31

TomTom e Microsoft, fine della disputa

 

La storia delle vicende legali tra i due colossi del settore informatico sono note a tutti ormai ma sembra che si siano raggiunti degli accordi in grado di appianare le divergenze che si sono create tra le due società.

L’accordo reso pubblico da entrambe le parti, quindi ormai ufficializzato a tutti gli effetti, prevede le seguenti condizioni:

  1. gli olandesi di TomTom pagheranno per i brevetti che la stessa Microsoft ha ritenuto violati
  2. nel corso dei prossimi 2 anni la TomTom si impegna a togliere il brevetto riguardante la gestione dei file ed il file system Fat
  3. TomTom da il via libera a Microsoft per l’uso dei 4 brevetti registrati dall’olandese che Redmond avrebbe violato
  4. per i prossimi 5 anni la Microsoft sarà in grado di usare i brevetti TomTom senza sborsare una lira di royalties

Link al documento Microsoft

Sembra che alla fine le politiche commerciali abbiano avuto la meglio su quelle che dovrebbero essere questioni di principio.

Personalmente credo che l’attacco Microsoft all’olandese TomTom sia stato costruito a tavolino per valutare una possibile azione legale contro il kernel Linux.

Visto però che i test non hanno dato buoni frutti ma anzi hanno creato una situazione ancor peggiore, leggi brevetti TomTom violati dalla Microsoft, i legali di Redmond hanno ben pensato di accontentarsi di qualsiasi forma di accordo abbastanza vantaggiosa per le loro tasche.

Sicuramente la nota azienda produttrice di navigatori ha avuto la peggio in questo frangente evitando però nel contempo di andare in pasto agli avvocati americani che avrebbero fatto a brandelli la difesa in pochissimo tempo.

Entrambe le compagnie non erano evidentemente in regola con i vari brevetti e sicuramente è difficilissimo scovare una azienda operante nel settore che, con l’attuale sistema di registrazione delle proprietà intellettuali in grado di porre il brevetto anche su le “non-innovazioni”, sia legalmente al sicuro sotto questo punto di vista.

Non credete che ci sia bisogno di un nuovo metodo per decidere cosa è innovazione, e quindi brevettabile, e cosa non lo sia?

Detto questo mi rammarico un pochino ma comprendo appieno la posizione della TomTom che, pur di non intaccare il suo bilancia con una causa probabilmente milionaria, è scesa a patti contro uno stuolo infinito di avvocati agguerriti ed in odore di premio di “produzione”.

Mi fa estremamente piacere comunque scoprire come la casa olandese si sia impegnata per produrre un accordo che non violasse la licenza GPL2….bravi.

Link

Ciao a tutti

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mar
31

TomTom e Microsoft raggiungono un accordo sui brevetti

 

tomtom microsoftTomTom e Microsoft avrebbero raggiunto un accordo secondo il quale la compagnia olandese pagherà per alcuni dei brevetti che il gigante di Redmond aveva ritenuto violati.

Gli otto brevetti di Microsoft che fanno parte dell’accordo riguardano la navigazione satellitare e i sistemi di gestione dei files; in particolare TomTom rimuoverà alcune funzioni di filesystem management che violavano il brevetto FAT LFN nei prossimi 2 anni. Dall’altro lato TomTom consentirà a Microsoft l’utilizzo di quattro brevetti di cui quest’ultima era stata accusata di violare a sua volta. Sempre secondo l’accordo, nei prossimi cinque anni Microsoft potrà utilizzare i brevetti di TomTom senza pagare royalties, mentre non è stato reso pubblico quanto pagherà TomTom per i brevetti Microsoft.

L’accordo sembra quindi essere stato raggiunto con la soddisfazione di entrambe le parti, ponendo così fine a quella che sembrava essere l’ennesima battaglia tra il mondo opensource e quello closedsource. Il dettagli dell’accordo sono reperibili nella press release di Microsoft.

Via | LinuxMagazine

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mar
27

UE Stop Software Patents

 

Mi associo e firmo la petizione. Basta con queste assurdità!

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