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02

MINIX 3 ha acquisito il supporto a FUSE, con il contributo di NetBSD

 

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MINIX 3Soprattutto per i più giovani, MINIX è soltanto il newsgroup sul quale Linus Torvalds – il 25 agosto del lontano 1991 – ha annunciato la nascita di Linux. In realtà si tratta d’un sistema operativo UNIX-like che è diventato open source nel 2000 ed è tuttora mantenuto. Tant’è che gli sviluppatori hanno annunciato il supporto a FUSE.

Grazie all’adozione delle librerie di C da NetBSD, infatti, MINIX 3 ha potuto acquisire nuove funzionalità che lo rendono più duttile e usabile. Oltre a FUSE, MINIX 3.2.0 – l’ultimo rilascio, avvenuto appena due giorni fa – mutua da NetBSD pure il boot loader. Per quanto sia “limitato”, MINIX 3 propone una toolchain all’avanguardia.

Sebbene continui a supportare GCC, MINIX 3.2.0 sostituisce il compilatore di GNU con LLVM/Clang a livello predefinito. Un’opzione che molti gradirebbero anche sulle principali distribuzioni di Linux. MINIX 3 è scaricabile da LiveCD e può essere avviato su VirtualBox, per testarne le funzionalità. Gli sviluppatori cercano volontari.

Via | The H Open

MINIX 3 ha acquisito il supporto a FUSE, con il contributo di NetBSD é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di venerdì 02 marzo 2012.

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gen
24

GNU/GRUB 1.99 è previsto in due settimane: vicino il rilascio finale

 

GNUGRUB 2, la nuova versione del boot loader che da tempo ha sostituito LILO sulle principali distribuzioni, è ormai prossima al rilascio. GRUB 1.99 RC 1 è disponibile per il download dall’archivio FTP del progetto GNU: molte sono le novità annunciate, a partire dal supporto ai layout della tastiera — per citare una delle meno importanti. Più interessante è lo shutdown via ACPI che si può predisporre già in avvio di sistema.

L’elenco dei cambiamenti è piuttosto ricco: ad esempio, la generazione delle immagini per l’avvio di rete con PXE ha un comando dedicato in grub-mknetdir. Inoltre, le chiavette USB saranno trattate come fossero dei floppy. Finalmente è stata risolta l’incompatibilità con la root formattata in Btrfs, perciò non saranno più necessarie delle patch. Tuttavia, la directory di boot non supporta ancora il file system di Oracle.

Per quanto riguarda la virtualizzazione, è stata aumentata la RAM per QEMU che adesso supporta un range da meno di 16Mb a più di 3Gb. Lo script di configurazione per GRUB comincia a supportare anche Xen. Altre novità vanno dal boot su ZFS alla selezione dei driver grafici più appropriati: una lista esaustiva delle modifiche è stata redatta da Vladimir Serbinenko nel suo messaggio apparso sulla mailing list di GRUB.

Via | Vladimir Serbinenko

GNU/GRUB 1.99 è previsto in due settimane: vicino il rilascio finale é stato pubblicato su ossblog alle 09:00 di lunedì 24 gennaio 2011.

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ott
15

BURG, un bootloader per Linux

 

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giu
10

GRUB 2 sarà il bootloader di default in Ubuntu 9.10

 

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apr
30

Usare il GRUB esistente per bootare un hard disk esterno

 

eri ho ritirato l’hard disk esterno LaCie “Design by Neil Poulton” (molto fashion, come amano dire fin troppe persone) fa 500 Gb e ho pensato di fare una partizione da 10 giga solo per testare le varie distribuzioni che mi capitano tra le mani.

Hard disk

Il problema era GRUB, perché, se lo avessi installato nella suddetta partizione, avrei potuto fare il boot solo con il disco collegato e acceso, cosa che non accadrà spesso, infatti sono in attesa del Linksys NSLU2 che ho comprato su eBay (dall’America a 70 dollari compresa spedizione, un vero affare). L’NSLU2 è davvero un bel giocattolo con Linux dentro, quindi vi lascio immaginare quanti usi può avere, per farvi un’idea c’è questo interessantissimo sito.

Tornando all’argomento di questo post, ecco come fare ad usare il GRUB che abbiamo già installato nel nostro computer per bootare una distro installata sul disco fisso esterno.

Prima di tutto bisogna individuare il device assegnato al disco fisso USB, nel mio caso era sdb (il numero della partizione va tralasciato). Per trovarlo è utile il comando mount, che dà un output con una riga simile a questa:

/dev/sdb1 on /media/disk type ext3 (rw,relatime,errors=remount-ro)

È quindi evidente che in questo caso il device è sdb. Bisogna adesso “spiegare” a GRUB come accedere ad esso. Infatti, ad esempio, hda1 in GRUB diventa (hd0,0), cioè la prima partizione del primo hard disk, si parte da zero. Per fare ciò bisogna editare il file /boot/grub/device.map, che contiene qualcosa come
(hd0) /dev/sda

Aggiungiamo quindi un riferimento ad (hd1) in modo che punti a sdb:

(hd1) /dev/sdb

Ecco, ora è necessario aggiungere a menu.lst (la lista dei sistemi operativi che vediamo all’avvio) la voce corretta.
Nel mio caso, con Ubuntu 8.04 Hardy Heron la voce è la seguente:

title Ubuntu-esterno
root (hd1,2)
kernel /boot/vmlinuz-2.6.24-16-generic root=/dev/sdb3 ro quiet splash
initrd /boot/initrd.img-2.6.24-16-generic
quiet

Notare che con root (hd1,2) indico che la distribuzione è installata sulla terza partizione del disco esterno, ed è specificato anche con il parametro del kernel root=/dev/sdb3, infatti la prima è una partizione da poco più di 450 giga per i dati, la seconda sono 2 giga di swap e l’ultima è quella di root.

Bisogna chiaramente adattare distro per distro i parametri kernel e initrd, ma spesso (Ubuntu in primis) è possibile impostare initrd a /initrd.img kernel a /vmlinuz root=/dev/PROPRIO-DEVICE-QUI ro

NOTA IMPORTANTE: Ricordarsi sempre di non far installare il boot loader alla distribuzione che si vuole provare!

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gen
31

ubuntustudio, mi piace :D

 

Ieri mi sono avventurato nel mondo multimediale con ubuntustudio. Chiaro che ci sono dei difetti ma anche dei pregi in questa distro alternativa al classico ubuntu desktop. Incomincio con la fase di installazione, poco intuitiva per i non esperti, dato che e’ una installazione senza interfaccia grafica. Comunque i passaggi non sempre quelli: Lingua, Dati utente, Partizionamento, e scelta di programmi aggiuntivi (in piu’). ho notato subito che la durata dell’installazione e’ molto lunga, sia senza programmi aggiunti che con. Completata l’installazione del sistema “base” c’e’ la possibilita’ di scegliere il boot loader, GRUB o LiLo.

ubuntustudio

Io sinceramente ho provato LiLo ma con problemi, non mi riusciva a trovare la partizione secondaria di Windows sVista, quindi ho dovuto installarmi il GRUBbino. Cosa da notare che se c’e’ qualche piccolo problema di installazione l’installer si blocca e non ti fa procedere. (more…)

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gen
03

Un editor grafico per il Grub

 

Il Grub, per chi ancora non lo sapesse, è un bootloader che vi permettere di scegliere quale sistema operativo (installato nella vostra macchina) avviare e, nel caso di sistemi linux, quale kernel avviare.

All’installazione di un sistema linux, se installiamo il Grub, esso si autoconfigura riconoscendo tutti gli OS installati.

Ma cosa succede se volessimo modificare le impostazioni del bootloader, per esempio cambiando il timeout, l’ordine di avvio, immagine di sfondo, etc…? Dovremmo andare ad editare il file di configurazione di Grub, cosa un pò scomoda.

Esiste, però, un editor grafico chiamato QGrub, con licenza GPL, che ci permette di configurare ogni aspetto di Grub semplicemente con una comoda interfaccia grafica. Potete scaricare questo programma dal seguente link.

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nov
30

Inseriamo una immagine di sfondi in Grub

 

Di default lo sfondo del bootloader Grub è nero, ma è possibile cambiarlo con un’immagine a nostro piacimento.

Iniziamo col scegliere l’immagine e riduciamola  alla risoluzione di 640×480: con gimp basta usare lo strumento scala immagine.

sempre con gimp  andiamo in Immagine –> Modalità –> Indicizzata. Selezioniamo l’opzione Genera tavolozza ottimale ed inseriamo, come numero massimo di colori 14.

Adesso salviamo l’immagine con l’estensione .xpm

Ora da terminale comprimiamo l’immagine:

gzip nome_immagine.xpm

E spostiamola nella directory di Grub:

mv nome_immagine.xpm.gz /boot/grub

Adesso andiamo a modificare il file di configurazione di Grub

gedit /boot/grub/menu.lst

Vediamo dove è installato il GRUB. Cercate la parola groot e memorizzate il numero presente al posto della x (vedi sotto).

## default grub root device
## e.g. groot=(hd0,0)
# groot=(hd0,x)

Adesso, sempre nel file menu.lst, inseriamo ad inizio file la seguente informazione:

splashimage=(hd0,x)/boot/grub/nome_immagine.xpm.gz

Adesso non resta che riavviare il computer e goderci il nostro nuovo sfondo del Grub.

Mi raccomando di fare molta attenzione nel modificare il file di configurazione del Grub, in esso sono contenute tutte le informazioni per il suo funzionamento. 

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