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04

Mark Shuttleworth presenta le novità di Ayatana per Ubuntu con Unity

 

Parafrasando un commento al progetto Wave di Google (non proprio un paragone felice), Mark Shuttleworth ha introdotto una novità per Ayatana: il design di Ubuntu prevederà delle scrollbar per ottenere elementi, come il terminale, a tutto schermo sovrapposti agli altri contenuti. L’esperimento ricorda Guake, noto terminale per GNOME.

Quella del terminale a tutto schermo non è l’unica opzione consentita dalle nuove scrollbar: queste compaiono soltanto al bisogno e coinvolgono qualsiasi finestra sul desktop. Il progetto è di Christian Giordano, un programmatore italiano di Canonical. L’idea in sviluppo, stando alla presentazione di Giordano, sembrerebbe vincente.

Il design delle scrollbar, ispirato alle soluzioni previste dai sistemi operativi per il settore mobile, è a cura di Andrea Cimitan (già creatore di Murrine, recentemente approdato a Canonical). L’interfaccia parla soprattutto italiano, quindi. Lo stile potrebbe subire dei cambiamenti: esiste un PPA per provare subito le scrollbar.

Via | Mark Shuttleworth

Mark Shuttleworth presenta le novità di Ayatana per Ubuntu con Unity é stato pubblicato su ossblog alle 11:00 di venerdì 04 marzo 2011.

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mag
15

Ubuntu 10.10 (GNOME): file e cartelle si apriranno con un singolo click?

 

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giu
16

Canonical punta all’usabilità

 

Post originale su Linux e dintorni

Canonical punta all’usabilità

Canonical mette a lavoro il team di grafici ed esperti assunti tempo fa con il progetto One Hundred Paper Cuts

Qualche tempo fa la Canonical, aziende che finanzia la famosa distro Ubuntu, annunciò di aver assoldato un team di esperti grafici e designer con l’obiettivo di migliorare in modo sensibile l’usabilità del loro prodotto di punta cercando quindi di portare nuovi utenti verso GNU/Linux grazie ad una rinnovata esperienza utente.

I frutti di questo lavoro si sono materializzati relativamente in fretta con il nuovo gestore di avvisi di sistema presentato nella nuova release di qualche tempo fa, ora l’iniziativa prende più corpo attraverso un progetto che mira a risolvere 100 bug che minano, in modi più o meno evidenti, l’esperienza che ognuno di noi sperimenta ogni giorno con la propria distro.

Il progetto prende il nome di One Hundred Paper Cuts e mira al coinvolgimento delle stesse comunità sparse in tutto il mondo chiamate a fornire feedback e suggerimenti circa gli aspetti da migliorare ed i bug da analizzare per primi.

I primi argomenti che sembrano essere in cima alle priorità del tema riguardano i pannelli di amministrazione del sistema e quelli riguardanti il file manager, questo stesso progetto fa parte della stessa iniziativa, chiamata Ayatana, che a suo tempo spinse l’azienda verso la creazione del team al quale mi riferivo nelle precedenti righe.

Ci troviamo di fronte ad una sorta di componente del progetto principale che sta seguendo una via di sviluppo facente parte di un “piano superiore” che dovrebbe portare ad un GNU/Linux adatto anche agli utenti che provengono da altri sistemi operativi i quali andrebbero a iniziare la loro esperienza da user del pinguino senza trovare grandi scogli dal punto di vista della interfaccia grafica del sistema.

Già promessa una seconda versione del sistema di notifiche la quale rifinirebbe il funzionamento del codice migliorandolo notevolmente.

Lo stesso David Siegel, famoso per il suo Gnome-do, è entrata a far parte del team di sviluppatori e in un suo post pubblicato attraverso il suo blog fornisce qualche dettaglio in più utile a farci capire il metodo di lavoro dei programmatori coinvolti:

“If some small usability detail has been bothering you release after release, now is your chance to step up and get it the attention it deserves,” he wrote. “If we can find and heal one hundred paper cuts, Ubuntu 9.10 will surely be the most usable release of Ubuntu yet.”

Siegel annuncia che un eventuale successo porterebbe ad una reiterazione del progetto stesso nella release successiva in modo da fornire ogni volta sensibili miglioramenti ad ogni release della distro.

Effettivamente ci sono degli evidenti problemi da risolvere, magari delle piccolezze che passano inosservate agli utenti più navigati, che possono però essere estremamente fastidiosi per coloro che provengono da DE diversi da quelli presenti su Linux.

Concludendo…..se questo è un modo per portare nuove utenze e nuovi adepti alla causa non c’è che da apprezzare il tutto.

Link

Ciao a tutti.

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