feb
17

Sveglia silenziosa e microfono spento su Android — ecco come risolvere

 

Di recente mi sono trovato ad affrontare due diversi problemi legati all’audio sul mio telefono Android (nello specifico uno Star B63M, modello cinese economico ma dalle buone prestazioni). Il primo è ciò che avevo definito solo “un problema con la sveglia”, ovvero al mattino la sveglia, invece di squillare, vibrava e basta. Il secondo è addirittura più fastidioso, ovvero durante una telefonata l’interlocutore non mi poteva sentire.

Inizialmente ho pensato che si trattasse della scarsa qualità del mio dispositivo, ma è bastato cercare e cercare ancora per verificare che si tratta di problematiche assai diffuse su molti dispositivi e versioni di Android. Di seguito vi spiego quindi come potreste risolverli, o perlomeno questi sono semplici passaggi che hanno funzionato al 100% per me.

Sveglia silenziosa — ovvero “silent alarm bug”

Questo problema mi ha “simpaticamente” colpito il primo giorno di università qui in Danimarca. Si tratta in sostanza del fatto che al mattino la sveglia invece di squillare vibra e basta. Per rendere la faccenda ancora più complicata da gestire, nel mio caso reimpostando la sveglia per fare dei test essa suonava senza problemi… fino al mattino dopo, quando era silenziosa di nuovo.

Ironicamente, notando il telefono vibrare e toccando lo schermo, il suono partiva senza problemi. Il mio rimedio iniziale è stato drastico: ho comprato una piccola sveglia da tavolo. :D Poi con più calma ho cercato di risolvere la questione cercando di capire cosa poteva essere successo. Ero certo infatti che l’opzione Allarme in mod. silenz. fosse correttamente attivata.

Leggendo un po’ (ad esempio qui), ho scoperto che il problema viene scatenato se cercate di usare insieme la suoneria e la vibrazione. Questo teoricamente si può fare ma nella pratica fa sì che il telefono vibri e basta. Per risolvere il problema quindi, disattivate la vibrazione su tutte le sveglie, anche se sono avviate da applicazioni di terze parti.

Allarme in modalità silenziosa
Vibrazione disattivata nella sveglia di sistema
Vibrazione disattivata in una applicazione di terze parti

Microfono muto — detto anche “silent call bug”

In realtà il problema è un po’ più esteso, non riguarda solo le chiamate: quando capita il microfono è completamente muto e non consente il funzionamento della ricerca vocale, il registratore di suoni, eccetera. Se capita anche a voi, potete testare facilmente usando la ricerca vocale.

Dopo aver letto questo thread ho capito che il mio telefono a volte decide che l’auricolare è connesso anche se ciò non è vero, e disattiva il microfono esterno. Stranamente, l’output dagli speaker integrati funziona benissimo lo stesso. Il post illuminante è il seguente:

Wired Headphone Routing Fix

There is an issue with a lot of Android devices where the OS thinks the headphone is being plugged in and unplugged on its own.

I have rooted 4.0.4 AOKP and it still occured.

Try this free application to resolve it:

https://play.google.com/store/apps/details?id=com.woodslink.android.wiredheadphoneroutingfix

Le impostazioni di SoundAbout

Le impostazioni di SoundAbout

Ho provato ed ha funzionato quasi subito. Questo è il procedimento che per me ha avuto successo e che vi consiglio:

  1. installate l’applicazione SoundAbout e non spostatela nella scheda SD
  2. attivate il riconoscimento degli auricolari ma dite di ignorare il microfono (vedete la figura)
  3. riavviate il telefono
  4. inserite le cuffie
  5. rimuovete le cuffie
  6. testate la ricerca vocale

A questo punto dovrebbe funzionare tutto tranquillamente. :) Ricordatevi che se volete usare gli auricolari per chiamare dovrete riattivarne il riconoscimento all’interno dell’applicazione.

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ott
06

[Risolto] Il volume di sistema in KDE è agganciato a quello di VLC

 

Non sono riuscito a trovare un espressione migliore per descrivere il problema: alzando il volume di VLC aumenta anche il volume di sistema, in KDE. Per la precisione, il volume di sistema è sempre maggiore o uguale a quello di VLC. In realtà non è un problema né di KDE (si presenta anche negli altri ambienti desktop) né di VLC (si presenta anche con gli altri programmi, per esempio l ho riscontrato in Dragon Player), ma di una configurazione predefinita poco felice di PulseAudio. È facile imbattersi in questo problema usando KDE perché questo ambiente desktop usa in maniera predefinita PulseAudio. Nel manuale del demone di configurazione di Pulseaudio (man pulse-daemon.conf) possiamo leggere

flat-volumes=  Enable   flat  volumes, i.e. where possible let the sinkvolume equal the maximum of the volumes of the inputs connected to  it.Takes a boolean argument, defaults to yes.

Per risolvere il problema bisogna modificare il file /etc/pulse/daemon.conf con il proprio editor di testo preferito e con i diritti di amministratore. Per esempio, volendo usare Kwrite per aprire il file si può dare il seguente comando nel terminale

kdesudo kwrite /etc/pulse/daemon.conf

Dopo di ciò dobbiamo impostare la variabile flat-volumes al valore no, per inibire il comportamento descritto nel manuale. Nel file dovrebbe essere già presente la riga

; flat-volumes = yes

In questo caso, togliere il simbolo di commento ; e cambiare il valore della variabile da yes a no. Se la riga precedente non è presente, aggiungete semplicemente da qualche parte la riga

flat-volumes = no

Dopo aver salvato e chiuso il file, per concludere bisogna riavviare Pulseaudio da terminale con il comando

pulseaudio --kill && pulseaudio --start

Ho trovato questa soluzione qui: https://wiki.archlinux.org/index.php/PulseAudio_%28Italiano%29#Il_livello_del_volume_si_alza_ogni_volta_che_una_nuova_applicazione_viene_avviata.

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ott
01

Rhythmbox 2.98 disponibile al download

 

Nelle scorse ore, il team di sviluppo di Rhythmbox, ha rilasciato la versione 2.98 del riproduttore musicale di GNOME. L’ennesima versione, sempre più vicina alla versione 3.0 porta con sé interessanti novità e mette quelle che sono le basi per il tanto atteso rilascio della prossima major release.

In questo interessantissimo aggiornamento di Rhythmbox, troviamo: una nuova finestra di dialogo per l’importazione della musica, migliori traduzioni e una ricerca più accurata delle copertine degli album, migliori metadata per i CD audio, nuove e migliorate notifiche, nuova ricerca delle informazioni tramite musicbrainz e come al solito un gran numero di bug corretti.

La nuova versione di Rhythmbox è come di consueto disponibile sotto forma di sorgenti dal ftp GNOME e arriverà probabilmente nelle prossime ore nei repository delle maggiori distribuzioni. Nel mentre, come prevedibile, su Launchpad è stato creato un PPA per installare questa versione su Ubuntu 12.04 e Ubuntu 12.10.

Via | Webupd8

Rhythmbox 2.98 disponibile al download é stato pubblicato su Ossblog.it alle 16:00 di lunedì 01 ottobre 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.

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set
25

Disponibile GStreamer 1.0: è incompatibile con le versioni precedenti

 

Logo di GStreamerGStreamer raggiunge la versione 1.0 a quasi dodici anni dal primo rilascio, avvenuto nel gennaio del 2001: il framework multimediale concepito per GNOME – e, ormai, utilizzato a livello predefinito anche da Phonon su KDE – propone delle nuove Application Programming Interface (API) e una nuova stabilizzazione della Application Binary Interface (ABI) che non sono compatibili con le precedenti. Fortunatamente, GStreamer 1.0 può essere installato in parallelo con la versione 0.10.x presente da tempo sulle principali distribuzioni.

Le novità più consistenti riguardano il sistema dei plugin, che negli anni sono diventati oltre 150: il core di GStreamer 1.0 è stato ridefinito per migliorare la gestione della memoria in ragione delle nuove “sfide” già illustrate da Wim Tayman alla conferenza annuale tenutasi il 27 e 28 agosto a San Diego, in California — ovvero, i dispositivi integrati e le schede video ibride per il parallel computing. La versione 1.0 è una ripartenza del framework che non s’esaurisce col rilascio, costringendo gli sviluppatori ad adeguarsi.

Senza addentrarci nei tecnicismi, GStreamer 1.0 introduce il passthrough da PulseAudio e supporta l’infrastruttura di GObject Introspection (GOI) per GNOME 3.x. Le nuove funzionalità delle API garantiscono maggiori performance sulle transizioni dinamiche permettendo di realizzare programmi per la face recognition: richiedendo il porting di tutte le applicazioni che adottano il framework, in questo periodo le versioni 1.0 e 0.10.x avranno un supporto parallelo. Debian (Sid), Ubuntu 12.10 e Fedora 18 includeranno l’aggiornamento.

Via | GStreamer

Disponibile GStreamer 1.0: è incompatibile con le versioni precedenti é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di martedì 25 settembre 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.

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set
12

Opus, il nuovo codec di Mozilla e Xiph Foundation per insidiare l’MP3

 

Logo di OpusOpus è un nuovo codec audio che – concepito da Mozilla e Xiph Foundation – ha appena acquisito l’approvazione della Internet Engineering Task Force (IETF), diventando uno standard. Il progetto è molto importante perché annovera Google, la divisione di Skype in Microsoft e Broadcom tra i sostenitori: non costituisce soltanto un’alternativa all’MP3, ma alla maggioranza dei codec esistenti. Le caratteristiche di Opus gli permettono d’essere impiegato in numerose registrazioni dalla voce alla musica, dal tempo reale alla differita.

I lavori al codec sono iniziati tre anni fa, incontrando scetticismo e opposizioni: Opus è sia royalty-free, sia open source ed è supportato a partire da Firefox 15 e Thunderbird 15 grazie al container di OGG. Al momento, quello di Mozilla è l’unico browser a permettere la riproduzione del codec in HTML5… ma il coinvolgimento di Google e Microsoft lascia intendere che seguiranno al più presto Chrome e Internet Explorer — mentre FFMpeg, GStreamer e VLC supportano Opus praticamente da quando il codec è entrato in fase di sviluppo.

La libreria del codec è rilasciata in versione 1.0 e sono già disponibili degli strumenti per la codifica e decodifica con Mac OS X e Windows in aggiunta ai sorgenti compilabili su Linux. Opus propone un bitrate variabile da 6kb a 512kb al secondo con una banda da 8kHz a 48kHz in modalità mono o stereo per voce e musica. Il framerate è da 2.5ms a 60ms. L’intenzione è quella di sostituire sei codec fra quelli proprietari od open source: la IETF ha deciso di rendere Opus “mandatorio” per WebRTC, il framework realizzato da Google.

Via | Mozilla

Opus, il nuovo codec di Mozilla e Xiph Foundation per insidiare l’MP3 é stato pubblicato su Ossblog.it alle 09:00 di mercoledì 12 settembre 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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set
04

KidMP, un nuovo media player più adatto ai bambini da Aurélien Gâteau

 

Logo di KDEKidMP è la nuova intuizione di Aurélien Gâteau, lo sviluppatore di KDE alle prese con le esigenze della figlia: l’avevamo lasciato a “smanettare” con HandBrake e lo ritroviamo con un media player concepito per intrattenere i bambini quando si viaggia. KidMP, infatti, è la soluzione trovata da Gâteau per lasciare alla figlia il pieno controllo della riproduzione dei film sul proprio laptop mentre è alla guida. Una situazione piuttosto comune per i genitori abituati ad avere con sé i figli nei lunghi spostamenti con l’automobile.

Basato su KDE, KidMP non richiede che chi l’utilizzi sappia leggere e fornisce poche funzioni elementari adatte all’interazione di un bambino. Tutte le operazioni possono essere effettuate con la tastiera — perché in viaggio l’impiego del touchpad è difficoltoso: la navigazione si controlla con le frecce, mentre la barra spaziatrice e l’invio avviano o arrestano la riproduzione. KidMP è eseguito a schermo intero ed è molto difficile chiuderne la finestra per errore. Grandi icone nella parte inferiore aiutano a capire cosa fare.

Le copertine dei film – qualora si fosse connessi a internet – sono recuperate da IMDb. KidMP è un’applicazione davvero interessante, a prescindere dalla facilità per i bambini: scritto in PyKDE e QML, il media player potrebbe essere esteso per includere nuove funzionalità e diventare un prodotto completo fruibile dagli adulti. La scorsa estate, partendo da presupposti diversi, Harald Sitter aveva realizzato un prototipo di riproduttore multimediale per Phonon con QML. Non ha sostituito Dragon Player, però è era simile a KidMP.

KidMP

KidMPKidMP

Via | Aurélien Gâteau

KidMP, un nuovo media player più adatto ai bambini da Aurélien Gâteau é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di martedì 04 settembre 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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ago
19

Beck elude la pirateria col nuovo album che è un prodotto open source

 

Copertina di Song ReaderBek David Campbell (AKA “Beck”) è un musicista statunitense che ha deciso di recuperare una forma editoriale del passato per la pubblicazione del prossimo album: Song Reader, atteso in dicembre, è un libro che contiene soltanto le partiture delle nuove canzoni dell’autore — lasciando ai fan l’onere di suonarle. Quella che è stata una prassi della musica classica potrebbe diventare un inedito modello di business contro la diffusione della pirateria informatica e, in un certo senso, a favore dell’open source. Con qualche appunto.

Occorrono subito due precisazioni: anzitutto, Beck non ha menzionato esplicitamente la lotta alla pirateria nella decisione di non registrare in sala il nuovo album e le partiture non saranno rilasciate come open source. La natura “aperta” deriva dal fatto che Song Reader conterrà le istruzioni per creare la musica, insieme a delle miniature che ritraggono l’artista e i suoi strumenti, ma non è previsto che le partiture siano modificabili o ridistribuibili. Un dettaglio non indifferente per i musicisti che volessero ispirarcisi.

L’idea di Beck, con tutti i suoi limiti, è destinata a riaprire il capitolo della musica open source: Song Reader conterrà i sorgenti dell’album, ma non prevede una licenza “aperta”. Normalmente, la musica open source distribuisce soltanto il prodotto finale – privo dei sorgenti – con una licenza adeguata. Perché un contenuto possa davvero essere considerato “libero” gli artisti dovrebbero pubblicare sia le partiture, sia le registrazioni. Personalmente, fatico a citare degli esempi che rispettino queste premesse. Ne conoscete?

Via | The Register

Beck elude la pirateria col nuovo album che è un prodotto open source é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di domenica 19 agosto 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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ago
14

Amarok 2.6: arriva il supporto agli iDevices

 


Il team di sviluppo di Amarok, il famoso player musicale del desktop KDE, ha di recente rilasciato la versione 2.6 di uno dei componenti più apprezzati di KDE. La notizia arriva direttamente dal sito ufficiale del progetto, che con un lunghissimo post annuncia questo interessantissimo rilascio. Come ad ogni major release, Amarok introduce tante novità davvero importanti.

Le novità più interessanti per questa versione 2.6 sono un migliorato supporto agli iDevice, fino ad ora limitato ai soli iPod e alcune modifiche che rendono il software realmente stabile, supporto ai file Ogg and Flac e il classico bug fix. Il supporto agli iDevice è stato migliorato grazie ad una riscrittura from scratch e l’utilizzo di libgpod; unica nota dolente è il mancato supporto ad iOS 5 e superiori. Incredibile la scelta di non utilizzare una libreria specifica come libimobiledevice che offre un supporto agli iDevice pressoché totale.

Nome in codice “In Dulci Jubilo”, Amarok 2.6 pare essere finalmente maturato rispetto alle altre versioni, nonostante la qualità di queste. Possiamo trovare ulteriori informazioni riguardo questa major release consultando l’apposito annuncio sul sito ufficiale, compreso il changelog. Amarok 2.6 è disponibile al downlaod tramite l’apposita pagina, che mette a disposizione numerosi pacchetti precompilati per le più importanti distribuzioni GNU/Linux.

Via | H-Online

Amarok 2.6: arriva il supporto agli iDevices é stato pubblicato su Ossblog.it alle 16:59 di martedì 14 agosto 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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ago
13

Sibelius, il rapporto con Avid: Ardour e perché la GPLv2 è importante

 

Logo di Avid Technology, Inc.Avid ha acquistato Sibelius, un software commerciale di sintetizzazione audio su Mac OS X e Windows, nel 2006: il mese scorso la società ha chiuso gli uffici londinesi e il programma potrebbe essere abbandonato. Gli utenti di Sibelius hanno avviato una petizione su Facebook per convincere Avid che, nel frattempo, nega la discontinuità dell’applicazione a vendere il prodotto. Perché il problema dovrebbe interessare l’open source? Lo spiegano gli sviluppatori di Ardour, un’alternativa distribuita sotto licenza GPLv2 o successiva.

Se Sibelius fosse stato open source, probabilmente «non avrebbe generato un mercato di $18 milioni l’anno» — un’ipotesi credibile, quella degli sviluppatori di Ardour, ma che non ha un riscontro effettivo. Tuttavia, la chiusura degli uffici londinesi o il disinteresse di Avid a continuarne il supporto e l’aggiornamento non avrebbero impedito a programmatori indipendenti di portare avanti il progetto. Così, gli utenti non si troverebbero costretti a scegliere una soluzione diversa: Ardour fra queste è senza dubbio la più quotata.

Perciò, la GPLv2 assume un’importanza strategica. Subito alcuni lettori della dichiarazione di Ardour hanno posto delle obiezioni alla teoria degli sviluppatori. perché i plugin proprietari di Ardour potrebbero condividere il problema di Sibelius e la licenza in sé non garantisce la continuità di un progetto. Critiche che hanno un fondamento. A fare la differenza è l’opportunità: gli utenti di Sibelius non avranno scelta qualora Avid decidesse davvero d’abbandonare il prodotto. La GPLv2 o successiva aprirebbe delle prospettive.

Via | Ardour

Sibelius, il rapporto con Avid: Ardour e perché la GPLv2 è importante é stato pubblicato su Ossblog.it alle 15:00 di lunedì 13 agosto 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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ago
08

OUYA e XBMC annunciano una partnership: il media center sulla console

 

Mascotte di OUYA — XBMC for AndroidOUYA – il prototipo di console da $99, attualmente basato su Android Open Source Project (AOSP) alla versione 4.0 – beneficerà del supporto di XBMC, il popolare media center, a partire dal lancio: una partnership garantirà l’immediata disponibilità dell’applicazione, grazie all’accesso privilegiato degli sviluppatori alla console. XBMC for Android, il porting del media center per il sistema operativo di Google, è ancora da completare ed è stato annunciato due settimane fa. Un’ottima notizia per il futuro di entrambi i progetti.

L’intenzione di OUYA è quella di “rivoluzionare” il mercato delle console con un ecosistema aperto. Il progetto ha attratto l’interesse di due mondi agli antipodi: le etichette discografiche con VEVO e il noleggio dei videogiochi su OnLive da una parte, gli sviluppatori open source di XBMC dall’altra. La distribuzione del prototipo è attesa per il marzo del 2013, nonostante i forti dubbi sul rispetto della tabella di marcia. A poche ore dalla chiusura della raccolta fondi, OUYA ha superato i $7,5 milioni su $950,000 d’obiettivo.

XBMC for Android non è disponibile su Google Play e, a prescindere dal completamento del porting, l’impiego più intelligente è su quei dispositivi integrati che installano AOSP e sono esclusi dal market ufficiale del sistema operativo. OUYA è una soluzione di compromesso perché la console offrirà un proprio app store e avrà una società alle spalle: per i consumatori è un’esperienza meno pionieristica rispetto a quella di OpenELEC, la soluzione per il media center che supporta tra gli altri Raspberry Pi. Non resta che attendere.

Via | XBMC

OUYA e XBMC annunciano una partnership: il media center sulla console é stato pubblicato su Ossblog.it alle 09:00 di mercoledì 08 agosto 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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ago
06

Aurélien Gâteau: l’esperienza con HandBrake 0.9.8 sul ripping dei DVD

 

Logo di HandBrakeAurélien Gâteau – uno sviluppatore di KDE, attivo ultimamente nel porting di LightDM – non è soltanto un ingegnere. È anche un padre e, come tale, deve rispondere alle richieste dei propri figli. Nello specifico, Gâteau ha dovuto effettuare il ripping del DVD di Cars 2 della Disney affinché fosse leggibile da un Home Theatre PC (HTPC) con XBMC. Abituato a utilizzare K9Copy o Ogmrip, ha incontrato delle difficoltà a causa di ARccOS: è un sistema di protezione creato da Sony nel 2007 per tutelare le restrizioni regionali dei DVD.

Gâteau è in possesso del DVD originale di Cars 2 e il ripping della copia gli serve giusto perché sia leggibile dal dispositivo che utilizza per la riproduzione dei contenuti multimediali, mentre ARccOS è stato concepito per evitare la riproduzione illecita. Purtroppo, K9Copy e Ogmrip non sono stati in grado d’effettuare il ripping: Gâteau non s’è perso d’animo e con una breve ricerca sul web è venuto a conoscenza di HandBrake, un programma open source del quale avevamo già parlato nel 2009 — e che aggira le restrizioni di Sony.

Nonostante la scarsa popolarità, HandBrake è tuttora mantenuto ed è disponibile per Linux, Mac OS X e Windows sotto licenza GPL. L’ultima versione, cioè la 0.9.8, è stata rilasciata il 18 luglio: sembra che lo sviluppo sia appena ripreso dopo una lunga pausa. John Stebbins, il principale sviluppatore di HandBrake, mantiene personalmente un PPA su Launchpad per Ubuntu, coi pacchetti aggiornati a Precise Pangoline. Se siete alla ricerca di una soluzione open source per ARccOS di Sony, HandBrake 0.9.8 potrebbe fare al caso vostro.

Via | Aurélien Gâteau

Aurélien Gâteau: l’esperienza con HandBrake 0.9.8 sul ripping dei DVD é stato pubblicato su Ossblog.it alle 13:00 di lunedì 06 agosto 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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lug
18

Nero ha abbandonato definitivamente lo sviluppo di software per Linux

 

Immagine di Nero Linux 4Nero AG, la società tedesca che produce Nero Burning ROM – la popolare suite di masterizzazione per Windows – ha confermato in via ufficiale l’abbandono dello sviluppo della versione commerciale per Linux. Nel 2005, Nero Linux è stato fra i primi programmi d’un certo “peso” ad approdare alle distribuzioni basate sul kernel di Linus Torvalds, nonostante le stesse funzionalità proposte fossero garantite da numerose alternative open source. E, infatti, la cessazione del supporto di Nero Linux 4 in sé non sconvolge davvero nessuno.

Proposto in prova gratuita a funzioni limitate e a pagamento, Nero Linux ha acquisito la possibilità di masterizzare Blu-ray – un formato che, probabilmente, è destinato a condividere la stessa sorte – nel 2007, insieme al porting alle Gtk+ e UNICODE. Le differenze fra le due versioni erano minime e pochi hanno optato per l’acquisto di una licenza. Forse, l’aspetto più interessante riguarda proprio il fatto che Nero sia stato tra i primi programmi per i quali girassero dei codici seriali contraffatti su Linux. Un pessimo record.

Eppure, la notizia dell’abbandono di Linux porta con sé una certa amarezza ed è un’occasione mancata per la società. Nero non è più soltanto un software di masterizzazione: negli anni, anche grazie all’approdo di soluzioni open source per Windows, Nero Burning ROM è diventato una piccola parte del business di Nero AG — che propone soluzioni di gestione, condivisione, conversione e manipolazione dei contenuti audiovisivi. Un settore nel quale Nero Linux avrebbe potuto fare la differenza, ma è abbandonato e non sarà mai “aperto”.

Via | Nero

Nero ha abbandonato definitivamente lo sviluppo di software per Linux é stato pubblicato su Ossblog.it alle 13:00 di mercoledì 18 luglio 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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lug
15

SDL 2.0 è in dirittura d’arrivo quando Sam Lantinga è passato a Valve

 

Logo di SDLSimple DirectMedia Layer (SDL) – la libreria multi-piattaforma in C per la manipolazione di grafica e audio – passerà direttamente dalla versione 1.2 alla 2.0. L’annuncio è stato dato da Sam Lantiga, l’autore di libsdl, all’indomani del suo passaggio a Valve. Nonostante il nuovo impegno con la società, che lo riporta ai tempi di Loki Software, Lantiga dovrebbe mantenere il ruolo di supervisione dello sviluppo di SDL. L’aggiornamento prevede una lunga serie di novità per le Application Programming Interface (API) della libreria.

La maggioranza delle feature previste per SDL 2.0 è già stata completata, ma Lantiga preferisce assicurarsi la chiusura dei principali bug rimanenti prima di proporre l’aggiornamento alle masse. Le novità, rispetto alla versione corrente, sono numerose: molte riguardano i dispositivi d’immissione. A questo proposito, SDL 2.0 proporrà delle API per il multi-touch, il force feedback dei joystick e la rotellina verticale del mouse, separando il riconoscimento più generico degli eventi testuali da quelli dei pulsanti della tastiera.

Sulla grafica, SDL 2.0 inserirà il supporto a finestre e schermi multipli, introducendo il concetto di viewport – già utilizzato per il responsive design a differenti risoluzioni – con la nuova accelerazione hardware bidimensionale e tridimensionale. Sarà possibile selezionare individualmente la frequenza di refresh del monitor. Per l’audio, l’aggiornamento prevede il supporto alle casse in 7.1, la possibilità di registrare i flussi e l’utilizzo di più schede in contemporanea. Una nuova versione che farà davvero comodo a Valve.

Via | Phoronix

SDL 2.0 è in dirittura d’arrivo quando Sam Lantinga è passato a Valve é stato pubblicato su Ossblog.it alle 14:00 di domenica 15 luglio 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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lug
14

XBMC ha annunciato il rilascio del media center, completo, su Android

 

Mascotte di XBMC for AndroidXBMC, uno fra i più popolari media center multi-piattaforma open source, è disponibile su Android: il porting completo è stato tenuto segreto fino a ieri, quando gli sviluppatori hanno pubblicato l’annuncio ufficiale. L’applicazione non è ancora arrivata su Google Play, dal quale si può scaricare soltanto XBMC Remote — che trasforma gli smartphone in telecomandi. È disponibile subito il codice sorgente, rilasciato su GitHub sotto licenza GPLv2. Nei prossimi giorni dovrebbe arrivare pure l’autorizzazione per il market di Google.

XBMC for Android è stato sviluppato su XIOS DS, il Set-Top Box (STB) di Pivos: una società che, di conseguenza, è stata aggiunta fra i partner del progetto. Proprio i STB sono il target ideale del media center, che comunque può funzionare discretamente su smartphone e tablet. Google – soprattutto da Honeycomb in avanti – propone già una serie di applicazioni dedicate alla riproduzione dei contenuti multimediali su Android e il porting di XBMC assume una maggiore importanza su quei dispositivi che non hanno un supporto ufficiale.

In pratica, tutti i device che utilizzano i sorgenti pubblicati da Android Open Source Project (AOSP) per realizzare delle build personalizzate e non hanno un accesso diretto a Google Play. L’ultimo, in ordine di tempo, è Ouya: il prototipo di console che sta avendo successo su Kickstarter. Ovviamente, XBMC for Android può essere installato su qualunque dispositivo soddisfi i requisiti minimi di sistema in alternativa alle applicazioni ufficiali proposte da Google. Non è necessario effettuare il rooting perché possa funzionare.

Via | XBMC

XBMC ha annunciato il rilascio del media center, completo, su Android é stato pubblicato su Ossblog.it alle 14:00 di sabato 14 luglio 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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giu
14

Skype per Linux: ecco la versione 4.0!

 

Skype per Linux, alcuni mesi fa era stato definito “morto”, l’affermazione fu smentita col rilascio della versione 2.2 ed ora, a sorpresa è arrivata la versione 4.0 da alcuni mesi in versione beta. Se l’aggiornamento precedente del 6 Aprile introduceva solo qualche piccola correzione, ecco che questa nuova major release punta ad eliminare il gap con la versione per Windows e OS X, introducendo alcune features già viste e migliorando sensibilmente la UI.

Ovviamente c’è ancora una grande differenza tra la versione per gli altri due famosi e blasonati OS, ma le novità sono davvero interessanti: troviamo infatti una nuova e più moderna UI, una migliorata qualità audio e video, un migliore supporto alle webcam, una nuova sincronizzazione delle conversioni, nuove icone ed emoticons e una nuova gestione delle finestre ora raggruppate in tab.

Skype per Linux è scaricabile direttamente dal sito ufficiale del progetto o direttamente a questo indirizzo. Attualmente, sull’Ubuntu Software Center è ancora disponibile la versione 2.2, ad ora è atteso l’arrivo della nuova release; è comunque necessario rimuovere la versione precedente per installare Skype 4.0 per non incorrere in problemi di conflitto tra pacchetti.

Via | OMG Ubuntu

Skype per Linux: ecco la versione 4.0! é stato pubblicato su Ossblog.it alle 20:00 di giovedì 14 giugno 2012. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.

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