dic
25

Cinnarch 2012.12.21: release minore

 

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dic
10

ArchBang 2012.12: la quarta versione annuale è pronta

 

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dic
08

Chakra GNU/Linux 2012.12: “Claire” si aggiorna

 

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nov
26

Cinnarch 2012.11.22: Arch Linux con un pizzico di Linux Mint

 

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mar
06

Arch Linux: ecco una versione per Raspberry Pi

 

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Il progetto Raspberry Pi di cui abbiamo parlato di recente ha annunciato la disponibilità di una versione per piattaforma ARM di Arch Linux. Il porting di questa versione ha richiesto ben sei mesi di lavoro, tempo necessario per fornire una versione di Arch Linux disegnata appositamente per utenti esperti.

La versione in questione arriva senza alcuna interfaccia grafica, come accade nella versione per altre piattaforme. Insieme all’annuncio del rilascio di questa versione vengono forniti i comandi per installare LXDE, uno dei più leggeri DE in circolazione. Gli utenti esperti o comunque che possiedono una certa familiarità con Arch Linux e Pacman, riusciranno ad installare altri DE con relative ottimizzazioni.

Arch Linux ARM è disponibile al download per Raspberry Pi sotto forma di immagine per SD direttamente dal sito del progetto. Sempre all’interno della pagina di download possiamo trovare anche una versione di Debian Squeeze.

Via | Raspberry Pi

Arch Linux: ecco una versione per Raspberry Pi é stato pubblicato su Ossblog.it alle 10:00 di martedì 06 marzo 2012.

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ott
03

Una nuova versione per Chakra

 

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giu
10

Lunga vita a Kde 3.5

 

Pochi giorni fa è stato rilasciato KDE Software Compilation 4.5 Beta2, potete vedere l annuncio qui, ma per i nostalgici che trovano la nuova versione di kde molto scomoda che fare?
Beh, ci sono molte soluzioni non ufficiali per le maggiori distribuzioni usate, gli altri si armino di pazienza ed usino i programmi della suite GNU toolchain.

Arch Linux:
Da sempre arch linux è stata rinomata come distribuzione per la sua semplicità, ma rimanendo sempre iper-configurabile, infatti basti pensare che nell installazione standard non ci sono software al di fuori di quelli essenziali.
KDE è gestito anche dai maintainers ufficiali, ma oltre a quello si sono sviluppati dei pacchettizzatori esterni, dando origine al progetto kdemod.
Impacchettano sia la versione 4.x che la vecchia 3.5, per installare kde 3.5 basta seguire le istruzioni

Debian:
Da sempre KDE è stato visto con un occhio di diffidenza dagli utenti di Debian, dato che si appoggiava ad un toolkit proprietario di nokia, attualmente ci sono due versioni del toolkit, una per applicazioni non commerciali rilasciata in LGPL, mentre un altra per applicazioni commerciali rilasciata sotto licenza proprietaria.
Attualmente KDE 3.5 è disponibile per la versione brandizzata come “stable”, cioè Lenny e per la versione “testing”, cioè Squeeze, potete reperire i vari cd d installazione qui.

Gentoo:
Purtroppo la versione di KDE 3.5 è disponibile solo nel overlay kde-sunset, a breve scriverò un mini tutorial su come installarlo.

Mandriva:
Per la versione 2010 puoi reperire dei pacchetti non ufficiale a questo indirizzo.

OpenSuse:
Sono disponibili dei cd non ufficiali di OpenSuse con Kde 3.5 a questo indirizzo.

Slackware:
Dalla versione 12.2 KDE 3.5 non è più supportato ufficialmente perché si è migrati alla nuova versione, per la versione 13.0 potete reperire i pacchetti in questo archivio ftp.

(K)Ubuntu:
L ultima versione che aveva KDE 3.5 nell installazione di default era la vecchia versione 8.04 ( Hardy Heron ), che veniva distribuita anche con KDE 4.0.1, ovviamente la scelta di Canonical è stata ben mirata, la distribuzione infatti si proponeva come una LTS ( Long Time Support ) e mettere di default del software così instabile e così importante come il desktop Environment era una follia.
Nell ultima versione rilasciata, cioè la 10.04 ( Lucid Lynx ) è stato cassato KDE 3.5 in favore di KDE 4.4.2, la versione è stata rilasciata come LTS, quindi non vedremo mai più pacchettizazioni ufficiali da parte di Canonical della “vecchia” versione di KDE.
Le persone che volessero utilizzare la versione vecchia di KDE con la nuova versione di Kubuntu possono scaricare le iso del progetto Trinity qui.
Mentre per chi avesse già installato la nuova versione di Kubuntu o di Ubuntu o qualsiasi *buntu può seguire queste istruzioni.

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mar
03

Arch Linux si pronuncia sui drivers AMD/ATI

 

Giorni fa, Eduardo Romero ha espresso la sua opinione nella mailing list del progetto Arch , riguardo la scottante questione dei binari (quindi closed source) .

La sua decisione, condivisa da quasi tutti gli sviluppatori, è stata quella di spostare il dal repository Extra in Community: per chi non lo sapesse, i pacchetti in Community godono di un supporto di minor tipo e di minore considerazione.
La decisione è stata ovviamente motivata dallo stesso Romero: “Il Catalyst è in uno stato pietoso e non sta facendo quasi nulla per migliorare questa situazione, stanno solamente prendendo come uno scherzo.”

Per questo motivo il pacchetto con il verrà declassato, e godrà del supporto dei soli Trusted User, responsabili del repository Community.

All’articolo di Phoronix sull’accaduto, c’è stata una pronta risposta di Jan De Groot, stakanovista maintainer di tantissimi pacchetti per la distribuzione, compreso Xorg; e proprio in veste di maintainer di Xorg si è espresso su questi fatti, offrendo una dettagliata motivazione dell’importante atto commesso dal team di sviluppatori.

De Groot ha spiegato infatti, che oltre motivi tecnici riguardanti la pacchettizzazione del , la causa di tutto può essere individuata nel rilascio del server X 1.6. Mentre tutti i opensource possono essere ricompilati per essere resi funzionanti sotto il nuovo Xorg, ed il Nvidia può essere aggiornato all’ultima versione per avere il supporto a tale rilascio di X, non offre da parte sua il minimo supporto per questa nuova versione.

“Questi problemi” continua De Groot “rendono il compito di mantenere un binario e non libero, un compito che nessuno vuole assumersi. Andreas (riferendosi ad Andreas Radke, attuale maintainer del ) mantiene questo perchè nessun altro nel team di sviluppo vuole farlo, o dispone dell’hardware per poterlo fare.”

Lo sviluppatore conclude il suo discorso ribadendo il fatto che comunque il Catalyst non sparirà, ma sarà semplicemente mantenuto dai Trusted User nel repository Community, o da un utente nell’AUR (il repository comunitario).

Nel frattempo l’intero team di sviluppo punta le sue speranze sul RadeonHD.

Post del blog: PettiNix
—–
PettiNix ti consiglia anche di leggere The Brain Machine

Arch Linux si pronuncia sui drivers AMD/ATI

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gen
19

XBMC, il media center libero per Linux

 

XBMC è un media center libero e gratuito per Linux. Nato originariamente per la console Xbox (il nome stesso è la sigla «Xbox Media Center»), è disponibile anche per il nostro amato sistema operativo.

Essendo basato sul riproduttore Mplayer, XBMC supporta un vasto numero di formati multimediali, di tutti i tipi: video, musica e immagini. Supporta anche le skin, che permettono di personalizzare al massimo l’aspetto grafico. Se abbiamo una connessione a Internet, XBMC è anche in grado di mostrare, nel menú principale, le previsioni meteorologiche della nostra città.

XBMC è quindi utilissimo se abbiamo intenzione di collegare il PC allo schermo della televisione: in questo modo riusciremo a goderci, ad esempio, i nostri film preferiti seduti comodamente sul divano.

Unico neo: a causa di problemi legali, il programma può essere distribuito solo sotto forma di codice sorgente. Per questo motivo saremo costretti a compilare manualmente il programma (o se utilizziamo la distribuzione Arch Linux sarà sufficiente ottenere il programma con Yaourt).

Il sito ufficiale è http://xbmc.org/.

      

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gen
17

Personalizzare il terminale con il file «bashrc»

 

Personalizzare il terminale di Linux è un’operazione facile e alla portata anche dei meno esperti. Prima di tutto, ovviamente, dobbiamo aprire il terminale stesso. Digitiamo il seguente comando per modificare il file «.bashrc», che si trova all’interno della nostra cartella home.

nano .bashrc

Ci apparirà un file di testo che potremo modificare con le nostre preferenze. Aggiungendo la seguente riga, ad esempio…

PS1='[u@h W]$ ‘

…modificheremo l’aspetto della parte iniziale della riga di comando. Questa riga di solito è già presente e varia a seconda della distribuzione (quella che vedete qui sopra si riferisce ad Arch Linux).

Utilissimo è poi il comando «alias»: ci permette di lanciare rapidamente un comando (che magari utilizziamo spesso ma è troppo lungo da scrivere ogni volta) sostituendolo con uno piú corto. Un esempio pratico?

alias aggiorna= sudo apt-get update;sudo apt-get upgrade;

Aggiungete questa riga al file «.bashrc» di Ubuntu o Debian per avviare un aggiornamento del sistema scrivendo semplicemente «aggiorna» all’interno del terminale!

      

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dic
28

Archlinux: soluzione temporanea per Yaourt che non funziona

 

Questo è un articolo per tutti gli utenti di Archlinux che installano i programmi con Yaourt (che, ricordo, non è un programma ufficiale ma è stato sviluppato da un utente della community francese).

Ebbene, Yaourt da qualche giorno non funziona piú, mostrando solo i risultati dei repository ufficiali. In pratica Yaourt non riesce piú a cercare i pacchetti su AUR, a causa di una modifica sul sito di Archlinux.

In attesa che i programmatori risolvano il problema, è possibile modificare leggermente un file di Yaourt affinché questo riesca a cercare i pacchetti (tuttavia non viene mostrata la relativa descrizione).

È sufficiente cancellare nel file /usr/bin/yaourt la seguente riga:

wget -q "${AUR_URL}${1}" -O - | grep -A 2 "<a href='/packages.php?ID="

…e sostituirla con questa:

wget -q "${AUR_URL}${1}" -O - | grep -A 2 "<a href='packages.php?ID="

Salvate e il gioco è fatto! Ovviamente questa è una soluzione temporanea e assolutamente non elegante, da usare solo in attesa di un vero e proprio aggiornamento del programma.

      

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nov
06

Procedere con l’installazione?

 

Dimensione totale dei pacchetti da scaricare:    765,20 MB
Dimensione totale dei pacchetti da installare:   2474,17 MB

Procedere con l installazione? [S/n]

Premo «S», lancio uno schiaffo all’invio e si parte con un download di quasi 800 megabyte di aggiornamenti. La mia distribuzione, Arch Linux, ha sempre a disposizione dei pacchetti aggiornatissimi: per questo la reputo ottima. A volte (bisogna ammetterlo) capita che questa repentinità nell’aggiornare causi alcuni problemi di incompatibilità oppure la scoperta di fastidiosi bug; spesso, però, si risolve in brevissimo tempo.

Sul mio portatile, acquistato qualche settimana fa, mantengo sempre tutto alla versione piú recente (e consiglio anche a voi di seguire il mio esempio, indipendentemente dalla vostra distribuzione).

Sul computer piú vecchio, tuttavia, mi dimentico di effettuare questa importante operazione e cosí mi ritrovo sempre a dover aggiornare una marea di programmi in un solo colpo. La cosa può essere noiosa, ma la trovo assolutamente positiva.

Morale di questo articolo apparentemente inutile: il mondo del software libero è in continua evoluzione, un perenne miglioramento che non è affatto presente nei sistemi operativi proprietari. Partecipate voi stessi a questa grande comunità fatta da utenti e programmatori: è grazie all’impegno di tutti che oggi possiamo utilizzare un sistema operativo stabile e completo come Linux.

Viva gli aggiornamenti! ;-)

      

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ago
31

Effetti speciali, ombre ed animazioni su Arch Linux con Compiz

 

Le pubblicità di Windows Vista puntano tutto sulla nuova grafica ricca di animazioni, trasparenze ed altri effetti speciali… A dire il vero, però, essi sono veramente pochi, scomodi e soprattutto avidi di risorse. E per ottenere questo minimo cambiamento rispetto alle versioni precedenti del sistema operativo, Microsoft ha impiegato anni ed anni!

Su Linux, invece, gli effetti speciali ci sono da molto piú tempo; essi sono migliori sia per una minor richiesta di risorse che per una piú vasta scelta.

Tutto questo si chiama Compiz: è un Window Manager (cioè un programma che controlla il funzionamento delle finestre) che aggiunge eleganti effetti come la disposizione di vari desktop su un cubo, l’aggiunta di ombre e sfumature, la trasformazione delle finestre in entità gelatinose e tanto altro!

Compiz, come abbiamo già detto, richiede pochissime risorse rispetto all’equivalente di Windows Vista; purtroppo, però, per utilizzarlo dobbiamo assolutamente avere una scheda video compatibile (in termini tecnici, dev’essere dotata della tecnologia AIGLX). Piú precisamente, non dev’essere la scheda ad essere compatibile, ma i suoi driver; driver che, a volte, sono pessimi (come nel caso delle schede video ATI) oppure ottimi (come con NVidia o Intel).

L’installazione è immediata e, ovviamente, dipende dalla distribuzione. Su Arch Linux, ad esempio, si installa con il comando

sudo pacman -S compiz-fusion-gtk

se utilizziamo GNOME. Altrimenti, se siamo utenti di KDE, installiamolo con

sudo pacman -S compiz-fusion-kde

Per attivarlo sarà sufficiente lanciare il Compiz Fusion Icon, che dovrebbe installarsi automaticamente. In caso contrario,

sudo pacman -S fusion-icon

Potremo poi personalizzare gli effetti, attivando o personalizzando quelli che preferiamo, tramite un comodo pannello di controllo (su GNOME è in Sistema > Preferenze > Gestore configurazione CompizConfig).

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giu
30

ArchLinux ha fatto centro

 

Da qualche giorno su uno dei miei due pc ho installato Archlinux… Ché dire, a parte un piccolo intoppo iniziale (startx che funzionava solo da root, e bastava scommentare una riga!), tutto funziona a meraviglia.

L’installazione è una via di mezzo tra quella di una distribuzione che si arrangia a fare tutto (leggi Ubuntu) e una decisamente più impegnativa (leggi Gentoo), ma sicuramente intuitiva. Bella la possibilità di scegliere i pacchetti, suddivisi per categorie. Al termine dell’installazione si ha di fronte un sistema di base senza X e ovviamente senza ambiente desktop. Procedendo, non vi è alcuna scelta obbligata. Quando si vuole installare un pacchetto è possibile compilarlo da sé (pescando i PKGBUILD, vedere Makepkg e AUR) o procedere “alla debian”, il tutto con l’ottimo (fin’ora non mi ha dato alcun problema, e ho installato quasi tutto quello che mi serve) pacman.

Ho già deciso che Arch non si smuoverà da questo pc per un bel po’ di tempo, salvo catastrofi naturali e apocalissi fuori-orario. I pacchetti sono aggiornatissimi (più che su ubuntu con mille repository non ufficiali) e non ce n’è uno che non abbia installato personalmente (e consapevolmente), pacman è velocissimo e il sistema è stabile. Inoltre le nuove release non sono altro che snapshot come vale per Gentoo (pacman -Sy  ? emerge -uDN world), quindi niente maxi-upgrade che rischiano di mandare in pappa tutto.

Non mi resta che consigliarvi di provare questa fantastica distribuzione, ne vale la pena!

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