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Autore: Ferro Trackback
Tags: 1.0 beta,Desktop,GNU/Linux,Guide,Mozilla,Open Source,Silverlight,Software,Stand-alone,Ubuntu,Web 2.0,Web apps,Zimbra,air,internet,multipiattaforma,news,prism,problema,web browser
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In questi giorni è stato rilasciato Prism 1.0 beta, la nuova versione dell’alternativa Mozilla ad AIR della Adobe e Silverlight della Microsoft. Quando ve ne ho parlato, un anno fa circa, sembrava che potesse stare al passo con le altre soluzioni, ma, mentre AIR e Silverlight hanno continuato ad evolversi, Prism sembrava essere stato accantonato. Per chi non lo conoscesse, Prism è uno strumento Mozilla, che permette di integrare le applicazioni web sul nostro desktop. Lo potete trovare nei repository Ubuntu già associato alle principali applicazioni Web 2.0 (Facebook, Twitter, Gmail ecc), ma si tratta della versione 0.8. Prism è molto diverso da AIR, ed ha sia vantaggi che svantaggi. Da un lato infatti le applicazioni AIR sono più complete ma, con Prism. possiamo scegliere noi quale “installare”. Interessante è la scelta di Zimbra, un ottima suite di collaborazione online, di utilizzare Prism per la versione desktop del suo prodotto. Qui c’è un articolo pubblicato sul blog del progetto, che spiega le ragioni della scelta. Già che ci sono approfitto per consigliarvi di provare Zimbra Desktop 1.0, è da un po’ che ve ne volevo parlare ma non ho fatto a tempo.
Ritornando a Prism, assieme al nuovo rilascio, la Mozilla ha lanciato un nuovo sito per il progetto, che diventerà il punto di riferimento per la distribuzioni dei cosiddetti “bundle”, pacchetti che permetteranno di installare applicazioni Prism, un po come le estensioni Firefox.
Prism 1.0 beta è scaricabile da qui, sia come applicazione standalone che come plug-in di Firefox.
Problema Plug-in
Installando il plug-in, si possono trasformare le web apps in applicazioni desktop, semplicemente andando alla voce Strumenti, del menù di Firefox, e scegliendo “Convert Website to Application”. Si aprirà così una finestra che vi permetterà di scegliere alcune opzioni e l’icona dell’applicazione.
Una volta cliccato su Ok, troverete un nuovo collegamento sulla scrivania, lanciandolo vi apparirà un avviso per chiedervi se si tratta di un applicazione fidata, scegliete “Contrasegna come fidato” e rilanciatelo.
Con Ubuntu, il plug-in mi ha dato alcuni problemi perché invece dell’applicazione apriva l’home page di Firefox. Per correggere questo errore basta andare sulle proprietà del lanciatore (cliccandoci sopra col destro e scegliendo proprietà) e, alla voce comando, sostituire “/usr/lib/firefox-******/firefox” con xulrunner-1.9.
Installazione Prism standalone
La versione standalone non da questo problema, per installarla scaricate l’archivio, aprite un terminale nella cartella di salvataggio, date:
sudo tar -C /opt -xvf prism-1.0b1.en-US.linux-i686.tar.bz2
sudo chmod +x /opt/prism/prism
e create un collegamento dall’eseguibile ad /usr/bin:
sudo ln -s /opt/prism/prism /usr/bin
così potrete lanciarlo col comando:
prism
Per semplificare le cose potete creare un entrata nel menù dando:
alacarte
spostandovi nella sezione “Internet”, cliccando su “Nuova voce” e mettendo Prism come nome, prism come comando e selezionando l’icona (quella di default la trovate in /opt/prism/chrome/icons/default).
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In questi giorni è stato rilasciato Prism 1.0 beta, la nuova versione dell’alternativa Mozilla ad AIR della Adobe e Silverlight della Microsoft. Quando ve ne ho parlato, un anno fa circa, sembrava che potesse stare al passo con le altre soluzioni, ma, mentre AIR e Silverlight hanno continuato ad evolversi, Prism sembrava essere stato accantonato. Per chi non lo conoscesse, Prism è uno strumento Mozilla, che permette di integrare le applicazioni web sul nostro desktop. Lo potete trovare nei repository Ubuntu già associato alle principali applicazioni Web 2.0 (Facebook, Twitter, Gmail ecc), ma si tratta della versione 0.8. Prism è molto diverso da AIR, ed ha sia vantaggi che svantaggi. Da un lato infatti le applicazioni AIR sono più complete ma, con Prism. possiamo scegliere noi quale “installare”. Interessante è la scelta di Zimbra, un ottima suite di collaborazione online, di utilizzare Prism per la versione desktop del suo prodotto. Qui c’è un articolo pubblicato sul blog del progetto, che spiega le ragioni della scelta. Già che ci sono approfitto per consigliarvi di provare Zimbra Desktop 1.0, è da un po’ che ve ne volevo parlare ma non ho fatto a tempo.
Ritornando a Prism, assieme al nuovo rilascio, la Mozilla ha lanciato un nuovo sito per il progetto, che diventerà il punto di riferimento per la distribuzioni dei cosiddetti “bundle”, pacchetti che permetteranno di installare applicazioni Prism, un po come le estensioni Firefox.
Prism 1.0 beta è scaricabile da qui, sia come applicazione standalone che come plug-in di Firefox.
Problema Plug-in
Installando il plug-in, si possono trasformare le web apps in applicazioni desktop, semplicemente andando alla voce Strumenti, del menù di Firefox, e scegliendo “Convert Website to Application”. Si aprirà così una finestra che vi permetterà di scegliere alcune opzioni e l’icona dell’applicazione.
Una volta cliccato su Ok, troverete un nuovo collegamento sulla scrivania, lanciandolo vi apparirà un avviso per chiedervi se si tratta di un applicazione fidata, scegliete “Contrasegna come fidato” e rilanciatelo.
Con Ubuntu, il plug-in mi ha dato alcuni problemi perché invece dell’applicazione apriva l’home page di Firefox. Per correggere questo errore basta andare sulle proprietà del lanciatore (cliccandoci sopra col destro e scegliendo proprietà) e, alla voce comando, sostituire “/usr/lib/firefox-******/firefox” con xulrunner-1.9.
Installazione Prism standalone
La versione standalone non da questo problema, per installarla scaricate l’archivio, aprite un terminale nella cartella di salvataggio, date:
sudo tar -C /opt -xvf prism-1.0b1.en-US.linux-i686.tar.bz2
sudo chmod +x /opt/prism/prism
e create un collegamento dall’eseguibile ad /usr/bin:
sudo ln -s /opt/prism/prism /usr/bin
così potrete lanciarlo col comando:
prism
Per semplificare le cose potete creare un entrata nel menù dando:
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spostandovi nella sezione “Internet”, cliccando su “Nuova voce” e mettendo Prism come nome, prism come comando e selezionando l’icona (quella di default la trovate in /opt/prism/chrome/icons/default).
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Autore: Ferro Trackback
Tags: 64 bit,Alpha,Applicazioni AIR,GNU/Linux,Software,Web 2.0,Web apps,adobe,air,flash,news,x64
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A qualche mese dal rilascio della versione di Flash per architetture x64, l’Adobe ha rilasciato ieri la prima pre-realease di AIR 64-bit. Anche questa volta la scelta è ricaduta su Linux, come prima piattaforma per il rilascio. Il software non è ancora aperto al pubblico, ma si può ottenere inviando semplicemente una mail a questo indirizzo: rahul-dot-bansal-at-adobe-dot-com, con la risposta ad alcune domande. Qui comunque trovate tutte le informazioni. Lo scopo della release è proprio questo, far testare la nuova versione di AIR agli utenti, prima di rilasciarla pubblicamente. Per quanto riguarda la scelta di rilasciare solo la versione Linux, Matt Rozen della Adobe, ha dichiarato:
“Abbiamo visto un maggiore interesse da parte della comunità Linux per una versione 64-bit di Adobe AIR, perciò è stato questo l’obbiettivo dei nostri sforzi.”
Insomma, l’Adobe, che negli anni scorsi ha annunciato di voler colmare il divario tra le piattaforme, sembra muoversi realmente in questa direzione, ma c’è ancora tanto da fare, soprattutto per Flash.
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Autore: Ferro Trackback
Tags: Applicazioni AIR,Aptana,GNU/Linux,Guide,Menù editor,Open Source,Sicurezza,Software,Ubuntu,Web 2.0,air,css,editor,html,iPhone,ide,internet,java,nokia,php,python,studio
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Aptana è un IDE (ambiente di sviluppo integrato) professionale per lo sviluppo di applicazioni web e siti. Aptana è un prodotto Open Source, ed è disponibile per Linux, Mac e Windows, sia come applicazione stand-alone, che come plug-in per Eclipse. Si tratta di una soluzione molto completa che affianca strumenti per lo sviluppo di applicazioni Web 2.0 a servizi online di collaborazione ed hosting. Di base Aptana supporta Html, CSS e javascript, ma il supporto può essere esteso, grazie ad una serie di plug-in gratuiti, ad altri linguaggi come: Ruby On Rayls, Python e PHP. Sempre tramite plug-in si può abilitare una serie di strumenti per la creazione di applicazioni per iPhone, Nokia ed Adobe AIR. Le funzioni messe a disposizione da Aptana Studio sono veramente tante, per una panoramica completa vi rimando alla features list del sito ufficiale.

Installazione
Per installare Aptana Studio su Ubuntu basta scaricare, da qui, l’archivio zip della versione stand-alone per Linux.
Scompattatelo e spostatelo in una cartella qualsiasi della vostra home directory, es:
cp -r aptana /home/nomeutente/Programmi
Nelle istruzioni dell sito di Aptana lo spostano in /usr/local, ma per poter aggiornare, bisogna cambiare i permessi alla cartella.
Se non l’avete già fatto, installate xulrunner e Java 6, con:
sudo apt-get install sun-java6-jre sun-java6-plugin xulrunner
Create lo script runAptana nella cartella aptana con:
gedit /home/nomeutente/Programmi/aptana/runAptana.sh
incollate all’interno del file queste due righe:
export MOZILLA_FIVE_HOME=/usr/lib/xulrunner
/home/nomeutente/Programmi/aptana/AptanaStudio
correggendo l’ultima riga con il percorso esatto al file AptanaStudio.
Salvate, chiudete e rendetelo eseguibile con:
chmod +x /home/nomeutente/Programmi/aptana/runAptana.sh
Fatto ciò non vi resta che avviare il programma con un doppioclick su runAptana.sh.

Per accedere rapidamente ad Aptana, potete creare un’entrata nel menù. Aprite un terminale e date:
alacarte
Si aprirà il menù editor, spostatevi alla voce “Programmazione”, cliccate su “Nuova voce” e mettete come nome Aptana Studio, come comando navigate fino allo script runAptana.sh, e inserite la descrizione. Come icona potete usare quella ufficiale, che trovate qui.

L’interfaccia grafica di Aptana Studio è molto ben strutturata. Le funzioni come dicevo sono tante ma ben organizzate. Aptana è una valida alternativa Open Source a costosi software proprietari come Dreamweaver.
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Autore: Shaytan Trackback
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Nonostante Adrian Ludwig, product manager di Adobe Air, abbia dichiarato senza peli sulla lingua come meno del 2% dei clienti usi il software in questione in ambiente Linux, ecco che da un paio di giorni è stata rilasciata la versione 1.5 (e relativo SDK) del suddetto programma anche per il sistema operativo del pinguino.
Il supporto ufficiale è per ora riservato solo alle più recenti release di Fedora Core, Ubuntu ed openSUSE, ma il prodotto pare girare senza troppi problemi anche su distribuzioni non direttamente derivate dalle big three appena citate.
Maggiori informazioni sul rilascio corrente sono reperibili facendo riferimento al comunicato ufficiale. Adobe Air 1.5 è liberamente scaricabile da questo indirizzo; il Software Developer Kit invece lo potete trovare qui.
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Autore: Ferro Trackback
Tags: Applicazioni AIR,Desktop,GNU/Linux,Generale,RTM Notifier,Remember the Milk,Software,Web 2.0,Web apps,adobe,air,tasque
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Solo pochi giorni fa ho parlato di come integrare Remember The Milk nel nostro desktop tramite Tasque, una semplice applicazione Gnu/Linux, per la gestione delle To-Do list. L’integrazione di questi due ottimi prodotti è perfetta, e consente agli utenti Gnu/Linux di gestire le liste di RTM direttamente dal nostro desktop. In questi giorni però è stata rilasciata una nuova interessante applicazione AIR, appositamente pensata per svolgere questo compito. Si chiama RTM Notifier e consente di accedere in modo rapido alle nostre liste di cose da fare. Come si può intuire dal nome, lo scopo principale di quest’applicazione .air, è quello di tenerci informati, notificando gli impegni in scadenza.
RTM Notifier permette inoltre di gestire le nostre To-Do list, dal nostro desktop senza necessariamente dover aprire il web browser. Uno dei punti di forza di questo programma è sicuramente l’interfaccia grafica, molto semplice e gradevole, perfettamente integrata col tema grafico del sito di Remember The Milk. Trattandosi di un’applicazione AIR, non necessita conoscenze particolari per essere installata. Naturalmente bisogna aver installato Adobe AIR per Linux; se non l’avete ancora fatto potete leggervi questo articolo in cui spiego come fare. Qui trovate l’installer di RTM Notifier; scaricatelo e avviatelo con un semplice doppio-click. Dovrebbe così partire la procedura d’installazione. Una volta terminata, potete avviare il programma da: Applicazioni –> Accessori –> RtmNotifier.
Come dicevo, l’interfaccia grafica è molto semplice e ben strutturata. È suddivisa in tre schede principali: Tasks, App notices e Settings. Inizialmente, dovrete inserire nella scheda Settings i dati del vostro account RTM. Dalla scheda Task invece potete aggiungere nuovi impegni. Cliccando su Add task, si aprirà una nuova finestra che vi permetterà di gestire le vostre To-Do list, direttamente dal sito di Remember The Milk.
Insomma, penso che chi utilizza le To-Do list per gestire impegni di lavoro o di studio, non possa non amare Remember The Milk e che quindi sia contento di disporre di un nuovo strumento, che come RTM Notifier, permette di aumentare l’integrazione tra l’eccezionale applicazione Web e il nostro desktop.
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Rilasciato Adobe AIR per Linux beta: tantissime novità
Xdrive Desktop Lite, un applicazione AIR per la gestione dei 5GB di spazio offerti da AOL
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Autore: Ferro Trackback
Tags: Alpha,Applicazioni,Desktop,GNU/Linux,Guide,Open Source,RIA,Software,Web 2.0,Web apps,Xdrive,adobe,air,internet,multipiattaforma,news
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Qualche giorno fa, precisamente il 15 settembre, l’Adobe ha annunciato il rilascio della prima beta di Adobe AIR per Linux. Per chi ancora non lo conoscesse, Air (Adobe Integrated Runtime) è un sistema di runtime multi piattaforma, sviluppato da Adobe, che permette agli sviluppatori di utilizzare tecnologie web di provata efficacia (Flash, Flex, JavaScript, Ajax) per la creazione di rich Internet application (RIA) implementabili sul desktop ed eseguibili sui sistemi operativi. Adobe AIR presenta inoltre, parecchi vantaggi, sia per le aziende, che possono creare applicazioni desktop innovative, per migliorare o semplicemente pubblicizzare i propri servizi (come ha fatto la AOL con Xdrive Desktop Lite), che per gli utenti, che possono così usufruire di un infinità di nuove applicazioni.

Come dicevo, in questi giorni è stata rilasciata la prima beta di Adobe AIR per Linux, che differenza dell’alpha (di cui vi ho parlato in questo articolo), implementa praticamente tutte le funzioni, di cui le versioni Windows e Mac già dispongono. Con questa versione dovrebbero quindi funzionare praticamente tutte le applicazioni .air, fatta eccezione per quelle che utilizzano i DRM (Digital Rights Management), che non sono ancora supportati.
Tra le principali novità della beta:
- il supporto dell’icona nel system tray
- le scorciatoie della tastiera
- le applicazioni air possono essere lanciate all’avvio del sistema
- il filesystem che supporta le cartelle dell’utente
- la trasparenza
- l’integrazione col desktop grazie al supporto del Drag and drop e della clipboard – la modalità fullscreen
- il supporto delle webcam
- il supporto della stampa
- e molto altro.
Ecco la features list completa.

Installazione
Per installare Adobe AIR per Linux beta, non dovete fare altro che:
- scaricare l’installer della nuova versione da qui
- renderlo eseguibile con un:
chmod +x adobeair_linux_b1_091508.bin
- e lanciarlo con:
./adobeair_linux_b1_091508.bin
Terminata la procedura, potrete accedere all’Adobe AIR Application Installer direttamente dal menù (in Ubuntu da Applicazioni –> Accessori –> Adobe AIR Application Installer). Chi aveva già installato l’alpha, prima di procedere al’installzione della nuova versione, deve rimuovere la precedente e tutti i programmi .air installati. Ecco una spiegazione dettagliata sui passi da compiere.

Insomma, finalmente la versione Linux di AIR, si sta avvicinando alle versioni Windows e Mac. L’alpha infatti, seppur convincente, era molto limitata a causa del numero ristretto di applicazioni supportate. In questo modo anche gli utenti Gnu/Linux potranno godere appieno di questa nuova tecnologia. Uno dei pregi principali di AIR, infatti, è proprio quello di essere multi-piattaforma. Speriamo le aziende che non si sono mai impegnate a sviluppare alternative Gnu/Linux ai propri programmi, inizino a sviluppare applicazioni air.
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Autore: Ferro Trackback
Tags: 5GB,AOL,GNU/Linux,Software,Xdrive,Xdrive Desktop Lite,adobe,air,backup,internet,storage
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Xdrive è un servizio di online storage, offerto da AOL, che mette a disposizione 5GB spazio gratuito. Le funzioni che Xdrive offre agli utenti sono molte, eccone una lista conmpleta. Particolarmente interessanti sono però le applicazioni desktop per la gestione dei file, e, nella fattispecie, Xdrive Desktop Lite. Xdrive Desktop Lite è un applicazione AIR, che permette anche agli utenti Gnu/Linux di caricare file e cartelle, direttamente dal proprio desktop, senza neanche dover aprire il web browser (in poche parole quello che fa Gspace, con lo spazio offerto da Gmail).
![]()
Le caratteristiche principali di questa interessante applicazione sono:
- un comodo tool per la gestione dei file, che consente di: creare, spostare e rinominare cartelle
- code multiple per upload e download contemporanei di file e cartelle
- l’anteprima dei file multimediali supportati, attraverso un player integrato
- la possibilità di navigare anche tra file e cartelle presenti nel nostro Hard Disk e nei supporti rimuovibili
- il supporto drag & drop per l’upload
Insomma, la tecnologia AIR, sta cominciando a prendere piede anche nei sistemi Gnu/Linux. In realtà per ora molte applicazioni sono disponibili solo per Windows e Mac. Speriamo che col tempo, chi offre servizi, cominci a sviluppare software multi-piattaforma, come ha fatto AOL con Xdrive Desktop Lite.
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