set
26

RT un software per la gestione delle richieste di assistenza

 

Finalmente dopo anni siamo riusciti a cestinare quell’obrobrio che usavamo per gestire i ticket di assistenza del reparto IT (ok chiamarlo così è un eufemismo).

Cercando sul web anni fa trovai RT che sembrava fare al caso nostro perché:

  • è open source
  • è altamente personalizzabile
  • non è molto specializzato e quindi utilizzabile anche per altri reparti

Il software è scritto in Perl , ma tranne per il file di configurazione non c’è bisogno di mettere mano ai sorgenti.

L’iterazione può avvenire sia via interfaccia web che tramite , ad esempio il ticket può essere aperto via mail e ogni risposta alla mail ricevuta come notifica verrà aggiunta in automatico al ticket.

La parte più complicata , non tanto tecnicamente , ma per quanto riguarda l’organizzazione è la configurazione dei ruoli e delle code.

Il concetto di coda è molto valido in quanto ad ogni coda può corrispondere un indirizzo mail diverso ad esempio una mail di richiesta inviata a supportoit@azienda.com aprirà un ticket nella coda IT mentre una richiesta inviata a portamiunabirra@azienda.com creerà un ticket nella coda Oktoberfest e ben presto una procace bionda vi servirà un birra (se trovate un azienda che fa questo servizio fatemelo sapere! ;-) ).

Oltre ai permessi per gruppo , si possono anche creare permessi per ruolo (tipo incaricato del ticket, richiedente ed osservatore), che possono essere impostati a livello globale o diversificati per singola coda. Potente vero?

Per i ticket e per gli utenti è possibile aggiungere dei campi personalizzati sui quali è possibile impostare permessi anche a livello di coda. Ad esempio un ticket che deve essere seguito dal reparto reti avrà bisogno di informazioni che non interessano al reparto sviluppo e viceversa.

RT fornisce anche un ottimo strumento di ricerca e reportistica per i ticket , queste ricerche possono diventare grafici, feed RSS oppure salvate ed inserite nelle dashboard.

L’ultima grande funzionalità è quella degli scrip (si chiamano così) , che intercettano vari eventi (ad esempio apertura di un ticket, risposta , presa in carico , ecc. ecc.)  e che possono eseguire varie azioni come l’invio di notifiche o modifiche al ticket stesso. Se ne trovano già di pronti , ma nulla vieta di aggiungerne altri.

Il vantaggio di questo software è quindi l’estrema duttilità , che ovviamente si paga con una maggiore complicazione in fase di installazione e configurazione e leggermente nell’utilizzo specialmente quando avete colleghi che dovrebbero essere esperti informatici, ma non sono in grado di leggere quello che c’è scritto a schermo o di cercare di capire qualcosa.

Ps. Chi legge questo blog sa che non faccio il sistemista e si chiederà se ho venduto l’anima al cacciavite, in realtà per questa volta ho fatto uno strappo alla regola, visto che tra le ciofeche scelte come successore del ticket c’era anche l’idea di svilupparlo con ScialaquaPoint (aka sharepoint) , ovviamente dal nostro caro sistemista terrorista. Per fortuna che io ed un mio collega abbiamo evitato il peggio, installando un server Linux ed RT rispettando , per la prima volta nel nostro ufficio, i tempi che c’eravamo dati. Ovviamente questo era il secondo tentativo, il primo era stato abortito per il solito “progetto inutile e mal gestito”.

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ott
16

Un Koala nel mio netbook

 

Sto provando Karmic Koala sul mio netbook dalla alpha 6 tanto lo uso solo come terminale per internet e quindi senza dati da perdere.

Sebbene ai primi tempi i crash di qualche applet fossero all’ordine del giorno , ad oggi il tutto ha raggiunto una stabilità migliore , anche se l’uso che ne faccio non è intensivo: navigazione e basta.

La nuova Ubuntu Netbook Remix è migliorata di molto nell’aspetto e finalmente il lettore di sd mi funziona, il multi card invece non da ancora segni di vita , ma non mi ci sono nemmeno messo.

Che dire le premesse sono buone , appena esce la definitiva metterò un Koala anche nel mio fisso … o potrebbe essere Gentoo? :-)

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gen
25

Gentoo un addio, ma spero nell’arrivederci

 

Qualche settimana fa ho approffitato delle ferie invernali per portare avanti una scelta triste ,ma ormai dovuta ovvero l’abbandono di Gentoo sul mio dekstop.

La scelta non è stata dettata dalle caratteristiche della distro, che ho invece ho sempre apprezzato, ma dalla constatazione che la distro sta morendo. La continua fuga di sviluppatori ha portato ad una situazione in cui la stabilizzazione di certi pacchetti o avviene tardi o non avviene affatto. Questa situazione mi è diventata evidente quando per attivare il bluetooth ho dovuto contorcermi tra pacchetti in testing e stabili  per ritrovarmi il tutto non più funzionante dopo un’ aggiornamento.

La comunità di Gentoo è in declino da molto tempo e risulta evidente che se il numero di sviluppatori che se ne vanno è alta e non c’è un ricambio il progetto fallisce.

I segnali ci sono stati:

  • La mancata uscita dei live cd che da semestrali sono diventati annuali e non si è neanche sicuri che si riesca a rispettare questa cadenza
  • La newsletter da settimanale è diventate mensile e comunque neanche questa cadenza è stata rispettata
  • La crescente incoerenza tra pacchetti (aggiorni il kernel ed alsa non funziona più , scopri sulla guida che hanno cambiato la politica per alsa dove prima consigliavano di installarla a parte poi di usare la versione del kernel ad esempio)

Per ora ho installato Ubuntu, tanto per vedere come si comporta sul mio desktop e anche se installare Gentoo è sempre stata una soddisfazione ho preferito scegliere una distro un po più coerente nella convivenza dei pacchetti e anche semplice , ogni tanto viva la pigrizia. Devo dire che per ora con Ubuntu mi trovo abbastanza bene , anche se la velocità ed i tempi di avvio sono sensibilmente superiori a Gentoo (alla faccia di tutti quelli che dicevano il contrario) .

A malincuore abbandono una distro che mi aveva accompagnato per anni, di cui avevo apprezzato le caratteristiche ma che secondo me sta fallendo e ahime fallirà per la carenza di un dittatore benevolo, una figura chiave nei progetti open (da Torvalds a Shuttelworth).

      

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ott
18

Preload disponibile su Gentoo

 

Dai feed di Planet Gentoo ho visto questa interessante notizia.

Preload è un daemon che , semplificando, mantiene un suo database di file da tenere caricati in memoria per velocizzare il caricamento delle applicazioni.

L’aumento di prestazioni vedendo questi test sembra sensibile, anche se ovviamente vanno presi con le pinze e comunque possono cambiare da sistema a sistema.

Preload comunque non si mangerà tutta la vostra ram, ma solo una parte. Nel file /etc/preload.conf ci sono tutte le impostazioni e le spiegazioni del caso.

Per installarlo dovete aggiungere al vostro package.keywords il pacchetto sys-apps/preload e dopo l’installazione aggiungerlo al runlevel di default rc-update add preload default

      

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ott
07

Intrepid Ibex beta sul MacBook

 

In un momento di follia ho deciso di installare la beta di Ubuntu 8.10 sul MacBook. Sono partito da una installazione pulita anche per partizionare in maniera migliore il mio disco (semplice divisione tra partizione / e partizione /home) e per vedere se filava tutto liscio.

Per prima cosa ho creato le partizioni da livecd con gparted ed installato il tutto, memore del baco della volta scorsa (ovvero non veniva sincronizzata la tabella delle partizioni gpt ) mi aspettavo qualche problema ed invece è filato tutto liscio.

La buona notizia è che finalmente il chipset wireless è supportato direttamente e quindi non è necessaria nessuna operazione aggiuntiva per il wifi , ottima cosa.

Per la configurazione del touchpad è necessario però mettere mano a xorg.conf specilamente per riuscire a far funzionare gsynaptic. Se andate a vedere /etc/X11/xorg.conf lo troverete molto vuoto merito del nuovo Xorg 7.4 ottima cosa in molte situazioni un po’ meno in questa.  Per configurare il tutto ho dovuto aggiungere oltre alla sezione “input device” anche la sezione “ServerLayout” quindi il mio xorg.conf appare cosi’:


Section “Device”
Identifier “Configured Video Device”
EndSection


Section “Monitor”
Identifier “Configured Monitor”
EndSection


Section “InputDevice”
Identifier “Synaptics Touchpad”
Driver “synaptics”
Option “SendCoreEvents” “true”
Option “Device” “/dev/psaux”
Option “Protocol” “auto-dev”
Option “CorePointer”
Option “SendCoreEvents” “true”
Option “LeftEdge” “100?
Option “RightEdge” “1120?
Option “TopEdge” “50?
Option “BottomEdge” “310?
Option “FingerLow” “5?
Option “FingerHigh” “20?
Option “MaxTapTime” “100?
Option “MaxTapMove” “150?
Option “MaxDoubleTapTime” “180?
Option “VertScrollDelta” “20?
Option “HorizScrollDelta” “50?
Option “MinSpeed” “0.49?
Option “MaxSpeed” “0.78?
Option “AccelFactor” “0.0010?
Option “LockedDrags” “false”
Option “TapButton1? “1?
Option “TapButton2? “3?
Option “TapButton3? “2?
Option “VertTwoFingerScroll” “true”
Option “HorizTwoFingerScroll” “false”
Option “FastTaps” “true”
Option “VertEdgeScroll” “false”
Option “HorizEdgeScroll” “false”
Option “SHMConfig” “true”
EndSection


Section “Screen”
Identifier “Default Screen”
Monitor “Configured Monceitor”
Device “Configured Video Device”
EndSection


Section “ServerLayout”
Identifier “Default layout”
Screen “Default Screen”
InputDevice “Synaptics Touchpad”
EndSection

Sistemato questo mi sono scontrato con un altro baco ovvero i tasti per il controllo della luminosità, l’illuminazione del capslock e del blocknun non funziona e probabilmente anche il tasto per l’espulsione del cd.

Va detto che è si tratta di una beta quindi auspico che la cosa sia sistemata nel momento del rilascio ufficiale (il bug aperto viene segnato come sistemato, vediamo con gli aggiornamenti).

Per concludere è positiva la maggiore reattività del sistema, miglioramento che si è visto dal passaggio dall 7.10 alla 8.04.

      

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set
12

Logitech G15 e Gentoo

 

Qualche giorno fa la mia fida Razer Tarantula mi ha abbandonato a causa della imminente morte del tasto ‘B’. Ho dovuto quindi sostituirla e la mia scelta è ricaduta su una Logitech G15.

Da un punto di vista del feedback la Tarantula è una spanna sopra la G15, almeno secondo me, ma per il resto è un’ ottima tastiera.

La G15 è dotata di un comodo pannello lcd retroilluminato che funziona benissimo con Linux.

Per l’installazione potete appoggiarvi a questa guida , io consiglio anche di installare g15stats che permette di vedere da lcd il carico del sistema,  della ram, dello swap ed il traffico di rete.

L’unico problema l’ho avuto con la partenza di g15stat che falliva ogni volta e dovevo farlo partire a mano. Il problema è che per partire ha bisogno di g15daemon , che per essere operativo ha bisogno di un po’ di tempo e siccome io ho impostato l’avvio in parallelo dei servizi (come scritto qui) . Per risolvere il tutto ho modificato , dopo averlo salvato, lo script /etc/init.d/g15stats per aggiungere il tempo necessario che g15daemon sia operativo in questo modo:

start() {
ebegin “Starting ${SVCNAME}”
sleep 1
start-stop-daemon –start –background –make-pidfile –pidfile ${PIDFILE} –exec
/usr/bin/g15stats — –interface “${IFACE}” “${EXTRA_OPTS}”
eend $?
}

In grassetto la modifica fatta, questo fa attendere un secondo a g15stats prima di partire e tutto funziona a meraviglia, non penso sia la soluzione migliore però mi accontento ;-)

Sottofondo musicale: Paul Butterfield Blues Band – Paul Butterfield Blues Band

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lug
29

Gentoo Gnome 2.22 stabile per Amd64

 

Dopo tanta attesa finalmente è stata rilasciata Gnome 2.22 stabile , almeno ad oggi per i 64 bit.

Per l’aggiornamento ci potrebbe essere qualche pacchetto che blocca, rimuovetelo e andrà tutto liscio.

Per ora sembra andare tutto, bene e mi raccomando prima di procedere all’aggiornamento date una lettura alla mini guida .

Buon emerge!

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lug
13

Gentoo 2008.0

 

Come ormai sanno tutti è uscita e patchata ;-)

Per chi ha già installato Gentoo non deve fare nulla, tranne aggiornare il proprio profilo come indicato qui ovviamente preparatevi ad una serie di emerge -avuDN world e revdep-rebuild .

Io da furbacchione sono passato dal profilo “2007.0? al profilo “2008.0 desktop”, ho dovuto quindi disabilitare certi flag use come kde e ipv6 e mi sono rilanciato nella ricompilazione di tutto quello che era cambiato e con questo caldo non aiuta :-( .

Quindi :

  1. Con eselect profile list vedete i profili disponibili e quello attualmente in uso
  2. Con eselect profile set [numero profilo] impostate il profilo desiderato della serie 2008.0 (io uso ad esempio default/linux/amd64/2008.0/desktop )
  3. Date un occhiata con emerge --info se c’è qualche flag use abilitato che volete disabilitare
  4. Lanciate emerge -avuDN world e in seguito un bel revdep-rebuild

Buon divertimento.

Sottofondo musicale: The Live Adventures Of Mike Bloomfield and Al Kooper

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giu
21

Gentoo Hal-0.5.11-r1 e gnome-pilot

 

Oggi mi sono scontrato con uno di qui malfunzionamenti che rischiano di vedermi disinstallare Gentoo in favore di una distro diversa. Per fortuna che sono testardo e ho cercato di risolvere.

Oggi provo a sincronizzare il palmare con gnome-pilot, ma all’attivazione della sincronizzazione non succede nulla. Inizio con dmesg e sembra tutto a posto, provo con pilot-xfer e tutto funziona, non so dove sbattere la testa.

Poi mi ricordo che 2 giorni prima è stato aggiornato hal è quindi provo con un downgrade e gnome-pilot ricomincia a funzionare.

Cosa fare? Semplice riporto hal alla versione più recente stabile (quella in oggetto) e compilo gnome-pilot senza il supporto ad hal metteno in package.use app-pda/gnome-pilot -hal
.
Ora tutto funziona che è una meraviglia. Per quale motivo la nuova versione di hal e gnome-pilot non vadano d’accordo devo ancora capirlo.

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apr
25

Ubuntu Hardy sul Macbook e boot fallito

 

Avevo già tentato con la release canditate la reinstallazione di Ubuntu sul mio Macbook , la vecchia Gutsy è stata brasata (non mi ricordo ora il perchè) a causa dell’aggiornamento a Leopard.

Purtroppo l’installazione della rc sembrava andare a buon fine, se non che al riavvio scegliendo Ubuntu da rEFIT mi accoglieva un bel “No bootable device found ecc. eccc.”, purtroppo non mi sono impegnato molto per capire il problema ed ho preferito aspettare la versione definitiva, dopo avere provato ad installare con successo Gutsy.

Come ormai sanno tutti ieri è uscita Hardy ed ho sguinzagliato il mio Deluge per scaricarla, masterizzo l’immagine e procedo all’installazione sul Macbook , riavvio ed ho ancora l’errore di “No boot device found”, a quel punto inizio a cercare qualche soluzione.

Sul forum di Ubuntu (ho perso il link mi spiace) ho trovato la soluzione:

  1. Installazione di Hardy
  2. Da rEFIt selezionare il gestore di partizioni ed applicare le modifiche suggerite
  3. Riavviare
  4. Nel caso che il punto 3 non sia sufficiente riavviare con Mac Os X e riavviare di nuovo :-(

Il tutto mi sembra sia dovuto ad un errore/mancanza nella fase di partizionamento dove la tabellla GPT non viene sincronizzata, questo dovrebbe essere fatto su gptsync che però non è presente sul livecd di Hardy. Probabilmente un altra soluzione potrebbe essere:

  1. Installazione di Hardy da live cd
  2. Prima del riavvio installare gptsync (il pacchetto dovrebbe essere refit e dovrebbe essere nel repository universe)
  3. Lanciare da terminale sudo gptsync
  4. Riavviare

Sottofondo musicale : If – If

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apr
22

OOXML , Openoffice e lo standard

 

C’è stato un gran trambusto quando in una situazione poco chiara OOXML è stato approvato come standard Iso. Nel mio ufficio retroinformatico un paio di adepti pro M$ girava con il sorriso in faccia pensando di avere ancora una volta vinto contro quel demonio di Openoffice (che se poi non paghi le licenze come farà a funzionare?).

Oggi leggo 2 buone notizie:

  1. OpenOffice è stato scaricato solo 1 milione di volte nel 2008 (ops. si parla di 107 giorni ovvero circa 3 mesi e mezzo) , ottima notizia e tanto di cappello ad Openoffice
  2. Lo stesso Office 2007 ha fallito il test OOXML una ottima notizia per chi quello standard ha fatto di tutto per farlo approvare

Questo è il mio pensiero:

  1. Non è bello, anzi disdicevole che uno standard mal formato e con grossi problemi tecnici venga approvato in condizioni non molto chiare
  2. Open Office continua la sua lenta , ma costante diffusione e prevedo un bel boom per la versione 3.0 (il fatto che ora ci si sia messa di mezzo anche Ibm fa solo bene al progetto)
  3. Un formato standard ha senso solo quando viene utilizzato da diversi prodotti, ad oggi OOXML non garantisce questa possibilità ergo è un “finto standard” , mentre i vecchi formati Microsoft sono uno “standard de facto”.  Questo comporta che ad oggi l’unico standard utilizzabile e meglio supportato è proprio Odf. Solo Microsoft può leggere i propri documenti OOXML (che però non rispettano le specifiche ISO buffo eh?) anche perchè non è minimamente interessata a supportare un vero e proprio standard per evidenti motivi primo fra tutti il non favorire la concorrenza.

Quindi per concludere OOXML non è un vero standard è stato creato solo per dire “ce l’ho anch’io lo standard visto come sono brava ed interessata all’interoperabilità? Peccato che non funzioni così , quindi buon ODF a tutti.

Sottofondo musicale : Red Crayola – Parable Of An Arable Land

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mar
25

Consulenti terroristi (della serie Linux come server come di posta non esiste)

 

Oggi ho assistito all’ennesima perla del consulente terrorista (CT) … veniamo con ordine.

Alla mattina qualche utente mi segnala che ha la posta bloccata , essendo io un programmatore quella roba li (con w$) non la tocco neanche con un palo lungo un metro, l’unica cosa che controllo è che da me la posta funzioni e quindi mi viene in mente che il problema dovrebbe essere in qualche “server” winzozz che pubblica l’applicazione , visto che io la uso in locale.

Indirizzo il malcapitato a fare una segnalazione visto che i 2 ST (sistemisti terroristi) sono assenti (uno è in ferie, ed alla fine non è un vero ST , però ogni tanto bisogna fare di tutta un erba un fascio e l’altro è boh?), ed in quel momento l’ ISI (irresponsabile dei sistemi informativi) accompagna in uffcio il CT appena arrivato.

L’ISI viene bloccato da un paio di utenti disperati che avrebbero anche voglia di usare la posta , il CT un toscanaccio di infima categoria (tutto il rispetto per i toscani sono anche simpatici, ma se ti presenti il primo giorno ed inizi a dire “mamma maiala”… a qualcuno può far ridere , ma a me la cosa puzza di maleducazione), sboccia con “Vorrei vedere che non funziona, come si fa ad usare linux come server di posta?” …. ripeto :

come si fa ad usare linux come server di posta?

a quel punto mi salgono qualcosa come 8 o 9 litri di sangue alla testa mi giro e dico “Ma cosa stai dicendo?” (tolto il fatto che il problema era di un “server” winzozz e non del mail server su Linux), anche preparandomi ad un grosso flame verbale in cui spiegare che esiste un mondo la fuori e Linux come mail server è una realtà consolidata e funzionate (nonchè di fare il tecnico e non il commerciale … pezzente), purtroppo il tipo non risponde ed io rimango con i miei 10 litri di sangue nel cervello mentre i due vanno a “giocare” in sala macchina.

Con la testa fra le mani inizio a domandarmi da dove esca questa gente, questi farabutti incompetenti mentre il direttore generale mi guarda un po’ allibito attraverso il vetro dell’ufficio…

Ora non mi resta che chiedere all’ISI da dove esca questa gente e se la risposta è “ma è bravo…” meglio chiedere di andare in un altro ufficio (il mio cv sta già girando da un pezzo sul web) oppure la possibilità di venire al lavoro ubriaco, tanto visto il livello…

Ps. Per i fondamentalisti delle varie “religioni” un linux non mi piace lo accetto, una discussione seria sui suoi pro e contro la accetto , ma un “non funziona” , “non esiste il programma per …. “, “non lo usa nessuno” ecc. ecc. meritano solo delle grosse martellate sui denti a chi spare queste “cazzate”.

Nota: Fatti , persone o opere sono frutto della mia , malata, fantasia e non rispecchiano per nulla per la realtà.

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mar
25

Alternativa a packages.gentoo.org

 

Leggendo i feed di planet.gentoo.org mi sono imbattuto in questa notizia che riguarda la realizzazione del defunto packages.gentoo.org (la versione odierna non è molto usabile e manca ancora di una funzione di ricerca).

Qui si trova un’ottima alternativa dove:

  • la funzione di ricerca può utilizzare le espressioni regolari  (che giuro un giorno di imparare)
  • il layout è quello classico e pulito
  • la velocità di navigazione è impressionante (considerando su che macchina sta girando il tutto

E’ un peccato che l’aggiornamento avvenga una volta al giorno sempre a causa della macchina su cui sta girando.

Altre chicche verranno implementate successivamente come la ricerca avanzata ed i feed rss.

Direi che potrebbe andare a sostituire il pgo ufficiale, che ad oggi non è molto utile.

Bel lavoro , veramente.

Sottofondo musicale : Blodwyn Pig – Live At Lafayette 

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mar
22

Gentoo kernel 2.6.24 su Amd64

 

Qualche consiglio se aggiornate al kernel 2.6.24 su Amd64 o comunque a 64 bit:

  1. Controllate di avere attivato il supporto a NUMA in “Processore Type and feature” specialmente se avete un processore multicore, anche se è marcate come sperimentale, lo è in realtà solo per l’architettura x86
  2. Controllate che sia attivato “Interrupts on hypertransport devices” in “Bus Option -> Pci Support” pena il non funzionamento dei driver Nvidia

Questo sono i problemi che ho riscontrato io durante l’aggiornamento , per il punto 1 infatti non aiuta molto leggere che un’ opzione si sperimentale, quando guardando l’help si legge che su un’architettura è sperimentale , mentre su di un’altra è consigliata questo penso sia dovuto all’unificazione delle 2 architetture a livello di sorgenti.

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mar
02

Tracker 0.65 … piccola delusione

 

Dopo avere deturpato la deskbar-applet, mi ero ricreduto con le modifiche fatte all’applet di tracker, mi piaceva veramente come era gestita con il suo box per la ricerca e lo stato dell’indicizzazione.

Con la versione 0.65 siamo tornati indietro , cliccando sull’applet si apre direttamente la finestra della ricerca :tracker_risultati.jpg

Che dire questa soluzione non mi piace per niente , preferivo veramente come era prima … sconforto.

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