mag
10

Filtrare i commenti di YouTube con Comment Snob (Firefox addon)

 

Snobby PersonCon l’enorme diffusione raggiunta da YouTube, capita spesso di vedere i video tempestati da commenti inutili (non necessariamente spam) che tolgono spazio e attenzione ai commenti legittimi.

Il problema può essere risolto con Comment Snob, un’addon per Firefox che permette, appunto, di fare “gli snob” e filtrare i commenti in base a diversi criteri che è possibile specificare, come ad esempio la presenza di un certo numero di errori grammaticali, uso eccessivo della punteggiatura o delle lettere maiuscole.

Ovviamente è possibile abilitare o disabilitare le regole di filtraggio in qualsiasi momento e visualizzare i commenti “snobbati” cliccando su Show.

[Via Lifehacher]

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mag
08

L’EeePC con Windows XP costerà veramente meno di quello con Linux?

 

Asus EeePCDa un paio di giorni in rete stanno imperversando svariati articoli che sbandierano il fatto che la versione dell’EeePC 900 equipaggiata con Windows XP costerà meno di quella con Linux. Questi post fanno eco ad un articolo pubblicato ieri su apcmag dove si dice che in Australia la versione dell’EeePC con XP costera 599$ mentre quella con Linux 649$.

A parte il fatto che la versione con Linux ha una capacità di memoria di 20 GB mentre quella con Windows solo 12 (questo fatto è menzionato nell’articolo ma ovviamente si sono ben guardati dal metterlo in evidenza nell’intestazione) e che la versione con XP sarà considerevolmente più lenta (strano!), sarà interessante vedere come reagirà il mercato. Già diversi utenti hanno manifestato la loro indignazione nei commenti del post di apcmag:

prometheus:
I Find it offensive that Asus can claim the license fee for XP is offset by the smaller SSD and then proceed to charge $50 extra for the larger SSD and a free OS!

dv_cool_fuel:
So Microsoft are giving away their obsolete, built in 2001 Operating system with a half baked office suite. And you get less hardware in the bargain. Ill still be buying the Linux version because of the amount of pre installed software that comes with it and the lack of virus/spyware that I wont have to deal with.

zman:
So the Windows version costs you less dollars? Big deal. What will it cost you in the long run with limited applications and built in adware. How much is it being used as an advertising vehicle to strip more money from the buyer? Microsoft collects from other parties on each unit sold that carries 3rd party “trial software”. What limitations do you have to live with using the Microsoft software and OS? How much do you value freedom? Will you be able to freely install the next versions of OS and Apps for free when you go the Microsoft route? –no way.

Just stick with the Linux version. It will do far more out of the box and far more into the future without requiring one additional red cent from the buyer. :) Oh, and you won’t have to worry about viruses and what not either. It will actually carry you into the future. Yes, i’ll take the extra 8GB for additional $50 knowing that, hopefully anyway, no money will go to Microsoft. :)

Staremo a vedere cosa succederà negli altri paesi.

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mag
06

Ora che Linux è pronto per le masse, cosa serve per fargli spiccare il volo?

 

Tux AviatorI pinguini, si sa, non sono in grado di volare, ma non mi stupirei se il nostro Pinguino, quello con la “P” maiuscola, fosse capace anche di questo. Già, perché il Pinguino è stato in grado di fare tante cose, come trasformarsi da un sistema di nicchia ad un sistema che ormai può essere ritenuto pronto per le masse e veramente alla portata di tutti. Di questo fatto se ne sono accorti in molti, tant’è che anche i media ne hanno parlato, sfruttando l’uscita di Hardy Heron come occasione per parlare di questo OS “da smanettoni”, ma che oramai tanto da smanettoni non è (o quantomeno non solo).

Su distro-review è stato pubblicato un interessante articolo che illustra 10 ragioni per cui Linux ha ormai superato gli stereotipi con cui veniva storicamente etichettato (è difficile, poco intuitivo, è roba da nerd etc.). In sintesi le ragioni sono:

  1. eccellente supporto multimediale;
  2. 100% user oriented;
  3. i gestori di pacchetti delle varie distro funzionano come “un negozio online dove tutto è gratuito”;
  4. costo;
  5. aggiornamenti frequenti;
  6. possibilità di adattare il sistema alle proprie esigenze;
  7. il fattore “wow” (dopo aver visto Compiz-Fusion all’opera);
  8. comunità;
  9. varietà;
  10. niente più linea di comando.

Sulla base di queste ed altre ragioni si pùo quindi affermare che Linux è pronto per le masse. Viene però spontaneo chiedersi se le masse siano pronte per Linux. In altri termini, riprendendo il titolo del post, di cosa ha bisogno il Pinguino per spiccare il volo?

Il problema è che le ragioni precedentemente elencate presuppongono di avere Linux installato o quantomeno di essere a conoscenza di tale OS. La maggior parte delle persone non ha mai provato Linux e probabilmente non lo farà mai. Cambiare sistema operativo è una operazione troppo onerosa per molte persone ed inoltre perché mai dovrebbero farlo se pensano che il loro computer funzioni bene?

Secondo me finché le persone troveranno Windows preinstallato sui computer senza neanche sapere che esiste un’alternativa la situazione difficilmente cambierà. Quello di cui Linux ha veramente bisogno è un marketing adeguato. Le persone devono sapere che Linux esiste ma questo dovrebbe avvenire quando si recano al negozio a comprare un computer e non solo perché gli viene detto dall’amico “smanettone” che cerca di convincerli a passare all’Open Source, perché come detto sopra, in questi casi i buoni motivi per effettuare il passaggio non bastano.

Fortunatamente diverse aziende stanno investendo sull’Open Source come Dell con i computer con Ubuntu preinstallato o Asus con l’ormai famoso EeePC.  Speriamo di veder aumentare iniziative di questo tipo in modo che il Pinguino possa finalmente spiccare il volo e ottenere la giusta diffusione che merita.

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apr
30

Migliorare l’usabilità della dashboard di WordPress con Admin Drop Down Menu

 

WordPress PluginUno degli aspetti di WordPress 2.5 di cui molti utenti si sono lamentati, è la nuova disposizione dei vari menù nella dashboard. La disposizione è abbastanza diversa dalle precedenti versioni e anche dopo averci fatto l’abitudine si ha l’impressione che i menù non siano organizzati in maniera ottimale.

Un’altro storico “difetto” di WordPress (quindi non solo della versione 2.5) è il fatto che non è possibile accedere ai sotto-menù direttamente dalla dashboard, ma è necessario cliccare prima sul menù corrispondente.

Per migliorare i due aspetti sopra citati, esiste un ottimo plugin: Admin Drop Down Menu. Questo plugin, attua due importanti modifiche alla dashboard di WordPress:

  • riorganizza i menù, disponendoli nella barra orizzontale grigia che si trova nella parte superiore della dashboard;
  • crea dei menù a discesa che permettono l’accesso di tutte le sotto-sezioni direttamente dalla dashboard.

Admin Drop Down Menu Screenshot

Si tratta di due accorgimenti molto semplici, ma che contribuiscono enormemente a migliorare l’usabilità della dashboard e permettono un notevole risparmio di tempo (ogni volta che si deve accedere ad un sotto-menù si risparmia un click e un caricamento di pagina, e scusate se è poco).

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apr
27

Migliorare l’aspetto dei font in Ubuntu con l’Autohinter

 

FontLa resa dei caratteri sullo schermo in Ubuntu, può essere migliorata attivando l’Autohinter. Si tratta di un sistema per rendere i caratteri più gradevoli che è disattivato di default.

Dopo aver attivato l’Autohinter si ottengono dei caratteri leggermente più spessi e renderizzati meglio. Ci vuole un pò per abituarsi ma poi si nota un miglioramento evidente.

Abilitare l’Autohinter è molto semplice. Per prima cosa bisogna aprire una console e digitare il seguente comando

sudo dpkg-reconfigure fontconfig-config

Fatto ciò, apparirà una interfaccia di configurazione. Nella prima schermata bisogna selezionare l’opzione Autohinter, in quella successiva Automatic e nella terza No.

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apr
27

Velocizzare l’aggiornamento ad Hardy utilizzando siti mirror

 

Hardy HeronIeri ho effettuato l’aggiornamento della mia Ubuntu ad Hardy Heron e—come molti altri—ho notato una eccessiva lentezza nello scaricamento dei pacchetti (infatti ci sono volute diverse ore). Questo perché nei giorni immediatamente successivi al rilascio di una nuova versione i server di Ubuntu risultano particolarmente sovraccaricati.

Chi ancora non ha effettuato il passaggio ad Hardy può velocizzare l’aggiornamento utilizzando dei siti mirror. Per far questo bisogna sostituire in /etc/apt/sources.list (dopo averne fatto una copia di backup), le righe del tipo http://it.archive.ubuntu.com/ubuntu con un mirror scelto nella lista (meglio se geograficamente vicino).

In questo modo si dovrebbe notare un sensibile miglioramento nella velocità di scaricamento degli aggiornamenti.

[via Lifehacker]

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apr
23

Organizza i tuoi pensieri con ThinkingRock

 

ThinkingRockThinkingRock è un programma Open Source per raccogliere e organizzare le idee e i pensieri secondo la metodologia GTD (Getting Things Done).

Un sacco della nostra energia mentale viene utilizzata per cercare di ricordare tutte le cose che dobbiamo e vogliamo fare. ThinkingRock (in accordo con i principi della metodologia GTD) permette di svuotare la mente in modo che possa diventare più produttiva e concentrarsi sulle cose veramente importanti.

Con ThinkingRock è possibile raccogliere le idee e i pensieri e organizzarli, suddividendoli in azioni e progetti. Le azioni vengono suddivise a loro volta a seconda se devono essere svolte da noi, delegate a qualcun altro o programmate per una determinata data. I progetti possono essere gestiti anche utilizzando dei sotto-progetti.

ThinkingRock è scritto in Java e quindi è disponibile per Linux, Windows e Mac.

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apr
19

Richard Stallman, live and unplugged

 

Richard StallmanSu Datamation è stato pubblicato un interessante articolo di James Maguire intitolato Richard Stallman, Live and Unplugged. Nell’articolo si parla della visita di Richard Stallman alla Virginia Tech University, e secondo me contiene diversi spunti di riflessione.

In particolare mi ha interessato la parte in cui Stallman discute con uno sviluppatore riguardo alla tematica “software proprietario vs software Open Source”.

Di seguito riporto alcuni estratti dell’articolo con l’aggiunta dei miei personali commenti.

Developer: I’m a software developer, I create something and somebody buys it and distributes it for free. How do I make a living?

Stallman: I don’t know, there are thousands of ways you could make a living. Like…get a job [big laugh from crowd]. Your question is full of assumptions that don’t make sense. You are assuming that you must make a living from that particular software. But I see no need for that. Because I know there are lots of people who develop free software and they get paid for doing some other thing. Now what is that other thing? Who knows? Maybe some of them are chefs, and some of them are garbage collectors, and some might be paid to write software.

In risposta alla domanda dello sviluppatore su come “tirare avanti” distrubuendo software gratuitamente, Stallman (a parte la battuta di cercarsi un lavoro…) mostra un interessante punto di vista: non necessariamente uno sviluppatore deve vedere lo sviluppo del software come unica possibilità di fare soldi. Devo dire che mi trovo abbastanza d’accordo su questo punto.

Developer: But freedom comes with responsibilities. On one side is freedom, and on the other is the rights of the people who create the content–

Stallman: [getting agitated]: No, no, no, they have no right to subjugate others! Software developers have no right to take away from other people the freedoms they are entitled to. And so non-free software is completely unethical and should not exist at all. That’s why I work on free software. We will give them the free software so your non-free software will fail! [big laugh and applause from crowd].

Developer: There’s a fundamental fallacy in what you’re saying. I don’t have anything against you writing free software–

Stallman: But I have something against your writing non-free software! [Big audience laugh] You subjugate other people! You want to keep them divided and helpless.

Developer: So it’s your word against mine, and obviously–

Stallman: Well, obviously no one can make anyone agree with us – they’re going to make up their minds. If this were a speech about free software, I’d go into the reasons for this…

Ad esser sincero, non sono d’accordo sull’opinione di Stallman che il software commerciale sia completamente immorale e non dovrebbere esistere per niente. Non fraintendetemi, io adoro l’Open Source (altrimenti non starei a scrivere su questo blog) e so bene che spesso i software proprietari vengono imposti e privano gli utenti della fondamentale libertà di scelta. Nonostante questo, però, mi sembra che le opinioni di Stallman siano un pò estreme, e credo che gli estremismi (che siano o meno dalla parte “giusta”) non siano una buona cosa.

Io penso che anche i software proprietari abbiano diritto di esistere, purché non vengano imposti agli utenti e lascino la libertà di scelta. Per questo io comprendo il comportamento di società che sviluppano sia software libero che proprietario, perché hanno capito che il modello di sviluppo Open Source è molto valido per alcuni prodotti, ma non può esserlo per tutti.

Io non voglio criticare l’opera di Stallman perché il suo contributo e il suo impegno nella causa del software libero è stato—ed è tuttora—di fondamentale importanza, però mi sembra che a volte esageri, tutto qui.

Cosa ne pensate? Sono l’unico a pensarla in questo modo oppure c’é qualcuno che condivide le mie impressioni?

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apr
16

Cleaner WordPress Gallery Plugin

 

WordPress PluginUna delle nuove interessanti funzioni di WordPress 2.5 è la possibilità di inserire gallerie di immagini all’interno di un post con estrama facilità.

Una volta eseguito l’upload delle immagini che si vogliono inserire, basta utilizzare la funzione gallery che si occupa di inserire il codice all’interno dell’articolo (se non avete idea di cosa sto parlando, Matt Mullenweg ha illustrato la funzione in uno screencast in occasione del rilascio della versione RC2 di WordPress 2.5).

Io non ho ancora avuto modo di utilizzare tale funzione, ma a quanto pare essa presenta diversi problemi

  • il codice XHTML prodotto presenta errori di validazione;
  • vengono inserite regole di stile CSS in mezzo alla pagina;
  • anche se si utilizzano le thumbnail, le immagini vengono solo ridimensionate e questo può creare problemi per il caricamento della pagina.

Justin Tadlock ha creato un plugin per risolvere questi problemi: Cleaner WordPress Gallery Plugin. Vediamo quali sono le principali caratteristiche:

  • crea codice XHTML valido;
  • inserisce correttamente le thumbnail specificate, senza ridimensionare le immagini di grandi dimensioni;
  • aggiunge il supporto per Lightbox, Slimbox e Thickbox;
  • permette di controllare l’aspetto delle immagini mediante i CSS.

Matt Mullenweg in persona ha comunque specificato nei commenti del post di Justin, che il codice XHTML della gallery dovrebbe essere completamente valido nella prossima versione di WordPress.

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apr
14

Alla scoperta delle funzioni meno note di APT

 

APTTutti gli utenti di Debian e Ubuntu conoscono bene APT (Advanced Packaging Tool), ovvero il gestore standard di pacchetti delle suddette distribuzioni.

Di solito APT viene utilizzato per le normali operazioni di installazione e disistallazione dei pacchetti, però fornisce anche altri strumenti molto utili.

In questa mini guida vedremo alcune funzioni che possono tornare utili per ottenere informazioni sui pacchetti, sui file in essi contenuti, sulle dipendenze e quant’altro.

Effettuare ricerche e ottenere informazioni sui pacchetti

Con apt-cache è possibile effettuate ricerche tra i pacchetti, per nome e descrizione. Ecco un esempio

apt-cache search nomepacchetto

Per ottenere informazioni dettagliate su un determinato pacchetto si utilizza il seguente comando

apt-cache show nomepacchetto

Se si vogliono ottenere informazioni più generali si può utilizzare il comando

apt-cache showpkg nomepacchetto

Per visualizzare le dipendenze di un pacchetto basta scrivere

apt-cache depends nomepacchetto

Scoprire a quale pacchetto appartiene un determinato file

Se si vuole installare un pacchetto di cui non si conosce il nome ma si conosce il nome di un file in esso contenuto, si può utilizzare apt-file (potrebbe essere necessario installarlo)

apt-file search nomefile

E’ possibile ottenere una lista dei file contenuti in un pacchetto con il comando

apt-file list nomepacchetto

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apr
11

Estrarre l’audio dai video di YouTube con ffmpeg

 

Audio ExtractOramai scaricare i video da YouTube non è più una novità. I modi per farlo sono tantissimi, come ad esempio svariati siti online appositamente dedicati allo scopo, addons per Firefox e quant’altro.

Spesso, dopo aver scaricato un video, si è interessati a estrarne l’audio, magari perché si tratta di un video musicale. Ci sono diversi modi per compiere questa operazione e sicuramente moltri altri ne avranno parlato prima di me, però vorrei spendere lo stesso due parole su quello che ritengo sia il modo più semplice per estrarre l’audio dai video di YouTube (e più in generale da qualunque video), perché mi sembra che tale metodo non sia molto diffuso.

Come da titolo, per compiere l’operazione utilizzeremo ffmpeg. Supponiamo di aver scaricato un video da YouTube (quindi in formato flv) e di averlo salvato sul computer. Il procedimento è semplicissimo: apriamo un terminale, spostiamoci nella directory dove è contenuto il video e digitiamo il comando

ffmpeg -i nome_video.flv nome_audio.mp3

dove nome_video è il nome del video da cui da cui vogliamo estrarre l’audio e nome_audio è il nome del file dove verrà salvato l’audio. Tutto qui!

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apr
07

GIMP tutorial: correggere sovraesposizione e sottoesposizione

 

GIMP TutorialIn questo tutorial vedremo come correggere rapidamente con The GIMP due difetti molto comuni delle fotografie: la sovraesposizione e la sottoesposizione.

Una foto si dice sovraesposta quando presenta una luminosità eccessiva che rende poco visibili i dettagli in alcune zone.

Una foto è sottoesposta invece, quando l’illuminazione è insufficiente e quindi alcuni dettagli non sono visibili perché troppo scuri.

Premesso che in alcuni casi questi effetti possono essere voluti dal fotografo per creare immagini particolari, nella maggiorparte dei casi si ha la necessità di correggerli. Il procedimento illustrato in questo tutorial è molto semplice e si applica indifferentemente sia alle foto sovraesposte che a quelle sottoesposte.

Per illustrare il tutorial utilizzerò questa immagine sovraesposta (in questo caso l’effetto era voluto dall’autore ma per noi va bene lo stesso)

Immagine sovraesposta
Image credit: btobin

[1] Per prima cosa duplicate l’immagine di partenza (Shift+Ctrl+D).

[2] Desaturate l’immagine copia con Colori -> Desatura.

[3] Invertite l’immagine in bianco e nero (Colori -> Inverti) per creare un negativo.

Negativo immagine sovraesposta

[4] Applicate una sfocatura gaussiana (Filti -> Sfocatura -> Sfocatura gaussiana) con raggio variabile tra i 15 e i 25 px a seconda della dimensione dell’immagine. Impostate la modalità di fusione del livello su Luce debole.

Maschera di contrasto

[5] Fondete in basso il livello superiore con Livello -> Fondi in basso. Infine
aprite la finestra dei livelli con Colore -> Livelli e spostate i triangolini bianco e nero agli estremi dell’istogramma.

Finestra livelli

Semplice no? Questo è il risultato finale (passate il mouse sopra l’immagine per vedere come era prima).

Sovraesposizione corretta

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apr
03

Creare un file robots.txt

 

WordPress LogoDopo aver parlato di sitemap e pagine di errore 404, in questo articolo vedremo un’altro aspetto molto importante per l’ottimizzazione di un blog con WordPress (e più in generale di qualunque sito web), ma che viene spesso trascurato: il file robots.txt.

Il file robots.txt contiene delle regole utilizzate dai crawlers dei motori di ricerca per applicare restrizioni di analisi sulle pagine di un sito internet. Questo perché nella maggior parte dei siti ci sono files e cartelle che non sono rilevanti per i motori di ricerca (per esempio i files di amministrazione o le immagini). Utilizzare un file robots.txt contribuisce quindi a migliorare l’indicizzazione da parte dei motori di ricerca.

Dal punto di vista pratico, un file robots.txt non è niente altro che un semplice file di testo che può essere creato con qualunque editor. Per indicare ai crawlers dei motori di ricerca quali sono le pagine da bloccare, viene utilizzato il seguente protocollo:

 campo : valore

I campi disponibili sono

  • User-Agent
    Il valore di questo campo contiene il nome del robot che si deve attenere alle restrizioni. Con il carattere * la regola viene applicata a qualsiasi robot.
  • Disallow
    Il valore di questo campo contiene le pagine del sito che devono essere escluse dai robot durante l’indicizzazione. Si può indicare un URL specifico o una serie di URL appartenenti ad un pattern.

Chiariamo i concetti con un esempio. Consideriamo il seguente file

User-Agent : *
Disallow: /wp-

User-Agent : *” significa che i robot di tutti i motori di ricerca devono seguire le istruzioni specificate successivamente nel file.

Disallow: /wp-” serve per escludere dall’indicizzazione tutti i files e le cartelle che cominciano per “wp” (quindi tutti i files e le cartelle di amministrazione).

Una volta completato il vostro robots.txt, basta eseguirne l’upload nella root directory del blog e il gioco è fatto!

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apr
01

Un pesce d’aprile per riflettere

 

Pesce d'aprileMentre cercavo di ripulire il mio feed reader dai tanti (e spesso inutili) “pesci d’aprile” che hanno invaso la blogosfera quest’oggi (è incredibile come anche molti blogs di alto livello siano caduti così in basso, pubblicando notizie palesemente inventate e articoli privi di senso logico, ed è ancora più incredibile come ci sia sempre qualcuno pronto a rispondere: “ah ci ero quasi cascato, bel pesce d’aprile!”), ho letto un interessante post sul blog di Paolo Attivissimo, che vorrei segnalare. Si tratta di un pesce d’aprile, ma è uno di quelli che fanno riflettere.

Nell’articolo viene riportato un comunicato del PLIO (Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org) che esordisce nel modo seguente:

Trieste, 1° aprile 2008 – L’Associazione PLIO, Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org, annuncia la disponibilità di OOoCrackz, un’estensione che attiva la suite libera per l’ufficio in modalità “craccata”, e risponde alle esigenze del 51% degli utenti italiani che utilizza copie illegali dei software. L’estensione può essere scaricata da questo indirizzo: http://www.plio.it/ooocrackz.oxt. […]

La cosa curiosa è che il file da scaricare c’è veramente. Ecco caso c’è scritto nel readme in esso contentuto:

================================================================
OOoCrackz for OpenOffice.org
$ Version 0.3.4 $
================================================================
End User License Agreement (EULA)
================================================================
Installando l’estensione OOoCrackz, rinuncio a tutti i diritti
sanciti dalla licenza LGPL (Lesser General Public License)
tranne quello d’uso del software su un unico PC.
Quindi, non posso accedere al codice sorgente per studiare il
software o, eventualmente, per apportare modifiche e
miglioramenti al programma, e non posso distribuire copie del
software.
Voglio vivere nell’illegalità, perché sono un furbacchione…
E poi, dove si è mai visto che un software può essere utilizzato
in modo libero – e gratuitamente – in qualsiasi circostanza e
per qualsiasi tipo di utilizzo, sia privato che commerciale?
================================================================
Al termine dell’installazione è necessario riavviare OpenOffice.org
================================================================

Ironia a parte, c’è veramente da riflettere.

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mar
31

BlogBridge, semplicemente il miglior feed reader

 

BlogBridge IconCome avevo preannunciato un paio di giorni fa, in questo articolo farò una panoramica delle funzioni principali di BlogBridge.

Dopo averlo provato a fondo posso tranquillamente dire che, secondo me, BlogBridge è il miglior feed reader in circolazione perché, se sfruttato a dovere, questo lettore presenta veramente una marcia in più.

Magari se non avete molti feeds da leggere potreste non aver bisogno delle molteplici funzioni offerte da BlogBridge, ma se seguite molti blog vi consiglio caldamente di provarlo.

SmartFeeds

Normalmente i lettori permettono di suddividere i feeds in cartelle per organizzarli in modo più efficiente e questo avviene, ovviamente, anche in BlogBridge (le cartelle prendono il nome di Guides).

Gli SmartFeeds permettono di organizzare i feeds in base a particolari criteri specificati dell’utente. Per chiarire le idee con un esempio, supponiamo di voler raggruppare tutti i feeds contenenti la parola “Linux”. Per far ciò, basta cliccare sul bottone Create SmartFeed, nella barra principale del programma, e specificare come criterio, appunto, la presenza della parola “Linux”. In questo modo tutti gli articoli contenenti la suddetta parola saranno raggruppati, ed inoltre la parola sarà anche evidenziata in modo da poterla trovare rapidamente.

Gli SmartFeeds sono quindi ideali per filtrare rapidamente le notizie. La ricerca può essere effettuata anche in base a più parole contemporaneamente. Inoltre è possibile creare SmartFeeds anche in base ad altri criteri come ad esempio il numero di BlogStarz.

BlogStarz

Le BlogStarz permettono di assegnare ad ogni feed una valutazione da uno a cinque stelle. Quando si assegna la valutazione, le stelle cambiano da argentate a dorate. Le stelle argentate vengono assegnate da BlogBridge come raccomandazione mentre le stelle dorate vengono assegnate dall’utente.

Le stelle possono essere utilizzate convenientemente per filtrare i feeds in modo da mostrare solo quelli al di sopra di un certo numero di stelle. Se avete cinque minuti di tempo vorrete leggere solo i blog migliori, ed è per questo motivo che le stelle si rivelano uno strumento utile.

Tags

Ad ogni articolo è possibile assegnare delle tags e una descrizione. Le tags possono essere condivise sia con altri utenti di BlogBridge mediante il BlogBridge Service (di cui parlero più avanti), sia utilizzando il proprio account del.icio.us, oppure possono servire per creare degli SmartFeeds.

Keywords

Nelle impostazioni di BlogBridge è possibile inserire una lista di parole chiave in base ai propri interessi. In questo modo tali parole vengono evidenziate negli articoli per trovare rapidamente le informazioni che più interessano.

BlogBridge Service

BlogBridge offre la possibilità di usufruire di un servizio gratuito con diverse funzionalità (c’è anche una versione a pagamento). In particolare è utile per utilizzare il lettore su più di un computer in quanto offre la possibilità di registrare nel proprio account la lista delle sottoscrizioni e le preferenze, in modo da poter sincronizzare il programma.

Topic Guides

Sul sito di BlogBridge vengono messe a disposizione diverse raccolte di feeds, organizzate per argomento e selezionate da esperti in ogni settore. In questo modo è possibile scoprire nuovi blog in base ai propri interessi.

In conclusione

In realtà BlogBridge offre tante altre possibilità, troppe per essere elencate in un unico articolo, comunque spero almeno di avervi convinti a provarlo. Se siete interessati, sul sito di Blogbridge c’è anche una sezione con diversi screencasts, molto utili per imparare rapidamente le funzioni del programma.

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