lug
31

Microsoft ha aggiornato i driver Linux per Hyper-V

 

Microsoft

È stata rilasciata una nuova versione di Linux Integration Services per Windows Server 2008 R2, il set di driver open source che Microsoft fornisce per il supporto alla virtualizzazione di sistemi Linux via Hyper-V. Il pacchetto supporta ufficialmente SUSE Linux Enterprise Server 10 SP3/11 di Novell e Red Hat Enterprise Linux 5.2-5.5.

Tra le funzionalità presenti nella versione 2.1 di Linux Integration Services abbiamo il supporto ai synthetic device (qualcosa di simile a VirtIO) per i controller di rete e memorizzazione sviluppati espressamente per Hyper-V. Inoltre, per migliorare le performance della sequenza d’avvio dei guest è stato introdotto il fastpath boot per VSC.

Interessante la possibilità di sfruttare fino a 4 processori virtuali per client grazie al supporto di SMP, una funzionalità presente nel kernel Linux. Una particolare attenzione riguarda la sincronizzazione della data tra server e client con 2 funzionalità: Timersync e Pluggable Time Source. Hearthbeat e Integrated Shutdown controllano lo stato.

Via | Port 25

Microsoft ha aggiornato i driver Linux per Hyper-V é stato pubblicato su ossblog alle 11:00 di sabato 31 luglio 2010.

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lug
31

Mark Shuttleworth sul contributo di Canonical a GNOME

 

Canonical Ltd.

Mark Shuttlerworth non è certo uno che le mandi a dire. A conclusione del GUADEC 2010 sono nate le “solite” polemiche su quale azienda contribuisca di più allo sviluppo di GNOME e Greg De Koenigsberg ha avuto da ridire sull’apporto di Canonical. In sintesi, De Koenigsberg sostiene che Red Hat contribuisca a GNOME 16 volte più di Canonical.

In tutta risposta Shuttleworth ha tirato in ballo la filosofia, i fanboy di Apple e le distro war per affermare che il «tribalismo» non faccia bene a nessuno. Difficile dargli torto, sebbene il fatto stesso che abbia risposto alla provocazione lo rende tale e quale a De Koenigsberg. Strano che nessuno abbia sottolineato lo slittamento di GNOME 3 al 2011.

Le polemiche ricordano piuttosto le scaramucce tra bambini su chi debba comandare nei giochi e non migliorano l’immagine di GNOME, né tanto meno quella di Linux e dell’open source in genere. L’impressione è che la boutade di De Koenigsberg (per nulla disinteressato, poiché dipendente di Red Hat) miri a nascondere altri problemi più seri di GNOME.

Mark Shuttleworth sul contributo di Canonical a GNOME é stato pubblicato su ossblog alle 09:00 di sabato 31 luglio 2010.

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lug
30

CrossOver 9.1 è basato su Wine 1.2

 

CrossOverA breve distanza da Wine 1.2 è stato rilasciato CrossOver 9.1 (e CrossOver Games 9.1) da CodeWeavers. L’applicazione, sviluppata dagli stessi programmatori di Wine, coadiuva l’installazione di software e giochi per Windows su Linux e OS X. Ora anche per sistemi a 64-bit.

CrossOver è un programma commerciale, offerto a 37€ nella versione standard e 64€ per quella più “evoluta”. Il ricavato serve a finanziare lo sviluppo di Wine, un motivo più valido di tanti altri per effettuarne l’acquisto. L’ultima release supporta le nuove funzionalità di Wine 1.2.

Indubbiamente sarebbe preferibile che le software house si concentrassero sullo sviluppo di applicazioni e giochi nativi per Linux, ma CrossOver resta in sé un prodotto egregio.

Via | The H Online

CrossOver 9.1 è basato su Wine 1.2 é stato pubblicato su ossblog alle 11:00 di venerdì 30 luglio 2010.

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lug
30

Marvell: PlugComputer 3.0 e SheevaPlug + EPI

 

PlugComputerPlugComputer è un device di Marvell che si presta agli utilizzi più disparati. Può essere paragonato a una sorta di ibrido tra MiFi e NAS. Ha le dimensioni di un trasformatore per cellulari e integra un processore ARM-compliance associato a 512Mb di RAM DDR2, disco Flash (sempre da 512Mb), USB 2.0 ed Ethernet 1000. Un vero e proprio “gioiellino” distribuito negli USA, in Cina e Regno Unito a $99 con Linux.

Prescindendo dalle caratteristiche di tutto rispetto, il PlugComputer è un dispositivo divertente per gli “smanettoni”. Tra le distribuzioni supportate ufficialmente spiccano OpenWrt e derivate Debian, Fedora, Gentoo e Ubuntu per ARM. SheevaPlug è l’ultima versione di PlugComputer, dalle dimensioni ancora più ridotte. L’installazione del software costituisce un limite per la necessità di passare dal SDK.

Almeno, fino ad ora. Perché Marvell ha annunciato la disponibilità di un installer universale e open source per PlugComputer. Quest’ultimo faciliterà la gestione del software su tutti i device compatibili con PlugComputer. Ciò interessa anche gli Italiani perché il cd. “plug computing” ha una folta comunità attorno ai dispositivi che si possono acquistare nel nostro Paese. Una soluzione embedded da provare.

Via | Mauro Toffanin

Marvell: PlugComputer 3.0 e SheevaPlug + EPI é stato pubblicato su ossblog alle 09:00 di venerdì 30 luglio 2010.

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lug
29

KDE 4.7 SC sfrutterà OpenGL 3.x per KWin

 

Box Switch

Per un desktop environment che procrastina gli aggiornamenti ce n’è un altro che continua imperterrito per la sua strada. Anche KDE aveva spostato ripetutamente l’uscita della prima versione 4.x, per poi farne il “ramo” principale di sviluppo. Oggi le novità di KDE 4.7 SC potrebbero surclassare Compiz 0.9.2 e Mutter, almeno a livello di compositing.

Martin Gaesslin ha presentato sul suo blog il piano per l’integrazione di OpenGL 3.x in KWin. Potenzialmente già pronta per KDE 4.6, la feature sarà integrata soltanto nella software compilation per la 4.7. Riprendendo le sue parole si tratta di «estendere la sfocatura a tutte le finestre», possibilità presente in alcuni temi di terze parti per cui KWin non è pronto.

Il lavoro di Gaesslin si muove su due fronti. Il primo riguarda appunto l’aggiornamento del window manager all’ultima versione di OpenGL e OpenGL ES seguendo lo sviluppo di Mesa. Il secondo prescinde dai driver open source e punta a migliorare l’effetto “Box Switch” di KWin in toto. Stando allo screenshot i risultati sembrano davvero molto attraenti.

Immagine | Martin Gaesslin

KDE 4.7 SC sfrutterà OpenGL 3.x per KWin é stato pubblicato su ossblog alle 13:00 di giovedì 29 luglio 2010.

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lug
29

Sony e ILM annunciano Alembic

 

AlembicAlembic è un nuovo meta-formato open source sviluppato da Sony Pictures e Industrial Light & Magic (ILM) per l’animazione. La definizione di «meta-formato» è la più adatta, nella circostanza, perché Alembic non intende essere un progetto orientato alla riproduzione da parte degli utenti finali. Al contrario, si tratta di un “contenitore” per animazioni in post-produzione che richiedono l’esportazione in uno dei comuni formati già esistenti.

Se vogliamo Alembic è paragonabile al .PSD di Photoshop, ma concepito almeno inizialmente per funzionare con ImageWorks. Un prodotto professionale per specialisti del compositing e del cinema d’animazione. Diversamente da quanto predisposto da Adobe per il suo formato, Alembic è distribuito sotto licenza New BSD e ospitato da Google Code. Una scelta apprezzabile che potrebbe determinare il successo del progetto ad alti livelli.

Per avere un’idea della complessità delle animazioni gestibili con Alembic basta pensare che ImageWorks ha coadiuvato la post-produzione di film in 3D come Alice in Wonderland (2010) di Tim Burton. È escluso perciò che Alembic possa attrarre l’interesse dei consumatori, mentre i professionisti conoscono bene le potenzialità di ImageWorks. Un’apertura, quella di Sony e ILM, destinata a fare proseliti illustri negli ambienti hollywoodiani.

Via | The H Online

Sony e ILM annunciano Alembic é stato pubblicato su ossblog alle 09:00 di giovedì 29 luglio 2010.

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lug
28

Novell: dopo SUSE Studio, SUSE Gallery

 

SUSE GalleryNovell raddoppia e, a una decina di giorni dal rilascio di OpenSUSE 11.3, propone SUSE Gallery. È un ibrido tra un app store e un server virtuale per la compilazione di pacchetti .RPM compatibili con la distribuzione open source di Novell. Concepita dai creatori di SUSE Studio, di cui condivide anche il login, SUSE Gallery è al momento accessibile su invito. Interessante per creare applicazioni personalizzate.

Il concetto è semplice: SUSE Gallery è una virtual appliance per la creazione di pacchetti specifici per il proprio sistema. L’ideale è predisporre la compilazione di programmi che non esistono nei repository ufficiali di OpenSUSE o, richiederebbero dipendenze non ritenute necessarie. La stessa idea alla base di SUSE Studio, che però riguarda l’intero sistema, un po’ come avviene con le Spin di Fedora.

L’interfaccia dovrebbe essere piuttosto intuitiva, concepita per sollevare gli utenti dalla necessità di conoscere i più disparati linguaggi di programmazione. Le applicazioni così generate vengono condivise con tutti gli utenti registrati a SUSE Gallery. È un meccanismo diverso dai tradizionali app store e proprio per questo la disponibilità dell’ultima creazione di Novell appare intrigante. Vale la pena provarla.

Via | The Register

Novell: dopo SUSE Studio, SUSE Gallery é stato pubblicato su ossblog alle 11:00 di mercoledì 28 luglio 2010.

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lug
28

Mesa: OpenCL e Intel GSGL2

 

freedesktop.org

Compilare Mesa dal repository Git di freedesktop.org in questi giorni potrebbe non essere una buona scelta. Le novità in fase di commit da parte degli sviluppatori sono tante e i sorgenti cambiano molto spesso. I progetti in attesa sono diversi, da OpenCL a GSGL2, sempre orientati al miglioramento del supporto a Gallium3D e patrocinati da Intel e VMware.

Le specifiche di OpenCL 1.0 sono già state aggiornate con la versione 1.1, ma Mesa non ha ancora implementato le prime. Un gap coi driver proprietari cui sta lavorando Zack Rusin di VMware nel repository Clover. Le patch sono ancora piuttosto incomplete, così come il merging col “ramo” principale di Mesa 7.9. Eppure OpenCL non è l’unica novità in arrivo.

La prossima versione stabile di Mesa dovrebbe includere il nuovo compilatore GSGL2 di Intel. Ciò permetterà ad esempio di ottenere il supporto a OpenGL ES 2.0 sui driver open source di ATI, pareggiando i conti coi Catalyst 10.7 distribuiti da AMD. Anche questa feature richiederà la compilazione di Mesa 7.9 attraverso Gallium3D e supporterà LLVMpipe.

Via | Phoronix

Mesa: OpenCL e Intel GSGL2 é stato pubblicato su ossblog alle 09:00 di mercoledì 28 luglio 2010.

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lug
27

ATI distribuisce Eyefinity nei Catalyst 10.7

 

ATI EyefinityÈ arrivata la release di luglio per i driver proprietari di ATI e l’aspetto più interessante riguarda l’integrazione di Eyefinity. Tutte le piattaforme supportate possono ora gestire la modalità multi-schermo per una visuale panoramica. Sì, funziona anche su Linux. Al solito, la partnership con Canonical rende i Catalyst 10.7 “certificati” per l’uso su Ubuntu/Lucid. Un problema per chi usa altre distribuzioni.

Il problema deriva dal fatto che Ubuntu 10.04 LTS utilizza una versione backported di X.Org e un kernel inferiore all’ultima release disponibile. Altre distribuzioni aggiornate come Fedora 13, ecc. potrebbero incontrare difficoltà d’installazione. Apparentemente il supporto è garantito anche su OpenSUSE 11.3, perciò Linux 2.6.34 e XServer 1.8 dovrebbero essere compatibili con questi driver.

Oltre a Eyefinity i Catalyst 10.7 supportano OpenGL ES 2.0, una funzionalità presente in via sperimentale anche sui driver open source compilati con Gallium 3D. Come di consueto è stata rilasciata una lunga lista di fix relativi ai bug della versione precedente. Per concludere, l’installazione degli ultimi driver Catalyst è consigliabile su Linux per configurazioni di sistema stabili (niente Linux 2.6.35 e XServer 1.9).

Via | Phoronix

ATI distribuisce Eyefinity nei Catalyst 10.7 é stato pubblicato su ossblog alle 11:00 di martedì 27 luglio 2010.

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lug
27

Kaltura CE 2.0: CMS per piattaforme video

 

Kaltura.orgKaltura è un servizio per la pubblicazione di video in rete che avevamo già introdotto in occasione della sua nascita quasi un anno esatto fa. Come molti altri progetti della sua complessità, anche Kaltura è suddiviso in un “ramo” di sviluppo open source e uno più commerciale.

A un anno dal successo (il progetto in realtà è stato inaugurato nel 2006), ottenuto grazie all’integrazione su MediaWiki per Wikipedia, è stata rilasciata la versione 2.0 del CMS. Kaltura CE è un’applicazione gratuita, protetta dalla licenza AGPLv3 e scaricabile liberamente.

L’uso di Kaltura CE 2.0 è suggerito a chi disponga di ampie risorse sul proprio server. Le funzionalità del CMS non si adattano ai blog, ma piuttosto alle piattaforme di broadcasting.

Via | The H Open

Kaltura CE 2.0: CMS per piattaforme video é stato pubblicato su ossblog alle 09:00 di martedì 27 luglio 2010.

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lug
26

HTML5 accederà a microfoni e videocamere

 

WHATWGUno dei principali gap di HTML5 rispetto ad Adobe Flash sarà presto colmato grazie a una specifica del W3C che introduce l’elemento <device>. Microfoni e foto/videocamere potranno accedere presto alle animazioni interattive in HTML come avviene sui browser col plugin di Flash Player. Ciò significa che la comunicazione video e la registrazione via webcam non avrà bisogno di software proprietari.

Il progetto è ancora a uno stadio di sviluppo embrionale (la specifica risale al 20 luglio) e prevede la disponibilità di API dedicate per la cattura d’immagini, suoni e video. Nell’ambito di HTML5 potrebbe essere questa la vera “rivoluzione”. Perché siano sviluppati applicativi compatibili sarà necessario attendere del tempo, ma la strada è stata tracciata. Il prossimo passo riguarderà l’interattività per i giochi.

HTML5 è sempre più convincente, nonostante il linguaggio non sia ancora considerato stabile per l’uso “quotidiano”. Il media capturing costituisce un valore aggiunto che è destinato a mettere definitivamente in crisi la diffusione di Flash Player,una tecnologia che al momento molti ritengono ancora insostituibile. I progressi degli ultimi mesi rafforzano gli standard per il web e l’apertura delle soluzioni per internet.

Via | The H Open

HTML5 accederà a microfoni e videocamere é stato pubblicato su ossblog alle 11:00 di lunedì 26 luglio 2010.

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lug
26

Centrify Express per Active Directory su Linux e OS X

 

CentrifyCentrify ha recentemente rilasciato un tool gratuito per Active Directory che si presenta come una soluzione più completa della semplice implementazione open source del protocollo Microsoft. Centrify Express è una versione ridotta della suite professionale per Linux e OS X.

Lo scopo di Centrify Express è quello di dare agli utenti la possibilità di provare alcune delle funzionalità della più avanzata Centrify Suite. Per molti, questa versione free è più che sufficiente. Il tool include anche DirectControl Express e DirectManage Express, applicazioni ridotte degli omonimi prodotti commerciali.

Per l’abilitazione al download Certify richiede nome, cognome e indirizzo e-mail: il link all’archivio dei pacchetti sarà inviato a quest’ultimo. Sono molte le distribuzioni per cui è prevista una versione precompilata di Certify Express ed esiste pure un’immagine per VMware. Chi ne avesse bisogno può scaricare gratuitamente anche il software per Windows.

Via | ZDNet

Centrify Express per Active Directory su Linux e OS X é stato pubblicato su ossblog alle 09:00 di lunedì 26 luglio 2010.

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lug
25

ForgeRock ha rilasciato OpenAM 9.5

 

OpenAM
ForgeRock, che aveva salvato OpenSSO dall’abbandono di Oracle, ha rilasciato OpenAM 9.5. Si tratta di un sistema libero per la gestione dell’accounting in rete concepito da Sun Microsystems nel 2008 e rimosso dai server dopo l’acquisizione dell’azienda. OpenAM è il nome scelto per la continuazione open source del progetto di Single Sign On originale.

Grazie alle novità di questo aggiornamento anche gli utenti di OpenSSO Enterprise 8 (l’ultima versione corporate accessibile dai server di Oracle) possono effettuare l’upgrade. Tra le feature di rilievo su OpenAM 9.5 ci sono il supporto alle specifiche del protocollo XACML 2.0 e l’introduzione di OAuth, in uso sulle principali piattaforme di social networking.

OpenAM è una soluzione Java al 100% per la gestione degli accessi e può essere integrata con facilità sui sistemi esistenti. L’interesse di ForgeRock nel continuare lo sviluppo di OpenAM è dato dal fatto che molte delle sue applicazioni facevano uso di OpenSSO. Per comprendere di cosa si tratti, nello specifico, basta pensare a Ubuntu SSO di Canonical.

Via | The H Open

ForgeRock ha rilasciato OpenAM 9.5 é stato pubblicato su ossblog alle 11:00 di domenica 25 luglio 2010.

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lug
25

YouTube-DL funziona e supporta WebM

 

YouTubeYouTube-DL è uno degli script più popolari per scaricare i video di YouTube (Google Video, Photobucket, Dailymotion e Metacafe) da riga di comando. La versione installabile dai repository di Ubuntu/Lucid però non funziona più ed è necessario installare un backport del programma e di GStreamer. Trattandosi di uno script in Python, non è difficile predisporre altrettanto anche su altre distribuzioni.

Scaricare e installare l’ultima versione per Ubuntu è semplicissimo grazie a un repository su Launchpad che contiene già tutto il necessario. Lo stesso archivio detiene i sorgenti ottimizzati per distribuzioni Debian-based compilabili su qualunque piattaforma Linux a 32-bit e 64-bit. L’aggiornamento di GStreamer non è obbligatorio e dovrebbe servire ad abilitare il supporto a VP8/Vorbis.

L’ultimo update di YouTube-DL introduce delle nuove funzionalità di tutto rispetto. Oltre al supporto preliminare ai video di Daylimotion, che in Italia è proprietà di Alice, è possibile indicare l’URL di un video su YouTube anche dall’indirizzo http://youtu.be/ (particolarmente diffuso sui social network). Altre feature introducono la possibilità di scaricare i file originali, laddove fossero disponibili, dei video richiesti ed è stata aggiunta la funzione --max-quality.

Via | WebUpd8

YouTube-DL funziona e supporta WebM é stato pubblicato su ossblog alle 09:00 di domenica 25 luglio 2010.

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lug
24

OSCON 2010: Android torna nel kernel Linux?

 

O'Reilly OSCONAndroid potrebbe tornare nel kernel a patto che Google rispetti 3 condizioni. È quanto ha sostenuto Jeremy Bottomley, maintainer del sotto-sistema SCSI di Linux, all’OSCON 2010. L’ultima parola spetta dunque a Mountain View, ma le parti stanno già dialogando da mesi. L’Odissea di Android nel kernel non finirà molto facilmente, nonostante Google abbia tutto l’interesse in un ritorno all’inclusione su Linux.

La querelle verte anzitutto sulle modifiche apportate a PMQoS, necessarie all’Open Handset Alliance per migliorare il supporto ai dispositivi mobili. Chris Di Bona sostiene che Google sia tuttora «in attesa» del responso dei maintainer del kernel per un ritorno di Android già da Linux 2.6.34. Il fatto che le modifiche al codice non siano entrate nella prima release candidate fa presagire uno slittamento.

Lo sviluppo del kernel successivo, cioè il 2.6.35, è già arrivato alla RC6 e non c’è alcuna traccia di Android. La nota positiva è che rappresentanti d’ambo le parti hanno confermato l’esistenza di un fitto dialogo all’OSCON 2010, ma possiamo escludere novità rilevanti prima di Linux 2.6.36. Oltre a PMQoS, Google è chiamata a rispettare il ciclo di sviluppo del kernel e a rivedere il codice del suspend lock.

Via | The Register

OSCON 2010: Android torna nel kernel Linux? é stato pubblicato su ossblog alle 11:00 di sabato 24 luglio 2010.

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