ott
10

Se Linux non supporta la vostra stampante…

 

Considerate il seguente problema: avete una stampante non supportata da linux, ma nella vostra rete locale avete un sistema windows su cui la stampante può essere installata. Se tentate di condividere la stampante attraverso Samba, essa risulterà comunque non utilizzabile, dato che saranno necessari gli inesistenti driver linux. È proprio impossibile usare la stampante dalla vostra macchina Linux?

La risposta è no e all’indirizzo http://justin.yackoski.name/winp/ trovate una veramente ottima guida (in inglese) per riuscire nel vostro intento.

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ago
25

Cambiare il comportamento di default dei tasti funzione

 

Problema: Il mio tasto funzione Fn+Fx quando lo premo mi fa l’azione X di default, ma io vorrei fargli l’azione Y…

Soluzione: far passare la gestione del tasto funzione da Xorg a ACPI. Come?

Innanzitutto cerchiamo come viene gestito da Xorg. Per farlo prima lanciamo il comando

xev | sed -n s/^.*state ([0-9].*), keycode *([0-9]+) *(.*), .*$/keycode 2 = 3, state = 1/p

e premiamo il tasto funzione a cui siamo interessati. Alla pressione dovrebbe apparire un output tipo:

keycode NNN = (...., ...), state = 0x0

A questo punto eseguiamo

xmodmap -display :0.0 -pke | grep -i NNN

Apparirà in output qualcosa come

keycode NNN = ACTION_X

Per disabilitare l’esecuzione dell’azione X, sarà necessario digitare

xmodmap -e "keycode NNN ="

Per rendere questa modifica permanente, edidate il file /etc/X11/Xmodmap (se la modifica è necessaria per ogni utente) o $HOME/.Xmodmap (se è necessaria solo ad un utente) inserendo la linea:

keycode NNN =

In alcune distribuzioni, come Gentoo, potrebbe essere necessario anche editare $KDEDIR/share/config/kdm/Xsession aggiungendo all’inizio la linea

[ -f XMODMAP_FILE ] && xmodmap XMODMAP_FILE

dove XMODMAP_FILE è il file editato sopra.

Ora bisogna configurare ACPI. Prima di tutto sarà necessario eseguire acpi_listen e premere il tasto funzione che si desidera cambiare. Si dovrebbe ottenere un output del genere:

hotkey ATKD 000000NN 000000NN

Creare un file in /etc/acpi/events/ come il seguente

event=hotkey ATKD 000000NN .*
action=action_Y

Affinché tutto possa funzionare potrebbe essere necessario riavviare il computer.

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ago
25

Come risolvere l’errore “SIOCSIFFLAGS: Unknown error 132?

 

L’errore nel titolo si verifica talvolta quando si tenta di eseguire

ifconfig wlan0 up

Se ottenete l’errore di cui sopra la cosa da fare è la seguente. Prima di tutto date il comando

tail /sys/class/rfkill/*/{state,type}

L’output conterrà le seguenti linee

==> /sys/class/rfkill/rfkillN/state <==
 0
==> /sys/class/rfkill/rfkillN/type <==
wlan

dove N sta per un numero. Per evitare l’errore usate il seguente script

#!/bin/sh
for i in /sys/class/rfkill/rfkill*/type;
do
type="`cat $i`"
if [ "$type" = "wlan" ];
then
n="`echo $i | sed -r 's%/type$%%'`";
echo 1 > ${n}/state;
fi;
done;

Notate che potrebbe essere necessario eseguire lo script ogni volta che il modulo del kerel che gestisce il wifi viene caricato.

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gen
31

Wake on Wan e Router D-Link Part 2 overro hack per il tuo router

 

Come avevo promesso nell’articolo “Wake on Wan e Router D-Link“, vi spiego come è possibile che una macchina in una rete locale possa dare comandi al router con un intervento minimo dell’utente. E inoltre vi darò indicazioni sia che la vostra macchina in rete sia una macchina Linux, sia che essa sia una macchina Windows.

Ma cominciamo con linux…

Prima di tutto installare expect: è una semplice utility che permette di creare script interattivi, ossia capaci di rispondere ai prompt di altre applicazioni. A questo punto creiamo il seguente script che chiameremo arp_hack.sh

#!/usr/bin/expect

spawn telnet router_address
expect login:
send "username
"
expect Password:
send "password
"
expect #
send "command
"
expect #
send "exit
"
interact

dove arp -s ip_address eth_address è il comando necessario per il Wake On Wan su router D-Link.

Lanciando questo script otteniamo il risultato desiderato. Se vogliamo che tale operazione venga fatta all’avvio del sistema operativo, aggiungiamo la riga

/path/to/arp_hack.sh &>/dev/null

al file che gestisce le operazioni da eseguire all’avvio: in gentoo questo file è /etc/conf.d/local.start, in ubuntu & C. si tratta invece del file rc.local.

E se fosse necessario riavviare il router perderei tutto di nuovo? Oppure dovrei ricordarmi di lanciare questo script ogni volta che riavvio il router? Per ovviare a questo problema avremo bisogno di altri 2 script: il primo (router_reboot.sh) gestisce il riavvio.

#!/usr/bin/expect

spawn telnet router_address
expect login:
send "username
"
expect Password:
send "password
"
expect #
send "reboot
"
interact

Il secondo invece gestisce il tutto, richiamando router_reboot.sh per riavviare il router e arp_hack.sh per lanciare il comando.

#!/usr/bin/expect

spawn /path/to/router_reboot.sh
sleep 30
send "
"
sleep 5
spawn path/to/arp_hack.sh
interact

Ora per riavviare il nostro router basterà semplicemente lanciare questo script e poi farà tutto da solo.

E per quanto riguarda Windows? (Attenzione: i seguenti passi sono stati testati solo su Windows XP Home Edition)
Anche per Windows abbiamo bisogno di installare un programma: Plink.exe (scaricabile qui).

Per lanciare un comando sul router basterà creare il seguente file arp_hack.cmd

@set PATH=Path oplink.exe;%PATH%
@plink.exe router_address -l username -pw password -batch "command"

eseguendo questo script nel prompt di Dos o attraverso il menu Start->Esegui otteniamo l’obiettivo desiderato. Per eseguirlo al riavvio sarà necessario aggiungere una voce al registro

"HKEY_LOCAL_MACHINE/Software/Microsoft/Windows/Current Version/Run"

che abbia come valore di tipo stringa il path allo script arp_hack.cmd. Questo tuttavia darà l’inconveniente che sarà mostrato il prompt di dos all’avvio di windows per qualche secondo (ma se si ci ostina ad usare windows qualcosa si deve pure dover pagare…).

Per ottenere l’utility di “reboot e comando” come in linux sarà necessario installare un’altro programma: Tasklist (che potete trovare qui). Come prima adoperamo 2 script, il primo dei quali (router_reboot.cmd) per riavviare il router:

@set PATH=Path oplink.exe;%PATH%
@plink.exe router_address -l username -pw password -batch "reboot"

Il secondo per gestire l’intera procedura:

@set PATH=Path o asklist.exe;%PATH%
@START /b Path o
outer_reboot.cmd
@ping 127.0.0.1 -n 2 -w 1000 > nul
@ping 127.0.0.1 -n 30 -w 1000> nul
@FOR /F "tokens=2" %%i in ( tasklist.exe /NH /FI "ImageName eq plink.exe" ) DO SET PID=%%i
@TSKILL %PID%
@START /b Path oarp_hack.cmd

Tutto chiaro?

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mar
11

Hibernate, gentoo, nvidia e fbsplash

 

Sono riuscito a far funzionare correttamente l’ibernazione sul mio portatile e, siccome non è stato semplicissimo, voglio condividere con gli interessati quali sono i passi che sono stati necessari

tuxsicle.jpg

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gen
17

Come KDE/KDM gestisce la sessione?

 

Se nei vostri script vi trovate o vi troverete ad aver bisogno di gestire le operazioni di terminazione della sessione, di blocco della stessa e di cambio utente che KDE agevolmente offre nel menu K sbatterete la testa avanti e indietro tra le pagine man del vostro sistema e quelle invece offerte dal vostro motore di ricerca preferito. Per questo ho pensato di scrivere questo articolo che possa servire ad evitarvi tanto complicato lavoro.

end_session.jpeg

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11

Anche redsend.org su BongoLinux. Cioè?

 

Il termine “bongo” è un termine vulgaris che fa riferimento a un po’ tutti i tamburi definiti “etnici”

Questo lo dice Wikipedia, ma per noi non significa nulla.

Bongo e’ una scimmia, al primo impatto con Linux, anche se il suo cervello e’ piccolo, va sempre alla ricerca di news e articoli nei blog italiani, se bongo sa usare Linux, non vedo perche’ l’uomo non lo utilizzi.

bongolinux.gif

BongoLinux e’ un portale di news, articoli, e recensioni dal mondo del Software Libero, raccoglie tutto questo dai feed dei blog iscritti. BongoLinux nasce nei primi di Dicembre del 2007 come idea di un piccolo ragazzo 14enne, Nicola Greco, blogger anche di notsecurity.com e fondatore della petizione on-line Linux Nelle Scuole Italian. BongoLinux non e’ un semplice aggregatore di feed, noi riteniamo sia qualcosa di piu’, presto verranno implementate nuove cose come:

  • la possibilita’ di votare gli articoli sia da BongoLinux.com ma anche da un plugin per il tuo blog;
  • la possibilita’ di vedere una classifica dei blog che trattano di Gnu/Linux e Opensource, in base ai voti ricevuti

BongoLinux mantiene intatto uno spirito libero, ti da la possibilita’ di partecipare attivamente e chiedere informazioni o chiarimenti, o ti da la possibilita’ di proporci qualcosa. E’ anche un mezzo pubblicitario, BongoLinux, infatti, non ha nessun link interno, per ogni articolo lei verra’ indirizzato sulla pagina del blog da cui e’ stato preso.

dal sito http://bongolinux.com/

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Anche redsend.org su BongoLinux. Cioè?

 

Il termine “bongo” è un termine vulgaris che fa riferimento a un po’ tutti i tamburi definiti “etnici”

Questo lo dice Wikipedia, ma per noi non significa nulla.

Bongo e’ una scimmia, al primo impatto con Linux, anche se il suo cervello e’ piccolo, va sempre alla ricerca di news e articoli nei blog italiani, se bongo sa usare Linux, non vedo perche’ l’uomo non lo utilizzi.

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gen
07

Problema con vmware 1.04 su linux 64 bit

 

Se durante l’installazione di Vmware Server appare un errore che dice una cosa del tipo:

/usr/bin/vmware-ping: not found

è perchè il programma vmware-ping, essendo compilato a 32 bit, ha bisogno di una libreria chiamata ia32-libs, quindi possiamo risolvere con un semplice:

sudo apt-get install ia32-libs

.

.

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gen
04

I miei posti su Bongolinux

 

Bongolinux.com e’ un aggregatore di post di blogger che scrivono di software libero (linux e non solo) che permette di di avere riuniti in un unico punto un sacco di news, articoli, e scritti di vario genere per la comodita’ degli utenti e dei curiosi della materia.

L’aggregatore a vederlo sembra fatto molto bene, stiamo a vedere gli sviluppi…

Intanto un in bocca al lupo ai gestori :-)

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gen
04

15 motivi per non usare windows (forse…)

 

E’ un po’ di tempo che trovo in giro in diversi posti un post che recita una 15ina di punti sul perche’ usare Windows e’ MALE. Io non sono totalmente daccordo, usando entrambi i sistemi per lavoro posso assicurare che sono situazioni per cui usare windows e’ non evitabile, o e’ troppo comodo, o comunque vale spendere quel che costa per quel che fornisce a livello di supporto, prestazioni, facilita’ di esercizio.

Aggiungerei dei personali commenti:

01. Non possediamo una regolare licenza.
02. Non vogliamo comprare una regolare licenza.

Quindi c’e’ gente che pensa che linux sia solo perche’ dei piratoni di software redenti non vogliono vivere nell’illegalita ? Linux và usato per le sue caratteristiche, non è un’alternativa a windows, non è nato per questo.

03. Anche se acquistiamo la licenza il supporto cd/dvd, il sistema operativo e tutto il contenuto in esso, appartiene alla Microsoft.

Chi ha i soldi fa’ le regole, se sottoscrivi un contratto ti devi attenere a quel che dice, nessuno ti obbliga. Quando prendi la patente ti devi attenere alle regole della strada, se sgassi a 130 all’ora in centro ubriaco fradicio LO SAI che se ti fermano la tua patente prende il volo. Se vuoi usare l’automobile devi attenerti alle regole della strada.

04. Anche se acquistiamo una sola licenza non possiamo installarlo sui nostri 12 pc.

Vedi sopra

05. Siamo costretti a riavviare se installiamo o disinstalliamo qualcosa …

Se non ci fossero i reboot come faremmo a prendere un po’ di caffe o a fare una chiacchiera con la nuova collega con le tette grosse ? :-)

06. Non possiamo nè vogliamo spendere soldi per acquistare licenze per usare gli applicativi software.

A volte ci sono dei programmi che su linux esistono.

07. Anche se ci sta simpatico Bill Gates non sopportiamo i balletti di Steve Ballamer.

Perche’ no ? E’ tanto buffo… Assomiglia molto al mostro di Frankenstein Junior

08. Se vogliamo guardare un dvd con Windows Media Player dobbiamo installare un altro Player per dvd o installare un decodificatore DVD a pagamento.

Esiste ancora gente che non ha lettori dvd in casa ?

09. Non possiamo ricompilare il kernel perché lo aggiornano ogni 6 anni.

Sono anni che non ricompilo in kernel su llnux

10. Con il nuovo sistema Microsoft Vista non sappiamo quale versione è più adatta alle nostre esigenze (7 versioni).

Le distribuzioni di linux sono assai piu’ di 7, ed io ho un’idea ben precisa in merito alle versioni di Vista: nessuna versione e’ adatta alle MIE esigenze !

11. Siamo troppo affezionati al nostro celeron 800 con Scheda grafica Nvidia TNT2 Ultra con 128 M Ram Sdram … e Vista non monta.

E ti lamenti ? Secondo me e’ una fortuna che tu non posso installare Vista.

12. DRM ? NO Thanks !

DRM e’ ancora di la’ a venire e verra’ implementato anche nel kernel linux.

13. Possediamo una Play Station 3 oppure una Nintendo Wii per giocare.

Io no, non gioco, anche se ho un sacco di amici che mi vorrebbero precipitare con loro nel gorgo dei video-games :-)

14. Possediamo un Mac ed un sistema proprietario basta ed avanza.

Io odio i mac (Cit. Puffo Brontolone)

15. Qualche volta preferiamo usare la nostra testa e non essere inglobati.

La testa basta usarla a prescindere, il s.o. e’ nel pc, mica te lo impiantano nel cranio..

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gen
02

Mettere al riparo i vostri documenti da occhi indiscreti (win & linux)

 

E’ possibile, con pochi semplici passi, poter mettere al riparo dai curiosi i vostri documenti e ogni tipo di file in modo facile e gratuito.

Il merito e’ tutto di un programma che si chiama Truecrypt che monta un volume (una directory per linux o un vero e proprio disco per windows) dentro un file contenitore creato appositamente di grandezza arbitraria, il contenuto del volume e’ ovviamente criptato con algoritmi solidi che si scardinano con tempi che si avvicinano alle ere geologiche.

Su windows si deve scaricare ed installare il programma ed abbiamo a disposizione una GUI che ci permette di creare, montare, smontare, e rimuovere il file-contenitore in modo grafico.

Su linux la cosa invece si fa’ da riga di comendo, ed il programma esiste il formato rpm, deb e in sorgenti da compilare.

Per una ubuntu si scarica il file .deb relativo, lo si installa e da qual momento e’ disponibile il comando “truecrypt” da prompt di shell che ci fà creare, montate e smontare i file-contenitore con una serie di semplici comandi.

E’ ovvio, vista la portabilita’ del programma, che un file creato sotto windows puo’ essere montato sotto linux e viceversa, filwsystem permettendo, infatti se il contenitore creato su windows e’ formattato in NTFS dovranno essere installati i driver ntfs-3g su linux per poterlo scrivere, altrimenti sara’ solo leggibile.

Truecrypt su windows inoltre ha la possibilita’ di non essere installato, ma puo’ lavorare tranquillamente come programma portabile, quindi potete tenere tutto, programma e file-contenitore, su una chiave usb per non lasciare traccia alcuna sul pc dove siete a lavorare…

Comodo vero ?
.
.

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Puoi votare l articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.

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dic
28

Manuale di Crittografia Applicata

 

In inglese ovviamente, un libro di questo livello in italiano vorrei vedere chi lo scrive ;-)

E’ disponibile gratuitamente in formato pdf per il download, previ lettura delle doverose note di copyright.

“Permission is granted to retrieve, print and store a single copy of this chapter for personal use. This permission does not extend to binding multiple chapters of the book, photocopying or producing copies for other than personal use of the person creating the copy, or making electronic copies available for retrieval by others without prior permission in writing from CRC Press.

Except where over-ridden by the specific permission above, the standard copyright notice from CRC Press applies to this electronic version:

Neither this book nor any part may be reproduced or transmitted in any form or by any means, electronic or mechanical, including photocopying, microfilming, and recording, or by any information storage or retrieval system, without prior permission in writing from the publisher.

The consent of CRC Press does not extend to copying for general distribution, for promotion, for creating new works, or for resale. Specific permission must be obtained in writing from CRC Press for such copying. “

  • Chapter 1 – Overview of Cryptography pdf
  • Chapter 2 – Mathematics Background pdf
  • Chapter 3 – Number-Theoretic Reference Problems pdf
  • Chapter 4 – Public-Key Parameters pdf
  • Chapter 5 – Pseudorandom Bits and Sequences pdf
  • Chapter 6 – Stream Ciphers pdf
  • Chapter 7 – Block Ciphers pdf
  • Chapter 8 – Public-Key Encryption pdf
  • Chapter 9 – Hash Functions and Data Integrity pdf
  • Chapter 10 – Identification and Entity Authentication pdf
  • Chapter 11 – Digital Signatures pdf
  • Chapter 12 – Key Establishment Protocols pdf
  • Chapter 13 – Key Management Techniques pdf
  • Chapter 14 – Efficient Implementation pdf
  • Chapter 15 – Patents and Standards pdf
  • Appendix – Bibliography of Papers from Selected Cryptographic Forums pdf
  • References pdf
  • Index pdf

Studiate che poi vi interrogo :-)

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dic
27

Aggiornamento Debian Etch

 

7 Dicembre 2007: Il progetto Debian ha il piacere di annunciare il secondo update della versione stabile di Debian GNU/Linux (Codename Ectch). Questo aggiornamento aggiunge correzioni per problemi di sicurezza alla release stabile più alcuni bug fix a problemi rilevati.

C’e’ da notare che questo aggiornamento non costituisce una nuova versione di Debian GNU/Linux 4.0 ma e’ solo un upgrade di alcuni dei sui pacchetti. Non c’e’ bisogno di scaricare nuovamente i cd o i dvd della versione 4.0, ma solo di aggiornare la distribuzione dopo averla installata, per poter installare gli ultimi aggiornamenti.

Fonte: http://www.debian.org/News/2007/20071227

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dic
27

Alla scoperta di Linux Mint 4.0

 

Nome in codice Daryna, una distribuzione il cui motto è “From freedom came elegance

Trattasi di una derivanta di Ubuntu Gutsy 7.10 (a sua volta derivata di Debian Sid, come tutti sapranno) affinata esteticamente in una livrea verde menta nera, non brutta e qualche utility in piu’ per la gestione dei pacchetti.

L’ho scaricata e l’ho provata.E’ veramente disgustosa. Non esiste distribuzione più facile ed immediata da installare e far funzionare, un vero schifo.

Mi chiedo io: dov’è finito il partizionamento dei dischi con le misure enumerate in unità di 512 bytes ? Chi ha fatto sparire la cara vecchia interfaccia a caratteri ? Dov’e’ finita la difficoltà di installazione della scheda di rete e della scheda video ? Sono veramente finite le litigate con i driver da ricompilare ?

Questa orrenda distribuzione si installa in pochi passaggi, fà domande del tipo: quanto disco vuoi usare ? Come si chiama l’utente ? Che password ci vuoi mettere ?

E NIENTE ALTRO…

Se lo sanno i miei amici come farò a fare il figo sfoggiando linusse sul computer col cubo che gira, spacciando queste meraviglie con notti insonni passate con criptici file di configurazione alla mano ?

:-) :-) :-) :-) :-) :-) :-) :-) :-)

A parte gli scherzi, l’installazione è facile anche per un bimbo di 10 anni e la configurazione del sistema e’ inesistente, l’ho installata senza null’altro fare che clickare avanti, sia sul portatile (Asus a6j) che sul fisso di test a casa (piastra asus p5ld2-vm) seguendo questi passaggi:

1) inserire il cd e avviare il pc

2) attendere l’avvio del sistema operativo, dato il cdrom è una live che avvia da solo, quindi non si deve avere fretta

3) all’avvio abbiamo sul desktop l’icona del setup su disco fisso con label “install” (’mmazza che fantasia :-) )

4) la prima cosa è il benvenuto e la scelta della lingua, il live cd e’ solo inglese, ma se c’è un collegamento ad internet disponibile l’installer scaricherà la lingua appropriata durante il setup

5) poi si deve scegliere in che parte di mondo siamo, per i settaggi della data, della moneta ed altro, di solito ci indovina da solo, quando abbiamo indicato la lingua italiana lui sceglie Roma come locazione mondiale

6) l’installer indovina da solo anche la lingua, ma possiamo scegliere qualche variante esoterica di tastiera, se l’abbiamo.

7) Nel mio caso ho a disposizione un disco sata da 320 giga da dedicare interamente a Mint, volendo è possibile scegliere ma io ho fatto proprio cosi:

8) inseriamo le informazioni personali dell’utente (nome e password)

9) L’installer propone un riepilogo prima di proseguire

10) andiamo avanti e proseguiamo con la formattazione del disco

11) l’installazione del sistema

12) e della lingua

13) da notare che la scheda di rete Intel 945 integrata su piastra è stata riconosciuta perfettamente ed è stato attivato compiz-fusion già nella sessione live

14) FINTO !!!

15) a questo punto si riavvia, si toglie il cdrom e si aspetta il reboot. Al primo login viene chiesto se attivare l’utente root, e’ sconsigliato ma per me dare continuamente sudo sudo sudo mi mette caldo :-) e viene chiesto anche se si deve disabilitare un fastidioso fortune che appare ad ogni apertura della shell, sarebbe anche carino, ma e’ in inglese e a qualcuno puo’ non piacere.

A questo punto si può scegliere se usare il gestore degli aggiornamenti (particolarmente evoluto) oppure affidarsi al solito

apt-get update && apt-get dist-upgrade

dato da root per scaricarsi un 250inao di mega di aggiornamenti

Gia’ che ci siamo mettiamo anche VmWare Server 1.04, giusto qualche secondo, come con Gutsy 7.10, con questi semplici passi (da root):

apt-get install build-essential xinetd linux-headers-$(uname -r)

Si tar-gunzippa in una cartella di appoggio il file preso dal sito ufficiale di VmWare:

tar xvzf VMware-server-1.0.4-56528.tar.gz

Si entra nella directory con cd vmware-server-distrib/

e si lancia l’installer rispondendo sempre si

./vmware-install.pl

ed inserendo il codice gratuito di attivazione che si ottiene registrandosi sul sito di VmWare. Fine.

Adesso godetevi la vostra nuova linux box.
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