ott
05

M-Audio Pro Tools Vocal Studio on Linux

 

Di recente ho acquistato questo microfono USB a condensatore (NON electrect!!). Le mie esigenze non riguardano il podcasting o la registrazione professionale (quella si fa in studio con i microfoni GNUMAN ;) ).

ProTools Vocal Studio

Pro Tools Vocal Studio

Il mio uso è prettamente legato ai miei esercizi di canto (esigenze di riascolto) e per registrare eventuali idee dimostrative (per poi essere ri-registrate in studio). Inoltre l’ho trovato utile per fare delle prove di interpretazione di vari pezzi in modo che posso riascoltarmeli e decidere su cosa lavorare.

La spesa è piuttosto contenuta. Per un centinaio di euro mi è arrivato un bel pacchetto contenente il microfono (bello solido e pesante, da l’impressione di essere un prodotto fatto con un certo criterio), la versione Essentials di Pro Tools e un comodo stand da tavolo. Successivamente ho provveduto all’acquisto di uno shockmount (il “ragnetto” anti-shock).

Interessante feature di questo mic, è la possibilità di avere il direct monitoring (per il riascolto zero-latency) ma in Linux, questo mi è ancora impossibile :) in quanto necessita della sua interfaccia di settings che esiste solo per Win*. A parte questo problemino, il microfono funziona out-of-the-box. Lo attacco al PC e lui va. Diamo un attimo un occhio alle impostazioni di Jack.

Jack settings

Jack settings

NOTA: Per far si che jack si avvii correttamente, dobbiamo per forza settare il numero di canali d’ingresso pari a UNO! Chissà perché, da solo non ce la fa a capirlo e all’avvio di jack vi trovate un bell’errore generico :)

Il campo Frame/Period può essere ridotto per aver meno latenza, io l’ho testato fino a 128 ed è sufficiente. Altro paramentro importante è Periods/Buffer, che per le periferiche USB è consigliabile impostare a 3!

Ora una breve valutazione dal punto di vista tecnico.

Il microfono ha una buona risposta e sensibilità. Uno spettro che garantisce una bella ripresa anche sulla gamma delle alte frequenze grazie alla capsula a condensatore. Le basse sono definite grazie al diaframma (quasi)largo (cardioide da 16mm), infatti risente dell’effetto prossimità!

La qualità nel complesso è molto buona per 100 euro, ma se vogliamo trovargli un difetto, devo segnalare il noise floor un po’ altino! Ok… non è a livelli insopportabili… anzi… più o meno come tutti i mic USB in circolazione fino ad oggi!

Fatemi sapere le vostre opinioni! :)

Ciao!

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set
17

Binaural Beats in Octave (a.k.a. i-Doser fai da te)

 

Se siete qui avrete quasi sicuramente sentito parlare del famoso i-Doser, un software che permette di ascoltare delle particolari tracce audio tramite le quali il nostro cervello percepisce i cosidetti battimenti binaurali.

Un prolungato ascolto di questo particolare audio permette di “sintonizzare” il nostro cervello  su certe particolari onde cerebrali tipiche di stati quali attenzione, tensione o sonno profondo. In pratica dovrebbero indurre artificialmente questi particolari stati di coscienza.

Non mi dilungo oltre a spiegare le particolarità di queste onde cerebrali, ma se volete un approfondimento andate qui (Wikipedia) o qui (come stimolare il cervello con i Binaural Beats).

Prima di arrivare a come generare questi suoni, vediamo rapidamente cosa sono.

Le onde cerebrali (elettroencefalogramma), nello spettro delle onde radio si collocano nella banda ELF (Extremely low frequency) in quanto vanno da un minimo di 0.1 Hz a un massimo di circa 42 Hz.

I più attenti avranno già capito l’inghippo: come faccio a riprodurre con un comune impianto stereo queste frequenze?

Risposta: non si può :)

MA si può usare un trucchetto, ovvero i battimenti binaurali. Se al nostro cervello applichiamo due differenti stimoli monofrequenziali (uno per orecchio), per piccole differenze di frequenza (intonazione) tra i due, noi percepiamo questi due toni e in più un terzo che è pari alla differenza in Hz tra i due. Detto questo appare piuttosto semplice il metodo per ingannare il nostro cervello a percepire frequenze come 10 Hz e roba del genere.

Lo script per Octave che segue (oltre ovviamente a essere compatibile con Matlab… basta togliere la prima riga) non fa altro che generare un file audio stereofonico, in cui nel canale Left è presente un tono puro ad una frequenza fissa e nel canale Right, un tono che parte da una frequenza superiore e si avvicina piano piano fino alla stessa frequenza del canale L.

Perché non è un tono fisso?

Risposta:  questo esempio è finalizzato a portare il cervello nello stato di sonno profondo (onde Delta ~ 0.1 Hz), per cui dovrebbe funzionare per coloro che fanno fatica a prendere sonno :) . La lenta discesa è necessaria perché il cervello va accompagnato piano piano (così dicono gli esperti :) ) fino allo stato desiderato.

Ora vediamo lo script (dovrebbe già essere ben commentato quindi non mi dilungo a descriverlo):

#!/usr/bin/octave
#Parametri
l=10;               #Lunghezza in minuti (MAX:10)
f0=432;             #Frequenza di partenza
D=20;               #Differenza di frequenza iniziale (freq dei battimenti)
fs=44100;           #sample rate
#Calcolo numero sample totali e base dei tempi
sample=60*l*fs;     #Numero totale di sample
t=[0:1:sample-1];   #Asse dei tempi
#Generazione dei 2 canali audio
out=zeros(sample,2);
freq=(f0+D-((D/2*t)/sample));
#Sinusoidi…
L=sin(2*pi*t*f0/fs)*0.9; #Frequenza fissa
R=sin(2*pi*t.*freq/fs)*0.9; #Frequenza discendente
#salvo il file
out(:,1)=L;
out(:,2)=R;
wavwrite(out,fs,’out.wav’);

Basta salvarlo con il nome che ci piace, per esempio binaural.sh e digitare il seguente comando per renderlo eseguibile:

chmod +x binaural.sh

Ora non ci resta che testarlo con il comando

./binaural.sh

Se tutto ha funzionato a dovere, dovrebbe essere comparso un file chiamato out.wav. Ora non dovete far altro che mettervi un paio di cuffie e cominciare a a indurvi lo stato cerebrale desiderato! :D

PS: Un limite riscontrato con octave, è che non è possibile creare file audio più lunghi di una decina di minuti per un semplice fatto di Out of Memory :) ma con Matlab a 64 bit dovreste poter riuscire a creare file più lunghi!

Buona dormita! :)

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giu
15

Guitar Pro 6 ora compatibile con Linux! :)

 

La nuova versione del famoso editor Guitar Pro è compatibile anche col nostro sistema operativo preferito :)

Inoltre presenta alcune novità succose per quanto riguarda i suoni di chitarra… fate un giro sul sito ufficiale per scoprirne tutte le novità!

Guitar Pro 6

GP6 !

Qualcuno l’ha già provato?

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mag
17

Sony VAIO e Ubuntu Lucid

 

L’ultimo arrivato nel mio parco macchine è un notebook Vaio VPCEB1Z1E.

Non mi dilungo in caratteristiche tecniche. Chi è interessato può seguire il link qui sopra.

L’installazione di Ubuntu Lucid Lynx 10.04 è filata liscia, anche se non tutto è andato come speravo.

La scheda video (una ATI serie HD5600) funziona al primo colpo con i driver fglrx andando contro tutti i pronostici :)

Ora vediamo quali sono i punti critici e relativa soluzione.

1. Touchpad

Funziona correttamente, MA lo scroll verticale a lato del touch non funziona. La soluzione è semplice e indolore

Soluzione on-the-fly:

sudo modprobe -r psmouse
sudo modprobe psmouse proto=imps

Per rendere le modifiche definitive, serve però un accorgimento. Dobbiamo creare il file /etc/modprobe.d/psmouse.conf

sudo vim /etc/modprobe.d/psmouse.conf

e aggiungiamo la riga

options psmouse proto=imps

E questo è risolto.

2. Audio

Nessun errore, ma nessun suono. A quanto pare è un bug del kernel di Lucyd, che in quello nuovo dovrebbe essere risolto. Se non vogliamo aspettare qualche settimana per l’aggiornamento, esiste una soluzione che però è solo temporanea (al riavvio bisogna rifare la procedura).

Occore scaricare il programma HDAAnalzser e eseguirlo (occorre aver installato l’interprete python):

wget -O run.py http://www.alsa-project.org/hda-analyzer.py
sudo python run.py

Selezione il Node 19 nella lista di sinistra e cambiare il valore di VREF da 80 a HIZ.

Come detto però… al prossimo riavvio, va rieffettuata questa procedura. Un’altra soluzione proposta in rete è quella di installare un backport dei moduli ALSA, ma questo per me non ha funzionato.

3. Luminosità dello schermo

Pare che ci sia un’utility (spicctrl) che si basa sul modulo sonypi, che dovrebbe essere in grado di settare la luminosità del display. Dico “dovrebbe”, perché effettivamente a me non funziona. Da errore al momento di caricare il modulo sonypi.

Non mi sono dato per vinto, quindi ho deciso di usare un metodo old school. Ovvero settarla a mano tramite /proc.

echo VALORE > /proc/acpi/video/VGA/LCD/brightness

Dove VALORE è un livello tra questi: 5, 8, 11, 16, 23, 34, 48, 70, 100

Ora sto scrivendo uno script python che mi fa queste operazioni in automatico quando premo i tasti per regolare la luminosità.
Questo è quanto. Se ci saranno aggiornamenti degni di nota, provvederò a postarli!
Ciao a tutti :)

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dic
04

Equalizzatore globale con PulseAudio

 

Una della mancanze che si fanno più sentire in una moderna linux box, è la possibilità di avere un equalizzatore globale che funzioni per tutte le applicazioni che usano l’audio in GNOME.

Sembra che qualche volenteroso sviluppatore si sia rimboccato le maniche per colmare questa lacuna che, inspiegabilmente, continuava a rimanere incolmata! :)

PulseAudio 15-band Equalizer

Questo equalizzatore funziona con la nuova versione di PulseAudio (0.9.20)?? o superiore. Quindi per chi usa Jaunty o Karmic, c’è bisogno di effetture degli aggiornamenti. Per chi già usa (quanti sono? :) ) Lucid Lynx non dovrebbero esserci problemi.

Tranquilli, non c’è da compilare nulla, ci sono i repository dei pacchetti belli e pronti.

Questo plugin per Pulse non è altro che un’interfaccia grafica ad un plugin LADSPA che fornisce un equalizzatore a 15 bande. Esso può anche caricare i preset di VLC. Il plugin scelto fa parte del pacchetto swh-plugins, il quale si può installare da qualsiasi ubuntu tramite il comando:

$ sudo apt-get install ladspa-sdk swh-plugins

Per maggiori informazio sull’installazione e l’aggiunta dei repository necessari vi rimando al thread ufficale su UbuntuForums.

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nov
08

Plugin Audio professionali per Linux? Si può!

 

Ho già parlato del giovane standard LV2 per plugin audio in ambiente linux.

Ora volevo segnalarvi qualche plugin interessante, che sfutta le qualità relative a questo nuovo standard. Questi sono utili in fase di mastering (compressori) e in fase di mixing (il riverbero è molto carino).

Il primo è un bundle che contiene riverberi, compressori, phaser, … Si chiama INVADA. Potete scaricarlo da qui.

invada-lv2-plugin

INVADA compressor

Un altro plugin interessante è lv2fil, un bel parametrico a 4 bande. Da provare (scaricabile qui)

lv2fil

lv2fil

Finalmente dei plugin interessanti, con un’interfaccia gradevole e usabile :)

Per le istruzioni riguardanti i vari hosto lv2, vi rimando al mio precedente post!

Saluti

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ott
30

Linux Audio Plugins: novità in vista

 

Il panorama dei plugin audio per il pinguino ha da sempre spaventato gli esperti del settore in quanto offre una vasta gamma di soluzioni, apparentemente disorganizzate. Già tempo fa avevo espresso un parere su un giovane standard, che piano piano, ora sta emergendo. Ma diamo uno sguardo globale alla situazione

lv2_blue

lv2 logo

  • LADSPA: Standard affermato,“vecchio” e molto diffuso, ma ha delle grosse limitazioni (assenza di GUI, poco estendibile…)
  • DSSI: Prometteva bene nel campo dei software synthesizers, ma al giorno d’oggi, sembra morto.
  • LV2: uno standard giovane, nato per colmare le lacune di LADSPA (Ladspa Version 2), e sembra riuscirci.

Qualche dettaglio in più sullo standard LV2

LV2, offre uno standard ben studiato. Architettura modulare ed estendibile, e specifiche ben ordinate. Offre la possibilità di creare delle GUI (Graphical User Interface) tramite dei costrutti interni (se si necessita di GUI semplici), oppure con qualsiasi altro toolkit, per poter dare maggiore flessibilità ai programmatori in caso si necessiti qualche particolare feature.

LV2 prevede una catalogazione dei plugin in diverse tipologie per facilitare la ricerca all’utente finale. Oltre alla catalogazione per tipo, vi è anche una separazione tra quelli che sono i plugin di elaborazione del suono, e quelli di generazione del suono (es. synth). Proprio come avviene nel caso dello standard VST/VSTi, in cui si ha una separazione netta, tra plugin di elaborazione e i cosidetti VST Instruments.

Bene… ulteriore ordine.

Tuttavia, l’enorme diffusione di LADSPA, frena l’ascesa di questo standard, anche se oggi, si può contare un certo numero di plugin molto interessati e votati ad un ambito professionale (un paio di esempi: INVADA, lv2fil dei quali parlerò meglio in un altro post).

Per usare questi plugin, oggi ci sono solo un paio di alternative valide

Sulla compilazione di Ardour con il supporto LV2, non mi voglio inoltrare troppo ora. Ci sono comunque delle guide in rete. Ma vediamo cosa ci offre zynjacku/lv2rack.

In realtà non è un solo software ma sono 2. Zynjacku è un host per LV2 instruments, quindi caricherà solo synth e generatori. lv2rack invece è l’host per caricare i plugin di elaborazione (es. riverberi, compressori, flanger, …). Così come il più famoso jack-rack, offrono una semplice interfaccia per inserire in un rack virtuale i vari plugin LV2.

Anche questo è da compilare. Scaricate i sorgenti tramite git digitando da terminale il comando

git clone git://repo.or.cz/zynjacku.git

Orasiete pronti per la compilazione… con la mia karmik non ho dovuto installare dipendenze, anche perché ne avevo già un po’ installate, quindi non saprei dirvi cosa dovete scaricarvi per compilarlo :) (beh… una cosa che potete fare per cominciare è installare almeno le build-essentials ;) )

Ora non vi resta che avviare Jackd e avviare a vostra scelta zynjacku o lv2rack.

Buon testing a tutti!


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mag
25

Jack-audio: applicazioni utili ma (quasi) sconosciute

 

Chiamarle sconosciute forse è esagerato… diciamo che sono quelle applicazioni meno famose che si trovano solo se andiamo a cercarle di proposito! :)

Questo brevissimo post ha infatti il duplice scopo divulgativo-promemoria per me.

Ecco le applicazioni

  • a2jmidid: è a tutti gli effetti un bridge che permette di collegare client (r e w) MIDI che usano l’interfacciab a quelli che usano b e viceversa. Per una pacifica convivenza tra applicazioni “vecchie” e quelle che usano il “nuovo” MIDI di JACK
  • jack-keyboard: dal nome si intuisce facilmente che è la controparte del noto vkeybd che sfrutta il MIDI di JACK. In pratica fornisce una tastiera virtuale con qualche feature in più rispetto a vkeybd (ad esempio un numero maggiore di ottave di estensione)
  • QJackMMC & JackCtlMMC: sono 2 programmi (GUI e riga di comando) che permettono di connettere devices che mandano messaggi MMC (Midi Machine Code) in modo da poter comandare il transport di JACK (sincronozzazione, start, stop, …). Utile in caso di presenza di outboard con controlli MMC.

Se avete altre segnalazioni… segnalate pure :)

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apr
16

Tangible Interface for control synthesizer on Linux

 

Funziona!!

fiducial id 0

fiducial id 0

Ora controllo un sintetizzatore modulare definito con ams senza toccare il PC e senza nessun controller midi, ma solamente appoggiando sul tavolo qualche fiducial marker :)

Spero di informarvi presto sugli eventuali sviluppi!

Per i curiosi, fate un giro qui! :)

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apr
10

JackD mixers: altri “master controller” per Jack

 

Dopo aver segnalato un mixer per gestire in modo centralizzato diverse applicazioni che si appoggiano al server audio Jack, vi presento altre 3 applicazioni che svolgono lo stesso lavoro, ma con features diverse. Sono tutte in fase di sviluppo quindi possono mancare alcune features utili… attendiamo:

  • JackMiniMix (minimale ma con la possibilità di essere controllato via OSC!! molto comodo se si dispone di un controller hardware esterno)
  • Jackmaster (molto promettente e ricco di features… da implementare anche effetti LADSPA in insert)
  • JackMix (utile, ma a mio avviso l’interfaccia è migliorabile :) )

Per ora è tutto… se avete altre segnalazioni fatevi avanti :)

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feb
26

Jack Mixer: un mixer per le vostre applicazioni audio

 

Vi presento un’applicazione che a potrebbe risultarvi utile in certe situazioni.

Io, come credo molti di voi che leggete questo blog, mi sono trovato nella necessità di avere un mixer centralizzato per gestire i volumi delle miriadi di “jack-applicazioni” aperte contemporaneamente :)

La procedura standard in questo caso prevede la regolazione dei volumi di ogni flusso attraverso la singola applicazione… un po scomodo!

mixer01

Con jack Mixer posso farlo in modo centralizzato, gestendo ogni porta (ingresso o uscita) come un canale di un mixer. Può essere utile anche in caso si disponga di una scheda audio multitraccia che non abbia un’interfaccia mixer incorporata (come Envy24 control o Echomixer) Jack mixer ci viene incontro svolgendo queste funzioni a livello applicazione. E’ un progetto abbastanza giovane, quindi non ancora completo, ma la sua mansione la svolge egregiamente. Le mancanze che a mio avviso potrebbero “fare la differenza” sono in sostanza 3:

  • possibilità di gestire bus (sottogruppi e mandate)
  • possibilità di salvare delle patch (però con LASH forse si può ovviare a questo problema, non ho ancora testato questa feature)
  • supporto a superfici di controllo MIDI/OSC (darebbe a jack mixer un aspetto decisamente PRO)

Queste mancanze penso che siano dovute alla tenera età di questo progetto e spero che cresca bene in questa direzione! Ora veniamo all’aspetto tecnico dell’installazione. I sorgenti potete prelevarli da qui. Nella mia Ubuntu Studio Intrepid Ibex 8.10 64bit, le dipendenze che ho dovuto installare sono poche, ma questo è dovuto anche al fatto che ho già compilato un po di cose, quindi facilmente alcune dipendenze erano già installate. Vediamo quello che ho dovuto aggiungere:

$ sudo apt-get install swig python-fpconst python-lash libphat0 libphat0-dev

Fatto questo passiamo alla compilazione (io sono partito dalla versione SVN)

$ ./bootstrap

$ ./configure

$ make

$ sudo make install

A questo punto possiamo provarlo. Avviamo jack e digitiamo

$ jack_mixer

Arrivati qui… io ho avuto un errore che vi ripropongo:

$ jack_mixer PHAT audio widgets not found, some features will not be available Traceback (most recent call last): File “/usr/local/bin/jack_mixer”, line 42, in from serialization_xml import xml_serialization File “/usr/local/bin/../share/jack_mixer/serialization_xml.py”, line 23, in import xml.dom.ext ImportError: No module named ext

Per salvare le scene con LASH ha probabilmente bisogno di questo modulo python, ma nella Intrepid questo modulo è stato incorporato nel core di python quindi andrebbe corretto il codice del programma. Compilarlo senza il supporto lash non è previsto dal ./configure, allora urge un workaround. Apriamo l’eseguibile (è in python)

$ sudo gedit /usr/local/bin/jack_mixer

Portiamoci alla riga 42 e modifichiamo il codice commentando le istruzioni che caricano il modulo prefissandole con “#” in questo modo

# no need for serialization if there is no LASH available

#if lash:

# from serialization_xml import xml_serialization

# from serialization import serial

A questo punto potete fare tutti i test che volete e segnalare eventuali impressioni ai programmatori di jack mixer! :)

Ciao a tutti!!

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feb
05

LV2… il futuro?

 

LV2, come già detto in questo blog, è uno standard per lo sviluppo di plug-in e host, per la generazione e il processing audio. La differenza principale con il suo predecessore (LADSPA), è che gli LV2 hanno la possibilità di creare un’interfaccia grafica (come i più famosi VST e VSTi) per renderne più comodo l’utilizzo.

il logo

il logo…

Dal punto di vista delle potenzialità, questo progetto sembra molto promettente. Per ora non c’è ancora un grosso set di plug-ins, ma qualcosa si stà muovendo.

In attesa di qualche guida su come utilizzarli al meglio e quali potrebbero essere dei plug-in interessanti, vi lascio alcuni link per cominciare a fare qualche test :)

  • LV2 – il sito del progetto
  • Zynjacku – un host per plugin LV2 per Jackd, con funzionalità simili a Jack-rack (un buon punto di partenza no? :D )
  • ll-plugins – una buona raccolta di virtual instruments
  • Calf audio plugin – raccolta di plugin pensati per un uso professionale
  • SWT LV2 – porting dei plugin SWT dalla versione LADSPA

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dic
17

VST Host DSSI on Linux 64 bit

 

Di recente ho fatto l’upgrade della mia Ubuntu Studio alla versione Intrepid Ibex 8.10 64 bit.

A parte il difetto che fino ad ora non è ancora pronto un kernel real-time, il mio problema era fare funzionare i VST (a 32 bit) su un sistema a 64 bit.

Mi sono detto:  wine non dovrebbe avere problemi a emularmi sw a 32 bit. Infatti è così, però ho trovato certe difficoltà nel compilare vst host come fst o dssi-vst sulla 64 bit. Tutt’ora fst non sono ancora riuscito a compilarlo. Dssi-vst invece (il quale fa uso della tecnologia DSSI - si pronuncia Dizzy), dall’ultima versione (0.8) hanno un Makefile che dovrebbe facilitarne la compilazione a 64 bit.

Dizzy Gillespie

Dizzy Gillespie

Scarico e provo a compilare… un po di dipendenze da installare… nulla.

Ora vi illustro i passaggi che ho seguito per compilarlo.

Una volta prelevati i sorgenti di dssi-vst da qui, e la vst sdk 2.4 rc2 da qui (richiesta per poterlo compilare) ho dovuto fare una piccola modifica ad un link di una libreria (questo vale per il mio sistema – ubuntu 8.10 64 bit, nonso per altre distro si ha lo stesso problema).

/usr/lib32$ sudo ln -s libstdc++.so.6.0.10 libstdc++.so

Quello che ho fatto è in sostanza cambiare il link che in precedenza puntava alla versione 5 della libreria libstdc++ (si trova in /usr/lib32/) e farlo untare alla versione 6. Con questo stratagemma è stato possibile compilare una versione funzionante di dssi-vst.

Pero compilarlo è sufficiente scompattare nella cartella dei sorgenti di dssi-vst l’archivio della vst sdk 2.4 e dare il comando

$ make

$ sudo  make install

a questo punto basta solo avviare JackD e caricare il nostro vst con il comando

$ vsthost mio_vst.dll

Non specifico tutte le dipendenze per compilarlo perchè non me le ricordo :P

quelle che mi ricordo si possono installare digitando

$ sudo apt-get install wine-dev dssi-dev libc6-dev-i386

Se qualcuno volesse segnalarmene altre ben venga ;)

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ott
16

M-Audio UNO + Yamaha Keyboard on Linux

 

In questo post descrivo i (pochi) passaggi che ho eseguito per usare il cavo MIDI-USB della M-Audio. Per la precisione il midisport 1×1 (un ingresso e una uscita).

M-Audio UNO midisport 1x1

M-Audio UNO midisport 1×1

Premetto che la distro che uso è Ubuntu Hardy 8.04 LTS e che la versione del mio M-Audio UNO è la PRIMA (richiede il caricamento di un firmware). Per la seconda versione dell’UNO, il firmware non dovrebbe (ma non ne sono sicuro :) ) servire.

Per installare il firmware basta digitare dal terminale il seguente comando

$ sudo apt-get install midisport-firmware

ed il gioco è fatto :D . Il firmware (se si usa Ubuntu Hardy) verrà caricato in automatico.

Ora basta inserire l’UNO nella porta usb e come per magia… FUNZIONA! :D

Avviando Jack con QJackCtl è possibile vedere l’interfaccia MIDI, e quindi la si può collegare ad un qualsiasi soft synth e suonarci e controllare alcuni parametri del synth con i controlli presenti sulla tastiera MIDI.

Ovviamente ci si può “attaccare” anche una drum machine o una batteria elettronica e suonarla, ad esempio, con Hydrogen (ecco come fare).

l'UNO "attaccato" ad AMSynth

l'UNO "attaccato" ad amSynth

Io l’ho provata con la mia (hemm… quasi :D vero Piccy?) tastiera Yamaha CS1X, e funziona a meraviglia. Specifico che ho usato una tastiera Yamaha perchè girovagando per internet, mi sono imbattuto in alcuni thread in cui si lamentava il mancato funzionamento dell’UNO con le tastiere Yamaha. Infatti esiste una certa incompatibilità con queste tastiere (anche con sistemi operativi quali Win e MacOS), però la mia esperienza con la CS1X è positva.

Per ora è tutto.

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ott
01

Buona notte…

 
lavagna creativa

lavagna creativa

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